Venerdì 21 settembre 2012 24ª Settimana del Tempo Ordinario SAN MATTEO

  • VANGELO (Mt 9,9-13)
    Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e
    gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti
    pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano
    ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo,
    disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire:
    “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Parola
    del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questa festa liturgica leggiamo il Vangelo della conversione dell’esattore delle tasse Matteo. È San Luca
ad esprimere più nitidamente e con poche parole come reagì Matteo al comando di Gesù: «“Seguimi!”. Egli,
lasciando tutto, si alzò e Lo seguì» (Lc 5,27). Il comando di Gesù non violentò la libertà di Matteo, d’altronde
Matteo come avrebbe potuto accogliere l’invito di lasciare tutto se non fosse già interiormente pronto,
disponibile a lasciare tutto?
Innanzitutto, evidenzio la libertà che mantenne Matteo di scegliere Gesù oppure di rifiutare di seguirlo, così
come avviene da duemila anni ad ogni essere umano. Quale spiegazione possiamo dare allora al comando
imperioso di Gesù, “Seguimi!” e la pronta risposta di un esattore delle tasse?
Matteo era peccatore e pubblicano, restava seduto ogni giorno al banco delle imposte a vessare quanti
trasportavano merci tra l’Est e le coste del Mediterraneo. Restava nella grande strada a Cafarnao, la “Via
Maris”, trafficata dalle carovane provenienti dalla Siria per il trasporto, appunto, delle merci.
Matteo aveva come secondo nome Levi, era usanza dei Giudei abbinare al nome semitico anche un altro
nome greco o latino. Di professione era esattore delle tasse, ho già scritto, un lavoro ben ricompensato ma che
suscitava l’odio dei viandanti ed avversità notevoli. Matteo prendeva in appalto le imposte e pagava allo stato
una percentuale in relazione al transito di ciascun prodotto che veniva tassato.
Il pubblicano esigeva una tassa dai viandanti, e come esattori del “publicum”, ovvero delle imposte, restava
comodamente al suo banchetto in attesa di riscuotere le tasse, molti denari. Un lavoro che rendeva
obbligatoriamente avidi, i pubblicani avevano ingordigia di denaro, così vessavano con astuzia i commercianti,
i quali rendevano pan per focaccia con insulti e un odio che aumentava di continuo.
Economicamente Matteo stava benissimo, interiormente invece doveva stare malissimo, solo così si spiega
la chiamata imperiosa di Gesù, “Seguimi!” e la docile reazione di Matteo come un agnellino che si lascia
prendere in braccio. La sua coscienza doveva rimproverarlo di continuo, non si sentiva bene nell’anima e non si
sentiva più nel posto migliore, egli voleva lasciare quel lavoro persecutorio per i commercianti ed umiliante per
lui, anche se ben rimunerato.
Questa è la spiegazione che do al comando deciso di Gesù e alla successiva risposta docile di Matteo.
Gesù conosceva perfettamente l’animo di Matteo, anche se si trovava lontano, come Dio conosceva i travagli
interiori del pubblicano e i suoi pensieri sicuramente pieni di ammirazione verso quel Maestro che non
solamente compiva miracoli straordinari, era anche capace di donare la pace interiore e la gioia della vita. Ciò
che Matteo non conosceva. In altri casi leggiamo nei Vangeli, Gesù non chiamava in modo così perentorio, ma
invitava a seguirlo.
Matteo interiormente voleva già seguire Gesù, il comando “Seguimi!” trovò immediata accoglienza.
Gesù non forzò Matteo.
Gesù ci lascia sempre liberi di seguirlo o di rifiutarlo, chi Lo segue deve capire che bisogna rinascere
nuovamente, rivestirsi della nuova mentalità del Vangelo. Chi lo rifiuta è responsabile delle sue cattive opere e
ne darà conto nel giudizio. Il nostro è un Dio Amore, non impone la sua Legge ma ce la propone, e chi osserva i
Comandamenti entra nella Via Santa del cammino spirituale.
