Archivio Mensile: Marzo 2013

Giovedì 21 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima 0

Giovedì 21 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 8,51-59)
    Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia Parola, non vedrà
    la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come
    anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia Parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande
    del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io
    glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro
    Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non Lo conosco, sarei come voi: un mentitore.
    Ma io Lo conosco e osservo la sua Parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno;
    lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?».
    Rispose loro Gesù: «In verità, in verità Io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle
    pietre per gettarle contro di Lui; ma Gesù si nascose e uscì dal Tempio. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È facile intuire la non comprensione dei giudei, il dato che presentava Gesù era davvero elevato, pesante per
la loro scarsa capacità spirituale e questo li rendeva ancora più agitati. Non potevano assolutamente entrare nel
pensiero di Gesù, essi non conoscevano Dio in quanto non erano osservanti della sua Legge e rimaneva impossibile comprendere Gesù.
Quindi Gesù non parlava inutilmente ai giudei, non perdeva mai tempo con nessuno, se spiegava questo ad essi era opportuno.
Nulla di quanto compiva il Signore era superfluo, il problema non era la sua Parola, quanti non la comprendevano invece avevano serie difficoltà spirituali. Anche se diverse parabole neanche gli Apostoli le comprendevano però essi ne coglievano il concetto, assimilavano sempre qualcosa perché erano desiderosi di seguire
Gesù. Già questa disposizione interiore manifesta una disponibilità molto forte.
Il Vangelo è un po’ complicato da comprendere, quando si cerca di spiegarlo con le sole categorie umane si
sbaglia quasi sempre, infatti rimane impossibile penetrarne il significato senza la Luce dello Spirito Santo. Voi
leggete il Vangelo e spesso qualcosa rimane incomprensibile perché il suo significato sfugge, questo però non
indica che siete lontani da Gesù ma che dovete pregare bene per capire la Parola.
La Parola di Dio va pregata, adorata, accolta come la lascia scivolare Lui, senza inserire interessi personali o altro che piace.
Se meditate ogni giorno bene questa parola del Vangelo, diventa sempre più familiare e comprensibile, si
superano quelle difficoltà che si avevano in precedenza. Siamo in cammino verso la perfezione cristiana, ognuno con i suoi tempi ma è importante tenere vivo il desiderio di restare in comunione con Gesù. La sua Parola
non sempre è facile, però agisce il suo Spirito in noi quando la meditiamo e vogliamo viverla.
“Se uno osserva la mia Parola, non vedrà la morte in eterno”, infatti quanti vivono in Cielo sono vivi, anche se in una forma diversa ma le anime sono immortali. Leggiamo alcuni passaggi del Catechismo del 1992:
“Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella Grazia di Cristo […] costituiscono il popolo di
Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della risurrezione, quando queste
anime saranno riunite ai propri corpi.
“Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite attorno a Gesù e a Maria in Paradiso, forma
la Chiesa del Cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è e dove sono anche associate, in
diversi gradi, con i Santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi e aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine”.
“Coloro che muoiono nella Grazia e nell’amicizia di Dio, ma imperfettamente purificati, benché sicuri della
loro salvezza eterna, vengono sottoposti, dopo la morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia di Dio”.
«In virtù della “Comunione dei Santi”, la Chiesa raccomanda i defunti alla misericordia di Dio e per loro
offre suffragi, in particolare il Santo Sacrificio Eucaristico».
“Seguendo l’esempio di Cristo, la Chiesa avverte i fedeli della triste e penosa realtà della morte eterna,
chiamata anche inferno”.
“La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio; in Dio soltanto l’uomo può avere
la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira” (1052-1057).
Gesù invita ad osservare la sua Parola per vivere da vivi in questa vita, mentre aumentano sempre più
quelli che sono senza la sua Grazia e non hanno in sé la Vita, l’agitazione prende il sopravvento e sembrano
sballottati dai venti del mondo. Non è sufficiente leggere il Vangelo, conoscerlo magari a memoria, la conoscenza deve tradursi nella vita, sono le opere a testimoniare che seguiamo il Signore.
Sappiamo che non tutti accettano la nostra spiritualità, anche in famiglia molti hanno difficoltà a pregare e
qualche volta qualche familiare un po’ disturbato accusa chi prega di essere un demonio. Non preoccupatevi, è
normale questo attacco dai diavoli arrabbiati, essi perdono potere e si agitano. Anche Gesù era colpito con le
stesse accuse: “Ora sappiamo che sei indemoniato”. Non è bello ricevere questa accusa, ma Gesù oltre questa
ne ricevette altre ancora più gravi.
“Chi credi di essere?”, è l’interrogativo che viene posto anche alle anime buone o che viene solo pensato
dai cattivi che non possegono lo Spirito di Dio. La società andrà a perdere gradatamente l’amicizia di Dio ed
arriverà a seguire il male sotto ogni forma di degenerazione, anche quel male che viene presentato come bene.
Già il peccato in molti contesti ecclesiali viene presentato come un’esperienza positiva per conoscere la misericordia di Dio… Questa è la stessa teoria dei protestanti e viene insegnata un po’ ovunque.
Ritorno all’incapacità dei giudei di capire Gesù. Lo esprimono benissimo in questa domanda: “Sei tu più
grande del nostro padre Abramo, che è morto?”. Evidentemente i loro pensieri si muovevano su piste diverse,
Gesù si riferiva al suo Spirito eterno e che ha potuto conoscere Abramo, i nemici consideravano la sua età. Un
discorso viziato dall’incapacità dei giudei di entrare nella dimensione spirituale di Gesù, ci riuscirono con molte
difficoltà gli Apostoli dopo tre anni di vita comune, perché seguivano ancora la mentalità vecchia.
Però Gesù si spinge oltre ed arriva a svelare la sua eternità come Figlio di Dio quando afferma: “Prima che
Abramo fosse, Io Sono”, un titolo contenuto nelle Scritture e che i giudei conoscevano bene. Gesù si presenta
con lo stesso nome che Dio indicò a Mosè per parlare al faraone d’Egitto e agli israeliti sottoposti alla schiavitù:
“Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono! Poi disse: Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi” (Es
3,14).
Il nome con cui si presenta Gesù viene considerato un sacrilegio, ma Gesù così esprime solamente la
Verità.
Inoltre Gesù li accusa di pretendere di conoscere Dio solamente perché si recavano al Tempio e recitavano
meccanicamente alcune preghiere. «Voi dite: “È nostro Dio!”, e non Lo conoscete». L’affermazione è sempre
attuale e richiede una risposta dai cristiani che pregano ma non riescono a capire il valore della loro preghiera.
Molti cristiani in buonafede si impegnano per crescere nella Fede ma per varie difficoltà fanno fatica. Occorre
insistere con serenità e si colgono buoni frutti, il cammino verso Gesù diventa facile e piacevole.
Purtroppo diventa sempre più difficile per molti cristiani vivere la Fede pubblicamente sia per l’attacco massiccio dei diavoli sia per l’opposizione di quanti non hanno Fede. Gli attacchi manifestati o subdoli non mancano e sicuramente cresceranno come crescerà la confusione dei cristiani in questi tempi di purificazione. I giudei
cercarono di lapidare il Signore, questo fatto manifesta il loro profondo odio: “Allora raccolsero delle pietre
per gettarle contro di Lui; ma Gesù si nascose e uscì dal Tempio”.
Noi siamo consacrati al Cuore Immacolato di Maria e in questo Rifugio troviamo pace e gioia. Qui i
diavoli non possono raggiungerci!

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mi deciderò a dialogare e chiarirmi con quel parente, amico, conoscente con cui vivo in contrasto.

Pensiero
Il digiuno che tutti potete fare è custodire il vostro cuore e i vostri sensi. (San Giovanni Bosco).

