La bestemmia

di Don Enzo Boninsegna A – DANNI A SE STESSI Perdita della grazia – Oggettivamente parlando, la bestemmia, per la sua smisurata gravità, allontana l’uomo da Dio, lo priva della vita divina e la perdita della vita divina è la più grande disgrazia che possa capitare all’uomo su questa terra. Se Dio è il più grande bene, perdere Dio è il più grande male.Per comprendere in tutta la sua gravità la perdita della grazia di Dio, bisogna conoscere (e si può conoscere solo alla luce della fede) che cosa sia questa realtà, così misteriosa, ma anche così preziosa e necessaria. La grazia di Dio è per l’uomo ciò che la luce è per gli occhi … e molto di più; ciò che il cibo è per lo stomaco … e molto, molto di più; ciò che la vita è per il corpo … e infinitamente di più. L’uomo senza la grazia è come un fiume separato dalla sorgente, è un morto che sembra vivo.Perdita dell’amore – Nei rapporti che intercorrono tra le persone, il rispetto è il primo gradino della scala e l’amore è l’ultimo, il più alto. La stessa cosa si può dire nei rapporti tra l’uomo e Dio. Chi, come il bestemmiatore, non ha ancora raggiunto il primo gradino, quello del rispetto verso Dio, tanto meno può installarsi saldamente sull’ultimo, quello dell’amore. Chi bestemmia non ama e chi ama non bestemmia. Se non si sradica definitivamente la bestemmia dalla propria vita… quei pochi tizzoni di amore per Dio che ancora resistono, in poco tempo saranno cenere. Perdita della fede – Quando l’amore muore … anche la fede entra in agonia. E’ quasi impossibile non amare Dio e continuar a credere alla sua parola! Chi non lo ama, nemmeno si fida di Lui, o peggio ancora non presta attenzione alla sua parola. Alla perdita della fede si può arrivare battendo due strade: pochissimi perdono la fede ragionando, moltissimi… non amando.Perdita delle altre virtù – Persa la grazia di Dio, perso il rispetto, perso l’amore, persa la fede, cosa resta a sostegno delle altre virtù? Più nulla! E’ il franamento totale della vita cristiana. Il bestemmiatore che non contrasta con tutto l’impegno possibile il suo pessimo vizio, sa da dove parte, ma non sa dove arriva: senza rendersene conto si colloca su una china pericolosa che porta alla morte di ogni virtù e può portare alla probabile nascita di ogni vizio. Certo, anche il bestemmiatore può saper compiere gesti di bontà, e restano gesti apprezzabili, ma non sono virtù e non gli procurano meriti. Come dice S. Paolo: “Se anche donassi tutte le mie sostanze in elemosina e dessi la vita per gli altri, ma non avessi la carità, sarei un nulla e non ne avrei alcun vantaggio” (cfr.: 1 Cor 13, 1-3).Altri danni – Per quanto gravi, i danni elencati sopra non sono i soli che si crea chi bestemmia. San Giovanni Crisostomo è molto esplicito: “Chiudiamo la bocca dei bestemmiatori, come chiuderemmo le fonti avvelenate e presto svaniranno tanti mali che ci colpisconofinché non chiuderete le bocche dei bestemmiatori, le vostre cose andranno sempre di male in peggio”.B – DANNI AGLI ALTRILo scandalo – Quando la bestemmia non è più un fatto personale, privato, segreto, ma esce allo scoperto, non è più solo un peccato, ma diventa scandalo e cioè un incitamento al peccato, una spinta che porta altri a cadere in questo vizio diabolico. Già si è visto che la bestemmia quasi sempre affiora in un uomo per uno scandalo subito, perché ha sentito bestemmiare. Nata da uno scandalo che si è ricevuto, la bestemmia, detta davanti a qualcuno, genera un altro scandalo. Figlia di uno scandalo e madre di altri scandali! Nasce così una catena che può allungarsi fino alla fine dei secoli.Tu che bestemmi, se leggi queste pagine, rifletti: sappi che renderai conto a Dio non solo delle tue bestemmie, ma anche di quelle che altri diranno per aver imparato da te, e di quelle che altri ancora diranno per aver imparato dai tuoi discepoli, e di tutte quelle che nei secoli e