Categoria: APOSTOLATO

La vera conoscenza degli altri è difficile – 08 Febbraio 2023 0

La vera conoscenza degli altri è difficile – 08 Febbraio 2023

Mercoledì 8 febbraio 2023

V Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 7,14-23)

Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli Lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La spiegazione di Gesù sull’impurità molto discussa tra gli ebrei, dà una nuova e lucida soluzione al quesito tanto dibattuto. Per l’ebraismo i rituali da osservare erano incalcolabili, riguardavano le opere, il cibo, la pulizia del corpo.

Anche con l’osservanza di tanti rituali rimanevano sempre persone con varie problematiche, e Gesù ne indica diverse. Le sue parole dovevano trafiggere l’orgoglio di quanti ascoltavano ed erano fieri dei loro comportamenti iniqui. Illusoriamente e sotto false apparenze si consideravano perfetti.

Il vero pericolo presente nei nemici di Gesù si concentrava nelle loro diffamazioni. Era l’unico modo di cui disponevano per far allontanare il popolo da Gesù spargendo, appunto, falsità e veleno.

È IL COMPORTAMENTO CHE ANCHE OGGI PIACE A QUANTI SONO DOMINATI DAI DEMONI E NON SE NE RENDONO CONTO, SOLO RARAMENTE SI VERGOGNANO DELLA LORO ESISTENZA ED AVVIENE QUANDO SI TROVANO IN GRANDE PERICOLO.

Si parla per esprimere di tutto, cose buone e altre cattive, sorge però un dubbio inquietante ed è presente quando una persona esprime i suoi pensieri alternando parole buone e cattive secondo la propria convenienza senza riuscire a mantenere la piena onestà intellettuale. Non ha una identità precisa, tanto che molti conoscono quella persona sotto un aspetto, altri ancora sotto l’aspetto opposto.

Qual è la vera identità di questa persona? Solo Dio lo sa, neanche quella persona perché bugiarda e menzognera soprattutto con se stessa!

L’ambiguità e l’ipocrisia di molte persone non permettono neanche a tanti loro conoscenti di comprendere quello che sono veramente dentro. Avviene anche tra marito e moglie, figli e genitori, amici o conoscenti. Effettivamente più di tutti lascia basiti la mancata conoscenza interiore o inconfessata del coniuge anche dopo decenni di vita in comune.

La conoscenza tra colleghi di lavoro, vicini di casa e tanti altri è solo esteriore e inconsistente, nel senso che nessuno conosce la vera identità di una persona per la saltuaria frequenza.

Ho già scritto che la profonda conoscenza molto spesso non c’è neanche tra i coniugi, figuriamoci tra conoscenti. Umanamente è normale questo, inoltre la persona può cambiare in meglio o in peggio, quindi, può risultare diversa da come si conosceva in passato.

È DIFFICILE CAPIRE L’AUTENTICITÀ DEGLI AMICI, PER INTUIRLO OCCORRE AVERE UNA ELEVATA SPIRITUALITÀ.

Gesù nel passo di oggi ci avverte della pericolosità delle parole e anche dei giudizi.

Un giudizio temerario può sfuggire come anche si sbaglia dicendo parole inopportune, ma impostare la vita sulle maldicenze e sulle menzogne è un atteggiamento demoniaco.

Occorre allontanarsi dalle persone cattive e pregare per la loro conversione. Le loro parole sono sempre ambigue e le loro diffamazioni sono il concentrato dello spirito demoniaco. La loro intenzione mira il più delle volte a distruggere la vita della gente onesta e innocente.

Qui non generalizzo, è evidente che dove non c’è moralità e non si conoscono i valori cristiani secondo l’insegnamento del Signore, si agisce con grande libertà irrazionale. Inoltre, i non credenti innalzano come valori le loro esigenze passionali quasi mai corrispondenti al Vangelo.

Nella predicazione del Vangelo di oggi, (Mc 7,14-23),Gesù vuole eliminare un rito imposto dal fanatismo dei farisei riguardo il cibo, non poteva essere questo a renderli cattivi o irreligiosi.

Gesù dice alla folla che non è il cibo a rendere impuri gli ebrei, intendendo che ognuno necessita di un cibo regolare giornaliero, quindi la malizia non scaturisce dal cibo che necessita al corpo, è quanto esce dalla bocca a classificare chi è la persona.

È giusto mangiare bene, il cibo deve avere il sapore che piace e si deve cucinare nel modo migliore, ma con sereno distacco, senza vivere per adorare il cibo, avendo il cibo come idolo. Si mangia per nutrire il corpo e non per far ammalare l’anima. Non c’è peccato quando si mangia il cibo che piace, pronti comunque a rinunciare alle ricercatezze.

Nell’insegnamento di Gesù viene precisato che non ci rende impuri quanto entra nell’uomo e poi si espelle in bagno, non è tanto il cibo il problema, ma rende impuri quello che si trova dentro la persona, il cuore indurito e malizioso che fa scaturire propositi di male:

«Orgoglio, impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Chi pensa di cadere in qualche atteggiamento citato, non deve abbattersi ma con Fede deve chiedere con insistenza a Gesù il suo Spirito per diventare una persona nuova, migliore, buona, docile, sincera, onesta e misericordiosa. Tutto è possibile a Gesù Cristo, mite e umile di Cuore.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’eresia modernista è predominante nella Chiesa – 07 Febbraio 2023 0

L’eresia modernista è predominante nella Chiesa – 07 Febbraio 2023

Martedì 7 febbraio 2023

V Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 7,1-13)

Trascurando il Comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate -i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti-, quei farisei e scribi Lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed Egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il Comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il Comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la Parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La più grave sciagura per un Sacerdote e un Vescovo è il distacco dagli insegnamenti rivelati da Gesù Cristo. Anche quando si modifica un solo aspetto della dottrina del Vangelo, si attua lo stesso un tradimento completo e l’avversione alla Parola di Dio, e per Gesù chi opera modifiche alla Bibbia non è più considerato da Lui un suo seguace, non è più un cristiano.

Sulla bilancia pesano molto di più le storture teologiche di un Sacerdote e un Vescovo (anche di molti credenti che li seguono), piuttosto che le buone opere che si compiono. Non vale a nulla fare buone opere per abitudine o per far considerare operativa la parrocchia oppure per ostentare un’attività pastorale che però non è più gradita a Dio. È tutto vano.

