Autore: gesuemaria

Domenica 21 aprile 2013 4ª DOMENICA DI PASQUA 0

Domenica 21 aprile 2013 4ª DOMENICA DI PASQUA

  • VANGELO (Gv 10,27-30)
    Alle mie pecore io do la vita eterna.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e Io le conosco ed esse mi seguono. Io do
    loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me
    le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In poche parole Gesù afferma, appunto in una sintesi precisa, la vita del cristiano autentico. Molti pagani non
credono in Dio o non conoscono Gesù, ma tra i cristiani ci sono pure quelli che non vivono la Fede come un
dono da coltivare e si dibattono tra la ricercata mondanità e qualche volta il ricordo di Dio. Anche se Gesù afferma che conosce le sue pecore, sono molti cristiani a non conoscere Lui. La vera conoscenza presuppone
l’accoglienza degli insegnamenti.
Sono poche parole che contengono diverse tematiche:
1) solamente i cristiani autentici ascoltano la voce di Gesù, da Lui chiamati amorevolmente le mie pecore;
2) ovviamente Gesù li conosce ma è una conoscenza non identificativa, li conosce intendendo che essi Lo
seguono;
3) Gesù assicura la vita eterna a quanti Lo seguono con amore anche se si ritrovano spesso a cadere nei peccati ma si rialzano con la Confessione;
4) Gesù con la vita eterna assicura che non finiranno all’inferno, questa è la più grande vittoria per un essere
umano;
5) sono cristiani autentici che Gesù difende da ogni male e non permetterà ai diavoli di tormentarli oltre il
limite imposto;
6) addirittura nessuno li potrà strappare dal suo Cuore.
Poche ma consolanti parole ci rilascia oggi il Vangelo. È un parlare chiaro questo di Gesù, non solo perché
veniamo da una settimana in cui ha intensamente spiegato il vero significato del Pane disceso dal Cielo e che
noi abbiamo meditato nel capitolo 6 di San Giovanni, è anche un parlare essenziale per un seguace di Gesù, sono concetti molto belli e che vengono accolti con grande gioia.
La vera gioia la sperimentano solamente i cristiani autentici che ascoltano la voce di Gesù e Lo seguono.
Ci sono milioni di cristiani che ascoltano la proclamazione del Vangelo della Messa o leggono personalmente il Vangelo, però l’insegnamento non viene poi tradotto in vita, quindi non tutti quelli che vanno a Messa seguono veramente Gesù. Comprendiamo così che non è sufficiente andare a Messa o conoscere la Parola di Dio,
deve esserci una conseguenza, una risposta, il Vangelo deve incarnarsi nella vita del cristiano.
Non è impossibile questo né bisogna confondersi, il cammino spirituale non và mai affrontato nella confusione o nell’avventatezza, è indispensabile RIENTRARE IN SÉ e conoscersi nell’esame di coscienza giornaliero.
È impegnativo questo esame e se non c’è una buona motivazione non ci sarà mai costanza nella preghiera. Bisogna decidersi nel voler seguire Gesù e la Madonna, seguirli vuol dire fare quello che dicono Loro.
È una santa decisione mettere al centro Gesù, chi compie questa scelta vede trasformarsi la vita sempre in
meglio. Nella riflessione personale che si compie ogni giorno o l’esame interiore, compiuto nel silenzio e in una
situazione di serenità, si ha la possibilità di valutare i vari comportamenti e la pratica dei vizi o delle virtù. Gradualmente si cresce nello spirito e si sottomette la carne alla Fede, si entra sempre più nella sfera spirituale.
Così si segue Gesù, si è in grado di ascoltare la sua voce, perché molti si illudono di fare grandi cose
mentre sono ancora distanti.
Solo a questi cristiani che si sforzano secondo le loro possibilità di seguire Gesù, Egli dice di conoscerli,
perché Lui vede la sua immagine in questi cristiani, vede l’Amore che emana il suo Cuore, sente in essi l’odore
della Fede.
Molti restano delusi quando chiedono una Grazia e l’attesa è vana, non hanno la capacità di capire il loro distacco da Gesù e la preghiera arida che recitano. Però sono pure incalcolabili le Grazie che ricevono quanti si
avvicinano a Gesù improvvisamente e chiedono aiuto come possono, e la loro preghiera carica di sofferenza è
sincera e molto fiduciosa. È nella sofferenza che si comprende l’importanza di Gesù e la necessità di invocarlo
con tutte le proprie forze.
Quando si invoca Gesù con fiducia, le forze spirituali si moltiplicano e le avversità si guardano con
molta serenità, non c’è mai inquietudine o senso di sconfitta, perché nella comunione con il Signore si affida ogni cosa e si prega con fervore per la buona riuscita.
Con quanta più fiducia si prega per ottenere qualcosa, ancora più grande sarà la risposta di Gesù.
Le avversità fanno parte della vita, chi non ne ha non segue Gesù… Soprattutto i cristiani sono colpiti da
molte avversità e si sa che un buon numero si abbatte e rifiuta di lottare. Le avversità spesso arrivano
dall’ambiente che si frequenta, dalla stessa famiglia e dal lavoro, inclusa la parrocchia. Arrecano sofferenze le
avversità ma spingono a pregare con maggiore fiducia e purificano il cuore corrotto.
Se da una considerazione pagana le avversità sono una sciagura, non lo sono per i cristiani. Essi non le maledicono ma cercano di superarle con preghiera e l’amore. La vita di Gesù è stata piena di avversità, così è avvenuto ai grandi Santi. Anche noi dobbiamo affrontare le avversità con fiducia e profonda preghiera.
Lottando le avversità i cristiani si purificano e diventano come quelle pecorelle buone e gradite a Gesù. Le avversità diventano un mezzo di purificazione, anche le stesse intenzioni diventeranno buone e si
compirà tutto per amore di Gesù senza più cercare gratificazioni e ricompense umane.
In questa domenica riflettiamo sulla necessità di ascoltare interiormente la voce di Gesù per vivere la sua Parola, osservare il suo Vangelo. La ricompensa piena di gioia e amore che ci prepara Gesù è infinita, appunto è
eterna.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Lunedì 22 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Lunedì 22 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 10,1-10)
    Io sono la porta delle pecore.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità Io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta,
    ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il
    guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce
    fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la
    voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora
    Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità Io vi dico: Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
In questo capitolo Gesù parla del Buon Pastore che vigila e protegge le sue pecore, una vigilanza amorosa
opposta all’azione del mercenario che ruba, vende ed incassa. Il capitolo 10 continua la spiegazione che Gesù fa
di sé, la sua presentazione richiede uno sforzo meditativo e di comprensione. Una cosa è leggere le vicende dei
suoi miracoli e delle opere straordinarie, altra cosa è approfondire parole di elevatissima teologia.
Senza il vivo desiderio di capire il significato delle parole di Gesù, si cade nella tiepidezza e non si prega bene.
Chi legge con interrese le parole di Gesù scopre una maggiore fiducia in Lui, verifica che il suo linguaggio è
sempre conforme e infinitamente privo di contraddizioni. Gesù ci piace per tutto ciò che è, l’aspetto delle sue
parole coerenti non può di certo mancare, ma evidenziarlo mi rende gioioso. Gesù non ci prende mai in giro,
non ha un doppio linguaggio, non si contraddice mai, non c’è una sola virgola dubbia nel Vangelo storico.
Chi vuole dialogare con una Persona infinitamente onesta, amorevole e fidata, vada ogni giorno davanti al
Tabernacolo. Parlate e rimanete ad ascoltare in silenzio, adorate con l’amore senza ripetere molte parole, fissate
il suo Cuore perché lì dentro Lui conserva tutti quanti noi.
Più alta è la considerazione e la fiducia che riponiamo in Gesù, più sgomento si patisce quando si ascoltano
personaggi ambigui che parlano in televisione. Più si ama Gesù più è forte il desiderio del bene comune, si desidera ardentemente che tutti stiano bene, che le famiglie abbiamo sostentamenti adeguati per vivere dignitosamente.
Cosa possiamo fare noi per avere una classe politica interessata alle sorti degli italiani? Pregare e questo lo
sappiamo, occorre anche cercare di capire il linguaggio dei segni per decifrare bene non tanto quello che dicono
ma quello che nascondono. Di conseguenza ognuno liberamente decide chi votare per rappresentarlo in Parlamento.
Direte che qui ci vuole solo Gesù, è vero, ma è Lui a fornirci i mezzi per decifrare cosa nascondono i cuori
di quanti decidono le sorti degli italiani. Oggi pomeriggio Napolitano farà il giuramento e darà finalmente le indicazioni per un governo che faccia tutto quello che è urgente per gli italiani, non sono più ammissibili i giochetti per il potere. Tutti abbiamo assistito al tradimento e alle coltellate inferte uno contro l’altro di un gruppo
politico e questo è avvilente per gli italiani. Tutti i politici di tutti gli schieramenti devono pensare al bene comune e abbandonare i progetti di potere e i personalismi.
Gli italiani hanno bisogno di aiuti, non interessa chi sarà al governo, adesso è il momento di agire con
onestà, serietà e verità.
Le lotte di potere e le coltellate non ci interessano, l’Italia merita una classe politica che la tiri fuori dal baratro dove è stata gettata dagli stessi politici. Occorre una nuova classe politica, l’ho già scritto, però abbiamo visto che senza esperienza politica e senza preparazione culturale non si và da nessuna parte.
È assente l’amore in questi politici, è invece infinito l’Amore che Gesù ha per le sue pecore! Dio ama
tutti, l’uomo non ama Dio!
Gesù oggi ci parla di mercenari ma non è riferito ai politici, il riferimento è spirituale e riguarda i suoi Ministri. Gesù afferma che ci sono pastori che entrano nell’ovile non per condurre al pascolo le pecorelle ma per
sfruttarle, e li indica come ladri perché entrano per rubare, uccidere e disperdere il gregge.
Il riferimento riguarda i Vescovi e i Sacerdoti, essi sono chiamati a vivere per le pecore, devono difenderle dai lupi. Chi sono i lupi?
La Parola di oggi anticipa e contempla quanto sarebbe avvenuto nei secoli nella Chiesa, essa è l’ovile indicato da Gesù, i mercenari sono coloro che non si curano del bene delle anime, così le sfruttano, uccidono la spiritualità presente e disperdono la Grazia di Dio. È una grande responsabilità davanti a Dio, si dovrà dare conto
anche di tutto il bene che non si è compiuto a servizio del prossimo.
Gesù parlando dell’ovile e dei mercenari, fissò lo sguardo sugli eretici, i falsi pastori che rubano, uccidono e
disperdono il suo gregge e si proclamò unica Vita delle anime, unico abbondante pascolo per sfamare e proteggere le anime. Solo Gesù è la Verità, in Lui troviamo ogni risposta e la salvezza da tutti i pericoli.
Non entrano per la Porta dell’ovile quanti non seguono la Verità del Vangelo, Gesù li chiama ladri ed assassini di anime, e verrà il tempo in cui le maschere cadranno da sole. Possono illudersi quanto vogliono, mascherarsi quanto possono, ma non potranno mai distruggere il fatto che essi sono mercenari e non entrano per la Porta dell’ovile, così le anime che avvicinano le uccidono con le loro menzogne.
Anche se vivono nella Chiesa, unico ovile in cui si trovano i Sacramenti di salvezza, essi sono mercenari perché tradiscono Gesù.
Gesù non accetta i mercenari, li lascia agire anche contro il suo Vangelo, ma verrà il tempo della mietitura e
tutti gli inganni saranno svelati. La Passione di Gesù continua nelle anime mistiche, continua anche per il rinnegamento del Vangelo da parte dei mercenari. Occorrono molti nuovi apostoli mariani per portare ovunque il
Vangelo di Gesù e risvegliare molte coscienze assopite.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce).

