Archivio Mensile: Agosto 2022

Amarsi per trovare l’equilibrio emotivo e mentale – 19 Agosto 2022 0

Amarsi per trovare l’equilibrio emotivo e mentale – 19 Agosto 2022

Venerdì 19 agosto 2022

XX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 22,3440)

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, Lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande Comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo Comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due Comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La spiegazione di Gesù alla pretestuosa domanda del fariseo è abbastanza chiara, afferma che l’uomo è stato creato per adorare e servire Dio, nella vita la cosa più importante è adorare Dio e poi con l’Amore di Dio si devono amare tutti gli altri come ognuno ama se stesso.

Qui viene fuori un impedimento abbastanza serio per quelli che sono incapaci di amare se stessi e non si accettano per qualche ragione.

MOLTI NON ACCETTANO LA LORO CONDIZIONE DI VITA, ALTRI SI RIBELLANO AL LORO PASSATO E LO VEDONO SEMPRE DIVERSO SENZA TROVARE LA GIUSTA INTERPRETAZIONE, ANCORA ALTRI RECRIMINANO SULLE OCCASIONI SPRECATE, SECONDO LA LORO PROSPETTIVA E TUTTI SI ANGUSTIANO.

La tristezza e il tormento interiore provengono da una grande insoddisfazione ed è Gesù solo a poter dare la vera felicità, a far trovare l’appagamento con quello che si possiede perché l’anima pura e gioiosa trova grande diletto in Dio. Non servono le cose inutili del mondo.

Amare se stessi significa prendersi davvero cura di sé.

Amare se stessi è forse la sfida più difficile, perché deve avvenire in una condizione di assoluta onestà intellettuale, senza finzioni, illusioni, orgoglio, falsità storiche. L’amore verso se stessi è la conclusione di un percorso che inizia con la conoscenza personale, ma anche in questa fase iniziale deve essere presente un po’ di amore verso se stessi.

OCCORRE CORAGGIO OCCUPARSI CON PIENA SINCERITÀ DI SÉ, ED È UN’ATTIVITÀ DI INTROSPEZIONE O DI ESAME SPIRITUALE PER CONOSCERSI  INTERIORMENTE.

CHI NON COMPIE QUESTO ESERCIZIO, RIMANE COME AL DI FUORI DEL PROPRIO CORPO E SI ILLUDE DI FARE TUTTO BENE, NON RIESCE A CONOSCERSI NÉ RIESCE A FARE QUALCOSA PER MIGLIORARSI.

Non bisogna bloccarsi dinanzi a qualsiasi critica, non c’è necessità di confrontarsi con i personaggi famosi che fingono e sono artificiosamente elevati dal contesto, perché noi abbiamo già un modello, l’unico: Gesù Cristo.

Bisogna imparare ad ascoltarci, ad amarci e a perdonarci.

Non ci può essere ascolto delle esigenze interiori che la coscienza reclama se non c’è silenzio e pace interiori, senza dimenticare quello esterno. Quello interno dispone la persona ad ascoltarsi, a capire le vere problematiche personali che ha cercato di occultare in molti modi e ricorrendo a mezzucci anche molto ingenui.

SE C’È L’ASCOLTO DI SÉ, QUINDI LA CONOSCENZA PERSONALE, LA PERSONA IMPARA AD AMARSI E AD ACCETTARSI COSÌ COM’È, SENZA ALCUNA PAURA!

L’accettazione di sé non riguarda esclusivamente quelle persone che hanno affrontato problemi seri nella vita o vivono in modo modesto o che hanno sofferto per le continue prepotenze dei conoscenti ed anche dei propri familiari.

Chi si accetta vuol dire che ha cominciato a conoscersi, a vedere cosa c’è dentro di sé e può arrivare al perdono di sé. Di conseguenza può perdonare gli altri. Vuol dire anche dimenticare per sempre i torti subiti, anche se rimane difficile non ricordare le ferite patite, quindi, occorre guarire le ferite morali, chiedendo al Signore Gesù di intervenire e di curarle.

Quando si pensano le contrarietà passate, la preghiera sana i ricordi e permette di considerarle con amore e con molta pace.

Il perdono di se stesso è possibile ricordando il passato e valutandolo nella maniera spirituale, per assimilarlo nella gioia e farlo diventare parte buona della vita. Non deve essere più un passato ricordato con sofferenza, rabbia, sete di vendetta e cattivi giudizi verso chi ne è stato la causa.

La capacità di perdonare si impara anche dall’esperienza, dai propri genitori soprattutto, e Dio non fa mancare il suo aiuto. Quando si possiede una buona conoscenza personale e si vive nella pace interiore, il cammino spirituale diventa gioioso e fruttuoso per sé e per gli altri.

CHI RIESCE AD AMARE SE STESSO È CAPACE DI AMARE TUTTI, IN CASO CONTRARIO RIVERSERÀ SUGLI ALTRI TUTTO IL RANCORE ARRUGGINITO DELLA SUA VITA.

Chi ama davvero non ha più un amore pieno di orgoglio, al contrario, diventa un amore spirituale e potente nella misura della perdita dell’orgoglio.

Il punto più importante del Vangelo di oggi è quello di amare Dio, lo sappiamo, di metterLo al centro di tutto, di amarLo con tutto il cuore.

Rimane difficile se il cuore è impegnato ad adorare molti idoli e non ha spazio né fervore per amare il Signore. Molti amano Gesù, annunciano pure il suo Nome, ma spesso non mostrano di imitarLo e di agire come indica Lui nel Vangelo.

Molti cristiani pregano Gesù ma poi di Gesù non osservano la sua Parola e il nucleo centrale è di compiere la Volontà del Padre.

Solo questa obbedienza ci rende veramente seguaci di Gesù e Lui così può gioire di noi, altrimenti non ci considera veri discepoli e la nostra preghiera non vale assolutamente nulla. In pratica, è una preghiera solamente umana ed è una perdita di tempo.

Gesù ci aiuta ad amarci per trovare l’equilibrio interiore e mentale, per scoprire l’onestà intellettuale e vivere nell’umiltà così come visse Lui.

Per raggiungere l’equilibrio emotivo dobbiamo imparare a stare bene anche da soli e non dipendere emotivamente dagli altri. 

1) Lascia perdere ciò che non ti serve.

2) Abbandona il giudizio.

3) Sviluppa la gratitudine.

4) Scopri chi sei veramente e chi è Gesù per te.

Per raggiungere l’equilibrio mentale:

1) Diminuire lo stress.

2) Rilassarsi.

3) Ossigenare il cervello con il silenzio interiore, recitando il Santo Rosario, ripetendo molti atti di amore nella giornata a Gesù e alla Madonna.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Dio vuole rendere felici tutte le persone del mondo – 18 Agosto 2022 0

Dio vuole rendere felici tutte le persone del mondo – 18 Agosto 2022

Giovedì 18 agosto 2022

XX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 22,114)

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei e disse: «Il Regno dei Cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Con questa parabola Gesù afferma che la salvezza eterna è aperta a tutti ma molti sono quelli che rifiutano l’invito di un Padre buono, che è Creatore di quanto esiste di visibile e di invisibile, di conosciuto e di sconosciuto a noi.

Il Signore invita al banchetto eucaristico e le risposte esprimono prevalentemente rifiuto, indifferenza. L’aspetto sorprendente è che oggi il rifiuto di partecipare al banchetto eterno viene da un nutrito numero di Vescovi e Sacerdoti.

Da oltre quarant’anni nella Chiesa è iniziato il più spietato attacco satanico contro l’Eucaristia, approdato con la concessione in Italia della Comunione in mano. Il parere favorevole è passato per un solo voto in più, e il piano era stato preparato dalla Massoneria francese cento anni prima, nel 1889. Oggi la gerarchia ha in serbo altre rappresaglie contro l’Eucaristia.