I cattolici sono molto confusi perché non capiscono Bene e Male, non riescono a focalizzare la vera identità del parroco per tutto il «fumo» che egli scaltramente getta negli occhi, parlando di poveri, citando di tanto in tanto Gesù e la Madonna, organizzando divertimenti dentro la parrocchia e anche fuori. È vero che per i cattolici è difficile capire la vera identità di un Sacerdote, vediamo d’altronde che tanti corrono dove si grida con agitazione e arrivano all’odio verso qualche Vescovo che non accettano. Forse cambiano qualcosa? No. Non farebbero meglio a rimanere quieti e fare molta adorazione eucaristica con molte Corone del santo Rosario ogni giorno?

MODIFICARE IL VANGELO PER QUIETARE LA PROPRIA COSCIENZA, O PER FINALITÀ PASTORALI CHE PERÒ INCLUDONO CHIARAMENTE IL TRADIMENTO A GESÙ, O PER UNA VISIONE FALSATA DELLA STORIA DELLA SANTA CHIESA E QUINDI L’ANNULLAMENTO DEL SOPRANNATURALE, DEL SACRO, È UN TRADIMENTO.

1) È un tradimento adorare la Pachamama in Vaticano; 2) non considerare Gesù Figlio di Dio; 3) affermare che la comunione dei Santi include anche gli eretici, i corrotti, i criminali e i pervertiti; 4) è un tradimento affermare che Dio ha creato numerose Religioni e che tutte sono buone; 5) ma anche preoccuparsi eccessivamente (o solamente di politica…….!); 6) agire solo per realizzare il piano green voluto dalla famiglia ricchissima americana che comanda in Vaticano e gli inquilini tacciono obbedienti….; 7) i Vescovi vestiti di ogni colore fanno politica, ecologia e sociale, restando pienamente indifferenti nel trascurare Gesù e il vero Magistero della Chiesa.

Cardinali, Vescovi di tutti i colori e i Sacerdoti non annunciano più Gesù e sono apostati.

Questo diceva Gesù agli scribi e ai farisei: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il Comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

«Invano mi rendono culto», è tutto inutile davanti a Dio quanto compiono tanti che ostentano religiosità e si mascherano dietro parole mielose e ipocrite, ma già il tono con cui le pronunciano suscitano un senso di repulsione. Lo avvertono i cattolici che pregano molto e hanno acquisito lo Spirito della Madonna, mentre gli altri cattolici non riescono a capire.

Con estrema facilità possono modificare il Vangelo e la Santa Messa, possono fare svanire la devozione alla Madonna e creare con le altre religioni una nuova chiesa mondiale. Il progetto prevede la creazione di una sola religione con la dissoluzione dell’unica Chiesa voluta da Dio, quella Cattolica.

Se analizzate bene e con maturità spirituale le azioni e le parole dei Vescovi più esposti mediaticamente, trovate la spiegazione del piano.

Ma per fare un favore a chi? Hanno la convinzione iniqua di realizzare un sogno umano (pazienza se è eretico), e sono posseduti dai diavoli!

Carissimi che leggete, questo è un momento storico della Chiesa mai avvenuto in passato, la scelta di ognuno di noi sarà decisiva per la vita eterna e adesso è il momento di pregare di più il Santo Rosario, chiedendo alla Madonna di non permettere il nostro allontanamento dalla vera dottrina insegnata dalla Santa Chiesa in questi duemila anni.

Non corrono il rischio di perdersi eternamente i cattolici che rifiutano energicamente le omelie moderniste del parroco o di altri predicatori.

La vulnerabilità dei cattolici senza formazione dottrinale, si trova nell’incapacità di individuare le eresie propinate nelle omelie e nelle catechesi.

Oltre la dottrina modernista già molto diffusa nella Chiesa, con il rifiuto di confessare da parte di molti Sacerdoti, lasciando milioni di cattolici nei peccati e nelle braccia dei diavoli, in moltissime parrocchie si predica con grande sfrontatezza un’altra dottrina e non è più quella cattolica. È la dottrina degli eretici.

SE VESCOVI E SACERDOTI NON SI INGINOCCHIANO DAVANTI ALL’EUCARISTIA, LA RAGIONE È LA PERDITA DELLA FEDE IN GESÙ CRISTO. NON AVVERTONO NEL LORO INTIMO LA SUA ESISTENZA E LE LORO INIZIATIVE SONO TUTTE PAGANO E SCANDALOSE.

Come gli scribi e i farisei, oggi i traditori trascurano il Vangelo e commettono abomini, ingannano citando Gesù nelle omelie ma sono traditori come Giuda!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù parla nel silenzio e concede miracoli – 06 Febbraio 2023 0

Gesù parla nel silenzio e concede miracoli – 06 Febbraio 2023

Lunedì 6 febbraio 2023

V Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,53-56)

Quanti Lo toccavano venivano salvati.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennesaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito Lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che Egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti Lo toccavano venivano salvati. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Duemila anni fa un popolo ha vissuto un’esperienza unica e le parole umane non possono descriverla adeguatamente. Bisogna aver vissuto l’esperienza per capire le vibrazioni del cuore quando tutti accorrevano per incontrare e ascoltare Gesù.

«Scesi dalla barca, la gente subito Lo riconobbe». «Quanti Lo toccavano venivano salvati».

Non c’era ancora la Chiesa né il Cristianesimo era stato diffuso, c’era solo un Uomo speciale che annunciava di essere una sola cosa con il Padre Creatore e mostrava con i miracoli la prova di quanto affermava, che davvero era il Figlio Divino venuto sulla Terra per salvare l’umanità, per insegnare la Via della salvezza e far conoscere che Dio Creatore è la vera Vita ed è Uno e Trino.

A quel tempo la vita era tutt’altra cosa rispetto ad oggi. Non c’erano mass-media né idoli, la gente era più raccolta, più umile, più attenta a ringraziare Dio, e se la riconoscenza non ha limiti temporali, comunque la nostra società non è in grado di prostrarsi e adorare Gesù Cristo. Lo farà nelle tribolazioni, solo nella sofferenza anche i più superbi crollano!

Gesù ci offre un’altra Verità verificabile, ci invita senza obbligarci a riconoscere la presenza di un Creatore che manifesta la sua Onnipotenza nel creato. Un Essere superiore che può tutto ha determinato il nostro sistema solare per permettere la vita degli esseri umani.

Contemplando la natura possiamo elevare mente e cuore per riconoscere che Dio è vivo e ringraziare Colui che ha predeterminato ciò che esiste.

In Gesù è presente il Figlio eterno del Padre, la sua rivelazione era funzionale alla conoscenza del Creatore che per gli ebrei era anche Salvatore. Quando Gesù si è rivelato al mondo, accorrevano da tutte le parti della Palestina per chiedere guarigioni da mali a quel tempo incurabili e il Signore guariva amabilmente.

Vuole guarire ancora oggi tutti gli ammalati che Lo cercano e Lo adorano, ma occorre avere vera Fede in Lui, credere che Egli è Dio.

