Venerdì 27 settembre 2013 25ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 9,18-22)
    Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con Lui ed Egli pose loro questa
    domanda: «Le folle, chi dicono che Io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno
    degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’Uomo -disse- deve soffrire
    molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    In un video diffuso oggi su un quotidiano online si vede un bambino insieme a diversi specialisti in un ospedale mentre c’è una videochiamata con i suoi genitori. Il piccolo Jenri Rivera ha 7 anni, viene dal Guatemala ed
    è stato sottoposto a un intervento negli Stati Uniti per recuperare l’udito. Dopo la delicata operazione i medici
    provano i risultati dell’intervento ed effettivamente il bambino sente. Un miracolo della medicina, la bravura
    degli specialisti ha permesso al bambino di sentire.
    L’aspetto emozionante avviene quando il piccolo sente per la prima volta nella sua vita la voce dei genitori e
    piange a dirotto. Non conosceva la voce dei genitori, non aveva mai sentito nulla, aveva comunicato sempre
    con i gesti, ma quando si sente chiamare per nome dai genitori è un fiume di lacrime. Dagli occhi che brillano
    gli scendono lacrime grandi come ceci.
    Non possiamo immaginare l’enorme gioia del bambino e la commozione dei suoi genitori.
    È bello quando un figlio sente la voce di un genitore che ama e che lo chiama per nome. Quel figlio gioisce e
    si rasserena perchè sa di avere dei genitori vicini e che lo proteggono. Quanto più noi dovremmo gioire nel sapere che il Padre ci ama infinitamente e ci chiama sempre per nome? Il Padre ci chiama per dialogare con ognuno di noi, ma sono pochi quelli che sentono.
    Gesù è sempre pronto ad intervenire, all’uomo occorre un’operazione di riflessione che parta da fuori per interpellare la coscienza.
    Non è un’operazione chirurgica ma esistenziale, molti cristiani devono domandarsi il motivo del rifiuto di ascoltare la voce del Padre e per questo non provano mai l’immensa gioia di sentirsi chiamare per
    nome.
    L’operazione effettuata sul bambino di 7 anni è stata permessa grazie ad una beneficenza, c’è stato l’intervento di una associazione che si occupa di queste malattie. Anche i peccatori necessitano di benefattori, di familiari
    o amici che li aiutino a sentire la voce del Padre e li accompagnino nella conversione. Molti peccatori vorrebbero pregare insieme ai credenti, dialogare serenamente sulle cose di Dio. Un peccatore non può comprendere la
    gioia profonda che si prova quando si sente interiormente Gesù.
    Questo blocco lo prova anche il cristiano tiepido che và a Messa e prega e non sente Dio, perchè non ha
    amore per Lui.
    Chi prega bene, pratica i Sacramenti, vive onestamente e virtuosamente, riceve molte visite dallo Spirito di
    Dio. La sua vita cambia.
    Il mondo si và spegnendo di Luce Divina e si agita nelle tenebre, questo non ci sorprende perchè i frutti delle
    opere di chi non crede sono tremende. Chi non conosce e non ama Gesù non può comprendere gli sforzi che noi
    compiamo per rimanere saldi nella Fede ed ancorati alla morale. Il mondo in larga parte non sente più Gesù,
    non ha voluto ascoltare le implorazioni della Madonna a Fatima e continua ad ignorare Medjugorje.
    È difficile tra i giovani rispettare la castità o avvertire il senso del pudore, sinonimo di senso di vergogna,
    che viene associato a dettami morali o sociali. Ci sono giovani che credono ancora nella dignità del corpo ma
    sono pochi. Leggiamo questo scritto di una nostra parrocchiana e che ci informa che ci sono ancora giovani innamorati della purezza.
    «Buonasera Padre Giulio, sono una ragazza che legge ogni giorno la sua newsletter (anche se in questi ultimi giorni per problemi di connessione non sono riuscita a essere costante). Innanzitutto volevo ringraziarla
    per l’apostolato che svolge e per le meditazioni che ogni giorno ci offre, che fanno tanto bene all’anima e ci avvicinano sempre di più a Gesù e Maria… E poi volevo chiederle di pregare molto per me e per colui che da
    qualche giorno è diventato il mio fidanzato, affinché il cammino di amore, conoscenza, fiducia e rispetto reciproco che abbiamo deciso di intraprendere insieme sia sempre autentico e sincero e fondato sulla sequela di
    Nostro Signore Gesù. Preghi per noi, io pregherò per lei. Un abbraccio e grazie. Sara Mendicino».
    È un progetto di amore fondato sulla Parola di Dio, la speranza di un futuro santo in un presente che richiede
    preghiere e forte impegno per non peccare. A Sara e a tutti voi indico un mezzo spirituale per rimanere forti
    nelle difficoltà. Si tratta di vivere il momento presente davanti a Dio pensando al futuro. È esattamente l’opposto del “Carpe diem” del poeta latino Orazio.
    Il significato del poeta indica di “cogliere l’attimo”, anche se letteralmente è “cogli il giorno”, tradotta diventa “vivi il presente”, ed è una delle filosofie di vita più licenziose ed influenti della storia. È una locuzione abbastanza fraintesa, è certo però che nelle Odi di Orazio ha un significato pragmatico, indica di vivere e di gustare
    il momento presente senza pensare al futuro. Non si pensa al futuro perchè c’è una sola vita? Perchè Dio non esiste?
    Noi cristiani evidentemente la pensiamo diversamente del “Carpe diem”, noi vogliamo vivere il momento presente alla presenza di Gesù e pensiamo anche al futuro perchè crediamo nella vita eterna, nella
    ricompensa che spetta ai giusti.
    Il verso oraziano nelle Odi continua con questo seguito: “Confidando il meno possibile nel domani”. Parole
    che aggravano la sostanziale differenza tra questa filosofia di vita pagana e il Cristianesimo. Solo un disperato
    non confida nel domani e cerca di sperperare tutto nei piaceri disonesti, proprio perchè vive senza speranza, non
    ha un futuro. Noi vogliamo vivere ogni giorno nella Grazia e nella Luce di Dio, non abbiamo paura del futuro
    perchè l’affrontiamo insieme a Gesù e a Maria Santissima.
    Il nostro futuro lo consacriamo ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria.
    CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
    MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
    Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
    Proposito
    Persevererò nella contemplazione del mistero dell’Amore di Dio per me e per l’umanità.
    Pensiero
    Non solo i ricchi fanno del bene a noi dando l’elemosina, ma noi pure facciamo del bene ai ricchi dando loro
    occasione di far elemosina (San Giovanni Bosco)

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