Categoria: ANNO 2019

Sabato 19 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario 0

Sabato 19 ottobre 2019 XXVIII Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,8-12)
    Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli
    uomini, anche il Figlio dell’Uomo lo riconoscerà davanti agli Angeli di Dio; ma chi mi
    rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli Angeli di Dio. Chiunque parlerà
    contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà
    perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non
    preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi
    insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La sentenza espressa da Gesù è molto forte e afferma in maniera definitiva che c’è un
    peccato che non sarà mai perdonato, ed è la bestemmia contro lo Spirito Santo. Non si tratta di
    una bestemmia espressa con le parole, è il rifiuto da parte dei cristiani senza Dio, di negare le
    evidenti opere di Dio perché rifiutano la Grazia divina.
    Nello stravolgimento dei fatti soprannaturali consiste la bestemmia imperdonabile contro lo
    Spirito Santo: si nega la fonte stessa del perdono.
    I farisei anche dinanzi a miracoli impossibili compiuti da Gesù non volevano piegare la loro
    intelligenza dinanzi a fatti di cui tutti erano testimoni: non trovavano altra soluzione che quella
    di attribuire al demonio l’azione divina di Gesù.
    Tale era la durezza del loro cuore che, pur di non credere in Gesù, erano disposti a
    stravolgere radicalmente quanto avveniva sotto gli occhi.
    La confusione su questa frase di Gesù è grande, appare come una limitazione alla sua
    misericordia infinita, al desiderio di salvare tutti i peccatori.
    Bisogna chiarire due cose: il peccato della bestemmia può essere perdonato nella
    Confessione, mentre la bestemmia contro lo Spirito Santo è qualcos’altro, è il rifiuto della
    Grazia di Dio e non può essere perdonata.
    Separiamo la bestemmia come tale e la chiusura alla Grazia di Dio che è un oltraggio allo
    Spirito Santo, una bestemmia contro Lui.
    «La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata», non otterrà il perdono, non per
    mancanza di amore o di potenza di Dio (è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i
    peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione di Dio e si disprezza la sua
    Grazia.
    Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a «detestare» Dio e a rifiutare il suo
    perdono.
    Moltissimi non se ne rendono conto anche se conoscono molto bene questo
    insegnamento di Gesù, il loro intelletto è ottenebrato e la Fede perduta, non hanno più
    alcun desiderio di chiedere perdono a Gesù e insegnano eresie.
    Quanti insegnano eresie bestemmiano contro lo Spirito Santo e non avranno perdono
    da Dio, saranno dannati eternamente!
    E questo succede soprattutto a coloro che sono «costretti» a mostrare di pregare
    trovandosi in contesti ecclesiali, ma hanno una doppia vita, spregiudicata e insensibile alle
    cose di Dio, perché affiliati alla Massoneria.
    Non si tratta del classico peccatore come lo intendiamo, che può, senza limiti e alcun
    problema, convertirsi e cominciare una vita santa.
    L’impossibilità di ricevere il perdono per la bestemmia contro lo Spirito Santo riguarda chi
    attribuisce al diavolo le opere di Gesù. Perché non è più interessato a Gesù, a servire la Chiesa,
    a vivere la sua consacrazione né alla vita di Grazia.
    Ogni peccato, per grande che sia, può essere perdonato, perché la misericordia di Dio è
    infinita; ma per ottenere il perdono divino è necessario riconoscere il peccato, e credere nel
    perdono e nella misericordia del Signore, sempre vicino alla nostra vita.
    Quindi, la bestemmia contro lo Spirito Santo è quella di coloro, che chiudono gli occhi
    davanti alle opere di Dio, e respingono ostinatamente le sue opere, addirittura attribuendole al
    diavolo, identificando così lo Spirito Santo con lo spirito maligno, come facevano i farisei.
    Non avranno perdono in eterno neanche quanti hanno perseguitato i Santi. Veri delinquenti
    che rifiutavano la presenza di Dio in Loro e attribuivano ai diavoli le sante opere. Sono coloro
    che hanno tormentato, diffamato e ostacolato con ogni mezzo malvagio tanti Santi,
    distruggendo la buona reputazione e macchiando di falsità le buone opere.
    Padre Pio ebbe inferociti nemici da ogni parte e per lunghissimi anni, ma i più maliziosi
    furono cardinali e vescovi. È la storia!
    Arriva però il tempo della resa dei conti. Ogni cattivo e consapevole persecutore adesso non
    starà festeggiando come quando perseguitava il Santo…
    «Chiunque parlerà contro il Figlio dell’Uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo
    Spirito Santo, non sarà perdonato».
    Tutti i cardinali, vescovi e sacerdoti affiliati alla Massoneria scelgono liberamente la
    dannazione eterna, quell’inferno da loro negato.
    La loro vita è basata su una ininterrotta bestemmia contro lo Spirito Santo. Non si
    preoccupano del Giudizio di Gesù Cristo, Lo hanno tradito e perduto la Fede per qualche
    anno di gloria umana. Un piatto di lenticchie.
    Tanti peccati ripetuti contro la sana dottrina e le cose di Dio incattiviscono per sempre gli
    impostori, odiano Dio e maledicono la sua Grazia!
    Essi scelgono di non servire più Dio, rifiutano il Vangelo storico e non gliene importa nulla
    della loro salvezza eterna e delle anime da salvare, hanno altri interessi e sono opposti a quelli
    insegnati da Gesù. Diventano suoi nemici proprio come i farisei e le loro opere mirano a
    distruggere l’insegnamento della Chiesa Cattolica.
    Chi vive in questo stato, avversa la Grazia di Dio, la combatte nelle persone oneste, la vuole
    sradicare dal mondo e allontanare tutti da Gesù Cristo.
    Questa è la bestemmia contro lo Spirito Santo e non può essere perdonata, perché il
    peccatore non riuscirà più a tornare indietro. Gode addirittura di rimanere nella disperazione
    perché l’odio verso Dio lo rende folle, lo acceca, lo fa diventare davvero come un demonio.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Domenica 20 ottobre 2019 XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 0

