Autore: Giulio Maria Scozzaro

La tiepidezza spirituale colpisce l’intelligenza e la volontà – 05 Febbraio 2023 0

La tiepidezza spirituale colpisce l’intelligenza e la volontà – 05 Febbraio 2023

Domenica 5 febbraio 2023

V Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 5,13-16)

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei Cieli». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù ricorda a tutti i cristiani che ogni loro opera deve compiersi per amore, senza altro interesse. Un amore soprannaturale sicuramente, tale da superare di gran lunga quello umano. Molti nel mondo sono pronti a sacrificarsi per un familiare ma non per gli sconosciuti, forse neanche per i parenti e gli amici.

Gesù dona a tutti, soprattutto ai suoi Ministri sacri, un comando che è possibile osservare solo rimanendo nel suo Cuore, in piena comunione con Lui. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Non si tratta di dare solo qualcosa di materiale, si dona quanto si riceve da Dio. E si può donare quello che si possiede, l’amore e la moralità presenti dove c’è la Fede.

La crisi nella Chiesa nasce per la perdita del sale del Vangelo, di ciò che condisce di significato e di importanza la vita di tutti.

Senza la Luce soprannaturale l’omelia rimane insulsa, priva di richiami alla vita eterna, senza insegnamenti morali da praticare in questa vita. Il messaggio che viene predicato in molti contesti non è più quello di Gesù, è ricolmo di interessi umani e contrari molto spesso al buonsenso!

Ecco la ragione degli interventi della Madre dell’umanità per richiamare tutti e risvegliarli dal sonno magnetico e seducente del mondo che annebbia l’intelletto. La Madonna ha iniziato le più importanti apparizioni a Parigi a una Suora diventata Santa Caterina Labourè.

Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, mentre la Francia agonizzava per la prossimità di una nuova rivoluzione, Suor Caterina di notte venne condotta da un Angelo nella grande cappella della Casa Madre ed ebbe un colloquio durato più di due ore con la Madre di Dio. Le apparizioni si susseguirono nei mesi successivi e il 27 novembre 1830 la Vergine Santa le rivelò il valore e l’importanza della Medaglia Miracolosa.

Poi a La Salette nel 1846 la Madonna iniziò a lanciare appelli al mondo sul degrado morale della società e nei messaggi dati a Massimino e Melania, Ella profetizzava la grande crisi nella Chiesa e la devastazione morale nel mondo. Predisse le carestie in Francia e periodi di povertà nella popolazione, tanti avvertimenti che si verificarono puntualmente. La Madre Addolorata si è sempre preoccupata dei suoi figli.

A Lourdes nel 1858 parlò alla piccola Bernardetta e indicò nel Santo Rosario il rimedio per guarire da ogni male, per vincere ogni avversità.

A Fatima nel 1917 apparve sei volte ai tre bambini, con parole preoccupate rivelò anche i segreti e il terzo si sta pienamente avverando.

Numerose altre apparizioni sono avvenute da Fatima in poi e ne ho scritto molte volte, consideriamo che Gesù e Maria sono preoccupati per noi e non per Loro, conoscono quanto avverrà di catastrofico nel mondo e sono addolorati per quanti finiranno all’inferno e altri che soffriranno come mai nessuno prima.

Come vi ho indicato più volte, l’ala modernista e protestante all’interno della Chiesa già dagli anni ’70 ha cercato di minimizzare la devozione alla Madonna, riuscendo ad introdurre nelle facoltà di Teologia molti testi teologici falsi, contrari alla vera devozione alla Madre di Dio.

Non solo migliaia di giovani seminaristi, da allora anche incalcolabili Sacerdoti sono stati indotti a minimizzare la potentissima mediazione della Madonna e a perdere così il sale del Vangelo. È la Madonna la formatrice dei Santi e la Maestra di formazione spirituale, la Mediatrice e la nostra potentissima Avvocata, solo con il suo aiuto è possibile conoscere il vero Volto del Figlio Gesù.

LA TIEPIDEZZA È UNA MALATTIA DELL’ANIMA CHE COLPISCE L’INTELLIGENZA E LA VOLONTÀ, LASCIA IL CRISTIANO SENZA FORZA SPIRITUALE E CON UNA VITA INTERIORE TRISTE E IMPOVERITA, IMMISERITA. I SINTOMI DI QUESTA MALATTIA SPIRITUALE SONO UNA VOLONTÀ DEBILITATA, A CAUSA DI FREQUENTI MANCANZE E COLPEVOLI TRASCURATEZZE.

La Parola di Dio ha il potere di cambiare la vita.

L’uomo senza la Luce di Dio è spento e senza la gioia che arriva sempre da Dio la sua vita è senza sapore, soggetta a capricci e agitazioni.

Per chi non vive il Vangelo la luce della sua vita è l’appagamento degli impulsi interiori, senza capire la provenienza né dove li condurrà.

Gesù ci indica cosa dobbiamo diventare, mentre alcuni giorni fa ci ha detto cosa dobbiamo essere. «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?». Parlando del sale sappiamo che non può mai perdere il sapore anche in condizioni avverse, ma Gesù parla agli Apostoli del pericolo di perdere essi stessi il sapore del Vangelo.

Li indica come possessori del sapore del Vangelo, «voi siete il sale della terra», e li avverte che questo sapore spirituale si può perdere.

Ogni cristiano è invitato a domandarsi se la sua vita ha sapore spirituale, se con i suoi comportamenti porta sapore nella vita degli altri, a cominciare dai familiari. Si può essere sale che dà sapore, quando si agisce con amore, si vive nella verità, si è umili, buoni e rispettosi.

Non c’è mai sapore di bontà e verità nella persona che eleva come guida solo i propri interessi, che si lascia guidare da giudizi avventati e dai pensieri negativi. Il sapore delle virtù da praticare lo dobbiamo cercare con docilità e nel rinnegamento, altrimenti si rimane in una condizione di negatività e si cade nell’ipocrisia.

Gesù desidera che diventiamo come il sale, un elemento importante nella cucina, serve a conservare i cibi, dà sapore a quanto è insipido.

Il modo più sicuro per diventare come il sale che dà sapore al cibo, è di amare tutti e questa bontà condisce di Bene ogni opera.

Il Vangelo di oggi illumina le Beatitudini, e il nuovo sapore che viene dato alla vita anche nelle condizioni più difficili, come è quella della sofferenza, è la nuova visione della nostra esistenza. Le Beatitudini senza il gusto della pace interiore non si possono vivere, rimane impossibile.

Allo stesso modo possiamo diventare luce che porta nel mondo una nuova mentalità. La luce che portiamo agli altri è proporzionata alla nostra Fede.

Nel mondo c’è oscurità per la mancanza della Fede in Gesù.

