LE VIRTÙ MORALI

LE VIRTÙ MORALI
 
+ Le virtù teologali orientano le facoltà dell’anima secondo l’ordine soprannaturale.
+ Le virtù morali sono i mezzi per ottenere il fine di cui sopra.
+ Non è possibile enumerare le virtù morali; i teologi le raggruppano intorno alle virtù cardinali: prudenza, giustizia, temperanza, fortezza.
 
1.       Prudenza (dono del Consiglio)
 
La più importante infusa da Dio insieme alla grazia santificante nell’intelletto pratico per il giusto governo delle proprie azioni in vista del fine soprannaturale.
Opera dipendendo dalla ragione illuminata dalla fede e informata dalla carità. Aiuta l’individuo ad evitare il peccato; contribuisce all’incremento e alla crescita delle virtù; implica i seguenti tre atti: deliberazione, giudizio, esecuzione.
Per la perfezione della virtù della prudenza sono necessarie otto parti integranti: memoria del passato, comprensione del presente, docilità, sagacia, forza del ragionamento, preveggenza, circospezione, precauzione.
La pratica di essa varia a seconda dello stato di perfezione, e cioè: per i principianti, per i proficienti, per i perfetti.
La perfezione della virtù della prudenza si raggiunge sotto l’impulso del dono del Consiglio, che è un abito soprannaturale infuso, col quale lo Spirito Santo ci permette di giudicare rettamente, in particolari situazioni, soprattutto nei casi in cui è richiesto un giudizio immediato.
Produce i seguenti effetti meravigliosi: preserva dalla falsa coscienza; offre la soluzione a molte situazioni e problemi difficili e inaspettati; ispira ai superiori i mezzi più adatti per governare; accresce la mansuetudine verso i legittimi superiori.
Per disporsi alle operazioni dei doni dello Spirito, oltre a quelle generali, per quello del consiglio si richiedono le seguenti speciali predisposizioni: profonda umiltà; riflessione e pazienza; capacità di ascoltare la voce di Dio; docilità e obbedienza.

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