Categoria: ANNO 2019

Mercoledì 4 dicembre 2019 0

Mercoledì 4 dicembre 2019

I Settimana di Avvento

+ VANGELO (Mt 15,29-37)

Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed Egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele. Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con Me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nel messaggio annunciato dalla Chiesa negli ultimi anni, è mancante proprio questo aspetto di Gesù che compie grandi miracoli, Gesù che domina la natura, i diavoli e la morte. Non è sufficiente parlare solo di amore e misericordia, prima ancora và spiegato perché bisogna amare e occorre parlare molto dell’Amore incarnato che è Gesù e ha insegnato la dottrina più santa e veritiera.

In questi ultimi tempi si sta perdendo la corretta conoscenza di Gesù e con maggiore frequenza si utilizza il suo Nome per sponsorizzare quanto si oppone al suo messaggio. Questo allarma tanti cattolici coerenti, quelli che non vogliono allontanarsi dalla Fede della Santa Chiesa e sono pronti a qualsiasi disputa teologica per rimanere autentici cattolici.

Oggi la lotta è dentro la Chiesa, non copriamo di sabbia la verità, e ognuno di noi deve riflettere a fondo sull’identità cristiana, per capire il significato dell’essere cristiano. Ci troviamo in un tempo dominato da molti falsi profeti travestiti anche con abiti sacri e colorati come l’arcobaleno, simbolo utilizzato da lobby omosessuali e anticlericali.

Noi siamo chiamati alla difesa della Chiesa istituita da Gesù Cristo, innanzitutto con una preghiera più fiduciosa, costante e umile.

La nostra amata Chiesa è agonizzante e se è vero che la Chiesa risorgerà dopo un’apparente «morte», è vero anche che molti cattolici confusi seguiranno la via sbagliata. Questo avverrà in coloro che non pregano o sono tiepidi, vivono senza conoscere Gesù.

La meditazione del Vangelo giornaliero è già un buon inizio, anche la preghiera del Santo Rosario e quella spontanea con atti di amore e ringraziamenti da recitare ovunque, ma ogni preghiera deve essere recitata avendo chiaro chi è il destinatario. Non un Dio qualunque, è Gesù Cristo del Vangelo che adoriamo e vogliamo seguire.

La preghiera non serve solo a chiedere Grazie, è la nostra risposta all’Amore di Dio Padre che ci ama così come siamo. Pregare è l’atto adeguato per ringraziare il Signore di tutti i doni elargitici, e la preghiera è vera se ci trasforma in cattolici autentici, credibili e giusti.

Noi che restiamo legati al Vangelo storico, siamo nella Verità tutta intera e questa fedeltà sarà ricompensata da Gesù «cento volte tanto».

Gesù è buono ed è sempre pronto a perdonare, però molti non avranno mai più modo di aggrapparsi a Lui per avere abusato della sua misericordia.

Per imparare ad essere misericordiosi dobbiamo volgere lo sguardo a Gesù, che viene «a salvare ciò che era perduto»: non a spezzare «una canna incrinata» né a spegnere «uno stoppino dalla fiamma smorta», ma a caricarsi delle nostre miserie per liberarci, a soccorrere quelli che soffrono e sono nel bisogno.

Ogni pagina del Vangelo è una manifestazione della misericordia divina.

Dobbiamo meditare la vita di Gesù, Egli è la Misericordia ed è come il motore che guida e muove la storia di ciascun uomo. Gesù si commuove di fronte al nostro dolore. «Sento compassione per la folla». La Misericordia di Dio è l’essenza di tutta la storia della salvezza, il motivo degli eventi salvifici.

Quando una persona si trova nella sofferenza, rientra in sé, apre gli occhi sulla realtà e comprende il valore della vita. La sofferenza fa scoprire un’altra realtà, quella vera, opposta alla finzione di questa società che rincorre affannosamente illusioni che falliscono di continuo.

Molti ringraziano Dio quando vedono cadere le scaglie rigide che velavano gli occhi, quando avvertono una leggerezza mentale e soprattutto la libertà di poter scegliere serenamente, senza quella schiavitù che «costringeva» a compiere opere controvoglia.

Questa è la condizione di quanti non vivono il Vangelo, dimentichi degli insegnamenti di Gesù e abbagliati dagli impulsi di ogni tipo.

Uno degli obiettivi della vita deve essere la padronanza della propria volontà, unita alla maturità umana e spirituale. Anche se quella spirituale illumina l’intelletto, poi è la persona a  compiere la scelta di ciò che giova ed è utile per la personale conversione e santificazione.

Controllare la volontà è una vera rinascita, questo dominio di sé è una guida e una supervisione dei pensieri, delle opere che si compiono. Se la sofferenza costringe a rientrare nella sfera personale e a conoscersi, non sempre però la persona raggiunge o merita questa Grazia.

Senza Dio si perde la buona lucidità intellettuale, emerge il peggio di quanti sono imbevuti di orgoglio, odio e sete di vendetta.

L’umanità sta correndo pericoli mai conosciuti in passato, noi possiamo fare molto con il Santo Rosario e la Madonna ci invita a recitarlo anche per le sue intenzioni. Vi invito a recitare ogni giorno una Corona del Santo Rosario secondo le sue intenzioni, soprattutto domenica 8 dicembre solennità dell’Immacolata. Raccoglietevi in preghiera e recitate una Corona per Lei, facendo seguire la vostra Consacrazione al suo Cuore Immacolato, a  questa potentissima Mediatrice delle Grazie.

http://www.gesuemaria.it/apostolato/efficace-preghiera.html

Inviate questo invito a tutti i vostri contatti, è urgente pregare di più per fermare quanto i diavoli vogliono ottenere al più presto.

Siamo seguaci del Dio incarnato e non di falsi miti o di filosofie ingannevoli, a Gesù Cristo dobbiamo rivolgerci con grande fiducia e abituarci alla sua presenza. A Lui bisogna chiedere tutto, ricorrere al suo Amore per qualsiasi necessità. Non dimenticatevi di adorare il suo Cuore e riporre in Esso ogni speranza. Riflettete molto spesso che Gesù è Dio Onnipotente.

Gesù moltiplica con assoluta facilità quanto chiediamo, anche se dobbiamo meritarlo con la vita, le buone opere, la preghiera costante.

Rimane indispensabile l’intercessione della Madonna, la vera devozione a Lei facilita l’adorazione a Gesù e Lui aiuta quelli che pregano.

1 Ave Maria per Padre Giulio

P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.

O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.

