Archivio Mensile: Marzo 2013

Lunedì 11 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima 0

Lunedì 11 marzo 2013 4ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Gv 4,43-54)
    Va’, tuo figlio vive.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta
    non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano
    visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa. Andò
    dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli
    chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli
    rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
    Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a
    che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato».
    Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua
    famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Mentre quasi tutti i pagani odiavano Gesù e Lo perseguitavano, un funzionario del re non ancora convertito
si avvicinò al Signore per chiedergli un miracolo, era convinto che l’avrebbe ricevuto immediatamente. Gesù
infatti non si risparmiava a nessuno, ma nel funzionario non trovò la fede in Lui, trovò invece la sincerità e per
questo lo riprese dolcemente: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Gesù continuò ad ascoltarlo,
invece non ascoltava i farisei e gli scribi in quanto in essi vedeva solo sepolcri imbiancati.
Cosa curiosa è l’alta considerazione che i farisei e gli scribi avevano di sé fino a credersi veri sapienti
ma cadevano in incoerenze goffe.
Il funzionario evidentemente aveva proprio bisogno di assistere ad un miracolo per convertirsi e Gesù non lo
fece mancare. Nella replica premurosa e fiduciosa del funzionario del re, Gesù trovò la sua fede anche se ancora
iniziale e barcollante. Ma l’uomo chiese con molta fiducia l’intervento di Gesù e questa fiducia conquistò il
Cuore di Dio: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.
La fede del funzionario si sviluppò a causa di una sofferenza, egli cominciò una nuova vita e sicuramente divenne un seguace del Signore. Questo funzionario pagano è uno di quelli che cita Gesù quando voleva umiliare
i superbi scribi e farisei che si consideravano perfetti e profondi conoscitori delle Scritture: “I pubblicani e le
prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio” (Mt 21,31).
La figura del funzionario evidenzia un aspetto che molte volte mi ha fatto riflettere e che da alcuni giorni mi
riservavo di spiegare. Spesso si incontrano persone che non frequentano la Messa per varie ragioni ma che dedicano ogni giorno del tempo alla preghiera, leggono molti libri spirituali, conoscono il Vangelo, si interessano
alle cose di Dio.
Queste persone agli occhi del mondo appaiono come non credenti, superficiali nelle cose di Dio, invece in
qualche modo ogni giorno trovano il tempo per pregare come riescono e a porsi delle domande esistenziali. La
loro non è una contraddizione, essi già fanno qualcosa di spirituale ma manca lo sforzo giusto per convincersi
che senza Messa festiva non si può restare, e con la Messa potranno iniziare un buon cammino spirituale.
Questa riflessione ci porta a capire che molti credenti non partecipano ma pregano, hanno bisogno di qualcuno che spieghi come può il Vangelo e parli dell’Amore di Gesù. Spesso Gesù trova consolazione nella Fede
di questi piuttosto che nelle fantasticherie dei credenti che si illudono di avere conosciuto tutto di Dio. Molta
gente buona si trova sul punto di convertirsi e Gesù ci chiede di avvicinarla: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mt 9,12).
La cosa che mi sorprende è che pur non andando a Messa spesso mostrano una buona capacità di
comprensione delle cose spirituali.
Invece la confusione spesso alberga in chi presume di avere una grande Fede e di conoscere anche il pensiero di Dio. Per questo Gesù disse a quanti avevano la presunzione di insegnare a Lui cosa doveva dire e cosa doveva fare: ““I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio”. Anche il funzionario del re passava avanti a quelli che da un lato affermavano di seguire Dio con fedeltà assoluta e dall’altro lato erano
accecati intellettualmente e brancolavano nelle tenebre, accusavano ipocritamente Gesù, cadevano in
contraddizioni, confusioni, arroganze.
Oggi troviamo teologi e anche laici che scrivono sulle cose di Dio con una confusione imbarazzante, non
comprendono neanche loro dove vogliono arrivare se non nella difesa delle loro distorte e contrastanti convinzioni. Sappiamo che è venuta meno in questi decenni in molte parrocchie la vera catechesi sulle Verità del
Vangelo, moltissimi cattolici buoni non hanno potuto approfondire la Fede per questo e per la mancanza di
buone letture. Indico nel Catechismo del 1992 l’importante letture per conoscere correttamente la sana dottrina.
Ci troviamo dinanzi l’avanzata di moltissimi teologi che chiedono con maggiore insistenza una Chiesa modernista con l’eliminazione di alcuni Sacramenti, preghiere devozionali e la devozione alla Madonna, per inserire nuove ed eretiche teorie.
Noi vogliamo diventare cattolici preparati sulla sana dottrina cattolica ed aiutare quanti vivono nella confusione e conoscono poco il Vangelo, perché ci ritroviamo una Chiesa bisognosa di una completa formazione dottrinale, veniamo a sapere che anche quelli che si presentano come difensori della Fede cadono in contraddizione
e mostrano una grande confusione che sembra l’effetto di un attacco improvviso dei diavoli.
Rimane per esempio impossibile ascoltare il telegiornale per le teorie che abbozzano sui candidati papabili, è
vero che devono fare il loro mestiere e riempire di curiosità i servizi, ma per noi è banale ascoltare le quotazioni
sul prossimo Papa. Sono anni che i Prelati preparano questa successione e poi la rivelano ingenuamente ai giornalisti? Cosa possono conoscere i giornalisti delle alleanze già consolidate?
La verità è il contrario di quanto viene affermato dai giornalisti.
Magari sarà eletto chi non è stato indicato dai giornalisti di tutto il mondo, e noi dovremo come mai prima
vegliare sulla nostra Fede, per non cadere magari in qualche modernismo, come pretendono moltissimi Vescovi
e Sacerdoti.
In questo tempo è determinante la corretta formazione spirituale sul Catechismo del 1992, ci sono cattolici
che non conoscono il significato dell’infallibilità del Papa ed improvvisano teorie strane con un miscuglio
di distorsioni teologiche.
La Madonna è contenta dei cattolici che pregano con gioia e amore e si mettono in ascolto di Dio, non improvvisano teorie stupide perché la loro Fede è grande, e saranno questi cattolici a diventare veri fari che illumineranno le tenebre spirituali quando scenderanno sul mondo.
Occorre davvero nelle parrocchie lo studio del Catechismo, oggi non è più prorogabile per l’aumento dei
teologi che insegnano diversamente dal Magistero della Chiesa e fuorviano decine di migliaia di Sacerdoti, che
sono già brave persone e pronti a servire Gesù, però sono pure in procinto di cadere negli errori dottrinali. Essi
devono cercare nel Catechismo la sana dottrina.
Circa 20 anni fa molti teologi scrissero a Papa Giovanni Paolo II una lettera minacciosa e quasi di sfida,
chiedevano un radicale cambiamento modernista nella Chiesa, poi dopo la morte del Papa si calmarono e in
questi giorni hanno ripreso la battaglia contro il Vangelo storico. A proposito del Beato Papa polacco, l’ex direttore dell’Avvenire e oggi di Tv2000 ha affermato per i Sacerdoti una testimonianza molto bella. Oggi ha detto che Papa Giovanni Paolo II prima di celebrare la Messa rimaneva lunghi minuti in sacrestia in silenzio, perché credeva fermamente nella potenza del Sacrificio Eucaristico.
Il mondo ha bisogno di Santi, non solamente di grande figure come Papa Giovanni Paolo II, anche i laici sono chiamati ad una santità nel mondo e nei luoghi che frequentano. Non deve sembrare una montagna troppo
alta, ripida ed inaccessibile, occorre iniziare dalle piccole cose buone da fare di continuo e la lotta contro quanto
è indicato come male. Bisogna proporsi ogni mattina le molte cose buone da compiere nella giornata e la lotta
ai difetti riconosciuti. Leggete e meditate il Vangelo per capire come attuare la vita cristiana.
La santità che continua a chiedere la Madonna a Medjugorje è fatta dallo stato di Grazia, la virtù, purezza, onorabilità, bontà, rettitudine, irreprensibilità, compassione, religiosità, misericordia, benevolenza, onestà.
Nessuno pensi di non poter diventare una grande anima spirituale, tutto deve cominciare dalla buona volontà, istruita dall’intelletto che ha assimilato e compreso le cose buone da fare per seguire e piacere a Gesù. Anche chi oggi è cieco nello spirito potrà ritrovare la Luce, Gesù diede la vista ad un cieco nato. “Da che mondo è
mondo, non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato” (Gv 9,32).
Chiudo con le parole che disse Gesù al funzionario del re, dopo che questi aveva manifestato una grande fiducia nei suoi confronti. “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo poteva anche dubitare o chiedere un segno visibile
a Gesù, oppure poteva insistere chiedendo di andare a casa sua, invece “credette alla parola che Gesù gli aveva
detto e si mise in cammino”.
Fede piena e abbandono alla parola di Gesù, questo acquisì in pochi muniti un funzionario pagano e la
sua vita iniziò nuovamente.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Domenica 10 marzo 2013 4ª DOMENICA DI QUARESIMA 0

