Categoria: APOSTOLATO

Molti falsi veggenti ingannano con facilità – 23 Novembre 2021 0

Molti falsi veggenti ingannano con facilità – 23 Novembre 2021

Martedì 23 novembre 2021

XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 21,5-11)

Non sarà lasciata pietra su pietra.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del Tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio Nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal Cielo». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’avviso che ci dà il Signore è da considerare più che mai attuale. C’è una falsa pace che sventola tra le Nazioni potenti e tra loro cresce l’odio.

Gesù oggi ci avvisa di fare attenzione a quanti strumentalizzano il suo Nome per dire e fare cose contrarie al suo Vangelo. Molti ambigui utilizzano come sottile lama la lingua che taglia ma non cuce. Molti cattolici, per esempio, hanno perduto la bussola della vera Fede.

Poi, ci sono innumerevoli falsi veggenti venuti fuori come funghi in tutto il mondo e facilmente si riconoscono per le contraddizioni presenti nei messaggi, il distacco dal vero Magistero della Chiesa, la falsità della vita con l’esternazione di comportamenti subdoli.

Devono fare molta attenzione quelle persone un tempo molto disturbate o possedute dai diavoli oppure ancora molto disturbate da Satana.

Anche se sono state liberate con gli esorcismi ma spesso non completamente, permangono presenze negative che esse identificano come doni di Dio, si tratta invece di un inganno di Satana e solo chi ha un Padre spirituale esperto può sapere che non è lo Spirito Santo ad agire e che bisogna rifiutare quelle ispirazioni perché false.

Gesù preannunciò la comparsa in questi tempi di molti falsi profeti che affermano di ricevere messaggi. Sono tanti gli ingannatori e ci riescono bene, infatti circolano messaggi di persone sconosciute e tutte contengono profezie veritiere. Occorre una buona esperienza e soprattutto lo Spirito Santo per capire la falsità di tanti messaggi che fanno circolare.

Sono molti quelli che in questi tempi chiedono notizie su Medjugorje, lamentano l’assenza di spiritualità ma continuano a seguire i messaggi. Non escono mai da questo dubbio. Vanno a Medjugorje per chiedere alla Madonna aiuti e Grazie, si sono convertiti lì e lo frequentano da diversi anni. Senza dubbio Medjugorje è un luogo sacro, c’è da porsi altre domande.

Oggi numerosi cattolici hanno dubbi sui messaggi in generale e mi scrivono o telefonano per chiedermi spiegazioni, per esempio se un veggente autentico scrive il messaggio così come lo riceve o lo modifica, nel senso che aggiunge parole non ricevute dalla Madonna.

Rispondo che è impossibile stabilirlo e se non c’è alcun errore dottrinale devono credere a quei messaggi. Comunque ho letto una teoria che arreca confusione in molti, forse a seguito dei messaggi di Medjugorje, secondo cui anche il veggente autentico può aggiungere qualcosa in un messaggio sempre per una finalità spirituale e non per altre ragioni.

Questa affermazione però va compresa bene, perché il veggente autentico non corre il rischio di modificare il messaggio per poi non ricevere più apparizioni della Madonna. È assai rischioso aggiungere qualcosa anche se concorre al piano della Madonna.

Non si deve creare confusione sulla credibilità dei messaggi ritenuti autentici, ognuno potrebbe pensare il contrario o subire una tentazione dei diavoli, arrivando alla convinzione di dover selezionare i messaggi dati dalla Madonna. Chi pensa questo non può che confondersi e bloccarsi. Senza prove non si può accusare nessuno, è meglio accogliere i messaggi e credere.

Di sicuro le profezie presenti nel Vangelo non possono suscitare dubbi, anche se i modernisti cercano di modificare quanto non considerano buono.

«Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Gesù non parla di fine del mondo e molti temono questa eventualità. La vita sulla Terra continuerà e chi coltiva bene la Fede in Dio non deve mai avere paura. «Non è subito la fine», dice Gesù, gli avvenimenti legati a guerre e rivoluzioni che accadranno in molti luoghi del mondo, non faranno seguire la dissoluzione della vita umana.

Leggendo l’Apocalisse si comprende meglio cosa succederà nel mondo, anche se in questo Libro sono presenti molte allegorie, però quando vengono citate le quantità colpite dall’ira di Dio, provvidenzialmente presente per fermare le «guerre e le rivoluzioni», non c’è da interpretare nulla.

«Appena il primo Angelo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò» (Ap 8,7).

«Furono sciolti i quattro Angeli pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno per sterminare un terzo dell’umanità» (Ap 9,15).

«Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell’umanità» (Ap 9,18).

Gesù ha rivelato all’Apostolo Giovanni quello che avverrà sulla Terra ma non sarà la fine del mondo, Dio ci ama in modo infinito e non vuole perdere i suoi figli, il suo intervento sarà necessario per fermare il susseguirsi dello scatenamento messo in atto da una decina di potenze mondiali impazzite.

Chi si salverà? Chi recita il Santo Rosario ogni giorno e si consacra ogni mattina ai Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria.

Non è Gesù a volere le guerre, Lui è l’Amore, insegna la pace, l’amore e il perdono, ma chi oggi può far ragionare i potenti?

In questi due millenni sono scoppiate «guerre e rivoluzioni» un po’ ovunque, sono comunque diverse dalle «guerre e rivoluzioni» citate dall’Apocalisse. Queste non si sono mai verificate nel mondo e Gesù allude addirittura alle «guerre e rivoluzioni» tra Nazioni oggi apparentemente alleate o innocue!

«Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal Cielo».

Queste parole di Gesù non sono conosciute da quanti hanno terrore del futuro, a causa della loro fede tentennante e le rifiutano per vivere più tranquilli. Anche con maggiore superficialità. Chi non conosce quanto bisogna opportunamente conoscere, è sempre esposto all’imponderabile e resterà sorpreso quando accadranno fatti che in qualche modo le cronache già preannunciano.

Tutti noi riceviamo aiuti e abbiamo speranza, la preghiera costante e fiduciosa ci proteggerà dalle bieche iniziative degli uomini/demoni!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Fare elemosina sapendo di fare del bene a se stesso – 22 Novembre 2021 0

Fare elemosina sapendo di fare del bene a se stesso – 22 Novembre 2021

Lunedì 22 novembre 2021

XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 21,1-4)

Vide una vedova povera, che gettava due monetine.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del Tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

È un atto di Fede grandioso questo compiuto dalla vedova povera, non si può perdere il minimo che si possiede se non c’è la certezza della presenza di Dio nella propria vita, senza la convinta affidabilità di Dio che interviene sempre in soccorso dei suoi piccoli e dei poveri.

Fare del bene è facile per i benestanti, farlo con amore è difficoltoso,  dipende comunque dallo spirito che si possiede, dalla bontà o dalla vanità, dall’amore verso i poveri o dall’amore esclusivo verso se stessi.

Togliersi qualcosa del molto che si possiede di superfluo lo fanno in tanti, è più difficile dare qualcosa per aiutare senza pensare a se stessi.

Molti cristiani non comprendono l’importanza dell’elemosina, non c’è questa santa preoccupazione di aiutare i bisognosi e di condividere con loro i propri beni. Quasi tutti gli adulti sono preoccupati di lasciare ai figli i beni accumulati in tanti anni di lavoro ed è una scelta legittima, quasi tutti però lo fanno senza pensare alle conseguenze e all’utilizzo.

C’è una enorme distinzione tra un genitore che lascia in eredità milioni di euro e un altro genitore che lascia poche decine di migliaia di euro.

Qui mi riferisco solamente al benestante, chi possiede molto e si preoccupa solo dei figli, commettendo un gesto egoistico. La donazione ai figli si compie con la mira di far star bene loro e di lasciare i soldi in famiglia. Soldi raccolti dal genitore nelle modalità che conosce lui/lei, e che deve lasciare perché nell’aldilà non potrà più utilizzarli.

