Venerdì 1 marzo 2013 2ª Settimana di Quaresima

  • VANGELO (Mt 21,33-43.45)
    Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era
    un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il
    torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di
    raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo
    bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma
    li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna,
    che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la
    vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto
    nelle Scritture:
    “La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo;
    questo è stato fatto dal Signore
    ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
    Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La gioia ci accompagna in questo mese di marzo dedicato al maestoso San Giuseppe, figura straordinaria
della Chiesa ed Egli ne è proprio il Patrono. In questo mese si eleggerà il nuovo Papa, si incontreranno a Roma
i 115 Cardinali che dovranno sceglierlo e noi speriamo che tutto si svolga con somma serenità. Rimane sempre
viva quella frase che disse Benedetto XVI il 10 marzo 2009 a San Pietro: “I Cardinali e i Vescovi si mordono e
si divorano a vicenda”.
Speriamo che il conclave si svolga in un clima di interesse condiviso e si normalizzi l’agitazione esistente.
Umanamente risulta difficile il ricomporsi di fratture profonde già indicate dal Papa, ma Dio può tutto e noi
speriamo che per il bene della Chiesa, tutti arrivino a mettere da parte i propri interessi. Sembra molto difficile
questa soluzione, i Cardinali sono uomini e se non è presente una Fede forte, il rischio di seguire le convinzioni
umane è alto.
Da ieri sera non abbiamo il Papa, la Sede Vacante della Chiesa Cattolica è come una famiglia di fratelli e sorelle senza i genitori. Dopo le prossime elezioni la Chiesa riavrà il Papa, proprio in questi giorni in cui le agitazioni dei modernisti sta scoppiando in richieste di aggiornamenti pienamente opposte al Vangelo.
Coinciderà con l’esplosione di quei teologi che non pregano più, non amano la Madonna né si interessano
dell’Eucaristia, non accettano la sana dottrina e chiedono una Chiesa umana, senza più le leggi morali e con il
Vangelo rivisto per eliminare quei passi che insegnano la pratica delle virtù morali. La confusione era già profonda, adesso sembra l’inizio di una nuova fase ancora più oscura.
Ieri sera Benedetto XVI ha detto: “Da stasera non sono più Pontefice, ma solo pellegrino”. È
un’affermazione corretta, perché non ci possono essere due Papi contemporaneamente, non solo và contro la
teologia, soprattutto contraddice Gesù, le parole del suo Vangelo sono chiarissime, Egli ha dato il Primato di
Pietro ad una sola persona. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non
prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).
Benedetto XVI ieri ha precisato bene la sua posizione, mentre alcuni giorni fa il direttore della Sala Stampa
Vaticana, Padre Lombardi, ha detto ma non si sa a nome di chi: “Benedetto XVI sarà Papa emerito, si chiamerà
Romano Pontefice emerito”. Questo titolo è per me un’assoluta novità…
È una novità nella teologia cattolica, non era mai avvenuto e mai si era pensato ad una ipotesi simile. È una
grande novità perché si rende un Papa come un Vescovo, senza avere più il potere del Primato. Questo accostamento risulta impreciso per la nostra dottrina. Il Papa è il Vescovo di Roma, solo lui ha il Primato di guidare
la Chiesa, e un altro Vescovo non può essere nello stesso periodo anch’esso Papa. Se il Papa è il Vescovo di
Roma, dovrebbe essere indicato come Vescovo emerito di Roma.
Comunque, lasciamo fare come si desidera, non cambia la nostra Fede, perché noi conosciamo la dottrina e rimaniamo sereni senza dare giudizi né fare ipotesi. Gesù è vivo e salverà la sua Chiesa.
Da diversi anni scrivo queste cose e oramai siamo in dirittura d’arrivo, come sempre invito a verificare
l’evolversi degli attacchi contro la Chiesa Santa per comprendere l’autenticità delle mie affermazioni. I tempi
privi della vera Fede ci indicano che la situazione volge al peggio, sono le manifestazioni di molti teologi del
mondo schierati contro la figura del Papa e la sana dottrina ad indicarci che le loro posizioni non potranno che
peggiorare gli scontri all’interno della Chiesa.