Mercoledì 20 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima 0

Mercoledì 20 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 8,31-42)
    Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In
    verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per
    sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che
    siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.
    Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
    Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo
    non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione;
    abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono
    uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È libero nel cuore e nella mente solo chi conosce la Verità, cioè Gesù Cristo. Lo vediamo ovunque, se non
c’è il Signore le persone sanno agire esclusivamente con un egoismo penoso, non riescono a vedere altro se non
i loro interessi. Questa è la piaga della società, purtroppo và a toccare anche gli altri quando l’egocentrismo ha
colpito la classe politica.
In Italia non si sono ancora accordati per governare mentre ogni giorno chiudono 167 aziende, questo governo non ha ancora capito l’urgenza di pagare i debiti a migliaia di aziende fornitrici perché queste rischiano di
chiudere se già non è avvenuto. Lo Stato non dispone di tutto il denaro, sarà così, almeno potrebbe cominciare a
pagare una parte per dare respiro. È un disastro nel disastro.
Ieri la signora che guida la Germania ha avanzato la possibilità -da far attuare al governo italiano- di compiere un prelievo forzoso del 15% dai conti bancari di ogni italiano che ha soldi depositati. Che ne pensate? Se avete in banca 100mila euro improvvisamente ne spariscono 15mila perché prelevati dallo Stato. La stessa proposta del 15% l’ha fatta al governo di Cipro ma il parlamento ha respinto questo “consiglio”.
Nel frattempo Mosca ha schierato cinque fregate che tengono a tiro Cipro, perché i russi hanno depositato
ben 24 miliardi di euro nelle banche cipriote. Questa di Mosca è una seria minaccia preventiva, le coste dell’isola pattugliate sono un monito molto esplicito.
Chi è libero interiormente in questa società? Libero nel senso che lo intende Gesù non si interpreta come chi
non è soggetto a regole ma chi è slegato dalla schiavitù delle passioni e dei vizi. Chi non osserva le regole più
che libero è schiavo di se stesso, della sua superbia e della ribellione interiore. È schiavo chi segue immediatamente qualsiasi pensiero che si presenta alla mente, anche se spinge a commettere immoralità e altro di umiliante per un essere umano.
Molte persone affermano di fare qualcosa perché “lo sentono”, ed è una cosa buona quando spinge al bene e
a vivere secondo i valori morali, ma se conduce lontano dal bene e si configura come male, allora chi attua quei
pensieri è sottoposto all’obbedienza di un comando corrotto. Occorre discernimento, ed è possibile a quanti
conoscono Gesù e il suo Vangelo, essi hanno i mezzi per comprendere la bontà o la malizia di un pensiero.
Rimane comunque difficile ai non credenti e ai cristiani poco impegnati nella preghiera resistere a determinati pensieri che si ripetono pure con insistenza. Riescono a resistere forse per un’altra ragione che effettivamente impedisce la realizzazione di quel pensiero, ma soffrono se non lo mettono in atto. È difficile resistere ad
una tentazione che porta al peccato se non si possiede la padronanza della volontà.
“Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato”, si indebolisce a poco a poco nello spirito fino a non
avere più la forza per resistere ad ogni tentazione. Diventa succube di ogni strambo pensiero, non possiede il
controllo della volontà e mostra una forte predisposizione al male. La persona può illudersi di fare tutto bene
perché non conosce i Comandamenti o li ha soffocati anche se involontariamente, ma non ha più chiaro
l’andamento della sua vita.
Ovviamente c’è una indubitabile distinzione tra i peccati che si commettono. Una cosa è mancare di pazienza o non mostrarsi affettuosi, altra cosa è emettere giudizi temerari o diffamare gli altri. C’è una gradualità nei
peccati e una responsabilità personale che può variare da determinati fatti. Ma il peccato è sempre peccato, ci
sono peccati veniali e quelli mortali, questi lasciano l’anima senza la Grazia di Dio, in uno stato deprimente.
Gesù chiama libero chi non è più schiavo dei vizi ed è veramente in pace con sé e con gli altri. Si considera in pace con tutti.
“Se rimanete nella mia Parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi”.
Avvicinarci a Gesù significa diventare liberi, sempre meno dipendenti da tante cose che ingannano e che falsamente si considerano indispensabili, la mente è libera di scegliere ciò che è giusto e lecito. Questa condizione
interiore si acquisisce tramite Gesù, la sua Grazia eleva la natura di una persona, e per conoscere questa Verità
dobbiamo sempre rivolgerci alla Madre della Grazia Divina.
Gesù ci chiede di rimanere nella sua Parola, infatti è impossibile essere suoi discepoli se non siamo fedeli ai
suoi insegnamenti. Rimanendo in Gesù è facile conoscere quello che vuole Lui e scopriamo che i nostri pensieri
sono spesso infarciti di troppa umanità e dipendenza dai vizi. Questa scoperta illumina e rende forti fino a vincere i vizi anche se è difficile sradicarli completamente.
La conoscenza di Gesù e la sua vicinanza liberano la mente e il cuore dagli affetti disordinati e dalla
schiavitù dei vizi.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mi deciderò a dialogare e chiarirmi con quel parente, amico, conoscente con cui vivo in contrasto.

Pensiero
Il digiuno che tutti potete fare è custodire il vostro cuore e i vostri sensi. (San Giovanni Bosco)

Martedì 19 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE 0

Martedì 19 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE

  • VANGELO (Mt 1,16.18-21.24)
    Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    Giacobbe generò Giuseppe, lo Sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato
    Gesù Cristo: sua Madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si
    trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo Sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla
    pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in
    sogno un Angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua
    Sposa. Infatti il Bambino che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo; Ella darà alla luce un Figlio e tu lo
    chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece
    come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La Santa Messa di inizio del pontificato di Papa Francesco caduta nella solennità di San Giuseppe ci rallegra
e preghiamo il Patriarca di avere sempre cura della Chiesa Santa come ebbe cura della Santa Famiglia. Nella
sua omelia il Papa ha parlato ampiamente del ruolo di San Giuseppe, ha indicato diverse volte il termine custodire, ruolo impensabile e raro, appunto quello di proteggere il Figlio di Dio e la Madre di Dio incarnato.
Noi auguriamo alla Chiesa che anche Papa Francesco sia custode fedele della sana Tradizione e difenda sempre il Vangelo storico.
Questa solennità ci invita a conoscere un Santo davvero speciale, San Giuseppe non solo è potente ma viene
anche ascoltato con facilità da Gesù e da Maria. Come potrebbero Loro due dire no a questo grandissimo Uomo
mite e dolce che dedicò la vita alla protezione delle due Creature Santissime?
San Giuseppe custodì con piena dedizione Gesù Bambino e la Madre, questa custodia si estende poi alla
Chiesa, ed è quello che ha scritto il Beato Giovanni Paolo II: “San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di
Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico
Corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello” (Esort. ap. Redemptoris Custos, 1).
Nulla nega San Giuseppe a coloro che Lo pregano con Fede e partecipazione, ne hanno fatto esperienza i
grandi Santi, appunto Santa Teresa d’Avila ha scritto che “tutto quello che viene chiesto a San Giuseppe, si ottiene sempre”. Chiaramente sono quelle richieste buone per l’anima e la vita fisica. Si chiede ciò che è conveniente per compiere la volontà di Dio e quanto Dio considera giusto.
San Giuseppe nel Vangelo viene chiamato giusto, termine che è sinonimo di imparziale, onesto, retto, sincero. Sono caratteristiche che continuano a sparire dalle qualità umane, vediamo che molti più che preoccuparsi di
averle e di accrescerle, la tensione della vita che portano addosso li spinge a pensare ad altro, a cogliere il momento per non perdere l’occasione di peccare o di commettere un’azione illecita.
Quanto è bello avere la coscienza onesta, pulita, pura, e non avere tormenti come quelli che hanno
commesso opere sbagliate!
La solennità di San Giuseppe principalmente ci chiama ad un servizio più amorevole ed umile verso Gesù e
Maria, è l’invito a restare con Loro due durante la giornata e costantemente nella nostra vita. Questo possiamo
farlo anche quando si lavora e la mente è già occupata, si tratta di recitare ogni mattina la consacrazione alla
Madonna ed impegnarsi di voler compiere la volontà di Gesù in tutte le circostanze che si presentano e di offrire a Lui e alla Madonna ogni opera, parola, rinnegamento, il lavoro che si compie, le fatiche dei viaggi e
l’amorevolezza che dobbiamo mostrare nei dialoghi.
Questo atto è la preghiera di consacrazione, come quella della nostra Parrocchia virtuale http://www.gesue
maria.it/efficace-preghiera.html oppure se si è impossibilitati per qualche imprevisto si può recitare con parole
proprie, questo comunque è l’atto di volontà che decide di offrire tutto ciò che si compie di buono nelle 24 ore a
Gesù e a Maria.
Anche se studiate, lavorate, viaggiate, dialogate, camminate, in qualsiasi circostanza della giornata tutto
quello che viene compiuto da voi è una continua offerta di amore a Gesù ed è anche un atto incessante di riparazione contro i sacrilegi e le bestemmie.
Nel recitare l’atto di consacrazione è bene ricordare San Giuseppe, Lui vuole guidarci e condurci a Gesù e a
Maria così come guidò Loro due nei travagliati viaggi per fuggire dalla furia di Erode. Anche i diavoli fuggono
da San Giuseppe. Nelle tentazioni e nei disturbi causati dai diavoli pregate il Santo e certamente la vostra condizione spirituale migliorerà.
Il Santo Patriarca è la figura più amabile dopo Loro due, anche Lui assorbì -in modo minore rispetto la Madonna ma elevatissimo lo stesso- da Gesù Bambino per lunghi anni la Grazia che fluiva ininterrotta dal Verbo
eterno, fu divinizzato per la sua disponibilità ad accogliere la potenza dello Spirito di Dio.
San Giuseppe non è grande solo perché si prese cura di Gesù e di Maria, Egli è una cima di santità per
la docilità e la bontà.
Trascrivo un famoso esorcismo che ho già pubblicato nella mia Rivista e che si trova anche nel sito ma lo
invierò presto per aiutarvi a comprendere la potenza del Santo Rosario, la devozione alla Madonna e a San Giuseppe. Leggiamo dall’articolo alcuni passi:
«L’esorcista lesse altre preghiere, mentre il gruppetto continuava la recita dei Rosari.
“È importante la devozione a San Giuseppe? Rispondi in nome della Sacra Famiglia!”.
“Sìì”.
“È vero che San Giuseppe è il Santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in nome della Santissima Trinità”.
“Sì” confermò il diavolo, annuendo anche col capo.
“Concede molte Grazie San Giuseppe?”.
“Sì”.
“Perché è chiamato il Santo della buona morte? Rispondi in nome dello Spirito Santo!”.
“Aiuta a morire bene” rispose, dopo ripetuti inviti in nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
“Cioè tiene lontani voi diavoli nel momento della morte?!”.
“Sìì”».
Devo anche evidenziare come San Giuseppe accolse prontamente la volontà di Dio, nonostante la drammatica verità della gravidanza della purissima Sposa. Doveva essere proprio docilissimo, non restò un istante bloccato nel compiere quanto aveva pensato ma accolse con prontezza la volontà di Dio. Ci insegna anche questo, ci
dice che non tutto quello che si pensa viene da Dio o è buono da attuare. Quello che Lui aveva pensato anche se
con mitezza non lo voleva Dio, non doveva abbandonare la giovane Maria.
Quindi, occorre pregare prima di agire e di parlare.
È molto prudente pregarlo prima di fare scelte di vita, si deve invocare il suo aiuto e la sua guida. Amate e pregate San Giuseppe!