In Matteo troviamo pronta obbedienza, la libertà di scegliere il Bene, l’umiltà nel ricevere critiche feroci dei
commercianti che prima gli davano molti denari per pagare le tasse, la prontezza nell’abbandonare i beni e la
vita agiata. È una figura che merita uno studio approfondito e che fa scaturire riflessioni spirituali molto belle,
sia per i peccatori che si convertono sia per quanti pensano di avere già compiuto un cammino di conversione
completo.
Il Vangelo che ha scritto successivamente non aveva l’intenzione di tracciare una biografia di Gesù, lo scopo
era di dimostrare che il Messia promesso nell’Antico Testamento era Gesù di Nazareth, e non era solo l’Atteso
delle genti, addirittura era il Figlio di Dio, vero Dio incarnato in un Corpo umano.
Gesù ha fondato la sua Chiesa ed utilizzare qui la denominazione cattolica mi sembra un eccesso di zelo,
perché una sola è la Chiesa fondata da Dio, appunto quella cattolica.
Matteo nel Vangelo dimostra che Gesù ha perfezionato la Legge antica, per questo riprende spesso
l’introduzione che faceva il Signore in alcuni suoi discorsi: “Avete inteso che fu detto (…) ma Io vi dico…” (Mt
5,38-39). Gesù oltre a riportare l’amicizia tra il Padre e l’uomo con la riparazione del peccato originale, ha
portato nel mondo gli insegnamenti indispensabili per la santificazione, parlando di amore, perdono,
misericordia, bontà, verità, giustizia.
Il Vangelo di Matteo descrive i fatti e i discorsi di Gesù in ordine sistematico e si divide in cinque grandi
discorsi tematici:

  • il discorso della montagna;
  • il discorso missionario;
  • il discorso in parabole;
  • il discorso ecclesiale;
  • il discorso escatologico.
    Apro una parentesi per disapprovare una mascalzonata pazzesca messa in circolazione contro Gesù in questi
    giorni. Una ricercatrice in cerca di pubblicità gratuita, ha asserito di avere trovato un papiro del IV secolo in cui
    è riportata questa frase: «Gesù disse loro: “Mia moglie ….”». anche le persone più sciocche si rendono conto
    che la provenienza è assolutamente ingannatrice, inoltre non viene considerato che a quel tempo i nemici dei
    cristiani erano già incalcolabili ed erano avvenuti scismi all’interno della Chiesa. C’erano gli eretici che
    predicavano dottrine false e le spacciavano come dette da Gesù.
    È ovvio chiederci: chi lo ha trovato è persona onesta? Si conosce la provenienza e chi l’ha redatto era
    un Santo? Se non era un Santo ma un eretico e perverso che diffamava Gesù e la sua Chiesa, di cosa
    stiamo discutendo?
    La ricercatrice si chiama Karen L. King, adesso famosa e quindi potrà tranquillizzarsi, ha fatto conoscere un
    falso che più falso non esiste. Ha individuato un pezzo di papiro scritto in copto e contiene una frase mai vista
    in qualsiasi parte della Scrittura. Il frammento di papiro sbiadito è più piccolo di un biglietto da visita, con otto
    linee da un lato, in inchiostro nero leggibile sotto una lente di ingrandimento. Appena sotto la linea di Gesù in
    cui c’è scritto che aveva una moglie, il papiro contiene una seconda disposizione provocatoria che dice
    presumibilmente «lei sarà in grado di essere mio discepolo».
    Questa signora aveva già pubblicato diversi libri, per il papiro ha affermato che non prova nulla e che in
    nessuna parte prima d’ora era stata scritta questa falsità. Ma allora la novità è perché lo ha mostrato lei? Per
    duemila anni nessun scritto antico era stato trovato con questa favola, oggi lei lo mostra senza citare dove è
    stato ritrovato e quando, asserisce che non bisogna crederci ma nel frattempo lo ha rivelato al mondo intero…!
