Categoria: ANNO 2021

La presenza della Grazia arreca benefici indicibili – 26 Ottobre 2021 0

La presenza della Grazia arreca benefici indicibili – 26 Ottobre 2021

Martedì 26 ottobre 2021

XXX Settimana del Tempo Ordinario

  • VANGELO (Lc 13,18-21)

Il granello crebbe e divenne un albero.

  • Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il Regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il Regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Per spiegare la straordinaria capacità che ogni cristiano ha in sé di accogliere il Regno di Dio, Gesù porta due esempi e paragona il suo Regno a un albero maestoso e al pane lievitato. Per raggiungere queste due condizioni bisogna avere pazienza, la cura da prestare al granello di senape e alla farina da far lievitare.

Questo spiega che il cammino spirituale dura tutta la vita, come per tutta la vita bisognerà cibare il proprio corpo per sostenerlo e occorrerà respirare per introdurre l’indispensabile ossigeno per vivere, inoltre l’ossigeno fornisce all’organismo le energie per muoversi, ma non ci si rende conto alle volte che una respirazione inadeguata riduce la vitalità dell’organismo.

Nessuno può fare a meno di respirare, è una delle prime cose che facciamo dopo essere venuti al mondo e l’ultima che compiamo prima di lasciarlo. È un processo automatico, controllato dal nostro sistema nervoso.

Il cammino spirituale necessita della Grazia di Dio, come il corpo necessita dell’ossigeno. Senza la Grazia non c’è cammino spirituale.

Consideriamo che i problemi respiratori possono ostacolare il sistema circolatorio, compromettendo di conseguenza la salute di tutto il corpo. I peccati e la dissolutezza ostacolano invece la presenza della Grazia e la Fede non cresce, il credente rimane sempre poco spirituale, con tutti i suoi limiti accresciuti.

Se non c’è il sostegno della preghiera costante, si finisce per cadere pericolosamente nella tiepidezza e non si prega più con interesse.

La vita spirituale e il processo fisico della respirazione hanno diverse funzioni ma tutti e due sono indispensabili per chi vuole crescere davanti a Dio e agli uomini: una per la comunione con Dio e vivere il Vangelo di Gesù l’altra per mantenere vivo il corpo e permettergli di svilupparsi.

Mentre la vita spirituale richiede sforzo e vigilanza, la respirazione è un processo automatico ma indispensabile per la vita fisica.

La Grazia di Dio avvolge la persona che la cerca e ne ha i requisiti.

La Grazia che entra nell’anima la inonda, e si riversa immediatamente in ogni parte della persona così come il sangue trasporta l’ossigeno contenuto nell’aria in ogni parte del corpo. Se c’è la Grazia di Dio in una persona, è presente in tutto il corpo. Bisogna ottenerla e poi conservarla, mantenendosi in uno stato spirituale virtuoso.

La presenza della Grazia in una persona arreca benefici indicibili e ineffabili.

Il corpo ha bisogno di ossigeno per vivere, la vita spirituale ha bisogno di Dio con la conseguente presenza dello Spirito Santo nell’anima.

Nel corpo l’ossigeno è indispensabile, lo è di più la Grazia di Dio perché porta pace e gioia, buoni sentimenti e la vita cristiana.

Gesù ci dice che dobbiamo essere buon lievito spirituale per far fermentare la pasta del corpo e diventare pane speciale gradito a tutti.

Ognuno di noi può diventare come un albero maestoso per accogliere e ristorare le persone stanche, far riflettere quelli che sono esaltati dalla vita dissoluta che conducono, proteggere i più deboli e i peccatori con la preghiera costante e devota.

Ognuno di noi anche se è ancora un piccolissimo granello di senape e del lievito informe, può diventare un eccellente e virtuoso cristiano.

La vera caratteristica del cristiano virtuoso è l’imitazione del lievito e del seme. Gesù porta due esempi azzeccati, solo Lui è fenomenale, meraviglioso, eccezionale, sublime, splendido, formidabile.

Il cristiano deve essere come il lievito, c’è nella pasta e la fa fermentare ma non si vede, è nascosto ma agisce e rende migliore la pasta. Il cristiano agisce nel nascondimento, non cerca gli applausi del mondo e non si compromette con altri ingredienti oltre la buona farina.

Il cristiano deve essere come un piccolo seme che viene messo nella terra, non si vede per del tempo ma cresce nel silenzio, poi spunta fino a diventare un albero immenso. Il granello di senape anticamente era utilizzato proverbialmente per indicare tutto ciò che era molto piccolo, era simbolo di piccolezza.

Noi vogliamo essere il granello di senape, piccolo e silenziosamente potente, per diventare grandi nell’amare il nostro amatissimo Signore.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Molte malattie sono causate dai diavoli – 25 Ottobre 2021 0

Molte malattie sono causate dai diavoli – 25 Ottobre 2021

Lunedì 25 ottobre 2021

XXX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 13,1017)

Questa figlia di Abramo non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando Egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da Lui compiute. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Molte malattie strane non trovano spiegazioni neanche da parte degli specialisti e molto spesso hanno reazioni di stupore o di presunzione che segnano la presenza o l’assenza di lealtà, di professionalità o incapacità a gestire situazioni così imprevedibili.

Per i cristiani il Vangelo di oggi rappresenta una luce straordinaria, una conoscenza vitale in numerosi situazioni imbarazzanti, quando non si trova la causa di una malattia, né la cura e tantomeno la medicina adeguata.

La meditazione di questo brano può cambiare la nostra vita e renderci più forti nello spirito, più lucidi su quanto avviene in noi.

Valutiamo questo miracolo di Gesù evidenziando la sua meravigliosa Onnipotenza, capace di ridare la perfetta salute fisica a una donna gravemente inferma e che da diciotto anni era curva, senza riuscire a stare diritta.

Sono numerose le meraviglie che colgo da questo passo del Vangelo, nasce naturale una commozione profonda nel constatare la premura e la bontà di Gesù nell’avvicinarsi alla donna malata per guarirla. Fu Lui a chiamarla a sé, fu Lui a preoccuparsi di lei e a guarirla. Che meraviglia!

Questa compassione di Gesù per noi è incomprensibile, il suo è un Amore che definire infinito mi sembra riduttivo. Un Amore inesauribile che produce Amore e la Santissima Trinità lo propaga nell’Universo e di continuo riempie tutto il creato dello Spirito Divino.