Nel Vangelo di oggi il re della parabola è Dio Padre e il figlio di questo re è Gesù Cristo. Qui il Regno dei Cieli viene paragonato ad una festa di nozze dove c’è gioia e tutti i partecipanti solitamente sono felici di prenderne parte.

GESÙ SPIEGA CHE TUTTI POSSONO FARE PARTE DEL REGNO DEI CIELI, LUI È VENUTO PER QUESTO, VUOLE DONARE LA VERA FELICITÀ AD OGNI PERSONA E LA PARABOLA DI OGGI CI FA COMPRENDERE CHE È L’UOMO A RIFIUTARE DI PARTECIPARE ALLA FESTA DI NOZZE, AL BANCHETTO EUCARISTICO, SI RIFIUTA DI SEGUIRE I COMANDAMENTI E NON RIFLETTE SULLA VITA E SULLA MORTE, CHE C’È L’INFERNO E IL PARADISO.

Tutte le persone che rifiutano il banchetto di nozze di Gesù, rifiutano le Leggi di Dio, ma solo queste Leggi danno gioia e salvezza eterna.

Innanzitutto il re manda i servi ad invitare tutti alle nozze del figlio. È Dio Padre che invia i suoi messaggeri, i suoi apostoli nel mondo a parlare di Gesù, per donare Grazie a tutti, oltre a quanto necessitano nella loro vita.

Dio vuole rendere felici tutte le persone del mondo ed ognuno di noi è conosciuto perfettamente dal Padre. Se il Padre non fosse buono come il Figlio Gesù, non avrebbe forse già incaricato il più piccolo Angelo di spingere la Terra dentro il Sole e far carbonizzare l’umanità fino a ridurla in polvere?

La stragrande parte dell’umanità conserva grande odio contro Gesù Cristo e con piacere malefico oltraggia volontariamente i Dieci Comandamenti, comunque quanto compiono è ricolmo di odio verso il nostro Dio. Quanta ingratitudine e ostilità contro un Padre amorevolissimo.

Il Padre potrebbe farli sparire in un nanosecondo ma è buono e paziente.

Il Padre è Amore, anche il Figlio eterno è Amore e desiderano la salvezza di tutti noi, però rifiutando il Loro invito ripetuto miliardi di volte, verrà presto il tempo della mietitura e Gesù nella parabola afferma che la zizzania sarà bruciata definitivamente.

Riflettiamo attentamente quando diciamo che il Padre è Amore.

Leggiamo nel Vangelo che il re con premura e gioia inviò i suoi servi a chiamare tutti ma miliardi di persone oggi rifiutano Dio e i Dieci Comandamenti. L’osservanza dei Comandamenti è la condizione per partecipare al banchetto eterno.

Succedono disgrazie, troppi virus circolano e c’è la mano dell’uomo, come anche l’uomo rende il cibo e le medicine dannose per l’organismo, molti nel mondo sono colpiti da malattie strane dolorose, comunque in molti casi si tratta di persone che non pregano o pregano poco o non coltivano la vita spirituale. Che colpa ne ha Gesù? Se non hanno dato nulla a Dio, cosa pretendono poi?

Gesù è pronto a guarirli in un istante ma devono convertirsi sinceramente, pregare con costanza il Santo Rosario e osservare i Comandamenti.

Trascrivo alcune delle tante citazioni di Gesù nel Vangelo riguardo i Comandamenti:

«Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti» (Mt 19,17).

«Tu conosci i Comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre» (Lc 18,20).

«Se mi amate, osserverete i miei Comandamenti» (Gv 14,15).

«Chi accoglie i miei Comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» (Gv 14,21).

«Se osserverete i miei Comandamenti, rimarrete nel mio Amore, come Io ho osservato i Comandamenti del Padre mio e rimango nel suo Amore» (Gv 15,10).

Nella parabola il re inviò più volte i servi ad invitare i partecipanti: la prima volta si rivolsero agli EBREI che rifiutarono il Figlio di Dio, rifiutarono quindi la verità e l’amore; la seconda volta furono i PAGANI, praticamente tutti gli abitanti della Terra, a non comprendere l’esistenza di Dio e a non accogliere Gesù Cristo.

Chi pretendesse di restare nella menzogna e nel peccato e poi godere della presenza di Dio, pretenderebbe qualcosa di impossibile.

In questi duemila anni, molti missionari e apostoli cattolici sono stati rifiutati e i peccatori che rinunciano ad incontrare il Signore Gesù aumentano ovunque, vivono nella sicurezza pagana ma molto presto si sgretolerà e non avranno più lacrime per piangere. Molti arriveranno alla disperazione, altri faranno di peggio, perché senza la Fede in Dio, ad essi tutto sembrerà finito e per loro la vita non avrà più senso di viverla…

Invece di prendere parte alla vera festa del banchetto del Padre, che fa acquisire lo Spirito Divino e che rende equilibrati, forti, spirituali e onesti, moltissimi preferiscono vivere nella sregolatezza, senza una meta edificante, sbilanciati verso le cose del mondo che danno un momentaneo e falso piacere per poi lasciare vuoti, delusi e disperati.

Gesù chiude la parabola citando un solo invitato senza l’abito nuziale (la Grazia di Dio) e fu scacciato fuori, ma lo chiama «amico».

Quell’uomo non aveva le condizioni per salvarsi eternamente, non aveva la Grazia di Dio, ma Gesù anche se rimane sempre buono deve adempiere la sua Giustizia e con grande dispiacere gli dice: «Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?».

Cosa dobbiamo fare noi per rimanere con l’abito nuziale e non perderlo?

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Tutti siamo amati da Gesù e ci chiama a lavorare per Lui – 17 Agosto 2022 0

Tutti siamo amati da Gesù e ci chiama a lavorare per Lui – 17 Agosto 2022

Mercoledì 17 agosto 2022

XX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 20,116)

Sei invidioso perché io sono buono?

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il Regno dei Cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Secondo la mentalità umana e anche il senso di giustizia, l’operaio deve guadagnare secondo il lavoro che ha svolto, comunque ci sono particolari contratti che variano secondo l’incarico, il luogo e la produzione. Oggi l’operaio in alcune Regioni viene pagato a giornata, in altre ad ore, non c’è un criterio uniforme. Non solo l’operaio, è la condizione di tutti quelli che svolgono un’attività, per i professionisti c’è ancora un altro metodo di retribuzione.

Gesù nel Vangelo si paragona a un padrone di casa, esce in varie ore del giorno e chiama operai a lavorare nella sua vigna. La differenza delle chiamate è notevole, inizia all’alba fino alle cinque del pomeriggio. Tutti ricevono la stessa paga, questa è la ragione del lamento comprensibile di uno degli operai che aveva lavorato tutto il giorno, ma si era accordato per un denaro.

Sia quelli che avevano lavorato per lunghe ore, sia altri che invece avevano lavorato qualche ora, percepirono la stessa paga.

È UN AGIRE POCO EQUILIBRATO DA PARTE DI UN PADRONE DI QUESTO MONDO, MA QUI IL PADRONE È DIO E CI INSEGNA CHE LUI CI AMA E CI ACCOGLIE IN QUALSIASI ORA O MOMENTO DELLA VITA. NON BISOGNA PERÒ ILLUDERSI DI POTER PRENDERE LA DECISIONE QUANDO È TROPPO TARDI E NON C’È PIÙ TEMPO PER ENTRARE NELLA VIGNA CHE È LA CHIESA.

Gesù ha una misericordia che il mondo non comprende, è un Amore talmente infinito e indecifrabile da lasciare intontiti anche i più dotti.

Non tutti nel mondo credono in Dio, le ragioni sono molteplici ma a tutti Dio dà la possibilità di conoscerLo per mezzo di ispirazioni e di segni che si ripetono di frequente. Si interrompono quando la persona compie gravissime opere deliberate contro il prossimo e agisce con molta ingiustizia, soprattutto quando partecipa a progetti contro la Chiesa.

