Categoria: ESORCISTI – ESORCISMI

Un grave caso di possessione diabolica 0

Un grave caso di possessione diabolica

Written by gesuemaria on 24 Giugno 2009. Pubblicato in ESORCISTI ESORCISMI

Pubblicato sulla Rivista “Il Segno” N. 144 – Aprile 2000

Sono venuto a conoscenza di un recente caso di possessione diabolica altamente istruttivo per le conferme di fede fornite all’esorcista dal demonio durante le preghiere di liberazione; conferme strappategli dall’esorcista dopo ripetuti ordini in nome di Dio, della Madonna e della Santissima Trinità. Il diavolo, infatti, resiste il più possibile alle domande che gli esorcisti gli pongono per il bene dell’anima posseduta o delle anime in generale in quanto la verità (soprattutto se a conferma della Parola di Dio) è per lui sempre controproducente e risponde spesso a monosillabi quando le verità sono per lui “scottanti”. Il Signore dell’universo, a cui i demoni sono sottomessi, si serve a volte anche del principe della menzogna per illuminare l’umanità. Non dobbiamo dimenticare che il Vangelo ci insegna che i demoni riconoscevano pubblicamente la realtà divina di Gesù, tant’è che il Signore doveva zittirli affinché non larivelassero prima del tempo.
Una ragazza, dopo circa dieci anni di strani fenomeni che hanno interessato lei e la mamma, si è rivolta, grazie ad alcune preghiere, ad una conoscente che l’ha condotta da un esorcista.
Quanto segue è il racconto della vicenda; i nomi dei personaggi sono stati cambiati per ovvie ragioni di tutela della riservatezza.
Attilia confidò all’esorcista che, da quando il padre aveva abbandonato lei e la mamma per andarsene con la sua migliore amica, la loro vita cambiò improvvisamente. Entrambe iniziarono un andirivieni dagli ospedali per malattie che gli stessi medici non riuscivano a comprendere. Tali ricoveri erano spesso accompagnati da fenomeni talmente strani che persino una compagna di stanza di Attilia si mise a pregare con insistenza l’ Ave Maria in quanto turbata dagli episodi che colpivano Attilia (ascensori che si guastavano quando dovevano trasportarla in sala operatoria, operazioni che provocavano ulteriori interventi operatori, macchinari che si rompevano ecc.). Le poverette ricevevano anche dal congiunto che le aveva abbandonate delle lettere intrise di odio e di maledizioni che aggiungevano al dolore fisico anche quello morale. Dopo alcune negative esperienze presso gli operatori dell’occulto (in un caso consigliati anche da un sacerdote!), finalmente approdarono in un gruppo di preghiera che affidò Attilia ad un esorcista.
Sabato 12 febbraio 2000 – primo esorcismo
Assieme all’esorcista vi erano anche alcune persone fidate e di provata fede e preghiera per aiutarlo nel compito di scacciare i demoni.
L’esorcismo iniziò con la preghiera del Santo Rosario comunitario di protezione dei presenti, dei loro familiari e di liberazione di Attilia e della mamma (assente in quanto anziana e malata). Alla terza decina Attilia iniziò a provare un senso di soffocamento e a non ricordare le preghiere del Rosario. Alla fine dell’orazione i presenti invocarono con un canto lo Spirito Santo ed effettuarono il canto in lingue. Attilia iniziò ad assumere un aspetto diverso e sofferente (alla fine confidò ai presenti che la preghiera in lingue la faceva star male).
Durante la preghiera di Leone XIII recitata dall’esorcista, Arturo spruzzava il viso di Attilia con acqua di Lourdes, mentre gli altri partecipanti recitavano a bassa voce, in continuazione, il Santo Rosario.
L’esorcista iniziò ad inframmezzare la recita dell’esorcismo di Leone XIII e dei salmi con delle domande, imponendo le mani a Attilia ed ungendola, con dei segni di croce sulla fronte, con olio benedetto.
Esorcista: “In nome di Gesù Cristo ti ordino di dire quanti siete”.
Attilia iniziò ad inghiottire ed a muovere il labbro come un cammello, mentre all’interno della bocca, vicino alle gengive, si vedeva dell’inspiegabile sostanza nera che pareva inchiostro. Ma non rispose.
Esorcista: “In quanti siete? Te lo ordino in nome della Santissima Trinità? Indica con la mano quanti siete?”
Attilia, dopo circa quindici minuti di letture di salmi, intervallate da ordini impartiti nel nome di Dio, faticosamente indicò con le dita che dentro di lei c’erano tre presenze.
Esorcista: “Siete anime dannate o angeli decaduti?”
“Non te lo dico!”, rispose Attilia assumendo un atteggiamento sardonico e incrociando le braccia in segno di sfida.
Alla fine, dopo ripetuti inviti nel nome di Dio, di Maria Santissima e della Santissima Trinità, l’anima dannata disse d’essere stato, quand’era in vita, un pirata. Affermò d’essere stato ucciso, e d’aver lanciato un urlo di terrore quando finì all’inferno.
Esorcista: “Quante persone vanno all’inferno? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!”
“Tante!” rispose il pirata.
“Qual è il peccato principale che ai giorni nostri porta le persone all’inferno?” lo incalzò l’esorcista.
“La lussuria! E l’ateismo!”, rispose l’anima dannata ormai chiaramente manifestatasi.
L’anima dannata sbuffava in continuazione e mostrava un’evidente sofferenza quando Arturo, su invito dell’esorcista, spruzzava il volto di Attilia con acqua di Lourdes, cercando di togliersela.
“Chi ha voluto che Attilia capitasse da noi?”, gli chiese l’esorcista.
“Gesù!”, rispose il diavolo dopo ripetuti inviti e spruzzate sul viso di acqua di Lourdes.
“Pregano Attilia e la sua mamma?” continuò l’esorcista.
“Sì!” disse il pirata.
“Che cosa devono fare affinché tu vada via?”
“Occorre che preghino il rosario!”
“E’ vero che non puoi nulla nei confronti di chi prega il Rosario intero devotamente e quotidianamente?” continuò imperterrito l’esorcista.
“E’ vero!” confermò l’anima dannata.
“Perché la Madonna ha pianto a Civitavecchia nelle mani di un vescovo?”
“Perché non c’è più religione nel mondo!”
“Che cosa bisogna fare per uscire da questa situazione?”, chiese l’esorcista.
“Occorre pregare. Soprattutto in famiglia. Guardare meno televisione e pregare di più. Soprattutto il Rosario”, rispose il diavolo.
“E’ vero che molti programmi televisivi sono tuoi? Rispondi in nome di Gesù Cristo!”
“E’ vero!”, rispose con un sorriso sardonico il diavolo.
Attilia, continuando a sbuffare, allungò le gambe e diede qualche colpo ritmico col piede.
“Come mai in Europa vi è una massiccia immigrazione musulmana?”
“Perché certi politici la favoriscono per distruggere i valori cattolici”, rispose il demonio.
“Ci sono dei preti che ti appartengono? Che militano nella setta della Bestia? Rispondi in nome di Dio!!”.
“Sì. Molti!”, rispose compiaciuta l’anima dannata assumendo una inspiegabile fattezza del volto, impossibile da riprodurre naturalmente. Evidentemente si trattava del viso dell’anima dannata che si manifestava ormai sempre più chiaramente.
“Com’è l’inferno?! E’ come l’ha mostrato la Madonna a Fatima?”, continuò l’esorcista.
“Peggio!”
“Allora appartengono a te quanti propagano invece un’idea di un inferno soft; non in sintonia con quanto scritto nella Bibbia e mostrato dalla Madonna? Rispondi in nome della Madre della Verità!”
“Sìì!”
“Il capitolo 12 dell’apocalisse si riferisce all’apparizione della Madonna a Fatima?”
“Sì!”
“E il dragone rosso simboleggia l’eresia profetizzata a Fatima? Cioè il comunismo? Rispondi in nome della Madre della Verità”.
“Sì!”
“E’ qui presente la Madonna? Indicala!”
Il demonio, tramite Attilia, segnò con la mano la posizione sopraelevata in cui la Madonna si trovava e affermò che gli impartiva gli ordini.
Incalzato dall’esorcista mostrò inoltre la posizione, vicino all’esorcista stesso, in cui si trovava S. Michele Arcangelo invocato durante le preghiere.
“E’ vero che i castighi sono alle porte?”
“E’ vero”, confermò satana.
“Che cosa bisogna fare per bloccarli?”
“Pregare il Rosario”, replicò il diavolo, dopo ripetute spruzzate di acqua di Lourdes.
“E’ vero che la Madonna salverà quanti pregano il Rosario intero con devozione?”
“E’ vero”, rispose il demonio confermando indirettamente le promesse legate alla recita quotidiana del Rosario intero.
Poi l’esorcista cominciò a pregare il Salmo 91 ed al punto “…mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire…” disse al diavolo: “Confermi, diversamente da quanto fanno credere alcuni, che voi non potete nulla nei confronti di quanti dimorano all’ombra dell’Onnipotente: di quanti, cioè, vanno devotamente a Messa, Lo pregano, seguono i Suoi comandamenti, Lo invocano e si affidano a Lui?”
“Sììì!!” affermò il demonio, annuendo col capo e mostrando d’essere costretto da una volontà superiore ad avvalorare l’eterna Parola di Dio.
L’esorcista poi citò le parole della Scrittura “…sono caduti nella fossa davanti a me…” ed intimò all’anima dannata di rispondere nel nome del Santo Spirito di verità: “E’ vero che se qualcuno ordisce una fattura nei confronti di chi prega devotamente, è lui stesso invece a cadere nella fossa scavata davanti al destinatario della fattura?!”.
Anche stavolta il pirata fu costretto a confermare suo malgrado.
“E’ già nato l’anticristo?”
“Non ti rispondo!”, rispose l’anima dannata con una risata.
“La Madonna lo ha affermato a La Salette. Confermalo in nome di Dio!”
“Sì!”
“Quando te ne andrai?”
“Io non me ne vado!”, reagì arrogantemente il diavolo.
“Ma tu chi sei?! Per dire non me ne vado! Sei un nulla di fronte all’Onnipotenza di Dio! E’ vero?” lo rimproverò l’esorcista.
“E’ vero, sono una nullità!” ammise dimesso il demonio.
“Tant’è che Gesù con uno sguardo fa tremare l’inferno”.
“Sììì!”
“Nell’Apocalisse si parla di una piaga dolorosa e maligna che comparirà sugli uomini che recano il marchio della bestia e si prostrano davanti alla sua statua. Si tratta di una piaga fisica? Rispondi nel nome di Dio!” lo interrogò l’esorcista.
“Non te lo dico!” replicò sogghignando l’anima dannata.
“Invece lo devi dire in quanto si tratta di Sacra Scrittura. Rispondi in nome di Maria Santissima!”
“Sììì!”
Attilia, alla fine, indicò con le dita il numero 2 e chiarì che si trattava di mesi. Dichiarò poi che erano rimasti in due in quanto un’anima dannata era fuggita. Confermò inoltre che erano entrati in Attilia da 10 anni tramite l’intervento di un mago.
Terminato l’esorcismo Attilia non ricordava nulla di quanto detto ed era convinta che fosse trascorso solo un quarto d’ora anziché un’ora e mezza. Non ricordava neppure d’aver gettato a terra la Bibbia lasciata un attimo dall’esorcista sul tavolino.
Sabato 19 febbraio 2000 – secondo esorcismo
Attilia ritornò dall’esorcista per un ulteriore momento di preghiera. Raccontò che era riuscita a confessarsi e a pregare meglio. Le erano scomparsi molti dolori anche se alla vista del padre si erano acuiti alcuni disturbi. La mamma invece di uno dei partecipanti aveva avuto in giornata uno strano aumento di pressione arteriosa e Simone, che aveva accompagnato Attilia dall’esorcista assieme a Mauro, aveva lamentato un forte mal di denti. Segni di piccole ritorsioni diaboliche, comunque, prontamente neutralizzate dalle preghiere. Il Signore permette, infatti, certi “disturbi” per stimolare i componenti ad una vigile e costante preghiera di protezione (soprattutto del Rosario) senza la quale il diavolo potrebbe esercitare il suo potere nefasto che solo la preghiera neutralizza.
Iniziò l’esorcismo con la presenza del consueto gruppetto di preghiera. Cominciò con la recita del Santo Rosario finalizzato alla liberazione di Attilia e di sua madre, alla conversione del padre di Attilia ed alla protezione di tutti i presenti da ogni vendetta, ritorsione ed attacco degli spiriti immondi. Venne invocata anche la presenza di Maria Santissima, di S. Michele Arcangelo, dei santi Arcangeli, degli angeli custodi e di molti santi.
Durante la recita del Rosario l’esorcista impose a distanza la mano su Attilia la quale mostrò d’essere a disagio. Alla fine dell’esorcismo la ragazza confidò ai presenti che nel momento dell’imposizione delle mani da parte dell’esorcista aveva sentito una forza invisibile premerle le spalle a tal punto che si sentiva schiacciare. Dopo il canto allo Spirito Santo e la preghiera in lingue l’esorcista le impose una mano sulla testa ed incominciò a leggere l’esorcismo di Leone XIII. Attilia si mise a sbuffare ed all’invocazione “…umiliati sotto la potente mano di Dio….” emise dei paurosi ruggiti. L’esorcista continuò e invitò Arturo di bagnarle il viso con l’acqua di Lourdes. Attilia cessò di ruggire. Sebbene l’acqua di Lourdes fosse fredda, quando alcune gocce cadevano sulla mano dell’esorcista posta sulla testa della ragazza lo stesso la sentiva calda. Anche Arturo confermò questa sensazione allorché intingeva le dita nella medesima.
“Chi sei in nome di Gesù Cristo?!” la interrogò l’esorcista.
Il demonio non rispose.
“Sei ancora il pirata? Rispondi in nome dell’Immacolata e dello Spirito Santo di verità!”
Attilia annuì.
“Dove sei stato ucciso? Nel mar Mediterraneo o nell’oceano? Rispondi in nome della Santissima Trinità!”
“Nell’oceano” rispose il pirata, senza però manifestare l’arroganza della volta precedente.
“Di che nazionalità eri?”
“Inglese e francese” disse il demonio dopo ripetuti inviti dell’esorcista, spiegando che era figlio di un inglese e di una francese.
“Ero importante io!” aggiunse l’anima dannata con un sorriso sardonico di compiacimento.
“Che cosa ricevono i fedeli che pregano devotamente la Madonna davanti alla grotta di Lourdes? Rispondi in nome dell’Immacolata!” comandò l’esorcista, intercalando la lettura delle preghiere.
“Le Grazie” rispose il diavolo dopo ripetuti inviti dell’esorcista che incominciò a leggere il salmo 18, mentre il gruppetto pregava sommessamente il Rosario.
“…Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, gia mi stringevano agguati mortali. Nel mio affanno invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido…..” – “Ti piace Davide? L’autore di questo salmo?”.
Il diavolo fece una smorfia di disgusto.
“Preferisci ovviamente certi personaggi pubblici, uomini e donne, che conducono disinvoltamente una vita in contrasto con la Parola di Dio?”.
L’anima dannata annuì decisa e sorrise molto compiaciuta.
“Quando qualcuno invoca Dio Onnipotente, come ci insegna Davide nel salmo; Lui che è Padre dell’umanità che cosa fa? Rispondi in nome di Gesù!”
“Interviene” rispose lo spirito immondo.
Diversamente dalla volta precedente il demonio denotò stanchezza e non incrociava più le braccia in atteggiamento di ribellione. Segno evidente che le preghiere effettuate durante il primo esorcismo, unite ad un maggior impegno di preghiera di Attilia, stavano facendo il loro effetto.
Durante la lettura del salmo il demonio manifestava comunque avversione nei confronti delle parole di tale orazione ispirata.
“E’ vero, come ha affermato una posseduta, che un indemoniato che prega davanti alla grotta di Lourdes riceve un impulso tale e quale un esorcismo concelebrato da centomila preti? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!”
“Non così tanti” replicò il diavolo.
“Quanti allora?! Rispondi in nome di Gesù!”
“Alcuni”.
“Alcuni o tanti?” lo incalzò l’esorcista.
“Tanti!” ammise il diavolo, mostrando d’essere costretto da una forza superiore a rettificare le menzogne.
“Che cosa ha promesso la Madonna a quanti pregheranno davanti all’altare del santuario della Madonna di Rue de Bac? Rispondi in nome dell’Immacolata!”.
“La salvezza”.
“E poi?! Rispondi per il sangue di Cristo!”
“Le grazieee” aggiunse il diavolo, mostrando segni di sofferenza e costrizione soprannaturale.
“Che cosa ricevono i pellegrini che si recano in pellegrinaggio dove la Madonna è apparsa o ha lasciato un segno della sua presenza? In quei santuari riconosciuti dalla Chiesa? Rispondi solo la verità! In nome di Dio!”.
Dopo ripetuti inviti dell’esorcista, motivati dal fatto che il demonio non voleva evidentemente confessare delle verità a lui scomode, il pirata disse: “Le grazie”.
“Sempre?” lo incalzò l’esorcista.
“Sempre!” ammise, suo malgrado, l’anima dannata.
“E’ per questo allora che tu ostacoli costantemente il pellegrinaggio ai santuari?”
Il diavolo si mise a sghignazzare, annuendo compiaciuto.
“In un libro S. Michele Arcangelo è considerato il patrono degli ammalati, perché? Rispondi in nome di Maria Santissima e di Dio Onnipotente!”.
Poiché il demonio non rispondeva, l’esorcista invitò Arturo a bagnare con costanza il viso di Attilia ed alla fine, dopo ripetuti ordini in nome di Dio, il diavolo confermò che S. Michele Arcangelo concede numerose grazie di guarigione a chi lo invoca con fede, soprattutto se si tratta di malattie d’origine diabolica.
L’esorcista lesse un brano del Vangelo “E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. – Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano” (Mc. 16,16).
“Come mai quest’imperativo eterno del Signore, a tuo danno e per la felicità delle persone, non viene quasi più applicato?! Rispondi in nome di Dio Onnipotente!” chiese l’esorcista.
Il demonio si mise a sogghignare molto soddisfatto.
“Allora sei tu l’ispiratore?!” lo incalzò l’esorcista e l’anima dannata annuì col capo, sempre sogghignando.
L’esorcista lesse altre preghiere, mentre il gruppetto continuava la recita dei Rosari.
“E’ importante la devozione a S. Giuseppe? Rispondi in nome della Sacra famiglia!”
“Sìì”.
“E’ vero che S. Giuseppe è il santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in nome della Santissima Trinità”.
“Sì” confermò il diavolo, annuendo anche col capo.
“Concede molte grazie S. Giuseppe?”.
“Sì”.
“Perché è chiamato il santo della buona morte? Rispondi in nome dello Spirito Santo!”
“Aiuta a morire bene” rispose il pirata, dopo ripetuti inviti in nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
“Cioè tiene lontani voi diavoli nel momento della morte?!”.
“Sìì”.
“Che cosa sono le discoteche? Sono le vostre chiese? “ continuò l’esorcista.
“Alcune”.
“E’ vero che in certe discoteche si trovano anche dei maghi per catturare i giovani? Rispondi in nome dell’Immacolata che ha a cuore la gioventù!”
Il diavolo annuì compiaciuto.
“E’ vero che alcuni giovani, dopo le serate in discoteca….”
“si recano nei cimiteri a violare le tombe!” lo interruppe il demonio.
“Che cos’è la droga? E’ la tua comunione? Rispondi per il sangue di Cristo!”.
L’anima dannata confermò col capo.
“La droga ha trovato spazio in quanti hanno abbandonato le preghiere e l’Eucarestia?”.
“Sì”.
“Il bastone di Mosè è prefigura di quale preghiera? Rispondi in nome di Dio Onnipotente!”
Il diavolo non voleva rispondere e sbuffava; l’esorcista allora invitò Arturo a bagnare il viso di Attilia con acqua benedetta.
“Il Padre Nostro” disse il diavolo alla fine, fornendo una risposta sottilmente teologica.
“Da solo o accompagnato dalle Ave Maria?” lo incalzò l’esorcista.
Il pirata annuì.
“Allora è prefigura del Rosario, che ovviamente comprende anche il Padre Nostro? Rispondi in nome di Maria Santissima!” continuò l’esorcista.
“Sìì” ammise il diavolo, annuendo decisamente.
“Perché in Francia si è abbattuto recentemente uno strano uragano? E’ stato un castigo di Dio? Rispondi solo la verità in nome dell’Onnipotente Dio!”
Il diavolo annuì ed ammise che era la conseguenza della legalizzazione dell’equiparazione della coppie gay con la coppia (un uomo ed una donna) voluta dal disegno creativo di Dio. Affermò inoltre che gli omosessuali non convertiti vanno all’inferno, come del resto previsto nella Sacra Scrittura.
“Il cardinale Siri affermò che l’AIDS è un castigo di Dio. E’ veramente un castigo? Rispondi in nome della Madre della Verità eterna!”.
“Sìì” ammise il diavolo, manifestando costrizione soprannaturale e debolezza in quanto le preghiere lo sfiancavano.
L’esorcista poi lesse il passo biblico “….perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra…..” (Sap. 1,13)
“Perché ci sono molte malattie nel mondo se Dio ha detto che le creature del mondo sono sane? Rispondi in nome della Santissima Trinità! Ovviamente non parlo di quelle malattie che alcuni santi desiderano in unione con le sofferenze di Cristo”.
“Perché si prega poco!” dichiarò l’anima dannata.
“Anche perché, come insegna S. Paolo, si commettono i peccati? “ lo rintuzzò l’esorcista.
Lo spirito immondo annuì con un sorriso sardonico di compiacimento.
“I tumori possono essere considerati una ribellione di alcune cellule nei confronti dell’organismo. Voi diavoli siete la ribellione per eccellenza in quanto vi siete rivoltati a Dio! Siete voi la causa dei tumori?”
“Sìì” ammise l’anima dannata.
L’esorcista sollevò il Rosario con una mano e mostrandolo al diavolo gli disse: “E’ questa preghiera l’elisir della salute ed il rimedio contro ogni male?! L’orazione che la Madonna di Medjugorje ha chiamato preghiera dei miracoli! Rispondi in nome di Maria Santissima!”
“Sìì” ammise, costretto da una forza superiore che il diavolo dichiarò essere la Madonna, mentre manifestava l’intenzione di voler strappare la corona del Rosario che Attilia teneva tra le mani; smise solo quando l’esorcista gli ordinò di non romperla.
“Qual è il moderno vitello d’oro?” continuò l’esorcista.
Il diavolo non rispose. L’esorcista quindi invitò Arturo ad aspergere il viso di Attilia con l’acqua di Lourdes.
“E’ la televisione? Dove tu predichi attraverso alcuni tuoi profeti? Rispondi in nome di Gesù, nostro Dio e Signore!”
“Sìì” ammise il demonio.
“Perché le famiglie si dividono?”
“Tu lo sai!” replicò il demonio.
“Sì, ma voglio che tu lo dica agli altri!”
“Perché si guarda troppa televisione al posto di pregare”.
“E’ importante la preghiera comunitaria? Rispondi in nome di Dio!”
“Molto”.
“E quella familiare?!”
“Molto!” rispose il diavolo, annuendo con decisione.
“Parla delle manipolazioni genetiche” gli intimò l’esorcista.
“Non si devono fare!” disse il diavolo.
“Perché sono contrarie al piano creativo di Dio?” domandò l’esorcista.
“Sììì”.
“E le fecondazioni artificiali?!” continuò l’esorcista.
“Anche quelle non si devono fare”. Poi il diavolo imprecò contro i partecipanti del gruppo esorcistico apostrofandoli “Maledetti!”
“Qual è l’azione più importante per compiere le opere di Dio? Rispondi in nome di Gesù!”
“La fede!” rispose il pirata.
“Ma la Scrittura parla anche delle opere?” ribatté l’esorcista.
“Tutte e due” disse il diavolo.
Il demonio aggiunse anche, incalzato dall’esorcista, che nel momento del Giudizio aveva udito la voce di Dio che gli aveva mostrato tutti peccati compiuti in vita dei quali non aveva chiesto perdono e poi la voce gli aveva ordinato, come insegnato da Gesù nel Vangelo (Mt. 25,41), d’andare all’inferno.
“Che cosa vuole dire la Madonna, per tuo tramite, all’umanità? Rispondi in nome di Maria Santissima!”
“Bisogna pregare di più!”.
“Dove?” chiese l’esorcista.
“Nelle case!”
Dopo circa un’ora e mezza di preghiere, l’anima dannata denotava grande stanchezza. Allora l’esorcista, dopo aver ricevuto conferma che i due spiriti immondi rimasti se ne sarebbero andati a Pasqua se Attilia avesse continuato a pregare il rosario, concluse l’esorcismo.
La ragazza non ricordava nulla di quanto aveva detto e manifestava l’ignoranza biblica tipica di molti cristiani.
Durante la notte l’esorcista venne svegliato da strani passi e rumori accompagnati dal soffio aggressivo di un animale. L’esorcista si mise a pregare il Rosario che portava al dito ed i rumori cessarono immediatamente.
≈ ≈ ≈
Per ottenere la liberazione
dalle fatture ricevute, bisogna avere:
una grande devozione alla Madonna,
recitare ogni giorno il Santo Rosario completo (4 Corone),
fare conoscere Gesù e la Madonna,
crescere nella Fede e fare la meditazione ogni giorno,
andare a Messa,
confessarsi spesso,
fare del bene spiritualmente e materialmente,
evitare i peccati e le occasioni di peccato.