    Non possiamo chiedere se c’erano testimoni quando è stato trovato, sia perché possono agire in
    collaborazione sia perché non crediamo minimamente a questo frammento ignoto e sicuramente scritto da un
    eretico antico o da un anticlericale di oggi. Siamo sicuri che qualche sètta segreta potente non sia a conoscenza
    di questo piano contro la Chiesa cattolica?
    È una grande offesa a Gesù e al Cristianesimo. Tutti i cristiani siamo stati colpiti da questa falsa
    affermazione contenuta in un papiro che merita una valutazione accurata per verificarne la corretta provenienza
    e rivelare l’imbroglio organizzato.
    È un papiro ingannevole per riaprire il dibattito su certe tematiche opposte al Vangelo e portate
    avanti nella Chiesa dai modernisti.
    Aggiungo una riflessione che mi viene dal Vangelo di oggi. Prima di incontrare Matteo al suo banchetto per
    la riscossione delle tasse, Gesù aveva poco prima guarito un paralitico. Così lo racconta il Vangelo di San
    Matteo: «Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un
    paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i
    tuoi peccati”. (…) “Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina?
    Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il
    paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua”. Ed egli si alzò e andò a casa sua» (Mt 9,1-2.5-7).
    Il capitolo 9 del Vangelo di oggi segue la strabiliante guarigione di un paralitico, e proprio poco oltre «Gesù
    vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo
    seguì» (Mt 9,9). In pochi minuti il Signore ha operato due miracoli portentosi, ha fatto camminare due
    paralitici, uno colpito nel fisico l’altro nello spirito. Con un comando liberò il primo dal peso della carne, con
    un altro comando liberò Matteo dal peso della schiavitù delle passioni mondane. Soprattutto lo liberò
    dall’avidità del denaro.
    Quanto è difficile distaccarsi da quel denaro che effettivamente è superfluo!
    Sia i benestanti sia quanti hanno in famiglia almeno due stipendi, possono fare ogni mese un po’ di bene
    aiutando i poveri e l’apostolato della buona stampa cattolica. Ognuno secondo le proprie possibilità e
    dall’amore che si nutre verso Gesù.
    Perché tutto dipende dall’amore, meno si ama e più il braccino è corto, più si ama e grande è il
    desiderio di fare del bene gratuitamente. Nasce interiormente un desiderio straordinario di aiutare, si
    vuole donare qualcosa a chi non ha nulla, a chi non mangia, a quei peccatori che non hanno conosciuto
    Gesù e non si dispongono per la salvezza eterna. Spesso questo avviene per la mancanza di buone letture
    spirituali.
    Diversi nostri parrocchiani mi hanno invitato calorosamente di scrivere a tutti voi la proposta di fare una
    donazione alla nostra Associazione per la promozione e la diffusione della stampa cattolica, che già diffondo un
    po’ ovunque. Alcuni mi dicono di osare di più come fanno le radio cattoliche, le parrocchie, le riviste dei
    Santuari, ma ho sempre pensato che l’offerta è una dimostrazione volontaria di amore. È vero che se non si
    ricorda l’importanza della diffusione della buona stampa cattolica nessun cattolico spontaneamente è pronto a
    donare offerte.
    Oltre la volontà di fare una donazione e di aiutare economicamente la mia Associazione che fa conoscere
    con le pubblicazioni la sana dottrina della Chiesa, occorre l’amore che spinge la persona a dimenticarsi dei beni
    terreni e ad aprire il cuore e il portafoglio, come diceva Padre Pio quando chiedeva offerte a tutti i figli
    spirituali per la costruzione dell’ospedale.
    Non viene chiesto a nessuno di imitare San Matteo, il quale lasciò tutto e seguì Gesù, ma l’Apostolo vi
    insegna che più si dona al Signore e più ci si libera dalle preoccupazioni terrene e che avranno un termine,
    quando si lascerà questa terra definitivamente. Tutto si lascia qui in questo mondo, finché si è in tempo
    facciamo del bene e facciamolo bene.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO
ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO.