Con questa parabola Gesù ci dice che c’è per tutti una chiamata del Signore a lavorare nella sua Vigna. Non riguarda solamente i Sacerdoti e i Religiosi consacrati, tutti gli esseri umani sono invitati a fare parte dell’unica Chiesa di Dio, quella Cattolica.

Preciso che oggi c’è una Chiesa umana e modernista/massonica all’interno della vera Chiesa, ed è quindi una falsa Chiesa che blatera… Persone che Gesù aveva chiamato a compiere grandi missioni di salvezza, sono oggi apostati, nemici del Signore.

L’invito di Gesù a lavorare nella sua Vigna riguarda molte persone, ma pochi prendono sul serio la richiesta di Dio, di obbedire al Vangelo.

Nella parabola, il denaro o il premio che tutti ricevono alla fine della giornata indica la gloria eterna, la partecipazione alla vita stessa di Dio, a una felicità senza fine quando si concluderà la giornata della vita, e, già qui sulla terra, la gioia incomparabile di lavorare per il Maestro, di spendere la vita per Cristo.

Lavorare nella Vigna del Signore e quindi fare apostolato con un sentire obbediente al vero Magistero della Santa Chiesa, quale che sia l’età in cui ci troviamo ad avere, è collaborare con Gesù Cristo nella redenzione del mondo:

diffondendo la sua dottrina in ogni occasione;

avvicinando le persone alla Confessione, forse insegnando loro come fare l’esame di coscienza e indicando i beni preziosi che derivano da questo Sacramento;

chiamando altri a seguire Gesù più da vicino e introducendoli a una vita di preghiera;

collaborando con i propri averi a creare nuovi strumenti di apostolato.

Nella parabola di oggi Gesù ci spiega che Lui è sempre generoso con i buoni, anche se lavorano di meno nella sua Vigna. Devono almeno possedere la retta intenzione, agire in buonafede e sforzarsi di praticare le virtù. Quali virtù? Quelle che non si praticano, soprattutto, ma bisogna prima conoscerle per viverle.

Il messaggio che ci dona oggi il Signore è che nessuno è escluso dal suo Amore, dalla sua misericordia. Tutti siamo amati da Lui.

È pronto ad accogliere anche gli operai dell’ultima ora, quelli che quasi in extremis si pentono e si riconciliano con Dio.

È compito nostro aiutare gli anziani a pregare di più, bisogna insegnare a pregare, invitarli alla Confessione. Questo è vero amore.

Chi ha genitori, parenti, conoscenti anziani, deve parlare della necessità del pentimento dei peccati di tutta la vita, bisogna suscitare in tutti gli anziani il pentimento interiore e far desiderare la presenza del confessore per ricevere il Sacramento che dona sempre abbondante Grazia.

Questo è un apostolato importante e vi esorto ad impegnarvi, perché la beata eternità di molti anziani e ammalati dipende anche da noi!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il distacco affettivo e il distacco effettivo dai beni materiali – 16 Agosto 2022 0

Il distacco affettivo e il distacco effettivo dai beni materiali – 16 Agosto 2022

Martedì 16 agosto 2022

XX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 19,2330)

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità Io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei Cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità Io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio Nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Dopo l’incontro che Gesù ebbe con il giovane ricco e il suo rifiuto di lasciare i suoi beni perché ne era troppo affezionato, abbastanza legato alle cose materiali e non sopportava l’idea di doversene separare, questi se ne andò triste. La tristezza indica l’assenza della gioia spirituale che dona solamente Gesù.

L’UOMO NON È CAPACE DA SOLO E SENZA MOTIVAZIONI SOPRANNATURALI, DI ABBANDONARE QUEI BENI CHE POSSIEDE IN ECCESSO, CHE NON GLI SERVONO NÉ UTILIZZA IN QUANTO BENESTANTE.

EPPURE, LA DONAZIONE A CHI NON HA, DI QUANTO NON È NECESSARIO, ARRICCHISCE L’ANIMA DI GRAZIE E LUCE DIVINA.

Gesù ha detto al giovane che domandava spiegazione sulla vita eterna, che per ottenerla doveva prima liberarsi di molte cose materiali che appesantivano la sua vita, inoltre non doveva più adorare le sue proprietà e vivere senza alcun affetto verso la sua ricchezza. Poteva rimanere proprietario dei suoi beni però senza considerarli un idolo o la sicurezza della sua vita.

È possibile questa disposizione interiore, nasce dalla Fede in Gesù e la crescita spirituale facilita e permette il distacco affettivo dai beni.

Gesù alla prima domanda rispose che è indispensabile osservare i Comandamenti, alla replica del giovane ricco che possedeva molti beni materiali, il Signore lo mise dinanzi al bivio che decide l’eternità: o Dio o le ricchezze umane.

È la condizione che chiede Gesù per liberare l’anima da ogni forma di incatenamento e renderla davvero libera di adorare il suo Dio.

Ogni persona ricca o benestante gestisce i suoi beni come crede, ma per trovare la vita eterna e goderla senza fine, deve compiere una scelta drastica e quasi sempre ricade sulle ricchezze. Non riescono a vendere «tutti i loro averi e comprare quel campo», come spiega il Signore in una parabola (Mt 13,44).

La sua spiegazione è molto chiara, per possedere la perla preziosa (Dio) occorre «vendere tutti gli averi per comprarla» (Mt 13,46).

Qui per vendere si intende essenzialmente il DISTACCO AFFETTIVO, quindi senza riporre nei beni che si posseggono, sicurezza, speranza e felicità. Sono beni che si lasceranno qui prima o poi, per questo chi scopre la «perla preziosa» riesce a compiere anche il DISTACCO EFFETTIVO, per vivere con quanto è sufficiente per una vita dignitosa, e questo devono compierlo soprattutto Frati e Suore ma anche tutti i Pastori della Chiesa.

Per i laici benestanti è assai difficile distaccarsi dalle ricchezze senza una vera conversione del cuore. Possono anche partecipare alla Santa Messa e agli incontri di preghiera, come pregare e leggere buoni libri, ma se in essi non avviene quantomeno il distacco AFFETTIVO DAI LORO BENI, rimangono con una Fede piccola.

Gesù chiede quantomeno il distacco del cuore. Si tratta di continuare a possedere i loro beni e utilizzarli liberamente ma come se non appartenessero a loro. Questo è il vero distacco per liberare il cuore e lasciare agire Gesù.

Senza una Fede proporzionata al gesto così forte che si deve compiere per liberare il cuore dalla schiavitù dei beni materiali, è impossibile distaccarsi anche con il cuore dalle cose materiali. Se è difficile compierlo solo affettivamente, lo è ancora di più farlo effettivamente.

Sono pochi i cattolici benestanti che fanno donazioni per accrescere ed estendere l’apostolato e far conoscere Gesù e la Madonna.

Sono solo quei cattolici molto spirituali che pregano bene e compiono con sforzi e un impegno costante, un cammino spirituale che fa allontanare dalla mente i capricci e i desideri impulsivi privi di Bene e di sostanza.

Quando Gesù disse al giovane ricco: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!», non era un comando rivolto a tutti i ricchi o ai benestanti di tutti i tempi, le parole erano rivolte a una persona che il Signore chiamava alla vocazione per seguirlo nell’apostolato.

Ai ricchi e ai benestanti che non sono chiamati alla vita religiosa, Gesù non dice di diventare poveri, ma di vivere senza affetto verso le ricchezze, né esserne schiavi. Non devono essere le ricchezze le loro sicurezze, anche perché dinanzi una disgrazia o una brutta malattia, neanche le ricchezze possono nulla. Una sola Ave Maria ottiene quanto non possono ottenere grandi ricchezze.

È comprensibile la difficoltà del distacco affettivo dai beni che si posseggono, ma senza questo impegno si continuano ad adorare i beni e non si riesce ad adorare Gesù, non rimane alcun amore da donare a Lui, non c’è affetto per Lui. Questa è la condizione di ogni persona, essa può adorare Dio o un idolo che mette al posto di Dio.