fino alla fine del tempo, saranno collegate alle tue, come figlie, nipoti, pronipoti delle tue bestemmie … e così via. Se non ti ravvedi per tempo, sarai giudicato e condannato da Dio come responsabile di un’epidemia, come “assassino di molte anime”, più colpevole di un pluriomicida, perché, come dice Gesù: “E’ più grave uccidere un’anima togliendole Dio, che uccidere un corpo togliendogli la vita” (cfr.: Mt 10, 28).L’offesa ai credenti – A te che bestemmi dico ancora: se chi impara questo vizio dal tuo cattivo esempio potrà accusarti per l’eternità, come responsabile della sua perdizione, gli altri, quelli che provano tristezza per le tue bestemmie, possono accusarti già da ora, perché offendendo Dio offendi il loro Padre. Che diresti se qualcuno desse della “vacca” a tua madre o del “porco” a tuo padre? Bestemmiando, compi anche una grave ingiustizia verso i credenti che, come uomini, hanno diritto ad essere rispettati nella loro fede religiosa. Bestemmiando, diventi socialmente pericoloso, perché pratichi e insegni il disprezzo dei diritti degli altri.  Bestemmiando, non solo offendi Dio, non solo offendi l’uomo, ma offendi anche ogni altra creatura che ha in Dio il suo Creatore. Scrive San Bernardo: “Se le creature non fossero trattenute dalla divina giustizia, si slancerebbero contro il bestemmiatore per una tremenda punizione”.C – CASTIGHI NEL TEMPODio non sempre paga il sabato, ma qualche volta sì. La giustizia divina, che è libera come è libero Dio, non è confinata nell’eternità, non entrerà in scena solo alla fine del mondo, nel giorno del giudizio, mapuò benissimo far irruzione anche nel tempo.Parola del profeta Isaia: “E’ perché avete abbandonato e disprezzato il Signore che il vostro paese è devastato” (cfr.: Is 1,4. 7). E San Giovanni Crisostomo rincara la dose: “Per la bestemmia vengono sulla terra le carestie, i terremoti, le pestilenze”.Spesso il Signore spara nel mucchio per provare i buoni, per punire i cattivi, per convenire tutti. Ma qualche volta Dio “mira giusto” e fa piovere dall’alto un castigo “personalizzato”. Non sono pochi gli esempi che si potrebbero portare. Ne cito soltanto qualcuno.Scrive G. Frangipani che il 12 luglio del ‘59, alcune ragazze in un comune dell’Emilia, andavano a distribuire dei fogli per invitare la gente alla festa della Madonna Pellegrina. Un operaio, dopo aver fatto le corna con le dita, disse a quelle ragazze: “Non hanno ancora finito di portare in giro quella zingara?”. Le ragazze rimasero profondamente rattristate per quell’offesa inaspettata contro la Madre di Dio. Rattristate e sconvolte nel vedere che quell’uomo, pur volendo parlare, non riusciva a dire nient’altro: era diventato muto e lo è tuttora, (da “Preghiere bibliche riparatrici” di Enrico Salmaso)In un bar nel Lodigiano – racconta G. Pasquali – in un pomeriggio domenicale, alcuni uomini stavano giocando a carte, quando si udì il suono della campana, segno della benedizione eucaristica impartita nella chiesa vicina. La barista invitò i presenti a fare un segno di croce, ma un giocatore, certo Planin, soprannominato “el Negher”, esclamò: “Che Cristo!? Che benedizione!?” e, prorompendo in una sfilza di bestemmie, concluse: “Se c’è Cristo, mi mandi un cancro fulminante!”. I presenti rimasero interdetti e qualcuno lo ammonì: “Sta’ attento! Con Cristo non si scherza!”. Qualche ora dopo il parroco veniva chiamato d’urgenza al letto di un moribondo che perdeva sangue dalla bocca. Il medico aveva sentenziato: “Più nulla da fare. Cancro fulminante”. Era lui, Planin, che riconoscendo la mano di Dio, invocava il perdono, e ai compagni di gioco che circondavano il letto diceva tra i singhiozzi: “Avevate ragionecon Gesù Cristo non si scherza!”, (da “Mons. A. Mantiero” di Enrico Salmaso)I giornali di Genova hanno riferito a suo tempo un altro episodio che induce a riflettere. Fervevano nel porto i preparativi per l’imminente passaggio della Madonna Pellegrina, ma un operaio metallurgico, di idee tutt’altro che religiose, in tono di sfida disse: “Se la Madonna passerà davanti a casa mia le sparerò una fucilata e le spaccherò la testa!”