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MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mi deciderò a dialogare e chiarirmi con quel parente, amico, conoscente con cui vivo in contrasto.

Pensiero
Il digiuno che tutti potete fare è custodire il vostro cuore e i vostri sensi. (San Giovanni Bosco).

Lunedì 18 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima 0

Lunedì 18 marzo 2013 5ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 8,12-20)
    Io sono la luce del mondo.
  • In quel tempo, Gesù parlò e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
    ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza
    non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se Io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché
    so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo
    la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma Io e il
    Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono Io
    che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero
    allora: «Dov’è tuo Padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio.
    E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nel mondo mancano la vera pace e la giustizia perché la Luce di Dio non è più accesa, in molti modi sono
riusciti a spegnere la bussola morale e molti sono sballottati dalle loro avventate decisioni. Senza la Luce di Dio
la persona è nell’oscurità intellettuale, le scelte sono prese più per istinto che per discernimento, ed anche se in
molti casi l’esperienza fa indovinare alcune scelte, non sempre avviene per determinate situazioni in cui viene
richiesto qualcos’altro.
Neanche i farisei avevano questa Luce altrimenti non avrebbero causato tanti problemi a Gesù. Stavolta la
loro incredulità è rivolta al Padre di Gesù, essi non Lo conoscono e chiedono informazioni… Ma non vogliono
che sia il Signore a dare le prove dell’esistenza di suo Padre, chiedono che siano altri a dirlo perché la testimonianza di Gesù risultava di parte. Erano davvero smaliziati i farisei.
Gesù afferma di essere la Luce e i farisei che non potevano vedere quella Luce abbagliante, rifiutavano di accogliere le prove.
Più delle parole di Gesù erano i suoi miracoli a testimoniare sulla sua Persona e sul Padre che aveva inviato
il Figlio. Purtroppo non c’è peggiore cieco di chi non vuol vedere. Essi non vedevano infatti nulla, se non
l’aspetto esteriore, e non comprendevano la verità che si conosce con la Luce di Dio.
Anche se Gesù spiegava l’origine della sua testimonianza e che Lui poteva darla per la sua provenienza Divina, i farisei si intestardivano ancora di più perché potevano vedere solamente un Uomo che parlava e non la
sua potenza Divina. “La mia testimonianza è vera”, perché Gesù dava prova su quanto diceva, erano le sue opere a confermare la sua bontà.
Vedete la grande importanza delle opere. Sono esse a mostrare la Fede che abbiamo, dalle buone opere si conosce la Fede di ognuno.
La capacità maliziosa dei farisei li portava ad applicare la Legge contro gli altri mentre per se stessi chiudevano gli occhi. È la debolezza umana a spingere i più deboli a puntare il dito sugli altri ma evitano sempre di
guardarsi dentro. I farisei non lasciavano tranquillo Gesù e quasi facevano a gara pur di disturbarlo e causargli
difficoltà.
La differenza sostanziale ed infinita tra Gesù e i farisei è nota, Lui poteva affermare che i suoi giudizi erano
perfetti ma quelli non comprendevano la sua autorità. Gesù parlava ai sordi, nessun discorso che rivolgeva ad
essi riusciva a farli riflettere un po’ e a valutare l’evidenza. Non è solamente incapacità di cambiare
un’opinione, è ancora più negativa della ostinazione, è una forma acuta di malizia che blocca quanti vedono i
segni di Gesù e li disprezzano.
Commuove leggere come Gesù si sforzava di spiegare ai farisei la bontà delle sue opere e che non poteva
venire dagli uomini il potere che Lui emanava, trovava chiuse le porte dei loro cuori e non c’era modo di forzare il loro libero arbitrio.
“Voi non conoscete né me né il Padre mio”, ripeteva Gesù ai farisei, la stessa frase la ripete sicuramente oggi anche a molti cristiani che non conoscono il Vangelo e non approfondiscono la loro Fede consultando il Catechismo del 1992. Di questo Catechismo esiste anche un Compendio molto utile e fedele, chi lo legge scopre
veramente la sua Fede e trova le risposte corrette alle eresie moderniste che circolano un po’ ovunque.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mi deciderò a dialogare e chiarirmi con quel parente, amico, conoscente con cui vivo in contrasto.

Pensiero
Il digiuno che tutti potete fare è custodire il vostro cuore e i vostri sensi. (San Giovanni Bosco).