Anche oggi ci sono miliardi di persone tra gli atei che necessitano di cure ma non riconoscono Gesù come Figlio di Dio e si torturano nelle loro sofferenze. False religioni e filosofie propongono un credo ispirato da Satana o inventato da bravi ammaliatori.

Il Vangelo afferma che era sufficiente toccare Gesù per ricevere miracoli che guarivano malattie impossibili da risanare, però prima di toccarlo tutti Lo supplicavano, mostravano una Fede sincera.

Le malattie rendevano anche i più ostinati più fervorosi, e il loro nuovo entusiasmo intriso alla sofferenza che non cessava, scaturiva dalla certezza che il Signore dove passava, guariva gli ammalati.

Oggi non è possibile toccare Gesù, è presente in Cielo e nell’Eucaristia in modo sacramentale, solo la Fede ci dà la certezza che Lui ci ascolta sempre e vuole esaudire le nostre richieste di aiuto, anche quelle più difficili e complicate.

GESÙ CI ASCOLTA SEMPRE E NEL TEMPO OPPORTUNO INTERVIENE IN MODO RISOLUTIVO. NOI DOBBIAMO PREGARE MOLTO E ATTENDERE CON GRANDE FIDUCIA LE GRAZIE SPECIALI O LE GUARIGIONI O LE LIBERAZIONI DA DISTURBI STRANI.

GLI INTERVENTI DI GESÙ SI VERIFICANO QUANDO TROVA IN NOI VERA FEDE, UMILTÀ E DESIDERIO DI COMPIERE DAVVERO LA SUA VOLONTÀ.

Tra i cristiani ognuno ha una comunione molto personale con Gesù, ci sono quelli che avvertono la presenza di Dio nella loro vita perché impegnati nella pratica delle virtù, hanno meditato sulla sana spiritualità, sono molto vicini ai Sacramenti.

Non si può dire lo stesso di altri cristiani che si limitano a qualche preghiera giornaliera, non meditano, non vogliono approfondire le virtù e non le praticano. Con il loro comportamento non esprimono una Fede tale da riuscire a «toccare» spiritualmente Gesù, ad essere intimamente vicini a Lui.

Questi cristiani lontani da Gesù e dalla Madonna, mai devono perdere la speranza di poter diventare migliori e molto virtuosi.

La Fede autentica si vive quando si pone Gesù al centro della vita e tutto si compie seguendo i suoi insegnamenti. Ogni cosa che si compie acquista maggiore valore e davanti a Dio è meritevole di un premio. Anche un sorriso sincero e amorevole alle persone che incontriamo quando anche noi portiamo sofferenze, diventa preghiera perché c’è amore e sacrificio.

La Fede in Gesù dona grande sicurezza ma solo in Lui, ha la caratteristica di farci amare il rinnegamento e di renderci gioiosi quando si compiono le opere volute da Dio. In questo modo i cristiani «toccano» Gesù con la loro Fede, ed il contatto soprannaturale rilascia da parte dello Spirito Santo, la Grazia che continua a trasfigurare i buoni cristiani e ad elevarli dalle cose materiali, dal Male.

Tutti sappiamo che le cose materiali non danno la gioia e la pace, la vera felicità in questa vita ce la fa conoscere lo Spirito Santo!

È possibile quindi «toccare» con la nostra Fede il nostro amato Signore, Lo tocchiamo in un contatto spirituale ogni volta che Lo riconosciamo unico Dio e accorriamo da tutti i luoghi in Chiesa per adorarLo davanti al Tabernacolo, portandogli le nostre gioie, sofferenze e malattie, per chiedere guarigioni, liberazioni e la forza per vivere senza tristezza e sbandamenti.

Anche quando sulle barelle dei nostri cuori portiamo i malati e preghiamo ogni giorno per tutti loro.

«Deponevano i malati nelle piazze e Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti Lo toccavano venivano salvati».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La tiepidezza spirituale colpisce l’intelligenza e la volontà – 05 Febbraio 2023 0

La tiepidezza spirituale colpisce l’intelligenza e la volontà – 05 Febbraio 2023

Domenica 5 febbraio 2023

V Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 5,13-16)

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei Cieli». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù ricorda a tutti i cristiani che ogni loro opera deve compiersi per amore, senza altro interesse. Un amore soprannaturale sicuramente, tale da superare di gran lunga quello umano. Molti nel mondo sono pronti a sacrificarsi per un familiare ma non per gli sconosciuti, forse neanche per i parenti e gli amici.

Gesù dona a tutti, soprattutto ai suoi Ministri sacri, un comando che è possibile osservare solo rimanendo nel suo Cuore, in piena comunione con Lui. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Non si tratta di dare solo qualcosa di materiale, si dona quanto si riceve da Dio. E si può donare quello che si possiede, l’amore e la moralità presenti dove c’è la Fede.

La crisi nella Chiesa nasce per la perdita del sale del Vangelo, di ciò che condisce di significato e di importanza la vita di tutti.

Senza la Luce soprannaturale l’omelia rimane insulsa, priva di richiami alla vita eterna, senza insegnamenti morali da praticare in questa vita. Il messaggio che viene predicato in molti contesti non è più quello di Gesù, è ricolmo di interessi umani e contrari molto spesso al buonsenso!

Ecco la ragione degli interventi della Madre dell’umanità per richiamare tutti e risvegliarli dal sonno magnetico e seducente del mondo che annebbia l’intelletto. La Madonna ha iniziato le più importanti apparizioni a Parigi a una Suora diventata Santa Caterina Labourè.

Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, mentre la Francia agonizzava per la prossimità di una nuova rivoluzione, Suor Caterina di notte venne condotta da un Angelo nella grande cappella della Casa Madre ed ebbe un colloquio durato più di due ore con la Madre di Dio. Le apparizioni si susseguirono nei mesi successivi e il 27 novembre 1830 la Vergine Santa le rivelò il valore e l’importanza della Medaglia Miracolosa.

Poi a La Salette nel 1846 la Madonna iniziò a lanciare appelli al mondo sul degrado morale della società e nei messaggi dati a Massimino e Melania, Ella profetizzava la grande crisi nella Chiesa e la devastazione morale nel mondo. Predisse le carestie in Francia e periodi di povertà nella popolazione, tanti avvertimenti che si verificarono puntualmente. La Madre Addolorata si è sempre preoccupata dei suoi figli.

A Lourdes nel 1858 parlò alla piccola Bernardetta e indicò nel Santo Rosario il rimedio per guarire da ogni male, per vincere ogni avversità.

A Fatima nel 1917 apparve sei volte ai tre bambini, con parole preoccupate rivelò anche i segreti e il terzo si sta pienamente avverando.

