Preghiere

81° anniversario strage frati francescani: a Široki Brijeg le Giornate del Ricordo contro i comunisti jugoslavi

Široki Brijeg, 31 gennaio 2026 – Parte domenica 1° febbraio a Široki Brijeg, nel cuore dell’Erzegovina occidentale, una settimana intensa dedicata alla memoria degli 81 anni dall’assassinio dei frati francescani. Furono uccisi dai partigiani comunisti jugoslavi durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale. Il programma, che va avanti fino al 7 febbraio, è ricco di eventi religiosi e civili. A organizzarli è la Vice-Postulazione del Martirio dei Servi di Dio, Fra Andrija Topić e 49 Frati, guidata da fra Miljenko Stojić. Gli organizzatori spiegano che l’obiettivo è duplice: onorare le vittime e “riflettere su verità e riconciliazione”.

Sette giorni per non dimenticare: camminate, messe e preghiere

Si parte domenica pomeriggio alle 14 con la cosiddetta “Camminata della Memoria”. Si tratta di un percorso a piedi — o per qualcuno anche di corsa — dal monumento alle vittime fino al rifugio antiaereo del monastero francescano. Qui, secondo le ricostruzioni storiche, dodici frati furono trucidati nel febbraio del ’45. La camminata si chiuderà con una preghiera collettiva, “un gesto semplice ma necessario”, commenta fra Stojić, che segue queste celebrazioni da anni. “Per noi non è solo un anniversario: è la storia delle nostre famiglie”, racconta una volontaria della parrocchia incontrata questa mattina.

Il momento centrale sarà rappresentato dalle Sante Messe di commemorazione, ogni giorno dal 4 al 7 febbraio alle 18, precedute dalla recita del Rosario alle 17:30. Mercoledì 4 sarà fra Ante Kurtović, parroco di Klobuk, a celebrare; giovedì toccherà a fra Mladen Rozić da Roško Polje; venerdì chiuderà fra Drago Ćurković, parroco di Jablanica. Sono appuntamenti che richiamano non solo i fedeli locali ma anche discendenti di emigrati erzegovesi.

Il tributo civile: candele accese e silenzio in città

Di particolare rilievo la mattinata di venerdì 6 febbraio: alle 9:30 le delegazioni istituzionali del Cantone e della città di Široki Brijeg accenderanno una candela davanti al rifugio del monastero e deporranno una corona in memoria dei frati uccisi. Lo stesso gesto si ripeterà alle 10 in Piazza delle Vittime, davanti alle lapidi dedicate ai morti civili e religiosi delle violenze jugoslave.

Ma non ci saranno solo rappresentanti ufficiali. Gli organizzatori hanno invitato anche i negozianti e le scuole della zona a “restare chiusi il pomeriggio del 7 febbraio”, per permettere a lavoratori e studenti di partecipare alla messa solenne. Il messaggio è chiaro: la memoria collettiva si fa insieme alla comunità.

L’anniversario: silenzio davanti ai luoghi del dolore

Sabato 7 sarà il giorno più importante. Alle 16 ci sarà una breve preghiera davanti al rifugio antiaereo, dove ottantuno anni fa furono assassinati dodici frati. Poi il corteo si sposterà nella chiesa del monastero, sulla tomba comune dove riposano ventiquattro frati uccisi tra il ’45 e il ’46. “Sono nomi che ancora risuonano nelle nostre case”, dice un residente mentre prepara i lumini da portare alla cerimonia.

Alle 18 la Santa Messa sarà presieduta dal Provinciale Fra Jozo Grbeš, atteso da molti fedeli anche dai paesi vicini. Le omelie, spiegano fonti locali, punteranno sulla fede fino al martirio e sul delicato tema della riconciliazione tra le diverse memorie della regione.

Fede, storia e comunità: un ricordo vivo

L’anniversario arriva in un momento in cui in Bosnia ed Erzegovina si discute ancora molto sul passato del Novecento. Le Giornate dei francescani dell’Erzegovina assassinati vogliono evitare che quella memoria vada persa — famiglie intere e paesi sono stati segnati da quegli eventi. Gli organizzatori sottolineano che “non si tratta solo di piangere il passato”, ma anche di chiedersi quali valori quei frati hanno incarnato”.

Al termine della settimana resteranno le immagini delle fiaccole accese nei vicoli intorno al monastero e il suono delle campane nella vallata silenziosa. Per molti qui “ricordare quei giorni vuol dire ricordare chi siamo”.

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