L’elemosina ai meno fortunati dovrebbe essere spontanea nei cristiani, le parole di Gesù accrescono la bontà dell’opera e la sublimano.

Gesù ce lo ha ricordato: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me» (Mt 25,40).

L’elemosina dei cristiani è di una qualità superiore se viene accompagnata dall’autenticità del gesto. È vera carità cristiana perché associata alla compassione per quanti non hanno cibo per mangiare e questo avviene in tutte le città italiane, ovunque in Italia sono presenti molti poveri privi del necessario sostentamento.

Chi è ricco o benestante non deve considerare i suoi beni come idoli da contemplare, non deve riporre in essi la speranza della vita e tutta la sua compiacenza. Come avviene tra i vasi comunicanti, innamorarsi eccessivamente del denaro e dei propri beni fino a idolatrarli, fa crescere l’idolatria, diminuire la Fede e il fervore si annulla.

La solidarietà esprime un’unione dei cuori, una partecipazione alle difficoltà altrui, il sostegno alle opere che si costruiscono per la comunità.

L’elemosina o la donazione autentica, quindi sincera e ricolma di amore, oltre a sollevare i bisognosi e a favorire opere buone, causa in chi compie queste elemosine o donazioni, un bene elevatissimo, non quantificabile.

L’elemosina allora è finalizzata alla conversione di chi la fa, non di chi la riceve. Chi la fa ne riceve maggiori benefici spirituali.

La persona che fa elemosina con denaro o beni materiali, espia una grande quantità di peccati, e lo comprende il cristiano avanti nel cammino di Fede. Essendo persona buona ed intelligente fa molte donazioni con spirito umile, sapendo di fare del bene a sé. L’effetto più importante e più spirituale della donazione ricade su chi la compie.

Gesù oggi nel Vangelo non condanna i ricchi, il passo del Vangelo inquadra i benestanti che offrivano somme ingenti al Tempio. Nelle sue parole però evidenzia il nobile gesto della vedova che ha donato tutto quello che possedeva. Questi gesti fanno emergere una differenza.

Gesù sottolinea che molti gettavano quanto avevano di superfluo, non erano preoccupati del domani, possedevano cibo e altro. Essi comunque del denaro avevano la considerazione dell’idolo, lo custodivano con molta cura, magari per vederlo aumentare. Un atteggiamento che esclude Gesù Cristo.

La donna povera aveva fiducia in Dio, non conosceva Gesù e non sapeva che Egli ricompensa cento volte tanto quanti compiono buone opere.

Senza la Luce di Gesù è impossibile vedere la scelta migliore in ogni circostanza, la strada da percorrere per salire verso il monte della personale trasfigurazione spirituale, che richiede lo spogliamento o l’abbandono di tutto ciò che si oppone all’amore, alla verità, alla giustizia, al perdono, alla sincerità.

La riflessione sulle buone opere da compiere nella vita, induce ad un cambiamento progressivo che conduce ad un’altra certezza ed è l’esistenza di Dio. Rimanendo aggrappati ai beni materiali, sono questi beni a dare la sicurezza e non spingono a pregare di più. Se una persona ha molti beni, quasi sempre si illude di avere il futuro garantito e rimane indifferente alle cose di Dio, alla vita spirituale. Saranno le malattie fisiche o quelle procurate da altri a scuotere e a far capire il vero senso della vita.

Gesù oggi dà la spiegazione dei beni materiali, li considera necessari ma noi non dobbiamo riporre in essi la speranza del futuro, non bisogna lasciarsi dominare dalla paura di averne pochi o perché si posseggono quelli sufficienti per una vita dignitosa. La Divina Provvidenza non abbandona mai i buoni che pregano con Fede.

Quello che non possono fare i beni materiali, ci arriva dalla Grazia di Dio. La Fede in Gesù e la devozione alla Madonna sono tutto.

Riporre tutta la fiducia in Gesù ci fa vivere nella vera gioia, la speranza in Lui è una vera Grazia, un grande aiuto psicofisico.

I benestanti devono fare donazioni con l’amore che posseggono, ma con retta intenzione. Potrebbero far gioire molti poveri e aiutare le opere sacre.

La condivisione è essenziale, anche per quello che si può, senza dare solo del superfluo ma qualcosa a cui si è legati fin troppo.

Non si compie l’elemosina per dare una rinfrescata alla coscienza o per ostentare generosità davanti agli amici, è invece l’appartenenza a Cristo che deve spingere a dare aiuti con amore e a fare donazioni, perché oltre ad esprimere grandi gesti di bontà verso gli altri, si dimostra di avere compreso il messaggio centrale del Vangelo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Gesù è Re perché Dio Onnipotente – 21 Novembre 2021 0

Gesù è Re perché Dio Onnipotente – 21 Novembre 2021

Domenica 21 novembre 2021

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

+ VANGELO (Gv 18,33-37)

Tu lo dici: Io sono Re.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pilato rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il Re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?». Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio Regno non è di questo mondo; se il mio Regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio Regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque Tu sei Re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; Io sono Re. Per questo Io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità. Chiunque è dalla Verità, ascolta la mia voce». Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Quando Gesù spiegava la fondatezza del suo Regno solo i buoni potevano intendere per Fede che si trattava non di un Regno materiale o politico, era lo stesso Gesù quel Regno. Il Signore si è sacrificato per tre anni per diffondere il suo Regno che noi cristiani intendiamo come Regno di giustizia, di amore, di verità e di vita, di santità e di Grazia, di pace.

Questo è il Regno più sublime e meraviglioso voluto dal Dio autentico, nessun uomo lo poteva immaginare prima della venuta di Cristo, nemmeno dopo Cristo è stato possibile imitare questo Regno, c’è stato solo uno scimmiottamento della Sacra Scrittura da parte di qualche improvvisato profeta. Infatti gli scritti del profeta musulmano sono opposti alla predicazione e al Regno di Gesù Cristo: quindi, chi dei due viene da Dio?

Israele era in attesa da millenni del Messia promesso, gli ebrei correttamente adoravano il Dio che si era manifestato ad Abramo e a Mosè, sbagliavano l’interpretazione della missione del Servo di Jahvè e nei secoli erano state costruite diverse teorie, supposizione che però non portavano il sigillo di Dio.

Gli ebrei attendono ancora oggi il Messia, questa attesa ha suscitato nell’ultimo secolo un’aspettativa diventata fin troppo insopportabile per loro, ed È SORTA UNA ÉLITE EBRAICA FORMATA DAI PIÙ POTENTI E RICCHI DEL MONDO, che si adopera per far «eleggere» dai capi delle Nazioni, un uomo fin troppo «Illuminato» che solo apparentemente dovrà portare la pace nel mondo.

QUESTA ÉLITE DI EBREI LO PRESENTERÀ COME IL VERO MESSIA. IL REGNO DI QUESTO FALSO MESSIA NON SARÀ AFFATTO COME QUELLO DI GESÙ, SARÀ UN FALSO MESSIA E ALL’INIZIO MOSTRERÀ UNA MANSUETUDINE E UN’AFFABILITÀ MOLTO SEDUCENTI, POI SI SVELERÀ COME L’UOMO PIÙ TERRIBILE DELLA STORIA UMANA, E IN LUI SI È INCARNATO SATANA.

Lo ha indicato San Paolo nel 2° Libro ai Tessalonicesi: «Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo» (2 Ts 2,3.8),

Altre profezie del Nuovo Testamento indicano la presenza minacciosa nel mondo di chi vorrà sostituirsi a Cristo e questo avverrà «quando a Roma saranno presenti due Papi», secondo quanto ha detto Gesù alla Beata Caterina Emmerick nel 1821.