Martedì 23 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Martedì 23 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 10,22-30)
    Io e il Padre siamo una cosa sola.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai
    nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le
    opere che Io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché
    non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e Io le conosco ed esse mi seguono. Io do
    loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me
    le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La liturgia oggi presenta un brano del capitolo 10 ma non è la continuazione del Vangelo di ieri. Dal versetto
11 al versetto 21 non sono presenti ed è la prosecuzione della spiegazione fatta dal Signore sul Buon Pastore,
sono concetti già contenuti in quel Vangelo e nella parte finale di quello di oggi.
L’indicazione dei mercenari la troviamo nei versetti 11 e 12: “Io sono il Buon Pastore. Il Buon Pastore offre
la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde”.
La parte mancante del Vangelo approfondisce il significato del Buon Pastore, non è una ripetitività inutile,
può sembrare stancante per chi non si vuole impegnare nella meditazione, ma chi l’approfondisce scopre un tesoro nella Parola di Dio. Infatti è una spiegazione molto importante, occorre farla propria per iniziare a comprendere l’Amore infinito che Gesù ha per ognuno, soprattutto per le pecore che Lo seguono.
La Verità che Gesù rivela è grande e non è sufficiente una sola spiegazione per inculcare il profondo significato della Porta che bisogna attraversare e che è proprio Lui quella Porta. Gesù molti concetti li ripete spesso
per imprimerle nei cuori di chi ascolta la sua voce.
Da quello che si sente da molti cattolici smarriti nel modernismo e nelle nuove false dottrine, si capisce
che essi non passano attraverso questa Porta e rimangono fuori da ogni Bene soprannaturale. Sono
smarriti e non se ne accorgono.
Ricordate le parole di Gesù su quanti si illudono di fare grandi cose? “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei Cieli” (Mt 7,21).
I cristiani che contano sulle loro opere senza confrontarsi con Gesù, non conoscono la Porta per entrare nel
cammino di perfezione e poi nella salvezza eterna. C’è una Porta da attraversare per iniziare la vera vita, c’è
una nuova mentalità da acquisire per abbattere il vecchio uomo con la mentalità corrotta. Non c’è altra possibilità per entrare nel cammino spirituale se non si passa per la Porta del Vangelo storico.
E non è facile, occorre determinarsi per farlo, farsi violenza nel superamento delle tentazioni e nella mortificazione degli istinti che si ribellano quando ancora non si pratica il rinnegamento.
Chi non passa attraverso la Porta, non può vivere da buon cristiano, perché non riesce ad elevarsi, lo dice
Gesù, anche se questa Parola è riferita ai suoi Ministri: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non
abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7,22-23).
Chi intende Gesù quando accusa questi operatori di iniquità? Forse i non credenti oppure quanti non
Lo pregano più?
Lo dice in un altro passo di San Luca: “Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?”
(6,46).
L’indurimento del cuore è l’aspetto più grave per un cristiano, egli non avverte più l’esigenza di Dio, non
sente la sua presenza e le sue azioni sono dissolute, perché non ha più un riferimento morale. Diventa un cristiano incerto anche della Divinità di Gesù, è confuso e nel suo intimo ripete: “Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”.
È vero che il cristiano di oggi non ha assistito ai grandi miracoli di Gesù, ma chi diceva questa domanda aveva da poco assistito alla guarigione di un uomo cieco dalla nascita, come indicato nel capitolo 9. Eppure ha
avuto la sfrontatezza di sfidare Gesù.
La risposta che dà Gesù è chiara ed è valida per ogni persona che si avvicina a Lui: “Ve l’ho detto e non credete; le opere che Io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete
perché non fate parte delle mie pecore”. Questo è il motivo per cui molti cristiani che vanno a Messa non credono veramente in Gesù. Credono in un Vangelo immaginario, hanno una idea personale e sbagliata di Gesù.
Essi non hanno ancora trovato la Porta che introduce nella vita spirituale e rimangono fuori, senza
Fede e con molta presunzione.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce).