Il paragone fatto da Gesù del cammello nella cruna di un ago è tale da scoraggiare chiunque e i discepoli si guardavano «costernati». Gesù fece un esempio paradossale che i presenti non compresero. Anche gli Apostoli smarrivano talvolta la consapevolezza di trovarsi dinanzi al Figlio di Dio, e Lui aveva dimostrato di esserlo con i grandi miracoli.

Regno dei Cieli, salvezza, vita eterna: San Matteo, San Marco e San Luca adoperano liberamente questi termini che si equivalgono. Gesù fece presto a rassicurare i suoi discepoli quando dichiarò che «TUTTO È POSSIBILE A DIO».

Alla amorevole domanda di Pietro sul loro futuro: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?», Gesù li rese tranquilli e la sua risposta fa emergere il suo essere Figlio del Padre eterno.

Chi segue Gesù e obbedisce al suo Vangelo autentico, afferma Lui, «RICEVERÀ QUI CENTO VOLTE TANTO E AVRÀ IN EREDITÀ LA VITA ETERNA».

Il distacco del cuore dai beni che si posseggono facilita la vicinanza a Gesù e la crescita della Fede farà vivere nella gioia, nell’equilibrio mentale ed emotivo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’Assunzione al Cielo della Madre di Dio – 15 Agosto 2022 0

L’Assunzione al Cielo della Madre di Dio – 15 Agosto 2022

Lunedì 15 agosto 2022

Assunzione della Beata Vergine Maria

+ VANGELO (Lc 1,39-56)

Grandi cose ha fatto in Me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:

«L’Anima mia magnifica il Signore

e il mio Spirito esulta in Dio, mio Salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua Serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno Beata.

Grandi cose ha fatto in Me l’Onnipotente

e Santo è il suo Nome;

di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che Lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva detto ai nostri padri,

per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa solennità dell’Assunzione della Madre Santissima in Cielo ci ricorda che tutti siamo chiamati alla gloria eterna e sono le nostre scelte a determinare il nostro futuro. La nostra vita vissuta in comunione con Gesù ci fa assimilare il suo Spirito Divino e diventa sempre più bella, importante ai suoi occhi, sicuramente guarita dalle ferite morali e dai cattivi ricordi, guarita anche dalle malattie spirituali e fisiche.

La Vergine Santa nata Immacolata e preservata da qualsiasi macchia di peccato, durante la vita terrena fu esente da ogni malattia fisica, ed è suo grande desiderio vederci guariti dalle malattie fisiche e spirituali, ma dobbiamo meritare le Grazie ed anche i miracoli impossibili.

Ovunque nel mondo la Madonna dona abbondanti Grazie ed aiuti ai suoi devoti che La invocano con Fede.

La Madonna ci dice che possiamo ricevere tutte le Grazie spirituali e fisiche tramite la sua mediazione, con la recita giornaliera del Rosario.

L’Assunzione al Cielo è il premio che la Donna dell’Apocalisse meritò per la sua piena e per tutti gli umani, irraggiungibile dignità Divina.

Ella è stata l’unica Creatura ad avere aderito perfettamente alla Volontà di Dio, divenne Madre di Dio, dopo essersi trovata per speciale Grazie della Santissima Trinità, Immacolata fin dal suo concepimento.

Questa prerogativa è stata unica per una sola Creatura, chiamata a portare nel suo grembo il Figlio eterno del Padre, diventarne la Madre e accudirLo con un Amore che poteva superare solo Dio. Infinito era il Figlio, occorreva un Amore proporzionato nel prendersi cura di Lui, piccino e bisognoso di ogni cura materna, e solo una Donna Immacolata era degna di accogliere il Figlio di Dio nel suo grembo.

La stessa cura la Madonna vuole prenderla verso ognuno di noi, ma noi siamo esseri umani con tante miserie e spesso ci divincoliamo dal suo abbraccio materno, non ci lasciamo avvolgere dal suo Amore e dalla sua Luce, non riusciamo ad assorbire il suo Spirito che trasforma e rende migliori.

In questi tempi di eresie da parte di Cardinali e Vescovi lontani da Gesù, solo la vera devozione alla Madonna permette ai veri cattolici di restare fedeli alla Sacra Tradizione della Chiesa e di obbedire solo ad Essa, ed è quella che insegnò Gesù illuminando con il suo Spirito già le prime comunità cristiane.

In questo tempo di eresie molti cristiani non vogliono vivere nel Cuore della Madonna per rimanere veri seguaci di Gesù e perdono la Fede.

Gesù insegna a perseguire sempre il Bene sommo e a valorizzare tutto quel bene presente nelle persone e nelle varie attività. Ci indica nell’amore disinteressato, nell’amicizia autentica e limpida, nella solidarietà, nella verità integrale e nella giustizia equa, i valori che dobbiamo visualizzare di continuo dentro di noi.

Non dimentichiamo che la Fede è come una bella pianta, è indispensabile curarla con attenzione e premura. Bisogna togliere le erbacce che spuntano e sono le debolezze umane insieme alle tentazioni, ed innaffiarla ogni giorno con la preghiera e i Sacramenti.

Per chi non può ricevere i Sacramenti, la preghiera del cuore e il pentimento sincero attirano Gesù e Lui vuole salvare tutti, ma occorre pregare.

Senza la Vergine Santa non c’è neanche Gesù Cristo nella vita del cristiano, Lei ha dato la Vita fisica al Figlio dell’Onnipotente. La Carne e il Cuore Divino di Gesù provengono da Maria di Nazareth, e alla Madre Santissima Gesù ha donato la Vita Divina e la Gloria eterna. Uno scambio di Amore tra Dio e una Creatura da Lui resa sua Madre, fino a volerLa Assunta alla sua destra con il Corpo e l’Anima.

Nel Magnificat troviamo il testamento spirituale dell’Immacolata.

Oggi Ella sale al Cielo in Anima e Corpo, accompagnata da miriadi di Arcangeli e di Angeli, accolta e abbracciata da suo Figlio Gesù, per coronarLa Regina dell’Universo, donandoLe il ruolo di Corredentrice, Mediatrice e Avvocata dell’umanità.

In Cielo abbiamo una Madre che ci difende innanzitutto da noi stessi… ovviamente se ricorriamo a Lei e Le chiediamo con umiltà di cambiare la nostra vita, di farci perdere la vecchia mentalità. Ella ci vuole guarire da tutti i mali spirituali e fisici, lo sanno bene tutti quelli che hanno pregato e pregano Colei che è Porta del Cielo e Arca dell’Alleanza.

Il mondo è senza la Madre dell’Amore e non sa più dove volgersi per ritrovare il decoro.

L’Assunzione della Madonna richiama la nostra stessa fine terrena, perché tutti lasceremo questa Terra considerata un pellegrinaggio che può essere meraviglioso, entusiasmante, appagante nello spirito, oppure un tormento, una frustrazione per ciò che si desidera e non si raggiunge, pur essendo non indispensabile!

La trascuratezza della preghiera alla Madonna fa cadere la santa protezione che Lei ci mette addosso proprio quando La preghiamo e ci consacriamo al suo Cuore Immacolato. La «Madre del mio Signore», come La chiama Elisabetta, ha ricevuto dal Figlio Divino ogni potere sulle infinite Grazie e le dona a chi vuole, come vuole, quando vuole.

La Madonna è in Cielo alla destra del Figlio suo e di Dio Padre, e comanda miriadi di schiere Angeliche, con un solo accenno del suo sguardo terrorizza tutto l’inferno, con la sua Volontà pienamente amorevole vuole aiutare tutti.

La scarsa meditazione di questa figura eccelsa, elevata dalla Santissima Trinità a una santità ineffabile, non permette di comprendere la sua Onnipotenza per Grazia, la sua vicinanza quando si recita il potentissimo Santo Rosario, la sua premura nel liberarci dai pericoli e dagli attacchi satanici.