Molti resteranno ingannati all’apparire di questo personaggio «conquistatore dei cuori», solo i cristiani ferventi e sapienti non si allontaneranno da Cristo Re per rimanere nel suo Regno, unico datore di ogni bene. «Nessuno vi inganni in alcun modo!» (2 Ts 2,3).

L’Amore di Cristo Re si è propagato con parole di verità nel mondo, accompagnate da miracoli straordinari e il pieno dominio da parte di Gesù sui diavoli, sulla natura, sulla malattia e sulla morte. Gesù ha stabilito l’unico Regno di Verità e Giustizia non con la forza del conquistatore, ma con la bontà e la mansuetudine del Pastore.

Con questa sollecitudine Gesù ha cercato gli uomini dispersi e lontani da Dio a causa del peccato. E poiché erano feriti e malati, li curò e ne fasciò le ferite. Li amò a tal punto da dare la sua Vita per loro.

Il Signore ha dato ai Pastori della sua Chiesa il compito di continuare nel mondo la sua opera di salvezza, ha indicato l’imitazione della sua vita come la prima importante ricerca da compiere per diventare simili a Lui e donare quella Grazia che Egli trasmette abbondantemente ai Sacerdoti.

L’allontanamento crescente di milioni di cattolici dalla Santa Messa trova risposta nella mancanza della Grazia che non viene più ricevuta per responsabilità di quei Pastori non più interessati alle cose di Dio, non più disponibili a confessare e a guidare i credenti nel vero cammino di Fede. Questi Pastori sono usciti dal Regno di Dio e con loro portano nella disperazione anche molte buone persone ingannate.

È grande la responsabilità del Sacerdote che trascura o rifiuta addirittura il Regno di Dio e si volge verso i piaceri mondani.

Gesù è il Re e miliardi di cristiani dalla sua predicazione ad oggi hanno testimoniato che l’incontro con Lui sortisce una meravigliosa rinascita spirituale e si acquisiscono la pace e la gioia interiori, sconosciute al mondo. Gesù è Re dell’Universo perché Dio Onnipotente.

Gesù è il Re e noi Sacerdoti siamo i servi inutili. Anche quando si compiono grandi opere di apostolato, dobbiamo considerarci inutili, perché solo Lui è decisivo e grande. Lo insegnava il Signore agli Apostoli: «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17,10).

Non solo i Sacerdoti, anche tutti voi cristiani siete chiamati ad un atteggiamento attivo dinanzi al Regno di Cristo per diffonderlo ovunque.

Il mondo rifiuta Cristo come Re e inventa tanti nuovi idoli opposti al suo Regno. Noi chiediamoci se viviamo davvero nel Regno di Cristo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

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Dio è morto nelle anime di tanti cristiani – 20 Novembre 2021 0

Dio è morto nelle anime di tanti cristiani – 20 Novembre 2021

Sabato 20 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 20,27-40)

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi -i quali dicono che non c’è risurrezione- e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli Angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per Lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Spesso molti sono assaliti da strani pensieri sulla non esistenza di Dio, altri più «benevoli» Lo considerano morto e quindi in passato esisteva… oppure non Lo considerano interessato alle sorti dell’umanità. Dio non è dei morti ci dice Gesù, però PER MOLTI DIO È VIVO SOLO SE RISPONDE ALLE LORO CONVENIENZE. I sadducei negavano la risurrezione dei morti, proposero a Gesù una questione che, secondo loro, rendeva assurda una verità ammessa comunemente dal resto degli ebrei.

L’atteggiamento dei sadducèi non era sincero, è il classico comportamento di quanti sono convinti di riuscire sempre ad ingannare gli altri. È anche la strategia di quanti vogliono confondere gli altri ponendo domande inopportune o illogiche.

Non è solamente la curiosità di coloro che vogliono conoscere i fatti altrui, perché le loro domande causano anche turbamento. La mancanza del controllo personale è indicata come la fase non ancora spirituale ma carnale, quindi si può anche pregare ma senza avere iniziato la vera conversione.

A Gesù venne posta una domanda trabocchetto sulla condizione di diverse persone morte, Egli subito stoppò i sadducei che rifiutavano la risurrezione con un semplice esempio, e lo espose sinteticamente, citando Mosè e le sue parole su Dio che rimane sempre il Vivente, evidenziando che Dio parla dei Patriarchi come di persone vive e presenti.

Dio invece è morto in quanti manipolano la sua rivelazione, i modernisti che abbandonano la sana dottrina per adorare gli idoli.

Dio è morto in tutti i peccatori, sono loro ad avere scelto di non considerarlo vivo, ma Lui è il Vivente, Colui che trasmette la vita.

Dio è morto nelle anime di tanti cristiani privi di onestà intellettuale, sono quei cristiani che ipocritamente pregano o celebrano, compiendo intenzionalmente azioni opposte al Vangelo e ripetono queste orrende opere con piacere perché il loro dio è l’egoismo, senza rendersi conto essi si considerano dio.

Dio è morto e sepolto per quanti nella Chiesa non seguono più la sacra liturgia ed inventano strane forme di spettacolo, balletti e canti mondani, per compiacere il popolo e diventare idoli degli indifferenti, anche di tanta brava gente, delusa di trovare Dio in quei Pastori.

Molti cattolici non trovano in determinati Sacerdoti i frutti dello Spirito Santo e sappiamo che sono 12: «carità, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, magnanimità, mitezza, fede, modestia, continenza, castità» (Galati 5, 22-23).

Non trovano le risposte né consigli ai loro interrogativi, neanche la comprensione per le loro sofferenze, l’ascolto sereno, gioioso e interessato delle loro problematiche. Molti Sacerdoti si rifiutano di confessare pur essendo liberi quasi tutto il giorno, si rifiutano di aiutare i credenti nel cammino spirituale.

Dio è morto in questa società per tante categorie di persone che vivono comunque nell’inganno verso il prossimo, utilizzando ragionamenti contorti per nascondere la verità e continuare a vivere nell’impostura. Non si tratta di peccati causati dalla debolezza, non sono persone che sbagliano senza volerlo, essi sono radicati nel Male e detestano il sacro, lottano la presenza di Gesù Cristo.

Esiste purtroppo un tradimento di Dio che si configura come definitivo, soprattutto è quello degli affiliati alla Massoneria ecclesiastica e con il loro ingresso hanno attuato il consapevole rifiuto di Dio, Lo hanno decretato morto nei loro cuori, non attribuiscono a Dio le meraviglie che compie e hanno scelto quanto si oppone a Dio. Lo spirito presente in questi Prelati è corrotto, disonesto, eretico, bugiardo.

È vero che Dio è misericordia, ma vi è almeno un’eccezione. Esiste un peccato citato dal Signore Gesù che non può essere mai perdonato: «Perciò Io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata» (Mt 12,31).

È una grande consolazione la nostra certezza dell’esistenza di un Dio buono e paziente.

Se non fosse buono non ci avrebbe donato incalcolabili aiuti e benedizioni; se non fosse paziente non darebbe ad ogni peccatore migliaia e migliaia di possibilità per lasciare il Male e riprendere il cammino di Fede. Quindi, non avrebbe istituito il Sacramento della Confessione, per donare ai suoi figli pentiti il suo perdono e la Grazia santificante.

La potenza della Confessione non solo riporta l’anima in Grazia di Dio, rende più forti e lo Spirito Santo elargisce grandi aiuti spirituali.

La Confessione è un vero esorcismo, i diavoli fuggono terrorizzati e perdono potere, si restringe la loro forza. È un grande mezzo per vincere le intemperanze, esse in teologia intendono le concupiscenze, quindi la lussuria incontrollata, la bramosia di ottenere qualcosa a qualunque costo, ed è un desiderio disordinato che rende agitati e volubili i deboli.

Chi controlla la sua volontà è forte e non cade nelle droghe, non beve molto alcool, non svende il proprio corpo e vive nell’onestà.