CHI MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Oggi mi fermerò dopo la Santa Messa per il ringraziamento profondo verso Gesù Eucaristia, come la
Madonna adorava l’Emanuele nel suo grembo.

Pensiero
La Santa Messa è il Sacrificio che trattiene la Giustizia Divina, che regge tutta la Chiesa, che salva il mondo.
(Santo Curato d’Ars)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie
particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata
da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi
malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo
atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:
http://www.gesuemaria.it/efficace-preghiera.html
“Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già
siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle
stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se
partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in
comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca
Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente”.
Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 agosto 2012 (Mirjana)
Cari figli, sono con voi e non mi arrendo. Desidero farvi conoscere mio Figlio. Desidero i miei figli con me
nella vita eterna. Desidero che proviate la gioia della pace e che abbiate la salvezza eterna. Prego affinché
superiate le debolezze umane. Prego mio Figlio affinché vi doni cuori puri.
Cari miei figli, solo cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti quei peccatori
che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi Lo offendono ma non l’hanno conosciuto.
Prego affinché conosciate la luce della vera Fede che viene solo dalla preghiera di cuori puri. Allora tutti
coloro che vi sono vicini proveranno l’amore di mio Figlio.
Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto perche vi guidino sulla via verso la salvezza. Che le vostre labbra
siano chiuse ad ogni giudizio. Vi ringrazio.
Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 maggio 2012
Cari figli! Anche oggi vi invito alla conversione e alla santità. Dio desidera darvi la gioia e la pace attraverso
la preghiera ma voi, figlioli, siete ancora lontano, attaccati alla terra e alle cose della terra. Perciò vi invito
di nuovo: aprite il vostro cuore e il vostro sguardo verso Dio e le cose di Dio e la gioia e la pace regneranno nel
vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 maggio 2012 (Mirjana)
Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come
Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua
morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il
suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del
Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell’unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il
Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della Grazia e della salvezza a tutti coloro
che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me ed adorate mio Figlio. Figli miei, non potete
andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 marzo 2012
Cari figli! Anche oggi con gioia desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la
preghiera diventi per voi bisogno affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla
vostra conversione perché siete lontani figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 marzo 2012
Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia
di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per
coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e
la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi.
Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione.
Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi
conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere
secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 febbraio 2012
Cari figli! In questo tempo in modo particolare vi invito: pregate col cuore. Figlioli, voi parlate tanto ma
pregate poco. Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa siano per voi vita. Io vi esorto e vi
amo perché in Dio troviate la vostra pace e la gioia di vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 20 febbraio 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Decidete fermamente che cosa fare di particolare per questa Quaresima. Io vorrei darvi un’idea. Durante
questo tempo cercate di vincere ogni giorno un difetto evitando una delle vostre debolezze e mancanze più
frequenti, quali l’irascibilità, l’impazienza, la pigrizia, il pettegolezzo, la disubbidienza, il rifiuto delle
persone antipatiche. Se non riuscite a sopportare una persona orgogliosa, dovete voi cercare di avvicinarvi a
lei. Se volete che diventi umile, fate voi il primo passo verso di lei. Mostratele che l’umiltà vale più
dell’orgoglio. Dunque ogni giorno meditate su voi stessi e cercate nel vostro cuore ciò che c’è da cambiare, le
debolezze da superare, i vizi da eliminare. Desidero inoltre che ognuno di voi scelga un altro membro del
gruppo e insieme decidiate di vivere spiritualmente uniti per tutta la Quaresima. Accordatevi su che cosa fare
insieme per cercare di eliminare i vostri difetti. Dovete impegnarvi e sforzarvi al massimo. Dovete desiderare
sinceramente che questa Quaresima trascorra nell’amore. Così sarete più vicini a me e al Padre celeste. Sarete
più felici voi e saranno più felici anche gli uomini attorno a voi. Come Madre vi invito ad essere coscienti di
tutto quello che fate.

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