Domenica 17 marzo 2013 5ª DOMENICA DI QUARESIMA 0

Domenica 17 marzo 2013 5ª DOMENICA DI QUARESIMA

  • VANGELO (Gv 8,1-11)
    Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il
    popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una
    donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito
    per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti
    per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno
    per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le
    disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse:
    «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche se si presentavano con modi educati davanti a Gesù, scribi e farisei portavano nel cuore e nella mente
una cattiveria ignobile, affondo il loro comportamento anche se non c’è una cattiveria nobile. Quando si è cattivi si possiede tutto il male possibile ed è quello che conosce bene anche satana. Parlo del male commesso deliberatamente, l’istinto non soppresso di nuocere agli altri anche senza valide ragioni. Comunque, non c’è mai
una buona ragione nel compiere il male.
Scribi e farisei si avvicinavano a Gesù con falsa gentilezza per suscitare una sua risposta, ma la loro contraddizione era molto evidente perché ponevano al Signore una domanda che conteneva anche la risposta. Cosa non
si fa per ingannare qualcuno, ma qui i perfidi volevano intrappolare lo stesso Dio chiedendo il suo parere su una
questione prevedibile. A loro interessava sentire una risposta, affermativa o negativa, per accusarlo e farlo arrestare.
Questa abitudine di porre domande per suscitare risposte magari più confuse che chiare, è il metodo di quanti vogliono tastare il polso ai buoni cattolici che pregano e vivono in Grazia di Dio. Soprattutto tra amici e
colleghi di lavoro si usa chiedere notizie sul Vangelo o sulla Chiesa per trovare materia di accusa o di
confusione. È un trabocchetto che in ultima analisi non fa diventare migliori quanti lo utilizzano, d’altronde che
gioia spirituale potranno mai riceverne?
Nel Vangelo di oggi effettivamente c’è un peccato, la donna viene posta in mezzo ed accerchiata da uomini
senza cuore, ma scribi e farisei conoscevano già la legge, non avevano alcuna ragione onesta per avvicinare Gesù se non per suscitare una sua affermazione confusa. “Tu che ne dici?”. Era un altro tentativo contro Gesù per
coglierlo in difetto ed accusarlo, ma Lui continuò a scrivere per terra. Rimase in prolungato silenzio.
Abbiamo letto dalla mistica Valtorta i passi importanti di questo dialogo: «“Maestro, è una profanatrice della Legge oltre che del talamo. Una ribelle, una sacrilega, una bestemmiatrice”. Gesù scrive. Scrive e cancella
lo scritto col piede calzato dal sandalo e scrive più là, girandosi piano su Se stesso per trovare altro spazio.
Sembra un bambino che giuochi. Ma quello che scrive non è parola di giuoco.
Ha scritto successivamente: “Usuraio”, “Falso”, “Figlio irriverente”, “Fornicatore”, “Assassino”, “Profanatore della Legge”, “Ladro”, “Libidinoso”, “Usurpatore”, “Marito e padre indegno”, “Bestemmiatore”,
“Ribelle a Dio”, “Adultero”».
Questi erano i peccati commessi da quanti accusavano la donna adultera, quindi, proprio da essi non poteva
arrivare l’accusa contro la peccatrice. Questi peccati Gesù li vede stampati nelle anime di quanti gridavano giustizia contro la donna. Gesù ha scritto e riscritto mentre sempre nuovi accusatori la incriminavano. Più gridavano contro la donna più Gesù continuava a riscrivere i loro peccati per terra e rimaneva silenzioso.
Come potevano questi uomini condannare la donna quando essi erano peccatori come lei o forse peggiori?
Questa è un’abitudine molto praticata da quanti hanno il vizio di fare del male, essi di tutto si accorgono
tranne che dei loro gravissimi peccati. Da parte nostra non li condanniamo, noi preghiamo per loro, senza conservare alcun risentimento né giudicarli senza alcuna prova. Noi amiamo tutti, senza limiti.
Gesù amò anche gli uomini che gli tendevano la trappola e con la sua risposta li disorientò: “Chi di voi è
senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Essi restavano a guardare la donna ma soprattutto attendevano la risposta di Gesù con le pietre in mano, pronti ad uccidere la donna senza considerare che i loro crimini erano gravi come l’adulterio.
Queste parole di Gesù invitano a guardarci dentro prima di giudicare o di valutare gli altri, non per trovare
probabilmente gravi peccati come quegli uomini, forse ci sono inclinazioni ad alcuni vizi che richiedono una
maggiore conoscenza e una lotta per vincerli. Rimane indispensabile guardare dentro di noi prima di parlare
degli altri.
Già parlare con giudizi degli altri può violare la legge morale, rimane invece sempre d’obbligo conoscerci
meglio, riflettendo ogni giorno sui motivi dei nostri comportamenti e delle parole che si pronunciano.
Chiediamoci quali motivazioni spingono a commettere peccati anche veniali e quale rimedio si conosce
per vincere le inclinazioni.
Mi voglio soffermare sulle parole di tenerezza che Gesù rivolge alla donna: “Neanch’io ti condanno; va’ e
d’ora in poi non peccare più”. Gesù manifesta il suo perdono e la misericordia infinita ad una donna che peccava sfrontatamente. Ci chiediamo: la donna accolse nella sua vita il perdono di Gesù? La donna era piena di
gioia per avere evitato la lapidazione, sicuramente gioiva grandemente per questo e non per il perdono ricevuto
da Gesù. Non lo comprendeva.
Invece la Confessione sacramentale per il fatto che ci dona la Grazia di Dio, deve farci gioire con una gioia
piena, in essa Gesù ci dona il suo perdono attraverso l’assoluzione del Sacerdote e le parole: “Io ti assolvo dai
tuoi peccati…”. Equivalgono a quanto detto da Gesù alla donna, ma ella non aveva la consapevolezza
dell’infinita importanza delle parole di Gesù: “Neanch’io ti condanno”. Noi sappiamo il significato
dell’assoluzione sacramentale ma occorre prepararsi bene.
Nella Confessione si devono avere le disposizioni interiori, altrimenti non si riceve la Grazia di Dio,
occorre prepararsi prima della Confessione e riflettere sui peccati commessi.
Nelle parole: “Io ti assolvo”, con l’imposizione delle mani e seguite dal segno della Croce tracciato sul penitente, avviene la manifestazione Divina, in quel momento il peccatore contrito e convertito entra in contatto con
la potenza e la misericordia di Dio. In risposta alla richiesta di ottenere il perdono, la Trinità si fa presente per
cancellare i suoi peccati e restituirgli l’innocenza.
Contrariamente alla donna che non comprese il perdono di Gesù, chi si confessa conosce la grandezza
dell’assoluzione e si premura per osservare la soddisfazione, quanto viene chiesto dal Sacerdote non tanto per
riparare quei peccati magari pesanti, ma per indirizzare la persona ad una vita dedicata alla preghiera.
Dopo ogni Confessione dobbiamo ringraziare Gesù per il suo perdono e meditare sull’importanza di
vivere in Grazia di Dio.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Sabato 16 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Sabato 16 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 7,40-53)
    Il Cristo viene forse dalla Galilea?
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri
    dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un
    dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è
    maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra
    Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche
    tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua. Parola del
    Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La Parola di oggi ci porta alla considerazione che i farisei avventatamente condannavano Gesù perché non
riflettevano sulle profezie e si lasciavano guidare dall’istinto, affermando ovviamente sempre il contrario della
verità e ingannandosi sulla vera identità del Signore. Questo modo avventato di valutare gli eventi e quanto si
conosce è oramai un’abitudine anche in molti cattolici, anche se non lo fanno in malafede non è neanche maturo agire in questo modo.
Si perde molto tempo inutilmente quando si disquisisce sugli eventi degli ultimi tempi e le avventate osservazioni cadono sempre in contraddizione, perché hanno uno schema fondato sulle opinioni variabili e confezionate secondo la convenienza. Non cito alcuni giornalisti ma anche cattolici capaci di confondersi e confondere
quelli che li seguono.
Non si può seguire chi scrive poesie moderniste e oppositore del Magistero della Chiesa, per poi ergersi a
maestri, è mancanza di discernimento.
Comprendo che l’uomo è fatto così, se non c’è una buona spiritualità è facilmente vulnerabile e sono molti i
cattolici che cambiano spesso opinione su quanto avviene nella Chiesa, essi si lasciano guidare dalle proprie opinioni e non dalle parole di Gesù. Si cambia posizione secondo il momento di fervore o di abbattimento, si esprimono sentimenti e non convinzioni prodotte dalle Fede. È il Vangelo la nostra Luce.
Questi tempi sono molto confusi e dobbiamo sempre vigilare sulla nostra Fede, su quanto avviene nella Chiesa e nel mondo.
Non dobbiamo mai lasciarci prendere dall’avventatezza nel parlare e nei rapporti interpersonali, come anche
e soprattutto su ciò che riguarda la nostra Fede. Faccio un esempio: Medjugorje viene considerata correttamente
la più lunga ed importante apparizione della storia, i frutti scaturiti sono incalcolabili e continuano ancora a venire fuori. È però immaturo garantire per il futuro la stessa fedeltà, infatti non si può sapere, noi ci auguriamo
che tutto rimanga così bello e fedele alla Madonna, ma la prudenza soprannaturale ci dice che nessuna cosa è
certa se non dopo la sua realizzazione.
Da anni ripeto che Medjugorje è importante e lì la Madonna ha dato insegnamenti di vita cristiana importanti, ma non possiamo noi assicurarlo anche per il futuro. Infatti, chi può esserne pienamente sicuro? Cosa se ne
può sapere di quanto potrebbe avvenire ad un veggente? Come possiamo garantire per altre persone? Lo stesso
discorso vale anche per tutte le apparizioni autentiche.
Quindi, la prudenza mi fa ripetere che a Medjugorje si può senza dubbio andare perché luogo mariano e di
conversione, ma aggiungo: “Fino adesso va tutto bene e spero profondamente che rimanga tale”. La Madonna
vuole che la fedeltà sia sempre uguale e piena, ma la prudenza ci dice che non possiamo scommettere ad occhi