. Pochi minuti dopo, nello stabilimento in cui lavorava, una pesante gru, cadendo, fracassò la testa a quel bestemmiatore, (da “Bestemmia – Vergogna d’Italia” di Leone Dogo – Ed. Carroccio)In Francia, un certo Dirot, massone di Vallières (Alta Savoia), strappata dal collo della domestica una corona del rosario, la infilò per scherzo al collo del suo cane da caccia. Quel giorno, per combinazione, la caccia fu ottima e alla sera l’uomo disse soddisfatto: “Bisogna che faccia venire da Lourdes un quintale di questi aggeggi. Portano fortuna ai cani da caccia!” Poche ore dopo fu colto da un male misterioso che gli provocò un terribile ingrossamento della gola. Il medico, chiamato d’urgenza, non ne capì nulla e tentò invano varie cure. Alcuni giorni più tardi quel pover’uomo spirò dopo atroce agonia, (da “Bestemmia – Vergogna d’Italia” di Leone Dogo – Ed. Carroccio)Nell’autunno del 1951, la statua della Madonna Pellegrina giunse in visita in un paese del Polesine. I “rossi”, arrabbiatissimi, organizzarono una manifestazione blasfema per far da contrappeso all’entusiasmo religioso della popolazione. Una ragazza provocante, semisvestita e infiorata, venne collocata su una portantina e portata in giro per il paese, come se fosse la Madonna, fra lazzi e risate di scherno. A neanche 24 ore la ragazza fu colpita da una peritonite acuta che la portò in breve tempo alla morte. Il fatto suscitò in paese un’enorme impressione, ma non era finita. Alcuni giorni dopo si scatenò la famosa alluvione del Polesine e la casa in cui abitava la ragazza venne travolta e inghiottita dalle acque con cinque persone che facevano parte della sua famiglia, (da “Bestemmia – Vergogna d’Italia” di Leone Dogo – Ed. Carroccio)L’apostolo Paolo ci mette in guardia con tono severo: “Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio” (Gal 6,7) D – L’INFERNO … COME POSSIBILE SBOCCODunque … Dio è anche disposto a punire e quando colpisce … colpisce duro. Lo fa per amore, perché il peccatore si converta, o perché almeno altri si convertano davanti alla pena che colpisce il peccatore ostinato.Ma se nel corso della vita terrena la giustizia di Dio si affaccia sulla scena raramente, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza. E’ ancora San Paolo che ci avverte: “Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Gal 6, 7). Nella vita terrena hai seminato vento? Raccoglierai tempesta! Hai seminato stoltezza? Raccoglierai condanna! Hai seminato disprezzo verso Dio? Raccoglierai il rifiuto da parte di Dio! Hai seminato bestemmie e scandali? Raccoglierai ciò che meriti! Hai seminato peccato? Raccoglierai l’inferno!A meno che … ! A meno che non ti converta in tempo. Ma ne sarai capace? E se la morte ti coglierà improvvisamente? E se a forza di bestemmiare si attenueranno in te, fino a spegnersi del tutto, la fede, il senso del peccato, il desiderio del paradiso e il timore dell’inferno, cosicché pur avendo il tempo di pentirti e di confessarti te ne mancherà la voglia, anche davanti alla morte, perché non ne comprenderai più il significato? Sono interrogativi che potrebbero bastare a toglierci il sonno. Se l’inferno c’è, come si può sottovalutarlo?Ma c’è davvero l’inferno?Certo, contrariamente a quanto affermano certi teologi imbroglioni e traditori, l’inferno esiste. La parola del Signore Gesù e dei suoi apostoli è troppo chiara e insistente perché si possa dubitarne ‘.”Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno” (Mt 25, 41).La Chiesa, facendo eco al suo Signore, insegna l’esistenza dell’inferno come verità di fede, il che significa che chi non ci crede non è più cattolico, non fa più parte della comunità cristiana.L’inferno è tutto dolore, solo dolore, per sempre dolore. Questa è la fede della Chiesa e dei suoi figli. E’ disperazione senza fine.L’inferno è rabbia feroce contro Dio, contro tutto e contro tutti; soprattutto è rabbia contro di sé, perché i dannati comprendono che a loro stessi e a nessun altro devono la loro condanna. L’inferno è questo e infinitamente di più. Solo sperimentandolo si può capire. “E’ terribile cadere nelle mani del Dio vivente” (Eb 10, 31).L’inferno, dunque, esiste, è terribile e non è poi così difficile finirci dentro. H. U. Von Balthasar, considerato a torto uno dei più grandi teologi del secolo, è arrivato a dichiarare: “L’inferno c’è, ma è vuoto!”. Gesù, al contrario, sentenzia: “Larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7, 13-14); Dopo queste parole, io non so che farmene del “più grande teologo del secolo”: provo solo compassione per lui e resto col Signore. E tu, “fratello bestemmiatore”, da che parte stai? Preferisci credere a chi ti inganna e ti lascia vivere tranquillo nel tuo vizio, assicurandoti che comunque non finirai all’inferno perché il Signore è buono? Fai pure come ti pare … ma sappi che, sottovalutando le tue bestemmie e “svuotando l’inferno”, come fanno stupidamente e colpevolmente certi teologi, ti giochi l’eternità!“La lingua del bestemmiatore – dice San Giovanni Crisostomo – è la carrozza del diavolo”.La perdita della grazia di Dio è l’anticamera dell’inferno. E’ vero che la grazia ci può essere ridonata col perdono del Signore, nel Sacramento della Confessione, ma è anche vero che pochissimi bestemmiatori corrono ai ripari al più presto confessandosi e confessandosi bene. I più, non pensano mai al giudizio di Dio, ignorano tranquillamente le parole di Gesù: “State sempre pronti, perché io verrò come un ladro nella notte, senza preavviso, in un’ora che non immaginate” (cfr.: Mt 24, 42-44). Anche se è vero che fin che c’è vita c’è speranza di salvezza per ogni peccatore, non è esagerato dire che la perdita della grazia di Dio è una quasi prenotazione per l’inferno e i bestemmiatori, soprattutto i bestemmiatori incalliti, lo sappiano o no, sono in lista di attesa.“Guai, gente peccatrice, popolo carico di iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono voltati indietro. Perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni?” (Is 1, 4-5). “Lavatevi, purificatevi, togliete via dalla mia vista il male delle vostre azioni.” (Is 1, 16). “Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada.” (Is 1, 20).”Tutti insieme finiranno in rovina ribelli e peccatori e periranno quanti hanno abbandonato il Signore” (Is 1, 28).Come può star tranquillo un bestemmiatore, e tanto più un popolo di bestemmiatori, se medita attentamente le dure parole del profeta Isaia? Parlando della vastità del fenomeno blasfemo, non si può ignorare che da qualche tempo la bestemmia ha invaso nuove aree prima quasi del tutto inesplorate. Non è esagerato paragonare oggi la bestemmia a un cancro in metastasi che ha esteso la sua presenza devastante a tutto l’organismo sociale.Un tempo la bestemmia era “monopolio” o “privilegio” quasi esclusivo di certe categorie: bestemmiavano le classi più povere, non le classi più elevate; bestemmiavano gli uomini, pochissimo le donne; bestemmiavano gli adulti, non i bambini (salvo, s’intende, poche eccezioni). Oggi, invece, anche le classi culturalmente e socialmente più elevate, anche le donne, anche i bambini si fanno sentire.Bestemmiano medici, ingegneri, avvocati… tutte persone che un tempo non l’avrebbero fatto, se non altro per non perdere quel tocco di signorilità e di buona educazione che li distingueva dalle classi meno colte e più povere.Si sta andando a grandi passi verso un avvicinamento delle classi sociali (cosa in sé positiva), ma in troppi casi è un livellamento in basso, non in alto. Si può quasi parlare di una comunione tra le classi, ma è