Lunedì 4 novembre 2013 31ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 14,12-14)
    Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non
    invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino
    anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Per comprendere questo brano del capitolo 14 si deve ambientare nel contesto in cui si svolge. Questo capitolo inizia affermando che Gesù si reca in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. A quel tempo quando si svolgevano banchetti nelle case dei più ricchi, le porte rimanevano aperte e la
    gente poteva entrare ed osservare, senza prendere parte alla mensa. Una situazione un pò curiosa ma tant’è era
    usanza comune.
    Gesù entrò in questa casa e tra gli altri vi trovò un idropico, stava davanti a Lui in silenzio, in attesa di un
    miracolo. L’idropisia nell’uomo è una patologia caratterizzata da eccesso di liquido nelle cavità sierose e nel tessuto sottocutaneo.
    Quel giorno era sabato e fu l’occasione per porre una domanda ai dottori della legge e ai farisei: “È lecito o
    no curare di sabato?”. Abbiamo compreso in altri miei commenti l’irrigidimento di questa gente, carica di una
    falsa spiritualità, ossessionata dalle leggi umane e il riposo del sabato lo interpretavano secondo le loro convenienze.
    La domanda di Gesù era opportuna, infatti il Vangelo afferma che “essi tacquero”, allora il Signore notando
    la loro ipocrisia prese per mano l’ammalato, lo guarì e lo fece tornare a casa sua. Non era ancora finita, perchè si
    rivolse ai falsi religiosi e pose questa domanda: «”Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole».
    Il brano del Vangelo di oggi, quindi, ci presenta uno dei momenti più impegnativi dell’apostolato del Signore, qui si trova nella casa del capo dei farisei, attorniato da scribi simili ad avvoltoi e con un grugno velenoso.
    Però Gesù non voleva insultare nessuno di loro, in altre circostanze aveva tirato fuori argomentazioni da rabbrividire contro scribi e farisei, in questo caso usa toni più morbidi anche per mostrare al padrone di casa che apprezzava la scelta dell’ascolto.
    Gesù andò a trovare i suoi nemici e non modificò il suo Vangelo per dialogare e non scese mai a compromessi.
    Ricordate bene questo passaggio: non si può mai e in nessuna circostanza tradire il Vangelo con la falsa scusa di dialogare con altre Religioni o con gli stessi protestanti evangelici. Solo i cattolici seguono Dio nella piena Verità e la Rivelazione di Gesù è custodita pienamente nella Chiesa Cattolica. Noi amiamo tutti, anche quanti appartengono alle altre Religioni, ci mancherebbe, e mostriamo con il nostro amore che solo chi segue il
    Vangelo storico di Gesù è nella Verità.
    Seguiamo l’esempio di Gesù e non scadiamo nel buonismo modernista, noi amiamo la Madonna e difendiamo la Chiesa.
    Oggi Gesù spiega al capo dei farisei l’importanza di invitare alla sua tavola anche quelli che non hanno nulla
    da dare in cambio se non la loro povertà e l’umiltà. Un discorso forte per i farisei, con la loro maliziosa ipocrisia
    erano bravissimi nell’esporre dottrine pseudospirituali ma nei fatti avevano il cuore indurito. Mentre proprio
    nell’accoglienza dei deboli e degli emarginati si mostrava il vero amore a Dio e l’osservanza delle Scritture. Ma
    su questo i farisei erano sordi.
    È sempre stato così: i più maliziosi dimenticano i loro trascorsi o le truffe commesse ed accusano gli altri
    anche con impetuosità.
    Per comprendere meglio la santità della Chiesa Cattolica, l’unica fondata da Dio, leggiamo una visione avuta
    da una mistica molto apprezzata anche da Padre Pio. La Serva di Dio Luisa Piccarreta nacque nel 1865 e morì
    nel 1947 e visse a Corato (Bari). Questa visione è datata 6 settembre 1924. Si può intitolare: «Stato doloroso in
    cui giace la Chiesa. Luisa aiuta Gesù a metterla al sicuro e a guarirla. La Chiesa deve essere purificata».
    «Trovandomi nel solito mio stato (di estasi), mi son trovata fuori di me stessa e con mia sorpresa ho trovato
    in mezzo ad una via una donna gettata per terra, tutta piena di ferite e le membra tutte slogate; non c’era osso
    al suo posto. La donna, sebbene così malconcia che sembrava il vero ritratto del dolore, era bella, nobile, maestosa, ma nel medesimo tempo faceva pietà, nel vederla abbandonata da tutti, esposta a chiunque volesse farle
    del male.
    Onde, mossa io a compassione, guardavo dintorno, se ci fosse qualcuno che mi aiutasse ad alzarla da terra
    per portarla in luogo sicuro, e, o meraviglia, al mio fianco ci stava un giovane che mi pareva che fosse Gesù.
    Così insieme l’abbiamo alzata da terra, ma ad ogni moto soffriva pene strazianti, dato lo slogamento delle ossa. Così pian piano l’abbiamo trasportata dentro un palazzo, sopra un lettino, ed insieme con Gesù, che pareva che amava tanto questa donna che voleva darle la propria vita per salvarla e darle la salute, prendevamo
    in mano le membra slogate per metterle a posto. Al tocco di Gesù le ossa prendevano il loro posto e quella
    donna si trasformava in una bella e graziosa bambina.
    Io sono rimasta stupita di ciò, e Gesù mi ha detto: “Figlia mia, questa donna è l’immagine della mia Chiesa. Lei è sempre nobile, piena di maestà e santa, perché la sua origine è dal Figlio del Padre Celeste; ma in
    che stato doloroso l’hanno ridotto le membra a Lei incorporate?
    Non contenti di vivere santi al par di Lei, l’hanno trasportata in mezzo alla strada, esponendola al freddo,
    alle beffe, alle battiture, e i suoi stessi figli, come membra slogate, vivendo in mezzo alla strada, si son dati ad
    ogni specie di vizi. L’amore all’interesse predominante in loro li acceca e commettono le più brutte nefandezze;
    e vivono vicino a Lei per ferirla e dirle continuamente: “Sia crocifissa, sia crocifissa!”.
    In che stato doloroso si trova la mia Chiesa! Quei ministri che dovrebbero difenderla sono i suoi più crudeli carnefici. Ma per rinascere è necessaria la distruzione di queste membra ed incorporarle membra innocenti, disinteressate, con cui, vivendo al par di Lei, ritorni bella e graziosa bambina, quale Io la costituii,
    senza malizia, più che semplice bambina, per crescere forte e santa. Ecco la necessità che i nemici muovano
    battaglia per purgare le membra infette. Tu prega e soffri, affinché il tutto ridondi alla gloria mia”».
    CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
    MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
    Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
    Proposito
    Oggi accetterò i contrattempi, le richieste apparentemente assurde al lavoro, a casa, a scuola, senza fare
    troppi calcoli, nè brontolando.
    Pensiero
    La meditazione purifica l’anima, governa gli affetti, dirige le azioni, corregge gli eccessi. Forma le abitudini,
    rende la vita onesta e bene ordinata, dà la scienza delle cose umane e Divine (San Bernardo).

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