La Madonna dopo il suo glorioso pellegrinaggio terreno, come mai nessun’altra creatura, essendo stata preservata dal peccato e da ogni forma di corruzione, ha meritato il premio eterno con una gloria che neanche tutti gli Angeli, i Patriarchi e i Santi di tutti i tempi riescono a raggiungere tutti insieme.

OGNUNO DI NOI AVRÀ IN CIELO LA GLORIA PROPORZIONATA ALLA GRAZIA ACQUISTATA DURANTE LA VITA TERRENA. IL POSTO CHE OCCUPERÀ IN PARADISO, VICINO O DISTANTE DALLA SANTISSIMA TRINITÀ, DIPENDERÀ DALLA VITA CONDOTTA IN QUESTA VITA. IN PARADISO SI RICEVERÀ IL PREMIO MERITATO ADESSO, PICCOLO O GRANDE.

Non conta solo salvarsi l’anima, adesso dobbiamo guadagnare meriti davanti a Gesù, con una vita virtuosa, umile, onesta, spirituale e caritatevole.

Dove stiamo andando? Cosa stiamo compiendo di santo e di meraviglioso nella nostra vita? Chi abbiamo messo al centro di tutto?

Non abbattetevi mai nelle sofferenze, Gesù è buono e ci ama, ci vuole sempre vicini a Lui e noi ripetiamo con la Vergine Immacolata: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù porta la Pace, satana la divisione – 14 Agosto 2022 0

Gesù porta la Pace, satana la divisione – 14 Agosto 2022

Domenica 14 agosto 2022

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Lc 12,49-53)

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La divisione di cui parla Gesù, nasce a causa dei comportamenti opposti alla sua Parola. La divisione non arriva mai da Gesù, avviene in quelle famiglie che vivono nel disordine spirituale e spesso morale. L’armonia è frutto della preghiera e della fedeltà alla sua Parola.

Le parole di Gesù oggi suscitano un po’ di apprensione, eppure sono perfettamente in linea con la sua dottrina. Lui non vuole assolutamente la guerra e non è contento di vedere le famiglie disgregate, al contrario il suo messaggio di Amore desidera una pace perfetta e duratura.

Non è l’azione di Gesù a portare la guerra nelle famiglie, non potrebbe esserlo, è invece la reazione di uno o più familiari contro i seguaci di Cristo a causare contrasti. Gesù è coinvolto perché è la sua Parola a suscitare irrequietezze irragionevoli in quanti non Lo amano.

Così si spiega questa pagina un po’ complicata.

«Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione».

La sua presenza crea moltissime reazioni, come vediamo oggi e come è avvenuto nel passato. Le reazioni contro Gesù nascono dai cuori ribelli, senza pace, cattivi, disonesti, pieni di rovine e che Lui indica nel Vangelo come «sepolcri imbiancati».

Agiscono con malizia per danneggiare l’immagine del Signore e della Chiesa, la loro azione è incisiva e persistente. Lo fanno in famiglia e, soprattutto, in certi ambiti inquietanti dove si discute più dell’odio da scaricare su Dio che del bene da compiere.

Gesù afferma che molte famiglie cristiane «saranno divise»«si divideranno» a causa della Fede. È Gesù a soffrire più degli altri.

Perché tanta animosità contro Gesù, la Chiesa e i familiari cattolici? Neanche gli oppositori impulsivi di Gesù riescono a spiegarlo.

Ne sanno qualcosa i seguaci autentici di Gesù, essi sono portatori dello Spirito di Dio e i cattivi odiatori reagiscono senza motivi validi…

Gesù è la Pace, l’Amore e il Bene, da Lui scaturisce la Bontà e non vuole alcuna divisione nelle famiglie. Dio ci ama e solo ascoltando la sua Parola si riesce ad amare e a perdonare. È venuto in mezzo a noi il Figlio di Dio ad insegnare le opere buone e la pratica delle virtù.

Chi è in comunione con il Signore e Lo adora, oltre ad avere in sé una pace impagabile che porta ad amare anche i propri nemici, effonde anche all’esterno la stessa pace che porta in sé perché è una persona mansueta, ma coraggiosa, forte, decisa nel Bene!

Nella società è diffusa una cattiveria strisciante e nascosta anche sotto i sorrisi, essa contamina molti buoni e mancando la protezione della preghiera, molti di loro assumono comportamenti reazionari in famiglia contro la Fede cattolica.

La divisione è accovacciata nei cuori delle persone che non osservano i Comandamenti, è interna ad essi e le loro contraddizioni nascono dalla superbia e da una scattante impulsività, dall’incapacità di controllarsi, di capire il loro stato spirituale biasimevole e per questo reagiscono maldestramente contro gli altri familiari che pregano.

La nostra preghiera non è importante solo per ringraziare Dio dei doni e beni elargitici, la preghiera è la nostra forza e il mezzo per parlare con Dio. In ognuno produce molti frutti spirituali che fortificano la volontà e illuminano l’intelletto.

I doni dello Spirito vengono accresciuti abbondantemente dove c’è una preghiera elevata e santità di vita. Questi doni trasfigurano il cristiano, dandogli la tranquilla forza di resistere ai contrasti in famiglia a causa del Nome di Gesù.

La sua misericordia il Signore vuole espanderla in tutti i cuori, ma l’uomo che vive lontano da Lui e non vuole pentirsi, la rifiuta di continuo.

È determinante la preghiera intensa, costante e prolungata di un solo familiare per convertire nel tempo tutta la famiglia. Credeteci!

Nel Vangelo Gesù manifesta ai suoi discepoli, come un vero amico, i sentimenti più intimi. Così parla loro dello zelo apostolico che Lo consuma, del suo Amore per tutte le anime. «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!».

I discepoli dopo la Pentecoste, infiammati da un tale fuoco divino, si sparsero per il mondo e, portatori della santa spiritualità, distrussero le eresie dei nemici del Signore. Quali? Coloro che, allontanatisi dal vero Dio da cui erano stati creati, adoravano gli idoli creati da loro stessi.

Il santo fuoco della Fede ogni cattolico deve portarlo nella propria famiglia, anche senza parlare troppo delle cose di Dio quando non è il momento opportuno, ma questo fuoco divino lo stesso silenziosamente si diffonde e trasmette negli altri e riuscirà a bruciare i mali che si annidano negli altri familiari.

È l’azione dello Spirito Santo che agisce per le preghiere dei buoni che chiedono la conversione dei familiari. Dio è vicino e non dimentica.

Le grandi conversioni non avvengono in poco tempo, dipende dalle preghiere dei cattolici e dalla loro Fede. Bisogna avere molta Fede.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Ritornare bambini nel cuore è una gioia impagabile – 13 Agosto 2022 0

Ritornare bambini nel cuore è una gioia impagabile – 13 Agosto 2022

Sabato 13 agosto 2022

XIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 19,13-15)

Non impedite che i bambini vengano a Me; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno dei Cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a Me; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno dei Cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’amore di Gesù verso i bambini è espressione di una predilezione speciale, ed anche verso gli ammalati che accettano la sofferenza, manifesta un amore particolare. I bambini non comprendono appieno la protezione di Gesù, mentre gli ammalati di età superiore hanno la capacità di avvertire la vicinanza del Signore proprio nei momenti più dolorosi.

L’amore di Gesù è grande per i bambini e per quanti, per essere figli di Dio, si fanno come bambini. Vuole che noi diventiamo puri e semplici.

La piccolezza evangelica riempie le pagine del Vangelo, è parte integrante del messaggio di Gesù, è la sintesi di tutto il suo insegnamento.

MA È POSSIBILE FARSI PICCOLI, DOPO UNA VITA ORGOGLIOSA E DI LOTTE ANCHE CONTRO I FAMILIARI, DI VIOLENZA VERBALE NELL’IMPORRE LA PROPRIA ARROGANZA?

Gesù ci dice che è possibile ricominciare, rinascere a nuova vita, e per farlo dobbiamo conoscere la Madonna, pregarLa ogni giorno con la recita di più Corone del Santo Rosario.