Domenica 20 ottobre 2019 XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

  • VANGELO (Lc 18,1-8)
    Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di Lui.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre,
    senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per
    alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia
    contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se
    non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò
    giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse:
    «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che
    gridano giorno e notte verso di Lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro
    giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla
    terra?». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La domanda posta da Gesù sull’esistenza della Fede nel mondo quando presto verrà nella
    gloria, ci interpella direttamente perché è questo il tempo in cui moltissimi cattolici si
    allontaneranno da Dio per diverse cause, a cominciare da una falsa spiegazione della dottrina
    cattolica e giudicheranno la realtà con una visione oscura.
    Senza una preghiera profonda, costante, fiduciosa, anche il migliore cattolico si perde
    per strada e intraprende un percorso falso.
    La Fede non si perde perché si pecca, certo si indebolisce, ma con la Confessione e
    l’Eucaristia si può riprendere il cammino di Fede interrotto, anche se non con la stessa Fede di
    prima. Peccare con facilità non è mai un buon segnale, la causa è la mancanza di preghiera
    perché è essa ad alimentare la Fede.
    Si cresce nella Fede quando la preghiera costante e umile è presente nel credente, si
    compiono tante buone opere e sono attive le virtù.
    La preghiera è il mezzo che ci permette di entrare in dialogo con l’Altissimo e la preghiera è
    vocale, mentale, contemplativa. Tutta la preghiera per essere buona ed efficace deve scaturire
    dal cuore, da un amore sincero verso Gesù e la Madonna.
    Anche la vita deve diventare preghiera, desiderando in ogni circostanza quello che vuole
    Gesù, compiendo la sua Volontà.
    Il credente che vive una forte spiritualità, si distacca con facilità dalle cose del mondo,
    anche se è coinvolto lo fa con grande distacco.
    Il Vangelo oggi presenta due caratteristiche importanti del vero seguace di Gesù: la necessità
    di pregare sempre, anche con la vita; come conseguenza della preghiera, la cura della propria
    Fede, la quale cresce se viene alimentata nei modi opportuni.
    Non potrà mai aumentare la Fede senza la costante preghiera e l’osservanza dei
    Comandamenti, c’è un collegamento vincolante tra Fede e preghiera, ed è indispensabile una
    preghiera devota, sincera, purificata.
    La preghiera favorisce la frequenza ai Sacramenti, si cercano con maggiore amore, interesse
    e devozione. È la preghiera a chiedere i doni dello Spirito Santo e a implorare anche con i
    respiri aiuto e misericordia a Gesù.
    Dio Padre vuole ricolmarci di incalcolabili Grazie, ci sono però le condizioni adeguate
    che dobbiamo avere e praticare.
    Gesù afferma che un genitore dona ciò che ha di meglio ai figli, quanto più donerà Dio verso
    ognuno di noi che chiede umilmente aiuto?
    In questa parabola prende come esempio il ricorso al giudice da parte di una vedova molto
    debole che non riusciva ad ottenere giustizia. Ella mai avrebbe potuto ottenere giustizia, fu la
    sua insistenza a far ricredere il malvagio giudice e a concederle quanto le spettava.
    «E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui?».
    Questa è la via giusta quando riceviamo ingiustizie e da soli non siamo in grado di superarle.
    C’è Gesù Cristo che vince ogni cattiveria.
    «Li farà forse aspettare a lungo?».
    Spesso al mancato arrivo di una Grazia si frappone la cattiveria dei nemici.
    Gesù potrebbe smuovere tutto ma rispetta la libertà delle persone, anche dei cattivi. Cosa
    occorre per demolire l’ostinazione dei cattivi? La preghiera costante, devota e pura, senza idoli
    nel cuore, senza pensieri di grandezza nella mente. Umiltà, perdono verso tutti e amore.
    «Io vi dico che farà loro giustizia prontamente».
    In mancanza di impedimenti esterni, Gesù ci aiuta in breve tempo, se trova comunque in noi
    le buone disposizioni.
    Quando Gesù deve agire direttamente, senza l’opposizione delle persone cattive, è facilitata
    la sua opera. Se invece c’è di mezzo la decisione di una persona per l’ottenimento di qualcosa
    alla persona che prega, occorrerà forse più tempo, ma la preghiera fiduciosa riuscirà ad ottenere
    da Dio quanto necessita. «Se avrete Fede e non dubiterete» (Mt 21,21).
    L’ultima affermazione del Vangelo di oggi è inquietante: «Ma il Figlio dell’Uomo,
    quando verrà, troverà la Fede sulla terra?».
    Che sta succedendo adesso e cosa succederà prossimamente a moltissimi cattolici?
    È stato detto che moltissimi si allontaneranno dalla sana dottrina, dalla Fede autentica,
    perché seguiranno false dottrine protestanti serpeggianti nella Chiesa e non avranno più
    desiderio di pregare, crederanno in una nuova dottrina senza Sacramenti e una Santa Messa
    protestante. Molto presto tutto questo sarà svelato!
    Non solamente gli idoli e i vizi li vinceranno, la loro Fede si spegnerà come una candela
    consumata per la perdita della comunione con Gesù.
    Non riusciranno più a venerare la Madonna e le loro preghiere saranno vuote, inutili.
    Arriveranno a non sentire più la necessità di pregare perché i loro cuori saranno ricolmi di
    interessi umani, di rimorsi, di falsi idoli, di una falsa fede.
    Per rimanere sempre uniti a Gesù si deve allontanare tutto ciò che è orgoglio, superbia
    e volontà umana, se no da Lui non si ottiene nulla!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Lunedì 21 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario 0