Questa settimana dobbiamo puntare al rafforzamento della Fede, con buone letture spirituali e una preghiera prolungata. La Fede illumina le cose oscure che avvengono nella società e noi siamo chiamati a conoscerle per pregare e avere una maggiore consapevolezza della realtà.

1 Ave Maria per Padre Giulio

 “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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La domenica da dedicare a Dio e all’anima – 04 Febbraio 2023 0

La domenica da dedicare a Dio e all’anima – 04 Febbraio 2023

Sabato 4 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,30-34)

Erano come pecore che non hanno pastore.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli Apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed Egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, Egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La compassione di Gesù che viene citata nell’episodio di oggi, ha accompagnato ogni sua opera, fin dall’eternità Dio è stato sempre lo stesso, la bontà senza limiti. La sua Incarnazione è mossa da una misericordia che significa compassione, ed è l’unico e autentico Dio che vuole sollevare l’umanità dalla sua pietosa condizione e «soffre» nel vedere gli esseri umani sbandati e dispersi tra le rovine del mondo.

Sono fuori dalla compassione di Gesù quanti stanno causando intenzionalmente moltissime sofferenze nel mondo a miliardi di persone.

I potenti e quanti collaborano in tutte le Nazioni a questo perfezionato piano contro l’umanità, hanno iniziato una sfida contro Dio e sono convinti di vincerla con l’utilizzo dei mezzi più disumani della storia. Non possono capire che il loro grande potere presto si disintegrerà.

Se il faraone d’Egitto fu sconfitto con dieci piaghe perché Dio gradualmente volle dimostrare agli ebrei di essere il Salvatore perché il Creatore del mondo, oggi Dio impiegherà molto poco per fermare tutti i cattivi. Pochi meditano sull’onnipotenza di Gesù Cristo: «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37).

La preghiera è la medicina per sostenere qualsiasi sofferenza, solo per mezzo della preghiera si ottiene l’intervento di Gesù e della Madonna e i Loro aiuti arrivano sempre. Se il disturbo arriva dai diavoli, con la preghiera essi fuggono e si ritrova la pace, la gioia.

Molti cristiani non conoscono la vera spiritualità per indifferenza, altri perché non hanno trovato riferimenti spirituali. Molti vivono come se fare propria la spiritualità del Vangelo fosse un optional, un accessorio utile solo nella necessità e si arriva a considerarla come superflua.

Oggi non si avverte più l’attrattiva verso l’Eucaristia, in poche parrocchie si svolge l’Adorazione Eucaristica. Non c’è più il «sentire» spirituale che attrae verso il Tabernacolo perché la Fede è diventata «liquida» come dice qualcuno che non crede in Gesù Figlio di Dio.

Restare vicini a Gesù significa riempirsi del suo Spirito, pregare con amore, avvertire che Lui è veramente presente ed ascolta ogni nostro gemito.

Oggi Gesù ci parla dell’importanza del riposo e la necessità di santificare il riposo. Il Vangelo ci presenta Gesù che con molta premura dice agli Apostoli di riposare dopo un viaggio missionario. Qui vediamo l’equilibrio tra attività e riposo, si compensano armoniosamente nel cristiano attento alla vita spirituale.

Gesù ci indica la necessità di trovare ogni giorno momenti per il silenzio interiore ed esteriore. «Venite in disparte, in un luogo deserto».

Dalla preghiera si riceve una forte ricarica spirituale che si dona a quanti si incontrano o che la Madonna utilizza per la conversione dei peccatori.

Nella preghiera troviamo il migliore rilassamento spirituale che viene trasmesso al corpo e alla mente, perché la preghiera attira lo Spirito Santo ed è vera gioia, non si rimane mai delusi dopo avere pregato. Ci sentiamo più forti e sereni, sicuri dell’aiuto e della vicinanza di Gesù.

L’invito di Gesù è rivolto anche a tutti i laici, essi fanno parte del Corpo mistico e la loro preghiera è molto importante.

È sbagliato quando la domenica ci si preoccupa eccessivamente delle cose futili o si rimane a lavorare in casa per molto tempo, trascurando l’anima, il riposo della mente e del corpo. Si dimentica il precetto indicato da Dio nel 3° Comandamento: «Ricordati di santificare le feste».

Non è ammissibile fare la domenica quanto è opportuno fare nei giorni feriali, dimenticando soprattutto la preghiera, la cura della propria anima e il riposo fisico che deve facilitare la contemplazione delle cose di Dio, con la lettura e la riflessione. È il giorno favorevole per ritemprare corpo e mente, anche con passeggiate e svaghi salutari.

«Venite in disparte in un luogo solitario, e riposatevi un po’». La domenica è da dedicare a Dio e alle esigenze spirituali, del corpo e della mente.

Questo riposo insieme ad una maggiore preghiera, oltre a curare lo stress, dona grande entusiasmo e la vita diventa gioiosa, si vive nella vera pace.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le promesse di Satana per rubare le anime – 03 Febbraio 2023 0

Le promesse di Satana per rubare le anime – 03 Febbraio 2023

Venerdì 3 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,14-29)

Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo Nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elia». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La prima osservazione che si coglie è la domanda sull’identità del Messia, la seconda è la necessità di essere liberi per vivere e annunciare il Vangelo in una società pagana, irascibile e indifferente alle cose di Dio.

La confusione mentale rende difficile il raggiungimento della Verità, è quasi impossibile arrivare da soli alla scoperta della Volontà di Dio.

Chi si trova nella confusione e vive con avventatezza scambia facilmente vero e falso, i suoi impulsi sono guidati più dall’improvvisazione umana che dallo Spirito Santo. E Satana in queste circostanze diventa sempre più forte, ha un’influenza particolare sulla mente e conduce la persona su vie false e opposte alla Verità, e molto spesso diventa dominatore e guida rovinosa della persona che non prega.

SONO TROPPI I CONTESTI DEL MONDO DOVE SATANA È SPIETATO PADRONE, IN PRATICA IN OGNI CAMPO DI QUESTA SOCIETÀ SBANDATA E GIÀ PREDISPOSTA A SUBIRE IL COLPO DEFINITIVO. OVUNQUE C’È INGANNO, MALAFEDE, OSTENTAZIONE, CATTIVERIA. IN TUTTI I LUOGHI È DIFFUSO IL VIRUS DELL’IPOCRISIA E MOLTI ATEI, DEPRAVATI NELLA LUSSURIA E DISONESTI, ELEVANO COME INFALLIBILI LE LORO OPINIONI.

Non si vede nel mondo ma si avverte e possono percepirlo i più spirituali, la presenza di uno spirito negativo potentissimo e perverso che aleggia sulle teste e penetra nei cuori privi della protezione della Madonna.