Per conoscerLa meglio è opportuno leggere tanti suoi messaggi, dove spiega come praticare le virtù e vivere da veri cristiani. Vi ho già indicato i fenomeni soprannaturali autentici degli ultimi decenni e vi esorto a seguirli ogni giorno con Fede e costanza.

Per fare il cammino spirituale che spiega con facilità e grande maestria il Vangelo, vi indico quanto la Madonna rivelò e spiegò a Don Stefano Gobbi dal 1972 al 1997, soprattutto per i Sacerdoti e sotto forma di locuzioni.

Don Gobbi è morto il 29 giugno 2011 e fu amico intimo di Papa San Giovanni Paolo II, era seguito da centinaia di Cardinali e Vescovi, da migliaia di Sacerdoti di tutto il mondo, ma erano altri tempi. Il modernismo, l’apostasia e l’impostura non dominavano all’interno della Chiesa, quella era la vera Chiesa.

Questo sito abbonda di istruzioni della Madonna dati per i Sacerdoti ma valgono per tutti, per conoscere bene Gesù, il Vangelo e la nostra Mamma.

https://drive.google.com/file/d/0ByR_M7PKXTNPZmpkUXgyZHZJcEU/view

In tutti questi messaggi la Madonna prende per mano, talvolta in braccio, e conduce i suoi devoti alla piena adorazione di Dio incarnato, di suo Figlio Gesù Cristo. È indispensabile imparare a pregare e rendere efficace la vostra preghiera.Gesù nel Vangelo ci spiega l’importanza di vivere con la semplicità e la purezza dei bambini. Una persona adulta o un professionista trova impegnativo questo se non impossibile, mentre insieme alla Madonna è facile, tutto diventa possibile se chiediamo aiuto alla Madre del Perpetuo Soccorso.I bambini fino a quando non posseggono l’uso della ragione sono creature innocenti, quasi angeliche, privi ancora di quella malizia che in realtà posseggono senza però saperla utilizzare, in quanto anche loro figli del peccato originale.Sono meravigliosi i bambini anche per il ruolo non consapevole, di risvegliare negli adulti quella semplicità e quella purezza intellettuale forse perduta e non più cercata. Bambini che aiutano i loro genitori a conoscere e a praticare la pazienza, anche a perdere quell’indifferenza verso quanti soffrono.È bello pensare alla fanciullezza non perché priva di responsabilità o per la mancanza di conoscenza dei drammi umani, di quanto avviene nel mondo. La propria infanzia è un tesoro di ricordi colorati ed inviolabile che nessuno potrà mai rubare.MOLTI ADULTI RARAMENTE RICORDANO L’INFANZIA SFUGGITA ANCHE SE MANCANO RICORDI NEGATIVI. NON HANNO PIÙ TEMPO PER IMMERGERSI NEI RICORDI PIÙ AUTENTICI E FAR RIEMERGERE LA BELLEZZA DELLA VITA SEMPLICE, LEGGERA, SINCERA E ALLEGRA. PER DIVERSE CAUSE MOLTI ADULTI SMARRISCONO LA GIOIA DELLA GENUINITÀ, PORTATRICE DI BONTÀ, AUTENTICITÀ E SINCERITÀ.Le difficoltà che incontrano quasi tutti gli adulti in ogni campo della vita sociale, tra cui i benestanti e forse soprattutto loro, spesso conducono ad un agire più razionale ed egoista che ad un agire buono e altruista.La perdita del contatto con i sentimenti spontanei e sinceri che si conoscevano quando bambini si sognava un mondo onesto e «umano», incattivisce anche quanti hanno un cuore buono ma non riescono a controllare i pensieri impulsivi e distruttivi.Ci sono persone che vanno ammirate perché dedicano la vita ad aiutare i bambini che vivono nelle terre povere, e rassicura sapere che donano tempo e amore per aiutare poveri che non potranno ricambiare se non con il sorriso e la gioia del cuore.GESÙ CI CHIAMA A RIMANERE BAMBINI NEL CUORE, SEMPLICI COME LE COLOMBE MA PRUDENTI, CON UNA PRUDENZA CHE NON DEVE AVERE MAI LIMITE PER AGIRE ANIMATI DALLA RETTA INTENZIONE E DA UNA LUNGIMIRANZA ONESTA PER NON SEMINARE INUTILMENTE.Per capire se siamo interiormente come i bambini, dobbiamo verificare la nostra reazione dinanzi alle cose belle, alla natura, agli incontri con gli amici o con persone stimate, alla stessa vita che è meravigliosa se vissuta in comunione con Gesù e la Madonna.

Per imitare e diventare autenticamente come i bambini, dobbiamo perdere l’eccessiva sicurezza e osservare tutto con gioia e stupore.A molti adulti di oggi manca la gioia della vita e sono troppo sicuri delle loro scelte, incapaci di apprezzare la vita perché non ne conoscono il senso.Gesù vuole dare sempre di più a quanti Lo amano, e non chiede nulla di impossibile, ci invita al Bene e ci lascia liberi di scegliere. Ci chiede di vivere in modo onesto e animati dalla bontà che scopriamo appunto nei bambini.Il suo invito a diventare come i bambini nella spontanea genuinità e nella purezza interiore, ci deve far riflettere sulla vita che si conduce.«Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a Me; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno dei Cieli».A chi è come loro. Ogni adulto deve valutare i sentimenti dei bambini e farli propri.Se finora i genitori hanno guardato i loro bambini come pargoli meravigliosi che fanno sperimentare una gioia autenticamente umana, devono rivedere questa ammirazione e puntare sulla parte spirituale, per trarne fruttuosi propositi e migliorare la loro vita.Si diventa come bambini nello spirito puro e semplice, se si vincono i doppi pensieri e si vive rettamente. Gesù ama le anime buone e oneste.Ritornare bambini nel cuore è una gioia impagabile, è la vera gioia della vita.

 1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria… 

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Matrimoni che non rispettano le leggi della Chiesa – 12 Agosto 2022 0

Matrimoni che non rispettano le leggi della Chiesa – 12 Agosto 2022

Venerdì 12 agosto 2022

XIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 19,312)

Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma Io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

I farisei in questa circostanza si avvicinarono a Gesù per metterlo alla prova sul matrimonio. Posero domande trabocchetto e speravano di ascoltare risposte opposte alla Legge di Dio. «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Era un questione che divideva le diverse scuole d’interpretazione della Scrittura. Il Signore si è servito di una domanda banale per toccare il problema di fondo: l’indissolubilità. Cristo, Signore assoluto di tutte le leggi, riporta il matrimonio alla sua essenza e dignità originali, così come fu concepito da Dio.

Il Signore ha proclamato per sempre l’unità e l’indissolubilità del matrimonio al di sopra di qualsiasi considerazione umana. Queste due sono le proprietà inderogabili del matrimonio, come indica il canone 1056 del Codice di Diritto Canonico.

È un argomento delicato quello del matrimonio, dell’unione sacra tra un uomo e una donna, sancito con una promessa fatta liberamente dai due coniugi davanti a Dio, al Sacerdote e all’assemblea. Nessuno ha costretto l’uomo e la donna presenti in Chiesa a pronunciare il «Sì» e a sposare l’altro/a, è stata una scelta consapevole delle conseguenze.