Anche se in questi ultimi anni anche uomini di Chiesa hanno fatto sapere tramite altri canali che Gesù non è Figlio di Dio, noi che siamo veri cristiani rimaniamo sbalorditi dell’Onnipotenza di Gesù di Nazareth, della Persona Divina presente in Lui ed Egli essendo Dio è senza principio, eterno e non avrà fine.

Gesù non sbaglia mai con tutti noi, anche quando qualcuno prega molto per ottenere una Grazia che ritarda, ad avere ragione è sempre Gesù. Solo Lui conosce le ragioni perennemente favorevoli a noi, per farci crescere nella Fede e nell’umiltà, per cui non dona subito una Grazia o non dà segnali percepibili della sua presenza.

Spesso davanti all’Eucaristia quando prego per qualcuno che necessita urgentemente di aiuti, dico a Gesù che potrebbe evitare di misurare con l’indispensabile Giustizia ogni aspetto della vita di ognuno. Egli però è l’Onnipotente, conosce perfettamente tutto e per questo non concede subito la Grazia dove mancano le dovute condizioni.

Gesù che si è lasciato crocifiggere per amore nostro possiede un’Onnipotenza che può spostare e far scomparire altissime montagne, far dirigere pianeti e sistemi solari dove vuole, può compiere tutto quello che riteniamo impossibile.

Ed ha sempre ragione Gesù, Lui vuole ottenere grandi risultati per chi si trova nella sofferenza. Posso dargli torto? Però non mi arrendo davanti all’Eucaristia e cerco di trovare un motivo spirituale per commuovere Gesù su una determinata persona e fargli «dimenticare» l’impedimento.

È la sostituzione vicaria, un discorso un po’ doloroso per i deboli di spirito.

Approfondisco il brano di oggi. Narra che Gesù vide, cercò con la sua Onnipotenza la donna che soffriva da diciotto anni e non sopportava più la malattia, la chiamò a sé e senza dire altro le comunicò che era guarita dal male incurabile, ma aggiunse il gesto dell’imposizione delle mani per far comprendere che Lui aveva operato un miracolo in lei. Portentoso Gesù!

CON QUESTO MIRACOLO GESÙ CI CONFERMA CHE MOLTE MALATTIE SONO CAUSATE DAI DIAVOLI, LO CONSTATIAMO NOI SACERDOTI QUANDO FACCIAMO PREGHIERE DI LIBERAZIONE E MOLTE PERSONE NON AVVERTONO PIÙ I MALESSERI FASTIDIOSI. SE SI TRATTA DI MALATTIE NATURALI, SEMPRE IL SACERDOTE PIENO DI FEDE PUÒ OTTENERE MIRACOLI E GUARIGIONI INSPERATE, ED È SEMPRE GESÙ A GUARIRE.

Anche voi potete accorgervi della natura di una malattia se utilizzate l’acqua esorcizzata o vi fate una crocetta sulla fronte con l’olio esorcizzato da qualsiasi Sacerdote. La Chiesa ci ha donato tre Sacramentali potenti contro i diavoli e l’utilizzo frequente dell’acqua e dell’olio esorcizzati sono una grande protezione contro gli attacchi malefici.

Il Santo Rosario è la vera arma che mette terrore a tutti i diavoli e la recita di più Corone al giorno è una pratica importante.

Essi fuggono anche dinanzi all’invocazione di San Michele Arcangelo e qui nel Centro di Preghiera la sua Statua è collocata nella piazza dopo l’ingresso, sopra una struttura in pietra a più piani e Lui dall’altezza di circa due metri da terra ci osserva, protegge e ci libera dalle avversità.

La guarigione della donna del Vangelo è arrivata dopo la liberazione dello spirito diabolico che la teneva inferma. Gesù non considerò necessario minacciare lo spirito satanico che da ben diciotto anni teneva curva la donna, minacciò la malattia di andare via e il diavolo fuggì via dal corpo della donna.

L’opera dei diavoli è potentissima in tutto il mondo ed è ininterrotta.

I cristiani che non pregano sono causa del loro stesso male, infatti si privano della protezione della Madonna che terrorizza i diavoli. Oltre a danneggiarsi, questi cristiani che non pregano sono colpiti da ogni forma di attacchi satanici e possono diventare pericolosi anche per i familiari e tutti i loro conoscenti.

Nel tempo i diavoli causeranno a questi loro momentanei «amici», tanto male per quanto ne hanno richiesto e compiuto contro gli innocenti. Con malattie strane, disgrazie familiari, separazioni coniugali, perdite economiche, turbamenti, malori periodici, spossatezze o stanchezze mentali e fisiche.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Vedere la realtà con gli occhi di Dio – 24 Ottobre 2021 0

Vedere la realtà con gli occhi di Dio – 24 Ottobre 2021

Domenica 24 ottobre 2021

XXX Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 10,46-52)

Rabbunì, che io veda di nuovo!

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che Io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua Fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e Lo seguiva lungo la strada. Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Dei cinque sensi esterni presenti nella persona, la vista ha qualcosa in più anche perché riesce a far rallegrare anche la vita penosa e senza particolari difficoltà motorie dà l’indipendenza nei movimenti.

I sensi esterni sono utili ma non sempre necessari. Dio li dona a tutti, ogni persona dovrebbe utilizzarli e la malattia non viene da Dio.

Gli occhi ci permettono di vedere tutto quello che è possibile e di ammirare le meraviglie della natura. I ciechi sviluppano gli altri sensi, un’intuizione più spiccata ma necessitano di sentire o di toccare oggetti o altro.

Come è bello vedere con occhio puro la realtà che ci circonda.

Anche per la vista si dovrebbe ringraziare ogni giorno il Signore, ma non ci si pensa, tutto quello che è presente nel corpo umano, viene considerato quasi da tutti come un obbligo da parte di Dio, mentre sono doni come un dono è la stessa vita.

Deve essere una grande prova per i ciechi che non vedono nulla e quelli che lo sono dalla nascita non hanno mai visto la natura, i colori, i volti dei familiari. Vivere tanti anni come in una camera buia è incredibile, molti saranno felici per l’equilibrio interiore raggiunto, ma sono sempre mancanti di un bene sostanziale.

Il miracolo del Vangelo di oggi commuove e ci fa capire che la cecità è un’invalidità molto dolorosa per chi la patisce e per i familiari che si rammaricano delle limitazioni visive del parente. I migliori familiari sono quelli che parlano della vita da cui sono relegati i ciechi, delle forme e dei colori.