Lunedì 21 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,13-21)
    Quello che hai preparato, di chi sarà?
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me
    l’eredità». Ma Egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E
    disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
    nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola:
    «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che
    farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così -disse-: demolirò i miei magazzini e
    ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso:
    Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”.
    Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai
    preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso
    Dio». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Nel mondo ciò che conta è la ricchezza materiale, in ogni epoca storica c’è stata questa
    inclinazione in molti ma oggi coinvolge la maggioranza della popolazione. Non si tratta solo di
    beni per vivere dignitosamente, l’egoismo ha introdotto in tantissimi l’idolo della ricchezza,
    intesa quantomeno come agiatezza per soddisfare tutti i capricci.
    Questo è dovuto anche ai bisogni che crescono nella misura dell’invidia che si avverte in sé,
    quanto posseggono i parenti e gli sconosciuti, da quanto viene imposto dalle accattivanti
    pubblicità televisive.
    Si comprano tante cose non indispensabili, oggetti, abbigliamenti e sfizi non necessari e
    ricercati, perché oggi ciò che conta è la firma del produttore. Quanti sono schiavi di questa
    divoratrice mentalità, non hanno alcun desiderio di compiere un cammino di Fede oppure se
    vanno in Chiesa è un atto inutile.
    Pensare in modo tormentoso ad un benessere di molto superiore alle reali necessità, è una
    sofferenza interiore pericolosa, che comporta quasi sempre conseguenze psicofisiche rilevanti.
    Si può entrare in una fase di turbamento mentale che supera di molto la stessa ansia.
    I soldi sono necessari per vivere, Dio desidera una vita decorosa per tutti gli esseri
    umani, nessuno escluso. È un Padre che guarda con amarezza la disuguaglianza sociale
    presente nel mondo, dove le ricchezze le posseggono in pochi e della povertà si nutrono
    diverse miliardi di persone.
    Abbiamo visto molto spesso nel mondo che numerosi di quanti hanno intrapreso l’impegno
    per eliminare la disuguaglianza sociale, sono diventati benestanti o ricchi, proprietari e padroni,
    ed è una contraddizione vergognosa. Comprano barche, ville importanti, conducono uno stile di
    vita sfarzosa.
    Tanti dittatori nel secolo scorso hanno schiavizzato miliardi di persone, hanno ingannato
    quasi tutti con la teoria del collettivismo, una economia statalizzata, il controllo di tutto da parte
    dello Stato, separando due condizioni di vita: la loro e quella del popolo.
    I dittatori e i cortigiani vivevano e mangiavano nell’opulenza dei ricchi, il popolo affamato
    con il denaro per sopravvivere qualche giorno.
    Non è Dio a scegliere chi deve essere ricco e chi povero, è l’uomo malvagio a decidere la
    povertà di miliardi di persone.
    Pensiamo a quanti soldi sono stati spesi dalle potenze mondiali per le armi nucleari. Sono
    incalcolabili gli investimenti, immaginiamo tanto per indicare una cifra, un trilione che equivale
    a un miliardo di miliardi di euro.
    Le cifre mettono i brividi, sono soldi che sfamerebbero l’umanità per più decenni, ma
    l’ossessione delle potenze mondiali è l’aumento degli arsenali atomici e la costruzione di mezzi