Domenica 10 marzo 2013 4ª DOMENICA DI QUARESIMA

  • VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)
    Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un
    uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose,
    partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto,
    sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi
    al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse:
    “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre
    e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide,
    ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso
    il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto,
    portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il
    vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto
    questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a
    suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato
    un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con
    me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è
    tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Abbiamo studiato giorni fa questa parabola, ogni volta che si medita si colgono nuovi spunti, ad indicare che
la Parola di Dio è un tesoro inesauribile, un pozzo senza fondo per indicare il famoso pozzo di San Patrizio a
Orvieto. Questa espressione indica che il pozzo contiene una riserva misteriosa e sconfinata di ricchezze. La
nostra ricchezza è Gesù Cristo, chi trova Lui diventa ricco di tutto, ovviamente dei beni indispensabili, perché
quando si invoca la Provvidenza di Dio, sempre arrivano in modo sorprendente aiuti e cibo.
Oggi mi colpisce della parabola l’amore che il padre ha per i due figli, nonostante le differenze caratteriali e
la fedeltà: uno cattivo e l’altro buono. Uno ha bisogno di rimproveri per la sua indisciplina e l’assoluta mancanza di gratitudine verso il padre. Il giovane era benestante e aveva condotto una vita agiata grazie
all’intraprendenza del padre e non per le sue scarse capacità. Eppure, non appena intravede l’opportunità di diventare indipendente e di gestire la sua eredità, tradisce il padre e sperpera tutti i beni.
Il giovane della parabola rappresenta quanti abbandonano Gesù perché attratti dalle luci del mondo e
dai piaceri viziosi. Essi perdono tutto.
Perdono la Grazia di Dio con i peccati mortali, la dignità e la buona reputazione, la pace interiore e la lucidità intellettuale. Invece acquisiscono una sempre maggiore influenza diabolica prodotta dai numerosi peccati
mortali, un’avversione alle cose di Dio anche se non si schierano contro Dio, una instabilità comportamentale,
l’aumento degli effetti devastanti dei vizi con l’esplosione di quello più corrotto, ma sempre aumenta
l’incidenza dell’orgoglio e della superbia.
Il giovane che diventerà il figliol prodigo rappresenta quei cattolici di ogni grado che sperperano la Grazia di
Dio e la propria dignità per cibarsi di potere e piaceri veramente effimeri. La debolezza è comprensibile ma
scegliere il male rifiutando il bene non è mai conveniente. Però quel male viene considerato un bene da quanti
perdono la comunione con Gesù.
Anche tra i cattolici è presente la mentalità del giovane figlio, essi scelgono di ottenere qualcosa che
compiace i sensi e non l’anima.
Dio lascia tutti liberi di andare per la strada che scelgono, per la santità o per la disperazione, nessun cattolico potrà dire di non avere compreso la volontà di Dio perché tutti conoscono il Catechismo e gli insegnamenti
del Vangelo. Gesù invita soprattutto i credenti a non sperperare innanzitutto la dignità di figli adottivi del Padre,
evitando di compiere tutto ciò che imbruttisce l’anima. Oggi le tentazioni sono numerose in ogni luogo, anche
restando a casa ma con la televisione accesa, comunque è sempre possibile vincere ogni tentazione pure quelle
violente.
Oltre il giovane figlio sbandato ma poi ravveduto, abbiamo il padre nella parabola, una figura che riproduce
molto bene l’amorevolezza del Padre di tutti. Il padre del giovane è indicato da Gesù con tratti di bontà e di benevolenza che commuovono, all’inizio non impedisce al figlio scapestrato di compiere la sua scelta, gli dona
perfettamente la metà dei beni proprio perché è un padre giusto. Ama allo stesso modo due figli diversi, uno
cattivo e uno buono.
Dopo l’allontanamento del giovane figlio non prova alcun moto di risentimento per il tradimento subito e per
i beni perduti che lui aveva raccolto dopo decenni di duro lavoro, non pensa male e non lo condanna. Lo ama
sempre. Il figlio non meritava tanta attenzione, ma aveva un padre che inoltre lo attendeva e spesso guardava
verso l’orizzonte per scorgere la sua figura. I giorni passavano e il figlio non tornava ma nel frattempo il padre
pativa terribilmente la lontananza del giovane figlio.
Dio Padre agisce proprio così, ama sempre i peccatori lontani da Lui e i cristiani che non pregano più,
non pensa male di essi e non li abbandona, rimane sempre in attesa del ritorno di tutti i figli e si commuove quando qualcuno ritorna a Lui, si confessa e riceve il suo abbraccio.
“Vi dico, ci sarà più gioia in Cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno
bisogno di conversione” (Lc 15,7).
Ed è molto commovente il momento del ravvedimento del giovane figlio. Arriva al pentimento dopo avere
dilapidato tutti i beni e dopo avere conosciuto ogni perversione. Quando oramai non aveva nulla, è rientrato in
sé e la luce si è riaccesa. Oltre la bontà del padre colpisce molto anche la contrizione del figlio, il suo rientrare
in sé cancella una vita sbandata e umiliante.
«Allora ritornò in sé e disse: “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e
davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e
tornò da suo padre. (…) Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto
ed è stato ritrovato”».
Proprio per l’amore che Dio Padre ha verso tutti i suoi figli, ogni uomo e donna, ha permesso molte apparizioni della Madonna in questi decenni, con la rivelazione di innumerevoli messaggi contenenti consigli per
condurre una vita santa e la ripetizione degli insegnamenti della Chiesa. Tutte le apparizioni della Madonna
manifestano l’infinito Amore del Padre per ognuno di noi, e anche di questo dobbiamo ringraziarlo ogni giorno
recitando in onore della Santissima Trinità almeno 5 Gloria al Padre.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Sabato 9 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima 0

Sabato 9 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Lc 18,9-14)
    Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il
    fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri,
    ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto
    quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo,
    ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro,
    tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Parola
    del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
È una delle più belle parabole insegnate da Gesù, perché tocca una convinzione spesso avventata e certamente sbagliata di molti cristiani, persuasi di fare tutto bene e che gli errori li commettono solamente gli altri. Tutte
le parabole di Gesù sono meravigliose, è difficile indicare la più bella, questa insieme ad altre spinge il lettore a
rientrare in sé e a porsi determinate domande.
La parabola spiega in pratica che non tutto quello di cui siamo convinti è veritiero, e questo non si fa
per malafede, è una sbagliata interpretazione che si da a qualcosa o a qualcuno. D’altronde, la persona
agisce secondo i pensieri che si ritrova nella mente, allora il punto è questo: donde arrivano i pensieri che
si formano nella mente e che noi crediamo corretti e migliori?
L’intelletto pensa e crea concetti o idee, pensieri, rappresentazioni mentali, immagini, tutto arriva dallo spirito che possiede la persona, quindi dalla spiritualità che ha coltivato fino a quel momento, l’impulso che agisce
dall’interno e la dirige verso determinati pensieri e scelte, a credere o a non credere qualcosa, a formarsi di conseguenza opinioni.
Quando si dice: “Secondo me”, o si parla sottintendendo questa introduzione che indica l’opinione personale, si esprime un pensiero di cui si è pienamente convinti anche se non si posseggono prove dell’autenticità,
trattandosi di questioni umane e di cronaca.
È un aspetto delicatissimo della vita spirituale, precisamente è la spinta che viene data alla volontà per agire,
parlare bene o male, giudicare. Una persona è buona o cattiva dalla spiritualità che possiede, infatti lo Spirito
Santo non dimora in chi commette cattiverie nocive anche per i propri familiari. Dio è presente nelle anime che
si confessano, è vero, ma se sono persone cattive la Grazia la perdono dopo alcuni minuti…
Può una persona cattiva diventare buona? Tutto è possibile con la Grazia di Dio, i miracoli più impensabili possono avvenire.
Per persone cattive non intendo chi pecca anche spesso per debolezza, sono quelle persone avvolte nel male
e che si compiacciono quando arrecano del male agli altri. La loro vita si riveste di soddisfazione solo quando
intenzionalmente cercano di danneggiare in qualche modo il prossimo, familiari, parenti, amici. In pratica,
hanno l’imbarazzo della scelta nel compiere opere malvagie.
Non è il vostro caso, voi pregate ogni giorno Gesù e Maria per crescere nella Fede, non volete premeditatamente arrecare danni agli altri, le vostre debolezze sono altra cosa rispetto alle cattiverie e all’inclinazione a fare del male. Non abbattetevi mai quando cadete a causa delle fragilità, dovete rialzarvi presto e proporvi una vigilanza e un’osservazione più attente quando vi trovate nelle occasioni di peccare.
Se si tratta di un peccato mortale ricorrete alla Confessione sacramentale e misticamente ritornate ad abbracciare il Padre, felice del vostro ritorno.
Riprendo il discorso iniziale. La convinzione della verità dei nostri pensieri ci arriva dalla presenza di una
pace interiore viva, dalla mancanza di orgoglio (amor proprio) e superbia (arroganza), dalla gioia per il bene
degli altri, dalla manifestazione costante della verità, da una preghiera umile e persistente. Occorre però fare attenzione, nonostante queste situazioni interiori abbastanza buone, occorre sempre fare discernimento, bisogna
vigilare e non credere mai avventatamente a pensieri ingannevoli che si producono anche in uno stato spirituale
mite.
Anche un cristiano che prega molto si può ingannare in modo grave, senza rendersene conto e credendo vero tutto ciò che pensa.
Per esempio, le dimissioni di Benedetto XVI sono state considerate giuste da molti cattolici, dovrebbero però
dire in base a cosa affermano questo. La maggior parte dice che è stata volontà di Dio, ma come lo hanno saputo? Chi lo ha detto a questi cattolici che lo ha voluto Dio? Lo facciano sapere anche a me… Non hanno prove ma convinzioni personali e vogliono indurre gli altri a credere quanto essi immaginano.
Anche oggi ho risposto a nostri parrocchiani leali e sinceri, spiegando che un Papa non può assolutamente
dimettersi da questo incarico che sfiora l’infinito, cascasse il mondo!!! Se Dio vuole toglierlo per un suo disegno, lo fa morire. Mai prima d’ora si era sentito qualcosa del genere, è una novità assoluta che inoltre indebolisce tremendamente la Chiesa!
Dopo le dimissioni abbiamo seguito la premura di qualche Prelato che chiedeva e si attuava per l’anticipo
dell’inizio del conclave, così il 22 febbraio è stato promulgato il Motu proprio dell’allora Papa, che prevede appunto anche l’anticipo del conclave. Non vi siete chiesti perché questa premura? Tutti parlano di lotte tra i
Prelati, cosa significa questa premura? Da secoli è stabilito che occorre aspettare dai 15 ai 20 giorni dall’inizio
della Sede Vacante, questa urgenza di anticiparlo non trova alcuna giustificazione. Almeno per tutti gli altri.
Quindi, molti cattolici dicono che è stato giusto, e lo dicono spinti dal sentimento e dalla ragione, non dalla
Fede, perché chi osserva con occhi spirituali vede in modo completo, anche considerando le parole del Vangelo
di Gesù.
Non si tratta di giudicare la persona di Benedetto XVI quando annunciò le dimissioni, è opportuno –
soprattutto in questa circostanza- chiedersi come mai si è favorevoli alle dimissioni di un Papa quando Gesù ha
dato il Primato a Pietro senza limiti di tempo e senza immaginare una rinuncia al suo volere.
C’è chi si rifugia nella convinzione che Dio ha cambiato volontà e lo ha fatto dimettere. E allora chiediamoci
perché ha cambiato volontà! Ma anche questa teoria è una interpretazione molto soggettiva, non si può dialogare con il “Secondo me…”. Il Vangelo e la sana dottrina della Chiesa si fondano sulle Verità eterne di Dio,
non sulle libere interpretazioni. Rimane ovvio che ognuno esprime liberamente il suo parere, però ognuno
dalle parole che afferma, mostra -anche se in buonafede- la sua spiritualità.
Chi è convinto diversamente non deve seguire il mio parere documentato e convalidato dal Vangelo e
dalla sana dottrina della Chiesa, ognuno deve sentirsi libero di scegliere e credere quello che vuole. Il libero arbitrio infatti significa proprio questo.
Aggiungo ancora un paragone. Papa Alessandro VI fu il famoso Rofoldo Borgia, è riconosciuto dalla storia
come un uomo dedito a qualche pericoloso vizio, soprattutto per un Papa. Dei sette figli avuti prima del papato
e (purtroppo) durante il papato, i prediletti furono Cesare chiamato Valentino e Lucrezia. Possiamo immaginare
l’inquietudine della cattolicità di quel tempo, la confusione dottrinale e le divisioni interne.
Nonostante gli scandali, tuttavia Dio non indusse quel Papa a dimettersi, ed era veramente opportuno.
Dio non chiese di dimettersi!
Lo lasciò al suo libero arbitrio e rimase Papa fino alla morte, dal 1492 al 1503. Dio poteva farlo morire e così fargli lasciare il Trono santo, ma non intervenne assolutamente, quando per la stessa razionalità umana sarebbe stato urgente l’intervento divino e mettere fine ad uno scandalo che i libri di storia descrivono ampiamente.
La parabola di oggi spiega che il fariseo era convinto di essere migliore degli altri ma in realtà non lo era e
presumeva di possedere la scienza infusa, mentre il pubblicano, peccatore pubblico, si umiliava nel Tempio e
chiedeva profondamente perdono a Dio per i suoi peccati, riconoscendo le sue debolezze e pentendosi degli errori commessi.
Il primo presumeva di conoscere come autentico tutto ciò che pensava ma era in realtà sbagliato, il secondo
dubitava dei propri pensieri e non si esprimeva, chiedeva umilmente a Dio la sua luce per capire. Quale è dei
due l’atteggiamento migliore che deve osservare un cristiano?