È un gesto di carità continuo illuminare la mente del cieco, descrivendogli ciò che non conosce e che forse non vedrà mai.

È quello che faceva una nonna con la sua nipotina che non vedeva perché era nata cieca.

Nacque il giorno di Natale del 1939 e la mamma se ne accorse dopo circa tre mesi, notando che la neonata non aveva gli occhi come gli altri neonati, i suoi non avevano le pupille. La pupilla è il foro situato al centro dell’iride, di diametro variabile, che permette l’entrata della luce all’interno del bulbo oculare.

La bambina di Naro in provincia di Agrigento si chiama Gemma Di Giorgi e vive a Ribera, nella stessa provincia. Per la scienza medica non dovrebbe assolutamente vedere niente; invece, vede e scrive come una persona normale. Ma era nata cieca e senza pupille, vediamo cosa è avvenuto.

I genitori erano affranti, forse si trovavano in una fase di disperazione ma non si abbatterono, essi andavano spesso in Chiesa davanti all’altare della Madonna e chiedevano il miracolo, non c’era alcuna speranza per la scienza, solo un miracolo avrebbe potuto guarire gli occhi della bambina.

Quando aveva circa sette anni, una parente suora andò a casa sua e vedendo la grave situazione invitò tutti a ricorrere alla protezione di Padre Pio. La nonna prese sul serio quel consiglio e cominciò a pregare con grande speranza il Frate, inoltre chiese alla suora di scrivere una lettera a Padre Pio.

Subito dopo ella scrisse e una notte sognò di vedere Padre Pio, che le disse: «Dov’è questa Gemma per la quale con tante preghiere state a stordirmi la testa?». Sempre in sogno la suora presentò la bambina a Padre Pio. Il Padre le fece un segno sugli occhi e sparì.

Il giorno dopo la suora ricevette effettivamente una lettera da Padre Pio che diceva: «Cara figliola, ti assicuro che pregherò per la bambina, bene augurandoti». La suora avvisò i parenti esortandoli con grande fervore a partire immediatamente per San Giovanni Rotondo.

Dopo la guerra era difficoltoso viaggiare ma partirono con grande Fede. Durante il viaggio di andata la bambina ebbe l’impressione di vedere qualcosa, la nonna non ci credeva e osservando i suoi occhi, costatava che erano sempre senza pupille.

Si confessarono da Padre Pio, la bambina addirittura dimenticò di chiedergli la Grazia della guarigione, ma il Santo lo stesso le benedisse gli occhi appoggiando le piaghe. Alla nonna disse di non temere. Durante il viaggio di ritorno Gemma cominciò davvero a vedere e distingueva tutto. Avvenne un grande miracolo.

A Cosenza la nonna si ammalò e venne ricoverata in ospedale, ne approfittò per chiedere ai medici di visitare Gemma e risposero che non poteva vedere perché senza pupille, ma la bambina descriveva perfettamente tutto quello che vedeva. I medici rimasero senza parole, il miracolo è stato studiato dalla scienza e considerato impossibile.

Tutti i peccatori sono privi della Luce di Dio e non possono distinguere nella sua verità la realtà. Tutto appare oscuro e la guida è l’orgoglio.

Come l’occhio, o bulbo oculare ha il compito di ricavare informazioni sull’ambiente circostante attraverso la luce, così la Fede accresciuta dai doni dello Spirito Santo, guida il cristiano nella migliore comprensione di sé, degli altri e del mondo.

L’interpretazione di eventi e la vera conoscenza dell’identità interiore delle persone che si conoscono, è possibile con l’aiuto di Dio. Solo con la Luce di Dio si diventa capaci di comprendere l’invisibile. Chi è vicino a Gesù riceve da Lui la capacità di vedere anche ciò che umanamente è oscuro, perché rimane nella Luce divina, viene protetto e guidato dalla Madonna verso una vita migliore.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Caratteristiche e necessità del Padre spirituale – 23 Ottobre 2021 0

Caratteristiche e necessità del Padre spirituale – 23 Ottobre 2021

Sabato 23 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 13,19)

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, Io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, Io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Una delle credenze nate dalla credulità popolare ebraica riguardava la conseguenza dei peccati: secondo loro le disgrazie avvenivano sempre a causa dei grandi peccati. È vero che i peccati comportano conseguenze imprevedibili, però nessuno può precisarle esattamente perché non si conoscono né i peccati degli altri né le loro intenzioni nel compierli.

Ci sono tre condizioni per determinare un peccato mortale: deve avere per oggetto una materia grave, si deve compiere con piena consapevolezza e deliberato consenso. Senza la piena consapevolezza non c’è peccato mortale, forse solo veniale, inoltre bisogna avere l’intenzionalità di compiere un peccato.

È innegabile che una persona lucida e determinata a trasgredire uno o più Comandamenti, commette peccati gravi. Non c’è alcuna attenuante credibile. Comunque gli altri non potranno mai conoscere il grado di consapevolezza e la volontarietà.

La credenza degli ebrei non ci riguarda in modo completo, parzialmente c’è qualcosa di simile ma loro non avevano conosciuto Gesù e quando Lui si presentò ad insegnare la vera dottrina Lo uccisero. Così agiscono i cattivi contro i giusti, fedeli a Dio e amano la verità.

Le conseguenze dei peccati mortali sono devastanti, ma contrariamente agli ebrei siamo sicuri che non arriverà immediatamente una punizione da parte di Dio, perché Lui è Amore e ci dona tante possibilità di convertirci, vuole salvare i suoi figli maldestri e viziosi.

I peccati gravi annientano lentamente la vita spirituale, già quando si commettono si rompe la comunione con Dio per la perdita della Grazia e si perdono i meriti e i doni dello Spirito Santo. Si rimane soli, senza la corazza che prima proteggeva dai diavoli e dai pericoli, senza il fervore che facilitava la preghiera e le penitenze, senza il vivo desiderio di meditare ogni giorno il Vangelo.

Questa è la ragione della presenza della noia quando si vuole meditare e pregare. Non è tanto la distrazione, essa è una conseguenza, c’è un impedimento molto più profondo ed è la mancanza di gioia nel pregare, della volontà di pregare proprio perché non c’è più il fuoco vivo del fervore spirituale.

Le conseguenze dei peccati gravi sono negativi e rendono l’uomo meno uomo, il cristiano non riesce più a vivere da cristiano.

Chi vive costantemente nei peccati gravi oltre ad essere molto confuso, diventa sempre più ostentatore, fanfarone, egoista, bugiardo e ipocrita.