Numerose altre apparizioni sono avvenute da Fatima in poi e ne ho scritto molte volte, consideriamo che Gesù e Maria sono preoccupati per noi e non per Loro, conoscono quanto avverrà di catastrofico nel mondo e sono addolorati per quanti finiranno all’inferno e altri che soffriranno come mai nessuno prima.

Come vi ho indicato più volte, l’ala modernista e protestante all’interno della Chiesa già dagli anni ’70 ha cercato di minimizzare la devozione alla Madonna, riuscendo ad introdurre nelle facoltà di Teologia molti testi teologici falsi, contrari alla vera devozione alla Madre di Dio.

Non solo migliaia di giovani seminaristi, da allora anche incalcolabili Sacerdoti sono stati indotti a minimizzare la potentissima mediazione della Madonna e a perdere così il sale del Vangelo. È la Madonna la formatrice dei Santi e la Maestra di formazione spirituale, la Mediatrice e la nostra potentissima Avvocata, solo con il suo aiuto è possibile conoscere il vero Volto del Figlio Gesù.

LA TIEPIDEZZA È UNA MALATTIA DELL’ANIMA CHE COLPISCE L’INTELLIGENZA E LA VOLONTÀ, LASCIA IL CRISTIANO SENZA FORZA SPIRITUALE E CON UNA VITA INTERIORE TRISTE E IMPOVERITA, IMMISERITA. I SINTOMI DI QUESTA MALATTIA SPIRITUALE SONO UNA VOLONTÀ DEBILITATA, A CAUSA DI FREQUENTI MANCANZE E COLPEVOLI TRASCURATEZZE.

La Parola di Dio ha il potere di cambiare la vita.

L’uomo senza la Luce di Dio è spento e senza la gioia che arriva sempre da Dio la sua vita è senza sapore, soggetta a capricci e agitazioni.

Per chi non vive il Vangelo la luce della sua vita è l’appagamento degli impulsi interiori, senza capire la provenienza né dove li condurrà.

Gesù ci indica cosa dobbiamo diventare, mentre alcuni giorni fa ci ha detto cosa dobbiamo essere. «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?». Parlando del sale sappiamo che non può mai perdere il sapore anche in condizioni avverse, ma Gesù parla agli Apostoli del pericolo di perdere essi stessi il sapore del Vangelo.

Li indica come possessori del sapore del Vangelo, «voi siete il sale della terra», e li avverte che questo sapore spirituale si può perdere.

Ogni cristiano è invitato a domandarsi se la sua vita ha sapore spirituale, se con i suoi comportamenti porta sapore nella vita degli altri, a cominciare dai familiari. Si può essere sale che dà sapore, quando si agisce con amore, si vive nella verità, si è umili, buoni e rispettosi.

Non c’è mai sapore di bontà e verità nella persona che eleva come guida solo i propri interessi, che si lascia guidare da giudizi avventati e dai pensieri negativi. Il sapore delle virtù da praticare lo dobbiamo cercare con docilità e nel rinnegamento, altrimenti si rimane in una condizione di negatività e si cade nell’ipocrisia.

Gesù desidera che diventiamo come il sale, un elemento importante nella cucina, serve a conservare i cibi, dà sapore a quanto è insipido.

Il modo più sicuro per diventare come il sale che dà sapore al cibo, è di amare tutti e questa bontà condisce di Bene ogni opera.

Il Vangelo di oggi illumina le Beatitudini, e il nuovo sapore che viene dato alla vita anche nelle condizioni più difficili, come è quella della sofferenza, è la nuova visione della nostra esistenza. Le Beatitudini senza il gusto della pace interiore non si possono vivere, rimane impossibile.

Allo stesso modo possiamo diventare luce che porta nel mondo una nuova mentalità. La luce che portiamo agli altri è proporzionata alla nostra Fede.

Nel mondo c’è oscurità per la mancanza della Fede in Gesù.

Questa settimana dobbiamo puntare al rafforzamento della Fede, con buone letture spirituali e una preghiera prolungata. La Fede illumina le cose oscure che avvengono nella società e noi siamo chiamati a conoscerle per pregare e avere una maggiore consapevolezza della realtà.

1 Ave Maria per Padre Giulio

 “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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La domenica da dedicare a Dio e all’anima – 04 Febbraio 2023 0

La domenica da dedicare a Dio e all’anima – 04 Febbraio 2023

Sabato 4 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,30-34)

Erano come pecore che non hanno pastore.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli Apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed Egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, Egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La compassione di Gesù che viene citata nell’episodio di oggi, ha accompagnato ogni sua opera, fin dall’eternità Dio è stato sempre lo stesso, la bontà senza limiti. La sua Incarnazione è mossa da una misericordia che significa compassione, ed è l’unico e autentico Dio che vuole sollevare l’umanità dalla sua pietosa condizione e «soffre» nel vedere gli esseri umani sbandati e dispersi tra le rovine del mondo.

Sono fuori dalla compassione di Gesù quanti stanno causando intenzionalmente moltissime sofferenze nel mondo a miliardi di persone.

I potenti e quanti collaborano in tutte le Nazioni a questo perfezionato piano contro l’umanità, hanno iniziato una sfida contro Dio e sono convinti di vincerla con l’utilizzo dei mezzi più disumani della storia. Non possono capire che il loro grande potere presto si disintegrerà.

Se il faraone d’Egitto fu sconfitto con dieci piaghe perché Dio gradualmente volle dimostrare agli ebrei di essere il Salvatore perché il Creatore del mondo, oggi Dio impiegherà molto poco per fermare tutti i cattivi. Pochi meditano sull’onnipotenza di Gesù Cristo: «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37).

La preghiera è la medicina per sostenere qualsiasi sofferenza, solo per mezzo della preghiera si ottiene l’intervento di Gesù e della Madonna e i Loro aiuti arrivano sempre. Se il disturbo arriva dai diavoli, con la preghiera essi fuggono e si ritrova la pace, la gioia.

Molti cristiani non conoscono la vera spiritualità per indifferenza, altri perché non hanno trovato riferimenti spirituali. Molti vivono come se fare propria la spiritualità del Vangelo fosse un optional, un accessorio utile solo nella necessità e si arriva a considerarla come superflua.

Oggi non si avverte più l’attrattiva verso l’Eucaristia, in poche parrocchie si svolge l’Adorazione Eucaristica. Non c’è più il «sentire» spirituale che attrae verso il Tabernacolo perché la Fede è diventata «liquida» come dice qualcuno che non crede in Gesù Figlio di Dio.

Restare vicini a Gesù significa riempirsi del suo Spirito, pregare con amore, avvertire che Lui è veramente presente ed ascolta ogni nostro gemito.