Nel corso prematrimoniale e per quanti conoscono la dottrina cattolica queste proprietà non sono nuove. Erano a conoscenza durante la celebrazione che le due condizioni si accettano per tutta la vita e che solo la Grazia di Dio permette di mantenere saldi molti matrimoni che in certi periodi scricchiolano per motivi imprevedibili. Sono prevedibili le incomprensioni passeggere.Il collasso dei matrimoni religiosi è in continuo aumento e la condizione spirituale dei nuovi divorziati è carica di sofferenze e ricordi dolorosi.NON SEMPRE CHI SCEGLIE IL DIVORZIO POI RIMANE CONVINTO DELLA SCELTA E I RAMMARICHI SI MOLTIPLICANO. UN DIVORZIO È UNA LACERAZIONE PER TUTTI, NON LASCIATEVI INGANNARE DA MOLTI PERSONAGGI PUBBLICI CHE SI MOSTRANO SEMPRE SORRIDENTI PER LA VITA SOPRA LE RIGHE, MENTRE INTERIORMENTE SONO DISTRUTTI E AVVILITI, SI RENDONO CONTO CHE LA FELICITÀ DURATURA NON ARRIVA DAL CAMBIAMENTO PERIODICO DEL PARTNER.La Chiesa non disprezza i divorziati né li condanna alla dannazione. La Chiesa semmai salva, redime, santifica le anime, accoglie i divorziati!La Chiesa è Madre che accoglie tutti i suoi figli pentiti dei loro peccati. Rimane l’impedimento ai Sacramenti per colpa del divorziato risposato o che mantiene una relazione extraconiugale. La ragione di questo divieto è il patto infranto, si viene meno alla promessa solenne, cosciente e convinta. Se non fosse così, il matrimonio sarebbe da annullare.Quanti accusano la Chiesa di chiusura non sanno quello che dicono: loro hanno fatto una promessa solenne, liberamente e davanti a Dio.I divorziati non risposati e senza una nuova relazione possono accedere ai Sacramenti, mentre i divorziati risposati o uniti in una nuova relazione non possono accedere e non devono reagire contro la Chiesa. Fanno del Bene a loro stessi se non accedono ai Sacramenti, mostrano di possedere maturità spirituale e rispetto verso Dio.La salvezza eterna è possibile a tutti quelli che si pentono dei peccati, anche i divorziati hanno questa possibilità e non devono allontanarsi.Ci sono casi in cui si celebrano matrimoni che non rispettano le leggi della Chiesa e si può arrivare all’annullamento presso la Sacra Rota.

Vediamo i vizi del consenso matrimoniale nei canoni 1095-1103 distribuendoli nelle due categorie di vizi:

a) ex parte voluntatis: esclusione (simulazione 1101); condizione (1102) paura (vis vel metus 1103);

b) ex parte intellectus: carenza del sufficiente uso di ragione (1095,1); grave difetto di discrezione di giudizio (1095,2); incapacità di assumere gli obblighi essenziali del matrimonio per cause di natura psichica (1095,3); ignoranza (1096); errore (1097); dolo (1098).

L’incapacità di contrarre matrimonio molto spesso non è visibile o accertabile con gli strumenti che si posseggono, al canone 1095 § 1 leggiamo in che modo i due sposi arrivano a dare il proprio consenso.

«Per sposare occorre che i contraenti esprimano il consenso, cioè un atto di volontà esplicito, libero, consapevole, con cui stabiliscono il patto irrevocabile di tutta la vita, inteso a conseguire una comunione piena nel dono reciproco, proteso al bene dei coniugi e aperto alla procreazione» (can. 1057 § 1 e 1055 §1).

Nel momento di esprimere il consenso, possono trovarsi persone che apparentemente appaiono sane, mentre sono affetti da nevrosi, stati borderline, anomalie psicosessuali, intossicazione abituale da droga o alcool, incapacità ai rapporti interpersonali, immaturità psicoaffettiva, alterazioni permanenti e stati transitori.

Sono possibili gli annullamenti per ragioni che non si percepiscono durante il matrimonio ma ci sono.

Verso i divorziati, i separati e quanti commettono errori extraconiugali dobbiamo avere comprensione. I cristiani non devono condannare ma pregare, devono chiedere a Gesù la conversione e la salvezza eterna di tutti i peccatori. Non si condanna anche per la mancanza di nozioni sicure sulla vita degli altri, anche dei divorziati.

Per salvare il proprio matrimonio occorre pregare molto, questo è il tempo più minaccioso della storia, soprattutto per le famiglie cristiane.

Assistiamo in tutto il mondo al più grande attacco alla famiglia, questo è il piano di Satana per distruggere il Sacramento del matrimonio, per accrescere la denatalità in Italia e in Europa e permettere la sostituzione con i musulmani, sempre prolifici considerando che un musulmano può sposare molte donne.

L’attacco contro la famiglia cristiana e tra uomo e donna è voluto da Satana anche per privare la Chiesa delle vocazioni sacerdotali e delle Messe.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La meravigliosa vita di Santa Chiara d’Assisi – 11 Agosto 2022 0

La meravigliosa vita di Santa Chiara d’Assisi – 11 Agosto 2022

Giovedì 11 agosto 2022

XIX Settimana del Tempo Ordinario

Santa Chiara d’Assisi

+ VANGELO (Mt 18,2119,1)

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il Regno dei Cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Negli ultimi anni numerose donne, anche diverse laureate, hanno scoperto Dio e la presenza dello Spirito Santo nella loro vita, hanno fatto discernimento e hanno deciso di lasciare tutto per trovare il Tutto, entrando in monastero.

La vita di clausura è una scelta coraggiosa sostenuta da una Grazia abbondante e di molto superiore a quanto si lascia, alle cose del mondo. Non è importante solo il monastero, anche la scelta di una Comunità di preghiera impegnata nel vivere il Vangelo, dedicata alla preghiera di intercessione e di contemplazione rallegra molto Gesù e la Madonna.

Gesù dà la pace e la gioia che il mondo non conosce minimamente, questo spiega la scelta di donne e uomini di entrare in clausura o in una Comunità contemplativa, e vivere esperienze spirituali impossibili nel mondo per la depravazione presente pressoché ovunque e la mentalità idolatrica.

Santa Chiara d’Assisi per la sua Fede e il suo coraggio ha rifiutato un sontuoso matrimonio e la ricchezza della famiglia. Ha risposto convintamente a Dio che La invitava a compiere un cammino quasi paragonabile a quello di Abramo.

Ogni cristiano deve saper imitare Santa Chiara con il distacco affettivo dalle bramosie del mondo, anche senza entrare in un monastero e neppure trasferirsi in un luogo di elevata spiritualità. Si può condurre una intensa vita spirituale anche a casa propria, vivendo con i familiari.

NUMEROSE FAMIGLIE AMERICANE FACOLTOSE HANNO CHIUSO AZIENDE E LASCIATO IMPORTANTI ATTIVITÀ PROFESSIONALI TRASFERENDOSI NEI PRESSI DEI SANTUARI MARIANI D’EUROPA, DOPO AVERE COMPRESO CHE LA VITA È UN SOFFIO E DURA POCO, NON È INTELLIGENTE SPERPERARLA DIETRO LE STUPIDE VANITÀ DEL MONDO.

Spesso leggo sui quotidiani online, titoli obbrobriosi su personaggi famosi diventati squilibrati o psicopatici, per la vita inutile e amorale che conducono, per la bassissima considerazione della vita e dei loro corpi, inoltre vivono una condizione sessuale peggiore di quella degli animali. Loro stessi senza alcuna decenza ne parlano pubblicamente.

Tutti gli scandali e le depravazioni dei personaggi famosi o meno famosi ma determinanti nell’economia, nella politica e nello spettacolo, scaturiscono dal dominio totale dei pensieri impulsivi che li comandano, ed essi per la loro viscerale debolezza sono obbligati a compiere tutto il Male possibile. Nella mente devastata percepiscono il Male come la condizione migliore e non possono fare e meno di vivere da pervertiti.

Non c’è mai appagamento sereno, in loro c’è una intensa crescita di desideri osceni e spregevoli, senza riuscire a dominare l’istinto malvagio!

Senza Dio tutti gli uomini possono diventare come le bestie.

GLI ATEI NEGATORI DI DIO, ANCHE SE MANTENGONO UN CONTEGNO PERBENE E MISURATO IN PUBBLICO, HANNO PENSIERI RIPUGNANTI CHE RUGGISCONO COME BELVE NEL LORO INTIMO, ESSI SONO SENZA QUEL DIO CATTOLICO CHE ELIMINA GLI ISTINTI ANIMALI, INFONDE AMORE E PACE NELL’ANIMA, APPAGA PIENAMENTE LA VITA, ELEVA DAL MALE E TRASFORMA IN MEGLIO QUANTI LO AMANO.