Non intendo quei buoni cattolici che peccano per debolezza e si accorgono dei loro errori, vogliono rimediare con la Confessione o quantomeno con le preghiere verso quanti sono stati colpiti senza una vera intenzione cattiva. Nelle loro opere non vogliono arrecare del male agli altri e controllano pensieri e parole. Questi cattolici sono molto graditi a Gesù.

Vivere nei peccati gravi e senza il vivo desiderio di pentirsi davanti a Dio e confessarli al Sacerdote, rende la persona molto vulnerabile e pronta a qualsiasi opera dannosa per sé e per gli altri. Spesso agisce con superficialità e la sua responsabilità rimane sempre enorme.

Una brava persona che pecca ricorre alla Confessione, chiede perdono a Gesù. Se invece non ricorre al perdono di Gesù, gradualmente perde la spiritualità che possedeva,in quanto il fervore si spegne e la Fede è inattiva. Le preghiere sono pressoché inutili.

Per non sbagliare cammino spirituale e trovare le risposte di Dio nei dubbi e nelle scelte da fare, è indispensabile un Padre spirituale.

Non bisogna comunque frequentare quelli che si presentano simpatici. L’amicizia rispettosa dei ruoli è un aspetto buono ma i Sacerdoti con cui confidarsi e confrontarsi si cercano per la loro vita santa e penitente, la capacità del discernimento, il distacco dalle cose mondane, la profonda conoscenza della spiritualità cristiana!

Una buona guida spirituale si riconosce dalle sue opere sante e poi dalle parole che pronuncia.

In molti casi di Sacerdoti buonisti, in mezzo a parole mielose si trovano indizi di modernismo protestante o di paganesimo spirituale. Un disastro!

Nessuno di voi affiderebbe un figlio o una figlia a qualcuno che è esperto nel dire belle parole ma poi ai ragazzi insegna a drogarsi e opere pervertite. Non affidereste neanche l’anima a un Pastore «cieco» che ha perduto la Luce di Dio.

Se un cieco si fa guidare da un altro cieco, dove finiranno? «Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!» (Mt 15,14).

Il cristiano maturo deve saper vigilare anche su quello che i sensi non percepiscono e deve seguire non ciò che piace umanamente, ma quanto fa bene all’anima. Deve trovare una attrazione spirituale, come una spinta interiore che arriva dallo Spirito Santo.

Non si diventa cristiani autentici, migliori e spirituali quando si segue la sfera umana di un Sacerdote e si confonde il sacro con il profano.

Oggi è indispensabile trovare una guida esperta nelle cose di Dio, un Padre spirituale pienamente disponibile ad ascoltare e a indicare esclusivamente la Volontà di Dio. Deve essere totalmente fedele a Gesù Cristo. Deve seguire con estrema precisione il vero Magistero della Chiesa, in caso contrario è una rovina e occorre allontanarsi!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

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Distinzione tra sospetto e giudizio – 22 Ottobre 2021 0

Distinzione tra sospetto e giudizio – 22 Ottobre 2021

Venerdì 22 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 12,5459)

Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La sintesi dei lunghi e meravigliosi insegnamenti di Gesù, unisce due discorsi apparentemente distaccati. Nel primo spiega che è importante saper giudicare i segni dei tempi, osservando attentamente quanto avviene. Nel secondo invita alla riconciliazione per evitare di rimanere nel peccato, il quale anche se confessato ma non riparato, poi sarà obbligo scontarlo lì dove si esce dopo avere pagato le mancanze commesse in vita. Ed è il Purgatorio.

Mi soffermo sulla prima parte, è quella che suscita maggiore riflessione, soprattutto perché la società trasforma le persone in giudici pronti a inquisire, condannare e criticare. Capita a tutti giudicare, ma non tutti hanno la stessa intenzione di diffamare o danneggiare in qualche modo gli altri. Molto spesso il giudizio scaturisce da un’osservazione o da quanto si ascolta di veritiero.

Dipende dall’intenzione e questa la conosce solo Dio, oltre l’interessato.

L’intenzione è basilare nel determinare la bontà o la malvagità di un’azione e dello stesso  linguaggio che si utilizza. Quando si parla in libertà si finisce per mischiare di tutto, si perde l’autocontrollo e si tira fuori tanta miseria, si pecca in modo grave e chissà per quante volte.

I cristiani sanno più o meno che giudicare gli altri è grave, ed è giudizio temerario quando non si posseggono gli elementi indispensabili per attribuire correttamente la vera intenzione che rimane alla base di ogni azione. È inopportuno e peccaminoso giudicare senza conoscere perfettamente la verità.

Appunto è il giudizio temerario, una grave debolezza che fa giudicare con grande facilità le azioni altrui, senza possedere alcuna prova morale.

In questo modo si fa perdere al prossimo la sua buona stima e la sua reputazione. Un giudizio senza alcuna prova morale è diffamazione. Quando si dice male di qualcuno, mormorando o calunniandolo, si fa perdere a tale persona quella buona stima che godeva presso gli altri e davanti a Dio il colpevole perde credibilità e la sua preghiera diventa debole o si annulla.

Il fatto stesso di giudicare male, fa crollare la buona opinione che si conservava nel cuore di qualcuno. Già il pensiero negativo sminuisce le qualità degli altri, dentro di noi si minimizza l’importanza di qualsiasi conoscente, a cominciare dagli stessi familiari.

La maldicenza toglie la buona fama al prossimo, nel giudizio temerario si toglie la buona fama al prossimo soprattutto nella nostra mente.

I cristiani devoti si ritrovano anch’essi nella mente pensieri di giudizio, ma hanno la forza di controllarsi senza crederci e di evitare di esternarli, li trattano come semplici pensieri o sospetti involontari, che arrivano alla mente contro qualcuno, senza accorgersene, e che non volevano.

Tra sospetto e giudizio c’è una netta distinzione.

Il SOSPETTO è presente nella mente quando c’è una naturale inclinazione a credere il male, quindi a pensare sempre male.

Il GIUDIZIO sorge quando si considera qualcosa per certa e indubitata, se invece non c’è alcuna prova si tratta di giudizio temerario.

Così, giudicare male il prossimo, senza giusto e vero motivo, è sempre peccato grave, per le accuse senza fondamento e quelle parole che fanno credere il nostro prossimo come cattivo, tanto che gli si toglie la buona stima e la reputazione.