Quanti non pregano sono facilmente influenzati dai diavoli e i loro pensieri, quindi le loro convinzioni sono sballate, ambigue e contraddittorie anche dinanzi all’evidenza. Proprio nelle ultime settimane ho letto sul web dichiarazioni di politici atei e alcuni giornalisti senza alcuna onestà intellettuale, fare dichiarazioni sconcertanti, palesemente in contrasto con la realtà. Sono senza onore.

C’è un oscuramento intellettuale generalizzato maestoso e dominante, riescono a sottrarsi al dominio dello spirito di confusione e di perversione solo i veri devoti della Madonna, anche se non sempre riescono a rimanere illesi per i colpi sferrati dal Male.

Nel Vangelo oggi troviamo una frase che possiamo applicare a tutti i grandi peccatori, lontani da Dio e considerati dannati dai loro accusatori. Però lo spregevole Erode ci mostra come anche un cattivo e impuro come lui, può rimanere inquieto mentre ascolta un Testimone di Cristo, Giovanni Battista. «… nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri».

Anche noi possiamo incontrare peccatori induriti, disinteressati di Dio e privi del desiderio di fare del Bene. Se non arrivano alla vera conversione, i loro pensieri non si discostano molto dalle incoerenze di Erode, debole, meschino e ottenebrato dall’impurità nel voler donare alla figlia di Erodìade, durante la festa, qualunque bene materiale pur di vederla ballare.

Erode neanche riusciva a valutare le promesse che faceva pur di assaporare un piacere disonesto. «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».

QUESTA È ANCHE LA PROMESSA CHE FA SATANA CON ALTRE SOTTILI INSINUAZIONI A CHI PREGA POCO, QUANDO VUOLE RAPIRE LE ANIME PER CONDURLE NELL’INFERNO! SATANA PROMETTE MOLTO E SI PRENDE TUTTO: L’ANIMA.

Satana va anche oltre e per attirare i peccatori dalla sua parte, soprattutto quanti non pregano e quelli che ancora oscillano, dona l’apparente sensazione di appagamento, ma è solo fuffa, lui che è il più abile venditore di fumo. «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno».

Da questo si può dedurre che il regno di Satana è popolato da persone immonde e maliziose, che hanno tradito Dio o hanno cercato iniquamente potere e successo.

Senza la Grazia di Dio si vive nel dubbio come Erode, rimane difficile arrivare a comprendere la Volontà di Dio, i pensieri si formano non seguendo la proposta dello Spirito Santo, al contrario, Lui rimane sempre al di fuori dai pensieri che si formano nella mente in un clima di presunzione e di autoreferenzialità.

Chi vive nell’egoismo accoglie solo se stesso, perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi che la caratterizzano.

Questa debolezza porta l’anima a un crescente distacco da Gesù e dai suoi pensieri. In questa condizione Gesù non può aiutare né ispirare chi Lo rifiuta o Lo segue senza vivere i suoi insegnamenti. Come Erode che non accettò Giovanni Battista e si rifiutò di incontrare Dio che agiva nel Precursore del Messia.

Erode possedeva ricchezze e ogni sfarzo, ma non possedeva la sua volontà, era succube dell’impulso. È una prigionia esistenziale per tanti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La Candelora per illuminare le tenebre e la Novena di Lourdes – 02 Febbraio 2023 0

La Candelora per illuminare le tenebre e la Novena di Lourdes – 02 Febbraio 2023

Giovedì 2 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

Presentazione del Signore

+ VANGELO (Lc 2,22-40)

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore -come è scritto nella Legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore»- e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da Te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il Padre e la Madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di Lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua Madre, disse: «Ecco, Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione -e anche a Te una spada trafiggerà l’anima-, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del Bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazareth. Il Bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la Grazia di Dio era su di Lui. Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi è la festa della Candelora e la Chiesa celebra la Presentazione al Tempio di Gesù.

Candelora indica la benedizione delle candele, simbolo di Gesù «Luce per illuminare le genti», come il Bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria Santissima, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

La Madonna era Immacolata e non aveva alcuna necessità di purificarsi, ma anche in questa circostanza si sottomise alle prescrizioni ebraiche per umiltà e per non dare adito agli altri di accusarLa.

La festa liturgica di oggi è importante per diverse ragioni, una di queste è la considerazione della preziosità di questa tradizione che esalta la Vita Consacrata. Tutti i Religiosi, frati, suore e monaci, consegnano la loro vita alla tenerezza di Dio Padre, così come Gesù ancora Bambino fu presentato al cospetto del Padre.

I primi Consacrati a Dio del Nuovo Testamento furono Maria e Giuseppe. Lei si consacrò quando aveva appena tre anni e Giuseppe per la vita stessa che condusse, si deve considerare come il primo Uomo religioso al servizio del Figlio di Dio e della Madre di Dio.

Nella Presentazione di Gesù si considera la sua obbedienza alla Legge, Dio che si sottomette alle tradizioni degli uomini. È un’obbedienza che mira però a cambiare le regole, senza lasciare la tradizione antica ispirata d’altronde da Lui, Dio stesso. La nuova Legge doveva però riportare vitalità alla Fede del nuovo popolo dei cristiani e dare un senso compiuto alla loro spiritualità.

La festa di oggi ci dice che Gesù è offerto al Padre, subito è donato e quel gesto si ripeterà infinite volte nella sua luminosa Vita.

GESÙ È SEMPRE UN DONO, LO È PER IL PADRE CHE NE FA DONO AD OGNUNO DI NOI, MA MOLTI NON RIESCONO A VALUTARE LA PREZIOSITÀ DI QUESTO INFINITO DONO.

CON LA BENEDIZIONE DELLE CANDELE E DEI CERI VOGLIAMO ANCHE NOI DIVENTARE LUCE IN QUESTO MONDO DI TENEBRE, SENZA REGOLE E AVVELENATO DA UNA ASSILLANTE RICERCA DELL’IMMORALITÀ DA PARTE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI UOMINI E DONNE SENZA DIO.

I frati e le suore sono chiamati a trasmettere quello che ricevono dal Signore che è la Luce, ma se non sono in comunione con Lui, è impossibile dare ciò che non possiedono.

Senza la Luce soprannaturale trasmessa dai Consacrati e dai Ministri di Dio, il mondo diventa sempre più tenebroso, occulto perché si assimila al demonio, e crescono di continuo i satanisti e gli appartenenti alle massonerie.

Molti cristiani che non pregano non compiono un cammino di Fede, sono molto tiepidi e non cercano la Luce di Dio. Sono smarriti proprio nei luoghi che credono di conoscere meglio, perché è l’identità ad essere perduta e si trovano a camminare in una galleria buia.

Gesù è la Luce che illumina il creato, l’opera malefica dei malvagi ostruisce questa Luce nel mondo e le tenebre scendono ovunque.

La preghiera della Chiesa fa ottenere abbondanti Grazie al popolo fedele a Dio, si privano di aiuti quanti non pregano e sono in balìa del Male.