una comunione nel male più che nel bene, un darsi una mano nel fango più che in un clima di accresciuta civiltà. I “nuovi tempi” più che lavare chi sguazzava nel pantano della bestemmia, hanno infettato e sporcato chi non ne era toccato.Un esempio tra tanti: con profonda amarezza un giovane medico mi ha confidato che il suo primario molto spesso, quando si trova in sala operatoria col paziente sotto i ferri, fa sbollire la tensione con una raffica di bestemmie. E guai se qualcuno si permette di richiamarlo!Anche la donna, che un tempo evitava la volgarità nel linguaggio, e a maggior ragione la bestemmia, se non altro per non perdere quel fascino che le viene da una finezza tipicamente femminile, ormai sta tallonando l’uomo nella volgarità e nel linguaggio blasfemo.Conosco uomini, collaudati bestemmiatori, che un tempo si sarebbero guardati bene dal lasciarsi sfuggire anche solo una bestemmia davanti alla fidanzata: poteva comportare la fine di un sogno e del loro amore. Oggi, al contrario, ci sono ragazze che, per guadagnare punti nella stima del loro ragazzo, sparlacciano e bestemmiano con estrema disinvoltura.Anche qui un livellamento in basso: non è l’uomo che si è elevato, è la donna che si è abbassata. Anche qui… una comunione nel fango!E infine… l’infanzia. Che pena sentire bambini che nella loro prima Confessione, e in quelle che seguono, dicono di avere bestemmiato! Non pregano quasi mai, ma già bestemmiano e bestemmiano abitualmente. In questa situazione sono del tutto esenti da responsabilità i loro genitori?Non mi preoccupa tanto il grado di colpa che quei bambini possono avere nel presente: a quell’età ci possono essere grosse attenuanti. Ciò che preoccupa maggiormente è la responsabilità criminale degli adulti o dei ragazzi più grandi che si fanno maestri di vizio, e del peggiore dei vizi, per dei bambini innocenti. Vengono in mente le parole di Gesù: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa una grossa pietra al collo, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!”(cfr.: Mt 18, 6-7).E preoccupa inoltre l’avvenire di questi bambini: se già da piccoli bestemmiano (sia pure, forse, senza colpa grave), quale avvenire di peccato si prepara per loro, se al più presto non troveranno sul loro cammino delle persone buone, attente e sensibili, capaci di farli smettere di bestemmiare! E non è facile che ciò avvenga. Soprattutto è esposta a gravissimo rischio la loro salvezza eterna.Pare che questo rischio, concreto per ogni uomo, nemmeno sfiori tanti genitori cristiani, intenti a far crescere i loro figli come “polli da allevamento” più che come figli di Dio chiamati alla gioia eterna.ARROGANZA DEL FENOMENO BLASFEMOMeritano una particolare menzione, primi tra tutti, i bestemmiatori vigliacchi e occulti che lasciano traccia della loro imbecillità scrivendo bestemmie sui muri delle case, delle scuole, delle chiese (perfino all’interno sui banchi!).Quasi sempre la bestemmia esplode in un ambito ristretto: c’è chi, per una certa capacità di autocontrollo, non bestemmia mai in presenza di altre persone; c’è poi chi bestemmia solo in casa o con gli amici e c’è, infine, chi bestemmia disinvoltamente anche nei luoghi pubblici: al bar, sul posto di lavoro, in treno, ecc… Questi ultimi, in genere, sono piuttosto arroganti e aggressivi nei confronti di chi protesta e li richiama al rispetto di Dio e degli altri. Ma non è questa l’arroganza più grave: è comprensibile (anche se non scusabile) che un uomo ferito nell’orgoglio reagisca difendendosi.Normalmente nei luoghi dove si esige un maggior contegno neanche i peggiori bestemmiatori, bestemmiano se non altro per non perdere la faccia.Da qualche tempo, però, le cose sono peggiorate anche sotto questo aspetto: la bestemmia genera sempre meno disagio, esce sempre più allo scoperto e sta guadagnando terreno. L’arroganza di certi bestemmiatori ha fatto un salto