Domenica 28 aprile 2013 5ª DOMENICA DI PASQUA

  • VANGELO (Gv 13,31-35)
    Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    Quando Giuda fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in
    Lui. Se Dio è stato glorificato in Lui, anche Dio Lo glorificherà da parte sua e Lo glorificherà subito. Figlioli,
    ancora per poco sono con voi. Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come Io ho amato
    voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli
    uni per gli altri». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Come ho avuto modo di precisare in passato, voglio evidenziare nuovamente la libera scelta di Giuda di assumere un atteggiamento avverso a Gesù, fino ad arrivare al tradimento. Il buonismo che fuoriesce da numerosi
teologi afferma il contrario e questo non è onesto né si presta un umile servizio alla Verità. Il tradimento di
Giuda non era necessario né fatale la sua colpa, non esiste una determinazione esterna nella sua scelta. Lui scelse liberamente il deicidio.
Era un Apostolo che cercava di portare Gesù verso le sue convinzioni, purtroppo i suoi pareri erano sempre e
solo opposti alla volontà di Dio. Si tratta di uno dei Dodici, un uomo che rimase tre anni con Gesù e che nel suo
Nome compì anche miracoli. Si può affermare tranquillamente che Giuda fu un eretico, il precursore dei modernisti, negò tutte le Verità rivelate da Gesù.
Non sorprendiamoci quindi quando la Parola viene manipolata da teologi che forse non hanno mai incontrato
il Volto di Gesù nella preghiera, che hanno come unico metro di valutazione i loro pensieri. Per mezzo di questi
teologi modernisti nella Chiesa si è creato una confusione irragionevole, vengono anche negate le Verità rivelate dal Signore.
Sta di fatto che Gesù dice queste parole dopo l’uscita di Giuda dal Cenacolo, non alla presenza di chi Lo tradisce: “Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in Lui”. È l’assenza di Giuda a dare
inizio con il tradimento alla Passione di Gesù, o è appunto l’andare del traditore verso i nemici di Dio? Tutte e
due le cose, l’assenza di Giuda nel Cenacolo indica la sua presenza nel luogo delle vipere già pronte ad uccidere
il Signore.
Ogni cristiano che non si trova alla presenza di Dio, è in una fase di contrarietà e di rifiuto del Vangelo. Stare alla presenza di Dio significa avere la piena convinzione che Dio vede ed ascolta tutto, non c’è nulla che possa sfuggire alla sua Onnipotenza, quindi, riconoscere la sua presenza in ogni istante della nostra vita comporta
un maggiore controllo dei pensieri, delle parole, delle opere.
Anche molti cristiani per debolezza cadono nei giudizi temerari e non se ne curano, loro sono convinti che
nessuno ne è a conoscenza… Invece Dio ascolta tutto, conosce perfettamente i pensieri di ogni essere umano ed
agisce di conseguenza: quelli che hanno pensieri buoni e miti ricevono benedizioni, altri che mentalmente giudicano, provano invidia maliziosa, pensano brutte cose… non ricevono benedizioni e si allontanano sempre
più dall’Amore di Gesù.
Oggi il Vangelo ci parla del Comandamento nuovo, Gesù rivela agli Undici rimasti nel Cenacolo che sono
suoi seguaci quando si amano veramente. “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli
uni per gli altri”. Gesù spiega l’importanza dell’amore tra i cristiani quando Giuda è già andato via, alla sua
presenza non vuole parlare della condizione indispensabile per rimanere nel Cuore del Signore.
Si è cristiani quando si ama, si perdona, si aiuta, si gioisce della realizzazione altrui, si pensa bene di
tutti senza pensieri ambigui.
Non è facile raggiungere uno stato spirituale elevato, non si nasce Santi, anche essi hanno faticato parecchio
per vincere l’istinto e le tentazioni. Per amare tutti, anche quelli che ci fanno del male, è indispensabile purificarci interiormente, riparare i peccati commessi e già confessati con l’abituale pratica della bontà, dell’umiltà,
della docilità e con una costante e amorosa preghiera.
Questa è la condizione per restare in comunione con Gesù, mentre chi compie del male sceglie di non
rimanere nel Cuore del Signore.
Comprendo che in molte circostanze venite coinvolti in dispute e litigi anche tra familiari, questo può avvenire, dobbiamo però vedere in che modo rispondiamo noi. In qualsiasi ambiente avvengono incomprensioni e
litigi, non c’è più pace nel mondo. La cattiveria degli altri o la loro ambiguità non deve però farci cadere nelle
stesse ingiustizie, noi non seguiamo “l’occhio per occhio” (Es 21,24), ma “amate i vostri nemici e pregate per
i vostri persecutori” (Mt 5,44).
Gesù oggi ci consegna “un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”. Ci invita ad agire da cristiani in ogni circostanza, senza perdere la lucidità e il controllo. Gli altri possono arrecarci tanto male, noi però
siamo chiamati a rispondere con l’amore, amiamo sempre anche in quei casi gravi in cui è indispensabile rivolgersi all’autorità per ricevere protezione e un giudizio in materia grave.
È difficile oggi amare perché il mondo conosce l’odio, con l’aiuto della Madonna mostriamo a tutti che
è possibile amare e perdonare.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

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