Ovunque sono presenti comportamenti irrazionali, anomali se consideriamo la loro cultura ma non è la cultura a rendere la persona perbene.

Oggi la cultura e la scienza sono nelle mani di Satana e sono incalcolabili i suoi seguaci, anche quelli incoscienti fanno parte del regno di Satana…

QUESTO AGIRE ARROGANTE CHE ESPRIMONO MOLTI POTENTI SI ANNIDA MAGGIORMENTE DOVE C’È UNA MIOPE PRESUNZIONE DI SUPERIORITÀ CHE È ARROGANZA, E NON COMPRENDONO CHE È STERILE E INUTILE VANAGLORIA.

DURA UN LAMPO DINANZI ALL’ETERNITÀ E PERDONO LA GLORIA, IL PREMIO DI DIO E DOVE FINISCONO?

Molte persone di cultura prendono cantonate per scelte che solo a loro appaiono intuizioni geniali e potrei elencare tantissimi personaggi pubblici italiani. In loro l’intelletto lucido e spirituale è spento perché privi della Luce di Dio, sono sottomessi all’altezzosità vanagloriosa e si chiama superbia della vita: essa contamina ogni valutazione sulla realtà e ogni dato oggettivo. Scelgono e pensano il contrario di ciò che è corretto e sono capaci nella solo competenza.

Senza la Luce di Dio si perde il senso sano della vita, gradualmente si arriva a toccare ogni perversione e il Male si giustifica come opportuno.

Presentiamo oggi con l’inizio della Novena di Lourdes ma anche ogni mattina, tutte le opere della giornata a Gesù e a Maria, per non sbagliare.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’invidia è quel sentimento che corrode lentamente dentro – 01 Febbraio 2023 0

L’invidia è quel sentimento che corrode lentamente dentro – 01 Febbraio 2023

Mercoledì 1 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,1-6)

Un Profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli Lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il Figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un Profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù a Nazareth dove è cresciuto ha incontrato l’indifferenza di quanti Lo conoscevano e avevano saputo che in altre città aveva già compiuto grandi miracoli. Prima del suo ritorno a Nazareth i commenti sulle sue opere erano di meraviglia e di incredulità, erano curiosi degli avvenimenti ma non dimenticavano chi era Gesù prima di lasciare Nazareth: il Figlio del falegname.

I commenti su Gesù variavano e molti rimanevano dubbiosi, si consolavano con parole tipo: «Non è possibile»; «Ma và»; «Non ci credo proprio».

Questo può accadere anche a noi, quando alcuni ci considerano superficiali come loro e poi vengono a sapere che preghiamo, andiamo in pellegrinaggio nei Santuari, facciamo opere buone per i poveri e aiutiamo quelli che si trovano nella sofferenza e chiedono la nostra vicinanza. Taluni conoscenti o provano invidia o ci calunniano.

Quando Gesù il sabato andò nella sinagoga, i presenti osservavano come agenti segreti, cercavano anche una mossa sbagliata di Gesù, ma le sue parole trasmettevano una grande pace anche se i dubbiosi orgogliosi non volendo tributargli gli onori che meritava, continuarono a disprezzarLo.

Il Vangelo ci presenta il grande pregiudizio che affiora in tutta la sua ribellione contro Gesù da parte di molti che Lo conoscevano come l’Uomo più buono. Se la meraviglia di Gesù nei loro confronti era oggettivamente valida, LA LORO MERAVIGLIA IN REALTÀ ERA SOLO INVIDIA, l’incapacità di accettare quanto dicevano di buono altrove su Gesù. Dai racconti, Egli quantomeno doveva essere un potente Profeta di Dio.

L’invidia acceca l’intelletto e fa scaturire pensieri di avversità, pensieri maliziosi e pessimisti, per rendere negativo ciò che è limpido, bello e puro. L’invidia inizialmente rovina la vita di chi la coltiva e se non riesce a bloccarla, a vincerla, rovina anche la vita di quanti vengono colpiti dalle cattiverie e dalle calunnie.

L’invidia non brama solo quello che posseggono gli altri, la sua pericolosità sta nell’associare al rancore anche il desiderio di distruzione.

I compaesani di Gesù provarono inizialmente invidia nei suoi confronti per la grande popolarità che si era estesa nella regione e che innalzava Gesù come un grande Profeta, purtroppo all’invidia seguì anche il rancore, fino a desiderare il male, cioè, ucciderLo.

Oggi San Marco ci presenta l’indifferenza e la reazione sdegnata dei nazaretani contro Gesù, San Luca aggiunge un particolare interessante e sorprendente che ci presenta questa gente ancora più invidiosa, logorata e irragionevole.

Nel racconto della prima visita di Gesù a Nazaret, San Luca afferma che essi «si levarono, Lo cacciarono fuori della città e Lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarLo giù dal precipizio» (Lc 4,29).

Arrivarono alla decisione estrema di far morire la Persona che arrecava loro una sofferenza incontrollabile e il motivo era la loro invidia.

La venuta del Figlio di Dio nel mondo ha trovato tutti impreparati, tutti gli ebrei aspettavano il Salvatore secondo le loro congetture.

Quando divenne inutile la predicazione di tutti i Profeti inviati da Dio Padre in Israele per convertirli, per l’indisciplina degli ebrei, l’Eterno inviò suo Figlio ed Egli aveva il compito di stabilire la Nuova Alleanza con l’umanità, insegnare la vera spiritualità, convertirli al Padre e redimerli con la sua Morte in Croce.

Tutta la vita di Gesù fu caratterizzata dalle incomprensioni causate dagli invidiosi, di quanti avevano altri progetti religiosi e politici.

Ancora oggi le parole di Ezechiele valgono per l’umanità, per ognuno di noi, precisamente per quanti hanno incontrato Gesù e sono rimasti con il cuore indurito, indifferenti alla sua Volontà, presi da tanti interessi umani e oramai fossilizzati nel voler compiere solo quello che scaturisce dagli impulsi, che soddisfa i piaceri carnali.

Non curano l’anima né incontrano un Sacerdote per conoscersi, preferiscono coltivare una conoscenza debole ed esteriore di Gesù.

Oggi noi non abbiamo solo la certezza che Gesù ci vede e ci aiuta nella misura della nostra spiritualità e richiesta, ancora di più Lo troviamo ad attenderci nel Tabernacolo per elargirci grandi Grazie, per sostenerci nella vita sofferente ed aiutarci a vincere le malattie e tutti i nemici.

Quando l’uomo perde le sue certezze scopre la vera vita ed inizia a vivere nella Verità, senza più esaltazioni e manie di grandezza.

Quando noi scopriamo la grande forza che ci arriva dalle sofferenze sopportate con amore, allo stesso tempo scopriamo davvero la presenza di Gesù nella nostra vita. Senza questa consapevolezza si continua a vivere «fuori di sé», senza un vero controllo delle scelte che si compiono, senza un sincero confronto con gli insegnamenti di Gesù e la propria coscienza.

