Sabato 13 giugno 2020 X Settimana del Tempo Ordinario Sant’Antonio di Padova

  • VANGELO (Mt 5,33-37)
    Io vi dico: non giurate affatto.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi:
    “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma Io vi dico: non
    giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei
    suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua
    testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro
    parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Giurare su qualcosa o addirittura su qualcuno in modo falso, è indicato da Gesù un atto
    peccaminoso, né si deve giurare nel Nome di Dio.
    Il Catechismo spiega ampiamente il significato del giuramento falso.
    «Il secondo Comandamento proibisce il falso giuramento. Fare promessa solenne o giurare
    è prendere Dio come testimone di ciò che si afferma. È invocare la veracità divina a garanzia
    della propria veracità.
    Astenersi dal falso giuramento è un dovere verso Dio.
    Come Creatore e Signore, Dio è la norma di ogni verità. La parola umana è in accordo con
    Dio oppure in opposizione a Lui che è la stessa Verità. Quando il giuramento è autentico e
    legittimo, mette in luce il rapporto della parola umana con la Verità di Dio. Il giuramento falso
    chiama Dio ad essere testimone di una menzogna.
    È spergiuro colui che, sotto giuramento, fa una promessa con l’intenzione di non
    mantenerla, o che, dopo aver promesso sotto giuramento, non vi si attiene. Lo spergiuro
    costituisce una grave mancanza di rispetto verso il Signore di ogni parola. Impegnarsi con
    giuramento a compiere un’opera cattiva è contrario alla santità del Nome divino.
    Gesù ha esposto il secondo Comandamento nel discorso della montagna: “Avete inteso che
    fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti! Ma Io vi
    dico: non giurate affatto […]. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal
    maligno” (Mt 5,33-34.37)» (CCC 2150-2153).
    La Tradizione della Chiesa ha inteso che la Parola di Gesù non si oppone al giuramento,
    allorché viene fatto per un motivo grave e giusto (per esempio davanti ad un Tribunale). Il
    giuramento, ossia l’invocazione del Nome di Dio a testimonianza della verità, non può essere
    prestato se non secondo verità, prudenza e giustizia.
    Considerando la santità del Nome divino non si può ricorrere ad esso e fare giuramenti per
    cose futili e non deve prestarsi giuramento in quelle circostanze in cui esso potrebbe essere
    interpretato come un’approvazione del potere da cui ingiustamente venisse richiesto.
    Se in qualche circostanza il giuramento è richiesto da autorità civili illegittime, può essere
    rifiutato. La valutazione deve verificare la richiesta se viene fatta per fini contrari alla dignità
    delle persone o alla comunione ecclesiale.
    Gesù oggi ci avvisa che giurare non va bene, è preferibile non indicare nessuno né invocare
    Dio per convincere l’interlocutore di una verità in realtà inesistente. La Parola di oggi è chiara e
    il Catechismo indica cosa deve essere presente perché un giuramento sia valido in quanto
    necessario per chi vive nell’onestà: la verità, la prudenza e la giustizia.
    Queste condizioni sono indispensabili per chiamare come testimone Dio e non commettere
    un peccato. Mentre quelli che fanno un giuramento per discolparsi e sono effettivamente
    colpevoli o vogliono diventare credibili quando esistono dubbi sulla loro lealtà, sbagliano a
    giurare.
    Con il giuramento si afferma una promessa di adempiere a determinati obblighi o di
    mantenere certi comportamenti legati a qualcosa o a qualcuno che colui che presta giuramento
    considera importante o addirittura sacro, in riferimento a Dio.
    Ricorrere a giuramenti fondati sulle menzogne è l’atteggiamento di chi non ha argomenti
    adeguati per rendersi credibile.
    È determinante oggi più che mai pregare bene, e per farlo necessita conoscere come pregare
    per essere ascoltati da Gesù e dalla Madonna, sempre vicini a chi prega con amore e si consacra
    ai Loro Sacri Cuori.
    Noi dobbiamo pregare per ringraziare Dio di tutto, per amore di Gesù e di Maria, per
    crescere nella Fede, per guarire dalle malattie ed essere liberati dalle negatività che fanno
    soffrire terribilmente incalcolabili credenti. Ricordate che tutto è possibile per chi crede.
    «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37).
    Sant’Antonio di Padova oggi ci insegna che il sacerdozio è la piena donazione alla
    Santissima Trinità, è piena obbedienza alla sua Legge e l’osservanza perfetta dei
    Comandamenti. Un Sacerdote può cadere nel peccato ma sa che la Confessione occorre farla al
    più presto per ritornare a vivere in comunione con Dio, anche per confessare i cristiani in stato
    di Grazia.
    Dobbiamo pregare molto per tutti i Sacerdoti, e lo sono anche i Vescovi, per tutti
    chiediamo la vera Luce dello Spirito Santo.
    Molti di loro sono uomini buoni caduti nell’indifferenza per non avere curato la vita
    spirituale, altri sono stati soggiogati dal modernismo imperante trasmesso dai Vescovi e i
    parroci buoni ma deboli, ne rimangono assoggettati.
    Chiediamo a Sant’Antonio di intercedere per tutti loro, di ottenere ad ognuno l’amore
    sapienziale della Scrittura, come la amava Lui.
    Divenne un grande predicatore per lo studio appassionato della Bibbia, per la continua
    preghiera e l’osservanza del Vangelo.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.

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