Mercoledì 24 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Mercoledì 24 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 12,44-50)
    Io sono venuto nel mondo come luce.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in Colui che mi ha mandato; chi vede
    me, vede Colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come Luce, perché chiunque crede in me non
    rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, Io non lo condanno; perché non sono
    venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo
    condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché Io non ho parlato da me stesso, ma il
    Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato Lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E Io so che il suo Comandamento è vita eterna. Le cose dunque che Io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me». Parola del
    Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La catechesi di Gesù a tutti coloro che Lo ascoltano rilascia intuizioni precise, non è mai vago, poi ognuno
liberamente accetta di credere oppure rifiuta tutto, ma la sua Parola è sempre perfetta. Sapete cosa dà autorevolezza alla Parola di Gesù? I suoi miracoli, la sua vita, i suoi esempi. Oggi Gesù afferma concetti difficili da accogliere per gli ebrei formati ad un’altra fede, ma essi devono fare ricorso a quanto hanno visto compiere a Lui
per dargli credito.
Dalle opere si riconoscono sempre i frutti. Ogni albero dà i suoi propri frutti non altri. Ogni persona
mostra sempre ciò che è dentro.
Le persone che noi conosciamo non pretendono di vedere miracoli da noi ma la nostra vita coerente quella
sì, cercano di ricevere almeno da noi credenti buoni esempi per non soccombere completamente alla società pagana, oramai priva di saggezza. Noi siamo cristiani perché seguaci di Gesù Cristo e lo siamo solamente se Lui
vive in noi, se fa parte della nostra vita, se è al centro dei pensieri e delle scelte.
Non possiamo assolutamente separare la Fede in Gesù dalla nostra vita, devono essere collegate altrimenti
sorge l’incoerenza fino ad arrivare all’apostasia, cioè alla perdita della Fede, l’abbandono di quanto prima professato e totale diserzione dai principi morali. La perdita della Fede è facile ed avviene molto spesso in coloro
che non pregano più bene e non vivono in modo virtuoso.
Dobbiamo constatare che molti cristiani vivono nell’apostasia e non ne tengono conto perché in essi è venuta
a mancare anche la capacità di capire chi sono davanti a Dio, se quanto commettono è peccato oppure no. Non
hanno più la cognizione del vuoto che si è impadronito della loro vita e non dà più possibilità di elevarsi e vedere.
Molti che vivono nell’apostasia non considerano il peccato qualcosa di grave ma addirittura un bene…
Ed insegnano queste eresie!
Come ho scritto ieri è indispensabile entrare per la Porta giusta, confrontarsi con il Vangelo ed impegnarsi
nella pratica, molti cristiani invece entrano per tante altre porte sbagliate. Devono essere migliaia le porte che
conducono alla perdizione, sono in effetti porte abbaglianti che attraggono con tanti inviti allettanti, tante proposte però opposte al Vangelo. Molti credenti leggono gli inviti ambigui… entrano attraverso quelle porte e il
clima amorale li fa cadere nella confusione totale, non sanno più discernere bene e male.
Chi non trova la Porta che è Gesù, cade in un dramma esistenziale. Se non si entra per questa Porta
non si comprende il Vangelo.
Oggi Gesù spiega con insistenza che non insegna queste Verità nel suo Nome ma come inviato dal Padre,
chiama in causa il Padre ed inizia a guidare gli ascoltatori ad accettare la presenza di Colui che è in Cielo e che
non deve più intendersi solamente come Dio. È sempre Dio ma è un Padre perché misericordioso, perché ha un
Figlio Divino e Lo ha inviato per salvare ciò che era perduto.
Il passaggio per gli ebrei dall’adorare Dio al Padre non è certamente facile, solo quanti ripongono molta fiducia in Gesù accettano prontamente. Così avviene per tutto il Vangelo: solo chi adora Gesù come Dio non
cambia una sola parola, mentre altri che non seguono Gesù e pronunciano il suo Nome per necessità hanno una
spedita abilità nel cambiare quello che a loro non piace.
“Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la Parola che ho detto lo condannerà
nell’ultimo giorno”.
Gesù insiste nel presentare il Padre come Colui che invia il Figlio, Lui obbedisce al Padre e così gradualmente aiuta gli ascoltatori a distaccarsi dall’antica credenza. Qui Gesù ripete più volte che Lui è Figlio perché
mandato dal Padre che è nei Cieli. Ma quanti Lo conoscono come Figlio di Giuseppe e di Maria, ovviamente
sono chiamati ad uno sforzo maggiore per accettare la sua Parola.
È l’azione dello Spirito Santo a cambiare i cuori di quanti accolgono la Parola di Gesù, sottilmente opera e
trasfigura, per spingere dolcemente ad accettare ogni espressione del Signore. Quanti rimangono chiusi al Vangelo storico e preferiscono seguire il proprio fittizio vangelo, non solo non entrano per la Porta della salvezza
eterna, ma non permettono assolutamente allo Spirito Santo di compiere la sua opera e di cambiare i loro cuori.
“Le cose che Io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me”. Il cristiano onesto fa lo stesso: ripete
solo le cose dette da Gesù!

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce).

