I DONI E I FRUTTI DELLO SPIRITO SANTO

di Padre Morandini Giuseppe

 
Il Signore Dio, sommo bene, è la sorgente inesausta di ogni dono. Ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce (Gc 1,17).
Mediatore di ogni dono divino è Gesù, colui che è il donato dal Padre per la salvezza degli uomini (Gv 3,16).
Egli dona nella potenza dello Spirito riversato in noi (Rm 5,5) nella rigenerazione del santo Battesimo.
Ogni persona, così, divenuta figlio di Dio, ha una originale identità e doni propri e irrepetibili. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune (1Cor 12,7).
In un solo corpo abbiamo molte membra... Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno di noi (Rm 12,4.6)
Le vocazioni, i ministeri, i carismi sono diversificati dallo Spirito nelle strutture umane della Chiesa.
È lui (lo Spirito) che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo (Ef 4,11).
Tutta la vita cristiana è dono dello Spirito, perché la rigenerazione alla vita di Dio avviene in lui, che è riversato nei nostri cuori, per i meriti di Cristo, morto e risorto. Lo Spirito santo è Signore e dà la vita (Credo).
La fede, la speranza e la carità, virtù teologali infuse nel Battesimo, sono dono dello Spirito, perché a lui è attribuita l’opera della santificazione, che è conoscenza soprannaturale di Dio, fiducia in lui e amore per lui, in tutte e sopra tutte le cose.
La fede, la speranza e la carità rendono le facoltà dell’uomo idonee alla partecipazione alla natura divina. Dispongono i cristiani a vivere in relazione con la SS. Trinità. Sono il pegno della presenza e dell’azione dello Spirito santo nelle facoltà dell’essere umano (C.C.C. nn.1812-1813).
Parlando del germoglio, che spunterà dal tronco di Jesse, del virgulto che germoglierà dalle sue radici, il profeta Isaia dice: Su di lui si poserà lo Spirito del Signore (Is 11,1-2).
La vita morale del cristiano è sorretta dai doni dello Spirito santo. Essi sono disposizioni permanenti, che rendono l’uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito santo. I sette doni dello Spirito santo sono: la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. Appartengono, nella loro pienezza, a Cristo. Essi completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono (C.C.C. nn. 1830-1831).
Sono doni gratuiti del Battesimo.
Lo Spirito santo, poi, plasma nei suoi fedeli le sue perfezioni, che sono i suoi frutti, come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza, castità (Gal 5,22-23) (C.C.C. n. 1832).
Dinanzi a tale enorme ricchezza, comprendiamo le parole di Gesù: Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7,37-39).
Lo Spirito santo è sigillo di garanzia.
E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che grida: Abbà, Padre! (Gal 4,6).
Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei Profeti (Credo).

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