chiusi.
Questa si chiama prudenza, ognuno la può interpretare come naturale/acquisita o soprannaturale. È
importante non essere avventati…
Il ragionamento fatto su Medjugorje vale per tutto il resto, mentre chi ha forte presunzione è portato a dare
sentenze prima ancora di avere compreso un fenomeno, come i moltissimi cattolici che corrono dietro appari-
zioni chiaramente false. Essi non riescono a vedere l’inganno perché i sentimenti passionali sono più forti della
Fede. Ed è facile sentire parole di infatuazione verso qualcosa prima ancora di capirne l’autenticità. Dov’è la
prudenza e la loro Fede?
Lo stesso discorso vale per chi afferma che le dimissioni di Benedetto XVI hanno favorito l’elezione di questo Papa, ma essi non conoscono la morale cristiana e si lasciano andare a sterili pareri che sono esclusivamente
umani. Il principio afferma che non si può ottenere il bene attraverso il male, e le dimissioni di un Papa non
rientrano assolutamente nel Vangelo e nella Teologia. Sono state inserite nel Codice di Diritto Canonico, ma
prevale senza alcun dubbio la Verità rivelata da Gesù. Questa possibilità l’ha prevista l’uomo ed infatti è una
legge della Chiesa.
La Verità del Vangelo rivelata da Gesù non prevede assolutamente le dimissioni di un Papa. “Tu sei
Pietro…”.
È sbagliato convincersi che solo con le dimissioni di Benedetto XVI poteva venire questo Papa. E Dio
dov’è? Cosa fa Dio, non agisce più nella sua Chiesa? Se Dio avesse voluto agire, non avrebbe aspettato i nostri
pareri. Ma non ha agito, perché fare dimettere un Papa contraddice Gesù stesso, che non lo ha previsto nel suo
Vangelo.
Qui o si ragiona con la Fede oppure si cade nel relativismo, si sceglie opportunisticamente quello che
piace e non ciò che è rivelato da Gesù!
Molti cattolici non conoscono le apparizioni della Madonna a Garabandal, questo fenomeno è valido per
comprendere con maggiore serenità i tempi che stiamo vivendo, prima di lanciarsi in previsioni buone o cattive.
Un cattolico deve conoscere questa apparizione per non cadere in una irrequieta monotonia. Occorre documentarsi e studiare la Teologia per evitare le opinioni incoerenti e non confondere gli altri.
Già dalla settimana scorsa avevo pensato di inserire in questi giorni Garabandal per conoscere questo grande
fenomeno iniziato il 18 giugno 1961 a quattro fanciulle di 11 e 12 anni durato fino al 13 novembre 1965. Ma
non è indispensabile conoscere Garabandal, a noi è sufficiente conoscere e seguire il Vangelo storico, può
essere un aiuto la conoscenza di queste apparizioni a quanti non hanno ancora compreso l’importanza
dell’adorazione dell’Eucaristia e la devozione alla Madonna. È utile anche a quanti sono nell’oscurità totale e
pensano di vedere.
Molti miracoli hanno autenticato le apparizioni di Garabandal, ma la persona che a quel tempo poteva dare
una conferma dopo il Papa, era Padre Pio. Lo scienziato Enrico Medi era ambasciatore in Spagna ma anche figlio spirituale del Santo, frequentava Garabandal ed accompagnò la bambina Conchita alla Santa Sede per una
testimonianza e poi a San Giovanni Rotondo. Padre Pio accolse la veggente e si trattenne alcune ore con lei.
Quindi, l’autenticità di queste apparizioni ci arriva anche dal grande Santo di Pietrelcina.
Un’altra testimonianza autentica fu quella di un gesuita che non credeva alle apparizioni ed andò proprio per
verificare. «Molti Preti andarono al villaggio di Garabandal per osservare le fanciulle in estasi. Uno di questi
era Padre Luis Maria Andreu. La notte dell’8 agosto 1961, mentre Padre Luis guardava le fanciulle in estasi,
gli fu concesso il privilegio di vedere la Santa Vergine Maria ed anche il gran Miracolo che dovrà avvenire.
Coloro che gli erano vicini quella notte lo udirono ripetere quattro volte, “un miracolo, un miraculo!” e notarono la profonda espressione del suo viso solcato di lacrime. Fu la sola persona durante le estasi ad avere previsioni del miracolo, la sola altra persona oltre alle ragazze a vedere la Santa Vergine e credette alle apparizioni. Rientrando la notte dell’8 agosto a casa con amici da Garabandal, la mattina dopo esclamò, “… Che
meraviglioso regalo mi ha fatto la Vergine! Che fortuna avere una Madre come quella in Cielo! Non dovremmo temere il soprannaturale… Questo è il giorno più felice della mia vita!”».
«A 16 anni Joseph Lomangino di Lindenhurst, New York, diventò cieco in uno strano incidente, che gli tagliò il nervo dell’olfatto. Visse quindi cieco e senza il senso dell’odorato fino al 1964, quando visitò Padre Pio
a San Giovanni Rotondo, in Italia. Per intercessione del famoso stigmatizzato, Joey riacquistò il senso
dell’olfatto. Durante la sua visita chiese a Padre Pio se la Vergine Maria appariva a Garabandal e se dovesse
recarvisi. Padre Pio rispose affermativamente ed egli andò. Diventò subito molto amico della veggente Conchita Gonzales, fu convinto dell’urgenza del messaggio e deciso a comunicarlo agli altri. I colloqui amichevoli e
locali divennero presto conferenze estese a tutte le parti degli Stati Uniti ed infine ad altre parti del mondo».
«L’attestazione di autenticità espressa da Padre Pio fu poi all’origine dell’approvazione del messaggio da
parte di numerose autorità ecclesiastiche, come l’Arcivescovo della diocesi di Jalapa, in Messico, Manuel Pio
Lopez, che scriveva nel 1966: “Considerando le direttive della Santa Sede e dell’Ecc.mo Ordinario di Santander (Spagna), nonché quanto prescritto dal Codice di Diritto Canonico, approviamo e benediciamo la pubblicazione del Messaggio della Santissima Vergine in San Sebastiàn Garabandal della nostra Arcidiocesi, consapevoli del fatto che, alla luce della rivelazione divina, vi è una urgente necessità di preghiera e di sacrificio, di
culto della Sacra Eucarestia e della Santissima Vergine Maria, così come di obbedienza, amore e adesione
filiale al Vicario di Cristo e alla Santa Chiesa. Di conseguenza non troviamo in questo Messaggio, attribuito
alla Santissima Vergine, nulla che sia contrario alla Fede e ai costumi, essendovi nel suo contenuto opportune,
utili e salutari ammonizioni per ottenere la salvezza eterna. L’obbedienza nell’adempimento sollecito e filiale
delle disposizioni della Chiesa ha caratterizzato le persone che hanno avuto il privilegio di tali apparizioni e
questo dà a tutti la certezza che Dio è qui”».
Da oltre un mese il dibattito mondiale ha interessato più il papato che i problemi economici. E per noi è una
cosa buona, ma questo quando si parla bene della Chiesa o almeno secondo verità, invece è stancante leggere o
sentire attacchi palesemente inventati sulla storia della Chiesa. La verità non la puoi tacere, manipolare la storia
per evidenziare fatti mai accaduti nel medioevo non va bene.
Il dibattito si è rivolto anche sulla elezione di un Papa durante il Conclave, tutti i credenti hanno la speranza
che sia espressione della volontà dello Spirito Santo. Solo pensare questo ci riempie di grande gioia, perché tutti
chiediamo l’elezione di uomini secondo la volontà di Dio, chiediamo che sia Dio ad intervenire sugli elettori e
guidarli verso la verità.
Vorremmo che fosse così, però a quanto pare non sempre avviene. Lo affermano gli ultimi due Papi, Benedetto XVI e Francesco. La loro è un’analisi corretta e intelligente, meglio di noi hanno conosciuto la preparazione e l’esperienza di un Conclave. Leggiamo quello che ha detto Joseph Ratzinger nel 1997 alla domanda
sull’azione dello Spirito Santo in Conclave.
La sua dichiarazione è stata riportata da Avvenire, il quotidiano dei Vescovi martedì 13 marzo 2013:
«Nel 1997 gli fu domandato: “È lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa?”. Ratzinger, non
rinunciando nel finale a una certa ironia, rispose così: “Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a
sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da
quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il
ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il
quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto».
Sono parole forti e sicuramente condivisibili, conoscendo la storia della Chiesa le parole di Ratzinger sono
assolutamente veritiere. Questa non è la sua posizione, tutti lo affermano chiaramente o implicitamente, i Cardinali sanno molto bene cosa li muove quando votano un nuovo Papa, noi non vogliamo sostituirci a loro nel
descriverlo, non ne siamo in grado. Rileggete le frase sopra e traetene un insegnamento che vi può far maturare,
comunque si diventa maggiormente responsabili della propria Fede.
Potete rileggere questa dichiarazione sul sito di Avvenire e potrebbe anche illuminare quanti sostengono affermazioni fuori da ogni logica e rilasciano dichiarazioni come se fossero maestri di dottrina. La contraddizione
non è nelle parole dell’allora Cardinale Ratzinger, ha espresso non solamente la spiegazione più corretta ma anche la sua esperienza, e le discussioni non si fanno su quello che si pensa, occorre documentarsi e studiare bene.
A noi dispiace leggere questo, siamo troppo fiduciosi nell’azione dello Spirito Santo, ma Lui agisce solo
quando è permesso farlo!
Questa posizione di Ratzinger sulla elezione che avviene nel Conclave è uguale a quella di Papa Francesco.
Ieri nella Sala Clementina per l’incontro con i Cardinali il nuovo Papa ha detto “che la sua elezione è stata decisa rapidamente e ha fatto superare in Conclave gli schieramenti precostituiti”. Nessuno può immaginare
cosa avviene in Conclave, si possono conoscere gli “schieramenti precostituiti” come li chiama il Papa, ma non
sono irreversibili, possono sempre nascere divisioni su posizioni programmate già da tempo. Questo lo affermano implicitamente gli ultimi due Papi.
Come oggi afferma il Vangelo c’era discussione sulla provenienza di Gesù, ognuno aveva un parere diverso,
presumeva di avere capito tutto. Tra quelli del Tempio solamente i saggi come Nicodemo e Giuseppe
d’Arimatea attendevano di vedere Gesù all’opera per conoscere la sua identità. Dopo avrebbero espresso la loro
certezza sulle buone opere del Signore ed infatti lo testimoniarono fino alla fine. Troppa esaltazione o troppo
odio circondava Gesù, pochi riflettevano con saggezza sulla sua vera origine.
I saggi riflettono in silenzio e guardano i frutti per valutare l’operato di qualsiasi persona, “dai loro frutti li
potrete riconoscere” (Mt 7,20).