Giovedì 25 aprile 2013 Tempo di Pasqua SAN MARCO 0

Giovedì 25 aprile 2013 Tempo di Pasqua SAN MARCO

  • VANGELO (Mc 16,15-20)
    Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
  • Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a
    ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i
    segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove,
    prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai
    malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra
    di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava
    la Parola con i segni che la accompagnavano. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La festa di San Marco è l’occasione per parlarvi di una teoria diffusa anticamente tra gli studiosi circa
l’esistenza di un segreto messianico che raggiunge il vertice proprio nel Vangelo secondo Marco. Fu poi discusso in un libro nel 1901 da un teologo luterano, quindi protestante, William Wrede il quale affermava che
tale segreto non poteva esistere e riportava altre teorie assolutamente non convincenti. Diciamo che nei secoli
molti esegeti (interpreti) hanno sciupato molti anni in cavilli ininfluenti, invece di santificarsi mettendo in pratica la Parola.
Effettivamente Gesù tenne un comportamento riservato in diverse circostanze e dopo diversi miracoli invitava a non dire a nessuno quanto era avvenuto, ma la sua era prudenza non un segreto da nascondere. La rivelazione è stata graduale e completa, niente è rimasto segreto di quanto ha voluto svelare.
Il vero problema è la determinazione degli esegeti di voler spiegare quanto ha ispirato lo Spirito Santo
senza possedere lo Spirito Santo. Per capire correttamente quanto Dio ha voluto rivelare è indispensabile
la sua guida.
Il famoso segreto messianico che è stato evidenziato da molti studiosi in realtà non esiste, Gesù non rivelava
la sua identità in alcune circostanze perché non era arrivato ancora il momento. Tutto qui, non occorre studiare
decenni inutilmente per inventare questa teoria, era sufficiente pregare la Parola per ricevere illuminazione dallo Spirito. Gli esegeti studiano il dato rivelato, ma la modalità scelta è già approccio esatto o inganno completo.
Gesù non tenne assolutamente segreta la sua identità messianica, evitò di farlo sapere quando Lo volevano
incoronare re, quando lo volevano scegliere come capo politico contro i romani, quando volevano e potevano
confondere la sua vera missione. Sta qui il suo silenzio in diverse circostanze, anche quando esorcizzava ed imponeva ai diavoli di tacere. Il silenzio lo impose ai diavoli, inoltre lo ingiunse ai miracolati e agli Apostoli. Gesù voleva essere riconosciuto Messia secondo la sua volontà.
Un brano viene tenuto in rilievo per affermare la tesi del segreto e si trova appunto nel Vangelo di Marco:
«Egli replicò: “E voi chi dite che Io sia?”. Pietro gli rispose: “Tu sei il Cristo”. E impose loro severamente di
non parlare di Lui a nessuno» (8,29-30). Il comando riguardava quel periodo breve e non era assoluto.
Questa riflessione ci porta a capire meglio l’importanza della prudenza nel parlare e nell’agire.
L’avventatezza è la caratteristica di chi non riesce a dominare la volontà, non mantiene un proposito, non rispetta il silenzio su qualcosa. L’opposto dell’imprudenza è la capacità di mantenere un segreto o di non fare
scorgere qualcosa che si vuole celare. Ma qui non parlo di virtù cristiana, molti non credenti infatti nascondono
molti segreti anche ai familiari e lo fanno con accortezza e grande abilità.
La prudenza è una virtù cristiana, ma nell’aspetto più pagano si traduce con scaltrezza, furbizia, sagacia. Sono quelli che ingannano bene.
Anche gli esegesi poco spirituali spiegano il Vangelo con molto spirito umano, essi agiscono con precipitazione, impulsività, leggerezza. Essi per esempio affermano che gli Apostoli non comprendevano la missione di
Gesù, ma anche qui mostrano di non cogliere le chiare spiegazioni di San Marco riguardo l’invio degli Apostoli
ad evangelizzare il mondo. “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”.
L’invio spiega la necessità della conversione dei pagani e degli appartenenti alle altre Religioni al Cristianesimo, più precisamente alla Chiesa Cattolica, unica depositaria della completa rivelazione di Gesù.
Il Signore inoltre dà un comando che non si presta ad alcuna interpretazione, gli esegeti possono modificare
le parole ma non la corretta interpretazione: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà
sarà condannato”. Credere non vuol dire sapere che Dio esiste, altrimenti anche i diavoli sarebbero tutti convertiti, richiede invece l’osservanza dei Comandamenti. Chi crede deve vivere come vuole Gesù. Per vivere le
promesse battesimali è indispensabile credere nella Parola di Dio.
Voglio aprire una parentesi, ieri Gesù ha detto che non condanna nessuno, oggi afferma che “chi non crederà sarà condannato”. La precisazione che faccio è questa: l’uomo decide il suo futuro, chiamiamolo impropriamente destino. Gesù infatti non manda nessuno all’inferno, è sempre l’uomo a sceglierlo per i suoi errori
gravi.
Non c’è assolutamente contrasto tra le due citazioni, riporto le parole del Vangelo di ieri: “Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, Io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo,
ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la Parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno”.
Oggi Gesù completa questa affermazione con la precisazione che è l’uomo arbitro di se stesso: “Chi
non crederà sarà condannato”.
Nel Vangelo di Marco presentato oggi, troviamo il comando missionario dato agli Undici, Gesù manifesta la
sua continua assistenza nell’apostolato. In questi decenni si è assistito ad un apostolato moderno e che riduce
una persona Consacrata a comportarsi come una pagana qualsiasi in nome del coinvolgimento dei laici. Non
comprendono che le conversioni vengono da una vita penitente e dalla prolungata adorazione di Gesù Eucaristia…
Fare apostolato senza la presenza di Gesù è oramai una moda in molti casi e i frutti spirituali sono inesistenti.
Gesù agli Apostoli conferisce poteri straordinari, opereranno nel suo Nome e con la sola loro presenza susciteranno i peccatori alla conversione perché è lo Spirito ad agire. Penso al grande San Bernardo di Chiaravalle
vissuto nel 1100, quando stava per attraversare un paese per spostarsi in un altro monastero, tutti gli abitanti di
quel paese scappavano dentro le loro case e si chiudevano, perché bastava solo vederlo per lasciare la famiglia e
andare con lui in monastero per diventare monaco. Non era paura ma insicurezza, non prevedevano l’effetto
dell’incontro con un Santo, portatore dello Spirito di Dio.
“Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio Nome scacceranno demoni,
parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro
danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.
Ogni Sacerdote in potenza è chiamato a compiere queste opere, occorre una Fede grande. Tutto è possibile
per chi crede!
Chiudo con una breve spiegazione del Vangelo di San Marco, importante per conoscere questo breve ma intenso Libro.
Il Vangelo secondo Marco nella versione pervenutaci è scritto in greco e, secondo l’ipotesi maggiormente
condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva risale attorno al 70 a Roma.
È composto da 16 capitoli e come gli altri Vangeli narra il ministero di Gesù, descrivendolo in particolare
come il Figlio di Dio con numerose precisazioni rivolte ai Romani.
La solenne proclamazione iniziale permette di cogliere due grandi cicli narrativi.

  • il primo si conclude con il riconoscimento, da parte di Pietro, di Gesù come “Cristo” (cfr.8,27-30)
  • il secondo con l’attestazione del centurione sotto la Croce di Gesù come “Figlio di Dio” (cfr:15,39)
    In tal modo il Vangelo si presenta come un itinerario che vuole portare a scoprire la profonda e misteriosa identità di Gesù.
    Il primo ciclo narrativo è segnato progressivamente dagli interrogativi su Gesù. Dopo una breve introduzione sul ministero di Giovanni Battista, sul Battesimo e sulle tentazioni di Gesù la prima sezione presenta:
  • la proclamazione del Vangelo in Galilea
  • la risposta dei primi discepoli
  • l’insegnamento operato con gesti “potenti e nuovi”, a cui fa da contrappunto:
  • la contestazione dell’autorità di Gesù
  • il rifiuto della novità del messaggio di Gesù
  • il rifiuto della Persona di Gesù.
    Nel secondo ciclo narrativo, Gesù prende più chiaramente l’iniziativa di istruire i compagni. In una prima
    sezione, mentre è sulla strada verso Gerusalemme, predice per tre volte ai discepoli che non Lo comprendono,
    la sua Passione e Risurrezione e li istruisce sulle condizioni per seguirlo. Un cieco guarito diventa il discepolo
    esemplare che Lo segue sulla strada della Croce.
    Nella seconda sezione (capp. 11-13) Gesù è a Gerusalemme soprattutto nel Tempio, dove si scontra con i
    suoi avversari sui temi della propria identità di Messia della stirpe di Davide e del rapporto con Dio. È ancora
    nel Tempio che pronuncia il grande discorso escatologico (cap.13).
    L’ultima sezione narra gli eventi preparatori e la Passione: Gesù appare come il Messia condannato, e rinnegato, come il “re dei Giudei” rifiutato e deriso, e infine come il “crocifisso Figlio di Dio”.
    Nell’epilogo, le donne appaiono come le discepole esemplari che ne osservano la morte e la sepoltura, e accolgono con timore riverente e silenzioso l’annuncio della sua Risurrezione.
    Nel suo insieme il Vangelo di Marco rappresenta il percorso offerto ai credenti perché scoprano il mistero
    di Gesù e si dispongano a seguirlo sulla sua strada.
    Marco mette in guardia la comunità perché sia perseverante, non legga l’imminente distruzione di Gerusalemme come la fine e non si lasci fuorviare da false dicerie sulla venuta del Messia Il Signore verrà inaspettatamente come il contadino che mette improvvisamente mano alla falce perché la messe è matura, ma prima occorre che si realizzi l’evangelizzazione universale.
    Nel frattempo occorre che la comunità viva nella vigilanza e nella fedeltà al suo Signore.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce).