I ricchi, i potenti del mondo, i personaggi famosi, i professionisti disonesti e tanti politicanti senza Dio, se incontrassero veramente il Signore Gesù e sperimentassero un po’ del suo Amore, lascerebbero tutto come Francesco d’Assisi e come la ragazza che Lo seguì subito dopo, Chiara d’Assisi.

Quanti di questi che scandalizzano l’umanità si potranno salvare se seminano scandali di ogni tipologia e quasi tutti sono consacrati a Satana?

Santa Chiara d’Assisi prega per tutti dal Cielo come faceva a San Damiano, ma neanche le sue preghiere scalfiscono i cuori dei perversi!

La sua vita è stata straordinaria, senza dubbio come tanti altri Santi, ma Lei seguendo San Francesco è stata grande nell’amore al Vangelo puro, non per niente fu la prima pianticella del ramo femminile del francescanesimo e iniziatrice delle Clarisse.

La guida di San Francesco l’aiutò a intraprendere la Via dell’unica Verità, anche questo ci indica che senza un buon Padre spirituale è molto difficile mantenersi fedeli al Vangelo storico, compiere le scelte migliori e camminare nella Verità.

La preghiera contemplativa di Santa Chiara si può imitare vivendo nel mondo ma occorre tanta buona volontà. È più agevole imitarla nelle virtù che adornarono di splendore la sua persona e nella preghiera contemplativa che si può compiere in un angolo silenzioso della propria casa, rimanendo ogni giorno intenti soprattutto nelle cose di Dio.

In clausura o in una Comunità religiosa è più facile avvicinarsi a Gesù perché le preoccupazioni del mondo non devono più coinvolgere quanti compiono questa scelta. Si deve considerare che la clausura o la Comunità religiosa non è un fuggire dal mondo, è una chiamata per donarsi interamente a Dio senza preoccuparsi delle cose del mondo.

È una vocazione non accessibile a tutti, poi lo Spirito Santo ad ognuno dà una missione ed è un trionfo quando si viene a scoprire il proprio posto 

nel disegno di Dio. Non è d’altronde difficile capire se si è chiamati al matrimonio oppure no.

Anche il mondo necessita di anime contemplative dedite esclusivamente alla preghiera, ma anche di tanti laici sparsi nel mondo disponibili ad impegnarsi nell’apostolato per far conoscere Gesù e la Vergine Santa.

È la preghiera a poter cambiare le sorti di questa umanità che corre rischi notevoli per la supremazia delle Nazioni più potenti.

La preghiera del Santo Rosario può allontanare i diavoli che agiscono nei potenti e sono potenti per la presenza dominante in essi dei diavoli.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le stelle cadenti di San Lorenzo – 10 Agosto 2022 0

Le stelle cadenti di San Lorenzo – 10 Agosto 2022

Mercoledì 10 agosto 2022

XIX Settimana del Tempo Ordinario

San Lorenzo

+ VANGELO (Gv 12,2426)

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità Io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono Io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve Me, il Padre lo onorerà». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

San Lorenzo è un martire che in questi millenni ha fatto parlare molto di sé, venne ucciso il 10 agosto 258 a Roma e il suo culto è vasto, fino a dedicargli una notte in cui si ammirano le stelle cadenti. È certamente un’affascinante legame indissolubile al fenomeno delle stelle cadenti, diverse sono le interpretazioni di questo binomio che nasce per motivi ovviamente estranei alle sue vicende agiografiche, ma si azzarda lo stesso un interessante legame.

Gli studiosi cristiani hanno visto nelle stelle cadenti che si vedono in agosto, la rappresentazione delle lacrime versate da San Lorenzo durante il suo supplizio, lacrime che vagherebbero eternamente nei cieli, e scenderebbero sulla terra solo in questo giorno.

È una narrazione che accolgono per Fede i cristiani convinti che tutto è possibile a Dio. D’altronde, cadono proprio nel giorno di San Lorenzo!

Ancora una narrazione afferma che le stelle cadenti ricordano i carboni ardenti su cui il Santo fu martirizzato su una graticola, il suo emblema.

Una cosa sola è divenuta sicura: la notte di San Lorenzo induce molti cristiani a pregarlo osservando le stelle cadenti, come se fosse Lui ad inviare segni della sua intercessione. C’è molta speranza nei cristiani che osservano le stelle ed esprimono al Santo una o più richieste di aiuti.

In questo senso la notte di San Lorenzo ha creato una buona atmosfera spirituale, c’è la convinzione della realizzazione dei desideri in quanti ricorrono all’intercessione del Santo. È più forte la richiesta di aiuti quando si ricordano i dolori sofferti da San Lorenzo, accettati per rimanere fedele a Gesù Cristo.

Sono intuizioni piacevoli per ricordare cosa avvenne al giovane Lorenzo, ma la sua storia è poco conosciuta. Si ricordano di più le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo che la Fede intrepida di un vero seguace di Cristo, che è bene conoscere.

San Lorenzo è famoso per la sua morte al tempo in cui era arcidiacono di Papa Sisto II, cioè il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana. Assisteva il Papa nella celebrazione dei riti, distribuiva l’Eucaristia e amministrava le offerte fatte alla Chiesa.

La sua morte avvenuta su una graticola accadde nella persecuzione contro i cristiani voluta dall’imperatore Valeriano nel 257. L’impero romano era in crisi, minacciato dalla pressione dei popoli germanici e dall’aggressività persiana. La follia dall’imperatore Valeriano dinanzi alle cocenti sconfitte subite, si rivolse contro i cristiani e fece riprendere la persecuzione anticristiana.

Quanto avvenne al giovane Lorenzo fu impressionante. All’inizio la persecuzione non fu accanita, comunque ERANO VIETATE LE ADUNANZE DI CRISTIANI, BLOCCAVANO GLI ACCESSI ALLE CATACOMBE, ESIGEVANO RISPETTO PER I RITI PAGANI. Non obbligavano a rinnegare pubblicamente la Fede cristiana.

Un anno dopo, nel 258, come tutti gli anticlericali anche Valeriano cambiò idea e ordinò la morte di tutti i Vescovi e i Sacerdoti.

Il Vescovo Cipriano di Cartagine prima venne esiliato e poi decapitato. Ebbero la stessa sorte altri Vescovi e lo stesso Papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Lorenzo non venne ucciso subito, il prefetto imperiale lo chiamò per farsi consegnare «i tesori della Chiesa». Questo prefetto era convinto delle ricchezze della Chiesa e le pretendeva da Lorenzo che effettivamente era l’amministratore.

Lorenzo prima distribuì le offerte ai poveri, poi si presentò davanti al prefetto e gli mostrò moltissimi ammalati, storpi ed emarginati che gli facevano compagnia. Rivolto al prefetto gli disse: «Ecco, i tesori della Chiesa sono questi».

Questa fu la ragione della sua morte atroce: fu bruciato sopra una graticola.

Diversi Santi di quel periodo e dei secoli successivi hanno descritto come autentico il supplizio che toccò a San Lorenzo.

C’è un’affermazione curiosa che prendo dal Martirologio Romano: «Tre giorni dopo vinse le fiamme per la Fede in Cristo e in onore del suo trionfo migrarono in Cielo anche gli strumenti del martirio».

San Lorenzo è il Patrono dei diaconi, dei cuochi e dei pompieri. Egli ci mostra che come il grano produce molto frutto, così l’uomo che muore al suo orgoglio si riempie dello Spirito Santo e diventa una persona nuova, molto gradita a Dio.

Amare la propria vita con orgoglio e superbia per soddisfare i propri capricci, non permette di seguire Gesù e si rimane soli.

«Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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