Giovedì 24 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario 0

Giovedì 24 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,49-53)
    Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e
    come vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono
    angosciato finché non sia compiuto! Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io
    vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi
    tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre
    contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Parola del
    Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La divisione di cui parla Gesù, nasce a causa dei comportamenti opposti alla sua Parola. La
    divisione non arriva mai da Gesù, avviene in quelle famiglie che vivono nel disordine spirituale
    e spesso morale. L’armonia è frutto della preghiera e della fedeltà alla sua Parola.
    Le parole di Gesù oggi suscitano un po’ di apprensione, eppure sono perfettamente in linea
    con la sua dottrina. Lui non vuole assolutamente la guerra e non è contento di vedere le
    famiglie disgregate, al contrario il suo messaggio di Amore desidera una pace perfetta e
    duratura.
    Non è l’azione di Gesù a portare la guerra nelle famiglie, non potrebbe esserlo, è invece la
    reazione di uno o più familiari a reagire contro i seguaci del Cristo e a causare contrasti. Gesù è
    coinvolto perché è la sua Parola a suscitare irrequietezze irragionevoli in quanti non Lo amano.
    Così si spiega questa pagina un po’ complicata.
    «Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione».
    La sua presenza crea moltissime reazioni, come vediamo oggi e come è avvenuto nel
    passato. Le reazioni contro Gesù nascono dai cuori ribelli, senza pace, pieni di rovine e
    che Lui indica nel Vangelo come «sepolcri imbiancati».
    Agiscono con malizia per danneggiare l’immagine del Signore e della Chiesa, la loro azione
    e incisiva e persistente. Lo fanno in famiglia e, soprattutto, in certi ambiti inquietanti dove si
    discute più dell’odio da scaricare su Dio che del bene da compiere.
    Gesù afferma che molte famiglie cristiane «saranno divise», «si divideranno» a causa
    della Fede. È Gesù a soffrire più degli altri.
    Perché tanta animosità contro Gesù, la Chiesa e i familiari cattolici? Neanche gli oppositori
    impulsivi di Gesù riescono a spiegarlo…
    Gesù è la Pace, l’Amore e il Bene, da Lui scaturisce la Bontà e non vuole alcuna divisione
    nelle famiglie. Dio ci ama e solo ascoltando la sua Parola si riesce ad amare e a perdonare. È
    venuto in mezzo a noi il Figlio di Dio ad insegnare le opere buone e la pratica delle virtù.
    Chi è in comunione con il Signore e Lo adora, oltre ad avere in sé una pace impagabile che
    porta ad amare anche i propri nemici, effonde anche all’esterno la stessa pace che porta in sé
    perché è una persona mansueta, ma coraggiosa, forte, decisa nel Bene!
    Nella società è diffusa una cattiveria strisciante e nascosta anche sotto i sorrisi, essa
    contamina molti buoni e mancando la protezione della preghiera, molti di loro assumono
    comportamenti reazionari in famiglia contro la Fede cattolica.
    La divisione è accovacciata nei cuori delle persone che non osservano i Comandamenti, è
    interna ad essi e le loro contraddizioni nascono dalla superbia e da una scattante impulsività,
    dall’incapacità di controllarsi, di capire il loro stato spirituale biasimevole e per questo
    reagiscono maldestramente contro gli altri familiari che pregano.
    La nostra preghiera non è importante solo per ringraziare Dio dei doni e beni elargitici, la
    preghiera è la nostra forza e il mezzo per dialogare con Dio. In ognuno produce molti frutti
    spirituali che fortificano la volontà e illuminano l’intelletto.
    I doni dello Spirito vengono accresciuti abbondantemente dove c’è una preghiera
    elevata e santità di vita. Questi doni trasfigurano il cristiano, dandogli la tranquilla forza
    di resistere ai contrasti in famiglia a causa del Nome di Gesù.
    La sua misericordia il Signore vuole espanderla in tutti i cuori, ma l’uomo che vive lontano
    da Lui e non vuole pentirsi, la rifiuta di continuo.
    È determinante la preghiera intensa, costante e prolungata di un solo familiare per
    convertire nel tempo tutta la famiglia. Credeteci!
    Nel Vangelo Gesù manifesta ai suoi discepoli, come un vero amico, i sentimenti più intimi.
    Così parla loro dello zelo apostolico che Lo consuma, del suo Amore per tutte le anime. «Sono
    venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!».
    I discepoli dopo la Pentecoste, infiammati da un tale fuoco divino, si sparsero per il mondo e,
    portatori della santa spiritualità, distrussero le eresie dei nemici del Signore. Quali? Coloro che,
    allontanatisi dal vero Dio da cui erano stati creati, adoravano gli idoli creati da loro stessi.
    Il santo fuoco della Fede ogni cattolico deve portarlo nella propria famiglia, anche senza
    parlare troppo delle cose di Dio quando non è il momento propizio, ma questo fuoco divino lo
    stesso si diffonde negli altri e riuscirà a bruciare i mali che si annidano negli altri familiari.
    È l’azione dello Spirito Santo che agisce per le preghiere dei buoni che chiedono la
    conversione dei familiari. Dio è vicino e non dimentica.
    Le grandi conversioni non avvengono in poco tempo, dipende dalle preghiere dei cattolici e
    dalla loro Fede. Bisogna avere molta Fede.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Venerdì 18 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario San Luca Evangelista 0

Venerdì 18 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario San Luca Evangelista

  • VANGELO (Lc 10,1-9)
    La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni
    città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli
    operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate:
    ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non
    fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a
    questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
    ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi
    lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una
    città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e
    dite loro: “È vicino a voi il Regno di Dio”». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Dio scelse quattro Evangelisti per dare una prova maggiormente solida sulla vera Persona
    divina incarnata in Gesù di Nazareth. Un solo Evangelista probabilmente non sarebbe stato
    considerato credibile, quindi risultano favorevoli non tanto le descrizioni opposte, perché non
    ce ne sono riguardo le opere di Gesù, ma nel raccontarle con sfumature diverse.
    Infatti, due Evangelisti erano Apostoli, due non lo erano. Matteo e Giovanni assistettero ai
    miracoli compiuti dal Signore e furono autentici testimoni degli insegnamenti del Maestro,
    mentre Marco e Luca ascoltarono i racconti da altri due pilastri della Chiesa: Pietro e Paolo.
    È un solo Vangelo quello diffuso nel mondo, i racconti sono quattro e questo lo avvalora
    notevolmente. Tre sono molto simili e si chiamano sinottici. Sono i tre Vangeli di Marco,
    Matteo e Luca. Il nome è dato dalle notevoli somiglianze del testo dei tre Vangeli, e se posti su
    tre colonne parallele, in uno sguardo d’insieme che è la sinossi, ci si accorge facilmente che ci
    sono somiglianze nella narrazione, anche come vengono disposti gli episodi evangelici, i
    singoli brani, sono frasi uguali o con leggere differenze.
    Questi tre racconti rendono fortemente attendibile la Persona di Gesù anche presso i pagani,
    soprattutto quando all’inizio non era semplice accreditare il Messia perché molte credenze si
    immischiavano nel popolo.
    I tre racconti hanno destinatari diversi, sono indirizzati dallo Spirito Santo verso determinati
    popoli o per descrivere Verità importanti della Vita di Gesù e di sua Madre Maria.
    Proprio Luca è chiamato a redigere un Vangelo mariano, caratteristica interessante
    insieme ad altri temi toccanti.
    Oltre ai racconti dettagliati e commoventi che riguardano la Madonna, come
    l’Annunciazione, la Visitazione, le scene del Natale, la Presentazione al Tempio di Gesù, il suo
    Vangelo è fortemente intriso della misericordia del Signore.
    San Luca infatti rivela con tratteggi toccanti la profondità misericordiosa del Cuore di
    Gesù.
    È San Luca a precisare, illuminato dallo Spirito Santo, che la Madonna «serbava tutte queste
    cose meditandole nel suo Cuore» (Lc 2,19).
    Anche noi dobbiamo conservare nel cuore tutto ciò che riguarda Gesù e la Vergine Maria,
    sono grandi i profitti che si compiono quando la mente riflette su Loro e il cuore ama l’oggetto
    tanto importante rappresentato dall’intelletto.
    San Luca aveva un’anima nobile e virtuosa, venne scelto dallo Spirito Santo anche per
    raccontare importanti scene della vita della Madonna e destinate a far conoscere fino alla fine
    del mondo, le grandezze della Fanciulla di Nazaret. Viene chiamato l’Evangelista della
    Madonna per quanto ha scritto sulla Vergine Madre.
    In Luca troviamo la parabola del figlio prodigo, questo meraviglioso racconto in cui
    pentimento, perdono e misericordia si intersecano perfettamente. Descrive anche la parabola
    della dramma perduta e ritrovata.
    Inoltre, evidenzia meravigliosamente la bontà del Signore, riportando la parabola del buon
    samaritano, dell’amore che Gesù riversava sui poveri e la sua tenerezza quando li avvicinava. È
    proprio Luca a descrivere con maggiore profondità l’amore che Gesù aveva per i più deboli, gli
    ammalati e tutti quelli che si trovavano nell’indigenza.
    Nel Vangelo Luca tratta della commozione di Gesù dinanzi al dolore della vedova di Nain,
    quando accoglie la peccatrice in casa di Simone il fariseo e si mostra misericordioso
    promettendo il perdono di Dio; la sua bontà nell’accogliere Zaccheo e come cambiò il suo
    cuore avido di pubblicano in un cuore pentito e generoso.
    Il Vangelo di San Luca è toccante perché spinge ad avere piena fiducia in Gesù,
    trasmette infatti molta fiducia, arreca pace e consolazione. Le sue parole lasciano
    comprendere che era pieno di zelo, un seguace innamorato di Gesù anche se non Lo
    incontrò durante la sua predicazione.
    San Luca non era un Apostolo e ci sorprende molto la piena conoscenza dei fatti che narra. È
    stato incaricato da Dio ad incontrare la Madonna e a scrivere quanto di ineffabile avvenne in
    Lei. È un Dio che si preoccupa di tutto, ma molti non Lo conoscono così premuroso e
    amorevolmente Padre.
    Il Vangelo di San Luca è chiamato della misericordia, ma contiene anche le forti accuse di
    Gesù a scribi e farisei, come i «guai» di ieri.
    Quando si ama qualcosa si riversa grande attenzione e si è premurosi nel proteggerla
    da quanti hanno finalità distruttive.
    L’amore a Gesù non si esprime solo con qualche pensiero affettuoso, non succede così tra
    familiari che si amano. L’amore richiede sacrificio, impegno e donazione di sé. Non possiamo
    neanche rimanere indifferenti dinanzi agli attacchi che vengono portati contro la Santa Chiesa
    di Gesù e con coraggio diffondiamo la sana dottrina, il Vangelo storico.
    Leggete questo Vangelo di seguito, anche in alcuni giorni, vi ispirerà maggiore fiducia in
    Gesù, vi sentirete più sereni, gioiosi e sicuri che il Signore non abbandona nessuno di quanti Lo
    invocano e osservano la sua Parola.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Sabato 19 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario 0

Sabato 19 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,8-12)
    Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli
    uomini, anche il Figlio dell’Uomo lo riconoscerà davanti agli Angeli di Dio; ma chi mi
    rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio. Chiunque parlerà
    contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà
    perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non
    preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi
    insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La sentenza espressa da Gesù è molto forte e afferma in maniera definitiva che c’è un
    peccato che non sarà mai perdonato, ed è la bestemmia contro lo Spirito Santo. Non si tratta di
    una bestemmia espressa con le parole, è il rifiuto da parte dei cristiani senza Dio, di negare le
    evidenti opere di Dio perché rifiutano la Grazia divina.
    Nello stravolgimento dei fatti soprannaturali consiste la bestemmia imperdonabile contro lo
    Spirito Santo: si nega la fonte stessa del perdono.
    I farisei anche dinanzi a miracoli impossibili compiuti da Gesù non volevano piegare la loro
    intelligenza dinanzi a fatti di cui tutti erano testimoni: non trovavano altra soluzione che quella
    di attribuire al demonio l’azione divina di Gesù.
    Tale era la durezza del loro cuore che, pur di non credere in Gesù, erano disposti a
    stravolgere radicalmente quanto avveniva sotto gli occhi.
    La confusione su questa frase di Gesù è grande, appare come una limitazione alla sua
    misericordia infinita, al desiderio di salvare tutti i peccatori.
    Bisogna chiarire due cose: il peccato della bestemmia può essere perdonato nella
    Confessione, mentre la bestemmia contro lo Spirito Santo è qualcos’altro, è il rifiuto della
    Grazia di Dio e non può essere perdonata.
    Separiamo la bestemmia come tale e la chiusura alla Grazia di Dio che è un oltraggio allo
    Spirito Santo, una bestemmia contro Lui.
    «La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata», non otterrà il perdono, non per
    mancanza di amore o di potenza di Dio (è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i
    peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione di Dio e si disprezza la sua
    Grazia.
    Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a «detestare» Dio e a rifiutare il suo
    perdono.
    Moltissimi non se ne rendono conto anche se conoscono molto bene questo
    insegnamento di Gesù, il loro intelletto è ottenebrato e la Fede perduta, non hanno più
    alcun desiderio di chiedere perdono a Gesù e insegnano eresie.
    Quanti insegnano eresie bestemmiano contro lo Spirito Santo e non avranno perdono
    da Dio, saranno dannati eternamente!
    E questo succede soprattutto a coloro che sono «costretti» a mostrare di pregare
    trovandosi in contesti ecclesiali, ma hanno una doppia vita, spregiudicata e insensibile alle
    cose di Dio, perché affiliati alla Massoneria.
    Non si tratta del classico peccatore come lo intendiamo, che può, senza limiti e alcun
    problema, convertirsi e cominciare una vita santa.
    L’impossibilità di ricevere il perdono per la bestemmia contro lo Spirito Santo riguarda chi
    attribuisce al diavolo le opere di Gesù. Perché non è più interessato a Gesù, a servire la Chiesa,
    a vivere la sua consacrazione né alla vita di Grazia.
    Ogni peccato, per grande che sia, può essere perdonato, perché la misericordia di Dio è
    infinita; ma per ottenere il perdono divino è necessario riconoscere il peccato, e credere nel
    perdono e nella misericordia del Signore, sempre vicino alla nostra vita.
    Quindi, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quella di coloro, che chiudono gli occhi
    davanti alle opere di Dio, e respingono ostinatamente le sue opere, addirittura attribuendole al
    diavolo, identificando così lo Spirito Santo con lo spirito maligno, come facevano i farisei.
    Non avranno perdono in eterno neanche quanti hanno perseguitato i Santi. Veri delinquenti
    che rifiutavano la presenza di Dio in Loro e attribuivano ai diavoli le sante opere. Sono coloro
    che hanno tormentato, diffamato e ostacolato con ogni mezzo malvagio tanti Santi,
    distruggendo la buona reputazione e macchiando di falsità le buone opere.
    Padre Pio ebbe inferociti nemici da ogni parte e per lunghissimi anni, ma i più maliziosi
    furono cardinali e vescovi. È la storia!
    Arriva però il tempo della resa dei conti. Ogni cattivo e consapevole persecutore adesso non
    starà festeggiando come quando perseguitava il Santo…
    «Chiunque parlerà contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo
    Spirito Santo, non sarà perdonato».
    Tutti i cardinali, vescovi e sacerdoti affiliati alla Massoneria scelgono liberamente la
    dannazione eterna, quell’inferno da loro negato.
    La loro vita è basata su una ininterrotta bestemmia contro lo Spirito Santo. Non si
    preoccupano del Giudizio di Gesù Cristo, Lo hanno tradito e perduto la Fede per qualche
    anno di gloria umana. Un piatto di lenticchie.
    Tanti peccati ripetuti contro la sana dottrina e le cose di Dio incattiviscono per sempre gli
    impostori, odiano Dio e maledicono la sua Grazia!
    Essi scelgono di non servire più Dio, rifiutano il Vangelo storico e non gliene importa nulla
    della loro salvezza eterna e delle anime da salvare, hanno altri interessi e sono opposti a quelli
    insegnati da Gesù. Diventano suoi nemici proprio come i farisei e le loro opere mirano a
    distruggere l’insegnamento della Chiesa Cattolica.
    Chi vive in questo stato, avversa la Grazia di Dio, la combatte nelle persone oneste, la vuole
    sradicare dal mondo e allontanare tutti da Gesù Cristo.
    Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo e non può essere perdonata, perché il
    peccatore non riuscirà più a tornare indietro. Gode addirittura di rimanere nella disperazione
    perché l’odio verso Dio lo rende folle, lo acceca, lo fa diventare davvero come un demonio.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Domenica 20 ottobre 2019 XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 0

Domenica 20 ottobre 2019 XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

  • VANGELO (Lc 18,1-8)
    Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di Lui.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre,
    senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per
    alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia
    contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se
    non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò
    giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse:
    «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che
    gridano giorno e notte verso di Lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro
    giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla
    terra?». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La domanda posta da Gesù sull’esistenza della Fede nel mondo quando presto verrà nella
    gloria, ci interpella direttamente perché è questo il tempo in cui moltissimi cattolici si
    allontaneranno da Dio per diverse cause, a cominciare da una falsa spiegazione della dottrina
    cattolica e giudicheranno la realtà con una visione oscura.
    Senza una preghiera profonda, costante, fiduciosa, anche il migliore cattolico si perde
    per strada e intraprende un percorso falso.
    La Fede non si perde perché si pecca, certo si indebolisce, ma con la Confessione e
    l’Eucaristia si può riprendere il cammino di Fede interrotto, anche se non con la stessa Fede di
    prima. Peccare con facilità non è mai un buon segnale, la causa è la mancanza di preghiera
    perché è essa ad alimentare la Fede.
    Si cresce nella Fede quando la preghiera costante e umile è presente nel credente, si
    compiono tante buone opere e sono attive le virtù.
    La preghiera è il mezzo che ci permette di entrare in dialogo con l’Altissimo e la preghiera è
    vocale, mentale, contemplativa. Tutta la preghiera per essere buona ed efficace deve scaturire
    dal cuore, da un amore sincero verso Gesù e la Madonna.
    Anche la vita deve diventare preghiera, desiderando in ogni circostanza quello che vuole
    Gesù, compiendo la sua Volontà.
    Il credente che vive una forte spiritualità, si distacca con facilità dalle cose del mondo,
    anche se è coinvolto lo fa con grande distacco.
    Il Vangelo oggi presenta due caratteristiche importanti del vero seguace di Gesù: la necessità
    di pregare sempre, anche con la vita; come conseguenza della preghiera, la cura della propria
    Fede, la quale cresce se viene alimentata nei modi opportuni.
    Non potrà mai aumentare la Fede senza la costante preghiera e l’osservanza dei
    Comandamenti, c’è un collegamento vincolante tra Fede e preghiera, ed è indispensabile una
    preghiera devota, sincera, purificata.
    La preghiera favorisce la frequenza ai Sacramenti, si cercano con maggiore amore, interesse
    e devozione. È la preghiera a chiedere i doni dello Spirito Santo e a implorare anche con i
    respiri aiuto e misericordia a Gesù.
    Dio Padre vuole ricolmarci di incalcolabili Grazie, ci sono però le condizioni adeguate
    che dobbiamo avere e praticare.
    Gesù afferma che un genitore dona ciò che ha di meglio ai figli, quanto più donerà Dio verso
    ognuno di noi che chiede umilmente aiuto?
    In questa parabola prende come esempio il ricorso al giudice da parte di una vedova molto
    debole che non riusciva ad ottenere giustizia. Ella mai avrebbe potuto ottenere giustizia, fu la
    sua insistenza a far ricredere il malvagio giudice e a concederle quanto le spettava.
    «E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui?».
    Questa è la via giusta quando riceviamo ingiustizie e da soli non siamo in grado di superarle.
    C’è Gesù Cristo che vince ogni cattiveria.
    «Li farà forse aspettare a lungo?».
    Spesso al mancato arrivo di una Grazia si frappone la cattiveria dei nemici.
    Gesù potrebbe smuovere tutto ma rispetta la libertà delle persone, anche dei cattivi. Cosa
    occorre per demolire l’ostinazione dei cattivi? La preghiera costante, devota e pura, senza idoli
    nel cuore, senza pensieri di grandezza nella mente. Umiltà, perdono verso tutti e amore.
    «Io vi dico che farà loro giustizia prontamente».
    In mancanza di impedimenti esterni, Gesù ci aiuta in breve tempo, se trova comunque in noi
    le buone disposizioni.
    Quando Gesù deve agire direttamente, senza l’opposizione delle persone cattive, è facilitata
    la sua opera. Se invece c’è di mezzo la decisione di una persona per l’ottenimento di qualcosa
    alla persona che prega, occorrerà forse più tempo, ma la preghiera fiduciosa riuscirà ad ottenere
    da Dio quanto necessita. «Se avrete Fede e non dubiterete» (Mt 21,21).
    L’ultima affermazione del Vangelo di oggi è inquietante: «Ma il Figlio dell’Uomo,
    quando verrà, troverà la Fede sulla terra?».
    Che sta succedendo adesso e cosa succederà prossimamente a moltissimi cattolici?
    È stato detto che moltissimi si allontaneranno dalla sana dottrina, dalla Fede autentica,
    perché seguiranno false dottrine protestanti serpeggianti nella Chiesa e non avranno più
    desiderio di pregare, crederanno in una nuova dottrina senza Sacramenti e una Santa Messa
    protestante. Molto presto tutto questo sarà svelato!
    Non solamente gli idoli e i vizi li vinceranno, la loro Fede si spegnerà come una candela
    consumata per la perdita della comunione con Gesù.
    Non riusciranno più a venerare la Madonna e le loro preghiere saranno vuote, inutili.
    Arriveranno a non sentire più la necessità di pregare perché i loro cuori saranno ricolmi di
    interessi umani, di rimorsi, di falsi idoli, di una falsa fede.
    Per rimanere sempre uniti a Gesù si deve allontanare tutto ciò che è orgoglio, superbia
    e volontà umana, se no da Lui non si ottiene nulla!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Lunedì 21 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario 0

Lunedì 21 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,13-21)
    Quello che hai preparato, di chi sarà?
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me
    l’eredità». Ma Egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E
    disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
    nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola:
    «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che
    farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così -disse-: demolirò i miei magazzini e
    ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso:
    Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”.
    Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai
    preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso
    Dio». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Nel mondo ciò che conta è la ricchezza materiale, in ogni epoca storica c’è stata questa
    inclinazione in molti ma oggi coinvolge la maggioranza della popolazione. Non si tratta solo di
    beni per vivere dignitosamente, l’egoismo ha introdotto in tantissimi l’idolo della ricchezza,
    intesa quantomeno come agiatezza per soddisfare tutti i capricci.
    Questo è dovuto anche ai bisogni che crescono nella misura dell’invidia che si avverte in sé,
    quanto posseggono i parenti e gli sconosciuti, da quanto viene imposto dalle accattivanti
    pubblicità televisive.
    Si comprano tante cose non indispensabili, oggetti, abbigliamenti e sfizi non necessari e
    ricercati, perché oggi ciò che conta è la firma del produttore. Quanti sono schiavi di questa
    divoratrice mentalità, non hanno alcun desiderio di compiere un cammino di Fede oppure se
    vanno in Chiesa è un atto inutile.
    Pensare in modo tormentoso ad un benessere di molto superiore alle reali necessità, è una
    sofferenza interiore pericolosa, che comporta quasi sempre conseguenze psicofisiche rilevanti.
    Si può entrare in una fase di turbamento mentale che supera di molto la stessa ansia.
    I soldi sono necessari per vivere, Dio desidera una vita decorosa per tutti gli esseri
    umani, nessuno escluso. È un Padre che guarda con amarezza la disuguaglianza sociale
    presente nel mondo, dove le ricchezze le posseggono in pochi e della povertà si nutrono
    diverse miliardi di persone.
    Abbiamo visto molto spesso nel mondo che numerosi di quanti hanno intrapreso l’impegno
    per eliminare la disuguaglianza sociale, sono diventati benestanti o ricchi, proprietari e padroni,
    ed è una contraddizione vergognosa. Comprano barche, ville importanti, conducono uno stile di
    vita sfarzosa.
    Tanti dittatori nel secolo scorso hanno schiavizzato miliardi di persone, hanno ingannato
    quasi tutti con la teoria del collettivismo, una economia statalizzata, il controllo di tutto da parte
    dello Stato, separando due condizioni di vita: la loro e quella del popolo.
    I dittatori e i cortigiani vivevano e mangiavano nell’opulenza dei ricchi, il popolo affamato
    con il denaro per sopravvivere qualche giorno.
    Non è Dio a scegliere chi deve essere ricco e chi povero, è l’uomo malvagio a decidere la
    povertà di miliardi di persone.
    Pensiamo a quanti soldi sono stati spesi dalle potenze mondiali per le armi nucleari. Sono
    incalcolabili gli investimenti, immaginiamo tanto per indicare una cifra, un trilione che equivale
    a un miliardo di miliardi di euro.
    Le cifre mettono i brividi, sono soldi che sfamerebbero l’umanità per più decenni, ma
    l’ossessione delle potenze mondiali è l’aumento degli arsenali atomici e la costruzione di mezzi
    ultramoderni. Putin ha dato il via ad un sottomarino capace di sfuggire a tutti i più potenti radar
    degli Usa e della NATO.
    Quello che noto, tra tante altre cose, è l’assoluta mancanza del senso della realtà che si è
    impadronito dei potenti del mondo ed essi dimostrano di essere senza Dio. Non avvertono più il
    pericolo di una guerra atomica e non pensano al rischio delle loro vite. Amano sfidare i nemici
    e affidarsi all’imprevedibile con grande sfrontatezza, si considerano capaci di controllarlo e
    deviarlo. Questa si chiama irragionevolezza.
    La mente priva di Dio è tortuosa, oscura e inesplicabile per la stessa persona.
    I non credenti hanno una visione immaginaria della vita, sempre ingannevole e opposta alla
    Volontà di Dio. Un cittadino ateo è pericoloso per se stesso, per le scelte e la mancanza di
    valori, perché mancando i doni dello Spirito Santo, i sette vizi predominano e dirigono pensieri
    e azioni solo verso il Male.
    Ci sono tanti atei perbene, educati e buoni, ma senza i valori cristiani la visione della loro
    vita ha orizzonti opposti al Vangelo.
    Nel Vangelo di oggi Gesù spiega che non bisogna mai riporre la sicurezza nei beni
    materiali: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
    nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
    Per spiegare il significato racconta una parabola, dove un ricco è protagonista di un
    ragionamento pragmatico e allo stesso tempo sprovveduto. È felice per la ricchezza aumentata
    per gli abbondanti raccolti e dice tra sé: «Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti
    anni; riposati, mangia, bevi e divèrtiti!».
    Così ragiona l’uomo sciocco senza Dio: raccoglie molto denaro, illuso di vivere mille
    anni e di poter utilizzare le ricchezze accumulate.
    Gesù termina la parabola così: «Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E
    quello che hai preparato, di chi sarà?».
    Molte persone ricche non hanno quasi dormito per tutta la vita per accumulare tante
    ricchezze, ma gli anni aumentano anche per loro e poi cosa ne faranno di tutti i beni? Li
    lasceranno ai figli e ai nipoti?
    Vorrà dire che non amano, davanti a Dio, né i figli né i nipoti.
    Lasciare beni ai figli per vivere dignitosamente è ragionevole, ma lasciare ricchezze per farli
    vivere come disperati proprio a causa delle ricchezze, senza la preoccupazione di una
    professione per non vivere nell’ozio, con una superbia paralizzante per la stupida arroganza,
    l’ostentazione nauseante, è la loro rovina eterna.
    I genitori ricchi che si preoccupano della dignità e della salvezza dei loro figli, non lasciano
    ad essi decine di milioni di euro. Li fanno lavorare!
    Un ricco americano ha detto che lascerà ai figli i soldi sufficienti per vivere dignitosamente,
    pagherà gli studi e li farà laureare, comprerà le case dove vivere e lavorare con la loro
    professione, perché dovranno impegnarsi per guadagnare i soldi.
    Questo ricco sembra anacronistico ma egli ama davvero i suoi figli, è molto lucido sul
    pericolo dell’eccessivo denaro e per i suoi figli desidera il meglio, si preoccupa di tirare fuori i
    loro talenti e di farli lavorare per capire il valore del denaro. Non li abbandona all’ozio di una
    vita inutile. Forse li aiuta anche a salvare le loro anime.
    Chi vive nel benessere deve riflettere: Gesù mi ha permesso di avere denaro e beni materiali,
    che ne farò? Gesù dice di compiere buone opere!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Martedì 22 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario San Giovanni Paolo II 0

Martedì 22 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario San Giovanni Paolo II

  • VANGELO (Lc 12,35-38)
    Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le
    lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in
    modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo
    ritorno troverà ancora svegli; in verità Io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a
    tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà
    così, beati loro!». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Oggi festeggiamo il Papa Santo e Lui conobbe con il comunismo una forte povertà, come
    tanti altri milioni nel mondo. San Giovanni Paolo II in gioventù patì la ferocia comunista e da
    Papa lottò instancabilmente per abbattere questa funesta ideologia, la più crudele della storia.
    Questo grande testimone della Chiesa ci ha raccontato tanti stermini di innocenti, le
    carneficine e i genocidi compiuti dal comunismo nella sua Polonia e in tante Nazioni, un odio
    che demoliva gli uomini come l’erba del prato. Per diventare Sacerdote il giovane Karol
    Wojtyla frequentò da clandestino i corsi di formazione del seminario maggiore di Cracovia. Il
    giorno 1 novembre 1946 venne ordinato Sacerdote.
    Nel pontificato di San Giovanni Paolo II il materialismo comunista è il vero nemico
    dell’umanità, prima di Lui tutti i Papi del ‘900 avevano condannato l’anticlericalismo sovietico
    che si ramificò nel mondo, con grandissima sofferenza per centinaia di milioni di innocenti.
    La Madonna a Fatima aveva indicato l’orrore del comunismo, disse queste parole: «La
    Russia […] diffonderà i suoi errori nel mondo».
    Come è noto la sostanza del messaggio trasmesso agli uomini dalla Madonna a Fatima, nel
    1917, era che se l’umanità non si fosse convertita, abbandonando le vie del peccato che stava
    battendo, sarebbe caduto sul mondo un castigo spaventoso, e che il comunismo sarebbe stato lo
    strumento di questo castigo. La profezia ancora si deve realizzare nella sua completezza.
    Quando la Madonna scopriva davanti a Lucia, a Francesco e a Giacinta panorami immensi,
    annunciando loro che il mondo sarebbe passato attraverso queste e quelle catastrofi, che il
    comunismo si sarebbe diffuso su tutta la terra, che molte Nazioni sarebbero scomparse, non
    possiamo immaginare che, in quel momento, i veggenti si preoccupassero dei loro problemini
    spirituali o materiali.
    L’intero sistema comunista è una colossale truffa, lo hanno compreso anche molti studiosi e
    artisti italiani che in passato predicavano come «guru» la più grande falsità di tutti i tempi, e
    Papa Pio XI la definiva eresia.
    Padre Pio da Pietrelcina cacciava i penitenti che votavano per il Partito comunista e spiegava
    ai fedeli più vicini la pericolosità del comunismo.
    Il sistema comunista è basato su sottrazioni.
    Uno dei suoi principi fondamentali è l’eliminazione della proprietà privata, cioè privare
    i legittimi proprietari della loro proprietà: dei terreni, delle fabbriche, dei magazzini, dei
    macchinari, e talvolta anche degli alloggi, e infine nazionalizzare le loro proprietà. Ai
    sequestri sono sottoposti non solo i ricchi, ma anche il ceto medio.
    Oltre la naturale ipocrisia presente nei comunisti ostinati, c’è in essi una terrificante volontà
    distruttrice del Bene, un’azione continua volta a danneggiare la popolazione. Questa è la prova
    regina dell’inganno del comunismo e chi ancora ne è un convinto sostenitore, è fuori dalla
    realtà.
    La Madonna il 13 luglio 1917 preannunciò la terribile diffusione del comunismo come il
    castigo supremo, ed infatti cominciò a realizzarsi a novembre 1917 con l’ascesa dei marxisti al
    potere nella infelice Russia. La Russia nel periodo delle apparizioni (maggio-ottobre 1917) era
    già passata dallo zarismo ad un regime ancora borghese di Kerensky.
    Quattro mesi dopo la profezia della Madonna iniziò in Russia il più funesto regime
    dittatoriale della storia.
    Neanche il crudele nazismo tedesco, l’assolutismo fascista di Mussolini e la dittatura
    militaredi Videla che fece massacrare diverse centinaia di migliaia di innocenti inArgentina, si
    possono paragonare ai genocidi brutali commessi dal comunismo in tantissime Nazioni del
    mondo, con l’uccisione di centinaia di milioni di innocenti.
    A Fatima la Madonna avvisò l’umanità ma non è stata ascoltata.
    Proprio da una Nazione comunista la Vergine Maria scelse un Papa che divenne grande per
    la totale fedeltà a Gesù Cristo e il suo coraggio.
    Papa Giovanni Paolo II è stato un umile servo della Madonna e il suo pontificato lo
    ricordiamo con immensa nostalgia. Obbediva prontamente alla Volontà di Dio senza ascoltare
    altre opinioni in maniera di Fede e di morale. Questo è il ruolo di un Papa che si lascia guidare
    dallo Spirito Santo.
    Lottava contro le novità teologiche di ogni provenienza che intralciavano la sana dottrina
    della Chiesa ma non era un rivoluzionario, fu docilmente un grande figlio della Chiesa, un
    servo della Parola di Dio.
    Abbiamo molto chiaro che Papa Giovanni Paolo II ribadiva la Volontà di Dio sul celibato dei
    sacerdoti. Questo celibato è una disposizione della Chiesa, basata su una tradizione che deriva
    addirittura dagli Apostoli. La Chiesa non ha mai concesso nella storia che ci si possa sposare
    dopo l’ordinazione presbiterale.
    Leggiamo alcuni brani dell’Esortazione Apostolica di Papa Giovanni Paolo II, «Pastores
    dabo vobis», del 25 marzo 1992 sul celibato.
    «È particolarmente importante che il sacerdote comprenda la motivazione teologica della
    legge ecclesiastica sul celibato. In quanto legge, esprime la volontà della Chiesa, prima ancora
    che la volontà del soggetto espressa dalla sua disponibilità.
    Ma la volontà della Chiesa trova la sua ultima motivazione nel legame che il celibato ha con
    l’Ordinazione sacra, che configura il sacerdote a Gesù Cristo Capo e Sposo della Chiesa.
    La Chiesa, come Sposa di Gesù Cristo, vuole essere amata dal sacerdote nel modo totale ed
    esclusivo con cui Gesù Cristo Capo e Sposo l’ha amata. Il celibato sacerdotale, allora, è dono
    di sé in e con Cristo alla sua Chiesa ed esprime il servizio del sacerdote alla Chiesa in e con il
    Signore».
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen
Mercoledì 18 dicembre 2019 0

Mercoledì 18 dicembre 2019

III Settimana di Avvento

+ VANGELO(Mt 1,18-24)

Gesù nascerà da Maria, Sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua Madre Maria, essendo promessa Sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo Sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con Te Maria, tua Sposa. Infatti il Bambino che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo; Ella darà alla luce un Figlio e Tu Lo chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a Lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua Sposa. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Anche San Giuseppe fu scosso da una convinzione apparente anche se era autentica. Si fondava sulla gravidanza di Maria Vergine, e nella confusione si convinse di una teoria sbagliata. Non poteva d’altronde immaginare quanto era avvenuto, quindi è ben giustificato.

Sto parlando del Santo più potente dopo la Madonna, e questo episodio ci dice che Lui stava per entrare nel cammino spirituale dell’abbandono totale in Dio per vivere nella sua Volontà. Questo avvenne quando ascolto nel sogno i consigli dell’Angelo e subito umilmente mise da parte la sua opinione.

Era già un Uomo santo, prescelto dall’eternità per diventare responsabile della Sacra Famiglia e proteggere il Figlio di Dio. Un Uomo, anche se il più giusto, è stato chiamato a salvaguardare e difendere la vita del Figlio di Dio incarnato e Bambino nella grotta di Betlemme.

Non tutto quello che appare è veritiero, questo è uno degli insegnamenti che troviamo in questo brano. Non tutti quelli che si presumono giusti lo sono, anzi spesso la superbia della vita illude potentemente e molti presumono di possedere una superiorità inesistente.

Il Vescovo francese Jacques Bénigne Bossuet scriveva nel 1700: «Gli effetti dell’orgoglio sono deplorevoli: è il gran nemico della perfezione, perché ruba a Dio la sua gloria e ci priva quindi di molte Grazie e di molti meriti, non volendo Dio esser complice della nostra superbia.

Inoltre, è fonte di numerosi peccati, peccati di presunzione puniti con lacrimevoli cadute, con vizi odiosi; di scoraggiamento quando si vede d’essere caduti così in basso; di dissimulazione, perché rincresce confessare i propri disordini; di resistenza ai superiori, d’invidia e di gelosia verso il prossimo, ecc.».

Il cammino spirituale corretto ci permette di conoscerci e di lavorare sulle debolezze, è un cammino indispensabile per vincere l’orgoglio che fa presumere di avere compreso tutto, di avere un potente discernimento, ma le opere umane smascherano tutto e testimoniano scelte sbagliate e tante sbandate accumulate.

Sempre Bossuet scriveva: «L’orgoglio è una depravazione più profonda; per esso l’uomo, abbandonato a se stesso, nell’eccesso dell’amor proprio, considera sé come proprio Dio».

L’orgoglio avvolge molte persone e lo effondono con la presenza e le loro parole. La mentalità del mondo è fondata sull’orgoglio. Molti presumono di avere compreso anche l’imponderabile e regolano le loro scelte seguendo inevitabilmente l’impostazione della mente.

Così chi è lontano da Gesù è accecato intellettualmente e lo dimostrano le opere contorte e le iniziative inopportune, ma lo stesso si deve affermare di quanti hanno perduto la Fede e sono senza Dio. Le loro parole e le loro decisioni sono contro Dio e non aiutano i cattolici.

Anche San Giuseppe fu colpito da una reazione comprensibile, nessuno può condannarlo per avere visto la promessa Sposa incinta quando non poteva esserlo per l’assenza di rapporto sessuale e che non avvenne mai nella Loro vita.

La sua reazione fu equilibrata e mite, proprio di chi è umile e giusto.

Meditando questo brano accresce l’amore, la stima, la fiducia verso San Giuseppe. Quanto avvenuto di grande nella vita del Santo è inesprimibile.

La docilità che ha mostrato nell’apprendere la gravidanza della promessa Sposa Maria è disarmante, non ha avuto altro pensiero nella mente se non il tradimento ed è più che comprensibile la sua profonda delusione. Conosceva Maria come la Donna più perfetta di Nazareth, in Lei vedeva tutte le virtù, nel senso che diventavano visibili per come venivano praticate dall’umile Fanciulla.

Giuseppe avrà pensato che non si finisce mai di conoscere bene una persona, era smisurata la sua amarezza e profonda la delusione!

Giuseppe e Maria non vivevano ancora insieme ma erano promessi sposi, mancava poco tempo per festeggiare il matrimonio ufficiale e tutti erano a conoscenza di questo. La gravidanza della Vergine sconvolse la mente di Giuseppe e la preparazione delle nozze.

Non è stata una tegola a cadere sulla sua testa, è sprofondata la terra sotto i piedi per la piena fiducia verso Maria. Così è stato ripagato? Molte volte lo ha pensato Giuseppe, e forse più per il tradimento subito, Egli soffriva terribilmente per Maria, era crollata la santità di Lei ai suoi occhi ed Ella così perfetta, non appariva più tale.

Il patimento di Giuseppe è stata una immensa afflizione, una tortura mentale, mai avrebbe immaginato di vedere Maria incinta prima ancora del matrimonio, ma anche dopo, perché avevano stabilito di rimanere vergini.

Da Giuseppe però fuoriesce amore, perdono e pazienza!

Giuseppe aveva una sconfinata bontà, una pazienza perenne, un amore verso tutti che non scadeva neanche dinanzi un fatto del genere. Come venirne fuori? Con la soluzione meno dannosa per Maria, la Fanciulla che risultava traditrice ai suoi occhi, e non si trattava di un sospetto.

Giuseppe scelse di congedarla, di allontanarla senza farlo sapere in paese. Riguardo il Bambino che sarebbe nato… beh, il problema era solo di Maria. Giuseppe ha agito con una bonarietà difficilmente riscontrabile nella storia umana, Egli nella sofferenza più acuta agì con una elevatissima spiritualità.

Dall’altra parte riscontriamo il silenzio della Vergine Maria, misterioso e incredibilmente soprannaturale, un silenzio che può attuare una Persona piena di Dio, immersa nell’Amore di Dio come nessuna creatura poteva e mai potrà sperimentare.

Il suo silenzio era coraggioso, impensabile per una persona normale, la quale per difendersi usa mezze verità, spesso anche bugie per discolparsi. Maria no, volle mantenere il segreto del Re, perché il Messaggero non Le aveva detto di parlarne con qualcuno. Non Le aveva detto nulla ma per Maria era un segreto da conservare.

Portava in grembo il Figlio di Dio incarnato e non lo rivelava a nessuno.

Immaginate il comportamento delle persone poco spirituali al posto suo, come avrebbero diffuso subito l’evento anche tramite i social, ma quanto ha vissuto la Madonna non è immaginabile per una donna comune: Dio sceglie i suoi strumenti con una oculatezza infallibile.

Giuseppe venne premiato ulteriormente con il sogno che spiegava tutto, Dio gli confermò la santità di Maria e rivelò quanto era avvenuto in Lei.

«Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a Lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”».

Maria Santissima e San Giuseppe sono stati straordinari nella circostanza più incredibile per due esseri umani. La lectio divina su questo brano del Vangelo è meravigliosa, emergono tanti suggerimenti spirituali che infondono un grande amore per Loro.

1 Ave Maria per Padre Giulio

P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.

O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.

Giovedì 19 dicembre 2019 III Settimana di Avvento 0

Giovedì 19 dicembre 2019 III Settimana di Avvento

  • VANGELO (Lc 1,5-25)
    La nascita di Giovanni Battista è annunciata dall’Angelo.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di
    Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano
    giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi
    non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne
    che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno
    della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel
    Tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava
    pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un Angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare
    dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’Angelo gli disse:
    «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio,
    e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita,
    perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato
    di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
    Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri
    verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
    Zaccaria disse all’Angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è
    avanti negli anni». L’Angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato
    mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare
    fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si
    compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il
    suo indugiare nel Tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel Tempio
    aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo
    servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per
    cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di
    togliere la mia vergogna fra gli uomini». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Solo i Vangeli di Matteo e Luca ci parlano della nascita di Gesù, nelle primitive comunità
    cristiane interessava poco l’infanzia di Gesù, mentre suscitavano grande curiosità e devozione
    le opere compiute nei tre anni di vita pubblica. In Matteo troviamo un attento racconto della
    vicenda di Giuseppe, Luca è impegnato nel descrivere quanto accaduto a Maria Vergine.
    Sono due racconti che si integrano e mai contrastano neanche nelle sfumature, sono racconti
    molto appassionanti perché Parola di Dio e fonte di ispirazioni sante per ogni buon cristiano che
    scopre nella propria vita la presenza di Dio. Questo è un miracolo ancora più grande della
    guarigione fisica, e Gesù vuole guarire oltre l’anima anche gli ammalati.
    Il Vangelo di oggi presenta un evento miracoloso come l’annuncio della gravidanza di una
    donna sterile e anziana. Due condizioni pressoché impossibili per la nascita di un bambino, ma
    qui si inserisce l’Onnipotenza di Dio, ci mostra come sono ordinari questi interventi che
    sospendono le leggi della fisica.
    Questo potere lo ha esclusivamente Dio che è Padre e Figlio e Spirito Santo, quello dei
    maghi e quanto appartiene all’esoterismo viene dai diavoli e loro possono compiere
    prodigi ma si riprendono tutto, causano ai loro seguaci grandi disgrazie e rovine
    improvvise. Apparentemente all’inizio illudono con aiuti e momentanee guarigioni…
    Trovarsi nella sofferenza è certamente un dramma e ognuno lo vuole risolvere con la
    convinzione religiosa che possiede o la fiducia prestata alla magia che significa rivolgersi ai
    diavoli. L’apparente miglioramento o un miglioramento quando si ricorre alla magia è sempre
    voluto dai diavoli per ingannare i clienti che lasciano entrare il Male e si rovinano spesso
    definitivamente.
    Dio invece desidera la felicità di tutti noi, quando questa non si realizza c’è sempre una
    responsabilità personale. Il suo intervento nel mondo con la presenza di Gesù è la
    dimostrazione che non vuole perderci e sceglie di finire all’inferno solo chi rifiuta la sua
    Volontà e non obbedisce ai Comandamenti.
    La miracolosa nascita di Giovanni Battista è il preludio all’altra divina nascita, due nascite
    umanamente impossibili per le condizioni di Elisabetta e per la modalità di quello di Maria
    Vergine, rimasta integra anche dopo lo straordinario parto.
    Vado un po’ indietro per valutare come avvennero gli annunci dell’Arcangelo Gabriele.
    Quello del Battista avvenne in un solenne contesto liturgico, nel Tempio, mentre quello che
    sarà il padre, il levita Zaccaria, era afflitto per la mancanza di figli. Un grande dramma per una
    famiglia ebrea del tempo, non avere figli indicava la mancata benedizione di Dio.
    Zaccaria ha ricevuto l’annuncio nel Tempio, egli desiderava fortemente un figlio, nonostante
    la sua età, ma era la Fede e l’ispirazione di Dio a muoverlo in tal senso. Invece Maria Vergine
    ha ricevuto l’annuncio a casa sua, mentre svolgeva faccende di casa ed era ininterrottamente
    impegnata nella preghiera di lode e ringraziamento a Dio.
    Maria Vergine aveva consacrato la sua verginità e pregava per la venuta del Messia atteso,
    per la salvezza di Israele.
    La Fede della Fanciulla Maria era elevatissima per la sua Immacolata Concezione, e la sua
    Fede intende trasmetterla in ogni tempo a tutti i suoi devoti, quanti La venerano ogni giorno con
    interesse e amore, quanti recitano con devozione e partecipazione il Santo Rosario.
    Per la Fede di Maria, è Dio ad uscire dal Tempio per entrare nella sua povera casa. Ognuno
    di noi in questo Natale può far diventare la sua anima come la piccola casa di Nazareth,
    preparata per accogliere Dio che cerca le anime umili e buone. Gesù chiede ad ognuno di noi
    una collaborazione efficace, solo così ci viene a visitare!
    Dio è esigente ma comprensivo, non usa con i peccatori o quelli da poco convertiti una
    severità intransigente né vuole impaurirli. Lui ha inviato l’Arcangelo per il bene dell’umanità,
    ha sempre accolto i peccatori come il miglior Padre e Gesù ce lo spiega con alcune parabole
    eloquenti e suggestive come quella del «figliol prodigo» e quella della «pecorella smarrita».
    Essendo il Dio autentico non può non amare infinitamente, non dà mai obblighi quasi contro
    natura come avviene in altri contesti religiosi, ma non compresi neanche dai taluni teologi
    cattolici. Un Dio che crea uomini e donne non è più vero Creatore se poi li costringe a compiere
    atti contrari alla morale o li carica di pesi insopportabili.
    Il Dio dei cristiani viene incontro alle sue creature per alleggerirle del peso
    eccessivo: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di
    Cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt 11,29).
    In queste parole troviamo l’illimitata bontà del nostro Dio, la sua intensa preoccupazione per
    la destinazione finale di ognuno di noi.
    Non ci lascia mai e la sua azione primaria rimane un Amore inesauribile verso tutti noi.
    L’amore umano, egoista, non riesce a percepire correttamente l’Amore di Dio, lo possono
    comprendere solo quelli che amano il loro prossimo senza alcun interesse, un amore che
    possiamo inquadrare bene in tutti i Santi della storia.
    La santità appare una parola forte e aborrita anche da molti cattolici, invece a tutti sono stati
    donati i talenti per vivere secondo i Comandamenti o per risalire dalla condizione di disagio
    spirituale. Il termine santità è sinonimo di bontà, onestà, virtù, purezza e integrità morale.
    Il cammino di perfezione è possibile, altrimenti Gesù non ne avrebbe parlato. Tutto ha inizio
    con un amore particolare verso Gesù. Dobbiamo praticare l’abbandono in Lui: significa mettere
    la nostra vita nel suo Cuore e dirgli di conservarci, di proteggerci e di illuminarci in tutto quello
    che vogliamo compiere.
    Dio è dalla nostra parte, ma non abusiamone mai, si corre il rischio di perderlo quando
    ci occupiamo troppo di noi e delle nostre cose!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Venerdì 18 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario San Luca Evangelista 0

Venerdì 18 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario San Luca Evangelista

  • VANGELO (Lc 10,1-9)
    La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni
    città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli
    operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate:
    ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non
    fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a
    questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
    ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi
    lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una
    città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e
    dite loro: “È vicino a voi il Regno di Dio”». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Dio scelse quattro Evangelisti per dare una prova maggiormente solida sulla vera Persona
    divina incarnata in Gesù di Nazareth. Un solo Evangelista probabilmente non sarebbe stato
    considerato credibile, quindi risultano favorevoli non tanto le descrizioni opposte, perché non
    ce ne sono riguardo le opere di Gesù, ma nel raccontarle con sfumature diverse.
    Infatti, due Evangelisti erano Apostoli, due non lo erano. Matteo e Giovanni assistettero ai
    miracoli compiuti dal Signore e furono autentici testimoni degli insegnamenti del Maestro,
    mentre Marco e Luca ascoltarono i racconti da altri due pilastri della Chiesa: Pietro e Paolo.
    È un solo Vangelo quello diffuso nel mondo, i racconti sono quattro e questo lo avvalora
    notevolmente. Tre sono molto simili e si chiamano sinottici. Sono i tre Vangeli di Marco,
    Matteo e Luca. Il nome è dato dalle notevoli somiglianze del testo dei tre Vangeli, e se posti su
    tre colonne parallele, in uno sguardo d’insieme che è la sinossi, ci si accorge facilmente che ci
    sono somiglianze nella narrazione, anche come vengono disposti gli episodi evangelici, i
    singoli brani, sono frasi uguali o con leggere differenze.
    Questi tre racconti rendono fortemente attendibile la Persona di Gesù anche presso i pagani,
    soprattutto quando all’inizio non era semplice accreditare il Messia perché molte credenze si
    immischiavano nel popolo.
    I tre racconti hanno destinatari diversi, sono indirizzati dallo Spirito Santo verso determinati
    popoli o per descrivere Verità importanti della Vita di Gesù e di sua Madre Maria.
    Proprio Luca è chiamato a redigere un Vangelo mariano, caratteristica interessante
    insieme ad altri temi toccanti.
    Oltre ai racconti dettagliati e commoventi che riguardano la Madonna, come
    l’Annunciazione, la Visitazione, le scene del Natale, la Presentazione al Tempio di Gesù, il suo
    Vangelo è fortemente intriso della misericordia del Signore.
    San Luca infatti rivela con tratteggi toccanti la profondità misericordiosa del Cuore di
    Gesù.
    È San Luca a precisare, illuminato dallo Spirito Santo, che la Madonna «serbava tutte queste
    cose meditandole nel suo Cuore» (Lc 2,19).
    Anche noi dobbiamo conservare nel cuore tutto ciò che riguarda Gesù e la Vergine Maria,
    sono grandi i profitti che si compiono quando la mente riflette su Loro e il cuore ama l’oggetto
    tanto importante rappresentato dall’intelletto.
    San Luca aveva un’anima nobile e virtuosa, venne scelto dallo Spirito Santo anche per
    raccontare importanti scene della vita della Madonna e destinate a far conoscere fino alla fine
    del mondo, le grandezze della Fanciulla di Nazaret. Viene chiamato l’Evangelista della
    Madonna per quanto ha scritto sulla Vergine Madre.
    In Luca troviamo la parabola del figlio prodigo, questo meraviglioso racconto in cui
    pentimento, perdono e misericordia si intersecano perfettamente. Descrive anche la parabola
    della dramma perduta e ritrovata.
    Inoltre, evidenzia meravigliosamente la bontà del Signore, riportando la parabola del buon
    samaritano, dell’amore che Gesù riversava sui poveri e la sua tenerezza quando li avvicinava. È
    proprio Luca a descrivere con maggiore profondità l’amore che Gesù aveva per i più deboli, gli
    ammalati e tutti quelli che si trovavano nell’indigenza.
    Nel Vangelo Luca tratta della commozione di Gesù dinanzi al dolore della vedova di Nain,
    quando accoglie la peccatrice in casa di Simone il fariseo e si mostra misericordioso
    promettendo il perdono di Dio; la sua bontà nell’accogliere Zaccheo e come cambiò il suo
    cuore avido di pubblicano in un cuore pentito e generoso.
    Il Vangelo di San Luca è toccante perché spinge ad avere piena fiducia in Gesù,
    trasmette infatti molta fiducia, arreca pace e consolazione. Le sue parole lasciano
    comprendere che era pieno di zelo, un seguace innamorato di Gesù anche se non Lo
    incontrò durante la sua predicazione.
    San Luca non era un Apostolo e ci sorprende molto la piena conoscenza dei fatti che narra. È
    stato incaricato da Dio ad incontrare la Madonna e a scrivere quanto di ineffabile avvenne in
    Lei. È un Dio che si preoccupa di tutto, ma molti non Lo conoscono così premuroso e
    amorevolmente Padre.
    Il Vangelo di San Luca è chiamato della misericordia, ma contiene anche le forti accuse di
    Gesù a scribi e farisei, come i «guai» di ieri.
    Quando si ama qualcosa si riversa grande attenzione e si è premurosi nel proteggerla
    da quanti hanno finalità distruttive.
    L’amore a Gesù non si esprime solo con qualche pensiero affettuoso, non succede così tra
    familiari che si amano. L’amore richiede sacrificio, impegno e donazione di sé. Non possiamo
    neanche rimanere indifferenti dinanzi agli attacchi che vengono portati contro la Santa Chiesa
    di Gesù e con coraggio diffondiamo la sana dottrina, il Vangelo storico.
    Leggete questo Vangelo di seguito, anche in alcuni giorni, vi ispirerà maggiore fiducia in
    Gesù, vi sentirete più sereni, gioiosi e sicuri che il Signore non abbandona nessuno di quanti Lo
    invocano e osservano la sua Parola.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.