Oggi Gesù ci parla dell’importanza del riposo e la necessità di santificare il riposo. Il Vangelo ci presenta Gesù che con molta premura dice agli Apostoli di riposare dopo un viaggio missionario. Qui vediamo l’equilibrio tra attività e riposo, si compensano armoniosamente nel cristiano attento alla vita spirituale.

Gesù ci indica la necessità di trovare ogni giorno momenti per il silenzio interiore ed esteriore. «Venite in disparte, in un luogo deserto».

Dalla preghiera si riceve una forte ricarica spirituale che si dona a quanti si incontrano o che la Madonna utilizza per la conversione dei peccatori.

Nella preghiera troviamo il migliore rilassamento spirituale che viene trasmesso al corpo e alla mente, perché la preghiera attira lo Spirito Santo ed è vera gioia, non si rimane mai delusi dopo avere pregato. Ci sentiamo più forti e sereni, sicuri dell’aiuto e della vicinanza di Gesù.

L’invito di Gesù è rivolto anche a tutti i laici, essi fanno parte del Corpo mistico e la loro preghiera è molto importante.

È sbagliato quando la domenica ci si preoccupa eccessivamente delle cose futili o si rimane a lavorare in casa per molto tempo, trascurando l’anima, il riposo della mente e del corpo. Si dimentica il precetto indicato da Dio nel 3° Comandamento: «Ricordati di santificare le feste».

Non è ammissibile fare la domenica quanto è opportuno fare nei giorni feriali, dimenticando soprattutto la preghiera, la cura della propria anima e il riposo fisico che deve facilitare la contemplazione delle cose di Dio, con la lettura e la riflessione. È il giorno favorevole per ritemprare corpo e mente, anche con passeggiate e svaghi salutari.

«Venite in disparte in un luogo solitario, e riposatevi un po’». La domenica è da dedicare a Dio e alle esigenze spirituali, del corpo e della mente.

Questo riposo insieme ad una maggiore preghiera, oltre a curare lo stress, dona grande entusiasmo e la vita diventa gioiosa, si vive nella vera pace.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le promesse di Satana per rubare le anime – 03 Febbraio 2023 0

Le promesse di Satana per rubare le anime – 03 Febbraio 2023

Venerdì 3 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,14-29)

Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo Nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elia». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La prima osservazione che si coglie è la domanda sull’identità del Messia, la seconda è la necessità di essere liberi per vivere e annunciare il Vangelo in una società pagana, irascibile e indifferente alle cose di Dio.

La confusione mentale rende difficile il raggiungimento della Verità, è quasi impossibile arrivare da soli alla scoperta della Volontà di Dio.

Chi si trova nella confusione e vive con avventatezza scambia facilmente vero e falso, i suoi impulsi sono guidati più dall’improvvisazione umana che dallo Spirito Santo. E Satana in queste circostanze diventa sempre più forte, ha un’influenza particolare sulla mente e conduce la persona su vie false e opposte alla Verità, e molto spesso diventa dominatore e guida rovinosa della persona che non prega.

SONO TROPPI I CONTESTI DEL MONDO DOVE SATANA È SPIETATO PADRONE, IN PRATICA IN OGNI CAMPO DI QUESTA SOCIETÀ SBANDATA E GIÀ PREDISPOSTA A SUBIRE IL COLPO DEFINITIVO. OVUNQUE C’È INGANNO, MALAFEDE, OSTENTAZIONE, CATTIVERIA. IN TUTTI I LUOGHI È DIFFUSO IL VIRUS DELL’IPOCRISIA E MOLTI ATEI, DEPRAVATI NELLA LUSSURIA E DISONESTI, ELEVANO COME INFALLIBILI LE LORO OPINIONI.

Non si vede nel mondo ma si avverte e possono percepirlo i più spirituali, la presenza di uno spirito negativo potentissimo e perverso che aleggia sulle teste e penetra nei cuori privi della protezione della Madonna.

Quanti non pregano sono facilmente influenzati dai diavoli e i loro pensieri, quindi le loro convinzioni sono sballate, ambigue e contraddittorie anche dinanzi all’evidenza. Proprio nelle ultime settimane ho letto sul web dichiarazioni di politici atei e alcuni giornalisti senza alcuna onestà intellettuale, fare dichiarazioni sconcertanti, palesemente in contrasto con la realtà. Sono senza onore.

C’è un oscuramento intellettuale generalizzato maestoso e dominante, riescono a sottrarsi al dominio dello spirito di confusione e di perversione solo i veri devoti della Madonna, anche se non sempre riescono a rimanere illesi per i colpi sferrati dal Male.

Nel Vangelo oggi troviamo una frase che possiamo applicare a tutti i grandi peccatori, lontani da Dio e considerati dannati dai loro accusatori. Però lo spregevole Erode ci mostra come anche un cattivo e impuro come lui, può rimanere inquieto mentre ascolta un Testimone di Cristo, Giovanni Battista. «… nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri».

Anche noi possiamo incontrare peccatori induriti, disinteressati di Dio e privi del desiderio di fare del Bene. Se non arrivano alla vera conversione, i loro pensieri non si discostano molto dalle incoerenze di Erode, debole, meschino e ottenebrato dall’impurità nel voler donare alla figlia di Erodìade, durante la festa, qualunque bene materiale pur di vederla ballare.

Erode neanche riusciva a valutare le promesse che faceva pur di assaporare un piacere disonesto. «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».

QUESTA È ANCHE LA PROMESSA CHE FA SATANA CON ALTRE SOTTILI INSINUAZIONI A CHI PREGA POCO, QUANDO VUOLE RAPIRE LE ANIME PER CONDURLE NELL’INFERNO! SATANA PROMETTE MOLTO E SI PRENDE TUTTO: L’ANIMA.

Satana va anche oltre e per attirare i peccatori dalla sua parte, soprattutto quanti non pregano e quelli che ancora oscillano, dona l’apparente sensazione di appagamento, ma è solo fuffa, lui che è il più abile venditore di fumo. «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno».

Da questo si può dedurre che il regno di Satana è popolato da persone immonde e maliziose, che hanno tradito Dio o hanno cercato iniquamente potere e successo.

Senza la Grazia di Dio si vive nel dubbio come Erode, rimane difficile arrivare a comprendere la Volontà di Dio, i pensieri si formano non seguendo la proposta dello Spirito Santo, al contrario, Lui rimane sempre al di fuori dai pensieri che si formano nella mente in un clima di presunzione e di autoreferenzialità.

Chi vive nell’egoismo accoglie solo se stesso, perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi che la caratterizzano.