di qualità. Si vanno allentando i freni inibitori in tutti i campi della vita morale, per cui ciò che ieri era motivo di vergogna (si pensi alla pornografia), oggi è motivo di vanto. Questo vale anche per la bestemmia.Sono sempre più numerose le canzoni “rockettare” che tra le tante altre idiozie infilano dentro qualche bestemmia contro Dio e l’esaltazione di Satana.Qualche anno fa l’Italia sportiva ha “goduto l’ebbrezza” della prima bestemmia televisiva: dal microfono del telecronista che commentava una partita giocata allo stadio di Verona è uscito il “grugnito” blasfemo dell’imbecille di turno che si trovava lì vicino.Nel pomeriggio di una domenica di gennaio 1984, altro salto di qualità: l’attore Leopoldo Ma stelloni ha regalato ai cinquemilioni di telespettatori la prima bestemmia televisiva “solenne” e “firmata”. Una sola bestemmia, ma… cinquemilioni di scandali; una sola bestemmia moltiplicata dall’immenso potere del mezzo televisivo.E c’è di più, ed è la pretesa di dare alla bestemmia dignità di cultura. Il cinema si è distinto in questa impresa infame e scandalosa con alcuni films che, al di là dei proclami, avevano uno scopo preciso: infangare la santità del Signore Gesù, della sua Santissima Madre Maria e di San Giuseppe.Cito soltanto: “Je vous salue, Marie” di Jean Luc Godard e “ L’ultina tentazione di Cristo”di Martin Scorzese, “Il ventre di Maria” diMemè Perlinie “Per amore, solo per amore” di Giovanni Veronesi. E potrei citarne anche altri.Ma c’è ancora di peggio, ed è il reclamare a gran voce, per la bestemmia, il diritto di cittadinanza nel vivere civile. L’agenzia di stampa “Corrispondenza Romana”, in data 17- 24/8/1988, riportava la seguente notizia: “il 20 – 21 e 22 agosto si è svolto a Rimini un Congresso Blasfemo organizzato dalla UNMILA, un’associazione con circa mille aderenti, diretta da un tale Guido Tassinari, che si propone l’obiettivo di ‘abiurare la propria fede’. Nel corso del convegno, al quale hanno partecipato anarchici, radicali, socialisti anticlericali, reduci del 68 e Cristiani di base, tra l’altro è stata lanciata la proposta di organizzare un torneo di bestemmie.Perché non organizzare untorneo di bestemmie – ha affermato Tassinari – e stendere un elenco dei maggiori bestemmiatori? Ci vuole una cattedra universitaria per lo studio della bestemmia’.”Dal 28 ottobre 1993 Radio radicale, invece di trasmettere programmi preparati dalla redazione, per un certo periodo ha lasciato libero spazio alle telefonate degli ascoltatori. Sembrava di sentire lo scatenarsi dell’inferno sulla terra: volgarità indescrivibili, odio feroce tra Nord e Sud e inoltre bestemmie, bestemmie e ancora bestemmie in tutte le salse, contro Dio e la sua SS.ma Madre. Radio radicale ha scoperto il trucco per propagare bestemmie senza doverne pagare le conseguenze sul piano legale.Tutto tace. Nessuno, né in campo civile né in campo religioso, è intervenuto con mezzi adeguati per porre fine a questa vergogna.Tutto tace,, anzi… qualcuno giustifica! Il garante per l’editoria Giuseppe Santaniello ha giustificato il suo mancato intervento sostenendo che le telefonate trasmesse da Radio radicale, anche se ricche di parolacce e di bestemmie, “rispecchiano la vita, i sentimenti, le modalità di comunicazione diffusi nelle società” (vedi Corrispondenza Romana n°383). E se qualcuno desse del “porco” a lui… il dottor Santaniello sarebbe ancora dello stesso parere?E se per mezzo di Rario radicale voci vigliaccamente anonime dessero continuamente del “porco” al Presidente della repubblica Scalfaro, o ai Presidenti del Senato e della Camera, Spadolini e Napoletano, si continuerebbe forse a fingere di ignorare questa vergogna? Sono certo di no! Questo dimostra che per uno Stato “laico” degli uomini (forse anche dei poveri uomini) rivestiti di autorità contano… Dio, molto di meno!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.