Venerdì 26 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Venerdì 26 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 14,1-6)
    Io sono la Via, la Verità e la Vita.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate
    fede anche in me. Nella Casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi
    un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove
    sono Io siate anche voi. E del luogo dove Io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questo discorso è la continuazione di un lungo insegnamento avvenuto nel Cenacolo la sera del Giovedì
Santo, subito dopo l’allontanamento di Giuda e prima del suo tradimento, oramai posseduto completamente da
satana, tanto che San Giovanni scrive che “dopo quel boccone, satana entrò in lui” (Gv 13,27), frase che racchiude una verità più drammatica, appunto la reale possessione.
Quindi, prima del dialogo presentato dal Vangelo di oggi, Gesù aveva inoltre lavato i piedi a semplici uomini: “Se dunque Io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (13,14) e risposto a Pietro alla sua ansiosa domanda: “Signore, dove vai?”, con queste parole: “Dove Io
vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi” (Gv 13,36).
Questo è avvenuto nel capitolo 13, oggi meditiamo il capitolo 14. L’ambiente quindi è il cenacolo.
L’angoscia di Pietro e la successiva domanda disorientata di Tommaso scaturiscono da questa espressione di
Gesù: “Vado a prepararvi un posto”. Il Signore si appresta a lasciare gli Apostoli ed essi non hanno ancora focalizzato bene la lunga predicazione ascoltata per tre anni. Figuriamoci come deve essere maggiormente impegnativo per i cristiani di oggi inquadrare correttamente il Vangelo e centrare il nucleo fondamentale.
Prima di indicare in modo esplicito il suo ritorno al Padre, Gesù tranquillizza gli Undici rimasti nel Cenacolo: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. La bontà del Signore è
sempre presente in ogni circostanza, sempre incoraggia e mette pace, è Lui la bontà che si manifesta a poveri
uomini. Consola tutti i cristiani a fidarsi di Lui per non avere mai scoraggiamenti e dubbi sulla sua presenza.
“Nella Casa del Padre mio vi sono molte dimore”, così avvisa l’umanità di tutti i tempi ad accettare il Vangelo per trovare la salvezza eterna e vivere nella gloria di Dio. Tutti noi dobbiamo chiederci per quale fine si
vive in questa vita. Oltre 6 miliardi di persone considerano questa l’unica esistenza e di conseguenza non si risparmiano nel vivere senza limiti e morale, non vogliono perdere nessuna occasione per dare sfogo alle passioni
carnali.
Basterebbe porsi alcune domande sull’esistenza umana e sul creato, è possibile scoprire Dio partendo
dall’esistente.
Noi cristiani consideriamo con devozione la Vita di Gesù e il suo instancabile apostolato per insegnare che
c’è un Creatore e Lo chiama Padre, non più Dio come gli ebrei. Questo passaggio è importante nella sua predicazione e per la fede dei cristiani. Gli ebrei seguivano e adoravano un Dio vendicativo, Gesù invece Lo chiama
Padre e ripete di continuo che è stato inviato da Lui, che i miracoli e le opere li compie nel Nome del Padre.
Gesù rimanda al Padre, “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30); “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 10,9).
Questo concetto non riesce a introdursi bene nella mente degli Apostoli, la loro ripetuta richiesta riguarda la
destinazione di Gesù. Quando Tommaso chiede di conoscere almeno la via, la risposta è pronta: “Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.
Non c’è altro modo per raggiungere la salvezza eterna se non attraverso Gesù, per gli appartenenti alle altre
Religioni la via di salvezza è l’onestà e la loro fede nella ricerca della verità di Dio. E questo è abbastanza impegnativo, perché il Cristianesimo oggi si conosce un po’ ovunque. Ma non mettiamo limiti alla misericordia
del Padre.
Già moltissimi cristiani hanno abbandonato l’unica Via di gioia e di pace per gustare i frutti velenosi dei piaceri mondani, quei piaceri che inizialmente elargiscono esultanza e disinvoltura, per poi fare emergere un profondo vuoto interiore e una amarezza bruciante.
L’uomo di oggi conosce molte vie trasgressive e di apparente allegrezza, tutte vie che più si frequentano più
svuotano del bene che era rimasto nel cuore. Le vie del mondo pagano arrecano solo infelicità e disperazione.
“Io sono la Via”. Gesù ci indica come vivere e le scelte migliori da compiere per non smarrire la gioia e la
pace.
“Io sono la Verità”. Il mondo si nutre di bugie e inganni, ovunque emergono persone ambigue. La Verità il
mondo non la conosce.
“Io sono la Vita”. Nessuno è in grado di donarci l’esistenza e di mantenerla, veniamo da Dio e a Lui daremo
conto della nostra vita.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce)