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Giovedì 7 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima 0

Giovedì 7 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Lc 11,14-23)
    Chi non è con me è contro di me.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli
    scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le
    loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che Io scaccio i demòni per mezzo di
    Beelzebùl. Ma se Io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per
    questo saranno loro i vostri giudici. Se invece Io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il Regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma
    se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi
    non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La nota che mi rallegra oggi dopo la tempesta e il ciclone dei giorni passati, è l’iscrizione avvenuta ieri di
114 nuovi parrocchiani della nostra Parrocchia virtuale dedicata al Cuore Immacolato di Maria. “Infine il mio
Cuore Immacolato trionferà”, disse la Vergine Maria a Fatima alla piccola Lucia, lasciando intendere che prima dovranno accadere eventi dolorosi nel mondo, la realizzazione dei 10 segreti di Medjugorje, che contengono
dal 4° al 10° le sette profezie dell’Apocalisse, così come ha detto la veggente Mirjana.
Prima del trionfo della Madonna che in realtà sarà il trionfo di Gesù, avverrà lo svelamento dell’iniquo, come scrive San Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi: “Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti
dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione” (2,3). Inoltre, è Gesù
stesso a precisare un fatto che accadrà molto presto e che ci lascerà sgomenti: “Quando vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo chi legge comprenda” (Mt 24,15).
Cosa vi sto anticipando con queste profezie? Mano mano ve ne accorgerete, come è mia abitudine vi anticipo a suo tempo, quanto avverrà per non farvi prendere strade sbagliate e per aiutarvi a seguire la Verità del
Vangelo storico e del Catechismo del 1992. Vedete come insisto nel ribadire l’importanza di questo Catechismo? Nei prossimi giorni sarà inserito nel nostro sito www.gesuemaria.it e vi esorto a conoscerlo perché in esso
trovate la piena verità del Magistero della Chiesa.
Già nel mio libro “La corruzione nella Chiesa” pubblicato più di un anno e mezzo fa anticipavo quanto sta
avvenendo oggi nella Chiesa e altri avvenimenti che si realizzeranno presto. Le profezie bibliche e quanto la
Madonna ha rivelato a Fatima e a Garabandal soprattutto, si stanno realizzando sotto i nostri occhi. Siamo entrati pienamente nella fase forte che culminerà con la vittoria di Gesù Cristo sull’Anticristo, già presente da decenni nella demolizione della sana dottrina della Chiesa, nel modernismo che ha distrutto la liturgia e la morale.
Dovrà però infine rivelarsi l’uomo che incarna pienamente l’opposizione al Signore.
Nessuno però deve allarmarsi, la Madonna proteggerà i suoi devoti, quanti recitano con amore il Santo Rosario e adorano Gesù Cristo.
Prima di approfondire la Parola di oggi, entro nel profano per verificare la sconfitta di un cattolico alle ultime politiche, dopo che aveva ripetuto centinaia di volte nell’ultimo decennio che solamente il suo progetto di
centro era il migliore e solo lui aveva capito la vera politica. Io avrei seguito il cattolico Casini se egli avesse
contemporaneamente mostrato interesse sincero verso la Chiesa e la Verità. Secondo me le sue parole già dieci
anni fa cadevano in contraddizione e non l’ho mai seguito, ma sinceramente speravo che lui o altri cattolici politici aiutassero sul serio la Chiesa anche a costo di non ottenere vantaggi personali.
Nelle ultime politiche ha conosciuto una sconfitta più che umiliante, aveva cercato le alleanze secondo la
convenienza personale e non quella di Gesù, ha scelto di anteporre i suoi progetti tutti falliti, al Vangelo di Gesù. Poteva diventare un pilastro della buona politica, uno statista come lo cerca la Chiesa Santa. Ha scelto diversamente dal Vangelo e i risultati sono stati fallimentari.
Ha perduto in questi anni tutte le grandi occasioni che ha avuto per diventare capo del Governo e forse tra
qualche mese presidente della Repubblica. Avere un capo del Governo o presidente cattolico, avrebbe giovato
alla missione salvifica della Chiesa in Italia. Gli è crollato tutto per seguire le sue tattiche politiche rivelatesi
tutte sbagliate. Ieri alla fine avrebbe detto: “L’Udc è morto, vado in pensione”. I quotidiani oggi scrivono: “È
stata una storia bella ma è finita”.
Ho voluto scrivere questo perché da circa dieci anni ripeto ai miei collaboratori con amarezza e sorpresa che
il politico Casini che si dichiara cattolico, “alla fine andrà a sbattere contro le sue mutevoli strategie ed errori
politici”. Lo dicevo quando era presidente della Camera e si presentava come un moderato di spessore, un cattolico osservante. Avremmo tanto avuto bisogno di un cattolico che difendesse la Chiesa su certe leggi non a
favore della morale, ma lui liberamente ha difeso le sue strategie politiche. Ognuno è libero di seguire le sue
convinzioni, ma se sei cattolico le tue convinzioni devono specchiarsi con il Vangelo, devi mettere al primo posto la volontà di Gesù.
Poteva diventare il politico cattolico difensore della nostra Fede e dei valori cristiani. Invece ha scelto diversamente e noi questo dobbiamo evidenziarlo per capire che compiere scelte opposte al Vangelo e alla volontà di
Dio, porta la persona inevitabilmente a sbattere prima o poi contro un muro di granito e a farsi male definitivamente.
Ne approfitto per invitarvi a pregare per l’Italia, oggi come mai è in una fase di instabilità pericolosa e la soluzione potrà arrivare se tutti metteranno al centro gli interessi degli italiani, delle famiglie, delle aziende che
chiudono e degli operai che si ritrovano disoccupati. I politici mettano da parte i propri progetti e si preoccupino degli italiani, abbiano a cuore finalmente le famiglie e i lavoratori, lo facciano presto per salvare la nostra
Patria.
Bisogna pregare per la pace in Italia e nel mondo, Kim Jong-un l’attuale dittatore e leader della Corea del
Nord dal 18 dicembre 2011, giorno successivo alla morte del padre, ha minacciato oggi gli Stati Uniti con questa severa intimidazione: “Siamo pronti ad attacco nucleare”. È il più giovane capo di Stato al mondo, la sua
minaccia non può passare inosservata, quando si ritrovano con le spalle al muro invece di cercare pacificamente
il dialogo, queste persone usano sempre le armi. Ma sono nucleari!
L’altro ieri è morto Hugo Chavez, presidente del Venezuela e convinto seguace del marxismo radicale. Una
delle cose che impressiona alla morte di questi dittatori, è il loro patrimonio. Hanno fatto vivere una Nazione
nella povertà e con molti debiti, mentre loro accumulavano ricchezze. Chavez ha un patrimonio di 2 miliardi di
dollari, lo lascia ai suoi familiari e non alla Nazione, al Paese lascia moltissimi debiti…
Mi sono arrivate numerose mail di sgomento per le affermazioni di un Prete di Genova che si chiama don
Gallo, ieri in una trasmissione radiofonica tra le altre cose assurde si augura “un nuovo Papa omosessuale…”.
Ha pure rivelato che quando era giovane Sacerdote un Vescovo gli propose di fare sesso, lui lo rifiutò ma con
questa precisazione: “Andiamocene semmai a prostitute…”.
L’omosessualità si può guarire e chi avverte queste inclinazioni, con la preghiera ne può sicuramente uscire
vittorioso, l’affermazione insidiosa del Prete intende legittimare l’omosessualità nella Chiesa e nel mondo, lui è
favorevole a questa perversione in piena opposizione al sesto Comandamento, alla morale della Chiesa. Non
considera il danno spirituale e forse eterno che arreca a molti che conoscono le sue teorie più che moderniste.
Don Gallo tra le altre provocazioni gravissime ed opposte al Vangelo, un giorno al termine della Messa invece di cantare un canto a Gesù o alla Madonna, ha intonato: O Bella ciao… I suoi superiori non conoscono le
continue e gravi manipolazioni del Vangelo? Tutti lo sanno, ne scrivono sempre i quotidiani, tant’è…
Nell’ultimo decennio ha avuto come superiori i Cardinali Bertone e l’attuale Bagnasco.
È vero che i demoni si sono riversati sulla terra per sferrare l’ultimo tremendo attacco alla Chiesa e
all’umanità, questi esseri infernali sanno bene che se portano un Prete dalla loro parte, questi ne porterà con sé
centinaia o migliaia. La responsabilità di un Ministro di Dio è troppo grande, chi ci pensa si preoccupa di cosa
dovrà dire a Gesù nel Giudizio, perché l’incarico che Egli dà nell’ordinazione è di salvare le anime e non di
corromperle…
Il Vangelo oggi termina con questa frase di Gesù: “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con
me, disperde”. Chiaro, no? Non solo si diventa oppositori di Gesù quando si insegna qualcosa di diverso dal
Vangelo, ma disperde la sua vita fino alla disperazione dell’anima chi vuole distruggere la Fede dei buoni. Infatti, il Vangelo in concreto ci dice che Gesù non poteva agire nel nome di Beelzebùl perché lo lottava e lo vinceva sempre. Invece Beelzebùl agisce e vince quelli che non rimangono innestati nel Cuore di Gesù.
Chi fa del bene e la sua intenzione è sempre retta, agisce nel Nome di Gesù. Ma chi vuole fare del bene
ingannevole, si tradisce da sé e non riesce a testimoniare la Verità del Vangelo, non lo ama e non lo segue.
Il Vangelo ci indica che la lotta contro i diavoli è sempre accesa, essi vogliono allontanarci da Gesù e noi ci
difendiamo con la preghiera e le buone opere, con la consacrazione giornaliera alla Madonna. L’impegno più
importante è la cura della nostra anima, lo sforzo costante di rinnegare i pensieri intrisi di orgoglio e superbia
che allontanano dalla Via umile e stretta che ci indica Gesù.
A tutti è possibile compiere il cammino di santità, basta non allontanarsi dal Cuore di Gesù e dai suoi
insegnamenti.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Mercoledì 6 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima 0