Il Signore ci dà il suo aiuto quando lo chiediamo, è sempre pronto ad aiutarci a superare gli ostacoli, le tentazioni e ogni genere di difficoltà. Chi prova spesso invidia non deve abbattersi, insieme a Gesù è facile vincere i vizi e modificare in meglio i propri sentimenti. Chiedete a Gesù di vincere questa tentazione, Lui vi trasfigurerà.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I cattivi e i potenti si attirano la Giustizia di Dio – 31 Gennaio 2023 0

I cattivi e i potenti si attirano la Giustizia di Dio – 31 Gennaio 2023

Martedì 31 gennaio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 5,21-43)

Fanciulla, Io ti dico: Alzati!

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed Egli le disse: «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi Fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, Io ti dico: alzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ci sono momenti nella vita in cui anche i ricchi si rendono conto di non avere più privilegi dei poveri, questo avviene quando sorge la malattia e scuote le fondamenta di ogni sicurezza. Si possono anche superare con indifferenza altre prove che spesso si creano con leggerezza, ma quando si pensa alla morte la paura ridimensiona tutto.

Di fronte alla malattia siamo tutti uguali, ancora più uguali lo siamo dinanzi alla morte. I più benestanti alle volte sono più uguali degli altri e riescono a contattare specialisti rinomati, però sono penalizzati dalla mancanza della Fede.

Non tutti i benestanti hanno Fede, i beni materiali molto presto nella vita prendono il posto di Dio e la loro sicurezza arriva solo dal denaro.

Il denaro non può comprare la pace, la felicità, gli aiuti dell’Onnipotente Gesù e della Madonna. Il molto denaro fa degenerare.

Nel Vangelo di oggi sono due i personaggi che mostrano una grande Fede e rallegrano Gesù. In questi due casi la componente principale che accomuna entrambi è la sofferenza, che facilita l’esperienza della Fede in Gesù.

Il potente Giairo era capo della sinagoga ed era a conoscenza dell’imminente morte della figlia, mentre la donna pagana soffriva di emorragie e non aveva trovato nessun miglioramento pur avendo provato moltissime cure in dodici anni.

La figlia di Giairo aveva dodici anni e la donna aveva emorragie da dodici anni.

Il numero dodici ed i suoi multipli si ripetono molte volte nella Bibbia, nell’Apocalisse ed anche nel Vangelo. Nell’Apocalisse San Giovanni parla di una moltitudine di centoquarantaquattromila segnati delle tribù dei figli di Israele. Le stesse tribù sono dodici. Ventiquattro, su ventiquattro scanni, sono i Vegliardi descritti sempre da San Giovanni. La Donna vestita di sole ha in capo una corona di dodici stelle.

Il numero 12 con i suoi multipli e derivati sta ad indicare la pienezza umana. Gesù Cristo sceglie 12 Apostoli, come abbiamo visto nell’Apocalisse 24 sono i Vegliardi che attorniano il trono di Dio (i 12 Patriarchi più i 12 Apostoli).

Ritornando a Giairo e alla donna con scarse aspettative di vita, solo la speranza di ricevere aiuti da Gesù non li faceva cadere nella disperazione.

I due personaggi erano convinti di non poter dominare la morte e la malattia, incontrarono e conobbero tutti i limiti umani, e la loro fiacchezza li convinse a non contare sulle capacità umane. Con molta probabilità non avrebbero cercato Gesù senza le sofferenze, non avrebbero neanche compiuto un piccolo sforzo interiore per conoscere la Verità.

Senza una malattia o una sofferenza morale, anche i cristiani poco spirituali, creano un trono al loro orgoglio, sicuri di superare tutto e di non avere bisogno di Dio. Quando arriva la malattia si scoprono inermi, indifesi e miseri, aprono gli occhi e si vedono sprovvisti di quella potenza che presumevano di possedere.

La Fede della donna malata del Vangelo era sorprendente: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». Era sicura dell’Onnipotenza di Gesù, così deve essere la preghiera dei cristiani. Non dubitava né perdeva la speranza di incontrare il Signore dopo dodici anni di terribili sofferenze e tanti soldi spesi inutilmente.

Quando arrivò all’apice della delusione delle cure inutili, ella si mise a cercare Gesù e Lo considerava come il vero Medico che poteva salvarla dalla morte certa. La donna pagana ebbe una Fede forte già nella ricerca di Gesù, non tanto solo quando Lo toccò. Il suo desiderio di incontrare il Signore era una preghiera straordinaria.

Gesù rimase ammirato della sua Fede: «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».

Bastarono poche parole per liberarla da un male che perdurava da dodici anni, quindi OGNUNO DI NOI PUÒ OTTENERE IN UN ISTANTE CIÒ CHE CHIEDE DA MOLTO TEMPO. Mentre la donna pagana non conosceva Gesù e rimase dodici anni a praticare cure inefficaci, noi Lo conosciamo e se le Grazie non arrivano subito, prima o poi arriveranno ma dobbiamo anche conoscere la causa di eventuali impedimenti.

Al capo della sinagoga che con indebolita autorità parlava a Gesù della gravissima malattia che aveva colpito la figlia, il Signore lo rassicurò perché vedeva nell’uomo la speranza dell’aiuto: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva».

Questa è la Fede che il cristiano deve mostrare quando prega. Più che le parole conta l’amore, la piena fiducia nel Signore.

Gesù tranquillizzò Giairo con due frasi, prima quando i parenti affermavano che la bambina era morta: «La bambina non è morta, ma dorme»; poi, quando lo invitò a continuare ad avere Fede nel momento in cui apparentemente tutto sembrava perduto: «Non temere, soltanto abbi Fede!».

Gesù guarisce e libera dalle negatività dei diavoli in un istante, risuscita lo spirito dei cadaveri viventi, domina tutto con la sua Onnipotenza.

«“Fanciulla, Io ti dico: alzati!”. E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le tentazioni dei diavoli e la possessione diabolica – 30 Gennaio 2023 0

Le tentazioni dei diavoli e la possessione diabolica – 30 Gennaio 2023

Lunedì 30 gennaio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 5,1-20)

Esci, spirito impuro, da quest’uomo.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti scongiuro, in Nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione -gli rispose- perché siamo in molti». E Lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E Lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato Lo supplicava di poter restare con Lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ancora una volta Gesù incontra una persona posseduta e la libera dai diavoli con estrema facilità. Con un comando scaccia i diavoli, nemici di ognuno di noi. Focalizziamo con profonda meditazione l’Onnipotenza di Gesù e la nullità dei diavoli. La meditazione di questo esorcismo favorisce le certezze che dobbiamo conoscere e credere fermamente.