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio)

Venerdì 15 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Venerdì 15 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 7,1-2.10.25-30)
    Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei
    cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli
    salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme
    dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono
    nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi
    mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e
    voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo,
    ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ieri pomeriggio ho avuto modo di seguire l’omelia di Papa Francesco nella Messa celebrata nella Cappella
Sistina. Ha detto poche parole a braccio, commentando le tre letture e l’ultima, il Vangelo, ovviamente riguardava il Primato che Gesù diede a Pietro. “E Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).
Il Papa ha espresso pochi concetti raggruppati in questi tre verbi: camminare, edificare, confessare. Camminare è un movimento che indica vitalità, una preghiera viva del credente. Edificare gli altri con la pratica delle
virtù. Confessare che apparteniamo a Gesù Cristo e come Lui dobbiamo vivere. Fino qui il discorso anche se
interessante e spirituale non aveva smosso forse nulla.
Ma una frase ha raggelato quei Cardinali che probabilmente sono un po’ lontani da Gesù. Questa la frase del
Papa: “Chi non prega il Signore prega il diavolo, quando non si confessa Gesù si confessa la mondanità del
demonio”. Sono parole che scuotono tutti i cristiani, soprattutto i Cardinali e queste parole il Papa le ha dette
proprio per i Cardinali presenti. Ognuno di essi ha provato gioia o irritazione nel sentire queste parole, nessuno
lo sa se non Dio e la loro coscienza.
Il Papa ha detto queste parole nella prima Santa Messa davanti ai Cardinali, e un motivo lo avrà certamente avuto!
Oltre a spiegare i tre verbi sopracitati, ha approfondito il significato della Croce, anche qui ha detto alcune
parole che hanno un peso gravoso. Non tanto perché ha parlato dell’importanza della Croce, il fatto è che le parole erano rivolte ai soli Cardinali presenti, non era un discorso pubblico. Leggiamole attentamente: “Quando
confessiamo Gesù Cristo senza Croce non siamo discepoli del Signore. Siamo mondani. Possiamo essere Vescovi, Cardinali, Papa… ma non discepoli del Signore”.
La riflessione della Croce è senz’altro determinante, la Croce comporta una vita crocifissa per un Sacerdote
e soprattutto per un Cardinale, è il letto mistico su cui deve riposare interiormente per riprendere vigore e vivere
con maggiore impegno la sua vocazione sacerdotale.
Poi il Papa ha preso come riferimento Pietro, probabilmente non a caso dopo quanto avvenuto a febbraio.
Queste le sue parole: “Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù, voleva seguire il Signore ma all’inizio diceva
no alla Croce, Ti seguo senza altre condizioni. Noi dobbiamo avere il coraggio di camminare con la Croce
del Signore”. E rivolgendosi con maggiore chiarezza a tutti i Cardinali presenti ha aggiunto: “Se testimoniamo
con il Sangue del Signore, la Chiesa andrà avanti”.
Il Vangelo di oggi presenta uno dei soliti attacchi contro Gesù. Alcuni abitanti di Gerusalemme osservavano
il Signore e si ponevano domande sul suo coraggio, sulla predicazione profonda e veritiera, traendone una convinzione: “Egli parla liberamente ma sappiamo di dov’è, non può essere il Messia”. Come spesso accadeva,
l’opinione che si formavano i nemici di Gesù, diventava immediatamente verità, senza fare verifiche né
d’altronde potevano capire che non avevano alcun discernimento.
Gesù parlava liberamente perché Lui stesso era la Verità, quanti Lo seguono fedelmente partecipano a questa
Verità e vogliono manifestarla a tutti come amore e coraggio. Ognuno di voi è chiamato come battezzato a parlare di Gesù e del suo Vangelo, dovete spiegare ai vostri familiari l’importanza della Confessione
dell’Eucaristia, della preghiera giornaliera, delle virtù da praticare e i vizi da vincere.
La perseveranza nel praticare le virtù e la lotta contro i vizi, arrecherà grandi benefici spirituali che si riverseranno anche nel fisico. Molte persone ammalate guariscono quando iniziano a pregare con Fede. Chi prega
bene vive anche bene!

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Giovedì 14 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Giovedì 14 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 5,31-47)
    Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un
    uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un
    momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le
    opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai
    ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui
    che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che
    danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma
    vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se
    un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli
    altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi
    è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a
    me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Imprevedibile, inatteso, insperato, termini che esprimono la gioia dei cattolici osservanti, quando tutto era
pronto per l’elezione di un altro Cardinale di Curia che avrebbe permesso alla cordata che lo appoggiava di continuare a gestire la Chiesa più con interessi umani che spirituali. Occorreva un elemento di rottura e di rinascita
spirituale, e la speranza della cattolicità è la sua prolungata durata, la fedeltà allo stesso nome che ha scelto:
Francesco.
Era chiaro che la cordata di Cardinali italiani entrati nella Sistina, voleva già il Cardinale Scola, questa cordata ha cercato di coinvolgere gli extraeuropei, ma essi questa volta non hanno accettato la loro proposta ed è
così nata la sorpresa delle sorprese. Và considerato che questo papato nasce dopo le inaspettate dimissioni del
Vescovo emerito di Roma Joseph Ratzinger e l’eccessiva premura di anticipare il conclave richiesta dai Cardinali del Vaticano, premura che ha ancora di più insospettito gli extraeuropei con in testa tutti gli americani.
Proprio gli americani sono arrivati a Roma molto irritati per le crisi vissute dalla Curia di Roma negli ultimi
anni, forse da più di dodici anni avvengono situazioni molto imbarazzanti, quindi non erano più disponibili ad
accettare il candidato presentato dai Cardinali italiani. Non si fidavano più, infatti i Cardinali avevano preparato
tutto per l’elezione di Scola, tanto che ieri sera dopo la fumata bianca e prima dell’apparizione del nuovo Papa
Francesco, la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso un comunicato, in cui era scritto che i Vescovi italiani si rallegravano dell’elezione a Papa del Cardinale di Milano Angelo Scola.
Come si deve interpretare questo comunicato? È stato una gaffe o la manifesta dichiarazione pubblica che la
CEI voleva Scola come Papa?
Prima o poi la CEI otterrà questo, ma adesso bisogna obbedire al Papa dei poveri e degli umili, al Papa che
in pochi minuti dal balcone di San Pietro ha detto parole incredibilmente opportune e necessarie alla nostra amata Chiesa lacerata e malata. Vediamo che è malata anche dalla frattura avvenuta ieri nel conclave tra i Cardinali europei, soprattutto tra gli italiani, speriamo che questa frattura non danneggi ulteriormente la Chiesa Santa.
Prima di spiegare quanto ha detto il Papa e le parole espresse, voglio fissare l’attenzione su alcune frasi che
ho scritto alcuni giorni fa sull’elezione del Papa. «Rimane per esempio fastidioso ascoltare il telegiornale per le
teorie che abbozzano sui candidati papabili, è vero che i giornalisti devono fare il loro mestiere e riempire di
curiosità i servizi, ma per noi è banale ascoltare le quotazioni sul prossimo Papa. La verità è il contrario di
quanto viene affermato dai giornalisti. Magari sarà eletto chi non è stato indicato dai giornalisti di tutto il
mondo».
Queste parole non le ho scritte come una profezia, assolutamente no, tutto era predisposto per un’altra elezione e che solo la divisione interna a questa cordata ha causato l’elezione di un Papa che già nel nome ha espresso tutto il suo programma. Ma ne parlerò più avanti.
Le alleanze erano pronte per l’elezione di un italiano, non erano pronte quelle che hanno eletto Papa Francesco e si sono materializzate fin dall’inizio del conclave. Il motivo l’ho già accennato ed è per noi molto doloroso: l’allontanamento dal Vangelo di Gesù di molti Prelati e l’attrazione verso le cose umane. Questo Papa riporta la Chiesa nella sua giusta posizione ed è quella della povertà e dell’umiltà.
Nei giorni scorsi avevo anche accennato in due circostanze all’urgente importanza di un segnale da parte
della gerarchia di privilegiare la povertà al lusso e allo spreco. C’è anche il distacco dal potere e dal carrierismo
o, addirittura come indicato da qualche Prelato, dal malaffare. Scrivevo questo sulla necessità per la Chiesa di
ritrovare la povertà. Papa Francesco è il difensore dei poveri, nella sua vita ha scelto la povertà lottando il lusso
e lo spreco.
La sua vita è costellata dalla ricerca dei poveri e degli umili. Ripeto, la mia non era una previsione ma una
esigenza improcrastinabile. Speriamo che lui abbia molto tempo per attuarla. Leggiamo quanto ho scritto due
giorni fa:
«Gesù salverà la sua Chiesa non però con i nomi che conosciamo, solamente con un suo intervento soprannaturale sarà possibile distruggere tutto ciò che si oppone al suo Vangelo storico per far ritornare la
Chiesa come ai primi tempi cristiani, quando “la moltitudine di coloro che erano venuti alla Fede aveva un
cuore solo e un’anima sola” (Atti 4,32).
È indispensabile che la Chiesa ritorni ad essere povera, deve possedere solamente ciò che necessita per il
suo sostentamento, il di più và utilizzato per evangelizzare, costruire scuole e ospedali nelle zone povere, sostenere le mense ed aiutare i poveri che conosciamo, costruire enormi capannoni per ospitare poveri e i malati, curare gli ammalati gratuitamente mentre vengono pagati i medici che prestano servizio.
È indispensabile che la Chiesa sia casta e spirituale, dedicata alle cose di Dio e al bene delle anime. Il resto non viene da Dio.
C’è molto bene da fare e per “vederlo” è necessario abbandonare il potere, ciò che non è spirituale, quindi dannoso per la stessa Chiesa».
Vediamo i momenti che rimarranno storici perché autentici, di Papa Francesco sul balcone di San Pietro. Mi
ha sorpreso vedere accanto e dietro al Papa i cerimonieri e i Prelati pietrificati, non avevano ancora assorbito lo
shock di un Papa voluto dai Cardinali americani, nessuno aveva previsto questo “intoppo”, tutti infatti erano
orientati verso un altro Cardinale. Mentre noi eravamo pronti ad accogliere il Papa che si sarebbe affacciato dalla balconata della Basilica.
Questo all’inizio, passo alla fine del discorso del Papa perché è importante inserire questo. Davanti a miliardi di persone il Papa ha chiesto al popolo presente e a quanti guardavano la televisione, la benedizione di Dio.
Questa richiesta è bella e umile, il Papa capisce che la sua elezione non piace a molti altri. Che deve fare? Andare per la sua strada e riportare la Chiesa all’origine della sua storia, quando si occupava di pregare Gesù, di
anime da salvare, di poveri da aiutare e di malati da guarire.
Questa è la misericordia della Chiesa.
Durante il breve discorso il Papa ha salutato Benedetto XVI chiamandolo Vescovo emerito di Roma, come
vi avevo scritto qualche settimana fa e come è giusto che sia chiamato. Poi ha parlato di cammino da compiere
insieme, il Papa ha invitato i cattolici a rimettersi in cammino, a riprendersi dalla sosta infruttuosa e sterile. Infatti, le parole pronunciate indicano il suo programma che riporta la Chiesa alle origini, all’essenza.
Da Vescovo il suo programma è tutto significativo: “Andare per le strade a cercare la gente”.
Ha colpito tutti la sua serenità, la semplicità del linguaggio, la capacità di entrare in relazione con tutti,
l’amorevolezza che manifesta una vita interiore molto curata e la sua compostezza. Ha parlato di fratellanza e di
comunione nella Chiesa e nel mondo, praticamente ha svelato con piena sincerità la sua persona. Non è un uomo debole e ha sempre difeso i diritti dei poveri con durissimi rimproveri nelle omelie ai governanti argentini,
tanto che a Natale e a Pasqua i capi del Governo non frequentavano mai la Messa celebrata da lui, quale Cardinale di Buenos Aires e Primate dell’Argentina.
Aveva inoltre condannato nella Chiesa il carrierismo e la vanità, che è sinonimo di arroganza, amor
proprio, ambizione, ostentazione. E dal balcone ha detto al mondo che bisogna ritornare all’umiltà e a mettere
al primo posto Dio. Per questo ha compiuto qualcosa di assolutamente inedito: ha recitato il Padre Nostro,
l’Ave Maria e il Gloria al Padre. Ha chiesto il silenzio per pregare per lui ma anche a far capire l’importanza del
raccoglimento e della riflessione silenziosa.
Come a dire: è importante la benedizione di Dio, per il resto Dio lo aiuterà: “Pregate Dio per benedirmi”.
Ovviamente ha colpito soprattutto quando varie volte ha citato la Madonna, affermando che affidava a Lei il
papato e che si sarebbe recato a pregare in Santa Maria Maggiore, gesto compiuto questa mattina. E dopo aver
parlato della Madonna, ha anche indicato alla sua destra il suo vicario argentino, non a caso sulla balconata e
non a caso indicato da lui come uomo che lo aiuterà nel difficile compito. Questo è un altro elemento di rinascita nella Chiesa.
Voglio ultimare la newsletter ritornando al nome che ha scelto: Francesco. Il compito che diede Gesù mentre
il giovane convertito Francesco pregava davanti il Crocifisso di San Damiano, fu questo: “Và, Francesco e ripara la mia Casa, che come vedi và in rovina”. Questo sarà il compito del nuovo Papa, riparare quindi correggere e sanare con coraggio la vera Chiesa di Dio.
San Francesco d’Assisi nel 1220 scrisse una lettera “Ai reggitori di popoli”, contenenti parole che oggi
vanno rivolte anche ai Prelati.
«A tutti i podestà e consoli, magistrati e reggitori d’ogni parte del mondo, e a tutti gli altri ai quali giungerà
questa lettera, frate Francesco, vostro servo nel Signore Dio, piccolo e spregevole, a tutti voi augura salute e
pace. Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina (cf. Gn 47,29).
Vi supplico perciò, con tutta la reverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come
siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo, e di non deviare dai suoi Comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai Comandamenti di Lui, sono maledetti (cf. Sal 118,21) e
saranno dimenticati da Lui (Ez 33.13)».