SENZA GIUSTI MOTIVI È SBAGLIATO GIUDICARE, MENTRE PER GRAVI MOTIVI SUPPORTATI DA PROVE, IL GIUDIZIO CESSA DI ESSERE TEMERARIO PER LA NECESSITÀ DI AFFERMARE LA VERITÀ IN UN CONTESTO DI CHIARIMENTI E DI GIUSTIZIA.

Oggi Gesù invita tutti a considerare i segni dei tempi per agire di conseguenza, ed è facile accorgersi della pericolosità crescente nel mondo fino a far presagire grandi pandemie per sterminare interi popoli e azioni di guerra.

Dinanzi a questi scenari aggressivi, dobbiamo pregare molto di più e lasciare tutto ciò che impedisce un eccellente cammino spirituale.

Un ottimo esercizio è l’esame di coscienza la mattina e la sera, per conoscerci meglio e saper distinguere il vero dal falso, il Bene dal Male.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù porta la Pace, satana la divisione – 21 Ottobre 2021 0

Gesù porta la Pace, satana la divisione – 21 Ottobre 2021

Giovedì 21 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 12,4953)

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La divisione di cui parla Gesù, nasce a causa dei comportamenti opposti alla sua Parola. La divisione non arriva mai da Gesù, avviene in quelle famiglie che vivono nel disordine spirituale e spesso morale. L’armonia è frutto della preghiera e della fedeltà alla sua Parola.

Le parole di Gesù oggi suscitano un po’ di apprensione, eppure sono perfettamente in linea con la sua dottrina. Lui non vuole assolutamente la guerra e non è contento di vedere le famiglie disgregate, al contrario il suo messaggio di Amore desidera una pace perfetta e duratura.

Non è l’azione di Gesù a portare la guerra nelle famiglie, non potrebbe esserlo, è invece la reazione di uno o più familiari contro i seguaci di Cristo a causare contrasti. Gesù è coinvolto perché è la sua Parola a suscitare irrequietezze irragionevoli in quanti non Lo amano.

Così si spiega questa pagina un po’ complicata.

«Pensate che Io sia venuto a portare pace sulla terra? No, Io vi dico, ma divisione».

La sua presenza crea moltissime reazioni, come vediamo oggi e come è avvenuto nel passato. Le reazioni contro Gesù nascono dai cuori ribelli, senza pace, cattivi, disonesti, pieni di rovine e che Lui indica nel Vangelo come «sepolcri imbiancati».

Agiscono con malizia per danneggiare l’immagine del Signore e della Chiesa, la loro azione è incisiva e persistente. Lo fanno in famiglia e, soprattutto, in certi ambiti inquietanti dove si discute più dell’odio da scaricare su Dio che del bene da compiere.

Gesù afferma che molte famiglie cristiane «saranno divise»«si divideranno» a causa della Fede. È Gesù a soffrire più degli altri.

Perché tanta animosità contro Gesù, la Chiesa e i familiari cattolici? Neanche gli oppositori impulsivi di Gesù riescono a spiegarlo.

Ne sanno qualcosa i seguaci autentici di Gesù, essi sono portatori dello Spirito di Dio e i cattivi odiatori reagiscono senza sapere perché…

Gesù è la Pace, l’Amore e il Bene, da Lui scaturisce la Bontà e non vuole alcuna divisione nelle famiglie. Dio ci ama e solo ascoltando la sua Parola si riesce ad amare e a perdonare. È venuto in mezzo a noi il Figlio di Dio ad insegnare le opere buone e la pratica delle virtù.

Chi è in comunione con il Signore e Lo adora, oltre ad avere in sé una pace impagabile che porta ad amare anche i propri nemici, effonde anche all’esterno la stessa pace che porta in sé perché è una persona mansueta, ma coraggiosa, forte, decisa nel Bene!

Nella società è diffusa una cattiveria strisciante e nascosta anche sotto i sorrisi, essa contamina molti buoni e mancando la protezione della preghiera, molti di loro assumono comportamenti reazionari in famiglia contro la Fede cattolica.

La divisione è accovacciata nei cuori delle persone che non osservano i Comandamenti, è interna ad essi e le loro contraddizioni nascono dalla superbia e da una scattante impulsività, dall’incapacità di controllarsi, di capire il loro stato spirituale biasimevole e per questo reagiscono maldestramente contro gli altri familiari che pregano.

La nostra preghiera non è importante solo per ringraziare Dio dei doni e beni elargitici, la preghiera è la nostra forza e il mezzo per parlare con Dio. In ognuno produce molti frutti spirituali che fortificano la volontà e illuminano l’intelletto.

I doni dello Spirito vengono accresciuti abbondantemente dove c’è una preghiera elevata e santità di vita. Questi doni trasfigurano il cristiano, dandogli la tranquilla forza di resistere ai contrasti in famiglia a causa del Nome di Gesù.

La sua misericordia il Signore vuole espanderla in tutti i cuori, ma l’uomo che vive lontano da Lui e non vuole pentirsi, la rifiuta di continuo.

È determinante la preghiera intensa, costante e prolungata di un solo familiare per convertire nel tempo tutta la famiglia. Credeteci!

Nel Vangelo Gesù manifesta ai suoi discepoli, come un vero amico, i sentimenti più intimi. Così parla loro dello zelo apostolico che Lo consuma, del suo Amore per tutte le anime. «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!».

I discepoli dopo la Pentecoste, infiammati da un tale fuoco divino, si sparsero per il mondo e, portatori della santa spiritualità, distrussero le eresie dei nemici del Signore. Quali? Coloro che, allontanatisi dal vero Dio da cui erano stati creati, adoravano gli idoli creati da loro stessi.

Il santo fuoco della Fede ogni cattolico deve portarlo nella propria famiglia, anche senza parlare troppo delle cose di Dio quando non è il momento opportuno, ma questo fuoco divino lo stesso silenziosamente si diffonde negli altri e riuscirà a bruciare i mali che si annidano negli altri familiari.

È l’azione dello Spirito Santo che agisce per le preghiere dei buoni che chiedono la conversione dei familiari. Dio è vicino e non dimentica.

Le grandi conversioni non avvengono in poco tempo, dipende dalle preghiere dei cattolici e dalla loro Fede. Bisogna avere molta Fede.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù affida molto ai suoi Sacerdoti – 20 Ottobre 2021 0

Gesù affida molto ai suoi Sacerdoti – 20 Ottobre 2021

Mercoledì 20 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 12,3948)

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’Uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero Io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Molti insegnamenti di Gesù non vengono considerati con l’attenzione che meritano, anzi si escludono quelli più fastidiosi e si mitigano altri, con sospetta prontezza.

Si è creata nella Chiesa una frattura pericolosa anche se al momento è solo accennata, c’è una divisione che non viene mai da Dio, la divisione è opera del diavolo, dal verbo greco «diabàllo» è frantumare, separare, calunniare, dividere.

Personalizzare il Vangelo è un atto privo di Fede, un’opera subdola che fa perdere la comunione con Gesù, si rifiuta la sua Volontà.

Le opposte posizioni dottrinali nella Chiesa che vedono schierati diversi gruppi, indeboliscono la Chiesa, le fanno perdere le finalità volute da Gesù e che vengono praticate dalla minima parte dei cattolici, quanti posseggono la vera Fede e seguono con docilità gli impulsi della Grazia.

Le ultime frasi del Vangelo di oggi sono avvertimenti molto seri, decisivi per utilizzare correttamente i suoi doni e per la salvezza eterna.

«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Queste poche parole meritano una meditazione prolungata e periodica, senza spostare l’occhio da questo avviso di Gesù. Inserisce due verbi, dare e affidare, ci vuol dire che a tutti i battezzati viene data la Grazia, i doni dello Spirito Santo che portano particolari talenti in ognuno. «Fu dato molto, molto sarà chiesto».

Poi, Gesù affida molto ai suoi Sacerdoti, una consegna che indica la responsabilità di guidare, vigilare e salvare le anime.

«A chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Gesù richiede ai Sacerdoti molto di più, una donazione totale e solo nel loro costante sacrificio si aggiunge la Grazia di Dio.

Noi Sacerdoti abbiamo una enorme responsabilità davanti a Dio e questo non bisogna mai dimenticarlo, per la missione esclusiva e divina.

Gesù nel Giudizio chiederà conto soprattutto delle omissioni. Quanti obblighi non vengono adempiuti per negligenza ed assenza di amore per le anime? Come si arriva a non preoccuparsi più delle necessità spirituali e fisiche delle persone che cercano aiuti?

Il servizio prestato dal Sacerdote deve essere costante, tra le priorità c’è la disponibilità ad ascoltare e confessare i penitenti. Oltre a preoccuparsi della sua santità, deve interessarsi dei suoi parrocchiani, tutti coloro che chiedono aiuti.

Ogni Sacerdote deve chiedersi periodicamente nella meditazione quanto gli è stato affidato da Gesù. Molte Grazie richieste dai parrocchiani, Gesù vuole farle passare dai suoi Sacerdoti e se non c’è corrispondenza la parrocchia diventa arida di Bene e i suoi parrocchiani tiepidi.

Non avviene a tutti, ci sono quelle anime buone che pregano bene e le Grazie le ricevono con facilità.

Il passo del Vangelo è un forte invito alla responsabilità, infatti a tutti noi è stato dato molto. Cosa stiamo dando in cambio a Gesù?

L’uomo e la donna responsabili non si lasciano intimidire da un falso sentimento di pochezza. Sanno che Dio è Dio, sono consapevoli anche di essere un cumulo di debolezze, ma questo non li deve sottrarre alla missione personale in questa vita, e con l’aiuto della Grazia si trasforma in una benedizione di Dio.

La responsabilità personale sta nel trovarsi nella condizione di poter dare risposte a Dio, è segno della dignità umana.

Solo la persona libera può essere responsabile, scegliendo in ogni momento, tra molteplici possibilità, quella più conforme al volere divino e, pertanto, alla sua personale perfezione. Chi conosce la Volontà di Dio ha grandi possibilità di scoprire nuovi orizzonti e gradualmente arrivare ad ottenere il dominio della sua volontà.

Qui sta il vero cambiamento del cristiano!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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La Luce di Gesù illumina la vita – 19 Ottobre 2021 0

La Luce di Gesù illumina la vita – 19 Ottobre 2021

Martedì 19 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 12,3538)

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità Io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La vita presenta prove difficili e grandi sorprese, in molti c’è un’aspettativa fatta di grandi luci ma alle volte incontrano abbagli e illusioni. Senza Dio si vuole ottenere tutto quello che si desidera e si diventa pronti a compiere qualsiasi gesto. Senza riconoscere la provenienza e la conseguenza dell’impulso.

Nella vita si commettono tanti errori soprattutto per l’incapacità di intuire gli sviluppi delle vicende ma non si tratta di profetizzare, è solo la capacità di presentire o percepire ciò che è realmente presente nelle cose che facciamo o nella persona con cui dialoghiamo.

Il motivo di questa mancata intuizione è l’assenza della Luce di Gesù Cristo.

Avvengono equivoci e si prendono abbagli per la troppa sicurezza che l’uomo e la donna assumono, magari senza rendersene conto.

Questa società gestisce e trasmette una mentalità che conduce sottilmente a diventare fortemente egoisti e fin troppo sicuri di sé, ma le luci che guidano l’intelletto sono spente e ci si affida alla sensazione, al presentimento, alla probabilità.

Si commettono incalcolabili errori seguendo l’istinto e l’orgoglio di poter fare da soli. Gesù ci dice che senza Lui nulla di buono può essere fatto.

La mancanza della Luce di Gesù è una grande disgrazia.

Rimane oscuro il corretto orientamento della vita, la bussola della verità e della sincera realizzazione è squilibrata e i progetti che si perseguono sono improntati sulla bramosia priva di serenità e di una progettualità cristiana.

Nel Vangelo di oggi Gesù promette la felicità a tutti quelli che Lo attendono nella preghiera: «Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli»; «… li troverà così, beati loro!».

Gesù ci avvisa di restare «con le cinture ai fianchi e le lucerne accese». Cingersi con una corda e metterla attorno alla veste talare riguarda il Sacerdote, ma tutti i cristiani devono rimanete cinti della loro Fede. Essere cinti significava essere preparati a tutti gli imprevisti.

Le lucerne accese che ci ricorda il Signore, esprimono la nostra Fede e sono determinanti per non sbagliare percorso nella vita e non perderci nelle false intuizioni o nelle convinte suggestioni che ci illudono di fare tutto bene.

Le lucerne accese sono alimentate dalla preghiera, dai Sacramenti e dalle virtù, ci permettono di condurre una vita onesta e di non perderci!

È necessario lottare ogni giorno, spesso i piccoli dettagli, perché in ogni giornata ci imbattiamo in ostacoli che non vengono da Dio.

Spesso l’impegno per mantenersi in questo stato di veglia, così lontano dalla tiepidezza, si concreterà in fortezza per compiere i nostri atti di preghiera, quegli incontri con il Signore che ci riempiono di vigore e di pace.

Non dobbiamo mai abbandonare la lucidità del momento presente, rifiutiamo di farci influenzare dallo stato d’animo confuso di un momento.

Questo atteggiamento di veglia, come quello della sentinella che sta a protezione della città, non ci garantisce che saremo sempre vittoriosi: insieme alle vittorie ci sono mete e propositi che spesso non si realizzano pienamente, ma nel tempo Gesù interviene con la sua potenza e ci libera da ogni forma di Male.

In queste circostanze la preghiera sostiene sempre e non ci abbattiamo mai, anche dinanzi agli errori si deve ricominciare con la Confessione!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il Vangelo di San Luca espone la misericordia di Gesù – 18 Ottobre 2021 0

Il Vangelo di San Luca espone la misericordia di Gesù – 18 Ottobre 2021

Lunedì 18 ottobre 2021

XXIX Settimana del Tempo Ordinario

San Luca Evangelista

+ VANGELO (Lc 10,1-9)

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il Regno di Dio”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Dio scelse quattro Evangelisti per dare una prova maggiormente solida sulla vera Persona divina incarnata in Gesù di Nazareth. Un solo Evangelista probabilmente non sarebbe stato considerato credibile, quindi risultano favorevoli non tanto le descrizioni opposte, perché non ce ne sono riguardo le opere di Gesù, ma nel raccontarle con sfumature diverse.

Infatti, due Evangelisti erano Apostoli, due non lo erano e furono seguaci di San Pietro e San Paolo. Matteo e Giovanni assistettero ai miracoli compiuti dal Signore e furono autentici testimoni degli insegnamenti del Maestro, mentre Marco e Luca ascoltarono i racconti dai due pilastri della Chiesa già citati.

È un solo Vangelo quello diffuso nel mondo, i racconti sono quattro e questo lo avvalora notevolmente. Tre sono molto simili e si chiamano sinottici, che significa insieme o visione d’insieme. Sono i tre Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

Il nome è dato dalle notevoli somiglianze del testo dei tre Vangeli, e se posti su tre colonne parallele, in uno sguardo d’insieme che è la sinossi, ci si accorge facilmente che ci sono molte somiglianze nella narrazione. Anche riguardo la disposizione degli episodi evangelici, i singoli brani, sono frasi uguali o con leggere differenze.

Questi tre racconti rendono fortemente attendibile la Persona di Gesù anche presso i pagani, soprattutto quando all’inizio non era semplice accreditare il Messia perché molte credenze si immischiavano nel popolo e gli ebrei diffamavano ovunque Gesù.

I tre racconti hanno destinatari diversi, sono indirizzati dallo Spirito Santo verso determinati popoli o per descrivere Verità importanti della Vita di Gesù e di sua Madre Maria.

Proprio Luca è chiamato a redigere un Vangelo mariano, caratteristica interessante insieme ad altri temi toccanti.

Oltre ai racconti dettagliati e commoventi che riguardano la Madonna, come l’Annunciazione, la Visitazione, le scene del Natale, la Presentazione al Tempio di Gesù, il suo Vangelo è fortemente intriso della misericordia del Signore.

San Luca infatti rivela con tratteggi toccanti la profondità misericordiosa del Cuore di Gesù.

È San Luca a precisare, illuminato dallo Spirito Santo, che la Madonna «serbava tutte queste cose meditandole nel suo Cuore» (Lc 2,19).

Anche noi dobbiamo conservare nel cuore tutto ciò che riguarda Gesù e la Vergine Maria, sono grandi i profitti che si compiono quando la mente riflette su Loro e il cuore ama l’oggetto tanto importante rappresentato dall’intelletto.

San Luca aveva un’anima nobile e virtuosa, venne scelto dallo Spirito Santo anche per raccontare importanti scene della vita della Madonna e destinate a far conoscere fino alla fine del mondo, le grandezze della Fanciulla di Nazaret. Viene chiamato l’Evangelista della Madonna per quanto ha scritto sulla Vergine Madre.

In Luca troviamo la parabola del figlio prodigo, questo meraviglioso racconto in cui pentimento, perdono e misericordia si intersecano perfettamente. Descrive anche la parabola della dramma perduta e ritrovata, figura della Grazia perduta e poi riottenuta.

Inoltre, evidenzia meravigliosamente la bontà del Signore, riportando la parabola del buon samaritano, dell’amore che Gesù riversava sui poveri e la sua tenerezza quando li avvicinava. È proprio Luca a descrivere con maggiore profondità l’amore che Gesù aveva per i più deboli, gli ammalati e tutti quelli che si trovavano nell’indigenza.

Nel Vangelo Luca tratta della commozione di Gesù dinanzi al dolore della vedova di Nain; quando accoglie la peccatrice in casa di Simone il fariseo e si mostra misericordioso promettendo il perdono di Dio; la sua bontà nell’accogliere Zaccheo e come cambiò il suo cuore avido di pubblicano in un cuore mite, pentito e generoso.

Il Vangelo di San Luca è toccante perché spinge ad avere piena fiducia in Gesù, trasmette infatti molta fiducia, arreca pace e consolazione. Le sue parole lasciano comprendere che era pieno di zelo, un seguace innamorato di Gesù anche se non Lo incontrò durante la sua predicazione.

San Luca non era un Apostolo e ci sorprende molto la piena conoscenza dei fatti che narra. È stato incaricato da Dio ad incontrare la Madonna e a scrivere quanto di ineffabile avvenne in Lei. È un Dio che si preoccupa di tutto, ma molti non Lo conoscono così premuroso e amorevolmente Padre.

Il Vangelo di San Luca è chiamato della misericordia, ma contiene anche le forti accuse di Gesù a scribi e farisei, come i «guai» che lanciava con grande impetuosità.

Quando si ama qualcosa si riversa grande attenzione e si è premurosi nel proteggerla da quanti hanno finalità distruttive.

L’amore a Gesù non si esprime solo con qualche pensiero affettuoso, non succede così tra familiari che si amano. L’amore richiede sacrificio, impegno e donazione di sé. Non possiamo neanche rimanere indifferenti dinanzi agli attacchi che vengono portati contro la Santa Chiesa di Gesù e con coraggio dobbiamo diffondere la sana dottrina, il Vangelo storico.

Leggete il Vangelo di San Luca di seguito, anche in alcuni giorni, vi ispirerà maggiore fiducia in Gesù, vi sentirete più sereni, gioiosi e sicuri che il Signore non abbandona nessuno di quanti Lo invocano e osservano la sua Parola.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

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Utilizzate l’acqua benedetta, anche l’aria è infestata dal Male – 17 Ottobre 2021 0

Utilizzate l’acqua benedetta, anche l’aria è infestata dal Male – 17 Ottobre 2021

Domenica 17 ottobre 2021

XXIX Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 10,35-45)

Il Figlio dell’Uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che Tu ci faccia quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Cosa volete che Io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che Io bevo, o ricevere il battesimo con cui Io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse: «Il calice che Io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che Io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a Me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle Nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’Uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Solo Dio conosce la vera ragione di una richiesta che appare come una ricerca di gloria, forse neanche umana, non si può stabilire con certezza il motivo della loro richiesta. Abbiamo degli indizi importanti per giustificare l’amore di questi due fratelli che amavano Gesù più della loro madre.

Sulla madre c’è una precisazione da fare. San Matteo era presente quando avvenne questo episodio e riporta nel Vangelo che fu la madre, Salome a fare la richiesta a Gesù: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo Regno» (Mt 20,21).

San Marco non era un Apostolo ma quanto ha scritto non cambia la sostanza, la madre di Giacomo e Giovanni ripeté quanto i figli le avevano suggerito di dire a Gesù. C’è da verificare il motivo che spinse i due buoni fratelli a «pretendere» di stare vicini a Gesù nel suo Regno.

Il dato di fatto che non si può smontare è la piena dedizione di Giacomo e Giovanni a Gesù, loro erano sempre vicini al Signore soprattutto con un amore sincero, condividevano tutto quello che predicava e Lo consideravano Figlio di Dio, anche se era una conoscenza ancora iniziale.

Per loro non era solo un grande Profeta, Lo consideravano Figlio di Dio per Fede e non per umana convinzione ma ciò che contava erano i loro sentimenti e nei cuori di Giacomo e Giovanni al centro c’era solo la Persona di Gesù.

Si è trattata di una ingenua richiesta fatta per amore di Gesù. I due fratelli come gli altri dieci erano molto deboli spiritualmente e umanamente, è comprensibile il loro errore compiuto in buonafede, infatti mandano la madre a dirlo a Gesù, mentre Giuda avrebbe cercato altre strategie esterne al gruppo e nocive per Gesù.

La richiesta di Giacomo e Giovanni nasceva dall’errata comprensione delle parole di Gesù, erano spinti però da un grande amore!

Come non pensare alla mancanza di amore verso Gesù di quanti oggi stanno distruggendo la Chiesa perché ambiziosi, assetati di potere e notorietà, ripieni di un amor proprio che li ha accecati fino a non distinguere il Bene dal Male. Fino a rifiutare nei loro cuori Gesù e proclamare nuove dottrine che piacciono al popolo ma che indirizza tutti quanti verso il fallimento. Tutti loro hanno commesso la bestemmia contro lo Spirito Santo e non sarà mai perdonata.

Ieri ho spiegato senza dubbi qual è il peccato che Gesù ha rivelato di non perdonare, appunto la bestemmia contro lo Spirito Santo.

Meditate attentamente il mio commento. Riporto solo alcune parole: «“La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata”, non si otterrà il perdono, non per mancanza di amore o di potenza di Dio (è dogma di Fede che la Chiesa può rimettere tutti i peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione della Grazia da parte di chi non vuole più servire Dio e la sua Legge.

Non è Gesù a rifiutare il perdono, è il peccatore a “disprezzare” Dio e a rifiutare il suo perdono. Moltissimi non se ne rendono conto anche se conoscono molto bene questo insegnamento di Gesù, il loro intelletto è ottenebrato, non hanno più alcun desiderio di chiedere perdono a Gesù».

In Giacomo e Giovanni, al contrario, c’è una Fede profonda verso Gesù, sono convintissimi della sua perfetta rettitudine e sbagliano per amore.

Possiamo anche definirla come una istigazione dei diavoli, che hanno sollecitato le loro debolezze, ma erano fedelissimi al Signore.

Non per temerarietà risposero di essere pronti a bere nel calice di Gesù, erano fortemente motivati dall’incoscienza degli innamorati, di chi si fida ciecamente dell’altro. Per Gesù erano pronti a dare anche la loro vita e Lui espose cosa li attendevano, quali torture avrebbero dovuto patire ed essi accettarono prontamente per amore.

Nella risposta del Signore compresero che ciò che conta è servire. Il nostro servizio a Dio e al prossimo deve essere pieno di umiltà, anche se talvolta ricopriamo mansioni delicate e dobbiamo sempre mostrare Gesù con la nostra vita, con le nostre buone opere. Portiamo Gesù agli altri, siamo come l’asinello sul quale Gesù entrò trionfante a Gerusalemme.

Giacomo e Giovanni non erano diventati improvvisamente stolti, anche l’aria infestata dalle negatività dei diavoli e contaminata dal Male ispira pensieri negativi. Oggi quest’aria contaminata dal Male o sparsa grandemente dal Male si è moltiplicata per miliardi di volte ed arreca disturbi a tantissimi, ispira pensieri contrari al Bene e fa ricercare il Male come la scelta migliore. Arrivano pensieri molto pericolosi anche verso i propri familiari. 

Abitare in una casa inquinata dalle negatività, fa sorgere litigi continui tra i familiari e fa vivere male, anche con frequenti strane malattie.

Dovete chiedere ai Sacerdoti di benedire le case, di esorcizzare uno dei tre potenti Sacramentali indicati dalla Chiesa ed è l’acqua. Utilizzatela molto spesso per farvi il segno della Croce e con uno spruzzino gettatela in tutte le stanze e sul letto.

Tutti i Sacerdoti che lottano i diavoli sanno bene che essi fuggono terrorizzati con l’acqua esorcizzata o anche solo benedetta, e i Santi la utilizzavano molto per gli innumerevoli attacchi fisici che subivano.

Una persona delle innumerevoli che seguono i miei consigli, ha superato tanti attacchi dei diavoli con l’uso frequente dell’acqua benedetta. Mi ha scritto che come ringraziamento prega molto per me ogni giorno e oltre la recita della Corona del Santo Rosario per le mie intenzioni, recita tre volte al giorno (la mattina, a metà giornata e la sera), le preghiere che vi ho richiesto per me: 5 Padre Nostro, 5 Ave, 5 Gloria.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

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