Mercoledì 6 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Mt 5,17-19)
    Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che Io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti;
    non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità Io vi dico: finché non siano passati il cielo e
    la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel
    Regno dei Cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli». Parola del
    Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Abbiamo vissuto nella mia zona due giorni di maltempo che prefiguravano parzialmente l’Apocalisse, perché non si è limitato solo al vento violentissimo e alla pioggia a tratti sferzante, martedì notte si è interrotta la
linea telefonica per la caduta di un traliccio e dopo alcune ore è andata via la corrente elettrica. Ancora non è
stata riattivata per i numerosi danni alla palificazione e dopo più di un giorno di lavoro degli operai. Non ho potuto utilizzare nulla e adesso mi trovo fuori per lavorare, grazie alle condizioni metereologi che sono migliorate.
Il vento violentissimo ha raggiunto i 115 chilometri orari e ha interessato quasi tutta la Sicilia.
Questa mattina mi sembra di trovarmi in un mondo nuovo, perché è cessato il fortissimo vento, non piove
più, il cielo è azzurro e il silenzio che qui è loquace è ritornato. È un’immagine bellissima che fa intravedere un
futuro non troppo lontano, è un piccolissimo anticipo di quanto avverrà dopo il trionfo del Cuore Immacolato di
Maria.
Considerando la bellissima pagina del Vangelo di oggi, avrei preferito avere più tempo per approfondirla
come merita, cercherò lo stesso di spiegare i concetti più importanti con una sintesi accurata. Prima di entrare
nell’analisi della Parola di oggi, vediamo di capire il contesto in cui Gesù afferma queste parole vincolanti per i
buoni e i cattivi, per chi vive di Fede e chi ha tradito la Fede.
Vi ho già indicato varie volte l’importanza di tre capitoli del Vangelo di San Matteo, il 5, 6 e 7, torno a ribadirvi di approfondirli attentamente perché vi sono riassunti gli insegnamenti più importanti di Gesù. Potete distribuirli in tre giorni, cominciando oggi con il capitolo 5, ricco di spiritualità perché contiene le Beatitudini,
poco conosciute a moltissimi cattolici ma determinanti per crescere nella vita spirituale.
Quando avremo la possibilità di organizzare conferenze e ritiri nel luogo dove vivo qui a Collesano, approfondiremo l’assoluta necessità di conoscere approfonditamente le Beatitudini fino a rivestirci di esse, così da
diventare abito della nostra spiritualità. Quando la spiritualità si vive marginalmente non si avverte la gioia di
conoscere bene le parole di Gesù e di soffermarsi attentamente sulle Beatitudini, ed è un danno notevole alla
propria spiritualità, non si conoscono i mezzi per vivere da buon cristiano e crescere nella Grazia di Dio.
Chi mediterà con attenzione il capitolo 5 di San Matteo, oltre alle Beatitudini leggerà la spiegazione della luce delle buone opere, il compimento della Legge che meditiamo oggi, la gravità dell’ira, il desiderio malvagio,
la gravità dell’adulterio e il divorzio che si chiede, come deve essere il nostro linguaggio quando dialoghiamo
con gli altri, la gravità della vendetta, l’odio dei nemici. Sono appena 48 versetti che determinano la vita spirituale, verso l’alto o verso il basso se non si osservano.
Nei versetti che meditiamo oggi, Gesù spiega di essere ben al di sopra di Mosè e dei Profeti che avevano insegnato l’Antica Alleanza, ma il popolo che Lo ascolta sul monte non comprende bene questo, anche se il Signore precisa che non vuole eliminare la Legge antica di Israele. Noi cattolici invece conosceremo molto presto
alcuni che ci diranno di dimenticare il Vangelo storico di Gesù perché i tempi moderni pretendono altri insegnamenti e cercheranno di imporci false teorie.
La nostra generazione conoscerà presto questo abominio, saremo chiamati a difendere con la nostra serietà e
fedeltà a Gesù quanto scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992. Molto più presto di quanto non
si creda la nostra Fede sarà disturbata dai falsi maestri, i quali si presenteranno sotto mentite spoglie e
cercheranno di convincerci che Gesù ha sbagliato tutto, non era Dio e che il vero Messia è un uomo che si
mostrerà all’umanità presto, celebrato dai potenti e dai mass-media.
È urgente conoscere bene la nostra Fede, fissare i punti più rilevanti e costruire tutto l’edificio spirituale. La
nostra fermezza nella difesa della Fede scaturisce dalla conoscenza approfondita di Gesù, delle sue parole e dei
miracoli. Quando verrà fuori qualcuno che scimmiotterà Gesù, compiendo prodigi e non miracoli, non crediate
assolutamente che sia più grande del Signore, quell’uomo sarà pieno di satana, l’incarnazione di satana in un
uomo!
Gesù oggi ci dice che Lui è venuto a completare la Legge antica con l’Amore e la Misericordia, è venuto a
dare compimento alla Verità, e quanto da Lui affermato è stato sempre confermato, rafforzato, avvalorato, con i
veri e straordinari miracoli.
Gesù dice che quanto profetizzato da Lui si avvererà alla lettera, precisa che si avvererà anche nelle minime
cose. Utilizza la parola iota e un trattino della Legge per precisare che tutto avverrà. Iota oltre ad essere la nona
lettera dell’alfabeto greco e corrisponde alla i italiana, si usa in senso di minima cosa, “non valere un iota”.
A questo punto Gesù divide in due blocchi i suoi seguaci, perché il riferimento è esclusivamente diretto a
quanti hanno il compito di diffondere la sua Parola. Sapeva molto bene che moltissimi avrebbero deviato dalla
Verità, arrivando ad insegnare dottrine false ed eretiche all’interno della sua Chiesa. Ad essi, uomini e donne, il
Signore indica un futuro triste e forse nella perdizione: “Chi trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli”.
Molti oggi insegnano nelle omelie e nella guida spirituale teorie protestanti e sono contenti di ricevere consensi ed applausi da quei credenti poco spirituali che vanno in cerca di questi maestri ingannatori, perché essi
manipolano la Parola di Dio e conducono le persone fin sul ciglio del burrone per lasciarle poi cadere da sole,
per inerzia. Questi maestri modernisti non si rendono conto che i loro cattivi consigli e gli insegnamenti pubblici, ricadranno sopra di loro tremendamente, perché tutti i peccati mortali commessi da quanti avranno ascoltato
gli insegnamenti, penzoleranno e peseranno sulle loro teste nel Giudizio. Ma già qui, in questa vita, i peccati
mortali commessi dagli altri, aumentano la loro caduta inesorabile verso la perdizione eterna.
Preghiamo molto per tutti i Sacerdoti che hanno smarrito la Via del Vangelo, il cammino di santità.
Discorso opposto Gesù riserva per i suoi fedeli seguaci, essi non solo osservano pienamente il suo Vangelo
storico, ma lo insegnano così come la sana Tradizione lo ha trasmesso fino a noi. “Chi invece li osserverà e li
insegnerà, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli”. Chi è grande davanti a Dio in questo mondo può
sembrare inutile come Santa Teresina, può essere considerato un ingannatore come avvenne a Padre Pio, può
ricevere persecuzioni spaventose come avvenuto a tutti i Santi, ma alla fine trionferà la Verità. È sempre stato
così, mai Gesù lascia credere per sempre ciò che è invece falso.
Beati voi se incontrerete Sacerdoti pienamente fedeli al Vangelo storico e al Catechismo della Chiesa.
Cercateli e li troverete.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Martedì 5 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima 0