    ultramoderni. Putin ha dato il via ad un sottomarino capace di sfuggire a tutti i più potenti radar
    degli Usa e della NATO.
    Quello che noto, tra tante altre cose, è l’assoluta mancanza del senso della realtà che si è
    impadronito dei potenti del mondo ed essi dimostrano di essere senza Dio. Non avvertono più il
    pericolo di una guerra atomica e non pensano al rischio delle loro vite. Amano sfidare i nemici
    e affidarsi all’imprevedibile con grande sfrontatezza, si considerano capaci di controllarlo e
    deviarlo. Questa si chiama irragionevolezza.
    La mente priva di Dio è tortuosa, oscura e inesplicabile per la stessa persona.
    I non credenti hanno una visione immaginaria della vita, sempre ingannevole e opposta alla
    Volontà di Dio. Un cittadino ateo è pericoloso per se stesso, per le scelte e la mancanza di
    valori, perché mancando i doni dello Spirito Santo, i sette vizi predominano e dirigono pensieri
    e azioni solo verso il Male.
    Ci sono tanti atei perbene, educati e buoni, ma senza i valori cristiani la visione della loro
    vita ha orizzonti opposti al Vangelo.
    Nel Vangelo di oggi Gesù spiega che non bisogna mai riporre la sicurezza nei beni
    materiali: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
    nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
    Per spiegare il significato racconta una parabola, dove un ricco è protagonista di un
    ragionamento pragmatico e allo stesso tempo sprovveduto. È felice per la ricchezza aumentata
    per gli abbondanti raccolti e dice tra sé: «Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti
    anni; riposati, mangia, bevi e divèrtiti!».
    Così ragiona l’uomo sciocco senza Dio: raccoglie molto denaro, illuso di vivere mille
    anni e di poter utilizzare le ricchezze accumulate.
    Gesù termina la parabola così: «Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E
    quello che hai preparato, di chi sarà?».
    Molte persone ricche non hanno quasi dormito per tutta la vita per accumulare tante
    ricchezze, ma gli anni aumentano anche per loro e poi cosa ne faranno di tutti i beni? Li
    lasceranno ai figli e ai nipoti?
    Vorrà dire che non amano, davanti a Dio, né i figli né i nipoti.
    Lasciare beni ai figli per vivere dignitosamente è ragionevole, ma lasciare ricchezze per farli
    vivere come disperati proprio a causa delle ricchezze, senza la preoccupazione di una
    professione per non vivere nell’ozio, con una superbia paralizzante per la stupida arroganza,
    l’ostentazione nauseante, è la loro rovina eterna.
    I genitori ricchi che si preoccupano della dignità e della salvezza dei loro figli, non lasciano
    ad essi decine di milioni di euro. Li fanno lavorare!
    Un ricco americano ha detto che lascerà ai figli i soldi sufficienti per vivere dignitosamente,
    pagherà gli studi e li farà laureare, comprerà le case dove vivere e lavorare con la loro
    professione, perché dovranno impegnarsi per guadagnare i soldi.
    Questo ricco sembra anacronistico ma egli ama davvero i suoi figli, è molto lucido sul
    pericolo dell’eccessivo denaro e per i suoi figli desidera il meglio, si preoccupa di tirare fuori i
    loro talenti e di farli lavorare per capire il valore del denaro. Non li abbandona all’ozio di una
    vita inutile. Forse li aiuta anche a salvare le loro anime.
    Chi vive nel benessere deve riflettere: Gesù mi ha permesso di avere denaro e beni materiali,
    che ne farò? Gesù dice di compiere buone opere!
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”
Martedì 22 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario San Giovanni Paolo II 0

