CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO

  • VANGELO (Mc 16,15-18)
    Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
  • Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a
    ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i
    segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove,
    prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai
    malati e questi guariranno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Rinnovare il ricordo della conversione di questo grande Apostolo è sicuramente efficace, la sua figura studiata attentamente ci rilascia molte riflessioni, molti punti che chiariscono lo stato del peccatore e quello del
convertito. San Paolo era un ebreo ortodosso, assolutamente fedele alla Legge ebraica e la sua spietata persecuzione ai cristiani era motivata dalla difesa dei Comandamenti di Dio. Agiva in buonafede, non sapeva ancora
che Dio si era manifestato in Gesù di Nazareth.
Da queste parole possiamo approfondire il forte contrasto con quanti oggi conoscono la Verità rivelata da
Gesù e la calpestano intenzionalmente, e cerchiamo di capire la modalità della conversione di un peccatore, cosa avviene e cosa deve prima avvenire per lo sviluppo di nuovi pensieri ed inclinazioni in un peccatore.
San Paolo non aveva ancora incontrato il Volto di Gesù quando si rese disponibile a perseguitare i cristiani e
a presenziare all’uccisione del primo martire Santo Stefano. Lasciamo spiegare a San Paolo alcune fasi della
sua conversione, nella Lettera ai Galati: «Vi dichiaro dunque, fratelli, che il Vangelo da me annunziato non è
modellato sull’uomo; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi
fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.
Ma quando Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua Grazia si compiacque di
rivelare a me suo Figlio perché Lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano Apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni;
degli Apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il cugino del Signore. In ciò che vi scrivo, io attesto davanti a Dio che non mentisco. Quindi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia. Ma ero sconosciuto personalmente alle Chiese della Giudea che sono in Cristo; soltanto avevano sentito dire: “Colui che una volta ci
perseguitava, va ora annunziando la Fede che un tempo voleva distruggere”. E glorificavano Dio a causa mia»
(1,11-24).
È forte il contrasto tra la Fede acquisita da San Paolo e la perdita della Fede di quanti l’avevano e poi
hanno tradito Gesù.
Tutti i cristiani che conoscevano San Paolo glorificavano Dio per questo dono, è stato infatti un solido pilastro della Chiesa iniziale, con la Fede e un coraggio eccezionali ha dato impulso ad una evangelizzazione organizzata ed estesa. San Paolo dopo la conversione si ritirò per volontà di Gesù in un luogo contemplativo a prepararsi, a studiare la Vita e i miracoli del Signore, a prepararsi alla battaglia che affronterà contro i suoi ex amici.
Per amore di Gesù, San Paolo patì persecuzioni inenarrabili, lui stesso ha scritto qualcosa che certamente
impressiona, parole rivolte ai Corinzi che rimanevano confusi per avere ascoltato già allora eresie ed insegnamenti fuorvianti dal Vangelo autentico. Quanto scrive alla comunità è un richiamo alla vera Fede, ricorre anche
a tutti gli sforzi da lui compiuti per la diffusione del Cristianesimo, sacrifici che gli eretici non facevano assolutamente, perché si limitavano solamente ad aprire bocca e a far uscire veleno.
«Lo faccio e lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che cercano un pretesto per apparire come
noi in quello di cui si vantano. Questi tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si mascherano da apostoli
di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se
anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere. Lo dico
di nuovo: nessuno mi consideri come un pazzo, o se no ritenetemi pure come un pazzo, perché possa anch’io
vantarmi un poco.
Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di
più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho
ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho
fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi,
pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto,
pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le
Chiese.
Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema? Se è necessario vantarsi, mi
vanterò di quanto si riferisce alla mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, Lui che è benedetto nei secoli,
sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città dei Damasceni per
catturarmi, ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani» (2 Cor 11,12-
16.23-33).
Una Fede viva e fortissima quella di San Paolo, una Fede quasi scomparsa nella nostra Chiesa e noi
siamo chiamati a lavorare.
Come possiamo rianimare un popolo di credenti vittima dell’ondata di moderna mentalità che succhia anche
il cervello e lo liquefa? Cosa occorre fare per riattivare l’interesse almeno nei cattolici verso Gesù e la santità
della Chiesa Cattolica? Molti si allontanano perché non trovano alcun riferimento disponibile, vedono le Chiese
chiuse e di confessori disponibili ce ne sono pochi. È vero che quando viene spiegata la differenza tra la Chiesa
che è sempre Santa perché Divina e la miseria di quanti sbagliano, molti comprendono che devono sempre andare a Messa nonostante qualche contrarietà con il Sacerdote che celebra.
Non bisogna giudicare il Sacerdote, si devono semmai segnalare le eresie o le posizioni protestanti che
distruggono molti credenti.
Vediamo come è avvenuta la conversione di San Paolo. È un mistero Divino ogni conversione, però perché
avvenga occorre dare in cambio a Dio preghiere, penitenze, digiuni, amore e distacco dal peccato. Chi offrì
questo a Dio per la conversione di San Paolo? Non lo possiamo sapere in questa vita, comunque non dimentichiamo che dopo la morte di Gesù rimase sulla terra la Mediatrice di tutte le Grazie, l’Avvocata e Madre nostra.
Le preghiere della Madonna potevano ottenere la conversione di San Paolo e di molti altri!
È bene capire che per ricevere una Grazia da Dio, occorre prima dare a Lui un amore per quanto possibile
puro e unico, insieme a preghiere, penitenze, digiuni e distacco dal peccato. È un fatto di Giustizia Divina, altrimenti tutti vorrebbero Grazie senza meritarle e senza lasciare i peccati. Bisogna guadagnarle le Grazie, donando a Gesù qualcosa in cambio, soprattutto l’amore e l’adorazione.
Moltissimi credenti ricevono grandi miracoli per la loro Fede, la preghiera umile, il perdono verso tutti, le penitenze e i digiuni.
La Madonna, Mediatrice delle Grazie, è sempre in attesa delle nostre preghiere, insieme alle rinunce, per donarci quanto ci occorre. Ella vuole guarirci da ogni malattia, vuole liberarci da ogni influsso satanico. Siamo noi
a stabilire se vogliamo Grazie oppure no, dipende dalla nostra fedeltà a Gesù, dalla vita vissuta secondo il suo
Vangelo.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Mi farò disturbare volentieri, in quel martirio delle piccole cose: non mi lamenterò per una telefonata noiosa,
un ospite inatteso, un imprevisto che manda all’aria i miei progetti.

Pensiero
Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo. Il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con
l’ingratitudine. (San Giovanni Bosco)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine
di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:
http://www.gesuemaria.it/efficace-preghiera.html
“Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già
siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle
stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se
partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in
comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente”.
Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 dicembre 2012 (Mirjana)
Cari figli, con materno amore e materna pazienza vi invito di nuovo a vivere secondo mio Figlio, a
diffondere la sua pace ed il suo amore, ad accogliere con tutto il cuore, come miei apostoli, la verità di Dio ed a
pregare lo Spirito Santo affinché vi guidi. Allora potrete servire fedelmente mio Figlio e, con la vostra vita,
mostrare agli altri il suo amore.
Per mezzo dell’amore di mio Figlio e del mio amore, io, come Madre, cerco di portare nel mio abbraccio
materno tutti i figli smarriti e di mostrare loro la via della fede.
Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna e pregate con me affinché i peccatori conoscano i loro peccati e
si pentano sinceramente. Pregate anche per coloro che mio Figlio ha scelto e consacrato nel suo Nome. Vi
ringrazio.

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