Martedì 5 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Mt 18,21-35)
    Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me,
    quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino
    a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e
    ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi
    pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro
    padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come
    io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto
    il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In Italia stiamo assistendo a due consultazioni per dare alla Chiesa mondiale e alla nostra Nazione due capi
che hanno comunque interessi diversi. La Chiesa è in attesa del nuovo Papa, domani si conoscerà la data
d’inizio del conclave, mentre proseguono i colloqui tra i porporati, ma non saranno i dialoghi di questi giorni a
stabilire chi verrà eletto. Non voglio inoltrarmi dove è difficile comprendere, la domanda che ci poniamo però è
questa: in conclave entreranno 115 Cardinali di età sotto gli 80 anni, ma quanti vogliono ascoltare Dio?
È una domanda che non può avere una risposta da nessuno, magari quanti vivono in intimità con Dio ne sanno qualcosa e solo loro conoscono se tutti i 115 Cardinali vogliono seguire l’ispirazione di Dio. Dopo quello
che è avvenuto in questi ultimi decenni, anche noi possiamo porci questa domanda.
Se tutti i Cardinali sono stati voluti da Dio, seguiranno lo Spirito Santo, altrimenti ascolteranno i consigli che
arrivano da altre parti. Quanto fa male sapere questo, si spezza il cuore quando si pensa al conclave che si svolgerà con le annunciate divisioni di potere. Su 209 Cardinali, i votanti erano 117, ma il Cardinale O’Brien ha annunciato la rinuncia e il Cardinale Darmaatmadja, Arcivescovo emerito di Giakarta, non sarà presente per motivi di salute. Così alla fine i Cardinali votanti saranno 115.
Non vogliamo infierire sul Cardinale O’Brien, lui stesso alcuni giorni fa ha rinunciato alla partecipazione del
conclave con questa motivazione: “Mi scuso per la mia condotta sessuale”. “Il mio comportamento è stato al
di sotto degli standard che ci si doveva aspettare da me come prete”. Il britannico porporato risultando forse
anche più preciso di chi lo incolpa, ha scritto: “Ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è caduta
al di sotto degli standard a me richiesti, in quanto Prete, Arcivescovo e Cardinale”. O’Brien ha poi reso pubbliche le sue scuse: “A coloro che ho offeso, alla Chiesa Cattolica e al popolo di Scozia”.
Con le sue dimissioni una decina di giorni fa ha anche scelto di non partecipare al conclave, ma la sua rivelazione pubblica e diffusa da tutti i mass-media del mondo ha arrecato ancora più sofferenza ai cattolici che
pregano per la santità dei Prelati e dei Sacerdoti. La sua rivelazione è avvenuta forse per fermare l’attacco dei
quattro Sacerdoti che chiedevano giustizia sui fatti avvenuti circa trent’anni fa. Comunque, è come una lancia
che trapassa l’anima sentire una dichiarazione del genere da un Cardinale, ti porta a considerare che la Chiesa
oggi è lacerata e dilaniata da molte parti.
Il mondo guarda con partecipazione o con curiosità chi verrà eletto, un nuovo Papa che dovrà attirare i voti
dei porporati conservatori e progressisti, dovrà ricevere almeno 77 voti e questo non è facile in una situazione
che si presenta già frammentata. Resta il fatto che nel 2007 Benedetto XVI cambiò la disposizione di Giovanni
Paolo II e decise che per l’elezione occorrono i due terzi dei voti, un numero alto, questo comporta che molti
Cardinali ad un certo punto dovranno far convergere i loro voti verso un candidato che inizialmente nella preghiera non avevano scelto.
Qualcuno dirà che quello sarà l’intervento dello Spirito Santo, ma la sua azione è dolce e arreca pace,
non fa cambiare idea con un obbligo.
Questo è il tempo predetto a Fatima dalla Madonna in cui avverranno cambiamenti, non dobbiamo sorprenderci e nemmeno sorvolare per disinteresse, quanto sta avvenendo è determinante per la missione della Chiesa e
il suo insegnamento infallibile. Queste riflessioni adesso possono sembrare forti, teniamole presenti nei giorni
del conclave. Noi cattolici impegnati viviamo questo momento con molta sofferenza, vorremmo una Chiesa unita, umile, povera, spirituale.
Senza purificazione non c’è santità e nemmeno la vera comunione con Gesù. Lo Spirito Santo agisce
quando trova l’anima bella e docile.
Oggi Gesù ci invita a perdonare e a dimenticare le piccole offese che spesso accadono nella convivenza quotidiana. È facile ricevere in famiglia e al lavoro offese, scorrettezze e alle volte anche danneggiamenti, in queste
circostanze si misura la nostra spiritualità, dalla reazione che abbiamo viene fuori chi siamo dentro. Spesso non
si reagisce con durezza per mancanza di amore, è la tensione e l’ira accumulata a dare scintilla al nervosismo.
Ho parlato spesso dell’importanza del perdono, è un dono per l’altro, per chi ha sbagliato e si comporta male. Il nostro perdono deve essere sincero, di cuore, come Gesù perdona tutti noi. Il perdono si deve avvertire nel
cuore, quindi, è sempre travagliato, nasce con un po’ di violenza, ed è bene considerare che se non si incontra la
persona che ha causato la sofferenza, è sufficiente il perdono sentito nel cuore.
Molti dicono che non riescono a perdonare perché i loro nemici non lo meritano, ma allora chi merita il perdono di Dio? Chi non vuol perdonare deve chiedersi se ci sono state circostanze nella vita in cui non era stato
meritevole del perdono del Padre. Noi mostriamo di amare Gesù se perdoniamo i nostri nemici, comunque se
dimentichiamo i loro errori e non li condanniamo perché solo Dio può svolgere questo compito.
Se siamo umili nel riconoscere i nostri debiti nei confronti di Dio, questo ci aiuterà a perdonare a discolpare gli altri.
Oltre il perdono da offrire a tutti, c’è anche l’atteggiamento di discolpare chi ha sbagliato, non rivoltando la
verità né falsando qualcosa, ma si discolpa qualcuno perché egli non si rende conto del male che fa a se stesso e
poi agli altri! Si inserisce qui la comprensione senza negare l’evidenza dei fatti, è un atto di amore che si esplicita con la pazienza e la convinzione che chi sbaglia è accecato e non si rende conto della sofferenza che causa
negli altri.
L’inimicizia nasce tra le persone che si conoscono quando qualcuno ripete gli stessi errori e non mostra alcun segno di ravvedimento, questo è un supplizio per chi deve sopportare le torture magari nell’ambiente di lavoro. Tutto si può superare insieme a Gesù, invocando con Fede il suo Cuore e chiedendo di intervenire per
convertire quella persona e per ricevere la pazienza e la capacità di perdonare.
È sempre determinante invocare Gesù per ricevere da Lui la forza di amare e di perdonare anche nelle condizioni più difficili.
Senza l’aiuto di Gesù, se non c’è la sua Grazia, è impossibile perdonare cristianamente, al contrario si ha una
forte inclinazione nell’emettere giudizi e sospetti temerari, molto gravi e che richiedono la Confessione. Con
l’aiuto di Gesù invece c’è l’umiltà di comprendere ed invece di falsare gli episodi e di ingigantire un fatto, si
cerca di minimizzarlo, di sgonfiarlo per non ricordarlo.
Chi è umile è obiettivo, quindi realistico, senza pregiudizi e giusto. Riesce a discolpare i difetti degli altri
perché non se ne scandalizza. Il superbo invece li cerca per giudicare e dirlo a tutti, se non ne trova li inventa e
così distrugge la sua vita spirituale.
Guardiamo la Vergine Maria ed imitiamo le sue virtù. È importante conoscere i suoi consigli leggendo
i messaggi di Medjugorje.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Lunedì 4 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima 0

Lunedì 4 marzo 2013 3ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Lc 4,24-30)
    Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene
    accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il
    cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si
    riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul
    quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Parola
    del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Quando Gesù affermava queste parole, sapeva bene che proprio Lui un giorno non sarebbe stato accolto da
molti seguaci neanche nella sua Chiesa. “Nessun profeta è bene accetto nella sua patria”, e non fu accettato
nella sua Nazareth, anzi la sua rivelazione e il suo parlare sincero scandalizzarono i compaesani. La sua presenza diventò fastidiosa e l’odio avvolse i cuori di molti, decisi anche a gettarlo giù dal monte. Non aveva fatto alcun male, figuriamoci, aveva solamente detto la verità.
Nella situazione di Gesù, i diavoli riuscirono a infondere una forte avversità contro Lui, non solamente per la
sua rivelazione, era la stessa sua presenza ad agitare i nemici dell’Amore e della Verità. Da qui notiamo come
si scatenano i diavoli nei luoghi sacri dove c’è l’Eucaristia o contro le persone che pregano bene e con
amore.
Le avversità dei diavoli manifestano le loro paure dinanzi i credenti che pregano bene, si rendono conto che i
credenti diventano più forti con le loro preghiere e cercano di fermarli. Quando i diavoli ci attaccano, dimostrano così che noi stiamo compiendo un cammino spirituale che a loro dispiace, ma non bisogna abbattersi se si
scatena qualche problema, perché i problemi ci sono sempre nella vita. Meglio averli dai diavoli che abbiamo
identificato piuttosto che dai nemici occulti.
Gesù aveva sia gli uni che gli altri, noi come suoi seguaci sappiamo che la nostra vita è spesso bersaglio
della cattiveria altrui.
Molte brave persone rimangono meravigliate quando patiscono cattiverie e si chiedono il motivo di queste
ingiustizie, spesso arrivano anche da persone insospettabili. Non c’è da sorprendersi quando la debolezza spirituale domina una persona e considera corretto quello che invece è sleale. Se qualcuno perde il controllo e vi
causa dispiaceri, la forza vi deve sempre arrivare dalla preghiera, dall’invocazione del Cuore di Gesù, sempre
pronto a donare misericordia e consolazione.
Gli altri possono sbagliare e arrecarci del male, noi sappiamo che se non c’è nulla da chiarire, la risposta deve sempre essere paziente e buona. Dobbiamo avere comprensione e non vendetta per chi non ci
ama. Se non amiamo qualcuno non viviamo il Vangelo.
Gesù oggi spiega ai suoi compaesani che Dio non premia solo i suoi seguaci che presumono la salvezza senza alcun merito, Dio dona Grazie e premi anche ai pagani che Lo amano e compiono la sua volontà. È un po’
difficile ma succede, nei luoghi mariani molti peccatori ritornano a Gesù e Lo amano più dei cristiani che pregano. I compaesani presumevano di essere intimi con Dio solo perché frequentavano la sinagoga ma non osservavano i Comandamenti.
Come avviene a molti cristiani di oggi, sono convinti di essere intimi con Gesù senza però compiere opere
buone e senza praticare il Vangelo. Gesù vede la sua Chiesa così immersa nella confusione e nella crisi più pericolosa e rimane crocifisso. La Chiesa è chiamata a dare un segnale al mondo, oltre la fedeltà a Lui c’è da mostrare la povertà, il distacco dalle ricchezze e dagli abbracci mondani con il potere. La Chiesa deve mostrare
con le opere la sua unione a Gesù.
Il Signore dice che Dio premia non coloro che presumono di amarlo solo perché Lo conoscono, sono quelli
dal cuore purificato a ricevere i premi da Dio. Così avvenne a quei pagani considerati lontani da Dio ma molto
intimi perché Lo cercavano nel loro cuore ed erano puri. Al tempo di Elia c’erano molte vedove in Israele ma
Dio mandò Elia ad una vedova pagana. Al tempo di Eliseo c’erano molti lebbrosi in Israele, ma nessuno fu miracolato, solo Naamàn il Siro, un pagano.
Sono i due esempi che dice oggi Gesù e che devono fare riflettere. Non siamo vicini a Gesù solo perché
facciamo qualche preghiera, lo siamo quando ci rinneghiamo per vivere il Vangelo, quando amiamo e
perdoniamo, compiamo buone opere e curiamo la salute spirituale dell’anima.
Abbiamo bisogno dell’aiuto di San Michele Arcangelo. Ora che si avvicina il tempo della fine dei tempi
dominati da satana, come ha detto la Madonna a Medjugorje, il suo aiuto è insostituibile. Il 13 ottobre 1884
Papa Leone XIII finì di celebrare la Santa Messa nella cappella vaticana. Poi restò immobile per almeno dieci
minuti. Ridestandosi da quel momento di immobilità, il Papa si precipitò verso il suo ufficio senza dare la minima spiegazione a chi era vicino a lui e che l’aveva visto divenire pallido.
In quei momenti Leone XIII compose immediatamente una preghiera a San Michele Arcangelo, indicando
ovunque la sua recita al termine di ogni Messa. Dopo qualche giorno il Papa raccontò di aver udito satana e Gesù e di aver avuto una terrificante visione dell’inferno:
“Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano
per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo
stremo. Allora apparve San Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi ho visto San Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo”.
E nel 1994 Papa Giovanni Paolo II invitò i Sacerdoti celebranti a recitare la supplica a San Michele, affinché
“la preghiera ci fortifichi per la battaglia spirituale… Papa Leone XIII ha certamente avuto un vivo richiamo
di questa scena quando ha introdotto in tutta la Chiesa una speciale preghiera a San Michele Arcangelo. Chiedo a tutti di non dimenticarla e di recitarla per ottenere aiuto nella battaglia contro le forze delle tenebre e
contro lo spirito di questo mondo”.
Facciamo il proposito di recitare ogni giorno la preghiera a San Michele Arcangelo, è come un potente esorcismo.
“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii nostro aiuto contro la perfidia e le insidie del
diavolo. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e tu, o Principe della Milizia celeste, con il potere che
ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per
perdere le anime.
O Arcangelo San Michele, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel terribile giorno del
Giudizio. Amen”

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Domenica 3 marzo 2013 3ª DOMENICA DI QUARESIMA 0

