Giovedì 25 luglio 2013 16ª Settimana del Tempo Ordinario SAN GIACOMO APOSTOLO

  • VANGELO (Mt 20,20-28)
    Il mio calice, lo berrete.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli
    qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e
    uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che
    Io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed Egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia
    destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri
    dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare
    grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio
    dell’Uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola
    del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il brano di oggi è molto attuale, almeno per quanti scambiano il servizio con il potere, oppure cominciano
con il servizio e poi venendo meno la Fede puntano esclusivamente al potere. In questo Vangelo però i fratelli
Giacomo e Giovanni appaiono figure confuse che amavano talmente Gesù da desiderare di occupare i posti accanto a Lui, ma non fu una richiesta che bramava sete di potere, in realtà si trattò di una debolezza e una mancata comprensione del vero significato del Regno di Dio.
Ebbero anche vergogna di chiederlo a Gesù e fecero fare avanti la loro madre, Salomè, moglie di Zebedeo.
La madre era ancora più confusa dei figli sul significato di Regno di Dio, così avanzò la richiesta per ottenere i
posti più vicini, e forse in cuor suo desiderava farli stare accanto al Signore per proteggerli. Fatto sta che la richiesta la fece, con molto rispetto e timore per la risposta.
Gesù le aveva detto non appena si era avvicinata: “Che cosa vuoi?”, ella portava davanti a Lui non un atto
umile, andava a cercare un potere. “Voi non sapete quello che chiedete”, la lapidaria risposta. Il Signore conosceva bene il cuore buono della donna e comprese che la confusione era generalizzata sul Regno di Dio, allora
cominciò a spiegare cosa porta con sé questo Regno.
Iniziò a parlare subito del calice da bere, presentò il potere come un servizio e un sacrificio da portare sulle
spalle.
Per spiegare meglio il suo linguaggio, prese come esempio quanto avviene nel mondo: “I governanti delle
nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono”. Gesù condanna il dominio e l’oppressione, non possono
fare parte della sua dottrina, non potranno questi comportamenti entrare nella sua Chiesa. Purtroppo fu un insegnamento rispettato per circa trecento anni, poi dopo l’Editto di Costantino anche nella Chiesa iniziarono lotte e
separazioni.
Venivano già allo scoperto quelli che non avevano compreso nulla del Regno di Dio, stabilito
sull’amore, sul perdono, sulla misericordia.
Infatti, dopo avere citato i potenti del mondo Gesù precisò: “Tra voi non sarà così”, quindi i veri cristiani
non possono cercare il dominio e non possono perseguitare nessuno, tantomeno altri cristiani che osservano con
fedeltà il Vangelo. È insensato solo pensare una cosa del genere, ma siccome questo avviene, di insensato c’è
molto. Chi ha conosciuto Gesù e si mette al suo servizio, vivendo nell’onestà e nella verità, non pensa mai di
danneggiare altri cristiani solo perché seguono fedelmente il Signore.
È contraddittorio chi agisce così, è addirittura incompatibile con la dottrina di Gesù, perseguita proprio Gesù.
È sicuramente avvenuto un forte squilibrio morale nella persona che ostacola altri a seguire fedelmente il
Vangelo di Gesù, è presente una forma di schizofrenia paranoide in colui che cerca con modi arroganti e con
una malcelata malizia di sviare dall’insegnamento del Signore. Ma qui non si tratta di un solo personaggio che
tradisce Gesù e cerca di distruggere la sua dottrina, è un esercito guidato dallo stesso satana.
Persone che diventano nel tempo oppositori di Gesù e della santità della Chiesa, dunque ci sarà una ragione.
Ciò che emerge più di tutto è la bramosia della carriera, la disponibilità a fare tutto pur di diventare vescovi
o cardinali. Pronti a svestirsi della Grazia di Dio per assumere senza alcuna vergogna una mentalità che si oppone a Gesù e alla sua Chiesa. Solo questo spiega il cambiamento o la radicalizzazione nelle eresie di persone
che all’interno della Chiesa si oppongono a Gesù Cristo.
Non hanno perduto il contatto con la realtà, non è una malattia mentale cronica come la schizofrenia paranoide, qui c’è una lucidità impressionante, uno studio organizzato nei dettagli per sviluppare determinati progetti e nei tempi stabiliti annunciare nuove false dottrine nella Chiesa.
Gesù quanto disse a Giacomo e Giovanni lo ripete a quelli che Lui sceglie per assumere incarichi di responsabilità: “Potete bere il calice che Io sto per bere?”. Gesù quando dà un incarico, conosce bene le persone e si
fida, ma se ci sono persone che remano contro Lui, significa che non è stato Lui a dare l’incarico, in quanto utilizzano l’incarico per perseguitare la sua Chiesa.
È semplice il ragionamento, ma lo semplifico: dareste le chiavi di casa vostra ad una persona inaffidabile?
Di chi deve fidarsi oggi Gesù se molti non pregano più ed hanno assunto una mentalità modernista? Gesù a
molti che aspirano al potere direbbe: Potete vivere la mia Vita o lasciarmi vivere in voi? Potete purificarvi,
mortificare la mentalità vecchia e compiere penitenze e rinunce? Potete sopportare sofferenze enormi per amore
mio e del mio Vangelo? Potete rifiutare la superbia della carriera ed entrare nella Via della piccolezza del Vangelo?
Il Regno di Dio che venne a presentare Gesù, fin dall’inizio non dava spazio alle ambizioni personali, quindi
si autoesclude dalla cerchia dei veri apostoli chi cerca il potere per strumentalizzarlo secondo i propri fini. Gesù
lo disse a Giacomo e Giovanni per farlo sentire a tutti gli Apostoli presenti: “Chi vuole diventare grande tra
voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’Uomo, che
non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
Gesù mette al posto del potere il servizio, perché i potenti non si curano di servire ma di opprimere, mentre i
cristiani devono servire i poveri, i malati, i semplici, gli indifesi dalle angherie degli altri, gli oppressi. Ecco chi
sono i veri amici dei cristiani autentici, quelli che alzano le braccia al Cielo ad invocare aiuto.
C’è una miseria più grande di quelle citate, è il peccato, Gesù è venuto per liberare gli uomini dal peccato!
Oggi Gesù ha bisogno di apostoli sinceri ed affidabili per una nuova evangelizzazione, bisogna iniziare proprio dalle parrocchie ad annunciare il Vangelo autentico, bisogna dialogare con i credenti confusi e dirottati
verso dottrine false da quanti non vogliono più servire il Signore e vivono nell’inquietudine. La loro irrequietezza non aiuta i buoni cattolici che vogliono conoscere le Verità rivelate da Gesù, per questo necessitano molti
apostoli innamorati del Vangelo storico e della Madonna.
Questi sono i tempi della Vergine Maria, Lei continua a formarsi l’esercito umile e potentissimo che
sbaraglierà con il Santo Rosario la superbia dei diavoli e dei nemici di Gesù, di quanti vogliono innalzarsi
in alto per poi precipitare velocemente.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Non voglio esprimere nessun giudizio cattivo, presuntuoso, condannante. Né a livello di pensiero, né tanto
più a livello di parole. È la mia salvifica “igiene mentale”.

Pensiero
Nell’aridità, nella difficoltà, nel travaglio, la virtù getta le sue radici (San Giovanni della Croce)

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *