Sabato 27 luglio 2013 16ª Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Mt 13,24-30)
    Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che
    ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i
    servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da
    dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò
    ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio
    granaio”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il termine zizzania indica indubitabilmente un elemento di discordia, chi ne è portatore è una minaccia continua, innanzitutto per se stesso poi per gli obiettivi che individua. Innanzitutto vediamo che la zizzania è stata
presa da Gesù per spiegare la parabola che ne dà il nome, ed era una erba che cresceva insieme al grano. Il significato principale è questo, comunque era sempre di rovina al buon grano che cresceva e che la vicinanza lo
danneggiava.
La zizzania era erba addirittura simile al grano, come chi semina oggi zizzania è pure un essere umano in incognito.
La zizzania intesa come erba pericolosa per il grano e la zizzania intesa come portatrice di discordia e di rovina alle brave persone, è in modo identico causa di male, di rovina, di controversie.
La zizzania rimane sempre vicina a chi vuole colpire, l’erba vicina al grano, chi è maldicente vicino alla vittima scelta. Non bisogna andare a cercare lontano chi semina zizzanie, in qualche modo è vicino a voi, fisicamente o per un legame di parentela o di amicizia.
La zizzania quasi non si vede in mezzo al grano buono, come spesso non si manifestano le trame di quanti
seminano zizzanie e si nascondono dietro sorrisi molto studiati, tirano la pietra e nascondono la mano, si mostrano bravi anche con i familiari e poi il loro tempo è impegnato nel cercare di tramare qualcosa. È vero che la
zizzania si può incontrare dovunque, può crescere in famiglia o altrove, il dato pure certo è che oggi la zizzania
è cresciuta enormemente.
La zizzania non la vedi ma la percepisci, è come l’aria impregnata di fetore e non sai la sua provenienza. Si sentono gli effetti…
Di per sé la zizzania nessuno la va a cercare e non ha alcun piacere a farla entrare in famiglia o darle spazio
tra gli amici o al lavoro, tant’è essa riesce sempre ad intrufolarsi attraverso le lingue sciolte. Oltre le lingue sono
anche le menti un po’ rilassate, nessuna persona corretta prova piacere nell’infangare la dignità di qualcuno per
qualche incomprensione o un litigio.
Non c’è alcuna ragione per diventare zizzania e rovinare la buona reputazione del prossimo.
Gesù mostra che il buon grano soffre per la vicinanza della zizzania, come avviene alle persone buone quando sono costrette ad incontrare parenti pericolosi o colleghi di lavoro. Che si fa in questi casi? La cosa principale è amare tutti, bisogna ripetere mentalmente alcuni comportamenti spirituali di accoglienza e bontà da eseguire dinanzi ad essi nei momenti di vicinanza con chi semina la zizzania.
La zizzania è come un virus letale, cammina insieme alle persone infettate, è la loro ombra e non possono eliminarla. Si trova in parrocchia o tra gli amici, nell’ambiente di lavoro ed è causa di gravi inimicizie. Non si
guarisce con la medicina o la visita dallo psichiatra, è necessaria la Grazia di Dio, bisogna ricorrere spesso alla Confessione e all’Eucaristia tutte le volte che rimane possibile.
Per sradicarla Gesù dice bisogna cambiare vita, altrimenti sarà il suo Giudizio a stroncarla. Per questo si deve attendere il tempo della mietitura! Solo chi inizia il cammino spirituale con serietà e umiltà, riesce a bloccare
il pericolo della sua zizzania. Bisogna voler guarire.
Gesù considera la zizzania come portatrice di male, è un male che infetta le cose buone e le guasta. È pericoloso infatti stare ad ascoltare quelle persone che amano seminare zizzania per invidia, vendetta, odio, pura cattiveria.
È un comportamento ben distinguibile dalle debolezze dei giudizi, emessi senza volontà di distruggere la dignità altrui. La zizzania è portatrice di discordia, è un male spirituale pericoloso anche perché si mimetizza bene.
Nella parabola Gesù afferma che aspetta il tempo del Giudizio per dividere buon grano e zizzania, intendendo che le persone lontane da Dio o comunque cattive finiranno all’inferno per quanto hanno compiuto di gravissimo alle persone buone, ma per noi si pone un problema immediato in quanto non abbiamo la capacità e
l’autorità per bruciare oggi la zizzania che tanto male ci arreca. Ed è meglio così, immaginate se noi avessimo
la capacità di separare la zizzania e di bruciarla…
Gli uomini agiscono d’impeto e cercano la giustizia immediata, molti non hanno la forza di attendere il tempo di Gesù, perché solo Lui deve operare la vendetta intesa come giustizia. È Lui che deve donare giustizia ai
suoi devoti, è Lui che fa trionfare la verità nel tempo debito.
Convivere o frequentare chi semina zizzanie è doloroso, egli cerca liti e contrasti, travisa i fatti per condannare. Dopo avere pregato per la conversione dei seminatori di zizzania, si può chiarire se è una persona tranquilla, si può spingere alla riflessione per conoscersi meglio e conoscere i suoi pericolosi comportamenti.
“Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Non voglio esprimere nessun giudizio cattivo, presuntuoso, condannante. Né a livello di pensiero, né tanto
più a livello di parole. È la mia salvifica “igiene mentale”.

Pensiero
Nell’aridità, nella difficoltà, nel travaglio, la virtù getta le sue radici (San Giovanni della Croce).

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