La concupiscenza, nel senso etimologico, può designare ogni forma veemente di desiderio umano. La teologia cristiana ha dato a questa parola il significato specifico di moto dell’appetito sensibile che si oppone ai dettami della ragione umana.

Raggiungere il controllo della volontà è un cammino impegnativo e solo la spiritualità cristiana permette di compierlo perché Gesù infonde forte dominio, quiete, equilibrio e saggezza. Solo Gesù Cristo ha insegnato i valori morali e insieme ai valori umani che ogni persona deve conoscere, si diventa cristiani autentici.

Non ci potrà mai essere improvvisazione nel cristiano che vuole vivere secondo il Vangelo di Gesù, e non è difficile mettere in pratica questi insegnamenti, in caso contrario il Signore non li avrebbe dati. Egli ci ha spiegato che è possibile vivere la sua Parola.

Senza la lucida riflessione dei nostri santi propositi, ci si dimentica presto della necessità di controllare i propri comportamenti e si pecca.

L’esame di coscienza giornaliero è un grande aiuto per conoscersi e valutare cosa fare per migliorarsi. Questo è il vero cammino.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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«Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri» – 19 Novembre 2021 0

«Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri» – 19 Novembre 2021

Venerdì 19 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 19,45-48)

Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, entrato nel Tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia Casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel Tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarLo. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’indignazione di Gesù scaturisce dalla deplorevole condizione in cui era stato ridotto il Tempio. Non era più il luogo sacro dell’incontro con Dio ma del commercio, e per commercio si intende anche la trasformazione dell’aspetto spirituale.

Non compravano e vendevano solamente animali, attrezzi e oggetti vari, avevano innanzitutto messo in vendita la loro fede, si erano prostituiti e l’intelletto oscurato non percepiva più la rovina in cui erano caduti. Questo è l’uomo di ogni tempo che vive senza Dio o si allontana da Dio.

La riflessione sul passo del Vangelo di oggi è doverosa per quanti sono stati chiamati con una vocazione speciale a servire Dio e a vivere con il cuore distaccato da tutto ciò che è profano e frivolo. Il cuore che non vibra più per Gesù è indurito ed è facile cadere in una delle tante tentazioni che i diavoli escogitano con micidiale operosità soprattutto ai Ministri sacri.

È umano peccare, è anche fin troppo umano scivolare sempre più lontano da Gesù quando si vive senza Fede. Gli ebrei che commerciavano dentro il Tempio erano convinti e illusi di adorare Dio, incapaci di specchiarsi con la coscienza e scoprire che andavano verso la strada della loro rovina.

Gesù nei tre anni di apostolato condannò con fermezza gli scandali e le corruzioni dei capi spirituali dell’ebraismo che non seguivano più i Comandamenti. Inveiva contro scribi e farisei e diceva ad essi che avevano usurpato la Cattedra di Mosè, considerava gli scribi e i farisei rappresentanti di una religiosità legalistica e ipocrita.

Lo scandalo più grave che Gesù condannava, riguardava la manipolazione della Bibbia, proprio come sta avvenendo in questi ultimi anni.

Con la reazione di Gesù nel Tempio, Egli ci ha mostrato l’ira di Dio verso quanti rovinano le cose sacre o ne fanno un utilizzo profano.

Gesù mosso dallo zelo per la Casa del Padre suo, dalla pietà che nasceva dal profondo del suo Cuore, non poté sopportare quel deplorevole spettacolo e scacciò tutti fuori dal Tempio, così avverrà per i Ministri sacri che hanno tradito Gesù e non obbediscono più a Lui.

Nella nostra amata Chiesa sono presenti anche i mercenari che La infangano ma la Chiesa mistica è in Cielo, Santa, casta, ineffabile e indefettibile. Queste strutture materiali che sono in Italia potranno essere distrutte e bruciate, come è già avvenuto in tante Nazioni del mondo, che hanno visto al potere dittatori comunisti malvagi e sanguinari.

La più grande crisi della Santa Chiesa proviene dalla perdita dell’onestà intellettuale di molti che hanno promesso piena fedeltà a Dio, al Vangelo e alla loro vocazione. Non sono mercanti esclusivamente per la ricerca del denaro e così vivere agiatamente, mercanti sono anche quelli che scambiano Dio con le opere corrotte.

In molti casi la nuova mentalità spirituale è quella protestante, un grande paradosso ma sta avendo successo questa dottrina che elimina il peccato e il suo diabolico maestro Lutero così incitava: «Pecca più che puoi, avrai diritto a più misericordia». Un folle.

Questo eresiarca sta prendendo il posto di Gesù nei cuori di numerosi Vescovi e Sacerdoti, infatuati dalla dottrina allegra del padre degli eretici, sottomessi come marionette allo spirito falso che emana la dottrina protestante.

Dalle rivelazioni di Santi e Sante mistici, sappiamo che Lutero è all’inferno.

Da una semplice valutazione razionale, si comprende che non è solo un errore teologico la «santificazione» di un corrotto come Lutero, c’è innanzitutto la mancata verità che indica un agire disonesto, poi la diffusione applicata capillarmente.

Nei progetti dei modernisti c’è la trasformazione della Santa Chiesa Cattolica, si vuole unificarla ai protestanti con l’eliminazione della Tradizione, quella che è iniziata dagli Apostoli ed è contenuta nel vero Magistero della Chiesa.

Nella Casa di Dio deve permanere la santità e non deve mai essere «un covo di ladri»!

Si è passati gradualmente e in maniera indolore, da un culto intimo, interiore e spirituale, ad un culto solo esteriore, senza Dio. Una nuova fede umana ha preso il posto del soprannaturale nei cuori di tanti seguaci del modernismo, mossi da una agitata, irrequieta emotività che li spinge ad agire irrazionalmente, in una piena contraddizione.

Nel caso di diversi Sacerdoti si spiega l’indifferenza verso i doveri sacri, non rendendosi più disponibili per confessare e liberare dai peccati i penitenti, rifiutando l’adorazione dell’Eucaristia, provando un senso di repulsione naturale verso le cose sacre e le sostituiscono con iniziative pagane, che nulla hanno da spartire con Dio.

C’è un tempo per tutto, il miglior tempo va donato a Gesù Cristo e a quanto chiede Lui nel Vangelo, che comporta per i seguaci una vita migliore.

Gesù oggi invita i Sacerdoti a restare molte ore nelle Chiese per adorarLo, farLo adorare, confessare i credenti desiderosi di liberarsi dai peccati e ricevere abbondante Grazia Divina. La Chiesa è la Casa di Dio e non un luogo di iniziative mondane e pagane, non è il luogo per condurre una vita agiata nell’ipocrisia, rifiutando la possibilità di lasciare per non perdere privilegi e l’autorità su molte brave persone.

La Chiesa è il luogo sacro e si deve pregare, adorare l’Eucaristia nella contemplazione intima, silenziosa. Senza schiamazzi, balletti scandalosi e musiche rock. È il luogo della misericordia e del perdono, della verità e della piena coerenza al Vangelo.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Il pianto di Gesù su quanti non Lo accolgono – 18 Novembre 2021 0

Il pianto di Gesù su quanti non Lo accolgono – 18 Novembre 2021

Giovedì 18 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 19,41-44)

Se avessi compreso quello che porta alla pace!

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Questa profezia di Gesù si realizzò regolarmente nel 70 d.C. ed evidenzia che il rifiuto di Dio arreca sempre una distruzione, che può essere materiale o spirituale. Dio creò l’uomo e la donna per vivere in comunione con Lui, adorarLo, riconoscendoLo come Creatore. Si fece poi conoscere come Salvatore per dimostrare che è Colui che libera dai pericoli e guarisce dalle malattie.

Sono come due «mondi» opposti tra chi vive in comunione con Cristo da chi invece è oppositore di Cristo o comunque non Lo segue.

Dio rimane sempre Amore e la sua misericordia fluisce dal suo Cuore anche per quanti non meritano nulla, una caratteristica che troviamo esclusivamente in Dio Creatore di tutto. L’uomo riesce a controllare l’istinto limitatamente, non riesce a colmare il vuoto spirituale, quello che manca di buono nella sua persona.

È DIO IL BENE SOMMO CON CUI L’UOMO SINCERO DEVE SPECCHIARSI E CAPIRE COME STA VIVENDO E COSA STA COMPIENDO NELLA SUA VITA.

Se Dio appare distante per la mancata capacità dei cristiani di pregare bene, innumerevoli Santi ci aiutano a comprendere la spiritualità cristiana.

Il Vangelo oggi descrive un episodio molto commovente, un momento di profonda amarezza di Gesù alla vista di Gerusalemme. Fa parte di una delle tante delusioni vissute durante la sua predicazione, ma qui si unisce anche la sofferenza dell’incomprensione verso Lui.

Gesù è stato rifiutato da Gerusalemme ed Egli annunciò le tragiche conseguenze di questo tradimento, ne parlava con dolore ma l’assedio avvenuto dopo appena quarant’anni è stato «attirato» dalle colpe dei suoi abitanti.

Tutto si è compiuto come annunciato da Gesù. L’assedio di Gerusalemme dell’anno 70 fu l’episodio decisivo della prima guerra giudaica, mentre il conflitto terminò con la caduta di Masada nel 73. L’esercito romano, guidato da Tito Flavio Vespasiano (il futuro imperatore Tito) assediò e conquistò la città di Gerusalemme, occupata dai ribelli ebrei sin dall’inizio della rivolta, nel 66.

Se il popolo avesse accolto Gesù e seguito i suoi insegnamenti, la città non sarebbe stata distrutta, anche questo fatto spiega che sono i comportamenti degli uomini a determinare l’agire di Dio: Lui agisce per premiare i buoni o per lasciare i cattivi al loro destino, quello che scelgono.

Il pianto di Gesù guardando Gerusalemme fu improvviso e inatteso, turbava il giubilo della gente. Come Dio conosceva il futuro di quella città da Lui tanto amata, pianse per la distruzione che l’attendeva, la ragione l’ha rivelata Lui stesso: perché «non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Gesù non rimane indifferente alla sorte degli uomini, vuole vederci felici e vicini a Lui, questa nostra vicinanza è indispensabile per ricevere le sue abbondanti Grazie. La mancata ricezione dei suoi doni dobbiamo inquadrarla nella lontananza da Lui, nella poca preghiera, forse anche a causa di una vita che sfugge veloce.

Avere gli stessi sentimenti di Gesù è la gioia più grande per il cristiano, è la vera rinascita per il cambiamento della mentalità, l’agire non più impulsivo, la pace interiore che determina l’equilibrio e l’armonia dei sensi interiori ed esteriori.

Lo stesso pianto di Gesù manifesta una bontà incomprensibile per noi, racchiude anche un profondo mistero. Ha cacciato demoni, guarito malati, risuscitato morti, convertito pubblicani e peccatori, ma dinanzi a questa città si scontra con la durezza di cuore dei suoi abitanti.

Guardando a Gesù, dobbiamo imparare ad amare i nostri fratelli e le nostre sorelle, trattando ciascuno per come è,  nelle sue peculiari circostanze, comprendendone le debolezze, se dovesse averne, con cordialità e sempre disponibili ad aiutare, a servire.

La vera spiritualità cresce in noi solo se dedichiamo un po’ più di tempo alla preghiera, se riflettiamo sugli insegnamenti di Gesù e ci sforziamo per quanto possibile di imitarLo. La recita del Santo Rosario ci fa ottenere lo Spirito della Madonna e diventa più facile amare tutti, perdonare, fare del bene, anche a chi non ci ama. La presenza della Madonna ci arricchisce di virtù.

La presenza della Madonna nella famiglia che La prega è molto importante, Ella rinnova i cuori di tutti e porta la pace, la gioia interiore e in futuro la vita eterna. Bisogna però collaborare, fare qualcosa in più ogni giorno per amore di Gesù e di Maria Santissima.

Oggi iniziamo la Novena alla Beata Vergine della Medaglia Miracolosa, tutti dobbiamo diventare apostoli di questa benedetta Medaglia, un oggetto sacro tra i più potenti che ci ha donato la Madonna dopo il Santo Rosario.

Sono appena arrivate molte Medaglie Miracolose da portare al collo o se si sceglie una tasca, comunque addosso. Chi vuole far ottenere la protezione della Madonna ai familiari, ai parenti o ai conoscenti, può fare la richiesta indicando l’indirizzo completo ed inviando un’offerta libera.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Omelie ed eresie furbescamente contro Gesù – 17 Novembre 2021 0

Omelie ed eresie furbescamente contro Gesù – 17 Novembre 2021

Mercoledì 17 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO(Lc 19,11-28)

Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il Regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù era in cammino verso Gerusalemme, un cammino inteso in senso completo, non solo fisicamente andava insieme ai discepoli verso la città santa, Egli insegnava in modo tranciante, chiaro ed esaustivo cosa bisognava fare per salvarsi l’anima, quale vita condurre per fare parte del suo Regno.

Oggi meditiamo il capitolo 19 ma nel capitolo 9 del Vangelo di Luca inizia il racconto della salita verso Gerusalemme, precisamente dal versetto 51: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme».

Prima della sua morte il Signore istruì soprattutto i Dodici, lo fece con maggiore sollecitudine durante questo ultimo viaggio a Gerusalemme e sono gli insegnamenti contenuti in questi 10 capitoli. Insegnò esaustivamente la sua dottrina e ad essi consegnò il compito di diffonderla fino alla fine del mondo.

IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI È TRATTO DAL CAPITOLO 19 E PRESENTA UNA PARABOLA ABBASTANZA SIGNIFICATIVA. TUTTO L’INSEGNAMENTO DI GESÙ SI PUÒ RIASSUMERE IN QUESTA PARABOLA, CONTIENE LA SPIEGAZIONE DEL SENSO E DELLA FINALITÀ DELLA NOSTRA ESISTENZA.

Nel viaggio verso Gerusalemme Gesù camminava davanti a tutti, era Lui la Luce, la Guida, il Pastore, il Maestro che insegnava.

Oggi non è più così nella Chiesa, numerosi Ministri rifiutano Gesù e si mettono davanti a Lui per oscurarLo, ingannando tanti cattolici ingenui.

Non tutti i cattolici sono a conoscenza di numerosi affermazioni che sono state dette pubblicamente con il fine di screditare Gesù e fargli perdere stima, fiducia e credibilità. Trascrivo un po’ di affermazioni insegnate pubblicamente e dovete verificare se vi lasciano indifferenti oppure se vi suscitano comprensibili moti di sdegno.

«Cristo non era uno pulito».

«Gesù fece un po’ lo scemo».

«Lutero fu una medicina per la Chiesa».

«La Bibbia ed il Corano sono la stessa cosa».

«I musulmani e i Cristiani hanno lo stesso Dio».

«Non esiste un Dio cattolico».

«Gesù quando si lamenta bestemmia? Il mistero è questo».

«I migranti, ognuno di loro è Cristo».

«Gesù si è fatto serpente… E questo è il mistero del Cristo».

«Gesù non dice le parolacce ma quello che dice è peggio delle parolacce».

«Gesù… si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo».

«La Croce di Gesù esprime tutta la forza negativa del Male».

«La Croce fu il fallimento di Dio».

«Gesù fece una marachella».

«Cristo si è fatto peccato… e i peccati… sono nel suo Corpo».

QUESTE SONO BESTEMMIE, ERESIE E VOLGARITÀ CONTRO DIO.