Sabato 27 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Sabato 27 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 14,7-14)
    Chi ha visto me, ha visto il Padre.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da
    ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù:
    «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come
    puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico,
    non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e
    il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me,
    anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche
    cosa nel mio nome, io la farò. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nessun essere umano potrà mai dire che è in grado di mostrarsi attraverso più persone, ogni anima creata da
Dio dal nulla deve necessariamente abitare un corpo e non più corpi. Una persona è tale perché ha una propria
identità, anche un’anima per chi crede, ma non esiste una persona con due anime o due anime in una persona.
L’uomo ha molti limiti, è una creatura che non esisteva e ha cominciato ad esistere nel tempo.
Dio ha creato tutto dal nulla ed è talmente infinito da poter essere Uno nella sostanza e Trino nelle Persone.
Questo spiega la Parola di Gesù: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Hanno lo stesso Spirito, la stessa volontà, lo stesso Amore.
Il Figlio non è diverso dal Padre nella sostanza, però è stato inviato nel mondo per supplire alle mancanze
delle creature che si erano ribellate al progetto iniziale e avevano cercato la divinità nella materia, finanche negli animali. Il Figlio viene nel mondo e prende necessariamente un Corpo, nasce da una Vergine perché inevitabile la nascita da una Donna Immacolata e Pura. Come Uomo si chiama Gesù e diventa il perdono del Padre.
Gesù è un dono per noi, un perdono del Padre.
Gesù esiste come Uomo nel tempo, ha due nature e una sola Persona Divina, condividendo con il Padre
la stessa sostanza.
Questa la ragione della ripetuta catechesi che fa Gesù agli Apostoli nell’Ultima Cena per far comprendere
che Lui e il Padre sono una cosa sola. Non era chiaro prima a Tommaso, come abbiamo visto ieri, oggi è Filippo a chiedere lumi sul Padre. Chiede che Gesù mostri il Padre per comprendere pienamente l’insegnamento, ma
è una pretesa inopportuna perché occorre fidarsi del Maestro se si vuole fare parte della sua Chiesa.
I cristiani autentici accettano l’autorità di Gesù e tutte le Verità da Lui rivelate, per questo non le manipolano né le stravolgono.
È una mancanza di speranza dubitare delle parole di Gesù, Egli ci darà sempre le Grazie necessarie ma non
siamo noi a stabilire cosa è veramente essenziale. Quando si perde la speranza si cade nella presunzione e nello
sconforto, non è tale l’atteggiamento di Tommaso e Filippo, lo è invece quello dei cristiani che abbandonano
Dio e la preghiera quando non ottengono qualcosa.
Essi non si pongono alcuna domanda sensata quando perdono la speranza, diventano come burattini manovrati da satana e si ribellano alla vera preghiera. Magari continuano a frequentare la Messa festiva, senza più
possedere la Fede viva che promette anche i miracoli impossibili. Infatti, non è raro leggere storie o sentire testimonianze di persone sconfortate perché pensavano di avere già ottenuto una Grazia richiesta, e questa si
chiama presunzione, è una pretesa di avere una Grazia senza avere le carte in regola davanti a Gesù.
La cosa curiosa è che cadono nella presunzione anche quelli che non si accorgono che una Grazia non arriva
per problemi personali e non per un divieto posto da Gesù. Lui è sempre disponibile a donare, soprattutto quando intercede sua Madre, vuole rendere felici quelli che pregano. Essi però perdono la speranza quando non ottengono qualcosa che già presumevano di avere ottenuto.
L’umiltà è necessaria davanti a Dio, la Fede vera fa pregare anche quando si prova una delusione causata da se stesso.
Gesù non ci traccia solo un ideale, non ci parla come un maestro terreno, non appaga solo un nostro vago desiderio di elevazioni spirituali. Egli ci mostra la Via dell’eternità, la Via che ci porta al Padre, ci rivela le Verità
Divine e assolute, ci vivifica con la sua stessa Vita nei Sacramenti e specie nell’Eucaristia.
Non perdiamo la speranza e non dubitiamo come Filippo, noi sappiamo che il Figlio è nel Padre e il Padre
nel Figlio, le Divine Persone sono strettissimamente presenti l’una all’altra, perché d’una sola sostanza e aventi
le stesse operazioni. “Credete a me: Io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere
stesse”.
Chi ha una grande Fede in Gesù ottiene grandi miracoli: “Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che
Io compio e ne compirà di più grandi di queste”. Perché Gesù non aveva bisogno di avere Fede per compiere
miracoli, i suoi discepoli necessitano della Fede per ottenere miracoli. Ma tutto è possibile per chi crede e vive
nell’umiltà, mentre la superbia allontana Gesù dai cuori.
Chi ha Fede ottiene: “Qualunque cosa chiederete nel mio Nome, la farò. Se mi chiederete qualche cosa
nel mio Nome, Io la farò”.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Ogni giorno cercherò di portare il messaggio della Fede a coloro che sono lontani da Gesù.

Pensiero
Abbi fortezza nel cuore contro tutte le cose che possono muoverlo a ciò che non è Dio, e sii amico dei patimenti di Cristo (San Giovanni della Croce)

Domenica 28 aprile 2013 5ª DOMENICA DI PASQUA 0

Domenica 28 aprile 2013 5ª DOMENICA DI PASQUA

  • VANGELO (Gv 13,31-35)
    Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    Quando Giuda fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in
    Lui. Se Dio è stato glorificato in Lui, anche Dio Lo glorificherà da parte sua e Lo glorificherà subito. Figlioli,
    ancora per poco sono con voi. Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come Io ho amato
    voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli
    uni per gli altri». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Come ho avuto modo di precisare in passato, voglio evidenziare nuovamente la libera scelta di Giuda di assumere un atteggiamento avverso a Gesù, fino ad arrivare al tradimento. Il buonismo che fuoriesce da numerosi
teologi afferma il contrario e questo non è onesto né si presta un umile servizio alla Verità. Il tradimento di
Giuda non era necessario né fatale la sua colpa, non esiste una determinazione esterna nella sua scelta. Lui scelse liberamente il deicidio.
Era un Apostolo che cercava di portare Gesù verso le sue convinzioni, purtroppo i suoi pareri erano sempre e
solo opposti alla volontà di Dio. Si tratta di uno dei Dodici, un uomo che rimase tre anni con Gesù e che nel suo
Nome compì anche miracoli. Si può affermare tranquillamente che Giuda fu un eretico, il precursore dei modernisti, negò tutte le Verità rivelate da Gesù.
Non sorprendiamoci quindi quando la Parola viene manipolata da teologi che forse non hanno mai incontrato
il Volto di Gesù nella preghiera, che hanno come unico metro di valutazione i loro pensieri. Per mezzo di questi
teologi modernisti nella Chiesa si è creato una confusione irragionevole, vengono anche negate le Verità rivelate dal Signore.
Sta di fatto che Gesù dice queste parole dopo l’uscita di Giuda dal Cenacolo, non alla presenza di chi Lo tradisce: “Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in Lui”. È l’assenza di Giuda a dare
inizio con il tradimento alla Passione di Gesù, o è appunto l’andare del traditore verso i nemici di Dio? Tutte e
due le cose, l’assenza di Giuda nel Cenacolo indica la sua presenza nel luogo delle vipere già pronte ad uccidere
il Signore.
Ogni cristiano che non si trova alla presenza di Dio, è in una fase di contrarietà e di rifiuto del Vangelo. Stare alla presenza di Dio significa avere la piena convinzione che Dio vede ed ascolta tutto, non c’è nulla che possa sfuggire alla sua Onnipotenza, quindi, riconoscere la sua presenza in ogni istante della nostra vita comporta
un maggiore controllo dei pensieri, delle parole, delle opere.
Anche molti cristiani per debolezza cadono nei giudizi temerari e non se ne curano, loro sono convinti che
nessuno ne è a conoscenza… Invece Dio ascolta tutto, conosce perfettamente i pensieri di ogni essere umano ed
agisce di conseguenza: quelli che hanno pensieri buoni e miti ricevono benedizioni, altri che mentalmente giudicano, provano invidia maliziosa, pensano brutte cose… non ricevono benedizioni e si allontanano sempre
più dall’Amore di Gesù.
Oggi il Vangelo ci parla del Comandamento nuovo, Gesù rivela agli Undici rimasti nel Cenacolo che sono
suoi seguaci quando si amano veramente. “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli
uni per gli altri”. Gesù spiega l’importanza dell’amore tra i cristiani quando Giuda è già andato via, alla sua
presenza non vuole parlare della condizione indispensabile per rimanere nel Cuore del Signore.
Si è cristiani quando si ama, si perdona, si aiuta, si gioisce della realizzazione altrui, si pensa bene di
tutti senza pensieri ambigui.
Non è facile raggiungere uno stato spirituale elevato, non si nasce Santi, anche essi hanno faticato parecchio
per vincere l’istinto e le tentazioni. Per amare tutti, anche quelli che ci fanno del male, è indispensabile purificarci interiormente, riparare i peccati commessi e già confessati con l’abituale pratica della bontà, dell’umiltà,
della docilità e con una costante e amorosa preghiera.
Questa è la condizione per restare in comunione con Gesù, mentre chi compie del male sceglie di non
rimanere nel Cuore del Signore.
Comprendo che in molte circostanze venite coinvolti in dispute e litigi anche tra familiari, questo può avvenire, dobbiamo però vedere in che modo rispondiamo noi. In qualsiasi ambiente avvengono incomprensioni e
litigi, non c’è più pace nel mondo. La cattiveria degli altri o la loro ambiguità non deve però farci cadere nelle
stesse ingiustizie, noi non seguiamo “l’occhio per occhio” (Es 21,24), ma “amate i vostri nemici e pregate per
i vostri persecutori” (Mt 5,44).
Gesù oggi ci consegna “un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”. Ci invita ad agire da cristiani in ogni circostanza, senza perdere la lucidità e il controllo. Gli altri possono arrecarci tanto male, noi però
siamo chiamati a rispondere con l’amore, amiamo sempre anche in quei casi gravi in cui è indispensabile rivolgersi all’autorità per ricevere protezione e un giudizio in materia grave.
È difficile oggi amare perché il mondo conosce l’odio, con l’aiuto della Madonna mostriamo a tutti che
è possibile amare e perdonare.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Lunedì 29 aprile 2013 Tempo di Pasqua SANTA CATERINA DA SIENA 0

Lunedì 29 aprile 2013 Tempo di Pasqua SANTA CATERINA DA SIENA

  • VANGELO (Mt 11,25-30)
    Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
  • Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste
    cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
    Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se
    non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi
    darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La festa liturgica di Santa Caterina da Siena ci riporta indietro nel tempo, quando a causa di iniziative egoiste di diversi Cardinali si arrivò ad avere ben tre Papi contemporaneamente. L’iniziativa partì dal francese Bertrand De Got, Arcivescovo di Bordeaux, era in amichevoli rapporti col re di Francia e, desideroso di diventare
Pontefice, si arrese completamente ai suoi desideri. Il primo atto fu quello di inviare ai Cardinali elettori la volontà di trasferire in Francia il papato, perché egli desiderava essere incoronato nella sua patria. Avvenne a Lione il 14 novembre 1305 e si chiamò Clemente V (1305-1314).
Egli trasferì la sede papale prima a Lione e poi definitivamente in Provenza, ad Avignone. Clemente V subito dopo la sua elezione nominò ben 9 Cardinali francesi, parenti e amici del re, in modo da consentire la maggioranza dei francesi in seno al collegio dei Cardinali. Per più di settant’anni Roma fu abbandonata a se
stessa, nelle lotte tra fazioni, e lo Stato della Chiesa sfuggì quasi completamente alla sovranità pontificia
in una tale decadenza che rendeva addirittura impossibile un ritorno della Curia a Roma in un prossimo
futuro.
Il Papa Clemente V invece di governare la Chiesa e di preoccuparsi dei valori cristiani, accettò l’imposizione
del re di sciogliere i Templari e di rubarne le ricchezze. Il papato era troppo invischiato nelle cose temporali,
tanto debole che ben sette Papi rimasero per settantadue anni ad Avignone ignorando la Tradizione di Roma
come sede del Papa, dal 1305 al 1377.
Il ritorno del Papa a Roma vede la risolutezza di una donna intrepida e altamente spirituale, la quale nel 1376
si recò ad Avignone e convince Papa Gregorio XI. Erano state intense anche le suppliche del Petrarca, ma la vera protagonista del definitivo ritorno del papato a Roma fu Santa Caterina da Siena. Questa grande mistica era
mossa in modo straordinario dallo Spirito Santo, le sue parole erano infiammate di amore per la Trinità e non
temeva nessuno pur di adempiere quanto Le veniva comandato.
Santa Caterina da Siena sfidò ogni avversità in Francia, riuscì nel difficile impegno di bloccare le richieste
tutte umane dei Cardinali francesi che si opponevano alla volontà di Dio e il 13 settembre 1376 Gregorio XI lasciò Avignone. Da Marsiglia il Papa arrivò per mare a Genova, il 17 gennaio 1377 fece il suo solenne ingresso
a Roma, prendendo residenza in Vaticano. Da allora il Vaticano sostituì il Laterano.
Ma non si fermarono le lotte intestine nella Chiesa, dopo la morte di Gregorio XI nel 1378 fu eletto Papa un
italiano, Bartolomeo Prignano, che assunse il nome di Urbano VI. Il nuovo Papa volle ristabilire la disciplina
ecclesiastica e sottrarre il papato all’influenza della Francia. Ma i Cardinali francesi che erano la maggioranza si
ribellarono e dichiararono nulla la sua elezione, subito elessero un antipapa, Clemente VII. La Chiesa era divisa
in due, in Italia si seguiva un Papa, in Francia un altro.
A quel punto diversi Cardinali si radunarono nel Concilio di Pisa (1409), decisero di deporre i due Papi, considerandoli scismatici e ne nominarono un terzo, Alessandro V. Alla morte di Alessandro V subito si elesse un
altro antipapa, Giovanni XXIII, nel 1409 la Chiesa aveva tre Papi, eletti da diversi gruppi di Cardinali, ma queste elezioni furono ritenute invalide e si chiesero le dimissioni di tutti e tre, solo Giovanni XXIII resistette e
fuggì ma venne preso e deposto.
Nel frattempo e per la risoluzione, era intervenuto l’imperatore Sigismondo di Ungheria, poi imperatore del
S. R. Impero, che convinse uno dei Papi a convocare un Concilio ecumenico a Costanza (1414), fu solo così
che quel Concilio depose i tre Papi ed elesse come nuovo Papa Martino V (1417-1431). Si concluse così il
Grande Scisma di Occidente (1378-1417).
Quante tribolazioni ha conosciuto la Chiesa di Dio, ma queste dei tre Papi non sono state quelle più pericolose, per esempio la Beata Caterina Emmerick nel 1820 in una visione ha sentito Gesù che lamentava una situazione futura nella Chiesa e che proprio noi stiamo vivendo in questi giorni.
Mi è stata inviata una mail con un breve estratto dal libro di un direttore di una radio cattolica. Questa la profezia avuta dalla Beata Caterina Emmerick nel 1820 da Gesù:
«“Vidi una forte opposizione tra due Papi… e vidi quanto funeste sarebbero state le conseguenze di quella
falsa Chiesa… Essa diventava sempre più grande; eretici di ogni sorta arrivavano alla città di Roma; i chierici
accrescevano il proprio lucro, vi era una grande oscurità… Vidi che la Chiesa di Pietro veniva minata dal piano di una setta”.
“La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare perché il Papa non vada via da Roma, verranno
innumerevoli mali se lo fa… Quando sarà prossimo il regno dell’anticristo, comparirà una religione falsa che
andrà contro l’unità di Dio e della sua Chiesa. Questo causerà il più grande scisma mai visto nel mondo”.
“Vidi che un certo numero di pastori accettavano idee pericolose per la Chiesa. Costruivano una strana,
stravagante Chiesa. Chiunque veniva accettato al fine di unirsi e avere gli stessi diritti: evangelisti, cattolici,
sette di qualunque credo. Tale doveva essere la nuova Chiesa… ma Dio aveva altri progetti…”».
Queste parole di Gesù sono troppo dolorose leggerle, le ha dette alla Beata per spingere i cattolici alla preghiera intensa e costante. Per preparare i cristiani autentici a non abbandonare la sua Barca nel tempo delle tribolazioni, quando la Chiesa sembrerà finita e simile alle altre Religioni del mondo. La Chiesa Cattolica è stata e
sarà l’unica vera Chiesa fondata da Dio e contiene il Deposito intero della sua Rivelazione.
La profezia della Beata Caterina Emmerick è dura e dolorosa, ma è questa, non possiamo che pregare e rimanere vigilanti su quanto sta per accadere nel mondo, nelle religioni e, non per ultimo, nella nostra Madre
Chiesa.
Dio ha sempre mandato grandi Santi nei periodi di tribolazione nella Chiesa, negli ultimi decenni ha inviato
sua Madre nel mondo per ripetere le Verità del Vangelo, per prendere per mano l’umanità e condurla nel Cuore
di Gesù. Ma quanti ascoltano la Mediatrice delle Grazie? Dobbiamo pregare anche i potenti nostri intercessori,
non dimentichiamo la Patrona d’Italia e d’Europa, Santa Caterina da Siena.
Dio non abbandona nessuno, non lascia la sua Chiesa nella tribolazione. Tutti noi siamo chiamati a fare apostolato animati dalla sana dottrina, diventare missionari nei luoghi che frequentiamo ed aiutare la Madonna aumentando le preghiere e avvicinandoci maggiormente all’adorazione dell’Eucaristia.
Con la Corona in mano chiediamo alla Madonna di sostenere la Chiesa quando arriveranno i tempi di
gravissima tribolazione.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Oggi offrirò delle preghiere e sacrifici speciali perché Gesù mandi operai per la messe.