Non dovete lasciarvi ingannare dalle parole di quanti affermano di seguire la Chiesa o il Magistero del
Papa ma poi interiormente ed intenzionalmente li rifiutano. Questa strategia la troviamo in innumerevoli
casi, infatti si affermano parole di vicinanza al Vangelo per poi nel cuore avere il pieno rifiuto degli insegnamenti di Gesù. Si chiama ipocrisia? Bisogna chiederlo a quanti con le loro opere non mostrano più di seguire
Gesù.
L’attenzione quindi non và posta solamente sulle parole, soprattutto le opere indicano la spiritualità del cristiano. “La Fede se non ha le opere, è morta in se stessa” (Gc 2,17). Quanti si ribellano alla sana dottrina della
Chiesa non possono mostrare opere buone, lo dice Gesù: “Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse
uva dalle spine, o fichi dai rovi?” (Mt 7,16).
Gesù lo manifesta nella parabola che racconta oggi, parla dei contadini che avevano avuto assegnata la vigna
ed invece di rispettare i patti con il padrone, se ne appropriarono, arrivando ad uccidere fisicamente gli inviati
del padrone per riprendersi la sua vigna.
La vigna è la Chiesa, il padrone è Dio Padre, i contadini disonesti sono quanti tradiscono Gesù, i servi
inviati dal padrone sono i buoni cattolici che lavorano fedelmente nella Chiesa e difendono il Vangelo
storico.
I contadini disonesti nella parabola paragonati a quanti non predicano più Gesù Cristo, non solo uccidono
con modalità diverse i servi inviati da Dio, arrivano ad uccidere Gesù presente nelle anime dei credenti, insegnando false dottrine o teorie protestanti che sottilmente si oppongono alla vera Fede cattolica.
Gli ebrei fecero così con Gesù e Lui nella parabola già lo aveva predetto in questa parabola: “Lo presero, lo
cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero”. Infatti, in seguito arresteranno Gesù, Lo getteranno fuori da Gerusalemme e Lo uccideranno. Gli ebrei erano diventati talmente accecati da dimenticare i miracoli di Gesù, la sua
provenienza non umana.
Non avevano più la lucidità per agire con intelligenza, mentre i nemici di Gesù di oggi hanno una lucidità spaventosamente brillante e riescono a dettare pazientemente i tempi degli attacchi alla Chiesa per
distruggerla.
Dio vuole che la sua vigna sia lavorata bene e che si restituisca a Lui quanto vi è di buono, come la lode,
l’adorazione, il ringraziamento. Avviene anche per gli oggetti meno importanti che si prestano, ognuno esige il
rispetto da parte di chi li utilizza, quindi, figuriamoci cosa esige Dio Padre dagli uomini di Chiesa che la governano. Esige una devozione piena alla Chiesa e un servizio umile come operai, non possono gli operai trasformarsi nel padrone, non possono sostituirsi a Lui.
Gesù nella parabola indica la fine dei contadini traditori: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà
in affitto la vigna ad altri contadini”, e noi ci chiediamo se non sia questa la fine che faranno tutti coloro che si
schierano contro Gesù e la sua Chiesa! Noi vogliamo la loro salvezza eterna e per questo preghiamo, però senza
il loro sincero pentimento le preghiere non servono a nulla.
Come ho scritto nel mio libro “La corruzione nella Chiesa”, da alcuni decenni sono iniziati i tempi
dell’attacco più spietato della storia contro la Chiesa, un attacco che vuole creare un’altra figura di Cristo, un
Gesù astratto e con insegnamenti tolleranti su tutti i peccati. Si vuole creare una Chiesa senza i suoi ispirati insegnamenti, senza i Sacramenti e con una visione della vita pienamente modernista.
Un nuovo Cristo e una nuova Chiesa che rallegreranno i cattolici tiepidi e privi di Fede, privi della conoscenza della sana dottrina.
La Madonna appare a Medjugorje da 32 anni proprio per ripetere gli insegnamenti del Vangelo, gli insegnamenti non più seguiti -anche perché non conosciuti- da moltissimi cattolici. Non cercate per curiosità profezie
nuove e che al 99% sono false, leggete ogni giorno alcuni messaggi di Medjugorje e praticateli con impegno.
Vedrete come cambierà in meglio la vostra vita. Nel nostro sito trovate i messaggi www.gesuemaria.it

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Al lavoro, a scuola, a casa, in ciò che sono chiamato a fare, agirò senza lamentarmi della fatica, o
dell’incomprensione, o degli imprevisti, ma con serenità e gioia.

Pensiero
La Santa Messa è come una colonna salda che sostiene il mondo vacillante sotto il peso dei suoi delitti (San
Eucherio)

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