Martedì 22 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario San Giovanni Paolo II

  • VANGELO (Lc 12,35-38)
    Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le
    lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in
    modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo
    ritorno troverà ancora svegli; in verità Io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a
    tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà
    così, beati loro!». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Oggi festeggiamo il Papa Santo e Lui conobbe con il comunismo una forte povertà, come
    tanti altri milioni nel mondo. San Giovanni Paolo II in gioventù patì la ferocia comunista e da
    Papa lottò instancabilmente per abbattere questa funesta ideologia, la più crudele della storia.
    Questo grande testimone della Chiesa ci ha raccontato tanti stermini di innocenti, le
    carneficine e i genocidi compiuti dal comunismo nella sua Polonia e in tante Nazioni, un odio
    che demoliva gli uomini come l’erba del prato. Per diventare Sacerdote il giovane Karol
    Wojtyla frequentò da clandestino i corsi di formazione del seminario maggiore di Cracovia. Il
    giorno 1 novembre 1946 venne ordinato Sacerdote.
    Nel pontificato di San Giovanni Paolo II il materialismo comunista è il vero nemico
    dell’umanità, prima di Lui tutti i Papi del ‘900 avevano condannato l’anticlericalismo sovietico
    che si ramificò nel mondo, con grandissima sofferenza per centinaia di milioni di innocenti.
    La Madonna a Fatima aveva indicato l’orrore del comunismo, disse queste parole: «La
    Russia […] diffonderà i suoi errori nel mondo».
    Come è noto la sostanza del messaggio trasmesso agli uomini dalla Madonna a Fatima, nel
    1917, era che se l’umanità non si fosse convertita, abbandonando le vie del peccato che stava
    battendo, sarebbe caduto sul mondo un castigo spaventoso, e che il comunismo sarebbe stato lo
    strumento di questo castigo. La profezia ancora si deve realizzare nella sua completezza.
    Quando la Madonna scopriva davanti a Lucia, a Francesco e a Giacinta panorami immensi,
    annunciando loro che il mondo sarebbe passato attraverso queste e quelle catastrofi, che il
    comunismo si sarebbe diffuso su tutta la terra, che molte Nazioni sarebbero scomparse, non
    possiamo immaginare che, in quel momento, i veggenti si preoccupassero dei loro problemini
    spirituali o materiali.
    L’intero sistema comunista è una colossale truffa, lo hanno compreso anche molti studiosi e
    artisti italiani che in passato predicavano come «guru» la più grande falsità di tutti i tempi, e
    Papa Pio XI la definiva eresia.
    Padre Pio da Pietrelcina cacciava i penitenti che votavano per il Partito comunista e spiegava
    ai fedeli più vicini la pericolosità del comunismo.
    Il sistema comunista è basato su sottrazioni.
    Uno dei suoi principi fondamentali è l’eliminazione della proprietà privata, cioè privare
    i legittimi proprietari della loro proprietà: dei terreni, delle fabbriche, dei magazzini, dei
    macchinari, e talvolta anche degli alloggi, e infine nazionalizzare le loro proprietà. Ai
    sequestri sono sottoposti non solo i ricchi, ma anche il ceto medio.
    Oltre la naturale ipocrisia presente nei comunisti ostinati, c’è in essi una terrificante volontà
    distruttrice del Bene, un’azione continua volta a danneggiare la popolazione. Questa è la prova
    regina dell’inganno del comunismo e chi ancora ne è un convinto sostenitore, è fuori dalla
    realtà.
    La Madonna il 13 luglio 1917 preannunciò la terribile diffusione del comunismo come il
    castigo supremo, ed infatti cominciò a realizzarsi a novembre 1917 con l’ascesa dei marxisti al
    potere nella infelice Russia. La Russia nel periodo delle apparizioni (maggio-ottobre 1917) era
    già passata dallo zarismo ad un regime ancora borghese di Kerensky.
    Quattro mesi dopo la profezia della Madonna iniziò in Russia il più funesto regime
    dittatoriale della storia.
    Neanche il crudele nazismo tedesco, l’assolutismo fascista di Mussolini e la dittatura
    militaredi Videla che fece massacrare diverse centinaia di migliaia di innocenti inArgentina, si
    possono paragonare ai genocidi brutali commessi dal comunismo in tantissime Nazioni del
    mondo, con l’uccisione di centinaia di milioni di innocenti.
    A Fatima la Madonna avvisò l’umanità ma non è stata ascoltata.
    Proprio da una Nazione comunista la Vergine Maria scelse un Papa che divenne grande per
    la totale fedeltà a Gesù Cristo e il suo coraggio.
    Papa Giovanni Paolo II è stato un umile servo della Madonna e il suo pontificato lo
    ricordiamo con immensa nostalgia. Obbediva prontamente alla Volontà di Dio senza ascoltare
    altre opinioni in maniera di Fede e di morale. Questo è il ruolo di un Papa che si lascia guidare
    dallo Spirito Santo.
    Lottava contro le novità teologiche di ogni provenienza che intralciavano la sana dottrina
    della Chiesa ma non era un rivoluzionario, fu docilmente un grande figlio della Chiesa, un
    servo della Parola di Dio.
    Abbiamo molto chiaro che Papa Giovanni Paolo II ribadiva la Volontà di Dio sul celibato dei
    sacerdoti. Questo celibato è una disposizione della Chiesa, basata su una tradizione che deriva
    addirittura dagli Apostoli. La Chiesa non ha mai concesso nella storia che ci si possa sposare
    dopo l’ordinazione presbiterale.
    Leggiamo alcuni brani dell’Esortazione Apostolica di Papa Giovanni Paolo II, «Pastores
    dabo vobis», del 25 marzo 1992 sul celibato.
    «È particolarmente importante che il sacerdote comprenda la motivazione teologica della
    legge ecclesiastica sul celibato. In quanto legge, esprime la volontà della Chiesa, prima ancora
    che la volontà del soggetto espressa dalla sua disponibilità.
    Ma la volontà della Chiesa trova la sua ultima motivazione nel legame che il celibato ha con
    l’Ordinazione sacra, che configura il sacerdote a Gesù Cristo Capo e Sposo della Chiesa.
    La Chiesa, come Sposa di Gesù Cristo, vuole essere amata dal sacerdote nel modo totale ed
    esclusivo con cui Gesù Cristo Capo e Sposo l’ha amata. Il celibato sacerdotale, allora, è dono
    di sé in e con Cristo alla sua Chiesa ed esprime il servizio del sacerdote alla Chiesa in e con il
    Signore».
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen
Mercoledì 23 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario 0

Mercoledì 23 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,39-48)
    A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa
    sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi
    pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’Uomo». Allora Pietro disse:
    «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque
    l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la
    razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire
    così. Davvero Io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in
    cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a
    mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se
    l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli
    infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la
    sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose
    meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu
    affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    Molti insegnamenti di Gesù non vengono considerati con l’attenzione che meritano, anzi si
    escludono quelli più fastidiosi e si mitigano altri, con sospetta prontezza. Diverso è
    l’atteggiamento dei cattolici che rimangono obbedienti alla Parola di Dio, essi desiderano
    osservare tutto quello che Gesù ha insegnato.
    Una interpretazione personale del Vangelo fa perdere la comunione con Gesù, si sceglie ciò
    che non vuole Lui e qui è solo Dio a dettare la Verità.
    Le ultime frasi del Vangelo di oggi sono avvertimenti molto seri, decisivi per utilizzare
    correttamente i suoi doni e per la salvezza eterna.
    Sono parole che indicano la responsabilità morale di tutti i battezzati, nessuno potrà mai dire
    che non conosceva la dottrina cattolica. «Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non
    avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse».
    Per percosse s’intendono le pene che deliberatamente accumula il cristiano che pecca
    gravemente, non è Gesù a percuoterlo, Lui ha dato la sua vita per redimerlo. È la vita senza
    valori a portare anche il cristiano a vivere in una condizione di agitazione, con un forte senso di
    inappagamento avvilente.
    Un cristiano senza Gesù conduce una vita impoverita moralmente, anche in presenza di
    una condizione di benessere.
    Gesù vuol far comprendere che è necessario vivere nella sua Grazia, nessuno conosce il
    tempo della sua venuta e come un ladro imprevedibile che sorprende il padrone di casa assente,
    così potrà arrivare il tempo del Giudizio per ognuno.
    Mostra il comportamento dell’amministratore fidato e prudente, e di un impiegato (servo)
    che in assenza del padrone commette ogni abominio. Questo impiegato agisce senza il controllo
    della sua volontà, convinto di non essere visto dal padrone perché partito. Purtroppo per lui
    quando arriva all’improvviso, scopre ogni sua nefandezza e lo caccia fuori.
    Questo avviene anche al cristiano vizioso e lussurioso, si lascia andare ad ogni peccato,
    convinto di non essere visto da Dio!
    La responsabilità personale sta nel trovarsi nella condizione di poter dare risposte a Dio, è
    segno della dignità umana.
    Solo la persona libera può essere responsabile, scegliendo in ogni momento, tra molteplici
    possibilità, quella più conforme al volere divino e, pertanto, alla sua personale perfezione. Chi
    conosce la Volontà di Dio ha grandi possibilità di scoprire nuovi orizzonti e gradualmente
    arriva ad ottenere il dominio della sua volontà.
    L’amministratore fidato e prudente riceve grandi ricompense e il riconoscimento della sua
    coerenza, l’impiegato scorretto sarà obbligato a lasciare il posto d’onore dove si trovava e dovrà
    andare a vivere lontano dal padrone e qui s’intende l’inferno. È stato lui, il servo, a sprecare
    tutto, a rifiutare l’osservanza delle Leggi di Dio per vivere da dissoluto.
    Ogni cristiano si trova a scegliere di continuo la sua collocazione: con Gesù o contro Gesù.
    Chi è abituato a pregare bene, è anche preparato a rifiutare l’immoralità, non ha difficoltà a
    scegliere sempre il Signore e ad allontanare quanto è contrario all’Amore di Dio.
    Qui si parla del cristiano che conosce il Vangelo, egli ha una grande responsabilità morale e
    il suo futuro dipende dalla scelta di fedeltà a Dio o di trasgressioni inique che stravolgono la
    mente e creano inganni sotto ogni aspetto della vita.
    Iniquità che altera il Male come un Bene e chi vive questa illusione avverte un’energia
    ingestibile che spinge di continuo a soddisfare i vizi.
    Non avverte più l’esistenza di Dio e inizia una vita devastante per sé, «a percuotere i
    buoni, a mangiare, a bere e a ubriacarsi». Per mangiare s’intende la condizione di chi
    innalza il cibo a idolo e trova in esso l’unica gioia della sua esistenza.
    La conoscenza della Legge di Dio è una grande responsabilità morale, ma è anche una
    benedizione, perché chi conosce Gesù Cristo ha tutte le migliori condizioni per vivere felice già
    in questa vita; per superare sofferenze, difficoltà e malattie con il suo costante aiuto; per
    scoprire il vero senso della vita.
    La conoscenza di Dio richiede l’obbligo dell’osservanza non tanto di regole dannose per il
    cristiano, ma di valori che lo nobilitano e lo ricoprono di dignità. La consapevolezza della
    propria meravigliosa Fede cristiana, è un vantaggio straordinario nei confronti di chi non ce l’ha
    o l’ha rifiutata.
    In tutte le circostanze in cui è richiesto un aiuto soprannaturale, il cristiano sa a chi rivolgersi,
    e la sua Fede gli permette di vincere problematiche difficoltose. È benedetto e forse non lo
    comprende, il cristiano che ha Fede e la vive con impegno. C’è un dovere da osservare e Gesù
    lo spiega con queste impegnative parole.
    «A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto
    di più».
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Giovedì 24 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario 0

Giovedì 24 ottobre 2019 XXIX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 12,49-53)
    Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.
  • Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e
    come vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono
    angosciato finché non sia compiuto! Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io
    vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi
    tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre
    contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Parola del
    Signore
    Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
    La divisione di cui parla Gesù, nasce a causa dei comportamenti opposti alla sua Parola. La
    divisione non arriva mai da Gesù, avviene in quelle famiglie che vivono nel disordine spirituale
    e spesso morale. L’armonia è frutto della preghiera e della fedeltà alla sua Parola.
    Le parole di Gesù oggi suscitano un po’ di apprensione, eppure sono perfettamente in linea
    con la sua dottrina. Lui non vuole assolutamente la guerra e non è contento di vedere le
    famiglie disgregate, al contrario il suo messaggio di Amore desidera una pace perfetta e
    duratura.
    Non è l’azione di Gesù a portare la guerra nelle famiglie, non potrebbe esserlo, è invece la
    reazione di uno o più familiari a reagire contro i seguaci del Cristo e a causare contrasti. Gesù è
    coinvolto perché è la sua Parola a suscitare irrequietezze irragionevoli in quanti non Lo amano.
    Così si spiega questa pagina un po’ complicata.
    «Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione».
    La sua presenza crea moltissime reazioni, come vediamo oggi e come è avvenuto nel
    passato. Le reazioni contro Gesù nascono dai cuori ribelli, senza pace, pieni di rovine e
    che Lui indica nel Vangelo come «sepolcri imbiancati».
    Agiscono con malizia per danneggiare l’immagine del Signore e della Chiesa, la loro azione
    e incisiva e persistente. Lo fanno in famiglia e, soprattutto, in certi ambiti inquietanti dove si
    discute più dell’odio da scaricare su Dio che del bene da compiere.
    Gesù afferma che molte famiglie cristiane «saranno divise», «si divideranno» a causa
    della Fede. È Gesù a soffrire più degli altri.
    Perché tanta animosità contro Gesù, la Chiesa e i familiari cattolici? Neanche gli oppositori
    impulsivi di Gesù riescono a spiegarlo…
    Gesù è la Pace, l’Amore e il Bene, da Lui scaturisce la Bontà e non vuole alcuna divisione
    nelle famiglie. Dio ci ama e solo ascoltando la sua Parola si riesce ad amare e a perdonare. È
    venuto in mezzo a noi il Figlio di Dio ad insegnare le opere buone e la pratica delle virtù.
    Chi è in comunione con il Signore e Lo adora, oltre ad avere in sé una pace impagabile che
    porta ad amare anche i propri nemici, effonde anche all’esterno la stessa pace che porta in sé
    perché è una persona mansueta, ma coraggiosa, forte, decisa nel Bene!
    Nella società è diffusa una cattiveria strisciante e nascosta anche sotto i sorrisi, essa
    contamina molti buoni e mancando la protezione della preghiera, molti di loro assumono
    comportamenti reazionari in famiglia contro la Fede cattolica.
    La divisione è accovacciata nei cuori delle persone che non osservano i Comandamenti, è
    interna ad essi e le loro contraddizioni nascono dalla superbia e da una scattante impulsività,
    dall’incapacità di controllarsi, di capire il loro stato spirituale biasimevole e per questo
    reagiscono maldestramente contro gli altri familiari che pregano.
    La nostra preghiera non è importante solo per ringraziare Dio dei doni e beni elargitici, la
    preghiera è la nostra forza e il mezzo per dialogare con Dio. In ognuno produce molti frutti
    spirituali che fortificano la volontà e illuminano l’intelletto.
    I doni dello Spirito vengono accresciuti abbondantemente dove c’è una preghiera
    elevata e santità di vita. Questi doni trasfigurano il cristiano, dandogli la tranquilla forza
    di resistere ai contrasti in famiglia a causa del Nome di Gesù.
    La sua misericordia il Signore vuole espanderla in tutti i cuori, ma l’uomo che vive lontano
    da Lui e non vuole pentirsi, la rifiuta di continuo.
    È determinante la preghiera intensa, costante e prolungata di un solo familiare per
    convertire nel tempo tutta la famiglia. Credeteci!
    Nel Vangelo Gesù manifesta ai suoi discepoli, come un vero amico, i sentimenti più intimi.
    Così parla loro dello zelo apostolico che Lo consuma, del suo Amore per tutte le anime. «Sono
    venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!».
    I discepoli dopo la Pentecoste, infiammati da un tale fuoco divino, si sparsero per il mondo e,
    portatori della santa spiritualità, distrussero le eresie dei nemici del Signore. Quali? Coloro che,
    allontanatisi dal vero Dio da cui erano stati creati, adoravano gli idoli creati da loro stessi.
    Il santo fuoco della Fede ogni cattolico deve portarlo nella propria famiglia, anche senza
    parlare troppo delle cose di Dio quando non è il momento propizio, ma questo fuoco divino lo
    stesso si diffonde negli altri e riuscirà a bruciare i mali che si annidano negli altri familiari.
    È l’azione dello Spirito Santo che agisce per le preghiere dei buoni che chiedono la
    conversione dei familiari. Dio è vicino e non dimentica.
    Le grandi conversioni non avvengono in poco tempo, dipende dalle preghiere dei cattolici e
    dalla loro Fede. Bisogna avere molta Fede.
    1 Ave Maria per Padre Giulio
    P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.
    “O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la
    missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti,
    perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino
    da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.
Venerdì 27 dicembre 2019 0

Venerdì 27 dicembre 2019

San Giovanni Apostolo

+ VANGELO (Gv 20,2-8)

L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questo giovane Apostolo quando conobbe Gesù aveva l’innocenza e l’intuito dei puri, coloro che quasi sempre individuano bene la realtà, gli eventi. Gesù trovava in Giovanni un uomo docile e pienamente sincero, ecco la ragione dell’amore verso questo Apostolo.

Aveva quasi venti anni quando il Signore lo chiamò a seguirlo definitivamente dopo diversi incontri, insieme al fratello Giacomo. La sua vita iniziò una lenta ma inesorabile salita verso l’infinito e la sua incorruttibilità lo rese sempre più spirituale.

Tra i Dodici, Gesù aveva un amore particolare per Giovanni, questo ci indica che il Signore guarda ciò che siamo dentro, non tanto le parole che si pronunciano nel suo Nome o le attività di apostolato. Anche nell’apostolato può nascondersi l’insidia della compiacenza, dell’amor proprio, del tradimento a Dio con la predicazione di eresie e false dottrine protestanti.

Lasciò la famiglia di pescatori e tutto quello che poteva avere per seguire Gesù. Questa è la risposta che deve dare anche il Sacerdote di oggi.

La chiamata di Giovanni è stata simile a quella degli altri undici, egli senza comprendere la potenza spirituale che conteneva, la visse dimenticandosi e donandosi pienamente alla Volontà di Dio.

La sua elevata santità si misura dalla sua adesione alla Volontà di Dio e dal distacco da se stesso. Visse per dare gloria al Signore.

Come gli Apostoli, tutti siamo chiamati a compiere grandi opere virtuose, tutti quanti ne abbiamo i talenti spirituali, ma sono pochi quelli che li coltivano e intraprendono una nuova vita con un corretto cammino di Fede insieme al Padre spirituale.

Più che cambiamento in Giovanni si deve parlare di miglioramento della sua vita, favorito notevolmente dall’ascolto e dalla pratica costante degli insegnamenti di Gesù. Al contrario, molti ascoltano o proclamano la Parola di Dio e rimangono sempre ai margini, lontani da Dio.

Oltre a questo primo approccio dell’ascolto, devono seguire le opere come le ha insegnate Gesù, per diventare somiglianti a Lui.

L’obbedienza docile e amorevole di Giovanni lo ha elevato a quella spiritualità che il Signore desidera trovare nei cuori dei cristiani, ma non la trova in molti cuori per diverse ragioni, a cominciare dalla scarsa conoscenza che si ha proprio di Gesù.

Giovanni ha scritto il Vangelo, l’Apocalisse e tre Lettere intense di amore verso Gesù e l’umanità, che contengono la sintesi della spiritualità acquisita da lui e che insegnava a Efeso, nelle prime comunità cristiane.

Nel Vangelo di oggi leggiamo con quale amore Pietro e Giovanni corsero verso il Sepolcro dopo l’annuncio della Maddalena: «Il discepolo che più Lo amava corse più veloce», ma non dipendeva solo dalla sua giovane età, era l’amore che lo faceva volare, lo rendeva agile e veloce.

Anche Pietro amava Gesù, in modo diverso, non aveva ancora raggiunto un amore puro simile a quello di Giovanni verso il Signore. Il suo era ancora un amore irrigidito e lento, lo trasmetteva anche alla sua fiacca energia.

L’amore che viene donato agli altri ha una sua distinzione e nessuno può presumere di amare tutti nella forma più eccellente. L’amore è contagiato dai ricordi, dall’immaginazione, dall’attrattiva e talvolta anche da problemi personali.

Il Signore chiede un amore totale soprattutto ai suoi Ministri, una vicinanza sincera e purificata dagli interessi mondani. In San Giovanni, e in tutti, la vocazione dà senso anche al più piccolo fatto.

Tutta la vita di Giovanni era concentrata in Gesù, suo Signore e Maestro. Trovò lo scopo della sua vita nell’essere fedele a Gesù. Non oppose alcuna resistenza alla chiamata, e con coraggio rimase sul Calvario quando tutti gli altri erano fuggiti.

La suprema espressione di fiducia nel discepolo amato avviene quando, dalla Croce, il Maestro affida a lui l’amore più grande che abbia avuto sulla terra: la sua Santissima Madre. Se per Giovanni era stato importante il momento in cui Gesù lo chiamò a seguirlo lasciando ogni cosa, ora, sul Calvario, riceve l’incarico più delicato: prendersi cura della Madre di Dio.

Giovanni è rimasto tre anni vicino a Gesù, ha mangiato molte volte con Lui, ha percorso tanti chilometri per la predicazione e ha ascoltato con meraviglia gli insegnamenti del Vangelo, ma non si è mai stancato né si è occupato di altro: tutta la sua adorazione la riservava al Signore e cresceva in santità.

Il suo è stato un amore irresistibile che si coltiva solamente se è puro e sempre rivolto a Dio, un amore che irrobustisce la Fede e non teme di incontrare sofferenze e dolorose prove per la fedeltà a Gesù. Questa è stata la vita di Gesù, Egli non fu compreso dai cattivi, non fu amato da quanti non vollero rinunciare alla loro mentalità umana.

Quando si ama Gesù la vita cambia, si diventa una nuova creatura e gli interessi umani vengono purificati, i pensieri diventano spirituali e onesti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.

O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.