Pensiero
Il diavolo è forte con chi lo teme, ma debolissimo con chi lo disprezza (San Pio da Pietrelcina).

Martedì 30 aprile 2013 Tempo di Pasqua 0

Martedì 30 aprile 2013 Tempo di Pasqua

  • VANGELO (Gv 14,27-31)
    Vi do la mia pace.
  • Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo,
    Io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò
    da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che Io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto
    ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il
    principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che Io amo il Padre, e come il
    Padre mi ha comandato, così Io agisco». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La mancanza di pace nel mondo si manifesta con molta forza, in ogni settore della vita sociale, commerciale,
politica emergono scontri. La divergenza su qualcosa è ammissibile, ritenere che nei dialoghi sulle cose terrene
la propria idea sia la migliore, non permette mai il raggiungimento dell’armonia. Ognuno ha la sua idea su
qualcosa, e bisogna rispettare le idee degli altri. Non sempre quanto pensa una persona è la verità, non tutto ciò
che pensa trova riscontro nella realtà.
Invece in materia di Fede noi cristiani siamo assolutamente sicuri della divinità di Gesù e dell’unica
Chiesa fondata da Dio.
Ma rispettiamo sempre le idee altrui, anche quelle sulla religiosità di quanti non seguono Gesù, però è facile
notare che essi sono più nervosi, hanno l’aspetto più cupo e non è presente la luminosità di Dio. Anche quelle
filosofie che predicano la pace interiore sono illusorie, praticano molti esercizi di controllo della volontà senza
l’unione con il vero Dio, sono pratiche corporali e portano a distaccarsi sempre più da Dio.
Cercano il controllo della volontà ma senza Gesù non potranno mai raggiungere la pace interiore. Riguarda il corpo e non l’anima.
La pace vera è frutto dello Spirito Santo, si ottiene entrando e rimanendo in comunione con Gesù, Lui è la
Pace, solo Lui ha mostrato di essere in grado di trasmetterla ai suoi seguaci, mentre le religioni e le filosofie pagane predicano una falsa pace, un autocontrollo che però rifiuta la sofferenza e le avversità della vita. Abbiamo
visto migliaia di volte nel mondo le violenze da parte di quanti seguivano lo yoga e altri riti esoterici.
L’incompatibilità tra lo yoga e Gesù è totale e chi segue uno non può seguire l’altro!
Noi cristiani assistiamo di continuo alla manifestazione di Gesù che risponde sempre alle nostre richieste
spirituali, è sempre pronto a donarci la pace e la gioia. Molti però pur pregando non avvertono la pace interiore,
essi non si impegnano nel rimuovere i sentimenti negativi che li tengono sotto schiavitù. Non allontanano l’odio
verso qualcuno, non perdonano, non amano e giudicano con facilità. Per questo chiedono Grazie a Gesù e non
le ottengono.
Per ricevere Grazie bisogna prima rimuovere i sentimenti negativi, non possono coabitare armoniosamente Bene e male.
Il dato certo è che quanti non pregano convintamente Gesù si trovano sempre dibattuti tra Bene e male, ma il
Bene non possono compierlo con vero amore perché il male presente in essi lo compromette e svilisce. Sarà anche amore in qualche circostanza, inteso come azione di bontà, comunque rimane sempre ridimensionato ed interessato. Chi non ama Gesù e non ha il suo Spirito, compie opere buone per averne gratificazione, come un filantropo o umanitario.
Oggi la crisi economica ha portato ancora più guerra ed avversità nei cuori di miliardi di persone, le reazioni
sono le più svariate, domenica abbiamo visto quella della sparatoria a Roma, un uomo voleva uccidere alcuni
politici responsabili secondo lui della crisi. L’uomo che ha sparato è stato motivato da tante parolacce gratuite
che vengono rivolte ai politici, ma non si risolve nulla con le parolacce, si istiga qualcuno a sparare o a compiere opere violente. Dobbiamo pregare per il carabiniere in coma, affidiamolo alla Madonna.
La società è agitata, avvolta da molta cattiveria e da un egoismo esagerato. La mancanza di Dio porta
queste conseguenze.
“Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, parole che il mondo non conosce o non ricorda più. Solo Gesù lascia
la vera pace nel cuore di chi la chiede, e dove è presente la sua pace la persona rinasce a nuova vita, nulla la può
abbattere e sempre rimane nella serena gioia. Non ci sono ricchezze paragonabili alla pace interiore, lo prova
per esempio l’uso delle droghe da parte delle persone ricche, stanche dai vizi, senza alcun appagamento interiore e in balia della fragilità.
Molti considerano le persone ricche come realizzate e felici, niente di più infondato, perché le ricchezze senza Gesù portano solamente agitazione interiore terribile, l’inquietudine e il nervosismo sono i padroni della loro
vita. Non sono tutte così le persone ricche, non voglio generalizzare, lo sono sicuramente quelle che non osservano i Comandamenti e non dedicano buon tempo alla preghiera costante. Si illudono di avere tutto quando invece è assente lo Spirito di Pace che mette quiete ai sensi e i vizi vengono bloccati.
Da dove nascono le violenze, gli scontri, le ostilità anche tra parenti? Dalla mancata pace interiore e
dalla cattiveria.
Quando una persona non prega, il danno che ne ha è notevole, oltre a perdere la Grazia di Dio, diminuisce a
poco a poco ogni capacità di fare del Bene, la purità mentale si trasforma in giudizi continui e i pensieri prendono una direzione negativa e volta al male. Si spiega così il comportamento di quelle persone che erano miti
quando pregavano, mentre dopo avere abbandonato la preghiera sono diventate aggressive e crudeli.
Non bisogna giudicare chi sbaglia ma pregare per loro, avere comprensione e condannare il peccato
mai le persone. Augurate la vera pace a tutti, pregate per quanti l’hanno perduta e sono in balia dei vizi e
dei diavoli. Donate la pace a chi non ama.

CONTINUIAMO LE INTENSE PREGHIERE ALLA MADONNA CON LA RECITA GIORNALIERA DEL SANTO ROSARIO PER ME, PER VINCERE L’ATTACCO PORTATO DA SATANA, SCIOGLIENDO QUESTO NODO OPPRESSIVO. CHI
MI VUOLE BENE, PREGHI MOLTO PER ME.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Oggi offrirò delle preghiere e sacrifici speciali perché Gesù mandi operai per la messe.

Pensiero
Il diavolo è forte con chi lo teme, ma debolissimo con chi lo disprezza (San Pio da Pietrelcina)