Innanzitutto consideriamo l’Onnipotenza di Gesù Cristo: non tutti i cristiani hanno la convinzione che a Lui nulla è impossibile e se non interviene subito per ripristinare la moralità in questo mondo, è dovuto all’Amore che questo Dio colmo di bontà nutre per le sue creature e farà di tutto per non distruggerle, mentre saranno i potenti con le guerre a portare grandi rovine nel mondo.

Sono incalcolabili le persone possedute dai diavoli nel mondo. Esistono vari gradi di possessione, ma sempre i demoni scelgono il silenzio per agire indisturbati.

Il silenzio Satana lo mantiene soprattutto dove agisce potentemente e tiene soggiogati anche molti cristiani viziosi che non curano la vita spirituale. Molto spesso Satana non causa persecuzione verso qualcuno o verso un gruppo cattolico e li conduce tutti «silenziosamente e sollecitamente» dove vuole lui. Sempre più lontano da Gesù Cristo, alla rovina eterna!

I diavoli tentano sempre, ricordatelo.

Fanno apparire buono ciò che è cattivo e cattivo quanto è buono. Non seguite fiduciosamente i vostri pensieri, diffidate sempre di ciò che pensate se riguarda il giudizio sugli altri o le scelte di vita personale o su altri aspetti importanti. Consigliatevi prima di prendere decisioni importanti.

Per vincere le tentazioni o i disturbi che arrivano dai diavoli, occorre utilizzare anche i tre Sacramentali che la Chiesa indica come potenti. Sono l’acqua, il sale e l’olio esorcizzati. La loro potenza è sorprendente, in questi tre Sacramentali agisce lo Spirito di Gesù e i diavoli terrorizzati perdono forza e potere, fino a scappare. Cercate i Sacerdoti disponibili e utilizzateli sempre!

Sabato prossimo qui a Casa Mariana alle 15 inizierà l’adorazione eucaristica, con preghiere di guarigione e di liberazione, oltre alle preghiere di riparazione contro le bestemmie ed i sacrilegi che si commettono quasi in ogni Santa Messa. Si consiglia di arrivare in anticipo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La vera gioia che scaturisce dalle Beatitudini – 29 Gennaio 2023 0

La vera gioia che scaturisce dalle Beatitudini – 29 Gennaio 2023

Domenica 29 gennaio 2023

IV Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 5,1-12)

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a Lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Le otto Beatitudini sono meditate con particolare interesse dal cristiano che cura la vita spirituale. Le conosce bene perché vi trova la guida e la consolazione di Dio. Considerato che Gesù è Colui che rispetta la promessa fatta -e sono miliardi le prove che sostengono questa affermazione-, le Beatitudini le ha pronunciate per dare ai suoi fedeli la certezza che Lui è sempre con noi e che interviene ogni volta che Lo invochiamo.

Le ha pronunciate per far conoscere ai suoi seguaci, che se nella vita si incontrano inevitabilmente molte prove, sofferenze e cattiverie spesso anche dai conoscenti, chi sta con Lui alla fine sarà l’unico vincitore. Gesù ci farà sempre giustizia e ci darà la vittoria contro i nemici, i cattivi e i diffamatori. Prima o poi Gesù mantiene la parola data: «Tutto quello che chiederete con Fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21,22).

Alla fine non intendo dopo molti anni di prove o quando il «nemico» non perseguita più… Intendo che l’intervento di Gesù avviene nel momento migliore valutato con la sua infinita sapienza. Consideriamo che soprattutto dipende dalle nostre preghiere.

Chi patisce una malattia, una persecuzione da colleghi, conoscenti e perfino dai parenti, nelle Beatitudini trova la forza per resistere nella serenità e nella certezza che Gesù è vicino ed interverrà nei modi che considera opportuni ad ogni caso e dal grado della nostra preghiera.

Chi prega poco manifesta di essere poco interessato alla Grazia richiesta oppure non ha compreso l’importanza della preghiera.

Ottiene più presto quanto chiede chi si impegna nella preghiera giornaliera, cresce nella fiducia verso il Signore e osserva i Comandamenti. Non sono comunque le molte parole a permetterci di ottenere quanto ci necessita e che nessuno al mondo è in grado di donarci, è la Fede in Gesù!

Determinante è avere piena fiducia in Gesù, seguire gli insegnamenti e la sua Volontà, solo così la preghiera diventa efficace e accolta da Lui.

La Grazia si ottiene per l’amore che esprimiamo verso Gesù e la Madonna, la Fede sicura che Loro ci ascoltano sempre, sono sempre con noi e ci aiutano. Senza una profonda fiducia in Loro si prega senza fervore e non si ottiene nulla oppure molto poco.

Il mondo chiama beati quelli che abbondano di beni e di onori, che vivono allegramente e non mostrano difficoltà o patimenti.

I POVERI DI SPIRITO, secondo il Vangelo, sono quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; se le posseggono, ne fanno buon uso; se ne sono privi, non le cercano con sollecitudine; se loro vengono tolte, ne soffrono con rassegnazione la perdita.

I MANSUETI sono quelli che trattano il prossimo con dolcezza, e ne soffrono con pazienza i difetti e i torti che da essi ricevono, senza risentimenti o vendette.

QUELLI CHE PIANGONO, eppure sono detti beati, sono coloro che soffrono rassegnati le tribolazioni, e che si affliggono per i peccati commessi, per i mali e per gli scandali che si vedono nel mondo, per la lontananza dal Paradiso e per il pericolo di perderlo.

QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA sono coloro che desiderano ardentemente crescere sempre più nella Divina Grazia e nell’esercizio delle opere buone e virtuose.

I MISERICORDIOSI, sono quelli che amano in Dio e per amor di Dio il loro prossimo, ne compassionano le miserie sia spirituali che corporali, e procurano di sollevare secondo le loro forze e il loro stato.

I PURI DI CUORE sono quelli che non hanno alcun affetto al peccato e ne stanno lontani, e schivano sopratutto ogni sorta d’impurità.

I PACIFICI sono quelli che conservano la pace col prossimo e con se stessi, e procurano di mettere la pace tra quelli che sono in discordia.

Quelli che SOFFRONO PERSECUZIONE per amore della giustizia sono coloro che sopportano con pazienza le derisioni, i rimproveri e le persecuzioni per causa della Fede e della Legge di Gesù Cristo.

Le Beatitudini non ci procurano solo l’eterna gloria del Paradiso, sono i mezzi per condurre una vita felice, per quanto è possibile, in questo mondo.

Coloro che seguono le Beatitudini, ricevono incalcolabili ricompense anche in questa vita, già godono un’interna pace e contentezza, che è principio, benché imperfetto, della eterna felicità. Quelli che seguono le massime del mondo, non sono felici, perché non hanno la vera pace dell’anima, e corrono il pericolo di dannarsi.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

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La Chiesa è come una barca alla deriva – 28 Gennaio 2023 0

La Chiesa è come una barca alla deriva – 28 Gennaio 2023

Sabato 28 gennaio 2023

III Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 4,35-41)

Chi è Costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

Dal Vangelo secondo Marco

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, Lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con Lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora Lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora Fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque Costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Vicino al timone della barca che rappresenta la Chiesa c’era sempre Gesù, rimaneva lì vicino a vigilare anche se apparentemente dormiva. «Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva». Il sonno di Dio non esiste, in questo caso il Corpo di Gesù necessitava di ristoro, ma come Dio continuava a vigilare su tutto, sugli Apostoli, la barca e sull’Universo.

La Chiesa oggi è scossa da molte difficoltà che arrivano da tutte le parti, non sono solo il vento dell’indisciplina e le alte onde dell’arroganza dei carrieristi a scuoterla. C’è molto di più che presto si svelerà in tutta la sua orribile finzione e orrore.

Molti cattolici sono con le bende agli occhi, non comprendono le iniziative e le parole di molti della gerarchia che non appaiono più come Pastori di Dio, in essi trionfa la corruzione. Ma davvero non si comprende che numerosi Cardinali e Vescovi non credono più in Gesù Figlio di Dio?

Lo hanno trasformato in un nuovo Gesù senza il soprannaturale, che non compie miracoli, non ci ascolta e per dimostrare che non è Dio, non adorano l’Eucaristia. Arrivano anche a proibire l’adorazione dell’Eucaristia con pretesti ridicoli e disonesti.

DA QUANTI VESCOVI E SACERDOTI SENTITE IL PRESSANTE INVITO A FARE L’ADORAZIONE EUCARISTICA OGNI GIORNO ANCHE PER POCHE DECINE DI MINUTI, E A RIPARARE I PECCATI CHE SI COMMETTONO CONTRO DIO?

Gesù nel Vangelo ha anticipato in molti passi quanto è paziente, ha detto che lascerà crescere insieme il buon grano e la zizzania per poi arrivare alla mietitura e la zizzania sarà bruciata. La zizzania sono tutti i cattivi, gli anticlericali, quanti appartengono a gruppi segreti oppositori di Dio.

La sorpresa che lascia sbigottiti i potenti nemici della Chiesa, è la forte resistenza presente nella Chiesa e li rende molto nervosi.

La Chiesa è di Cristo e solamente con il suo permesso gli apostati stanno compiendo immondi sacrilegi, continuano a diffondere zizzania dentro la Chiesa e si alleano proprio con quanti vogliono livellare le religioni del mondo fino a unificarle. Gesù permetterà un’apparente sconfitta alla Sua Chiesa per purificarLa e poi brucerà TUTTA LA ZIZZANIA.

Lo afferma anche l’Apocalisse: «Appena il primo Angelo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò» (Ap 8,7). Dopo questo Angelo, altri sei Angeli suoneranno le trombe e al suono delle sette trombe si manifesterà la distruzione nel tempo dell’Apocalisse. Leggete dal capitolo 8 al capitolo 13 dell’Apocalisse. È Dio a parlare.

Sembrava facile agli apostati eliminare il soprannaturale e la sana dottrina della Chiesa.

Quando avverrà pubblicamente, sarà un fenomeno solo passeggero, noi siamo in attesa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ella però precisò a Fatima che solo alla fine trionferà, prima accadranno situazioni sciagurate, come stiamo vedendo. Dio non vuole mai il Male, Lui è l’Amore, ma è l’uomo malvagio simile a Satana e consacrato a Satana a volere guerra e sterminio.

La Chiesa oggi in larghissima parte si vive di apparenza, diventa consequenziale aggregarsi a gruppi contrari a Gesù Cristo.

Le teorie che vengono inventate all’interno della Chiesa manifestano uno sbandamento morale prima ancora che dottrinale, di quanti non sono armonizzati con il Vangelo e non lo considerano più autentico riferimento della loro vita.

Quando Gesù disse agli Apostoli di raggiungere l’altra riva con la barca, volle dare una lezione agli Apostoli che consideravano il Signore incapace di occuparsi della barca e della pesca. Il Corpo di Gesù riposava ed essendo Dio fece scaturire vento e mare agitato per ammaestrare gli Apostoli, infatti la barca stava per affondare, così gli Apostoli si reseco conto di non essere in grado di governare la barca e spaventati chiamavano Gesù.

SENZA GESÙ LA BARCA INTESA COME CHIESA NON SI PUÒ GOVERNARE, CHI PENSA DI FARLO IN MANIERA INGANNEVOLE VIENE SCOPERTO AD OGNI PASSO PER LE PAROLE AMBIGUE E CONTRADDITTORIE, PER LE INIZIATIVE SUBDOLE CHE IGNORANO PROPRIO IL FIGLIO DI DIO E INTENDONO CAMBIARE IL VERO MAGISTERO.

In questo caso Gesù interverrà per annullare tutto il Male presente nella sua Chiesa, e riporterà la Barca nelle acque placide del suo Cuore.

Con grande premura e paura gli Apostoli chiamarono Gesù quando si spaventarono. Gli Apostoli erano presi da un profondo terrore mentre Gesù era calmo, dominatore della natura e con poche parole ha riportato la pace, la quiete, la calma.

Anche noi restiamo sereni perché siamo fiduciosi della presenza di Gesù, del trionfo definitivo di Gesù su ogni forma di Male.

Gesù è sempre osservatore e ascoltatore di quanto facciamo e diciamo, lo possiamo notare nel posto che và ad occupare sulla barca: «Egli se ne stava a poppa». Nulla si trova scritto a caso nel Vangelo, infatti il posto che occupa Gesù a poppa sulla barca, è la posizione migliore per osservare tutto.

La poppa è la parte posteriore di un’imbarcazione, quella parte situata all’estremità opposta della prua, ed è possibile individuarla osservando l’imbarcazione dalla prua nella direzione opposta a quella di navigazione.

La poppa è l’area in cui sono situati gli apparati di timoneria, lo specchio di poppa, la barra del timone e gli organi di governo.

Dalla poppa Gesù osservava tutto anche se gli Apostoli vedevano che dormiva. Come può dormire lo Spirito eterno di Dio?

Nel Vangelo Gesù mostra agli Apostoli la sua Onnipotenza nel dominare la natura, oltre il dominio sulla malattia e sulla morte. «Minacciò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia». Dopo avere visto questo straordinario intervento, gli Apostoli rimasero impressionati e si chiedevano: «Chi è dunque Costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono».

Gli Apostoli da poco tempo stavano insieme a Gesù e non avevano ancora compreso lucidamente di trovarsi dinanzi a Dio incarnato. Questo episodio li rese più fiduciosi, maggiormente abbandonati alla Volontà di Gesù.

Non temete mai quando cercate Gesù, Lui attende le vostre preghiere. Impegnatevi ogni giorno nella recita di molte ardenti invocazioni.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Per l’importante Confessione, le Chiese sono chiuse o i parroci non confessano… – 27 Gennaio 2023 0

Per l’importante Confessione, le Chiese sono chiuse o i parroci non confessano… – 27 Gennaio 2023

Venerdì 27 gennaio 2023

III Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 4,26-34)

L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il Regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il Regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La fedeltà alla Grazia di Dio è uno degli impegni spirituali trascurati da molti cristiani, non c’è una adeguata conoscenza del valore della Grazia di Dio.

La responsabilità dei cristiani indifferenti o distratti dalle cose del mondo, è evidente e non devono rattristarsi quando arrivano le sofferenze e non hanno la forza di sopportarle. Non c’è voglia di gioire, e quello dell’abbattimento è solitamente il comportamento più naturale e il più dannoso per la mente, lo spirito, il fisico.

La Grazia di Dio porta i suoi frutti e il credente diventa più spirituale, abbandona la mentalità egoista ma non deve porre ostacoli.

Riceviamo la Grazia attraverso i Sacramenti, ma noi dobbiamo impegnarci a compiere ciò che lo Spirito Santo ci suggerisce nell’intimo del cuore: adempiere perfettamente i nostri doveri, in primo luogo quanto si riferisce ai nostri impegni con Dio; poi si tratta di impegnarci con decisione a raggiungere una meta, come la pratica di una determinata virtù o la sopportazione amabile di una contrarietà.

Se preghiamo bene e meditiamo ogni giorno su Gesù, lo Spirito Santo agisce in noi e ci insegna gli orientamenti spirituale più importanti.

Quanto maggiore è la fedeltà a queste Grazie, tanto più siamo nella disposizione per riceverne altre, più facilità abbiamo a realizzare buone opere, maggiore gioia ci sarà nella nostra vita, poiché l’allegria è sempre in stretta relazione con la nostra corrispondenza alla Grazia di Dio.

I problemi per i credenti nascono quando fanno tutto nella vita senza la conoscenza del cammino spirituale con le buone letture, senza confrontarsi con il Padre spirituale e quando si trovano dinanzi a difficoltà che non riescono a superare da soli, agiscono in modo avventato, impulsivo.

La Grazia di Dio non agisce dove c’è chiusura al suo intervento o non si compie la Divina Volontà.

La docilità alle ispirazioni dello Spirito Santo si acquisisce solo se è in atto un cammino di Fede guidato dal Padre spirituale. DA SOLI È IMPOSSIBILE RAGGIUNGERE ELEVATE VETTE SPIRITUALI.

Per arrivarci è indispensabile rinnegarsi e convincersi che da soli si sbaglia quasi sempre nelle scelte imprevedibili, ne è prova che I BENESTANTI E TANTI ALTRI AGISCONO CON ALTEZZOSA AUTOREFERENZIALITÀ, CIOÈ SONO TROPPO SICURI DEI LORO PENSIERI, BASANO TUTTO SU SE STESSI  E SUI PROPRI DESIDERI, NON CURANDOSI DEI RAPPORTI CON ALTRE REALTÀ, E DI CONTINUO SBAGLIANO MORALMENTE, mentre possono essere in grado di azzeccare operazioni economiche o sono molto bravi nei loro settori lavorativi.

La docilità è necessaria per conservare la vita della Grazia e per ottenere frutti soprannaturali. A noi veri seguaci di Gesù, interessano la sua Grazia e il suo Amore più di ogni cosa, la nostra gioia, pace e beatitudine si possono fondare esclusivamente sui doni soprannaturali che concede Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo ci dà innumerevoli Grazie per evitare il peccato veniale deliberato e quelle piccole mancanze che, pur non essendo peccati veri e propri, dispiacciono a Dio. Un padre terreno vuole vedere i suoi figli ben disposti nel fare bene le loro cose, così la mamma è felice della docilità dei figli.

Dio Padre ci chiede questa fedeltà, la corrispondenza alla sua Grazia altrimenti ci perdiamo e rimaniamo soli nelle decisioni della vita.

Quando si perde la Grazia bisogna ricorrere alla Confessione e questo Sacramento rivitalizza il credente e ristabilisce la comunione con Gesù. La Confessione è potente come un esorcismo, i demoni tremano non appena il credente pensa nella sua mente di andare in Chiesa, ma poi trova la Chiesa chiusa o forse aperta ma non c’è il parroco. Dov’è il parroco?

LUI CHE DEVE IMPEGNARSI ESCLUSIVAMENTE NEL MINISTERO DELLA LIBERAZIONE, NON SI PREOCCUPA E ABBANDONA LE ANIME CHE GLI HA ASSEGNATO CRISTO?

I cattolici hanno grande necessità della Confessione, anche i più spirituali sbagliano anche nelle piccole cose. Bisogna ricominciare molte volte nel cammino spirituale, senza abbattersi mai.

Si deve evitare lo scoraggiamento per i difetti che non si riescono a vincere e per le virtù che non si riescono ad acquisire.

La coerenza e la costanza sono indispensabili per corrispondere bene alla Volontà di Dio e vivere felici, anche in mezzo alle sofferenze.

Nel mondo c’è molta sofferenza e si è stabilito il Regno del Male, Satana domina in ogni settore della vita, è ammantato anche di abiti sacri e si maschera dietro parole confezionate e ipocrite. Non sono le parole che pronuncia o il ruolo che svolge al momento, a dare ad una determinata persona quel «quid» indispensabile per gestire un carisma sano e coinvolgente.

Più che il ruolo, deve essere la personalità a suscitare seguaci, a convincere gli altri ad aderire a un progetto spirituale, politico, aggregativo, ecc.

La personalità è l’insieme delle caratteristiche psichiche e delle modalità comportamentali (inclinazioni, interessi, passioni).

Solo seguendo il Signore la persona migliora la sua condizione e raggiunge la maturità spirituale e umana, portatrice di equilibrio e prudenza.

Il cristiano se scopre davvero Gesù e Lo imita, senza rendersene conto si trasforma sempre più in Gesù, acquisisce lo Spirito e quindi i suoi sentimenti, la capacità di amare anche i nemici, di perdonare tutti, di pensare bene, di non arrivare mai al giudizio temerario.

Pecca gravemente di giudizio temerario colui che, anche interiormente, attribuisce come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo.

In chi ama, adora e ringrazia Gesù, il Regno di Dio aumenta e diventa una persona nuova.

La spiegazione di Gesù sul seme è completa, ci permette di comprendere l’azione della Grazia di Dio in noi, ed è possibile se corrispondiamo.

Il seme cresce indipendentemente dalla volontà dell’uomo che l’aveva seminato, così il Regno di Dio in noi si sviluppa anche se non ci pensiamo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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