Questa debolezza porta l’anima a un crescente distacco da Gesù e dai suoi pensieri. In questa condizione Gesù non può aiutare né ispirare chi Lo rifiuta o Lo segue senza vivere i suoi insegnamenti. Come Erode che non accettò Giovanni Battista e si rifiutò di incontrare Dio che agiva nel Precursore del Messia.

Erode possedeva ricchezze e ogni sfarzo, ma non possedeva la sua volontà, era succube dell’impulso. È una prigionia esistenziale per tanti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La Candelora per illuminare le tenebre e la Novena di Lourdes – 02 Febbraio 2023 0

La Candelora per illuminare le tenebre e la Novena di Lourdes – 02 Febbraio 2023

Giovedì 2 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

Presentazione del Signore

+ VANGELO (Lc 2,22-40)

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore -come è scritto nella Legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore»- e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da Te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il Padre e la Madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di Lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua Madre, disse: «Ecco, Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione -e anche a Te una spada trafiggerà l’anima-, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del Bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazareth. Il Bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la Grazia di Dio era su di Lui. Parola del Signore 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi è la festa della Candelora e la Chiesa celebra la Presentazione al Tempio di Gesù.

Candelora indica la benedizione delle candele, simbolo di Gesù «Luce per illuminare le genti», come il Bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria Santissima, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

La Madonna era Immacolata e non aveva alcuna necessità di purificarsi, ma anche in questa circostanza si sottomise alle prescrizioni ebraiche per umiltà e per non dare adito agli altri di accusarLa.

La festa liturgica di oggi è importante per diverse ragioni, una di queste è la considerazione della preziosità di questa tradizione che esalta la Vita Consacrata. Tutti i Religiosi, frati, suore e monaci, consegnano la loro vita alla tenerezza di Dio Padre, così come Gesù ancora Bambino fu presentato al cospetto del Padre.

I primi Consacrati a Dio del Nuovo Testamento furono Maria e Giuseppe. Lei si consacrò quando aveva appena tre anni e Giuseppe per la vita stessa che condusse, si deve considerare come il primo Uomo religioso al servizio del Figlio di Dio e della Madre di Dio.

Nella Presentazione di Gesù si considera la sua obbedienza alla Legge, Dio che si sottomette alle tradizioni degli uomini. È un’obbedienza che mira però a cambiare le regole, senza lasciare la tradizione antica ispirata d’altronde da Lui, Dio stesso. La nuova Legge doveva però riportare vitalità alla Fede del nuovo popolo dei cristiani e dare un senso compiuto alla loro spiritualità.

La festa di oggi ci dice che Gesù è offerto al Padre, subito è donato e quel gesto si ripeterà infinite volte nella sua luminosa Vita.

GESÙ È SEMPRE UN DONO, LO È PER IL PADRE CHE NE FA DONO AD OGNUNO DI NOI, MA MOLTI NON RIESCONO A VALUTARE LA PREZIOSITÀ DI QUESTO INFINITO DONO.

CON LA BENEDIZIONE DELLE CANDELE E DEI CERI VOGLIAMO ANCHE NOI DIVENTARE LUCE IN QUESTO MONDO DI TENEBRE, SENZA REGOLE E AVVELENATO DA UNA ASSILLANTE RICERCA DELL’IMMORALITÀ DA PARTE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI UOMINI E DONNE SENZA DIO.

I frati e le suore sono chiamati a trasmettere quello che ricevono dal Signore che è la Luce, ma se non sono in comunione con Lui, è impossibile dare ciò che non possiedono.

Senza la Luce soprannaturale trasmessa dai Consacrati e dai Ministri di Dio, il mondo diventa sempre più tenebroso, occulto perché si assimila al demonio, e crescono di continuo i satanisti e gli appartenenti alle massonerie.

Molti cristiani che non pregano non compiono un cammino di Fede, sono molto tiepidi e non cercano la Luce di Dio. Sono smarriti proprio nei luoghi che credono di conoscere meglio, perché è l’identità ad essere perduta e si trovano a camminare in una galleria buia.

Gesù è la Luce che illumina il creato, l’opera malefica dei malvagi ostruisce questa Luce nel mondo e le tenebre scendono ovunque.

La preghiera della Chiesa fa ottenere abbondanti Grazie al popolo fedele a Dio, si privano di aiuti quanti non pregano e sono in balìa del Male.

Ovunque sono presenti comportamenti irrazionali, anomali se consideriamo la loro cultura ma non è la cultura a rendere la persona perbene.

Oggi la cultura e la scienza sono nelle mani di Satana e sono incalcolabili i suoi seguaci, anche quelli incoscienti fanno parte del regno di Satana…

QUESTO AGIRE ARROGANTE CHE ESPRIMONO MOLTI POTENTI SI ANNIDA MAGGIORMENTE DOVE C’È UNA MIOPE PRESUNZIONE DI SUPERIORITÀ CHE È ARROGANZA, E NON COMPRENDONO CHE È STERILE E INUTILE VANAGLORIA.

DURA UN LAMPO DINANZI ALL’ETERNITÀ E PERDONO LA GLORIA, IL PREMIO DI DIO E DOVE FINISCONO?

Molte persone di cultura prendono cantonate per scelte che solo a loro appaiono intuizioni geniali e potrei elencare tantissimi personaggi pubblici italiani. In loro l’intelletto lucido e spirituale è spento perché privi della Luce di Dio, sono sottomessi all’altezzosità vanagloriosa e si chiama superbia della vita: essa contamina ogni valutazione sulla realtà e ogni dato oggettivo. Scelgono e pensano il contrario di ciò che è corretto e sono capaci nella solo competenza.

Senza la Luce di Dio si perde il senso sano della vita, gradualmente si arriva a toccare ogni perversione e il Male si giustifica come opportuno.

Presentiamo oggi con l’inizio della Novena di Lourdes ma anche ogni mattina, tutte le opere della giornata a Gesù e a Maria, per non sbagliare.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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L’invidia è quel sentimento che corrode lentamente dentro – 01 Febbraio 2023 0

L’invidia è quel sentimento che corrode lentamente dentro – 01 Febbraio 2023

Mercoledì 1 febbraio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 6,1-6)

Un Profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli Lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il Figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un Profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù a Nazareth dove è cresciuto ha incontrato l’indifferenza di quanti Lo conoscevano e avevano saputo che in altre città aveva già compiuto grandi miracoli. Prima del suo ritorno a Nazareth i commenti sulle sue opere erano di meraviglia e di incredulità, erano curiosi degli avvenimenti ma non dimenticavano chi era Gesù prima di lasciare Nazareth: il Figlio del falegname.

I commenti su Gesù variavano e molti rimanevano dubbiosi, si consolavano con parole tipo: «Non è possibile»; «Ma và»; «Non ci credo proprio».

Questo può accadere anche a noi, quando alcuni ci considerano superficiali come loro e poi vengono a sapere che preghiamo, andiamo in pellegrinaggio nei Santuari, facciamo opere buone per i poveri e aiutiamo quelli che si trovano nella sofferenza e chiedono la nostra vicinanza. Taluni conoscenti o provano invidia o ci calunniano.

Quando Gesù il sabato andò nella sinagoga, i presenti osservavano come agenti segreti, cercavano anche una mossa sbagliata di Gesù, ma le sue parole trasmettevano una grande pace anche se i dubbiosi orgogliosi non volendo tributargli gli onori che meritava, continuarono a disprezzarLo.

Il Vangelo ci presenta il grande pregiudizio che affiora in tutta la sua ribellione contro Gesù da parte di molti che Lo conoscevano come l’Uomo più buono. Se la meraviglia di Gesù nei loro confronti era oggettivamente valida, LA LORO MERAVIGLIA IN REALTÀ ERA SOLO INVIDIA, l’incapacità di accettare quanto dicevano di buono altrove su Gesù. Dai racconti, Egli quantomeno doveva essere un potente Profeta di Dio.

L’invidia acceca l’intelletto e fa scaturire pensieri di avversità, pensieri maliziosi e pessimisti, per rendere negativo ciò che è limpido, bello e puro. L’invidia inizialmente rovina la vita di chi la coltiva e se non riesce a bloccarla, a vincerla, rovina anche la vita di quanti vengono colpiti dalle cattiverie e dalle calunnie.

L’invidia non brama solo quello che posseggono gli altri, la sua pericolosità sta nell’associare al rancore anche il desiderio di distruzione.

I compaesani di Gesù provarono inizialmente invidia nei suoi confronti per la grande popolarità che si era estesa nella regione e che innalzava Gesù come un grande Profeta, purtroppo all’invidia seguì anche il rancore, fino a desiderare il male, cioè, ucciderLo.

Oggi San Marco ci presenta l’indifferenza e la reazione sdegnata dei nazaretani contro Gesù, San Luca aggiunge un particolare interessante e sorprendente che ci presenta questa gente ancora più invidiosa, logorata e irragionevole.

Nel racconto della prima visita di Gesù a Nazaret, San Luca afferma che essi «si levarono, Lo cacciarono fuori della città e Lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarLo giù dal precipizio» (Lc 4,29).

Arrivarono alla decisione estrema di far morire la Persona che arrecava loro una sofferenza incontrollabile e il motivo era la loro invidia.

La venuta del Figlio di Dio nel mondo ha trovato tutti impreparati, tutti gli ebrei aspettavano il Salvatore secondo le loro congetture.

Quando divenne inutile la predicazione di tutti i Profeti inviati da Dio Padre in Israele per convertirli, per l’indisciplina degli ebrei, l’Eterno inviò suo Figlio ed Egli aveva il compito di stabilire la Nuova Alleanza con l’umanità, insegnare la vera spiritualità, convertirli al Padre e redimerli con la sua Morte in Croce.

Tutta la vita di Gesù fu caratterizzata dalle incomprensioni causate dagli invidiosi, di quanti avevano altri progetti religiosi e politici.

Ancora oggi le parole di Ezechiele valgono per l’umanità, per ognuno di noi, precisamente per quanti hanno incontrato Gesù e sono rimasti con il cuore indurito, indifferenti alla sua Volontà, presi da tanti interessi umani e oramai fossilizzati nel voler compiere solo quello che scaturisce dagli impulsi, che soddisfa i piaceri carnali.

Non curano l’anima né incontrano un Sacerdote per conoscersi, preferiscono coltivare una conoscenza debole ed esteriore di Gesù.

Oggi noi non abbiamo solo la certezza che Gesù ci vede e ci aiuta nella misura della nostra spiritualità e richiesta, ancora di più Lo troviamo ad attenderci nel Tabernacolo per elargirci grandi Grazie, per sostenerci nella vita sofferente ed aiutarci a vincere le malattie e tutti i nemici.

Quando l’uomo perde le sue certezze scopre la vera vita ed inizia a vivere nella Verità, senza più esaltazioni e manie di grandezza.

Quando noi scopriamo la grande forza che ci arriva dalle sofferenze sopportate con amore, allo stesso tempo scopriamo davvero la presenza di Gesù nella nostra vita. Senza questa consapevolezza si continua a vivere «fuori di sé», senza un vero controllo delle scelte che si compiono, senza un sincero confronto con gli insegnamenti di Gesù e la propria coscienza.

Il Signore ci dà il suo aiuto quando lo chiediamo, è sempre pronto ad aiutarci a superare gli ostacoli, le tentazioni e ogni genere di difficoltà. Chi prova spesso invidia non deve abbattersi, insieme a Gesù è facile vincere i vizi e modificare in meglio i propri sentimenti. Chiedete a Gesù di vincere questa tentazione, Lui vi trasfigurerà.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I cattivi e i potenti si attirano la Giustizia di Dio – 31 Gennaio 2023 0

I cattivi e i potenti si attirano la Giustizia di Dio – 31 Gennaio 2023

Martedì 31 gennaio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 5,21-43)

Fanciulla, Io ti dico: Alzati!

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed Egli le disse: «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi Fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, Io ti dico: alzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ci sono momenti nella vita in cui anche i ricchi si rendono conto di non avere più privilegi dei poveri, questo avviene quando sorge la malattia e scuote le fondamenta di ogni sicurezza. Si possono anche superare con indifferenza altre prove che spesso si creano con leggerezza, ma quando si pensa alla morte la paura ridimensiona tutto.

Di fronte alla malattia siamo tutti uguali, ancora più uguali lo siamo dinanzi alla morte. I più benestanti alle volte sono più uguali degli altri e riescono a contattare specialisti rinomati, però sono penalizzati dalla mancanza della Fede.

Non tutti i benestanti hanno Fede, i beni materiali molto presto nella vita prendono il posto di Dio e la loro sicurezza arriva solo dal denaro.

Il denaro non può comprare la pace, la felicità, gli aiuti dell’Onnipotente Gesù e della Madonna. Il molto denaro fa degenerare.

Nel Vangelo di oggi sono due i personaggi che mostrano una grande Fede e rallegrano Gesù. In questi due casi la componente principale che accomuna entrambi è la sofferenza, che facilita l’esperienza della Fede in Gesù.

Il potente Giairo era capo della sinagoga ed era a conoscenza dell’imminente morte della figlia, mentre la donna pagana soffriva di emorragie e non aveva trovato nessun miglioramento pur avendo provato moltissime cure in dodici anni.

La figlia di Giairo aveva dodici anni e la donna aveva emorragie da dodici anni.

Il numero dodici ed i suoi multipli si ripetono molte volte nella Bibbia, nell’Apocalisse ed anche nel Vangelo. Nell’Apocalisse San Giovanni parla di una moltitudine di centoquarantaquattromila segnati delle tribù dei figli di Israele. Le stesse tribù sono dodici. Ventiquattro, su ventiquattro scanni, sono i Vegliardi descritti sempre da San Giovanni. La Donna vestita di sole ha in capo una corona di dodici stelle.

Il numero 12 con i suoi multipli e derivati sta ad indicare la pienezza umana. Gesù Cristo sceglie 12 Apostoli, come abbiamo visto nell’Apocalisse 24 sono i Vegliardi che attorniano il trono di Dio (i 12 Patriarchi più i 12 Apostoli).

Ritornando a Giairo e alla donna con scarse aspettative di vita, solo la speranza di ricevere aiuti da Gesù non li faceva cadere nella disperazione.

I due personaggi erano convinti di non poter dominare la morte e la malattia, incontrarono e conobbero tutti i limiti umani, e la loro fiacchezza li convinse a non contare sulle capacità umane. Con molta probabilità non avrebbero cercato Gesù senza le sofferenze, non avrebbero neanche compiuto un piccolo sforzo interiore per conoscere la Verità.

Senza una malattia o una sofferenza morale, anche i cristiani poco spirituali, creano un trono al loro orgoglio, sicuri di superare tutto e di non avere bisogno di Dio. Quando arriva la malattia si scoprono inermi, indifesi e miseri, aprono gli occhi e si vedono sprovvisti di quella potenza che presumevano di possedere.

La Fede della donna malata del Vangelo era sorprendente: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». Era sicura dell’Onnipotenza di Gesù, così deve essere la preghiera dei cristiani. Non dubitava né perdeva la speranza di incontrare il Signore dopo dodici anni di terribili sofferenze e tanti soldi spesi inutilmente.

Quando arrivò all’apice della delusione delle cure inutili, ella si mise a cercare Gesù e Lo considerava come il vero Medico che poteva salvarla dalla morte certa. La donna pagana ebbe una Fede forte già nella ricerca di Gesù, non tanto solo quando Lo toccò. Il suo desiderio di incontrare il Signore era una preghiera straordinaria.

Gesù rimase ammirato della sua Fede: «Figlia, la tua Fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».

Bastarono poche parole per liberarla da un male che perdurava da dodici anni, quindi OGNUNO DI NOI PUÒ OTTENERE IN UN ISTANTE CIÒ CHE CHIEDE DA MOLTO TEMPO. Mentre la donna pagana non conosceva Gesù e rimase dodici anni a praticare cure inefficaci, noi Lo conosciamo e se le Grazie non arrivano subito, prima o poi arriveranno ma dobbiamo anche conoscere la causa di eventuali impedimenti.

Al capo della sinagoga che con indebolita autorità parlava a Gesù della gravissima malattia che aveva colpito la figlia, il Signore lo rassicurò perché vedeva nell’uomo la speranza dell’aiuto: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva».

Questa è la Fede che il cristiano deve mostrare quando prega. Più che le parole conta l’amore, la piena fiducia nel Signore.

Gesù tranquillizzò Giairo con due frasi, prima quando i parenti affermavano che la bambina era morta: «La bambina non è morta, ma dorme»; poi, quando lo invitò a continuare ad avere Fede nel momento in cui apparentemente tutto sembrava perduto: «Non temere, soltanto abbi Fede!».

Gesù guarisce e libera dalle negatività dei diavoli in un istante, risuscita lo spirito dei cadaveri viventi, domina tutto con la sua Onnipotenza.

«“Fanciulla, Io ti dico: alzati!”. E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore».

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Le tentazioni dei diavoli e la possessione diabolica – 30 Gennaio 2023 0

Le tentazioni dei diavoli e la possessione diabolica – 30 Gennaio 2023

Lunedì 30 gennaio 2023

IV Settimana del Tempo ordinario

+ VANGELO (Mc 5,1-20)

Esci, spirito impuro, da quest’uomo.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti scongiuro, in Nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione -gli rispose- perché siamo in molti». E Lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E Lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato Lo supplicava di poter restare con Lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ancora una volta Gesù incontra una persona posseduta e la libera dai diavoli con estrema facilità. Con un comando scaccia i diavoli, nemici di ognuno di noi. Focalizziamo con profonda meditazione l’Onnipotenza di Gesù e la nullità dei diavoli. La meditazione di questo esorcismo favorisce le certezze che dobbiamo conoscere e credere fermamente.

Innanzitutto consideriamo l’Onnipotenza di Gesù Cristo: non tutti i cristiani hanno la convinzione che a Lui nulla è impossibile e se non interviene subito per ripristinare la moralità in questo mondo, è dovuto all’Amore che questo Dio colmo di bontà nutre per le sue creature e farà di tutto per non distruggerle, mentre saranno i potenti con le guerre a portare grandi rovine nel mondo.

Sono incalcolabili le persone possedute dai diavoli nel mondo. Esistono vari gradi di possessione, ma sempre i demoni scelgono il silenzio per agire indisturbati.

Il silenzio Satana lo mantiene soprattutto dove agisce potentemente e tiene soggiogati anche molti cristiani viziosi che non curano la vita spirituale. Molto spesso Satana non causa persecuzione verso qualcuno o verso un gruppo cattolico e li conduce tutti «silenziosamente e sollecitamente» dove vuole lui. Sempre più lontano da Gesù Cristo, alla rovina eterna!

I diavoli tentano sempre, ricordatelo.

Fanno apparire buono ciò che è cattivo e cattivo quanto è buono. Non seguite fiduciosamente i vostri pensieri, diffidate sempre di ciò che pensate se riguarda il giudizio sugli altri o le scelte di vita personale o su altri aspetti importanti. Consigliatevi prima di prendere decisioni importanti.

Per vincere le tentazioni o i disturbi che arrivano dai diavoli, occorre utilizzare anche i tre Sacramentali che la Chiesa indica come potenti. Sono l’acqua, il sale e l’olio esorcizzati. La loro potenza è sorprendente, in questi tre Sacramentali agisce lo Spirito di Gesù e i diavoli terrorizzati perdono forza e potere, fino a scappare. Cercate i Sacerdoti disponibili e utilizzateli sempre!

Sabato prossimo qui a Casa Mariana alle 15 inizierà l’adorazione eucaristica, con preghiere di guarigione e di liberazione, oltre alle preghiere di riparazione contro le bestemmie ed i sacrilegi che si commettono quasi in ogni Santa Messa. Si consiglia di arrivare in anticipo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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