Domenica 3 marzo 2013 3ª DOMENICA DI QUARESIMA

  • VANGELO (Lc 13,1-9)
    Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto
    scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete
    tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo
    stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne
    a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su
    quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà
    frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tra i tanti spunti che offre questa Parola, occorre evidenziare che l’albero che non produce frutti viene tagliato ed è rilevante la presenza di una persona che intercede e convince il padrone ad aspettare ancora un anno
per vedere se comincerà a produrre frutti. Sappiamo che il ruolo di Mediatrice spetta alla Madonna, è Lei a difendere i peccatori e a chiedere a Gesù di salvarli. La Madonna intercede, è indispensabile però la conversione
dei peccatori.
La parabola non continua, ma si comprende che passato l’anno e constatata la mancata raccolta di frutti, il
padrone taglierà l’albero. Ma potrà anche cominciare a produrre buoni frutti e il padrone si rallegrerà
dell’albero.
L’albero in questo caso è ogni cristiano chiamato a produrre buoni frutti spirituali, se rinuncia a questo impegno morale, allontanerà Gesù forse definitivamente dalla sua vita e vivrà come un albero sradicato, tagliato,
senza più linfa vitale. La vita del cristiano che rifiuta di osservare gli insegnamenti di Gesù è improduttiva per il
Paradiso, potrà guadagnare milioni di euro in questa vita, ma dopo la sua morte li lascerà qui, ad altri, non porterà nulla con sé. Se non pochi abiti.
È inevitabile per il cristiano osservare il Vangelo per non diventare infruttuoso ed inutile per Gesù, e
se pecca deve rialzarsi con il pentimento, con il proposito convinto di ravvedersi e deve anche cercare la
Confessione con un Sacerdote.
Comprendo quei cattolici che si bloccano nel cammino spirituale per la mancanza di spiritualità in certi casi
all’interno della Chiesa, però sbagliano a fermarsi o a scoraggiarsi, il loro modello e Maestro è Gesù, da Lui
non potrà mai arrivare una delusione. Nessuno di coloro che pregano bene può affermare di essere rimasto deluso da Gesù o non avere ricevuto gli aiuti che chiedeva, ovviamente se erano convenienti per la sua anima.
Per mancata spiritualità mi riferisco agli scandali sessuali dei Preti che si scoprono ancora in molte parti del
mondo e suscitano molta delusione nei credenti, quelli più deboli non pregano più proprio per una Fede appena
iniziale. Ci sono pure le ripetute ribellioni dei teologi austriaci, americani, irlandesi, che chiedono a voce grossa
una Chiesa moderna, senza più leggi morali, senza i Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione, con
l’apertura alla piena modernità.
Per questi teologi il Vangelo di oggi non serve a nulla, forse neanche lo leggono. I loro frutti sono opposti al Vangelo, non servono.
Ho letto il Motu Proprio di Benedetto XVI quando era Papa del 22 febbraio scorso, undici giorni dopo le sue
dimissioni e sei giorni prima di lasciare il Primato di Pietro. Anche nella Chiesa qualcuno ha cercato con insistenza di demolire questo Primato con interventi molto equivoci, ma Benedetto XVI la sera del 28 febbraio a
Castel Gandolfo ha detto giustamente e per non lasciare dubbi: “Non sono più Papa, sono un pellegrino”.
I giornalisti non credenti si stanno divertendo nella demolizione del Primato di Pietro, uno ha detto che Benedetto XVI ha fatto bene perché “il papato non è un potere ma un servizio, e quando non se la sente deve lasciare l’incarico”. Questa è la teoria falsa e laicista che toglie la Chiesa dalla sua creazione soprannaturale e la
pone nella posizione delle aziende e dei ruoli politici e commerciali del mondo. Ma la Chiesa è Divina ed è totalmente altro.
Quindi, il Motu Proprio di Benedetto XVI del 22 febbraio scorso ha decretato che l’inizio del conclave si potrà anticipare a seconda della decisione dei Cardinali, inoltre ha affermato con forte evidenza la necessità della
riservatezza, annunciando pene severe ai trasgressori. Dalla Cappella Sistina non deve trapelare nulla, questo è
un impegno da osservare senza la necessità di richiamarlo, ma nel prossimo conclave si è invitati ad una segretezza assoluta. È un richiamo ribadito con insistenza e questo lascia capire che si teme qualche rivelazione
all’esterno.
Già nel 2007 Benedetto XVI aveva stabilito che per l’elezione del nuovo Papa occorrerà una maggioranza
elevata e non potrà abbassarsi neanche dopo molte votazioni: “Stabilisco, pertanto, che per la valida elezione
del Romano Pontefice si richiedono almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti
e votanti”. I votanti saranno 116, un terzo dei voti equivale a 38,66 quindi occorrono almeno 78 voti su 116.
Cosa porterà questo conclave? Tutti chiediamo la santità dei Cardinali per avere una Chiesa davvero Santa
anche negli uomini, ma gli scandali dei documenti rubati e pubblicati lasciano intravedere una lotta che non si
risolverà adesso, questo mi addolora enormemente e non posso non ricordare le parole della Madonna a Fatima:
“Anche per la Chiesa verrà il tempo delle sue più grandi prove. Cardinali si opporranno a Cardinali; Vescovi
a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma ci saranno cambiamenti”.
Quali cambiamenti intendeva la Madonna? Non certo quello di un Papa, intendeva chiaramente cambiamenti dottrinali, quindi sarà manomessa la nostra Fede, qualcuno in futuro ci dirà di seguire altre verità che sono in realtà falsità e contrarie al Vangelo. Chi lo dirà? Verrà il tempo in cui tutti lo sapremo, non
si dirà in segreto, tutti ascolteremo queste nuove dottrine nella Chiesa e saremo chiamati a difendere la nostra
Fede. Lo profetizzano San Paolo e San Giovanni nell’Apocalisse.
Noi dobbiamo avvicinarci con maggiore confidenza a Gesù e conoscerlo meglio, è urgente conoscere bene i
suoi insegnamenti e le Verità sulla sua Persona per non abbandonarlo quando qualcuno comincerà a parlare di
un nuovo Messia e poi dirà che quel Gesù adorato da noi in questi duemila anni non era Dio.
Quando cominceranno a circolare queste notizie, anche numerosi cattolici che oggi pregano cadranno nella
confusione e non sapranno se seguire chi affermerà questa eresia. Quello sarà il momento dell’attacco frontale e
pubblico contro Gesù Cristo. Per non cadere nella trappola, dobbiamo coltivare con premura ed attenzione la
nostra vita spirituale e conoscere il significato della mortificazione.
Non è possibile seguire Gesù se non c’è un buon impegno giornaliero nella lotta contro l’istinto e le
passioni disordinate.
Oggi Gesù ci invita a conoscere l’importanza delle mortificazioni, come la Madonna ripete da 32 anni a Medjugorje, perché solo con il rinnegamento si può giungere al dominio della propria volontà, si potrà ricevere abbondante Spirito Santo e decifrare la realtà con la “mente di Dio”. Avere il suo Spirito significa ricevere Luce
da Lui, penetrare con gli occhi della Fede e vedere anche nelle tenebre del mondo.
Solo così si potrà agire nella Verità di Dio e non più nella debolezza umana.
La mortificazione sembra difficile a molti cattolici, essi non hanno ancora scoperto che la morte che si dà ai
vizi e ai peccati porta alla vita vera, alla rinascita spirituale, ed è questo il mezzo per purificare l’anima. Senza
la mortificazione non si potrà mai passare dai vizi alla perfezione. Per raccogliere occorre seminare, per rinascere nello Spirito Santo bisogna morire a se stessi.
Ogni giorno abbiamo cento possibilità di praticare la mortificazione, qualche rinuncia, una privazione, un sacrificio, una penitenza…

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario

Sabato 2 marzo 2013 2ª Settimana di Quaresima 0

Sabato 2 marzo 2013 2ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)
    Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo
    aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed
    egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per
    un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti
    salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami
    come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe
    compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il
    Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era
    perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno,
    quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto
    sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo
    padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un
    capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze
    con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e
    tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato
    in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il padre del figliol prodigo nella parabola descrive questo figlio come morto, intendendo che aveva perduto
Dio e la sua Grazia. Gesù nella parabola vuole dare il significato spirituale a quanto intende il padre, questi indica suo figlio come un morto dopo la sua lontananza e la disperazione. Per morte si intende la cessazione di
quelle funzioni biologiche che definiscono gli organismi viventi. Con la morte, termina l’esistenza di un essere
vivente. Il padre lo indica come morto perché era cessata la presenza di Dio e per avere sperperato la Grazia
Divina.
Ogni uomo e donna senza Dio e la sua Grazia, sono morti nello spirito.
Molti genitori cattolici si preoccupano, giustamente, della salute fisica dei loro figli ma non verificano mai il
loro stato spirituale, per quello che è possibile capirne. Certamente dal comportamento dei figli si comprende la
condizione spirituale, si capisce se pregano e se curano la vita spirituale. Questo è l’aspetto più importante della
vita che dobbiamo approfondire per noi, i vostri figli o i vostri genitori.
La cura della vita spirituale deve essere il centro della nostra esistenza, in questa dedizione al primo
posto c’è ovviamente Gesù e tutto ciò che Lo riguarda. La trascuratezza dell’anima è la cosa più normale
per moltissimi cattolici, pensano a tutto o quasi tutto tranne che alla vita dell’anima, comunque non riflettono sull’anima immortale che se curata con i Sacramenti, la preghiera e le virtù, effonde all’intera
persona un benessere interiore inimmaginabile.
Una persona vive nella pace e nella gioia perché l’anima sta bene, è in Grazia di Dio e ha assorbito abbondante Spirito Santo. La stessa persona perde la pace e la gioia interiori quando si allontana da Dio e commette
peccati mortali. Come fece il figliol prodigo. Allontanarsi da Gesù e la scelta del peccato, causa la morte spirituale e le conseguenze si emanano su tutta la persona.
Come la pace interiore rasserena il cuore e la mente, così la trasgressione agita il cuore e la mente, arrecando
molto spesso disturbi fisici.
Il figliol prodigo abbandonò il padre perché volle contare sulle sue forze, si convinse anticipatamente che
poteva scegliere la libertà intesa come sganciamento dall’osservanza delle leggi morali, e cominciò a vivere
lontano da suo padre, da chi lo guidava. I fallimenti si susseguirono fino al punto di rientrare in sé e porsi questo fatidico proposito: “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a
te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”.
Il figliol prodigo aveva smarrito la cura della sua anima per dedicarsi ai diletti del corpo, ma quei piaceri lo hanno annientato.
Solo dopo l’esperienza nel fango a mangiare carrube con i porci, rese il giovane più spirituale ed attento alla
vita interiore, infatti non cercò più l’agiatezza del padre dopo avere dissipato tutta l’eredità, andò all’essenziale.
Egli fece un’esperienza profonda del peccato e delle sue tragiche conseguenze. Solo avere toccato il fondo scoprì il vuoto interiore e patì l’umiliazione più cruda.
“Trattami come uno dei tuoi salariati”. Questo lo disse dopo avere conosciuto la rovina spirituale ed economica, ma prima quando contava solo su se stesso, aveva un altro superbo atteggiamento: “Padre, dammi la
parte di patrimonio che mi spetta”.
Così l’uomo agisce con Gesù: quando sta bene e vuole agire in autonomia, ignora il Signore e fa scelte trasgressive. Quando poi cade nell’abisso morale nel senso che vive in modo dissipato, scopre di essere nudo, come Adamo. Nudo perché spogliato della Grazia, dell’Amore di Dio, della sua dignità, della sua rettitudine e onestà.
Chi vive senza Gesù è come un morto spogliato di tutto, anche se possiede ricchezze è sempre solo, sfiduciato e pessimista.
Nelle due frasi sopra cogliamo il percorso rovinoso che compiono molte persone prima di incontrare Gesù.
molti incontrano Gesù dopo una vita dissipata e di questo siamo certamente contenti. Molti in realtà non decidono intenzionalmente di rompere con Dio, è la loro vita a testimoniare l’offuscamento dell’anima e lo smarrimento nella trasgressione. Molti peccatori hanno sempre vissuto in uno stato peccaminoso e non fanno caso ai
molteplici peccati, non si tratta solo della lontananza da Dio, è l’offuscamento intellettuale che giustifica tutto.
La parabola ci insegna che Dio è sempre disponibile ad accoglierci, rimane con le braccia tese per
stringere a sé tutti i suoi figli smarriti.
La differenza tra Dio e l’uomo oltre che infinita, presenta ovviamente una capacità diversa di amare. La misura dell’Amore di Gesù è inesauribile, la nostra misura spesso è minima o inesistente. Dio accoglie sempre e
perdona anche i peccatori più cattivi se pentiti, noi spesso accogliamo secondo la convenienza, parliamo bene
se c’è un interesse, perdoniamo se ne avremo dei vantaggi.
Imitiamo il padre della parabola che festeggia quando vede ritornare suo figlio smarrito e morto nello spirito,
gioiamo quando accompagniamo qualcuno a confessarsi o viene a pregare con noi, preghiamo per tutti i figli di
Dio che hanno smarrito la Via della vera pace. Sforziamoci nell’accogliere tutti, nel donare sempre un sorriso
sincero e una parola di vita, che scaturisce solamente dal Vangelo di Gesù.
Questa parabola ci invita a curare l’anima, anche a conoscerci meglio e a vivere come chiede Gesù.
Non si deve dissipare la Grazia di Dio.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio).