Preghiere di liberazione e di guarigione 0

Preghiere di liberazione e di guarigione

Written by gesuemaria on 24 Giugno 2009. Pubblicato in ESORCISTI ESORCISMI

SPIRITO DEL SIGNORE

Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, santissima Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso, scendete su di me. Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami. Caccia via da me tutte le forze del male, annientale, distruggile, perchè io possa stare bene e operare il bene. Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio; l’infestazione diabolica, la possessione diabolica, l’ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, morale, spirituale, diabolica. Brucia tutti questi mali nell’inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun’altra creatura al mondo. Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo salvatore, per intercessione della Vergine immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell’inferno eterno, incatenati da S. Michele arcangelo, da S. Gabriele. da S. Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine santissima immacolata.

PREGHIERA PER LA GUARIGIONE FISICA
Signore Gesù, ti adoro e ti ringrazio per la fede che mi hai dato nel battesimo. Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, tu sei il Messia Salvatore. In questo momento voglio dirti come Pietro: “Non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati”. Ti accetto, Signore Gesù, nel mio cuore e nella mia vita: voglio che tu ne sia l’assoluto Signore. Perdona i miei peccati, come hai perdonato i peccati del paralitico del Vangelo. Purificami con il tuo sangue divino, lo metto ai tuoi piedi la mia sofferenza e la mia malattia. Guariscimi, Signore, per il potere delle tue piaghe gloriose, per la tua croce, per il tuo preziosissimo sangue. Tu sei il buon Pastore e io sono una delle pecore del tuo ovile: abbi compassione di me. Tu sei il Gesù che ha detto: “Chiedete e vi sarà dato”. Signore, il popolo della Galilea veniva a deporre i propri malati ai tuoi piedi e tu li guarivi. Tu sei sempre lo stesso, tu hai sempre la stessa potenza. lo credo che tu puoi guarirmi perché hai la medesima compassione che avevi per i malati che incontravi, perché tu sei la risurrezione e la vita. Grazie, Gesù, per quanto farai: io accetto il tuo piano d’amore per me. Credo che mi manifesterai la tua gloria. Prima ancora di conoscere come interverrai, ti ringrazio e ti lodo. Amen.

PREGHIERE PER LA GUARIGIONE INTERIORE
Signore Gesù, tu sei venuto a guarire i cuori feriti e tribolati: ti prego di guarire i traumi che provocano turbamenti nel mio cuore. Ti prego, in particolar modo, di guarire quelli che sono causa di peccato. Ti chiedo di entrare nella mia vita, di guarirmi dai traumi psichici che mi hanno colpito in tenera età e da quelle ferite che me li hanno provocati lungo tutta la vita. Signore Gesù, tu conosci i miei problemi, li pongo tutti nel tuo cuore di buon Pastore. Ti prego, in virtù di quella grande piaga aperta nel tuo cuore, di guarire le piccole ferite che sono nel mio. Guarisci le ferite dei miei ricordi, affinché nulla di quanto mi è accaduto mi faccia rimanere nel dolore, nell’angustia, nella preoccupazione. Guarisci, Signore, tutte quelle ferite che, nella mia vita, sono state causa di radici di peccato. lo voglio perdonare tutte le persone che mi hanno offeso; guarda a quelle ferite interiori che mi rendono incapace di perdonare. Tu sei venuto a guarire i cuori afflitti, guarisci il mio cuore. Guarisci, Signore, quelle mie intime ferite che sono causa di malattie fisiche. lo ti offro il mio cuore: accettalo, Signore, purificalo e dammi i sentimenti del tuo cuore divino. Aiutami ad essere umile e mite. Concedimi, Signore, la guarigione dal dolore che mi opprime per la morte delle persone care. Fa che possa riacquistare pace e gioia per la certezza che tu sei la risurrezione e la vita. Fammi testimone autentico della tua risurrezione, della tua vittoria sul peccato e sulla morte, della tua presenza di vivente in mezzo a noi. Amen.

PREGHIERA DI LIBERAZIONE
O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre, noi ti preghiamo per l’intercessione e con l’aiuto degli arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele, perché i nostri fratelli e sorelle siano liberati dal maligno. Dall’angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dall’odio, dalla fornicazione, dalla invidia. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni pensiero di suicidio e aborto. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni forma di sessualità cattiva. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Dalla divisione di famiglia, da ogni amicizia cattiva. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore. Da ogni forma di maleficio, di fattura, di stregoneria e da qualsiasi male occulto. Noi ti preghiamo, liberaci, o Signore.
Preghiamo: O Signore che hai detto: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace”, per l’intercessione della Vergine Maria, concedici di essere liberati da ogni maledizione e di godere sempre della tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERA CONTRO IL MALEFICIO
Kíríe eleison. Signore Dio nostro, o sovrano dei secoli, onnipotente e onnipossente, tu che hai fatto tutto e che tutto trasformi con la tua sola volontà; tu che a Babilonia hai trasformato in rugiada la fiamma della fornace sette volte più ardente e che hai protetto e salvato i tuoi santi tre fanciulli. Tu che sei dottore e medico delle nostre anime: tu che sei la salvezza di coloro che a te si rivolgono, ti chiediamo e ti invochiamo, vanifica, scaccia e metti in fuga ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica, e ogni influenza maligna, ogni maleficio o malocchio di persone malefiche e malvagie operati sul tuo servo (nome).Fa che in cambio dell’invidia e del maleficio ne consegua abbondanza di beni, forza, successo e carità; tu, Signore che ami gli uomini, stendi le tue mani possenti e le tue braccia altissime e potenti e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua, mandando su di essa l’angelo della pace, forte e protettore dell’anima e del corpo, che terrà lontano e scaccerà qualunque forza malvagia, ogni veneficio e malia di persone corruttrici e invidiose; così che sotto di te il tuo supplice protetto con gratitudine ti canti: “Il Signore è il mio soccorritore e non avrò timore di ciò che potrà farmi l’uomo”. E ancora: “Non avrò timore del male perché tu sei con me, tu sei il mio Dio, la mia forza, il mio Signore potente, Signore della pace, padre dei secoli futuri”. Sì, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua immagine e salva il tuo servo (nome) da ogni danno o minaccia proveniente da maleficio, e proteggilo ponendolo al di sopra di ogni male; per l’intercessione della più che benedetta, gloriosa Signora la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, dei risplendenti arcangeli e di tutti i tuoi santi.
Amen. (Dal: Rituale greco)

PER UN AMMALATO
Signore Gesù, durante la tua vita sulla nostra terra hai dimostrato il tuo amore, ti sei commosso di fronte alle sofferenze e molte volte hai ridato la salute ai malati riportando nelle famiglie la gioia. Il nostro caro….. è (gravemente) ammalato, noi gli siamo vicini con tutto ciò che è umanamente possibile. Però ci sentiamo impotenti: veramente la vita non è nelle nostre mani.

RINGRAZIAMENTO DI UN AMMALATO.
O Signore, la malattia ha bussato alla porta della mia vita, mi ha sradicato dal mio lavoro e mi ha trapiantato in un “altro mondo”, il mondo dei malati. Un’esperienza dura, Signore, una realtà difficile da accettare. Eppure, Signore, ti ringrazio proprio per questa malattia: mi ha fatto toccare con mano la fragilità e la precarietà della vita, mi ha liberato da tante illusioni. Ora guardo tutto con occhi diversi: quello che ho e che sono non mi appartiene, è un tuo dono. Ho scoperto che cosa vuol dire “dipendere”, aver bisogno di tutto e di tutti, non poter far nulla da solo. Ho provato la solitudine, l’angoscia, la disperazione, ma anche l’affetto, l’amore, l’amicizia di tante persone. Signore, anche se mi è difficile, ti dico: “Sia fatta la tua volontà!”.Ti prego: benedici tutte le persone che mi assistono e soffrono con me. E, se vuoi, dona la guarigione a me e agli altri.

DONAMI LA SALUTE
Dio onnipotente, fonte della vita e rimedio di ogni male, donami la sicurezza della tua presenza perché possa avere confidenza solo in te. Per questo, avvolto dal tuo amore e dalla tua potenza, possa ricevere la guarigione e la salvezza, secondo la tua libera volontà. Tra i miei dolori tu solo sei la mia forza. Grazie, Signore, perché sei con me. Amen.

DONAMI LA PAZIENZA
O Signore, salvatore paziente, tu accettasti come volontà del Padre l’amaro calice della tua passione e della tua morte. Ascolta il mio lamento, e il tuo esempio mi aiuti a sopportare le mie sofferenze per partecipare, almeno in parte, alla tua passione. Fa che la pazienza con la quale sopporterò i miei dolori esprima la riconoscenza profonda del mio amore per te, tu che sei il Cristo crocifisso. Amen.

INNALZO A TE IL MIO CUORE
Ti benedico Signore, per tutti quelli che ora dormono un sonno tranquillo. Ti prego per quelli che non possono dormire, tormentati nell’anima e nel corpo. Innalzo il mio cuore a te che mi guardi nell’oscurità della notte; gioisco di questo tuo sguardo misericordioso, che mi avvolge teneramente e rasserena il turbinio della mia agitazione. 1 miei occhi sono rivolti a te, o Signore. Amen.

PER CHI SOFFRE.
Signore, ho l’anima piena di amarezza e rischio di essere sopraffatto dallo sconforto. Eppure, Tu avevi previsto questa mia sofferenza! Vado allora chiedendomi perché non sei ricorso alla Tua onnipotenza per evitarmela. Ma subito ripenso al fatto che, per salvare il mondo, Tu stesso hai scelto, fra mille formule a Tua disposizione, quella del dolore, e hai pagato di persona in misura incredibile. Se il dolore non avesse in sé un potere immenso di redenzione e di bene, Tu non l’avresti scelto per l’attuazione del Tuo piano di amore, e tanto meno lo avresti riservato ai Tuoi amici più cari. È indubbiamente una legge strana, quasi sconcertante. Ma Tu mi assicuri che è legge di vita e di salvezza. Dammi, allora, o Signore, la forza di accettarla, nella visione chiara di questa sua inestimabile prerogativa. Dammi la convinzione profonda che questa mia sofferenza si fonde con la Tua passione e con il Tuo dolore, e acquista così valore incalcolabile. Se in un istante di debolezza mi dovesse sfuggire un gesto di rivolta, protestando la mia innocenza, ricordami, o Signore, che Tu stesso, pur essendo infinitamente buono, sei stato crocifisso! E rinnova in me il coraggio di accettare quanto mi riserva questa legge misteriosa del dolore, che giorno per giorno va restaurando nel mondo il diritto a sperare. Così sia.

PREGHIERA PER IL BUON UMORE
Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire. Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla. Donami, Signore, un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e non si spaventi alla vista del male ma piuttosto trovi sempre il modo di rimettere le cose a posto. Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama «io». Dammi, Signore,il senso del buon umore. Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne parte anche agli altri. Amen.

PREGHIERA DI LIBERAZIONE 0

PREGHIERA DI LIBERAZIONE

Scritto il 24 Giugno 2009.

di Tarcisio Mezzetti

Parliamo della preghiera di liberazione in due tempi. Nel primo tempo parleremo della preghiera di liberazione come conoscenza sia biblica che pratica, e dove e come bisogna farla. Nel secondo tempo proveremo alcune indicazioni su come esercitare un ministero di questo genere e come fare delle preghiere di liberazione che non sono per niente esorcistiche.
Padre Matt Linn racconta: quando frequentavamo la scuola elementare, durante la Quaresima avremmo dovuto evitare di mangiare i dolci per fare un fioretto. Una suora ci insegnava che se il diavolo ci avesse tentato a mangiare dolci, tutto quello che dovevamo fare era di scrollarcelo da sopra le spalle dicendo: vattene via da me Satana, non ti voglio.
Ricordo ancora di camminare lungo le vetrine dei negozi e di guardare i dolciumi che vi erano esposti e naturalmente scacciavo Satana dalle mie spalle dicendo: via di qui Satana!
La cosa più sorprendente era che quest’ordine funzionava, malgrado il mio fortissimo desiderio di mangiare dolci.
L’approccio di quella suora era però un po’ semplicistico perché la tentazione non viene soltanto dal diavolo ma viene anche dal mondo e dalla carne.
Vi era tuttavia qualcosa di molto vero in quello che la suora ci diceva: noi abbiamo davvero il potere contro Satana, il potere di comandare nel nome di Gesù al maligno di lasciarci liberi e quello che viene chiamato e che noi chiameremo “Preghiera di Liberazione”.
La chiamiamo così perché con essa noi chiediamo a Dio di essere liberati dal potere del maligno.
La preghiera di Liberazione differisce dalla preghiera di Esorcismo, che viene usata dalla Chiesa e che si usa quando tutta la persona è interamente sotto il dominio di Satana, come il caso dell’indemoniato di Gerasa che gridava e si percuoteva con pietre e che nessuno riusciva a domare dice Marco 5, 1-9.
Nella preghiera di Esorcismo, con il potere dato da Gesù stesso e dalla Chiesa e che la Chiesa gestisce nei modi richiesti, la Chiesa ordina al maligno di lasciare la persona. D’altra parte la preghiera di liberazione viene usata soltanto quando una parte della nostra personalità si trova sotto l’influsso di qualche spirito maligno: per esempio in qualche caso di ira incontrollata, di deviazioni sessuali e perfino di malattie fisiche.
Io ho una bella testimonianza di una ragazza che aveva avuto due relazioni omosessuali di cui una in corso e che invitata a scrivere su un foglio di carta, mentre noi pregavamo dentro di noi e quindi nessuno sapeva niente, “Gesù liberami”, si accorse che non poteva scriverlo.
Invitata a scriverlo davanti a Gesù mentre noi preghiamo sempre in silenzio e le facevamo coraggio ad andare avanti, provò otto volte a scriverlo non riuscendo mai. Finalmente la nona volta riuscì a scriverlo piangendo e con un grido quasi di invocazione estrema a Gesù: “Gesù aiutami”. Subito dopo non solo fu liberata, ma non ebbe più nessuna tendenza omosessuale. Sono passati diversi anni, si è sposata e non ha avuto più nemmeno una tentazione nel campo della deviazione sessuale.
Mi sembra molto evidente che ci sono situazioni dove una parte della persona non era capace di liberarsi da questa schiavitù.
In qualche caso la preghiera di liberazione serve perfino ad allontanare alcune malattie fisiche.
Conosco il caso di una donna che faceva la maga, si è convertita, è entrata a far parte di una comunità dopo un lungo periodo di preghiere; aveva sette ulcere allo stomaco da dieci anni. Appena lei è stata liberata, le ulcere se ne sono andate.
D’altra parte tale è il caso della donna nel vangelo di Luca che aveva uno spirito che da 18 anni la teneva inferma, tanto da impedirle di tenersi eretta (Lc 13, 10-13).
Mentre un esorcismo ufficiale deve essere operato da qualcuno che ne sia stato incaricato dal Vescovo, qualsiasi cristiano maturo può effettuare la preghiera di liberazione, se la fa nei termini dovuti. La preghiera di liberazione infatti è quel tipo di preghiera che noi facciamo ogni volta che terminiamo il Padre Nostro dicendo “liberaci dal male”.
Gesù e la gente del suo tempo pregavano per la liberazione e si aspettavano che la preghiera avesse effetto. Quando i farisei attaccavano Gesù perché effettuava esorcismi non obbiettavano che Egli stesse veramente scacciando i demoni, ma accusavano semplicemente Gesù di farlo mediante il potere sbagliato, cioè secondo il potere di Belzebù (Mc 3,22-27).
La sconfitta di Satana attraverso la preghiera di liberazione era così evidente che Gesù la usò come prova dell’avvento del Regno di Dio (Lc 11,20): “se Io caccio i demoni con il dito di Dio, allora il Regno dei Cieli è giunto a voi”. Esegetici dicono oggi che i riferimenti scritturali del potere di Gesù su Satana sono i passi più facilmente autenticati come eventi storici effettivi.
Gesù dette ai suoi Discepoli ed a noi lo stesso potere su Satana. Nella storia del ragazzo epilettico (Mc 9, 14-29) Gesù incoraggia i suoi Discepoli a digiunare e pregare per acquistare il dominio sugli spiriti maligni. In un’altra occasione i Discepoli tornarono e raccontarono come avessero avuto successo con le loro liberazioni: “i 72 tornarono pieni di gioia dicendo: Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome” ed Egli disse: “Io vedevo Satana cadere dal Cielo come una folgore, ecco Io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico, nulla vi potrà danneggiare; non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi, rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei Cieli”.
Infine, al termine del Vangelo di Marco, Gesù incarica tutti i suoi di prendere autorità sopra gli spiriti maligni, e questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: “nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno non recherà loro danno, imporranno le mani sui malati e questi guariranno”(Mc 16, 17-18)
La preghiera recitata dai seguaci di Gesù nella Chiesa primitiva, il Padre nostro, in origine terminava con la frase “liberaci dal maligno”. Nell’era agostiniana prevalse l’uso comune di “ma liberaci dal male”. Infatti se voi avete studiato il greco, vi potete divertire a vedere come in Giovanni (17,14) dice “Padre Io ho dato loro la tua parola, per questo essi non appartengono più al mondo come Io non appartengo al mondo e il mondo li odia”, il versetto successivo dice: “Padre, Io non ti prego di toglierli dal mondo ma di proteggerli dal maligno”. Se prendete la parola greca e andate a vedere quella del Padre Nostro del vangelo di Matteo, vi accorgete che la parola greca è la stessa. In Giovanni 17-15 è tradotta “maligno”, in Matteo (6,13) è tradotta “male” che in italiano è molto più debole.
I primi cristiano si aspettavano che quando pregavano il Padre Nostro, il padre li avrebbe liberati dal potere del maligno. Purtroppo per noi è diventato come una poesia a memoria. Le tradizioni dei Padri del Deserto e dei Santi quali il Curato d’Ars e San Francesco di Assisi, danno testimonianza di incontri reali con Satana e di una consapevolezza ancora più vivida di possedere l’autorità di Gesù per resistere al male.
Il Sacramento del Battesimo è un esempio di come Gesù affidi il suo poter a noi, infatti include la preghiere di rinuncia o di esorcismo e il nuovo rito per adulti contiene una preghiera speciale di esorcismo. Questa preghiera aggiuntiva è per adulti che precedentemente sono stati coinvolti in una religione non cristiana, dove potrebbero aver incontrato non solo il Dio di amore che molte religioni cercano, ma anche le forze del male che solo Gesù può sconfiggere pienamente.
Nel 1972 Papa Paolo VI affermò che la maggiore necessità della Chiesa odierna è che noi riconosciamo e superiamo la realtà del demonio che non è soltanto un’idea o una costruzione sociale, come molti invece vogliono farci credere, ma un agente effettivo, nelle parole del Papa, un essere vivo spirituale, pervertito e pervertitore.
Durante le diverse ere, la Chiesa ha combattuto contro il maligno per mezzo di tutto ciò che può portare la vita di Gesù dentro la persona, e cioè: i Sacramenti, e anche per mezzo delle preghiere di liberazione o esorcismi fatti direttamente al maligno, oppure le preghiere di liberazione che invece erano dirette al Padre. Tutte queste ordinavano al maligno di lasciare la persona che aveva infastidito.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di esercitare saggiamente questo potere di liberazione, anche perché così tante persone sono rimaste coinvolte nell’occulto e nella droga, affievolendo in tal modo la resistenza della volontà e aprendosi all’influenza del maligno.
Per descrivere la realtà vera del popolo dei battezzati in Italia basta dire che da una nostra indagine pre-effusioni nella mia regione, ci risulta che tra il 92 e il 95% di coloro che si avvicinano al Rinnovamento per avere l’effusione dello Spirito Santo, hanno frequentato maghi, fattucchieri, cartomanti e così via, più o meno regolarmente nella loro vita.
La preghiera di liberazione richiede però una certa prudenza, come ci ha fatto notare recentemente il Cardinale Suenens. Nel momento in cui prendiamo coscienza di questo tipo di preghiera, potremmo farne un uso eccessivo, e di conseguenza potremmo cominciare a concentrare la nostra attenzione su Satana anziché su Gesù. Questo è un problema del Rinnovamento. Un’enfasi esagerata nel tentativo di risolvere tutto mediante la preghiera di liberazione, potrebbe anche impedirci di fare uso della Medicina, della Psichiatria eccetera, o di prendere posizione su argomenti di giustizia sociale.
Potremmo anche abdicare alla responsabilità personale, per le nostre azioni, dicendo: “Satana me lo ha fatto fare”, anziché attingere al potere che abbiamo di scegliere ciò che è giusto o meno, in ogni determinata situazione.
E’ altrettanto pericoloso trovare Satana dappertutto, quanto ignorarlo completamente; e questi sono i due estremi entro cui si muove tutta l’intera struttura dei battezzati in Italia: ci sono quelli che dicono che non esiste affatto e quelli che inciampano per terra e dicono che il demonio gli ha fatto crescere il sasso davanti ai piedi.
Considerate quindi queste forme di prudenza, la realtà della preghiera di liberazione è stata riconosciuta non solo da molti esegeti della Scrittura e da molti teologi, ma anche da membri laici delle professioni psichiatriche. Nel 1974 una rivista medica inglese ha discusso la preghiera di liberazione come un possibile aiuto nel trattamento della schizofrenia.
In Inghilterra, negli ospedali, gli esorcisti anglicani e cattolici possono entrare liberamente a fare esorcismi sui malati di mente e molti vengono guariti. In Italia non si potrebbe dire, perché si parla dell’oscurantismo della Chiesa medioevale, ma dell’oscurantismo delle mode di oggi non se ne parla mai. Ci sono degli oscurantismi cosiddetti “scientifici”, che fanno paura!
Padre Matt Linn dice: recentemente siamo venuti a conoscenza di un esempio drammatico di preghiera di liberazione per aiutare coloro che hanno problemi psicologici. Eravamo in visita ad un terapista del Rinnovamento, nel Connecticut, che aveva curato 32 suoi pazienti per non meno di 2 anni di cura. Egli invitò una donna del Rinnovamento, nota per il suo dono di discernimento degli spiriti, per valutare ognuno di questi pazienti. Senza che le fosse stato detto nulla riguardo la loro storia di pazienti, questa signora seppe diagnosticare correttamente il problema di ciascuno e le sue radici; e indicare se qualche spirito maligno fosse connesso al proprio problema psichico. Il terapista fu stupito dalla diagnosi esatta di tutte queste cose; era un dono che si chiama “di conoscenza”. Dopo questo fu fatta la preghiera di liberazione su tutti questi 32 pazienti e in 28 di questi, casi la donna riconobbe la presenza di uno spirito maligno; dopodiché fu fatta una preghiera di liberazione e 27 su 28 pazienti furono liberati dalla malattia nel giro di due mesi.
Posso dire di una signora sulla quale avevano lavorato senza successo per tre anni gli psichiatri, per fermare una depressione parossistica. Fu fatta una drammatica preghiera di liberazione e questa donna fu liberata.
Qual è il legame tra la malattia emotiva e gli spiriti maligni?
La depressione è una malattia comune che è molto diffusa ed ha molte cause possibili.
Per esempio una depressione potrebbe avere una causa fisica primaria come ad esempio l’iperglicemia.
Naturalmente la depressione può essere causata da fattori emotivi o da traumi infantili e cose del genere, e qualche depressione può essere causata da fattori spirituali. In qualche caso ci potrebbe essere una depressione di origine traumatica su cui si è innestata anche qualche influenza maligna.
Ogni caso di depressione potrebbe essere causato da uno di questi fattori o da una loro combinazione; sarebbe quindi sbagliato avvicinare una persona depressa e dire: hai uno spirito di depressione. Non lo si può fare perché innanzi tutto questo potrebbe spaventare la persona e in secondo luogo non si può avere la certezza che la causa della depressione sia sempre uno spirito maligno, anche se c’è una profezia, perché, dice San Paolo: “imperfetta è la nostra profezia”.
Se si sospettasse la presenza di uno spirito maligno, ciò che bisognerebbe fare sarebbe di pregare in silenzio, chiedendo al Padre che liberi quella persona da ogni influenza, dicendo più o meno il “Padre nostro”.
Da un lato è importante non usare con eccesso la preghiera di liberazione per non spaventare qualcuno dicendogli che è posseduto da uno spirito maligno.
D’altro canto è importante però sapere che talvolta gli spiriti maligno sono coinvolti in casi di malattia emotiva, e può essere utile quindi chiedere al Padre, nel nome di Gesù, di essere liberati.
E’ più facile fare la preghiera di liberazione se sappiamo in che modo gli spiriti maligni sono entrati.
Le tre vie principali per cui entrano sono:
Ferite emotive
Peccato
Attività occulte
1 – La maggior parte degli spiriti maligno si aggancia ad una persona attraverso ferite emozionali purulente quali quelle della paura, dell’ira, della colpa, del risentimento, che vengono lasciate dietro da profondi traumi emotivi.
Per esempio, una persona che sia stata ferita emotivamente da un padre alcolizzato, potrebbe essere aperta ad uno spirito d’ira, e poi sperimentare il persistere di quest’ira, non solo contro suo padre, ma anche contro tutte le persone in autorità e contro altri alcolisti.
Queste ferite emotive possono essere come porte aperte per l’attività degli spiriti maligni, a meno che non intervenga una guarigione interiore.
Occorrerebbe fare un seminario solo sulla guarigione interiore, che non tratteremo quindi qui approfonditamente perché è un problema molto complesso ed è una preghiera che richiede un ministero, non come la preghiera di guarigione.
La guarigione interiore, per mezzo dell’esperienza di Gesù che ci ama e ci aiuta a perdonare coloro che ci hanno ferito, fa sì che le ferite guarite impediscano al maligno di tormentarci nuovamente in quelle aree.
Quando si tratta ad esempio di uno spirito d’ira, bisognerebbe trovare quale trauma emotivo profondo abbia causato questa reazione di ira e come Gesù voglia entrare nella scena di quella ferita, per aiutarci ad amare e a perdonare.
Ho accennato ad uno dei metodi di fare la preghiera di guarigione interiore, che è quello di ricordare il trauma e far entrare, con l’immaginazione, Gesù in quella scena, ripetendola in varie situazioni, fino quando Gesù ci parla attraverso i gesti che compie, le cose che dice e così via e ci guarisce da questo ricordo estremamente doloroso.
Naturalmente la strada della guarigione passa sempre attraverso il perdono. Inoltre dobbiamo scoprire se vi sono altre ferite che alimentano questa ferita; ecco perché diventa un problema molto complesso.
Ma mentre Gesù guarisce queste sensazioni dolorose, la ferita viene guarita, e lo spirito che sfruttava questa ferita, è costretto ad andarsene. La guarigione della ferita chiude così la porta ed impedisce il ritorno dello spirito immondo.
2 – La seconda porta che invita gli spiriti maligni ad entrare si chiama “peccato”.
Ad esempio, se noi mentiamo in continuazione, perdiamo la forza di volontà di dire la verità, e questo permette un successivo attacco da parte di uno spirito di menzogna. Se viviamo in condizioni di fornicazione continuata, siamo esposti all’attacco di spiriti di impurità; se commettiamo adulterio, siamo esposti all’attacco di spiriti di adulterio, ancora peggio!
Sono situazioni di peccato continuate, che sono diverse dal peccato in cui uno inciampa una volta, e poi è così pentito che si guarda dal rifarlo.
Il modo più potente per chiudere la porta del peccato è senza dubbio quello che si realizza per mezzo del Sacramento della Riconciliazione, in cui chiediamo perdono per il nostro peccato e anche per esserci attaccati alle nostre ferite emotive, anziché aver perdonato coloro che ci hanno ferito.
3 – Accanto alle ferite emotive e al peccato c’è un’altra porta che invita gli spiriti impuri ad entrare, e questa porta è l’attività occulta.
Il questore della mia città mi disse nel 1979 che vi erano almeno mille studenti medi che esercitavano spiritismo in modo continuato; e all’università statale, nella casa dello studente, vi erano le chitarre che, volando per aria, suonavano da sole le canzoni!
C’era un giornale molto noto in Italia, che distribuiva, per la stagione del mare, il quadratino con le lettere per fare il “piattino” al mare, e tutti facevano spiritismo sulla spiaggia!
Per attività occulta si intende la ricerca di potere o di guida, da fonti che si oppongono a Gesù Cristo, come le sedute spiritiche, il piattino, la meditazione trascendentale e le religioni non cristiane. Se voi provate a far dire a una persona che ha fatto meditazione trascendentale: “nel nome di Gesù Cristo io rinuncio a” e qui gli fate dire il nome del “mantra” che lei ha nella mente, che dovrebbe ripetere per entrare in contatto con Dio (dicono loro), questa persona non riuscirà a dire e a fare la rinuncia. Questo perché si tratta di forme spiritiche in cui le presenze sono tutt’altro che sante.
Per quanto riguarda lo spiritismo, molti si trastullano con l’idea che lo spiritismo sia stato inventato nel secolo scorso; ciò non è vero perché la Bibbia al capitolo 18 del Deuteronomio dice:
9Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. 10Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia; 11nè chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, 12perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. 13Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, 14perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio.
Purtroppo l’occulto domina l’Italia; perfino in qualche convento si fanno non solo le sedute spiritiche ma si ascoltano i nastri.
Allora tutto quello che non è cristiano deve essere condannato come occultismo?
No! Il Concilio Vaticano II incoraggia i cattolici a cercare e trovare ciò che vi è di buono nelle religioni non cristiane, senza mettersi nella posizione di voler condannare ogni aspetto dei loro insegnamenti. E’ ovvio d’altra parte che molti non cristiani sono cresciuti spiritualmente con la capacità di amare, come il Mahatma Gandhi per esempio. Quanto più una religione non cristiana riconosce un Dio di Amore, tantopiù Dio che è Amore, può servirsene. Se una religione invita i suoi seguaci ad amarsi a vicenda e riconosce un Dio che ama, questo può essere un passo verso il vero Dio e alla fine può condurre ad abbracciare la Rivelazione piena che è propria del Cristianesimo.
Le Religioni possono avere la stessa funzione della pratica naturale del corteggiamento: forniscono occasioni per apprendere il processo dell’amore ed infine per arrivare al matrimonio. Ma una volta che avrai capito che l’unico Dio ha scelto te fino dall’eternità e tu hai preso un impegno totale di matrimonio con Lui, non puoi più farti corteggiare, né puoi corteggiare romanticamente qualcun altro, perché altrimenti sei un adultero.
Così anche un cristiano impegnato, spesso viene a scoprire che le vecchie pratiche non cristiane come lo spiritismo e l’occulto in genere, non si possono più fare.
Bisogna quindi capire che le vecchie pratiche non cristiane compromettono gravemente l’impegno totale verso Gesù Cristo e ci allontanano da Lui.
Le religioni non cristiane possono avere degli elementi che possono ferire, come ad esempio le maledizioni, le sedute spiritiche o divinità malvagie che devono essere scongiurate ed allontanate con sacrifici, eccetera.
Bisogna però fare attenzione che, sia la totale condanna delle religioni non cristiane come forma di occultismo, sia l’approvazione integrale di queste religioni, sono una strategia del maligno.
La schiavitù e l’occultismo può però perfino verificarsi quando non si sia partecipato attivamente ad una attività occulta. Questa è la parte che lascia più perplesse le persone.
Ad esempio possiamo avere ereditato tale schiavitù da una generazione precedente, come asserisce la Scrittura: “Io sono il Signore Dio tuo che ti ha fatto uscire del paese di Egitto, dalla condizione di schiavitù. Non avrai altri dei di fronte a Me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra, non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai, perché Io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso che punisce la colpa dei padri, nei figli, fino alla terza e alla quarta generazione, per quelli che mi odiano; ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni per quelli che Mi amano e osservano i miei comandamenti “.
Noi abbiamo avuto parecchi casi di persone le cui madri frequentavano i maghi e che stavano male. Si sono liberati quando si sono messi davanti a Gesù Eucarestia a fare la rinuncia in questi termini: “Nel nome di Gesù Cristo io rinuncio ad ogni legame occulto con mia madre”. Dopo aver fatto questa rinuncia per varie volte, sono riuscite ad eliminare il legame che veniva dalla generazione precedente.
Può anche succedere di rimanere vittima di una maledizione, di una fattura o di un legame occulto, invocato su di noi dalla strega o dallo stregone, per tre volte, in scherno alla Santissima Trinità.
Noi possiamo spezzare la schiavitù che ci lega all’occultismo, in tre fasi successive.
1 – Nella prima bisogna guarire ogni ferita che può averci spinto a cercare il potere occulto, e in preghiera rievocare il momento in cui si è fatta la scelta dell’occultismo, e adesso invece scegliere Gesù. Questo facevano, con un gesto, i primi cristiani durante la liturgia battesimale in cui si voltavano prima ad occidente, rappresentante il regno di Satana, della morte e del peccato, poi voltando le spalle all’occidente, al peccato e al demonio, si voltavano ad oriente, a Gesù Cristo, alla Luce e alla Vita nuova. Questo movimento del corpo aveva lo scopo di dire: Rinuncio a questa parte e scelgo invece quest’altra.
2 – Nella seconda fase bisogna confessarsi e ricevere il perdono per ogni forma di coinvolgimento in pratiche occulte. Si capisce dal Deuteronomio che anche andare da una cartomante è peccato, tanto è vero che il manuale che usa la cartomante non si chiama “Manuale del cartomante” ma si chiama “Bibbia del diavolo”. Lì dentro c’è tutta la cerimonia di consacrazione delle carte a Satana, che dura quindici giorni, prima di potere essere usate. Questo rituale è stato composto da un Prete spretato del 17° secolo.
Abbiamo ora in mano abbastanza elementi per capire che l’innocente cartomante del piano di sopra, non è poi così innocente!
3 – Nella terza fase bisogna rinunciare a questo coinvolgimento, e costruire nuovi legami con Gesù Cristo; per esempio : ” Nel nome di Gesù Cristo io rinuncio ad ogni legame occulto con il tale mago o cartomante che ho visitato”, scegliendo e riscegliendo il vostro Battesimo, quello che vi ha dato la vita.
Questa preghiera di liberazione accresce la sua forza se viene recitata durante l’Eucarestia, dove il Sangue di Gesù può spezzare i legami più potenti prodotti dall’occulto, e stabilirà legami potenti con lo stesso Gesù.
Mentre la preghiera di rinuncia alla partecipazione all’occultismo, non è sempre necessaria, la preghiera di liberazione è invece spesso necessaria.
Una preghiera semplice che stava sull’altare prima del Concilio Vaticano II dice: “San Michele Arcangelo difendici nella nostra lotta e vieni in nostro soccorso contro la malizia e le insidie del demonio: Dio trionfi su lui, supplichevoli te ne preghiamo, e Tu Principe della celeste milizia, forte della divina virtù, Tu incatena all’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. Amen”. Spiace che questa semplice preghiera non sia più alla fine di ogni S.Messa come era una volta.
Queste semplici preghiere di liberazione le possiamo recitare da soli o con degli amici; anche la circolare del Cardinale Ratzinger diceva: “Tuttavia i cristiani possono pregare per la liberazione, anche in gruppo” Diceva di usare il Padre Nostro, i Sacramenti e le preghiere alla Madonna.
Potrebbe essere così semplice, ad esempio, radunare tutti i membri della famiglia o della comunità, al mattino, prima che ognuno vada al lavoro o a scuola, chiedendo al Padre che per il giorno che ci sta innanzi, ognuno sia protetto dagli spiriti maligni: “Padre proteggi la mia famiglia per tutta questa giornata, dall’influenza degli spiriti maligni”.
Occorre guarire ogni ferita che ci ha spinto a cercare il potere occulto, perché spesso la gente è andata a cercare il potere occulto in seguito a ferite subite; ad esempio: muore il marito e si va a cercare la voce del marito. Se c’è quell’ansia che è rimasta dentro, in qualche modo la tentazione di rientrare nell’occulto esiste.
Possiamo anche recitare la preghiera di liberazione per persone che non sono presenti perché diventa una intercessione, non è una cosa drammatica da temere o da esaltarsi come se si stesse facendo una grande liberazione. Deve essere come l’ha messa Gesù: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, non ci indurre nella tentazione ma liberaci dal maligno”
Un modo di fare questa preghiera di intercessione è quella di immaginare che la Luce di Gesù riempia quella persona, mentre noi Lo preghiamo di ordinare al maligno di andarsene e lasciare in pace quella persona. Noi diciamo a Gesù: “Tu ordina al maligno di allontanarsi da lui e Tu riempilo della tua Luce”.
Questa preghiera si può fare non solo per singoli individui ma per intere città; noi l’abbiamo provato e funziona.
Racconta Padre Dennis Linn: nel 1980 Houston (Texas) aveva uno dei più alti livelli di omicidi di tutti gli stati Uniti, di circa mille omicidi l’anno; la maggior parte avveniva il venerdì notte. Un nostro amico anglicano che lavorava in una Parrocchia di quella città, radunò un venerdì notte i membri della sua Parrocchia e li condusse in processione in tutto il quartiere. pregando per tutta la città. Lui li guidava in molte preghiere fra cui una di liberazione che diceva così: “Spirito di omicidio, nel nome di Gesù ti incateno e ti ordino di andartene”.
Per le successive 24 ore non ci fu alcun omicidio in tutta Houston; allora il nostro amico provò a ripetere la processione per una seconda volta. Altro venerdì notte, stesso risultato: nessun omicidio. Da allora, ogni venerdì notte, c’è la preghiera di liberazione della città di Houston.
Noi quindi abbiano la capacità di liberare noi stessi, gli altri e perfino intere città dal potere del maligno, pregando il Padre, nel nome di Gesù, di allontanare Satana dalla nostra vita “Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel Tuo Nome”.
Se qualcuno aveva paura, penso che adesso non ne dovrebbe avere più.

L’ESORCISMO DA GESÙ A PAPA WOJTYLA 0

L’ESORCISMO DA GESÙ A PAPA WOJTYLA

Written by gesuemaria on 24 Giugno 2009. Pubblicato in ESORCISTI ESORCISMI«Esorcismo» è una parola suggestiva, suscita paure e curiosità. Appare come una misteriosa realtà che evoca mondi occulti, scontri singolari con l’invisibile. Accende la fantasia, suscita perplessità.
In realtà che cosa è?
Una intimazione, cioè un preciso comando rivolto a satana da un sacerdote incaricato dalla Chiesa, in nome e per la potenza di Gesù Cristo, perché si allontani e smetta di nuocere alle persone redente dalla passione e morte di Gesù. Gli esorcismi, ha iniziato a praticarli Gesù stesso, poi sono proseguiti per sua disposizione nella Chiesa, dalla primitiva comunità dei credenti fino ad oggi.
Facciamo una rapidissima carrellata storica su questa realtà, suffragandola con qualcuna delle più accessibili documentazioni, tra le moltissime che se ne potrebbero addurre.
Gesù esorcizza
Il Vangelo che ne parla con più ampiezza è quello di Marco e da questo stralciamo alcune affermazioni:
«Gesù andò a Cafarnao ed entrò di sabato nella Sinagoga. Un uomo che era nella Sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo”. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui» (Mc 1,23-26).
«Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò moltidemoni» (Mc 1,32-34).
«Gesù andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni» (Mc 1,39).
Gli apostoli e i discepoli esorcizzano
II compito di allontanare gli spiriti del male Gesù lo conferìai dodici apostoli fin dal momento in cui li chiamò al suo seguito: «Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie» (Lc 9,1 ).
«Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano» (Mc 6,7-12).
Importante è quello che si legge nel capitolo 10 di Luca. Lapotestà di esorcizzare non è conferita solo ai dodici apostoli,ma viene estesa anche a semplici discepoli. Queste espressioni aprono il discorso che farò più avanti, sulla possibilità di ritornare oggi a conferire l’Esorcistato anche ai laici, come avveniva nei primi tempi della Chiesa.
«Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Gesù disse: “Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”» (Lc 10, 1.17.20).
L’esorcismo nella Chiesa primitiva
La storia della Chiesa che nasce dopo l’ascensione di Gesùrisorto e la discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, è narrata nel libro degli Atti degli apostoli, che nella Bibbia è collocato subito dopo i Vangeli. In questo libro si parlaparecchie volte della lotta degli apostoli contro le forze delmale e contro le varie forme di magia. Qualche citazione:
«Molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti» (At 5, 12.16).
«Filippo sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo. E le folle prestavano ascolto unanimi alla parola di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati» (At 8, 5-7)
«Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati i fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano» (At 19, 11 -12).
L’esorcismo nei primi secoli
Nei primi secoli del cristianesimo l’uso degli esorcismi fulargamente praticato. La liberazione dalle forze del male eracosì efficace per la diffusione del Vangelo che nel III secolo fuistituito l’ordine dell’Esorcistato. Qualche testimonianza in ordine di tempo:
– San Giustino, filosofo e apologeta, che subì il martirio a Roma nel 165, nel suo libro Apologia scriveva:
«Numerosi indemoniati in ogni parte del mondo e della vostra città, che non furono guariti da tutti gli altri esorcisti, incantatori e fattucchieri, li guarirono e anche ora li guariscono molti dei nostri cristiani, facendo scongiuri nel nome di Gesù Cristo» (Apologia, II, 6).
– Papa Cornelio, morto martire nel 253 durante la persecuzione di Decio, in una lettera scritta al vescovo Fabio di Antiochia nel 251, dopo dettagliate informazioni sul numero deipresbiteri, diaconi e accoliti della chiesa di Roma, parla anche degli esorcisti come di una «classe speciale».
– Tertulliano, scrittore ecclesiastico di Cartagine morto nel240, nel libro Apologia, al capitolo 13, attesta l’uso dell’esorcismo, così come il suo concittadino san Cipriano, vescovo diCartagine, martirizzato nel 258, nello scritto: «contro Demetrio» (XIV, 5).
* * *
Come si vede, la Chiesa dei primi secoli, che viveva nell’umiltà delle catacombe ed era molto vicina alla Croce diCristo per il sangue dei suoi martiri, non aveva il sacro pudoredi nascondere il fatto che satana colpiva i credenti in Cristo,come fa invece la Chiesa di oggi.
L’esorcismo nella Chiesa di oggi
DOMANDA
Quale è oggi la posizione della Chiesa nei confronti dell’esorcismo?
Sembra che non ci sia un orientamento preciso: molti, anche fra i teologi, non credono che satana esista, altri pur ammettendone l’esistenza, non credono che abbia il potere di disturbare gli uomini. Voi esorcisti siete un gruppo sparuto e insignificante. Sembra che coltivate un hobby personale, più che un ministero della Chiesa. Esiste una posizione ufficiale e sicura su questo argomento?
R. – La risposta la affido a quattro date importanti, che rientrano tutte entro l’ultimo decennio e documentano quindiprese di posizioni di sicura attualità.
Prima data: 25 gennaio 1983
Le leggi universali che regolano la vita della Chiesa cattolica diffusa in tutto il mondo sono contenute in un libro chiamato: Codice di diritto canonico.
Le grandi innovazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II,terminato nel 1965, ne hanno imposto la revisione. Perciò,dopo anni di approfondimento, il 25 gennaio 1983 è statopubblicato il nuovo Codice che sancisce le innovazioni deldopo Concilio.
Riguardo agli esorcismi, il canone 1172 dice: «Nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ne ha ottenuto dall’Ordinario del luogo peculiare ed espressa licenza».
Dunque gli esorcismi si fanno ancora, ma possono farli soltanto sacerdoti incaricati dal Vescovo, come del resto stabiliva il vecchio Codice.
Il governo della Chiesa viene assicurato dalla curia Vaticana che è formata da dicasteri che sono simili ai ministeri deigoverni civili.
In rapporto al Canone 1172 sopra citato, due tra i più importanti dicasteri hanno emanato decreti di conferma e precisazione.
Seconda data: 29 settembre 1985
II cardinale Joseph Ratzinger, prefetto del dicastero dellaSacra Congregazione per la Dottrina della fede, ha emesso undecreto indirizzato a tutti i vescovi della Chiesa con normeper il corretto uso di quanto dispone il nuovo Codice.
Terza data: 4 giugno 1990
Le formule con cui oggi si fanno gli esorcismi sono contenute nel Titolo XII del Rituale romano, pubblicato nel 1952.Essendo formule antiche anche nel linguaggio, si è perciò ravvisata la necessità di un aggiornamento.
Il 4 giugno 1990, il cardinale Eduardo Martinez, prefettodel dicastero della Sacra Congregazione del Culto e dei Sacramenti, ha sottoposto all’attenzione dei vescovi un nuovoformulario. Entro due anni i vescovi debbono inviare le loroosservazioni, dopo di che verrà redatta la nuova formula definitiva che dovranno usare tutti gli esorcisti.
Quarta data: 7 aprile 1990
La rivista L’Europeo pubblica un’importante notizia. È il noto esorcista romano don Gabriele Amorth a rivelare al settimanale che il Pontefice in Vaticano aveva fatto almeno duevolte gli esorcismi.
Riguardo a ciò la rivista da le seguenti precisazioni:
«Gli episodi sono noti ai membri della famiglia pontificia e ad alcuni esponenti della Segreteria di Stato. “Il fatto che il Papa abbia esorcizzato”, sostengono in Vaticano, “ non deve meravigliare perché egli ha compiuto un gesto che spetta a ogni vescovo cattolico. È notorio che Karol Wojtyla, già da arcivescovo e da cardinale, esorcizzava”» («L’Europeo», 7 aprile 1990, p. 39).
Dunque il Papa è un esperto esorcista e, se fra le tante umiliazioni che noi esorcisti dobbiamo accettare a causa di questoministero ci è consentito un momento di giustificato orgoglio,possiamo dire di avere un illustrissimo collega in Vaticano.
Da riservate indiscrezioni, sembra che il Papa, preoccupatoper gli atteggiamenti negativi, a lui noti, di molti vescovi italiani, abbia voluto questa rivelazione del suo operato come unmessaggio discreto e indiretto ai pastori della Chiesa italiana,perché abbiano maggiore comprensione verso le persone colpite dalle forze del male. Quello che non è dato sapere, è se ilPapa che viene da così lontano, conosca il proverbio italianoche dice: «Non c’è peggior sordo di chi non vuoi sentire».
Non è facile poter contare i numerosi insegnamenti, espressi con estrema chiarezza da questo Pontefice sull’esistenza el’opera di satana.
Scelgo fra tutti, quello pronunciato il 24 maggio 1987 nelfamoso santuario di S. Michele Arcangelo a Monte S. Angeloin Puglia, dove si recò in pellegrinaggio anche san Francesco:
«Questa lotta contro il Demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il Demonio è tuttora vivo ed operante nel mondo. Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima, non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura di Satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo, che san Paolo non esita a chiamare “il dio di questo mondo”, in quanto si manifesta come astuto incantatore, che sa insinuarsi nel gioco del nostro operare per introdurvi deviazioni tanto nocive, quanto all’apparenza conformi alle nostre istintive aspirazioni.
Per questo l’Apostolo delle Genti mette i cristiani in guardia dalle insidie del Demonio e dei suoi innumerevoli satelliti, quando esorta, gli abitanti di Efeso a rivestirsi “dell’armatura di Dio per poter affrontare le insidie del Diavolo, poiché la nostra lotta non è soltanto col sangue e con la carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i Dominatori delle tenebre, contro gli spiriti maligni dell’aria” (Ef 6, 11-12)».
Va ricordata a questo punto la singolare vicenda di Paolo VI.
Nella spensierata letizia del dopo Concilio, sembrò superato per sempre l’antico incubo di questi esseri perversi, emergenti dallo sconfinato braciere di fuoco, volgarmente denominato inferno. Euforica soddisfazione tra i teologi, sempre all’avanguardia in questa nobile battaglia: ormai è certo, il mitodell’esistenza di satana è finito.
Invece, sette anni dopo la fine del Concilio, esattamente ilmercoledì 15 novembre 1972, Paolo VI nel discorso in piazzaS. Pietro, dedicò tutta la sua allocuzione a una improvvisa einaspettata conferma dell’esistenza degli spiriti del male.
Di quel discorso riporto due brevi e significativi brani: «Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo il Demonio».
«Il male non è soltanto una deficienza, ma una efficienza, un essere vivo, spirituale pervertito e pervertitore. Terribile realtà: misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente».
Fu un fulmine a ciel sereno. Irritazione e derisione sui mezzi di comunicazione da parte dei bacchettoni del laicismo italiano. Sconcerto e perplessità nei credenti.
Nacque in quel giorno la Chiesa del «pudore» di cui hoparlato all’inizio. Se il Papa lo dice, sarà pure vero, ma adesso, dopo la benefica ventata del Concilio, possiamo tornarea essere considerati uomini del medioevo? E allora, anche se il diavolo c’è, evitiamo di parlarne, facciamo conto che nonci sia.
Chi scrive ha potuto fornire la data precisa della nascitadell’era del «pudore», ma non può prevedere quando finirà.
Ai posteri l’ardua sentenza!
* * *
Dunque, «medioevo» o «non medioevo», per chi vuol capire, la Chiesa ai nostri giorni ha una posizione chiara e ufficiale su questo problema.

LA MESSA DI GUARIGIONE 0

LA MESSA DI GUARIGIONE

Written by gesuemaria on 24 Giugno 2009. Pubblicato in ESORCISTI ESORCISMI

Arrigo Muscio

La pubblicazione dell’Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione a cura della Congregazione per la dottrina della fede, parzialmente riportata ed interpretata da numerosi mass media, ha provocato una notevole confusione tra quanti non l’hanno letta con attenzione.
Di conseguenza ritengo opportuno offrire qualche chiarimento al riguardo.
Molti ignorano, soprattutto in questo secolo intriso di aperta ribellione non solo ai comandamenti di Dio ma anche all’idea dell’esistenza del Creatore che, come insegna il sacerdote cattolico carismatico Padre Dario Betancourt”…Tutta la Messa e tutte le Messe sono, senza eccezione, di guarigione. Pertanto, non è esatto ridurre la guarigione ad alcune celebrazioni chiamate Messe di guarigione. Tutte le Eucaristie sono di guarigione…”.
“….Potremmo dire che durante tutta la Santa Messa si chiede a Dio la guarigione dell’anima e del corpo. Le cinque parti della celebrazione eucaristica sono:
Ø Rito d’ingresso (guarigione dal peccato e liberazione)
Ø Liturgia della Parola (guarigione dall’ignoranza, dalle tenebre e guarigione interiore)
Ø Liturgia Eucaristica (guarigione dalla vergogna di lodare e dall’egoismo)
Ø Rito della comunione (guarigione fisica)
Ø Rito di conclusione….”.
Ovviamente rimando quanti interessati alla lettura integrale della dissertazione citata per meglio comprendere l’importanza di tutte le Messe come messe di guarigione.
Non dobbiamo dimenticare che la Celebrazione Eucaristica contiene la preghiera del Sacerdote per conto di tutti i fedeli “La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per la tua misericordia sia rimedio e difesa dell’anima e del corpo” e il Padre Nostro (recitato da tutti i fedeli) che, insegnato direttamente da Gesù, è la preghiera di guarigione e di liberazione più efficace, al punto che lo stesso demonio l’ha confermato in un recente caso di esorcismo. È quindi importante che i fedeli invochino mentalmente il Signore, nel momento dell’elevazione dell’Eucarestia e del Calice durante la consacrazione, supplicandolo di guarirli nell’anima e nel corpo.
Il fatto quindi che siano state proibite le preghiere non liturgiche durante la Messa è un falso problema che non tocca minimamente quanti credono nel valore della Messa anche come preghiera di guarigione e di liberazione. È solo necessario che i fedeli vengano educati (a tal proposito i sacerdoti dovrebbero predicare meno sociologia e più teologia) a considerare tutte le celebrazioni Eucaristiche come fonti primarie di guarigione e di liberazione affinchè adottino, di conseguenza, l’atteggiamento di Fede: “Sia fatto secondo la vostra Fede…” (Mt. 9,29) indispensabile per ottenere le Grazie dal Signore; atteggiamento che invece utilizzano normalmente durante le “Messe di guarigione”.
Mons. Milingo (che è stato ingiustamente additato dai mass media come il principale destinatario del documento del Magistero) si è subito, diversamente da quanto fatto intendere da alcuni giornali, uniformato alla direttiva della Congregazione per la dottrina della fede e sabato 24 novembre 2000, durante la Messa celebrata in un paese vicino a Brescia, ha tralasciato le preghiere da lui utilizzate di solito in tale circostanza ed ha invitato i presenti a supplicare mentalmente il Signore, durante la Consacrazione, per ottenere le grazie desiderate. Durante tale rito si sono uditi i lamenti dei posseduti che hanno involontariamente testimoniato l’efficacia dell’invocazione!
Il documento del Magistero proibisce quindi solo la mescolanza tra le preghiere non liturgiche con quelle liturgiche, consentendo la recitazione delle prime in un contesto isolato dalle altre. Lo stesso documento incoraggia inoltre, diversamente da quanto qualcuno vuol far credere, le preghiere non liturgiche dirette anche da laici “… È lodevole la preghiera dei singoli fedeli che chiedono la guarigione propria o altrui…” (cap. 2).
“… di conseguenza, nelle riunioni di preghiera organizzate con lo scopo di impetrare delle guarigioni, sarebbe del tutto arbitrario attribuire un “carisma di guarigione” ad una categoria di partecipanti, per esempio ai dirigenti del gruppo; non resta che affidarsi alla liberissima volontà dello Spirito Santo, il quale dona ad alcuni un carisma speciale di guarigione per manifestare la forza della grazia del Risorto…” (cap. 5).
“Le preghiere di guarigione non liturgiche si realizzano con modalità distinte dalle celebrazioni liturgiche, come incontri di preghiera o lettura della Parola di Dio, fermo restando la vigilanza dell’Ordinario del luogo a norma del can. 839§2 (art. 5 Disp. Disciplinari).
“Ad ogni fedele è lecito elevare a Dio preghiere per ottenere la guarigione. Quando tuttavia queste si svolgono in Chiesa o in altro luogo sacro, è conveniente che esse siano guidate da un ministro ordinato” (art.1 Disp. Disciplinari).

INTERVISTA ALL’ESORCISTA 0

INTERVISTA ALL’ESORCISTA

Scritto il 24 Giugno 2009.

Padre Lanfranco Piergallini, parroco della chiesa di San Francesco a Macerata, svolge da sei anni il ministero di esorcista. Questa è l’intervista che mi ha cortesemente rilasciato. Padre che cos’è un maleficio, quello che comunemente viene chiamata “fattura”? “un maleficio , lo dice la parola stessa, è il male che viene fatto da una persona che ricorre ad un intervento diabolico. Si tratta cioè di individui che vendono l’anima al diavolo per nuocere ai propri simili.Vi è una mentalità diffusa, secondo la quale si crede che si possa nuocere ad una persona odiandola, o non potendola sopportare e allora si sente dire: <<quella persona mi fa del male perché non mi può vedere>>.Questo è sbagliato, non è possibile. L’uomo è limitato e per quanto uno possa nutrire odio per una persona, sappiamo bene che l’odio va contro se stessi e non contro gli altri. Invece un maleficio presuppone l’intervento di Satana, e il diavolo è potente. L’onnipotenza è di Dio, quindi solo Lui ha il potere di “liberare”, ma il demonio ha la capacità di procurare il male ad un essere umano, sia sotto l’aspetto fisico, spirituale, psichico, morale, economico e di impegno; condizionando la volontà della persona colpita”. Esiste secondo lei quello che popolarmente viene chiamato “malocchio”? “Secondo me il “malocchio” non esiste. Però bisogna intenderci sul termine. Se per “malocchio” intendiamo fare del male allora si entra nel campo dei malefici. Ma nel senso etimologico della parola, “guardare storto”, sguardo cattivo, guardare male, allora è inesistente, perché con un’occhiata non si può nuocere a nessuno. È possibile, però, che si verifichi che alcuni si sentano male stando a contatto con una persona, e ciò accade non perché questa possa fare del male, ma perché essendo ricettivi assorbono forze negative. Una sorta di “allergia”. Come accade per le polveri, i pollini o altro”. Queste sono in riferimento all’esperienza da lei condotta e secondo le sue informazioni le persone colpite dai malefici nella zona in cui svolge il ministero di esorcista? “Credo che un dieci per cento della popolazione sia colpita da questi mali. Quindi a Macerata città, circa 4000 persone. In tutta la provincia potrebbero arrivare a diecimila”. Perché il fenomeno dell’occultismo in tutte le sue articolazioni e “specializzazioni” è in continua espansione? “Perché diminuendo la fede si riduce la pratica religiosa, quindi la convinzione profonda, e si ricorre ad altri “surrogati”. Possiamo quindi parlare di magia, cartomanzia, ed altre pratiche che conducono le persone a fidarsi poco o per niente di Dio e invece a confidare nell’occultismo. Gli operatori dell’occulto aumentano sempre di più perché crescono le richieste di persone che vogliono fare il male o che desiderano essere liberate dalle avversità”. Vi sono zone più colpite o il fenomeno è generalizzato?“Il fenomeno è generalizzato. Per quanto riguarda le nostre zone, comunque, le più colpite sono quelle della fascia costiera del maceratese e dell’ascolano, i centri industrializzati o collinari dove arriva il benessere, la ricchezza e si avverte una forte carenza di preparazione culturale e spirituale. Anche l’Umbria e l’Abruzzo sono regioni particolarmente colpite dai malefici”. Quali sono di solito i motivi che spingono una persona a commissionare ad un “mago” o “fattucchiera” un maleficio? “In genere sono le passioni dell’uomo: in primo luogo la vendetta causata da rivalità, odio, contrasto. I più frequenti sono però i motivi sentimentali: la volontà di legarsi ad una persona, di impedire che una persona stia con un’altra. Mi capita di avvertire una grande superficialità. Molti pensano che i maghi, sì dividono, ad esempio, due persone, ma senza nuocere più di tanto. Invece poi sono arrivati i mali, ad un figlio, a una figlia. Molto frequente è il maleficio che avviene in seguito a separazioni o contrasti tra coniugi, per rivalità, rancore, dissapori e soprattutto quando non si riesce ad accordarsi su questioni economiche. Ciò si verifica anche quando vi è una concorrenza o una rivalità in affari”. Padre Lanfranco, chi sono i maghi, le fattucchiere?  “Sono persone che apparentemente conducono una vita normale, però prestano la loro opera diabolica, micidiale, ricorrendo o a messe nere se lo fanno in gruppo, o a riti satanici che devono compiere per essere forti nel male. Come noi preghiamo e dobbiamo pregare per essere forti nel bene, per resistere al male, loro debbono invocare Satana per essere forti nel male. Quanto più una persona è unita al diavolo, tanto più è forte. In genere noi esorcisti ci accorgiamo in base al maleficio che è stato commissionato, per capire chi è il mago o la fattucchiera, come opera, in quanto tempo, che mezzi usa. E questo lo verifichiamo sulle persone colpite. Non ci vuole tanto per distinguere un mago da un altro, una strega da un’altra nel compiere il male su una persona. Sono degli autentici assassini. Occorre anche specificare che un male può essere fatto anche attraverso il telefono. Soprattutto occorre fare attenzione quando si ricevono telefonate anonime, quando l’interlocutore non si mostra o vagamente si nasconde dietro parole inutili che intendono far perdere tempo. Spesso accade che dopo la telefonata, le persone prese di mira, si sentono male. Il maleficio può essere fatto anche per mezzo di lettere,anonime, il cui contenuto sembrerebbe al momento della lettura privo di senso, o che racchiudono una sorta di messaggi amorosi. Si tratta invece di messaggi che contengono una forte carica negativa che influisce sul fisico, sul morale, o sulla psiche della persona. In questi casi occorre subito abbassare la cornetta del telefono o stracciare la lettera e disfarsene. Mi vuol parlare di altre categorie: cartomanti, chiromanti, pranoterapeuti, medium? Spesso si fa una gran confusione. Come si distinguono da maghi e fattucchiere? “Non si deve fare di ogni erba un fascio perché i fattucchieri sono coloro che fanno il male.Coloro che usano le carte fanno vedere se c’è del male, oppure “predicono” il futuro. A volte anche a me sono capitati dei cartomanti che dicono di farlo per gioco, senza nessuna intenzione cattiva per individuare il male fatto ad una persona. Ma io rispondo che se si è sensitivi, non vi è bisogno di “fare le carte”. La cartomanzia è una superstizione, condannata dalla Chiesa. I chiromanti sono coloro che “leggono” la mano. Sono persone che dicono, credono di poter leggere il futuro nella mano di un’altra persona. Ma noi sappiamo bene che prevedere il futuro non è opera dell’uomo. Solo Dio lo può prevedere, nemmeno il demonio. Per quanto riguarda i pranoterapeuti, bisogna essere cauti, perché ci sono delle persone che hanno doti, capacità, forze particolari e possono fare del bene, però io sono venuto a conoscenza che vi sono pranoterapeuti “mascherati”, che sono cioè veri e propri fattucchieri. Quindi bisogna fare molta attenzione. Se infatti ci dovesse essere un intervento diabolico, momentaneamente il “paziente” può trovare dei giovamenti al proprio stato, ma incombe il pericolo di ricadere in altri mali, anche peggiori. I medium sono coloro che usano le sedute o presiedono sedute spiritiche. Anche queste pratiche sono condannate dalla Chiesa. In esse non vi è nulla di buono. Essi dicono di mettersi in contatto con le anime dei trapassati, ma non è vero. Ci sono dei medium che vanno in trance, allora si immedesimano nelle persone che intendono evocare e quindi lo fanno con le loro “capacità”, si trasformano, prendono l’atteggiamento di questa persona ed è comunque cosa gravissima. Altri usano proprio l’intervento diabolico: è Satana stesso che si fa sentire. Le conseguenze sono nefaste, soprattutto per le persone che partecipano a queste sedute, nonché alla casa stessa. Molte volte sono dovuto andare a benedire abitazioni dove si avvertivano rumori, fastidi di diverso genere, pur non essendoci segni di malefici, ma perché vi si erano svolte sedute spiritiche”. Sètte sataniche, messe nere: può dire qualcosa di preciso? “Se ne parla diffusamente, anche qui, nelle nostre zone, ma nessuno sa con esattezza come si svolgono e che cosa fanno. Come ho detto, i fattucchieri, per essere forti nel male, per essere incisivi, potenti, micidiali, fino a provocare la morte di una persona, occorre che partecipino a riti particolari. In queste messe invece di adorare il Signore come avviene per le nostre celebrazioni, si prega e si adora Satana. Si parla anche di sacrifici di animali o addirittura umani, o altre cose bestiali. Però di più non si sa, siamo nel buio più fitto. Nelle tenebre, è il caso proprio di dirlo. Possiamo solo immaginare quel che può accadere durante questi riti, attraverso le persone maleficate, perché quando si intende, colpire proprio a morte una persona, in genere lo si fa durante una messa nera. A questo proposito abbiamo avuto anche notizie di profanazione di cimiteri, con asportazione di polveri di defunti che vengono usate per fare pozioni e misture malefiche, di furti di ostie consacrate, di reliquie di santi o di altri oggetti sacri. Gli adepti delle sètte sataniche si servono di questo e altro per “adorare” Satana. Come si articola e quali sono gli effetti dell’opera distruttrice del diavolo e degli spiriti maligni? “Noi sappiamo bene dell’esistenza di Satana e degli spiriti maligni. Il compito chiaramente è quello di fare del male. Prima di tutto togliere la grazia di Dio nelle anime e di nuocere all’uomo. Ci sono due modi per fare del male, soprattutto in rapporto all’opera satanica, senza parlare in questo caso delle tentazioni, vessazioni ed altro. Guardiamo quello che accade nel mondo!Poi, attraverso la possessione diabolica in cui Satana o un altro spirito immondo entra in una persona e la trasforma, facendola parlare ed operare a suo piacimento. In questo caso la vittima pur rimanendo con il suo fisico e la sua intelligenza, sente nell’intimo la presenza di un altro essere. Esiste poi l’infestazione diabolica, quando un individuo viene appunto infestato attraverso un maleficio. Nelle case si possono avvertire rumori, cattivi odori: a questo proposito mi capita di benedire ambienti perfettamente puliti, disinfettati e nei quali si avverte ugualmente cattivo odore. Si possono notare polveri più abbondanti del solito. Tutto ciò avviene per intervento diabolico”. Quanto costa un maleficio? “da quello che sono venuto a sapere, i più economici costano sulle centomila lire, fino ad arrivare ai cinquanta milioni. Di solito per quel che si sa si paga una metà in anticipo e l’altra metà una volta visti i risultati del maleficio. In media nelle nostre zone il costo di una fattura oscilla fra i tre ed i cinque milioni di lire. Ma si può arrivare anche a dieci, venti milioni”. Fino a che punto può arrivare un maleficio? “Un maleficio nel caso di una separazione di due persone, può provocare divisione, scompiglio, irritabilità, male alla testa, allo stomaco. Noi lo definiamo un maleficio fatto per scopi particolari. I malefici a morte, sono quelli per i quali si desidera appunto la morte di una persona. Grazie a Dio, a me fino ad ora non mi sono capitati casi del genere. Di constatare cioè, fra i miei assistiti, la morte di una persona. Alcuni hanno perso la testa, hanno tentato il suicidio, ma si è arrivati in tempo. Risulta però che a volte si sono verificate morti inspiegabili. Se si interviene in tempo, se vi è la possibilità di individuare tale maleficio, io credo che la vittoria è già a portata di mano, anche se si dovrà molto lottare. Vi sono malefici che si protraggono per mesi o addirittura per anni interi. Per me questa persona maleficata è sinonimo di martire, quindi subire il martirio per l’odio di una persona significa essere santo. E per costoro, se sanno perdonare, amare cioè chi fa del male, non vi è alcun motivo per ritardare un domani la beatificazione”. Purtroppo sono in vendita anche manuali sul “fai da te”, che ne pensa? “In genere si tratta di libri che parlano di magia, anche di magia nera e attraverso la loro lettura si può anche imparare questo, chiamiamolo, “mestiere”. In genere, però, si comincia con un contatto personale, si insegna ad una persona vicina, poi si allarga il cerchio”. C’è una differenza tra la cosiddetta “magia bianca” e quella nera? “La magia bianca”, non serve a nulla perché sappiamo bene che per quanto uno possa essere “forte” e “capace”, è sempre limitato. La sua volontà e intelligenza arrivano solo fino ad un certo punto. I maghi e le fattucchiere ingannano i malcapitati: essi si circondano di immagini sacre, di santi o di papi o altre persone di Chiesa. Per me la magia bianca non esiste o se esiste non produce alcun effetto”. Chi sono i sensitivi, c’è qualcuno che opera nel bene? “I sensitivi sono coloro che hanno una particolare ricettività, per cui avvertono, “sentono” la presenza del maleficio o di forze negative. Alcuni sono particolarmente o eccezionalmente dotati per cui avvertono anche in lontananza, addirittura per telefono. O anche attraverso la scrittura, o fotografie. Alcuni fanno del bene, perché prestano la loro opera per liberare una persona da un maleficio”. Le sono mai capitate persone in uno stato molto grave, cioè possedute dai demoni? “Secondo me la vera e propria possessione diabolica è un fatto raro. A volte mi capitano delle persone che urlano, apparentemente possedute dal demonio. Sono invece gli spiriti del fattucchiere che entrano e lo trasformano, ma non si tratta di demoni nel senso stretto della possessione. Quindi anche quando reagiscono strillando, agitandosi, dicendo parole insensate, bestemmie, è sempre la persona del fattucchiere che in certi malefici riesce a trasformare la vittima. Invece la possessione diabolica è tutt’altra. In questi casi vi è la presenza di un “ente”estraneo che fa parlare il posseduto non secondo la volontà della persona stessa, perché conosce cose che quella persona non può assolutamente conoscere, ha una forza che non può avere. In una parola, la trasforma”. Come è possibile arrivare a colpire la vittima designata? “In genere, come abbiamo detto, attraverso riti o messe nere. Per colpire con maggiore incisività, c’è bisogno o di una fotografia su cui ci si possa “lavorare” sopra oppure bambole, e quest’ultimo è l’uso più frequente. Quello che noi definiamo maleficio “semplice” provoca disturbi di diversa natura (mal di testa, di stomaco) sulla vittima designata, compreso il fatto di non riuscire più a pregare, di avere repulsione per il sacro. Invece ci sono malefici per far soffrire ancora di più la vittima per cui alle bambole si aggiungono spilli o chiodi o legature in modo che si possa trasferire alla vittima il “lavoro” fatto sulla bambola. Noi ci accorgiamo subito, impartendo la benedizione liberante, che queste persone hanno spilli, chiodi, in tutte le parti del corpo. Posso citare il caso di una persona che viene “lavorata”, per così dire, 24 ore su 24. Credo che in questa circostanza vi siano una serie di fattucchieri che si siano divisi i compiti in modo che per tutte le ore della giornata questa vittima possa subire una vera e propria tortura”. Come si materializzano certi strani oggetti o simboli all’interno di cuscini e materassi? “ Noi sappiamo bene che il maleficio fatto con l’intenzione di nuocere può fare del male e la persona colpita appunto sta male, ma affinché il maleficio abbia una certa consistenza e durata nel corso della giornata, delle settimane e dei mesi, occorre che questo male si materializzi. In genere ciò avviene all’interno dei cuscini perché lì la persona appoggia la testa per almeno sei-otto ore al giorno. Noi la definiamo la “sacramentalizzazione del male” per usare un termine un po’ ecclesiastico. Come Gesù Cristo ha istituito i sacramenti per il bene, Satana ha istituito i segni permanenti del male. Così anche i brividi di freddo che il paziente avverte nel corso della benedizione liberatoria, o entrando in chiesa o nella preghiera, non sono altro quello che nostro Signore definiva “stridore di denti”. L’inferno infatti, secondo me, non è tanto il fuoco, quanto questo gelo”. Vi sono persone particolarmente “vulnerabili”? Battezzati compresi? “A me sono capitate persone di tutte le categorie, età, sesso e religione. Mi sono capitati casi di musulmani ed altre religioni non cattoliche. Colpito è chi, purtroppo, è oggetto di un maleficio, in particolare chi è tendenzialmente ricettivo. Diversi non sentono alcun male. Attraverso l’esperienza mi capita di verificare che il male fatto ad un genitore si ripercuote sui figli, non perché questi ultimi siano i bersagli, ma perché appunto il genitore è forte o refrattario al maleficio. Alle volte capita il contrario: un padre di famiglia che sembra forte e robusto, invece viene ridotto a nulla in quanto diventa ricettivo”. Anche sacerdoti e suore possono essere colpiti dai malefici? “Si, sono come tutti gli altri cristiani o altre persone che possono essere colpite a causa della cattiveria altrui. Mi sono capitati fratelli in gamba, buoni, santi. Non è che il maleficio viene meritato perché si è lontani da Dio” Quasi tutte le persone colpite si domandano: <<Come è possibile che Dio permetta questo?>>. Lei cosa risponde? “Per l’esperienza che ho avuto fin qui posso dire senza ombra di dubbio che il Signore lo permette per ricavarne un bene. Oggi si parla di nuova evangelizzazione, di cammino di fede. Ma vediamo le difficoltà, lo posso dire io che sono parroco, come sia faticoso recepire i valori e gli insegnamenti del Vangelo. Le persone maleficate sono più sensibili alla grazia di Dio: cominciano a porsi domande su Dio, sul soprannaturale, sulla partecipazione ai sacramenti. Persone che non pregavano più ricominciando a farlo e a continuare, persone che frequentavano più la Chiesa perché vivevano nell’apatia, nell’indifferenza, cominciano una vita veramente cristiana. Famiglie che erano sull’orlo della divisione anche a causa di questi malefici ritornano a pregare insieme, a vivere nell’armonia. Ho constatato che queste persone, una volta che si incamminano su una strada di conversione la percorrono fino in fondo, con perseveranza. Il maleficio è un male, ma diventa occasione di bene. Tante volte ci si domanda, perché quella malattia, quella sofferenza, malefici a parte, il Signore consente questi mali per far ripensare a tante cose”. Perché secondo lei c’è una diffusa incredulità sui malefici, nell’ambito della Chiesa, anche fra Vescovi e sacerdoti? “Perché in teologia, nei corsi seminaristici, non si è mai parlato di queste cose. Ho appena accennato alla demonologia, cioè alla presenza, all’esistenza del diavolo e questo nessun credente lo può mettere in dubbio. Invece non si è mai parlato di possessione diabolica, se non in una letteratura superficiale e mai, proprio mai, si è parlato di malefici. Si è sempre sentito parlare, sotto forma popolare di fatture, malocchio, iattura, sono espressioni che in genere fanno un po’ sorridere.Finchè uno non ci passa sembrano cose assurde. Uno pensa: <<Come può una persona fare del male in tal modo?>>, invece quando si entra in questo “mondo” ci si accorge che non solo il maleficio esiste ma che si può essere liberati con il nostro intervento, in modo particolare dall’esorcista, ma anche da chi non lo è. Con il Battesimo e la Cresima si diventa “soldati di Gesù”.Non si può dire che tutti i vescovi e sacerdoti non credono a queste cose. Ma un gran numero di essi prende le distanze. Qualche vescovo ha nominato un discreto numero di esorcisti per venire incontro a questo bisogno di benedizioni anche se non credono fino in fondo al maleficio. Sarebbe invece opportuno che, sia i vescovi che i parroci, facessero un lavoro di discernimento per capire fino a dove può arrivare un maleficio o se invece la natura del male che colpisce una persona è diversa. Ecco, i parroci, che conoscono bene i propri fedeli potrebbero svolgere quest’opera importante, perché tante possono essere le ragioni per cui uno sta male. Certo se uno continua ad andare dal medico e non trova giovamenti, se addirittura è costretto a passare da un ospedale all’altro senza venire a capo di niente, insomma, c’è da pensarci su.Anche i medici, possono collaborare”. Quello dell’esorcista è un compito molto arduo, quali difficoltà incontrate? “Noi ci sentiamo un po’ isolati e incompresi. Isolati perché siamo pochi ed ognuno opera per conto proprio, ed ostacolati anche da coloro che sono vicini alla Chiesa perché non credono fino in fondo alla pastorale dell’esorcismo. Si tratta invece di una pastorale vera e propria, forse più efficace di altre, perché va proprio in profondità, al cuore del fedele. Incompresi, anche da chi dovrebbe capirci di più, esortarci. Parlo di molti vescovi, non quello della nostra Diocesi, che non vedono tanto di buon occhio l’esorcista che si sacrifica e passa ore ed ore ad esercitare questo ministero”. Quali sono i sintomi che possono far pensare ad un maleficio? “I fastidi più comuni sono il mal di testa inspiegabile, il mal di stomaco, senso di nausea, inappetenza, insonnia. Soprattutto quando una persona ha fatto tutti gli accertamenti clinici possibili ed immaginabili, sotto ogni punto di vista, senza ricavarne alcun esito, allora viene il sospetto”. Nel momento in cui una persona, dovesse accertare, senza dubbi di essere stata maleficiata, cosa deve fare? “Dovrebbe pregare di più, invece purtroppo succede che le persone colpite sentono un rifiuto verso il sacro, come abbiamo detto. Sappiamo bene, infatti, che è il Signore che libera, ed invece è quello il momento in cui non si prega più. In questo senso la persona interessata si dovrebbe far aiutare da un esorcista che lo liberi dal male affinché possa iniziare un cammino di fede, partecipare ai sacramenti, condurre una vita cristiana e poi essere mano a mano liberati totalmente. Quindi, appena si accerta la “stranezza”, la particolarità dei disturbi, occorre rivolgersi ad un esorcista”. È sempre necessario rivolgersi ad un esorcista, oppure la benedizione liberatoria può essere impartita da un semplice fedele? “Quando si tratta di possessione diabolica, ricordiamo che la norma della Chiesa impone l’intervento di un esorcista autorizzato dal vescovo. Se si tratta di un maleficio, la benedizione può essere impartita da qualsiasi fedele.In genere la prima volta lo faccio io, ma se c’è un familiare disponibile, affido a questo familiare di continuare queste preghiere di liberazione. Si tratta di un servizio reciproco che rientra nel servizio ecclesiale, per cui un fedele deve essere a disposizione del prossimo. Per l’interessato, sono molto utili anche una semplice preghiera di liberazione. Nel rito greco, orientale, esiste proprio una preghiera di liberazione dal maleficio, invece in quello occidentale c’è solo la preghiera esorcistica che va pure bene: si tratta dell’esorcismo di Leone XIII, che appunto io affido ai fedeli, ma è comunque di facile reperimento perché pubblicata su libri e pubblicazioni cattoliche. Soprattutto, quando si tratta di punture di aghi, spilli, chiodi, è bene che lo faccia lo stesso familiare, anche più volte al giorno se si tratta di in fissioni ripetute nel corso della giornata o delle settimane.Un esorcista non ha il tempo, la possibilità di farlo più volte. Togliere gli spilli è una tecnica che richiede solo un po’ di pazienza verso lo sventurato. Per togliere queste infissioni di natura spirituale, ma che come abbiamo detto provocano lo stesso effetto e danno di quelle vere, basta comprimere con un po’ di energia sulla parte dolorante e questo male scompare, sempre dopo aver recitato la preghiera di liberatoria”. Perché una persona colpita non deve rivolgersi a maghi e fattucchieri per farsi togliere il maleficio? “ Il mago non toglie nulla. Innanzi tutto chiede milioni ingannando soltanto. Perché queste persone non possono fare il bene, ma sono solo capaci di fare il male. Il malcapitato potrebbe anche trovare dei giovamenti momentanei, artificiali, proprio illusori. Ben presto si ricadrebbe in mali peggiori. Solo l’intervento del Signore attraverso l’opera del sacerdote o di un semplice fedele, può mitigare e dare la forza di poter continuare a lottare, poiché spesso i malefici vengono rinnovati”. Dunque sono possibili e frequenti le ricadute? “Sono frequentissime perché un maleficio fatto una volta o due perde l’efficacia dopo altrettante benedizioni. Ma il rinnovo prolungato nel tempo, richiede una lotta maggiore. I fattucchieri, in genere, hanno bisogno di rinnovare il maleficio due volte alla settimana, di solito il martedì e il venerdì perché sanno che sono i giorni sacri della Passione del Signore e quindi intendono profanarli e devono ripeterli per settimane e settimane, perché all’inizio non si ottiene una efficacia immediata. Essi intendono perseverare fin quando si è ottenuto lo scopo prefissato. Quindi c’è bisogno di ripetere le benedizioni. Loro fanno il male, noi dobbiamo fare il bene”. Tutti i colpiti credo che si chiedano quanto tempo ci vuole per guarire. “Qui siamo nel mistero. Soltanto il Signore sa quando si può guarire, però io ho potuto sperimentare che per i malefici che vengono fatti per uno scopo particolare, come quello di separare due persone, in genere in poco tempo si guarisce. O perché è stato raggiunto l’obbiettivo e quelle due persone si sono separate, oppure non riuscendo nell’intento, desistono. Il mago opera sempre per denaro. Finché gli arrivano soldi opera nel male, quando finiscono per così dire i finanziamenti, cessano. Sotto questo aspetto un maleficio fatto da un fattucchiere è tremendo, esso provoca sofferenze atroci ma in genere poi finisce. Invece quando è fatto direttamente dalla persona che vuole distruggere l’altra, allora c’è il pericolo che possa durare anni e anni”. È possibile che una “maledizione” si tramandi di generazione in generazione in una famiglia? “Si, è possibile. A volte vediamo delle persone che stanno male pur non avendo riscontri in un maleficio recente, ma avendo ricevuto maledizioni da genitori o nonni. In genere non si tratta però di casi gravi, perché passando il tempo si affievolisce l’efficacia”. È utile, secondo lei, recarsi da un esorcista all’altro, affrontando a volte anche lunghi ed estenuanti viaggi? “Purtroppo molti fanno questo anche per confrontare l’efficienza dei vari esorcisti, ma io credo che serva a ben poco. Chi libera non è l’esorcista, ma il Signore. Quindi andare dall’uno o dall’altro diventa insignificante oltre che un dispendio di energie utili invece per lottare contro il male. Importante è perseverare nella preghiera, nei sacramenti e nelle virtù cristiane e poi di tanto in tanto recarsi dall’esorcista, purché quest’ultimo lo faccia con coscienza, competenza, convinzione”. Ho visto che molte persone vengono qui da lei munite di olio, acqua e sale. Che valore hanno questi alimenti e che uso se ne deve fare? “Si dovrebbe catechizzare un po’ di più, perché molte persone puntano maggiormente su questi alimenti esorcizzati, da assumere, piuttosto che sui sacramenti e sulla preghiera. Pur tuttavia sappiamo bene che la Chiesa ha istituito una benedizione particolare su questi elementi che servono come aiuto, mezzo per liberare. Digerendo questi alimenti, si viene a contatto con il maleficio e come si sa il sacro e il diabolico si scontrano, per cui la persona colpita si sente più sollevata soprattutto a livello di apparato digerente. Il sale può essere utilizzato non solo come condimento, ma essere messo nei luoghi dove si notano anormalità: rumori, cattivi odori, o polveri sovrabbondanti. Quindi il sale esorcizzato non va usato sotto forma di superstizione, ma come vero e proprio antidoto contro le presenze negative in una casa o in qualsiasi altro locale”. Un’ultima domanda, padre Lanfranco: un mago o una fattucchiera, sono sempre in tempo per convertirsi, per rinunciare al regno di Satana e scegliere il Regno di Dio? “Dobbiamo sempre nutrire fiducia, altrimenti per queste persone ci sarebbe solo la dannazione eterna. Dobbiamo pregare perché il Signore tocchi loro i cuori. In genere lo si fa per motivi di interesse e sappiamo bene che maghi e fattucchiere di soldi ne fanno tanti. Però una volta ottenuto lo scopo, la loro vita diventerebbe insignificante, si troverebbero alla fine con le mani piene non di mosche , ma di cadaveri, quindi dovranno pur sentire il bisogno di pensare all’eternità. Si sa che a questo mondo tutto finisce. Dunque intensifichiamo le preghiere e i sacrifici affinché quanto prima o almeno in punto di morte, e a questo proposito ho ricevuto diverse testimonianze, queste persone possano convertirsi e scegliere il Regno di Dio”.

I TRE SACRAMENTALI: ACQUA, OLIO, SALE 0

I TRE SACRAMENTALI: ACQUA, OLIO, SALE

Scritto il 24 Giugno 2009.

Don Gabriele AmorthImportanza dei tre elementi, che sono i tre sacramentali Tra i mezzi di cui gli esorcisti (e i non esorcisti) fanno largo uso, citiamo in primo luogo l’acqua esor­cizzata (o almeno benedetta), l’olio (d’oliva) esorciz­zato, il sale esorcizzato. Qualunque sacerdote può re­citare le preghiere del Rituale per esorcizzare questi tre elementi; non occorre nessuna autorizzazione par­ticolare. Piuttosto è molto utile conoscere l’uso speci­fico di questi tre sacramentali che, adoperati con fede, sono di grande giovamento. Già l’acqua benedetta ha un grande uso in tutti i riti liturgici. La sua importanza ci ricollega subito all’aspersione battesimale. Nella preghiera di bene­dizione si prega il Signore perché l’aspersione con l’ac­qua ci ottenga questi tre benefici: il perdono dei no­stri peccati, la difesa dalle insidie del maligno, il do­no della protezione divina.La preghiera d’esorcismo sull’acqua aggiunge tanti altri effetti: di far fuggire ogni potere del demonio sì da sradicarlo e cacciarlo via. Anche nel gergo po­polare, se si vuole indicare due cose che assolutamente non vanno d’accordo, si dice che sono come il diavo­lo e l’acqua santa. Poi la preghiera continua sottolineando altri effetti, oltre a cacciare via i demoni: gua­rire dalle malattie, aumentare la grazia divina, pro­teggere le case e tutti i luoghi in cui i fedeli dimora­no da ogni influenza immonda causata dal pestifero satana. E aggiunge: che siano vinte le insidie del ne­mico infernale e si rimanga protetti da ogni eventua­le presenza nociva all’incolumità o alla quiete degli abitanti, affinché godano di serenità e salute. Pure l’olio esorcizzato, usato con fede, giova a por­re in fuga la potenza dei demoni, i loro assalti, i fan­tasmi che suscitano. Inoltre giova alla salute dell’a­nima e del corpo; qui ricordiamo l’antico uso di un­gere con l’olio le ferite e il potere dato da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l’imposizione delle ma­ni e ungendoli con olio. C’è poi una proprietà che è specifica dell’olio esorcizzato: di separare dal cor­po le avversità. Molto spesso m’è capitato di benedi­re persone che hanno subito fatture mangiando o be­vendo qualcosa di malefico. P‑ facile comprenderlo da quel caratteristico mal di stomaco che già abbiamo descritto, o dal fatto che queste persone hanno un particolare modo di eruttare o di esplodere in una for­ma di singhiozzo o di rantolo, specie in collegamen­to con azioni religiose: quando vanno in chiesa, quan­do pregano e soprattutto mentre vengono esorcizza­te. In questi casi l’organismo, per liberarsi, deve espel­lere ciò che di malefico contiene. L’olio esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità. Anche bere acqua benedetta aiuta a que­sto scopo. Qui giova dare qualche maggiore precisazione, anche se chi non è pratico e non ha visto stenterà a cre­dere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta sali­va densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa. Altre volte si tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario colore, grumi di sangue… Alle volte queste cose vengono espulse per le vie naturali; molte volte vomitando. Si noti che mai l’organismo ne ha danno (ne ha invece sollievo), anche se si trat­ta di vetri taglienti. P. Candido conserva un cestello di simili oggetti, espulsi da varie persone. Altre vol­te la fuoruscita rimane misteriosa; la persona sente, ad esempio, un dolore addominale come se avesse un chiodo nello stomaco; poi trova un chiodo per terra, accanto a sé, e il dolore scompare. L’impressione è che tutti questi oggetti si materializzino nell’istante in cui vengono espulsi. Affermava P. Candido in un’intervista: «Ho visto rigettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa; talvolta anche oggettini di plasti­ca, con la forma di testa di gatto, o di leone, o di ser­pente. Sicuramente questi strani oggetti hanno un col­legamento con la causa che ha determinato la posses­sione diabolica». Anche il sale esorcizzato giova per cacciare via i demoni e per la salute dell’anima e del corpo. Ma una sua proprietà specifica è quella di proteggere i luoghi dalle influenze o dalle presenze malefiche. In questi casi sono solito consigliare di porre del sale esorciz­zato sulla soglia di casa e nei quattro angoli della stan­za o delle stanze che si ritengono infestate. Quel «mondo cattolico incredulo» riderà forse di fronte a queste asserite proprietà. Certo i sacra­mentali agiscono tanto più efficacemente quanto più c’è Fede; senza questa restano spesso inefficaci. Il Va­ticano Il, e con le stesse parole il Diritto Canonico (can 1166), li definisce «segni sacri con cui, per una qualche imitazione dei sacramenti, vengono signifi­cati e ottenuti effetti soprattutto spirituali, per l’im­petrazione della Chiesa». Chi li usa con Fede ne ve­de effetti insperati. So di molti mali, ribelli ai farma­ci, che sono spariti solo perché l’interessato vi ha fatto sopra un segno di croce con olio esorcizzato.Per le case (su cui parleremo a parte) è pure effi­cace l’uso di bruciare incenso benedetto. L’incenso è sempre stato considerato, anche presso i popoli pa­gani, un antidoto contro gli spiriti maligni, oltre che un elemento di lode e adorazione alla divinità. L’uso liturgico di esso è stato ora assai ridotto, ma non ces­sa d’essere un elemento efficace di lode a Dio e di lotta al maligno.Il Rituale contiene anche una speciale benedizio­ne sui vestiti. Molte volte ne abbiamo visto l’effica­cia su persone colpite da presenze malefiche. Altre volte è stato un test per capire se in una persona c’e­rano o no presenze diaboliche. Anche questo è utile a sapersi. Molte volte noi esorcisti siamo interpellati da persone (genitori, fidanzati…) che hanno il dub­bio che un loro congiunto sia colpito dal demonio, ma si tratta di un congiunto che non crede a queste cose, spesso è privo di ogni fede religiosa e comun­que non è disposto a farsi benedire da un sacerdote.Come fare? Alle volte, dopo aver fatto benedire dei suoi vestiti, si è visto che, appena indossati, se li è strappati di dosso, non sopportandone il contatto. Ne abbiamo dato un esempio in precedenza. Un’al­tra prova può essere fatta con l’acqua benedetta. Ad esempio, una mamma che sospetta d’un figlio­lo o del marito, prepara per tutti la minestra fatta con acqua benedetta; o ne fa uso nel tè o nel caffè. Può accadere che la persona colpita trovi amaro, im­mangiabile quel cibo, anche senza rendersi conto del perché.Si noti però che questi test possono essere indi­cativi in caso positivo: ossia se una persona è sensi­bile al fatto che l’acqua sia o no benedetta potrebbe essere un sintomo di una presenza malefica. Ma non si può dire il contrario, ossia non si può dire che, se uno è insensibile a questi tipi di test, sia per questo da escludere in lui una presenza malefica. Il demo­nio cerca di tutto per non farsi scoprire.Anche durante gli esorcismi il demonio cerca di nascondersi; e il Rituale mette in guardia l’esorcista dalle finzioni diaboliche. Alle volte non risponde o dà risposte sciocche, non attribuibili ad uno spirito intelligente, quale è il demonio. Altre volte finge di essere uscito dal corpo dell’ossesso e di aver cessato di dargli ogni disturbo, sperando cosi di sottrarre l’in­dividuo alle benedizioni dell’esorcista. Altre volte po­ne i più vari impedimenti perché la persona non sia sottoposta agli esorcismi: può trattarsi di impedimenti fisici o, più spesso, psicologici, per cui la persona non va all’appuntamento con l’esorcista, se non ha qualcuno vicino che la costringa; altre volte finge i segni di una malattia, per lo più psichica, per confondere sulla realtà della sua presenza e far credere che si tratti di un male naturale; talvolta il paziente ha sogni o visioni in cui ha l’illusione che il Signore, la Madon­na o un qualche santo lo abbia liberato, e così evita di andare all’appuntamento con l’esorcista, magari fa­cendogli sapere di essere già libero.I sacramentali indicati, oltre all’affetto specifico di ciascuno, servono anche ad allontanare almeno in par­te i vari inganni del maligno. In questo campo gl’in­ganni sono all’ordine del giorno, e occorre tanto pregare per ottenere la grazia del discernimento. Segna­lo, tra i casi più frequenti: chi ritiene di avere delle visioni, o delle voci interiori; chi si abbandona a un finto misticismo o chi si fa passare per «veggente». Spesso in questi casi, quando non si tratta di malat­tie psichiche, c’è l’inganno del demonio.Chiudo questo capitolo con un fatto riguardante l’acqua benedetta. P. Candido stava esorcizzando un indemoniato. Il sagrestano gli si è avvicinato col sec­chiello dell’acqua e l’aspersorio. Subito il demonio si è rivolto a lui: «Con quell’acqua lavaci il tuo muso!». Solo allora il sagrestano si è ricordato che aveva riem­pito il secchiello al rubinetto, ma si era dimenticato di far benedire l’acqua.dal libro “Un esorcista racconta”

I Sacramentali nell’Esorcismo 0

I Sacramentali nell’Esorcismo

Scritto il 24 Giugno 2009.

Premessa:Tra i mezzi di cui gli esorcisti fanno largo uso, citiamo in primo luogo l’acqua esorcizzata (o almeno benedetta), l’olio (di oliva) esorcizzato e il sale esorcizzato. Qualunque sacerdote può recitare le preghiere del Rituale per esorcizzare questi tre elementi; non occorre nessuna autorizzazione particolare. Piuttosto è molto utile conoscere l’uso specifico di questi tre sacramentali, che adoperati con fede, sono di grande giovamento. Acqua Esorcizzata:L’acqua benedetta ha un grande uso in tutti i riti liturgici, la sua importanza si ricollega subito all’aspersione battesimale. Nella preghiera di benedizione si prega il Signore perché l’aspersione con l’acqua ci ottenga tre benefici: il perdono dei nostri peccati, la difesa dalle insidie del maligno, il dono della protezione divina. La preghiera di esorcismo sull’acqua aggiunge tanti altri effetti: di far fuggire ogni potere del demonio sì da sradicarlo e cacciarlo via, anche nel gergo popolare, se si vogliono indicare due cose che assolutamente non vanno d’accordo, si dice che “Sono come il diavolo e l’acqua santa”; poi la preghiera continua sottolineando altri effetti, oltre a cacciare via demoni: guarire dalle malattie, aumentare la grazia divina, proteggere le case e tutti i luoghi in cui i fedeli dimorano, da ogni influenza immonda causata dal pestifero Satana e aggiunge: che siano vinte le insidie del nemico infernale e si rimanga protetti da ogni eventuale presenza nociva all’incolumità o alla quiete degli abitanti, affinché godano di serenità e salute.Olio Esorcizzato:L’olio esorcizzato usato con fede, giova a porre in fuga la potenza dei demoni e i loro assalti. Inoltre giova alla salute dell’ anima e del corpo; ricordiamo l’antico uso di ungere con l’olio le ferite e il potere dato da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l’imposizione delle mani e ungendoli con olio. Una proprietà specifica dell’olio esorcizzato è di separare dal corpo le avversità. Molto spesso mi è capitato di esorcizzare persone che hanno subito fatture bevendo o mangiando qualcosa di malefico, è facile comprenderlo da quel caratteristico mal di stomaco o dal fatto che queste persone hanno un particolare modo di eruttare o di esplodere in una forma di singhiozzo o di rantolo, specie in collegamento con azioni religiose: quando vanno in chiesa, quando pregano e soprattutto quando vengono esorcizzate. In questi casi per liberarsi, l’organismo deve espellere ciò che di malefico contiene. L’olio esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità, anche bere acqua benedetta aiuta a questo scopo.Qui giova dare qualche maggiore informazione, anche se chi non è pratico e non ha visto stenterà a credere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta saliva densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa; altre volte si tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario colore, grumi di sangue… Alle volte queste cose vengono espulse per vie naturali; molte volte vomitando; si noti che mai l’organismo ne ha danno, ( ne ha invece sollievo ), anche se si tratta di vetri taglienti. Altre volte la fuori uscita rimane misteriosa; la persona sente ad esempio un dolore addominale come se avesse un chiodo nello stomaco, poi trova un chiodo per terra accanto a sé; e il dolore scompare. L’impressione è che tutti questi oggetti si materializzino nell’istante in cui vengono espulsi. Padre Candido affermava: ho visto rigettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa, talvolta anche oggettini di plastica, con la forma di testa di gatto, di rospo, di serpente. Sicuramente questi strani oggetti hanno un collegamento con la causa che ha determinato la possessione diabolica.Dal Libro di Don Gabriele Amorth “Un esorcista racconta”

ESORCISTI E MAGHI 0

ESORCISTI E MAGHI

Scritto il 24 Giugno 2009.

di Don Gabriele Amorth                                               2ª PARTESono colpiti dai disturbi satanici più uomini o donne? Più giovani o vecchi?Tutti noi esorcisti benediciamo molte più donne che uomini. In parte ciò è dovuto al fatto che le donne più facilmente degli uomini sono disposte a ricevere le benedizioni di un sacerdote. Ma penso che questo fatto non basti a giustificare la differenza. E neppure il calcolo numerico, che le donne sono in maggior numero, dal punto di vista anagrafico. Credo proprio che le donne siano più esposte agli attacchi del demonio perché questi pensa di servirsene poi per far sua preda anche gli uomini. Un po’ come ha fatto fin dall’inizio, tentando prima Eva. Comunque, anche se posso essere incerto sui motivi, sono certo sulla risposta da dare al richiedente: sono più colpite le donne.Anche sulla seconda risposta non ho dubbi: sono più colpiti i giovani. Basti rileggere quanto abbiamo scritto sulle cause colpevoli e ci è facile vedere come i giovani siano più esposti ad esserne vittime.L’indemoniato è un malato contagioso? Ad aiutarlo si possono subire danni, come, ad esempio, le vendette di Satana?I mali malefici non sono contagiosi, ma è possibile che venga colpita un’intera famiglia, o un gruppo anche molto grande, come si è detto. Vediamo bene che, quando è colpita solo una persona, non ne riceve alcun danno né il marito (o la moglie), né i figli. Tanto meno gli altri.E opera altamente meritoria aiutare questi malati come è altamente meritorio aiutare chiunque è nel bisogno. Qui può trattarsi di aiuto costante nella preghiera, nella recezione dei sacramenti, nelle attività quotidiane. Per chi assiste e aiuta l’esorcista, può esserci il bisogno di tenere stretto l’indemoniato se si agita, nel pulirlo se sbava, ecc. Non ho mai notato inconvenienti. E torno a dire, specie per i sacerdoti che temono le vendette di Satana se si dedicano a questo ministero, che il maligno ci fa già tutto il male che può; è una sciocca illusione pensare che a lasciarlo in pace ci lasci in pace; ed è una sciocca stoltezza pensare che si vendichi di più con chi di più lo combatte. Guardiamo ai Santi: in generale vediamo che più uno combatte il demonio e più il demonio ha paura di lui. Questa è la normalità dei casi. I santi che hanno subito danni fisici dal demonio, come il curato d’Ars, sono eccezioni e in genere non erano esorcisti.La mia vita è stata tutta un susseguirsi di mali. Per 65 volte sono stata ricoverata in cardiologia; la vita della mia famiglia è un susseguirsi di disgrazie a catena…Questa dura esperienza, narrata in diretta a Radio Maria, è purtroppo tutt’altro che rara. Tutti gli esorcisti hanno conoscenza di casi dolorosissimi, in cui proprio pare che non ci sia niente che vada dritto: salute, amicizie, lavoro, incidenti stradali nei modi più impensati, lutti improvvisi… Eppure, anche se si procede ad esorcismi almeno a carattere esplorativo, non si riscontrano particolari reazioni che facciano pensare a presenze malefiche. È come se il demonio perseguitasse quasi dal l’esterno quella famiglia, in tutto ciò che fa o che ha, senza prendere possesso di nessun membro.
In questi casi il sacerdote, qualunque sacerdote, può esercitare un ruolo importantissimo di sostegno, di preghiera, di fiducia. E possibile non riuscire ad arginare le disgrazie, ma è sempre possibile riuscire ad impedire la disperazione, riuscire a far valorizzare la sofferenza. Che la causa sia il demonio o che sia un inspiegabile intreccio di coincidenze avverse, ha poca importanza. E importante il conforto, il sostegno. Non c’è dubbio che il dolore è la più grande prova contro la nostra fede, che o si rinsalda o si perde. Ecco per ché queste situazioni, che solo alla luce della fede possono trovare il loro significato, sono un campo prezioso aperto all’aiuto dei sacerdoti, oltre che di tutte le ani me generose.Spesso ho notato, in persone che non hanno sintomi di malattie psichiche, ma presentano mali di natura non cura bi le per via medica, sintomi di freddo, stanchezza, sonnolenza; tendenza ad adagiarsi in un ‘ignavia assoluta… Notate questi sintomi anche voi esorcisti?La domanda mi è stata posta, anche questa volta in diretta, durante una trasmissione di Radio Maria, da uno di quegli psichiatri che ogni esorcista vorrebbe avere al suo fianco. Sì, anche noi notiamo questi sintomi, oggi sempre più frequenti, soprattutto nei giovani. Aggiungo: perdita della fede, tendenza a rimanere chiusi in casa, totale incapacità a studiare o a fare qualsiasi lavoro, fino a una specie di blocco del cervello. Spesso si aggiunge una ripugnanza a qualsiasi cibo e un senso di inferiorità che porta la persona ad appartarsi da tutto e da tutti, a rinchiudersi sempre più con un senso crescente di disperazione. Ho esorcizzato, presso l’ospedale Gemelli di Roma, una ragazza affetta da anoressia, ottenendo buoni risultati. Non esito a ripetere che, in casi come questi, è indispensabile una collaborazione tra esorcisti e psi (uso, come i francesi, la sillaba che comprende psichiatri, psicologi, psicanalisti…), soprattutto e prima di tutto psichiatri.PARLIAMO DI SATANAQual è il volto di Satana? Come immaginarlo? Che origine ha la sua rappresentazione con coda e corna? Puzza davvero di zolfo?Satana è un puro spirito. Siamo noi che per immaginarlo gli diamo una raffigurazione fisica; e lui, quan do appare, assume un aspetto sensibile. Per quanto brutto possiamo rappresentano, è sempre immensamente più brutto; non si tratta di bruttezza fisica, ma di perfidia e lontananza da Dio, il sommo bene e il culmine di ogni bellezza. Penso che la raffigurazione con corna, coda, ali da pipistrello, voglia significare il degrado avve nuto in questo essere spirituale che, creato buono e splendente, è diventato orrido e perfido. Così noi, con forme alla nostra mentalità, lo immaginiamo un poco me un uomo che venga declassato al rango di un animale (corna, artigli, coda, ali..). Ma si tratta di nostra immaginazione. Come pure il demonio, quando vuole rendersi visibilmente presente, assume un aspetto sensibile, falso, ma tale da farsi vedere: può essere un animale spaventoso, un uomo orribile e potrebbe anche essere un elegante signore; varia secondo l’effetto che intende provocare, di paura o di attrazione.Quanto agli odori (zolfo, bruciato, sterco…), si tratta di fenomeni che il demonio può provocare, come può provocare fenomeni fisici sulla materia e mali fisici nel corpo umano. Può anche agire sulla nostra psiche, at traverso sogni, pensieri, fantasie; e può trasmetterci i suoi sentimenti: odio, disperazione. Sono tutti fenomeni che si verificano nelle persone colpite da mali satanici e soprattutto nei casi di possessione. Ma la vera perfidia e la vera bruttezza di questo essere spirituale è superiore ad ogni immaginazione umana e ad ogni possibilità di rappresentazione.Il demonio può localizzarsi in un uomo, in una sua parte, in un luogo? E può coabitare con lo Spirito Santo?Essendo puro spirito, il demonio non si localizza in un posto o in una persona, anche se ne dà l’impressione. In realtà non si tratta di localizzarsi, ma di agire, di influire. Non è una presenza come un essere che va da ad abitare in un altro essere; o come l’anima nel corpo. E come una forza che può agire nella mente, in tutto un corpo umano o in una parte di esso. Per cui anche noi esorcisti abbiamo talvolta l’impressione che il demonio (preferiamo dire il male) stia, ad esempio, nello stomaco. Ma si tratta solo di una forza spirituale che agisce nello stomaco.Così sarebbe errato pensare che nel corpo umano ci possa abitare lo Spirito Santo e il demonio, come se due rivali stessero nella stessa camera. Sono forze spirituali che possono agire contemporaneamente e in modo diverso in uno stesso soggetto. Poniamo ad esempio il caso di un santo che abbia il tormento di una possessione diabolica: senza dubbio il suo corpo è tempio del lo Spirito Santo, nel senso che la sua anima, il suo spirito, aderiscono pienamente a Dio e seguono la guida dello Spirito Santo. Se noi pensassimo a questa unione come a un qualche cosa di fisico, anche le malattie sarebbero incompatibili con la presenza dello Spirito Santo; è in vece una presenza, quella dello Spirito Santo, che san tifica l’anima e guida l’agire e il pensare. Ecco perché la presenza dello Spirito Santo può coesistere con le sofferenze provocate da una malattia o da un’altra forza, come è quella del demonio.Non potrebbe Dio bloccare l’azione di Satana? Non potrebbe bloccare l’opera degli stregoni e dei maghi?Dio non lo fa perché, creando gli angeli e gli uomini liberi, lascia che agiscano conforme alla loro natura intelligente e libera. Poi, alla fine, tirerà le somme e darà a ciascuno ciò che merita. Credo che a questo proposito sia quanto mai chiara la parabola dei buon grano e della zizzania: alla richiesta dei servi di estirpare la zizzania, il padrone rifiuta e vuole che si aspetti il tempo della mietitura. Dio non rinnega le sue creature, anche se si comportano male; in caso contrario, se le bloccasse, il giudizio sarebbe già fatto, prima ancora che la creatura abbia la possibilità di esprimere se stessa integralmente. Noi siamo esseri finiti; i nostri giorni terreni sono contati, per cui ci di spiace questa pazienza di Dio: vorremmo vedere subito il bene premiato e il male punito. Dio aspetta, lasciando all’uomo il tempo di convertirsi e servendosi anche del demonio perché l’uomo possa dare prova di fedeltà al suo Signore.Molti non credono nel demonio perché sono guariti in seguito a cure psicologiche o psicoanalitiche.E chiaro che in quei casi non si trattava di mali malefici e tanto meno di possessioni malefiche. Ma non so no necessari questi disturbi per credere nell’esistenza del demonio. La parola di Dio è molto esplicita in proposito; ed è chiaro il riscontro che rileviamo nella vita umana, individuale e sociale.Gli esorcisti interrogano il demonio e ne ottengono risposte. Ma se il demonio è il principe della menzogna, che cosa di utile si può ottenere ad interrogarlo?E vero che le risposte del demonio vanno poi vagliate. Ma talvolta il Signore impone al demonio di dire la verità, per dimostrare che Satana è stato sconfitto da Cri sto ed è anche costretto a ubbidire ai seguaci di Cristo che agiscono nel suo nome. Spesso il maligno afferma espressamente di essere costretto a parlare, cosa che fa di tutto per evitare. Ma, ad esempio, quando è costretto a rivelare il suo nome, è per lui una grossa umiliazione, un segno di sconfitta. Guai però se l’esorcista si perdesse dietro a domande curiose (che il Rituale espressamente vieta) o se si lasciasse guidare in una discussione dal demonio! Proprio perché è maestro di menzogna, Satana resta umiliato quando Dio lo costringe a dire la verità.Sappiamo che Satana odia Dio. Si può dire che anche Dio odia Satana, per la sua perfidia? Esiste dialogo tra Dio e Satana?«Dio è Amore», come lo definisce S. Giovanni (1 Gv 4,8). In Dio ci può essere disapprovazione per il comportamento, mai odio: «Tu ami le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato» (Sap 11,23-24) . L’odio è un tormento, forse il più grande dei tormenti; è inammissibile in Dio. Quanto al dialogo, possono le creature interromperlo col Creatore, ma non viceversa. libro di Giobbe, i colloqui tra Gesù e gli indemoniati, le affermazioni dell’Apocalisse; ad esempio: «Ora è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti a Dio giorno e notte» (12,10), lasciano supporre che non c’è chiusura da parte di Dio di fronte alle sue creature, per quanto perverse.La Madonna a Medjugorje parla spesso di Satana. Si può dire che egli oggi sia più forte che nel passato?Credo di sì. Ci sono epoche storiche di maggior corruzione che altre, anche se sempre troviamo il bene e il male. Ad esempio, se studiamo la condizione dei Romani ai tempi della decadenza dell’Impero, non c’è dubbio che troviamo generalizzata una corruzione che non c’era ai tempi della Repubblica. Cristo ha sconfitto Sa tana e dove regna Cristo, Satana cede. Per questo troviamo in certe aree del paganesimo uno scatenarsi del demonio superiore a quanto riscontriamo presso i popoli cristiani. Ho, ad esempio, studiato questo fenomeno in certe zone dell’Africa. Oggi il demonio è assai più forte nella vecchia Europa cattolica (Italia, Francia, Spagna, Austria…) perché in queste nazioni il calo della fede è pauroso e intere masse si sono date in preda alla superstizione, come abbiamo fatto notare a proposito delle cause dei mali malefici.

Esorcisti e maghi. MEZZI DI LIBERAZIONE 0

Esorcisti e maghi. MEZZI DI LIBERAZIONE

Scritto il 24 Giugno 2009.Nei nostri incontri di preghiera avvengono spesso liberazioni dal maligno, benché non si facciano esorcismi, ma solo preghiere di liberazione. Lei ci crede o pensa che ci illudiamo?Ci credo perché credo nella forza della preghiera. Il Vangelo ci presenta il caso più difficile di liberazione, quando ci parla di quel giovane su cui gli apostoli hanno pregato invano. Ne abbiamo parlato nel secondo capitolo. Ebbene, Gesù richiede tre condizioni: la fede, la preghiera, il digiuno. E questi restano sempre i mezzi più efficaci. Indubbiamente la preghiera è più forte quando è fatta da un gruppo. Anche questo il Vangelo ce lo dice. Non mi stancherò mai di ripetere che ci si può liberare dal demonio con la preghiera e senza esorcismi; mai con gli esorcismi e senza preghiera.Aggiungo poi che, quando preghiamo, il Signore ci dà ciò di cui abbiamo bisogno, anche indipendentemente dalle nostre parole. Noi non sappiamo quello che dobbiamo chiedere; è lo Spirito che prega per noi, «con gemiti inesprimibili». Per cui il Signore ci dà molto di più di quello che domandiamo, molto di più di quello che oseremmo sperare. Mi è capitato di vedere persone liberate dal demonio mentre p. Tardif faceva preghiere di guarigione; e mi è capitato di assistere a guarigioni mentre mons. Milingo faceva preghiere di liberazione. Preghiamo: ci pensa poi il Signore a darci quello di cui abbiamo bisogno.Esistono luoghi privilegiati per la liberazione da mali malefici? Talvolta se ne sente parlare.Si può pregare ovunque, ma non c’è dubbio che da sempre — sono luoghi privilegiati di preghiera quelli in cui il Signore si è particolarmente manifestato o quel li a lui direttamente consacrati. Già presso il popolo ebraico troviamo tutta una serie di questi luoghi: dove Dio si era manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe… Noi pensiamo ai nostri santuari, alle nostre chiese. Per cui spesso le liberazioni dal demonio non avvengono al la fine di un esorcismo, ma presso un santuario. P. Candido era particolarmente legato a Loreto e Lourdes, per ché molti suoi malati sono stati liberati in quei santuari.E vero che ci sono anche luoghi in cui ricorrono con speciale fiducia coloro che sono colpiti dal demonio. Ad esempio a Sarsina, dove il collare di ferro, usato per penitenza da s. Vicinio, è stato spesso occasione di liberazioni; un tempo si andava al santuario di Caravaggio oppure a Clauzetto, dove si venera una reliquia del preziosissimo sangue di Nostro Signore; in questi luoghi spesso i colpiti dal demonio hanno ottenuto la guarigione. Direi che anche il ricorso a luoghi particolari è utile per provocare in noi una maggior fede; ed è questa che conta.Mi sono liberata. La preghiera e il digiuno mi hanno giovato più degli esorcismi, da cui ho avuto solo benefici passeggeri.Ritengo valida anche questa testimonianza; sostanzialmente abbiamo già dato sopra la risposta. Ribadiamo il concetto, molto importante, che il colpito non deve avere un atteggiamento passivo, come se stesse nell’esorcista il compito di liberarlo; ma è necessario che collabori attivamente.Vorrei sapere che differenza c’è tra l’acqua benedetta e l’acqua di Lourdes o di altri santuari. Così pure che differenza c’è tra l’olio esorcizzato e l’olio che scaturisce da certe immagini sacre o che arde nelle lampade poste in certi santuari e che viene usato con devozione.L’acqua, l’olio, il sale esorcizzati o benedetti sono dei sacramentali. Ma anche se ricevono un’efficacia particolare per l’intercessione della Chiesa, è la fede con cui vengono usati a conferire loro l’efficacia nei casi concreti. Gli altri oggetti di cui parla il richiedente non so no sacramentali, ma hanno la loro efficacia conferita dalla fede, attraverso cui si invoca l’intercessione derivante dalla loro provenienza: dalla Madonna di Lourdes, dal Bambino di Praga, ecc.Ho un vomito continuo di saliva densa e schiumosa. Nessun medico ha saputo darmene spiegazione.
Se ne sente beneficio, può essere un segno di liberazione da qualche influsso malefico. Spesso chi ha ricevuto un maleficio, mangiando o bevendo qualcosa di fatturato, se ne libera vomitando saliva densa e schiumosa. In questi casi consiglio tutto ciò che si suggerisce quando occorre una liberazione: molta preghiera, sacramenti, perdono di cuore… quanto già abbiamo detto. In più, bere acqua benedetta e olio esorcizzato.Non so perché, sono molto invidiato. Temo che questo mi possa danneggiare. Vorrei sapere se le gelosie e le invidie possono causare mali malefici.Li possono causare solo se sono occasioni per fare un maleficio. Diversamente sono sentimenti che corro dono chi li ha e che, indubbiamente, turbano la buona armonia. Pensiamo anche solo alla gelosia di un coniuge: non causa mali malefici, ma rende infelice un matrimonio che avrebbe potuto essere ben riuscito. Non causano altri disturbi.Mi è stato consigliato di fare spesso preghiere di rinuncia a Satana. Non ne ho ben capito il motivo.
È sempre utilissimo il rinnovo dei voti battesimali, in cui riaffermiamo la nostra fede in Dio, la nostra adesione a lui, e rinunciamo a Satana e a tutto quello che ci proviene dal demonio. Il consiglio che le è stato dato suppone che lei abbia contratto dei legami che deve spezzare. Chi frequenta maghi, contrae un legame malefico sia col demonio sia col mago; così chi frequenta sedute spiritiche, sètte sataniche, ecc. Tutta la Bibbia, soprattutto l’Antico Testamento, è un continuo invito a spezzare ogni legame con gli idoli e a rivolgersi decisamente all’unico Dio.Che valore protettivo ha portare al collo immagini sacre? Sono molto in uso medaglie, crocifissi, scapolari…
Hanno sicura efficacia se questi oggetti sono usati con fede, e non come se fossero amuleti. La preghiera usata per benedire le immagini sacre insiste su due concetti: imitare le virtù di chi è rappresentato dall’immagine e ottenerne la protezione. Se uno credesse di potersi esporre a pericoli, ad esempio, andare a un culto satanico, sicuro di essere protetto da conseguenze malefiche perché porta al collo un’immagine sacra, sbaglierebbe di grosso. Le immagini sacre debbono incoraggiarci a vivere coerentemente la vita cristiana, come l’immagine stessa ci suggerisce.Il mio parroco sostiene che il miglior esorcismo è la Confessione.Il suo parroco ha ragione. Il mezzo più diretto che combatte Satana è la confessione, perché è il sacramento che strappa le anime al demonio, dà forza contro il peccato, unisce sempre di più a Dio avviando le anime a uniformare sempre più la loro vita alla volontà divina. A tutte le persone colpite da mali malefici consiglia mo la confessione frequente, possibilmente settimanale.Che cosa dice, riguardo agli esorcismi, il Catechismo della Chiesa Cattolica?Ne tratta espressamente in quattro paragrafi. Al n. 517, parlando della Redenzione operata da Cristo, ri corda anche i suoi esorcismi. Il n. 550 dice testualmente: «La venuta del Regno di Dio è la sconfitta del regno di Satana. “Se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto tra voi il Regno di Dio” (Mt 12,28). Gli esorcismi di Gesù liberano alcuni uomini dal tormento dei demoni. Anticipano la grande vittoria di Gesù sul “principe di questo mondo” (Gv 12,31)».Il n. 1237 tratta degli esorcismi inseriti nel battesimo. «Dal momento che il battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, vie ne pronunciato uno o più esorcismi sul candidato. Questi viene unto con l’olio del catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato, può professare la fede del la Chiesa alla quale sarà consegnato per mezzo del battesimo».Il n. 1673 è il più dettagliato. Dice come nell’esorcismo è la Chiesa che domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno. In tal modo esercita il potere e il compito di esorcizzare, ricevuto da Cristo. «L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca».Si noti questa importante precisazione, in cui si riconosce che non esiste solo la vera e propria possessione diabolica, ma esistono anche altre forme di influenza demoniaca. Rimandiamo al testo per le altre precisazioni che contiene.