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Mercoledì 13 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Mercoledì 13 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 5,17-30)
    Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei
    cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi
    uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può
    fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre
    infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché
    voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli
    vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,
    ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora -ed è questa- in cui i morti udranno
    la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso,
    così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio
    dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di
    condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché
    non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La spiegazione di Gesù è semplice nei concetti ma articolata per chi non conosce la Teologia. Come Figlio
del Padre non si considera inferiore ma riconosce la sua provenienza, afferma che è stato generato dal Padre
prima di tutti i secoli, quindi dall’eternità. Prima di capire la relazione con il Padre, approfondiamo la figura di
Gesù. Il Catechismo del 1992 al numero 475 afferma sulla volontà umana di Cristo:
«La Chiesa nel sesto Concilio Ecumenico [Concilio di Costantinopoli III (681)] ha dichiarato che Cristo ha
due volontà e due operazioni naturali, divine e umane, non opposte, ma cooperanti, in modo che il Verbo fatto Carne ha umanamente voluto, in obbedienza al Padre, tutto ciò che ha divinamente deciso con il Padre e
con lo Spirito Santo per la nostra salvezza [Cf Concilio di Costantinopoli III (681): Denz. -Schönm., 556-559].
La volontà umana di Cristo “segue, senza opposizione o riluttanza, o meglio, è sottoposta alla sua volontà divina e onnipotente”» [Cf Concilio di Costantinopoli III (681): Denz. -Schönm., 556-559].
Il Figlio eterno ha voluto con il Padre l’intervento tra gli uomini, ha obbedito alla volontà del Padre e si è incarnato per assumere la natura umana. Nel Cristo esistono due volontà cooperanti, quella divina illumina e guida quella umana, e tutto in Lui è perfetto. Il significato di consustanzialità tra le tre Persone della Santissima
Trinità, indica l’identità di sostanza, ma ogni Persona ha una propria missione. Ancora il Catechismo ci spiega
al numero 242:
«Seguendo la Tradizione Apostolica, la Chiesa nel 325, nel primo Concilio Ecumenico di Nicea, ha confessato che il Figlio è “consustanziale” al Padre, cioè un solo Dio con Lui. Il secondo Concilio Ecumenico, riunito a Costantinopoli nel 381, ha conservato tale espressione nella sua formulazione del Credo di Nicea ed ha
confessato “il Figlio unigenito di Dio, generato dal Padre prima di tutti i secoli, luce da luce, Dio vero da Dio
vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre» [Denz. -Schönm., 150].
Adesso è più semplice comprendere alcune affermazioni di Gesù nel Vangelo di oggi. “Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che Lo ha mandato”. È l’identità della natura e della sostanza del Padre e del Figlio a
far sì che ogni cosa compiuta nel bene o nel male ad una Persona, raggiunge anche l’altra. Ecco perché quando
si prega il Figlio implicitamente si prega anche il Padre e viceversa, questo è il mistero di Amore infinito che
accumuna le tre Persone.
«Gesù ha rivelato che Dio è “Padre” in un senso inaudito: non lo è soltanto in quanto Creatore; egli è eternamente Padre in relazione al Figlio suo Unigenito, il quale non è eternamente Figlio se non in relazione al
Padre suo: “Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al
quale il Figlio lo voglia rivelare”» (Mt 11,27) [CCC 240].
“In verità, in verità Io vi dico: chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”. Ascoltare e vivere il Vangelo significa
credere contemporaneamente anche al Padre che ha inviato il Figlio, e per lo stesso fatto di ascoltare non passivamente né superficialmente, conduce l’uomo a credere in Dio e ad accogliere la volontà del Padre.
“In verità, in verità io vi dico: viene l’ora -ed è questa- in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e
quelli che l’avranno ascoltata, vivranno”. Per morti intende quanti rimangono nei loro peccati e non vogliono
convertirsi, ma ci sono altri morti nello spirito che a un dato momento e per qualche circostanza dolorosa, rinascono e vedono, ascoltano la Verità e orientano la vita verso la salvezza eterna.
“Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna”. Gesù afferma la presenza del Giudizio finale che attende ogni essere umano. Di tutto dovrà rendersi
conto, non si potrà più negare nulla e questo deve preoccupare quelli che non vogliono confessarsi, mentre sono
sereni quanti si confessano abitualmente e quanti per problematiche varie non possono accedere ai Sacramenti,
ma lo desiderano e si pentono sinceramente davanti al Tabernacolo. La Misericordia di Dio considererà le loro
disposizioni interiori.
“Da me, Io non posso fare nulla”. sembra un limite in Gesù, invece riconosce umilmente che viene dal Padre ed opera per far gioire il Padre. Il Figlio è Dio e si è incarnato perché il Padre ha deciso questo, il Figlio ha
obbedito perché non c’è differenza nella loro volontà. Ciò che vuole il Padre lo desidera anche il Figlio e viceversa. Alla fine del Vangelo di oggi Gesù spiega tutto con queste parole: “Non cerco la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato”.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Martedì 12 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Martedì 12 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 5,1-16)
    All’istante quell’uomo guarì.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi
    è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e
    sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima
    di me». Gesù gli disse: «Alzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua
    barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi
    ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e
    cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era
    folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché
    non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per
    questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Sotto il capolavoro del Bernini in San Pietro che oggi rappresenta la porta delle Pecore con i suoi portici, vi
troviamo una Chiesa ferita, lacerata, quasi dissanguata economicamente secondo i Cardinali statunitensi che
con coraggio ed impegno hanno risollevato una situazione sconcertante. Non possiamo non constatare i mali
nella Chiesa per amare pienamente la Chiesa Santa, per pregare molto ogni giorno per i suoi bisogni.
Sotto la porta delle Pecore Gesù vide un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Oggi sotto il
baldacchino dentro la Basilica di San Pietro troviamo una Chiesa malata, perché troppo legata al potere, debole
nello spirito perché distaccata dalla preghiera e dalla penitenza.
La Chiesa necessita di una rigenerazione, un malato grave non può guarire senza una cura adeguata,
però è impossibile cambiare i progetti degli uomini se sono distaccati da Dio e risoluti nella realizzazione
dei loro disegni. Solo l’intervento di Dio cambierà la Chiesa.
La Chiesa ritornerà guarita e casta nei suoi uomini dopo che si realizzeranno i 10 segreti di Medjugorje! Con
tutte le sue conseguenze… Prima conoscerà il pieno tradimento, come viene indicato dall’Apocalisse. Adesso
sembrerà il tempo della rinascita spirituale, non è così e lo vedrete, la reale risurrezione della Chiesa arriverà
quando interverrà Gesù Cristo. Lo dice Lui: “Vi dico che Dio farà giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla terra?” (Lc 18,8).
L’11 febbraio scorso ho scritto: “La Chiesa si trova al centro della sua Passione. Arriverà al punto da sembrare abbandonata da tutti, sconfitta e perduta. Ma Gesù vincerà ogni attacco dei diavoli e degli uomini suoi
seguaci. La Chiesa ritornerà certamente al suo antico splendore e sarà quella voluta da Gesù, lo scrivo diverse
volte nel mio libro, quindi, nessuno si abbatta ma al contrario aumentiamo le preghiere per i bisogni della nostra amata Chiesa. Noi amiamo la Chiesa come una Madre, questa Chiesa Santa la vediamo assai tradita e
trafitta dagli uomini senza Dio”.
Per arrivare alla sua Risurrezione prima la Chiesa dovrà conoscere la sua apparente crocifissione, quando
sembrerà abbandonata da tutti, come scrive San Paolo. Ma non sarà abbandonata da noi, anche sotto le tempeste
moderniste noi avremo come guida il Catechismo del 1992 per seguire la sana e tradizionale dottrina della
Chiesa Santa.
Nella Bibbia occorre approfondire le profezie di Gesù e quelle ispirate dallo Spirito Santo agli Apostoli, tutti
voi avrete così un quadro completo del momento tragico e come mai prima avvenuto che sta vivendo la Chiesa.
Per arrivare alla sua risurrezione la Chiesa dovrà prima conoscere la realizzazione di questa profezia di Gesù: “Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo
santo, chi legge comprenda…” (Mt 24,15). Leggete il capitolo 24 di Matteo per comprendere meglio. Quando
avverrà questo? Lo sa Dio, ma ognuno potrà comprendere queste parole di Gesù osservando gli eventi.
Gesù ci avvisa di stare attenti a quelli che si presentano in modo non sincero, lo dice in senso generale per
indurci a ponderare bene ogni situazione della vita e a non lasciarci trasportare dall’istinto passionale che acce-
ca la mente. “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci” (Mt
7,15).
Non abbiamo motivo di accusare qualcuno in particolare, noi non accusiamo ma preghiamo, senza cadere in
false preoccupazioni e rimanendo sempre pieni di speranze perché Gesù salverà la sua Sposa mistica: “Le porte
degli inferi non prevarranno contro la mia Chiesa” (Mt 16,18).
La salverà non però con i nomi che conosciamo, solamente con un suo intervento soprannaturale sarà possibile distruggere tutto ciò che si oppone al suo Vangelo storico per far ritornare la Chiesa come ai primi tempi
cristiani, quando “la moltitudine di coloro che erano venuti alla Fede aveva un cuore solo e un’anima sola”
(Atti 4,32).
È indispensabile che la Chiesa ritorni ad essere povera, deve possedere solamente ciò che necessita per il suo
sostentamento, il di più và utilizzato per evangelizzare, costruire scuole e ospedali nelle zone povere, sostenere
le mense ed aiutare i poveri che conosciamo, costruire enormi capannoni per ospitare poveri e i malati, curare
gli ammalati gratuitamente mentre vengono pagati i medici che prestano servizio.
È indispensabile che la Chiesa sia casta e spirituale, dedicata alle cose di Dio e al bene delle anime. Il resto
non viene da Dio.
C’è molto bene da fare e per “vederlo” è necessario abbandonare il potere, ciò che non è spirituale,
quindi dannoso per la stessa Chiesa.
Gesù oggi vede all’interno della sua Chiesa tanti “infermi, ciechi, zoppi e paralitici” nello spirito. Gesù vede anche molti cattolici sinceri e onesti, Sacerdoti e credenti che vogliono compiere seriamente il cammino di perfezione e pregano con vero amore. La Chiesa si sostiene grazie alle preghiere dei buoni cattolici,
non è crollata e non crollerà perché da ogni parte della terra ogni giorno salgono al Cielo quantità sterminate di
invocazioni e preghiere.
La Chiesa oggi è sostenuta dalla santità interiore di Sacerdoti, di Frati e Suore, di voi credenti che praticate il
rinnegamento per vivere il Vangelo. Trattiene la mano di Dio la forte preghiera che sale a Lui, ma quando sarà
tolto ciò che trattiene la Giustizia Divina, avverrà il suo intervento che non conosce precedenti nella storia.
Trattiene Dio la Fede viva e profonda di un buon numero di Sacerdoti, delle Religiose che vivono in
clausura, di voi credenti autentici.
Oltre gli ammalati gravi che Gesù vide attorno alla piscina nella porta delle Pecore, c’era anche un uomo
“che da trentotto anni era malato”. Rimaneva in quello stato perché nessuno lo aiutava. “Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende
prima di me”. Così rispose dopo la domanda scioccante di Gesù: “Vuoi guarire?”. La stessa domanda il Signore la pone a quanti credono nella sua esistenza ma non si rivolgono più a Lui, hanno altri interessi. Essi non
possono rispondere perché non ascoltano più la voce di Dio.
Il malato l’ascoltò prontamente e credette in Gesù, per questo il miracolo fu immediato: “Alzati, prendi
la tua barella e cammina”.
Occorre prima ascoltare Gesù e poi credere in Lui, due atteggiamenti oggi quasi scomparsi in molte parti
della Chiesa. Questa è la verità, inutile girarci attorno o imitare l’ipocrisia di chi afferma che tutto va bene. La
Madonna è venuta soprattutto a Medjugorje per salvare la Chiesa, illuminando i cristiani ma anche i peccatori
che Dio esiste. Lo grida la Madonna da decenni perché in altre parti quasi non si annuncia più che Gesù è vivo,
buono, meraviglioso, misericordioso, mite, umile, esigente.
Oggi inizia il conclave e tutti attendiamo la nuova elezione, la Chiesa necessita di un Pastore, la cattolicità
presto conoscerà chi la guiderà in queste condizioni poco propizie. La Chiesa ha conosciuto in duemila anni
moltissime crisi e tempeste di ogni specie ma la Barca è sempre rimasta saldamente a galleggiare.
In un sogno San Giovanni Bosco ha visto questa Santa Barca che veniva colpita dai suoi nemici con molte
armi e sembrava affondare da un momento all’altro ma arrivò vicino a due colonne, venne legata ad esse e i
nemici furono sconfitti. Le due colonne erano l’Eucaristia e la Madonna.
Le tempeste che la Chiesa ha affrontato in questi decenni e quelle che probabilmente dovrà ancora patire nel
prossimo futuro, indicano che sono i tempi prefigurati da Gesù in Matteo 24, in San Paolo e nell’Apocalisse.
Vorrei tanto che non si realizzassero le profezie bibliche, non per evitare di assistere a questi eventi, il mio profondo dolore nasce dai sacrilegi che subirà la Madre Chiesa, la Sposa di Cristo, il Sacramento di salvezza.
In questi anni ho evidenziato la malattia all’interno della Chiesa per prepararvi a fatti più gravi. È stata una
preparazione preventiva, spesso l’ho fatto con molto avvilimento ma è servito ad innumerevoli nostri iscritti per
sapere che nonostante tutto quanto è avvenuto, la Chiesa è sempre Santa perché Divina. Se moltissimi cattolici
abbandonano la Chiesa proprio perché sconvolti da quanto ascoltano dai mass-media, moltissimi di voi invece
hanno compreso e non hanno reagito.
Quindi, dobbiamo conoscere le Verità della nostra Fede ed insieme anche quanto non fa parte della nostra
Fede, per avere le risposte adeguate nei momenti di sconforto e per rispondere a quanti ci chiedono spiegazioni.
Dei fatti avvenuti in questi mesi troviamo molti cattolici sconfortati e debilitati spiritualmente, sfiduciati e poco
attenti nella preghiera. Molti si chiedono verso dove stanno portando la Chiesa se sono state dette parole pesanti
sulle lotte tra i Prelati.
Che futuro aspetta la Chiesa e che Pastore uscirà da questo conclave? Sono le domande di tutti, ma
noi non vogliamo lasciarci influenzare dalla simpatia umana del nuovo eletto, vogliamo seguire il Vangelo storico e il Catechismo del 1992.
Si sono fatti molti nomi in queste settimane, anche quelli improbabili ma le opinioni in questo caso sono legittime. Adesso si sono concentrati su quattro nomi tra cui l’italiano Angelo Scola. Questi sono gli altri tre Cardinali: il canadese Ouellet, il brasiliano Scherer e lo statunitense Dolan. Potrà esserci una sorpresa come è avvenuto moltissime volte oppure sarà una elezione facile? Sarà facile e probabilmente in breve tempo.
Si diceva che lo Spirito Santo illumina i Cardinali nel conclave, vorremmo tanto che fosse sempre così, comunque i Cardinali restano liberi di agire secondo la propria predisposizione, nel senso che se uno è già determinato nel votare qualcuno, poi lo vota. Chi lo può impedire?
Per esempio, se vogliono votare Scola, tre quarti di Cardinali entrano già con questa disposizione nella Sistina e si supererà in qualche giorno il numero di 77 voti, perché gli altri candidati hanno pochi voti.
Sto forse affermando che sarà Scola l’eletto? Se togliamo i tre Cardinali stranieri che non potranno
mai avere i voti necessari, l’eletto dai Cardinali sarà Angelo Scola.
Scola è molto interessato al dialogo con i musulmani e le Religioni del mondo. La Chiesa ha bisogno invece
della fedeltà al Vangelo storico e alla sana dottrina tradizionale, abbiamo già avuto nei secoli passati Papi molto
attratti dal potere temporale, oggi vogliamo la santità e questa si vede soprattutto nelle azioni e dopo nelle parole. Non dobbiamo mai lasciarci influenzare dalle parole, sono le opere sante a testimoniare la bontà di qualsiasi
persona.
Ricordiamo le parole della Madonna a Fatima: “Infine il mio Cuore Immacolato trionferà”. La Madre
di Dio salverà la Chiesa quando quasi tutti i credenti saranno confusi e disorientati, perché non sapranno
cosa fare!
Nella Messa che ha celebrato domenica mattina, il Cardinale Scola ha detto: “Il prossimo Papa dovrà seguire le orme dei grandi predecessori”. Non era un discorso astratto, parlava di sé. Vigileremo per custodire la sana dottrina tradizionale della Chiesa.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).