Appare evidente che l’autore di queste diffamazioni contro Gesù, con le eresie volgari e stupide, non è un cristiano ed è egli stesso a mostrare di odiare Gesù e di volerLo annullare o distruggerne la sua santa identità. Questa persona si carica di molti milioni di peccati mortali per quante persone hanno letto o ascoltato da altri queste stesse false accuse, menzogne contro Dio.

Rileggete le diffamazioni rivolte a Gesù per capire meglio che l’autore non può essere un cristiano, è uno che sotto mentite spoglie odia Gesù!

Chi conosce il Vangelo e soprattutto AMA Gesù, rimane scioccato e si convince che sono diffamazioni gravissime con il chiaro intento di distruggere l’adorazione al Figlio di Dio, contemporaneamente non ritenuto Figlio di Dio da chi ha ispirato e detto queste parole.

Se dai frutti si riconosce l’albero, dalle opere di ognuno si evidenzia naturalmente la sua vita interiore, la credibilità, la sua vera identità.

Dalla parabola di oggi emerge il rifiuto di quanti si sono distaccati con il cuore da Gesù, non vogliono più adorare Gesù e mettono se stessi davanti a tutto. Operano con grande abilità manipolazioni bibliche e indicano una strada sbagliata ai buoni cattolici, desiderosi di conoscere la Verità di Dio.

Dalla parabola di oggi si comprende l’agire di chi non vuole servire Dio e descrive cosa fece un uomo di nobile famiglia che si apprestava a diventare re. «Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”».

Gesù nel Vangelo ci dice ciò che deve fare un suo autentico seguace: far fruttificare i doni ricevuti nel Battesimo.

Il cristiano che non si impegna in questo è smarrito nel mondo, non segue Gesù ma se stesso e cammina per un’altra strada.

Lo afferma il Signore quando descrive cosa rispose l’uomo di nobile famiglia diventato re, a quel servo che non aveva fatto nulla per far fruttare quello che aveva ricevuto: «Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!».

Mentre aveva premiato gli altri due servitori con parole di ammirazione. «Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città».

Il Signore ci dice che concede molte Grazie, dona abbondante Spirito Santo a quei seguaci che Lo adorano e riconoscono Figlio di Dio.

Gesù rivolge la parabola di oggi all’umanità, ogni persona riceve molti beni e il fatto stesso di vivere è un dono, ma i cristiani ricevono molto di più con il Battesimo, quindi sono maggiormente responsabili. Strano a dirsi, ma oggi molti nemici di Gesù sono quelli che hanno ricevuto molto di più e sono stati chiamati a predicare la sua Parola.

Fermiamoci oggi a riflettere sui doni del Battesimo, chiediamoci con sincerità e umiltà se nella nostra vita stiamo cercando di far fruttificare i beni spirituali consegnateci dal Signore Gesù oppure siamo chiusi in noi stessi e ci preoccupiamo esclusivamente dei nostri vantaggi in ogni ambito.

Innanzitutto c’è da valutare quale volontà stiamo seguendo: quella di Dio o la nostra, anche se ricoperta di giustificazioni sulla ricerca dei valori.

Chi segue se stesso non deve illudersi di seguire al tempo stesso Gesù. Solo chi rinuncia a se stesso, rifiuta l’auto-idolatria.

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Zaccheo è salito sull’albero per vedere Gesù – 16 Novembre 2021 0

Zaccheo è salito sull’albero per vedere Gesù – 16 Novembre 2021

Martedì 16 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 19,1-10)

Il Figlio dell’Uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e Lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’Uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’incontro che Gesù fece con il peccatore Zaccheo vuole farlo con ogni peccatore. Una condizione è indispensabile e che molti confondono il vero significato della misericordia di Dio ed ignorano il pentimento.

Il peccatore è davvero pentito solo quando riconosce lealmente i suoi peccati e li rifiuta con il proposito di osservare i Comandamenti.

L’incontro tra Gesù e Zaccheo fu importante per il suo meraviglioso significato ma scandaloso per i moralisti che erano credenti a fasi alterne.

Gesù si espose senza timore, non si preoccupò neanche per un istante delle diffamazioni che tutti gli avrebbero rivolto, a Lui interessava salvare l’anima di Zaccheo. La stessa ansia la mostra verso tutti i peccatori di oggi che riescono ad aprire anche un piccolo varco nell’anima per lasciare operare il suo Spirito Divino.

Anche questa azione di Gesù fu priva di calcoli umani, non temeva i giudizi altrui. Un uomo qualsiasi non avrebbe agito con una tale esposizione, l’incontro con Zaccheo faceva perdere la buona reputazione, e Gesù tra i giudizi cattivi degli uomini e il bene eterno del peccatore, sceglieva la salvezza eterna di Zaccheo.

L’unica e costante opera del Signore riguarda la nostra salvezza, ma quanti si preoccupano dell’anima e desiderano veramente convertirsi?

Abbiamo considerato la differenza tra i cattolici che pregano bene e osservano i Comandamenti, da quanti non pregano o pregano male e si rifiutano di compiere la Volontà di Dio. Questi ultimi sono osservati speciali dei diavoli, sono persone esposte a tutte le tentazioni e non hanno alcuna vera protezione. Rimangono sempre vulnerabili e i diavoli compiono quello che vogliono.

Gesù a queste persone non può dire le parole riferite a Zaccheo: «Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».

Quando Gesù non si ferma davanti a noi e passa oltre, proprio perché non Lo chiamiamo con cuore puro, le nostre anime rimangono insensibili, sempre più deboli e inclini alle cose umane che non danno alcuna vera gioia e ingrandiscono la superbia, inoltre cresce l’imitazione della vita corrotta che conduceva Zaccheo prima della sua conversione.

Zaccheo è stato colui che si è spogliato del denaro, della carriera e del potere per diventare umile servitore di Gesù Cristo. «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

Le sue parole creano fastidio e avversione a quanti predicano Gesù ma non pregano più, non hanno Fede in Lui, ed è una grande finzione!

Zaccheo è un modello prezioso di cristiano meritevole di grande stima. Zaccheo davvero convertito, era «piccolo» di statura e grande di cuore.

Zaccheo era un pubblicano, ricco e avido di denaro, implacabile sanzionatore di elevate tasse che imponeva per conto dell’Impero romano. Un appaltatore delle imposte, abile come i più scaltri commercianti, pagava allo stato un canone come prodotto di una tassa che poi esigeva per proprio conto.

LA CONVERSIONE DI ZACCHEO CI DÀ NUMEROSI SPUNTI DI RIFLESSIONE E CHE NON RIESCO A COMPLETARE IN QUESTO COMMENTO. GIÀ IL SUO LAVORO DI ESATTORE ESOSO E CRUDELE LO PRESENTA COME UN NEMICO DEL BENE, SENZA CUORE, AMORE E BONTÀ VERSO IL PROSSIMO.

Ma proprio da queste caratteristiche esce fuori un uomo nuovo, rinato dopo avere incontrato il Signore. Entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desiderava vederlo. Dobbiamo partire da qui, dal suo intenso desiderio di vedere Gesù per cercare di capire la sua ricerca interiore di Dio.

A ZACCHEO ERA VENUTA A MANCARE L’ARIA ESSENZIALE, IL SUO STATO SPIRITUALE AGONIZZANTE NON RIUSCIVA A GUARIRE NONOSTANTE LE RICCHEZZE E IL POTERE, ED ERA ALLA RICERCA DELLA GUARIGIONE DELL’ANIMA, ASPETTO CHE MOLTI CATTOLICI IGNORANO.

Non erano più le retoriche spiegazioni degli scribi a dare a Zaccheo la vera gioia che forse non aveva mai conosciuto. Cercava la Verità.

Questo primo dato è sufficiente per capire che i beni materiali non possono soddisfare l’anima spirituale che anela esclusivamente a Dio.

Un altro dato che evidenzio per scartarlo è l’assenza di curiosità in Zaccheo. La maggioranza dei cittadini di Gerico spingevano e si accalcavano per riuscire a vedere Gesù, amato da pochi e scrutato da molti, soprattutto dai numerosi nemici appollaiati ai lati delle strade con il ghigno appiccicato sul volto e con un animoso odio inflessibile.

La salita di Zaccheo sul sicomoro, un albero maestoso che cresce fino ad un’altezza di 20 metri, e raggiunge i 6 metri di larghezza, con una chioma ampia e tondeggiante, è la salita del suo Calvario. Portava sulle spalle la croce confezionata da se stesso, con i suoi innumerevoli peccati ed era felice di compiere questo sforzo e di mostrarsi ai cittadini senza vergogna.

Non avrebbe mai immaginato di incrociare lo sguardo di Gesù, ma Gesù era a Gerico in cerca dei peccatori come Zaccheo, se non peggiori.

L’aspetto commovente che evidenzia la bontà e l’indulgenza di Gesù, è la sua iniziativa. È Gesù a guardare Zaccheo salito sull’albero.

«Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Uno scandalo per i «puritani» ebrei, essi non avevano la minima cognizione dell’Amore di Dio e Gesù non usò rispetto umano davanti a loro, ignorando totalmente i loro vergognosi giudizi.

Fu Gesù a cercare lo sguardo di Zaccheo, mentre Zaccheo si accontentava di vedere il Signore. Una volontà nell’uomo determinata a rinascere una seconda volta nello Spirito Santo, anche se non conosceva ancora questo indispensabile passaggio.

I veri cristiani si riconoscono per avere superato questo passaggio descritto da Gesù a Nicodemo, in mancanza di questo si resta istintivi, pieni di sé, sicuri di fare tutto bene e di poter dare giudizi sugli altri, con la loro verità che impongono come dogmi. Ma essi non si conoscono e vivono fuori di sé.

Nella conversione di Zaccheo emerge una splendida onestà intellettuale, egli riconosce i suoi errori e non si giustifica come amano fare anche i cattolici che non hanno abbandonato l’amor proprio. L’orgoglio fa dimenticare presto tutti gli errori per concentrarsi sugli altri, per trovare anche una piccola sottigliezza da evidenziare anche contro chi vive rettamente.

Cambiare idea su qualcosa per migliorare la vita o i propri interessi è il lavoro dell’intelligenza buona, le contraddizioni sono lampi neri interni che accecano chi illude e scambia il parlare di cose semplici non condizionate dalla Volontà di Dio, con quanto invece è davvero Volontà di Dio.

Zaccheo l’intelligenza buona l’ha applicata bene, come scriveva Cartesio e ha scoperto Dio in Gesù, mentre molti farisei indemoniati affermavano pubblicamente che si trattava solo di un Uomo e non di Dio, che era sbagliato quanto predicava.

La stessa tecnica  i nemici del Bene e gli indemoniati hanno detto di molti Santi della storia cristiana per allontanare le persone da Loro e giustificare la vita avventata che conducevano. Contro Padre Pio diversi Vescovi diffondevano diffamazioni improbabili per dipingerlo come un semplice uomo e non far andare milioni di pellegrini.

Zaccheo non ha ascoltato le dicerie su Gesù, ha saputo fare discernimento e questo indica in lui l’ingresso nella dimensione dell’onestà.

Non parlava più tanto per aprire bocca e muovere la lingua, come i farisei ipocriti, le sue parole le pesava con le lacrime del suo pentimento. Per questo Gesù si fermò a casa sua, entrò nella sua vita, cambiò radicalmente la sua esistenza.

Molto non si conosce di Gesù quando è assente l’amore, così Zaccheo è un caso che va approfondito ampiamente per la sua uscita dagli schemi del suo tempo. Sull’altro pubblicano Matteo, Gesù aveva un disegno speciale: renderlo Apostolo e poi grande Santo, ma Zaccheo è l’uomo qualunque anche di oggi che scopre di essere solo, nonostante le ricchezze, il potere e le importanti amicizie.

Gesù si lascia trovare da chi Lo cerca con sincerità, senza pentimento ci si ferma alla conoscenza esteriore, non vale nulla e blocca l’Amore di Dio.

La salita di Zaccheo sul sicomoro ci dice che ognuno di noi deve compiere sacrifici e rinunce se vuole incontrare quel Gesù che la Sacra Tradizione ci ha trasmesso in questi millenni. La salita è sempre faticosa, soprattutto se il fardello dei peccati è pesante ed è presente una Fede debole simile alla fiammella.

Il sicomoro è stato la salvezza eterna di Zaccheo, noi quale mezzo utilizziamo per elevarci dal mondo corrotto ed incontrare davvero Gesù?

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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Senza la Luce di Gesù c’è molta confusione – 15 Novembre 2021 0

Senza la Luce di Gesù c’è molta confusione – 15 Novembre 2021

Lunedì 15 novembre 2021

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 18,35-43)

Che cosa vuoi che Io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Luca

Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da Lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che Io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua Fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nell’oscurità è impossibile distinguere e vedere nitidamente, proprio come il cieco del Vangelo si rimane sospesi nel dubbio, anche con il timore di cadere mentre si cammina. Un cieco non vede la strada, non vede nulla attorno a sé e si deve affidare agli altri.

Un cieco non riesce a fare molte cose, a sistemare la casa, a guidare un mezzo, non può compiere tutte quelle azioni che necessitano della conoscenza visiva. È un vero dramma non vedere i colori, i volti dei familiari, la natura ridente, tutto quello che circonda la persona.

Un cieco però ha il vantaggio di riflettere, avendo sicuramente a disposizione più tempo rispetto a quanti lavorano fuori e dentro casa.

La riflessione onesta e intelligente invece viene a mancare a quelli che vedono o pensano di vedere la realtà e di conoscerla perfettamente.

Una delle condanne più aspre di Gesù ai suoi nemici riguarda proprio l’incapacità di capire la realtà nella sua oggettività. Ne consegue anche l’incapacità di agire onestamente, di fare del bene per il grande orgoglio presente.

Si illudevano di vedere e di capire la realtà, essi invece interpretavano gli eventi secondo le personali convinzioni, i pensieri mutevoli, i piaceri.

La cecità intellettuale è molto più dannosa di quella fisica. I ciechi non vedono e hanno maggiore sensibilità, sono molto docili e buoni.

Nel mondo c’è molta cecità e illusione, un esempio è il coronavirus discusso in mille modi senza ammettere la verità sulla pandemia.

Nel Vangelo Gesù guarisce il cieco immediatamente perché pieno di Fede, oggi circa cento famiglie posseggono la maggior parte della ricchezza mondiale e oltre ad essere «ciechi», odiano Gesù e la sua Chiesa perché definitivamente consacrati a Satana, prendono ordini da lui anche nelle messe nere.

Questi potenti si ribellano odiosamente alla Luce di Cristo e al Cristianesimo, sono già pronti a presentare colui che si oppone a Dio, anche se inizialmente si mostrerà come il benefattore dell’umanità. Molti adoreranno l’uomo in cui si è incarnato Satana!

Queste ricche famiglie americane con il potere di quantità indefinite di denaro hanno la capacità di organizzare anche più di una pandemia in questi anni. Tutti loro rifiutano dannatamente l’idea di un Padre Creatore e inneggiano a Lucifero per la sua ribellione e la «luce» che secondo la loro convinzione ha permesso di «vedere», è solo tenebra e per questo sono ciechi e satanisti.

I governanti sinceri si opporrebbero al progetto di morte e distruzione che è nella fase iniziale, ma noi italiani cosa possiamo sperare?

Abbiamo politici ciechi intellettualmente, capaci di fare l’opposto del Bene da compiere.

Dio cambiava parere secondo le reazioni degli uomini e le condizioni che si venivano a creare nelle popolazioni, ma non è stato mai contraddittorio.

Dio cambiava atteggiamento nell’Antico Testamento quando le persone cambiavano il loro modo di agire, lo vediamo anche nelle decisioni di Gesù quando il giorno dopo indicava agli Apostoli di fare altro rispetto al comando dato il giorno prima.

Il cambiamento del comportamento dei suoi nemici o di altre condizioni, induceva Gesù ad una scelta diversa dal giorno precedente.

In molti politici troviamo una incoerenza imputridita e marcita, la contraddizione visibile e senza alcuna giustificazione.

È vero che i politici non ricevono il dono della coerenza una volta eletti, rimangono quelli che erano prima o forse diventano peggiori di prima, di sicuro portano nel luogo istituzionale pregi e difetti. Rappresentano la cittadinanza, il fatto strano è che il più delle volte esprimono sconnessione dalla realtà e difformità dalle migliori iniziative. Non ci sorprendono…

La mancata coerenza causa danni gravissimi a 60 milioni di italiani, affossa una Nazione, toglie sonno e soldi ai pensionati, lavoro ai lavoratori, aiuti economici alle famiglie e le meravigliose tradizioni italiane alla nostra amata Patria. Hanno messo l’Italia in vendita come hanno già fatto con la Grecia!

Quanti amano il popolo e non fanno parte di organizzazioni segrete, si preoccupano dei bisogni dei cittadini, hanno cuore e affetti.

La cecità intellettuale è la vera malattia che distrugge la persona umana e la fa dannare. Toglie il discernimento e l’amore per la verità!

Solo Gesù può dare Luce ai ciechi che governano ma è difficile per la durezza del cuore, solo il terrore dell’Avvertimento li potrà scuotere.

Solo Gesù può guarire dalle tenebre in cui vivono quanti guidano le Nazioni. A loro però non interessa, ma la nostra preghiera potrà attenuare i mali.

Chiediamo ogni giorno a Gesù di farci vedere e interpretare la realtà con i suoi occhi, di amare con il suo Cuore. Senza Gesù si rimane ciechi!

1 Ave Maria per Padre Giulio

«O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen».

3 Ave Maria…

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I comandi di Satana sotto il livello della coscienza – 14 Novembre 2021 0

I comandi di Satana sotto il livello della coscienza – 14 Novembre 2021

Domenica 14 novembre 2021

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 13,24-32)

Il Figlio dell’Uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«In quei giorni, dopo quella tribolazione,

il sole si oscurerà,

la luna non darà più la sua luce,

le stelle cadranno dal cielo

e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli Angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che Egli è vicino, è alle porte. In verità Io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli Angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre». Parola del Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Le profezie di Gesù i cristiani non possono ignorarle, non devono trovare pretesti per allontanarle dalla mente per la paura di perdere quanto piace di materiale e di altro o per vivere in una dimensione molto personale e che si chiama inganno della mente.

Il cristiano come gli atei è libero di gestire la sua volontà e di intraprendere le scelte che desidera. Quando si stacca da Gesù Cristo per proseguire la sua vita senza Dio e non rispetta più le parole sante del Signore, non teme il futuro che lo attende.

Ogni cristiano dimostra di seguire Gesù se osserva i suoi insegnamenti, ancora più intensamente devono avvalorarlo i suoi Ministri sacri.

Il Vangelo oggi ci presenta una profezia scioccante e che i mansueti credono perché hanno piena Fede in Gesù. Lui lo ha detto e così sarà.

Ma qual è la ragione di questo avvenimento che dovrà verificarsi? Accadrà solo questo di tremendo oppure seguiranno molto presto le profezie contenute nell’Apocalisse, con le sette coppe dell’ira ardente di Dio, che si scaricheranno sull’umanità?

L’ultimo Libro della Bibbia, l’Apocalisse, descrive dettagliatamente gli eventi che si verificheranno quando il mondo si allontanerà da Dio e Roma, chiamata la prostituta, sarà condannata perché capitale della corruzione. Non per i suoi abitanti onesti e buoni, si intende quel potere mondiale che verrà esercitato fra breve da Roma, dopo anni di incontri segreti sempre a Roma anche all’interno di ambienti sacri.

Le sette coppe dell’ira ardente di Dio che si scaricheranno sull’umanità saranno esclusivamente la risposta di Dio verso quanti hanno deciso da qualche secolo di fargli guerra, cominciando con la corruzione dei costumi; il pervertimento della gioventù con illimitati diversivi per inoculare la convinzione della non esistenza di Dio e bestemmiarlo; convincendo la gioventù e gli adulti che la vita è solo questa, è l’appagamento dei sensi, quindi tanta immoralità e depravazione sessuale.

Favorire il degrado morale è una delle tattiche perseguite per sradicare Gesù dai cuori, per addormentare la coscienza e stordire tutti.

I cristiani che leggono nel Vangelo di oggi la profezia di Gesù e mostrano qualche sorpresa, non hanno compreso cosa sta avvenendo né Dio.

Dio è Amore e non vuole mai il male, né le guerre, ma è Dio Creatore e non potrà permettere agli iniqui -chiamati potenti del mondo-, di distruggere la sua Chiesa o di far mettere il marchio dell’Anticristo a oltre sette miliardi di uomini e donne, così da trasformare quasi tutti in adoratori di colui che dichiarerà di essere il vero Cristo, come viene preparato dall’elite che vuole governare il mondo, con una sola economia, una sola moneta, una sola religione, ecc.

Il capitolo 16 dell’Apocalisse spiega la ragione della reazione di Dio alla satanica volontà dei seguaci del Male di distruggere il Cristianesimo.

In questi due millenni sono già avvenuti molti attacchi contro la Chiesa di Cristo per distruggerla, tutti si sono infranti contro la potentissima protezione della Madre di Dio, così oltre cento anni fa è stato deciso di corrompere la Chiesa dall’interno per annientarla.

Siamo arrivati alla battaglia finale tra i re della Terra (incitati da Satana) e Dio, tra il Bene e il Male. Si tratta comunque della fine di questi tempi dominati da Satana e la scomparsa dalla Terra di tutti i cattivi, e Gesù spiega questa purificazione con la parabola della mietitura del buon grano e della zizzania. I buoni resteranno per glorificare la Santissima Trinità.

«Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio» (Mt 13,30).

Da oltre un secolo è in atto la battaglia finale contro il Cristianesimo e Dio Padre ha usato finora una pazienza infinita, questo soprattutto per le Sante Messe che si celebrano, in cui Gesù si offre misticamente di continuo per ottenere Misericordia a tutti noi.

Non ci ha lasciati soli, oltre l’invio dello Spirito Santo, ci ha donato l’Avvocata del Cielo per noi ottenere vittoria contro il Male.

Gesù nutre un grande amore per ciascuno di noi, non vuole perderci, ha dato la Vita per noi. Consideriamo che la risposta dell’umanità è inesistente, opposta all’Amore di Dio e interessata ad eseguire i comandi subliminali che giungono da troppe parti e voluti dall’èlite mondiale obbediente a Satana.

Sono quei comandi che hanno luogo sotto il livello della coscienza, troppo deboli per essere avvertite, ma sufficienti a influenzare l’inconscio e condizionare il comportamento. Questi comandi arrivano alla mente e la stragrande parte dell’umanità li accoglie come desideri e disposizioni personali, assecondandoli. Mentre sono comandi che arrivano dai diavoli.

Chiediamo ogni giorno aiuto alla Madonna con la consacrazione al suo Cuore Immacolato e la recita del Santo Rosario.

1 Ave Maria per Padre Giulio

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e da ogni persecuzione Padre Giulio e li respingano nell’abisso. Amen”.

3 Ave Maria…

Nel nostro sito numerosi articoli interessanti, libri e altro:  www.gesuemaria.it