Venerdì 1 marzo 2013 2ª Settimana di Quaresima 0

Venerdì 1 marzo 2013 2ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Mt 21,33-43.45)
    Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era
    un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il
    torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di
    raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo
    bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma
    li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna,
    che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la
    vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto
    nelle Scritture:
    “La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo;
    questo è stato fatto dal Signore
    ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
    Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La gioia ci accompagna in questo mese di marzo dedicato al maestoso San Giuseppe, figura straordinaria
della Chiesa ed Egli ne è proprio il Patrono. In questo mese si eleggerà il nuovo Papa, si incontreranno a Roma
i 115 Cardinali che dovranno sceglierlo e noi speriamo che tutto si svolga con somma serenità. Rimane sempre
viva quella frase che disse Benedetto XVI il 10 marzo 2009 a San Pietro: “I Cardinali e i Vescovi si mordono e
si divorano a vicenda”.
Speriamo che il conclave si svolga in un clima di interesse condiviso e si normalizzi l’agitazione esistente.
Umanamente risulta difficile il ricomporsi di fratture profonde già indicate dal Papa, ma Dio può tutto e noi
speriamo che per il bene della Chiesa, tutti arrivino a mettere da parte i propri interessi. Sembra molto difficile
questa soluzione, i Cardinali sono uomini e se non è presente una Fede forte, il rischio di seguire le convinzioni
umane è alto.
Da ieri sera non abbiamo il Papa, la Sede Vacante della Chiesa Cattolica è come una famiglia di fratelli e sorelle senza i genitori. Dopo le prossime elezioni la Chiesa riavrà il Papa, proprio in questi giorni in cui le agitazioni dei modernisti sta scoppiando in richieste di aggiornamenti pienamente opposte al Vangelo.
Coinciderà con l’esplosione di quei teologi che non pregano più, non amano la Madonna né si interessano
dell’Eucaristia, non accettano la sana dottrina e chiedono una Chiesa umana, senza più le leggi morali e con il
Vangelo rivisto per eliminare quei passi che insegnano la pratica delle virtù morali. La confusione era già profonda, adesso sembra l’inizio di una nuova fase ancora più oscura.
Ieri sera Benedetto XVI ha detto: “Da stasera non sono più Pontefice, ma solo pellegrino”. È
un’affermazione corretta, perché non ci possono essere due Papi contemporaneamente, non solo và contro la
teologia, soprattutto contraddice Gesù, le parole del suo Vangelo sono chiarissime, Egli ha dato il Primato di
Pietro ad una sola persona. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non
prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).
Benedetto XVI ieri ha precisato bene la sua posizione, mentre alcuni giorni fa il direttore della Sala Stampa
Vaticana, Padre Lombardi, ha detto ma non si sa a nome di chi: “Benedetto XVI sarà Papa emerito, si chiamerà
Romano Pontefice emerito”. Questo titolo è per me un’assoluta novità…
È una novità nella teologia cattolica, non era mai avvenuto e mai si era pensato ad una ipotesi simile. È una
grande novità perché si rende un Papa come un Vescovo, senza avere più il potere del Primato. Questo accostamento risulta impreciso per la nostra dottrina. Il Papa è il Vescovo di Roma, solo lui ha il Primato di guidare
la Chiesa, e un altro Vescovo non può essere nello stesso periodo anch’esso Papa. Se il Papa è il Vescovo di
Roma, dovrebbe essere indicato come Vescovo emerito di Roma.
Comunque, lasciamo fare come si desidera, non cambia la nostra Fede, perché noi conosciamo la dottrina e rimaniamo sereni senza dare giudizi né fare ipotesi. Gesù è vivo e salverà la sua Chiesa.
Da diversi anni scrivo queste cose e oramai siamo in dirittura d’arrivo, come sempre invito a verificare
l’evolversi degli attacchi contro la Chiesa Santa per comprendere l’autenticità delle mie affermazioni. I tempi
privi della vera Fede ci indicano che la situazione volge al peggio, sono le manifestazioni di molti teologi del
mondo schierati contro la figura del Papa e la sana dottrina ad indicarci che le loro posizioni non potranno che
peggiorare gli scontri all’interno della Chiesa.
Non dovete lasciarvi ingannare dalle parole di quanti affermano di seguire la Chiesa o il Magistero del
Papa ma poi interiormente ed intenzionalmente li rifiutano. Questa strategia la troviamo in innumerevoli
casi, infatti si affermano parole di vicinanza al Vangelo per poi nel cuore avere il pieno rifiuto degli insegnamenti di Gesù. Si chiama ipocrisia? Bisogna chiederlo a quanti con le loro opere non mostrano più di seguire
Gesù.
L’attenzione quindi non và posta solamente sulle parole, soprattutto le opere indicano la spiritualità del cristiano. “La Fede se non ha le opere, è morta in se stessa” (Gc 2,17). Quanti si ribellano alla sana dottrina della
Chiesa non possono mostrare opere buone, lo dice Gesù: “Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse
uva dalle spine, o fichi dai rovi?” (Mt 7,16).
Gesù lo manifesta nella parabola che racconta oggi, parla dei contadini che avevano avuto assegnata la vigna
ed invece di rispettare i patti con il padrone, se ne appropriarono, arrivando ad uccidere fisicamente gli inviati
del padrone per riprendersi la sua vigna.
La vigna è la Chiesa, il padrone è Dio Padre, i contadini disonesti sono quanti tradiscono Gesù, i servi
inviati dal padrone sono i buoni cattolici che lavorano fedelmente nella Chiesa e difendono il Vangelo
storico.
I contadini disonesti nella parabola paragonati a quanti non predicano più Gesù Cristo, non solo uccidono
con modalità diverse i servi inviati da Dio, arrivano ad uccidere Gesù presente nelle anime dei credenti, insegnando false dottrine o teorie protestanti che sottilmente si oppongono alla vera Fede cattolica.
Gli ebrei fecero così con Gesù e Lui nella parabola già lo aveva predetto in questa parabola: “Lo presero, lo
cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero”. Infatti, in seguito arresteranno Gesù, Lo getteranno fuori da Gerusalemme e Lo uccideranno. Gli ebrei erano diventati talmente accecati da dimenticare i miracoli di Gesù, la sua
provenienza non umana.
Non avevano più la lucidità per agire con intelligenza, mentre i nemici di Gesù di oggi hanno una lucidità spaventosamente brillante e riescono a dettare pazientemente i tempi degli attacchi alla Chiesa per
distruggerla.
Dio vuole che la sua vigna sia lavorata bene e che si restituisca a Lui quanto vi è di buono, come la lode,
l’adorazione, il ringraziamento. Avviene anche per gli oggetti meno importanti che si prestano, ognuno esige il
rispetto da parte di chi li utilizza, quindi, figuriamoci cosa esige Dio Padre dagli uomini di Chiesa che la governano. Esige una devozione piena alla Chiesa e un servizio umile come operai, non possono gli operai trasformarsi nel padrone, non possono sostituirsi a Lui.
Gesù nella parabola indica la fine dei contadini traditori: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà
in affitto la vigna ad altri contadini”, e noi ci chiediamo se non sia questa la fine che faranno tutti coloro che si
schierano contro Gesù e la sua Chiesa! Noi vogliamo la loro salvezza eterna e per questo preghiamo, però senza
il loro sincero pentimento le preghiere non servono a nulla.
Come ho scritto nel mio libro “La corruzione nella Chiesa”, da alcuni decenni sono iniziati i tempi
dell’attacco più spietato della storia contro la Chiesa, un attacco che vuole creare un’altra figura di Cristo, un
Gesù astratto e con insegnamenti tolleranti su tutti i peccati. Si vuole creare una Chiesa senza i suoi ispirati insegnamenti, senza i Sacramenti e con una visione della vita pienamente modernista.
Un nuovo Cristo e una nuova Chiesa che rallegreranno i cattolici tiepidi e privi di Fede, privi della conoscenza della sana dottrina.
La Madonna appare a Medjugorje da 32 anni proprio per ripetere gli insegnamenti del Vangelo, gli insegnamenti non più seguiti -anche perché non conosciuti- da moltissimi cattolici. Non cercate per curiosità profezie
nuove e che al 99% sono false, leggete ogni giorno alcuni messaggi di Medjugorje e praticateli con impegno.
Vedrete come cambierà in meglio la vostra vita. Nel nostro sito trovate i messaggi www.gesuemaria.it

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio)