Categoria: MARIA MADRE DI DIO

Una continua professione di fede: la “Medaglia Miracolosa” 0

Una continua professione di fede: la “Medaglia Miracolosa”


di Padre Florio Quercia  La “Medaglia Miracolosa” esprime in linguaggio simbolico – cioè nel linguaggio più intuitivo e universale – tutto il contenuto essenziale della fede cattolica.Fatta coniare dalla Madonna tramite le sue rivelazioni a S. Caterina Labouré (il 27 novembre 1830 a Parigi, rue du Bac), benedetta e raccomandata dalla Chiesa, la medaglia è stata definita “Medaglia Miracolosa” proprio per le molte grazie ricevute da chi l’ha portata con fede.Un lato della medaglia rappresenta il contenuto oggettivo della Fede Cattolica: la Redenzione divina realizzata tramite Gesù e Maria, per una comunione di tutti gli esseri con Dio. L’altro lato della medaglia presenta il contenuto soggettivo della Fede Cattolica: l’accettazione della Redenzione, che è possibile per ciascuno se ha un cuore puro e se prega. Il dato oggettivo della Fede Cattolica è così simboleggiato:1. Le Dodici stelle – Simbolo della comunità completa e perfetta (12 segni dello Zodiaco, 12 tribù d’Israele, 12 apostoli) dicono “la Nuova Gerusalemme che scende dal Cielo, da Dio, risplendente della Gloria di Dio” (con 12 porte, su cui stanno 12 angeli e scritti i nomi delle 12 tribù d’Israele. Le mura poggiano su 12 basamenti, su cui sono i nomi dei 12 apostoli dell’Agnello (Ap 21). Città Universale di tutti gli esseri che accettano la Redenzione: Angeli, uomini, extraterrestri …2. La Croce – Indica Gesù Cristo e tutta la sua vita e missione, che culmina sulla Croce e ha nella Croce la Sua eterna Gloria.3. La Lettera M – Indica Maria e tutta la sua vita e missione: Madre di Gesù e Sua collaboratrice nell’opera di Redenzione.4. L’intreccio M-Croce – Indica l’unione intima tra Gesù e Maria nell’opera stessa della Redenzione, per realizzare questa comunione divina di tutti con la Divinità, in Dio.5. I due cuori – Indica la vera natura e il valore profondo di Gesù e di Maria e della loro profonda unione: è il loro libero consapevole amore per Dio, per gli uomini e tra loro.Cuore di Gesù coronato di spine: non apprezzato, rifiutato, tradito in questo suo atto d’amore e di redenzione.
Cuore di Maria trafitto da una spada: profondamente addolorato per il rifiuto fatto dagli uomini a Dio, per l’uccisione del Figlio.Questo loro unico amore, espresso e reso perfetto nel dolore, è la forza di Redenzione di Dio per il mondo (Ebrei 5, 9). Il dato soggettivo della Fede Cattolica è così simboleggiato:1. Maria Immacolata – Una persona umana costruita tutta intera sulla innocenza dal peccato, e che proprio per questo ha potuto trasmettere ad altri – a Gesù – una natura umana integra per una missione di Redenzione.2. Maria che intercede – La Bibbia è piena di preghiere di intercessione esaudite (Abramo, Mosè, Daniele, Ester, Giuditta, Baruch, Salmi … Maria, Gesù stesso. (Gv 2, 4; Gv 11, 41; Eb 5, 1-4)3. Il mondo – Indica tutta l’umanità e tutta la storia, che è divisa tra la vera sapienza: umiltà, purezza, mitezza di cuore, come Maria; falsa sapienza: orgoglio, falsità, violenza, come il serpente.4. Il serpente schiacciato – Indica Satana e la sua sapienza falsa, demoniaca, contrapposta alla sapienza vera che viene da Dio. Come il serpente è velenoso, seducente, traditore, insidioso, insinuante, incapace di muoversi in linea retta; così la falsa sapienza originata da lui è incapace di rettitudine, di cuore puro, di vita vera. Ma con Maria Immacolata, Madre di Gesù, viene schiacciata da Dio.5. La scritta e i due raggi – Atto di fede nell’efficacia della preghiera di intercessione di chi ha il cuore puro, desiderio di essere come Maria, invocazione a Lei.I due raggi simbolizzano i doni predisposti e preparati per noi da Dio: sono dati a chi prega (raggio bianco), ma non possono essere dati a chi non prega (raggio nero).Portare questa medaglia con convinzione, ripetendo sinceramente ogni giorno l’invocazione scritta sulla medaglia: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”, equivale in pratica ad un costantee personale atto di fede ed anche ad una costante professione di fede.

Trionfo di Maria sui demoni 0

Trionfo di Maria sui demoni

1600. Si rinnova la lotta avvenuta in Cielo alla caduta degli angeli. S. Giovanni descrisse insieme le due lotte. Allora Lucifero lottò col segno della Vergine e, all’apparire della realtà, doveva ripetersi la lotta. Lottò con Cristo, come dice S. Paolo: ora, era la volta della prova decisiva per Maria. Questa lotta accrebbe nei demoni le pene meritate nella prima sconfitta ed a Maria fruttò tali e tanti favori che sorpassano ogni creta intelligenza.1601. La gigantesca battaglia.Tutto l’Inferno, pieno di sdegno, assalì Maria. Il cielo non vide, né vedrà mai più, una simile battaglia. I demoni fecero questa lotta nonostante il tormento che provavano al solo avvicinarsi a Lei, tanto erano grandi in essi l’odio ed il desiderio di vendetta. Cercarono con ogni modo di influire sui suoi sensi e terrorizzarla e turbarla e qualunque altra creatura al suo posto sarebbe morta di spavento, giacché questa lotta durò 12 ore.Ma la S. Vergine non mutò neppure di sembianze. Allora i demoni assalirono il suo interno con suggestioni, promesse, minacce, assalti contro le virtù, non producendo però in Lei altro che atti eroici di queste stesse virtù.1602. Maria pregò per tutti i tentati vedendo per esperienza la malizia del demonio e le necessità dell’aiuto di Dio. Il Signore Le concesse che tutti i tentati che La invocassero fossero da lei difesi. Dopo che fu tentata con tutte le mali arti, Maria invocò la giustizia di Dio a giudicare la sua causa. Scese allora Gesù, con gli angeli, con i patriarchi, fra cui Adamo ed Eva, Anna e Gioacchino. Maria si prostrò ad adornare Dio, ed i demoni, sentendone la presenza, tentarono di fuggire, ma furono trattenuti dal potere di Maria.Si udì allora una voce: “oggi verrà su di voi lo sdegno di Dio e vi schiaccerà il capo una donna discendente di Adamo e di Eva e si eseguirà l’antica sentenza fulminata nel Cielo e nel Paradiso Terrestre. Perché, disubbidienti e superbi, avete disprezzata la Umanità del Verbo e Colei che lo vestì nel suo verginale talamo”. 1603. Si realizza la visione dell’Apocalisse.Sei serafini trasportarono Maria alla destra del trono di Gesù e uno splendore ineffabile uscito dalla Divinità l’investì come sole. Comparve la luna sotto i suoi piedi (simbolo delle cose terrene variabili); Le fu posto un diadema di 12 stelle simbolo delle profezioni divine comunicatele quanto era possibile in pura creatura. Mostrava di portare in sé Dio fatto uomo e gridava come per dolori di parto nel dare alla luce ciò che aveva concepito, affinché ne partecipassero tutte le creature capaci, ma molte di queste resistevano benché Ella desiderasse con lacrime e sospiri di comunicarlo ad esse. 1604. Il dragone dell’Apocalisse.Lucifero stava in forma di drago grande e rosso con 7 teste coronate da 7 diademi e 10 corna. Ciò significava che egli è l’autore dei 7 peccati capitali che pretendeva far trionfare nel mondo con le sue eresie, distruggendo con la sua astuzia e malvagità i 10 comandamenti, armandosi con 10 corna contro essi. Strappava ancora col cerchio della sua coda un terzo delle stelle del cielo, non solo per le migliaia di angeli apostati che di là lo seguirono nella sua disobbedienza, ma ancora per aver partecipato dal Cielo della Chiesa molti, che risplendevano in essa per dignità e santità.1605. Maria stava per dare alla luce la Chiesa e Lucifero stava attendendo per divorare il parto della nuova Chiesa, e infuriava, vedendo Maria sì possente nello stabilirla e nel riempirla di tanti figli.Generò Ella ugualmente un maschio, che doveva governare la Chiesa on forte verga di ferro. Esso simboleggia: 1) lo spirito rettissimo e forte della Chiesa, che con la rettitudine e la podestà di Cristo saggiamente regge tutte le genti; 2) gli uomini apostolici, che con Cristo devono giudicare le Nazioni alla fine del mondo. Ciò fu parto di Maria, perché ella partorì Cristo e perché con i suoi meriti e diligenze partorì la chiesa in grande santità e l’alimentò per tutto il tempo in cui visse ed ora conserva con il medesimo spirito in cui nacque.1606. Il Figlio fu rapito dal trono di Dio e la donna fuggì nella solitudine per essere dimenticata per 1260 giorni. Ciò significava che tutto il parto legittimo di Maria, tanto nella comune santità dello spirito della Chiesa, quanto nelle anime particolari che Ella generò e genera, come parto suo proprio spirituale, tutto arriva al trono ove risiede il suo parto naturale, Cristo, in cui e per cui ella li genera e sostenta.La solitudine nella quale Maria venne trasportata significa uno stato altissimo e pieno di misteri in cui Lei sola fu elevata, lontana dalle creature e dal demonio, e in cui visse 1260 giorni. 1607. Lucifero confessa la sua sconfitta.Così Lucifero perse la speranza che per più di 5000 anni aveva nutrita di vincere la gran Dama e diceva:“Lasciami sprofondare nell’Inferno, non posso stare al Tuo cospetto, né mi presenterò più a Te. Hai vinto, o Donna, ed io Ti riconosco invincibile per la forza di Colui che Ti fece sua Madre. O Dio onnipotente, castigaci Tu da te stesso, giacché a Te non possiamo resistere, ma non per lo strumento di una Donna di sì inferiore natura. La sua carità ci consuma, la sua umiltà ci abbatte ed Ella in tutto è una dimostrazione della Tua misericordia verso gli uomini e questo ci tormenta più di ogni pena. Ah, stolti figli di Adamo, perché seguite me e lasciate la vita per la morte, la verità per la menzogna? Folle procedere è il vostro, mentre avete della vostra e nella vostra natura il Verbo e questa Donna, la vostra ingratitudine è maggiore della mia e questa Donna mi obbliga a confessarle la verità che di tutto cuore aborro. Maledetta l’idea di perseguitar questa Figlia di Adamo che così mi tormenta e opprime”.Venne allora S. Michele e con l’arma del suo intelletto attaccò un’altra battaglia, convincendo il demonio di superbia e di disubbidienza e giustificando la giustizia di Dio nel punirli. 1608. Promessa di Gesù in favore della Chiesa.Gesù disse a Maria: “ Madre eletta dalla mia eterna sapienza a mia abitazione e tempio; oggetto del mio infinito amore, protezione della mia Chiesa. Per la delegazione della mia onnipotente potestà, comandate dal drago che, Voi vivente, non semini nella Chiesa gli errori che tiene preparati, schiacciategli il capo, perché voglio che nei giorni vostri la Chiesa, per la vostra potenza, goda questo favore”.Il dragone fu precipitato sulla terra (Apocalisse 12), ove Maria gli diede il permesso di stare, e S. Michele esclama: “Ora è stata operata la salute, la virtù ed il Regno di Dio e la potestà del suo Cristo; perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, che egli accusava di giorno e di notte. Ed essi l’hanno debellato per mezzo del Sangue dell’Agnello”. (Apoc. 12-10)Il drago, che cercava pervertire la ragione della giustizia, allegava al cospetto di Dio le colpe degli uomini, perché non applicasse loro la Redenzione. “Ma guai alla terra…” perché il demonio scende con rabbia al vedere gli uomini rivolgersi a Cristo ed a Maria e teme il suo tempo breve. 1609. Il dragone, nulla potendo contro Maria, si scaglia contro i suoi figli.Le ali sono la potestà data a Maria di salire alla vista della Divinità e poi di là discendere a distribuire tesori di grazia, sicché il demonio non poté più tentare Maria per un tempo, due tempi e metà di un tempo (per 3 anni e mezzo = 1260 giorni).Ma, non potendo tentare Lei, misit ex ore suo aquam tamquam flume: contro i fedeli e, specialmente dopo la morte di Maria, scatenò un fiume di eresie. Non potendo vendicarsi su di Lei, abit facere praeliur cum reliquis de semine eiusSetit supra arenam maris, cioè anche tra infedeli e Giudei, per mezzo dei quali guerreggiò e guerreggia la Chiesa nonché direttamente tentando i fedeli.Ma la terra aiutò la donna, cioè la Chiesa immutabile e l’inconcussa sua verità “et aperuit terra os suum et absorbuit lumen, quod misit drac de ore suo”.La Chiesa, organo e bocca dello Spirito Santo, condannò, confusi convinti, tutti gli errori e le eresie con parole e insegnamenti che escono da questa bocca per mezzo della Scrittura, dei Concili, dei dottori e predicatori.1610. L’Evangelista abbracciò tutti questi ed altri misteri, raccontando questa battaglia e questi trionfi di Maria. Gli angeli fecero muovi canti al Verbo ed alla sua Madre per le vittorie riportate. Adamo e Eva ringraziarono Dio per averla scelta per sua Madre e Riparatrice della loro rovina, i patriarchi perché vedevano adempiti i loro desideri e vaticini. Specialmente S. Gioacchino, S. Anna e S. Giuseppe glorificarono Dio e tutti insieme cantarono lodi al Dio Santo e ammirabile nei suoi consigli. Maria si prostrò e adorò il Verbo e si esibì a soffrire per la chiesa, ricevendo la benedizione del Figlio, dei genitori, dello Sposo. Raccomandò ad essi la Chiesa, si licenziò dalla corte celeste discese in terra. 1611. Insegnamenti della Madonna.La battaglia incominciata con la prima rivolta si continua nei secoli tra il Regno della luce con a capo Cristo e quello delle tenebre guidato dal tiranno Lucifero. Il primo conduce i suoi alla gloria e alla beatitudine eterna. Il secondo all’eterna rovina.Eppure sono più quelli che seguono Lucifero, che pur non li ha creati, né dato loro la vita, obbligati con nessun dono, di quelli che seguono Gesù.

Grazie ricevute 2^ parte 0

Grazie ricevute 2^ parte

Maria Lea de Toledo (Roma) – Scrivo questa mia testimonianza per ringraziare la Madonna di Lourdes. Ho lavorato per circa tre anni in un albergo del centro di Roma come cameriera di piano. Ho avuto molte difficoltà ad inserirmi nell’ambiente di lavoro per l’avversione dei miei colleghi, di cui non condividevo le malignità ed i pettegolezzi di bassa lega. L’unico mio conforto è stata la preghiera: tenendo in mano la Medaglia dell’Immacolata Concezione di Lourdes, ho recitato ogni giorno la Salve Regina e tre Angelo di Dio. La Madonna mi ha aiutata a resistere all’ostilità che mi circondava, permettendomi di svolgere serenamente il mio lavoro e dandomi la forza di perdonare chi mi voleva male, fino al punto di togliermi l’impiego. Non ci sono riusciti. Quando io l’ho ritenuto opportuno -e su ispirazione della Vergine-, ho dato io stessa le dimissioni ed ho ritrovato la serenità dell’anima.Angela (Pompei – NA) – Mi sento privilegiata per quanto è avvenuto nella mia vita. Ho ricevuto una Grazia particolare, mi sento piena di gioia e di gratitudine. Avevo fatto degli esami per controlli periodici, con mia grande sorpresa il dottore mi disse che c’era qualcosa di grave all’utero e che era necessario fare ulteriori esami. Mi indicò un ospedale e mi recai piena di agitazione. Era come una tempesta dentro di me, non avevo pace, chiedevo a tutti preghiere, spaventata come sul punto di subire la pena di morte. I miei familiari erano più spaventati di me, in quanto mangiavo poco e davo segni di depressione. Una amica mi diede il vostro libro Santo Rosario meditato, dicendomi che conteneva molte preghiere forti. Cominciai a recitare le preghiere con insistenza, pensavo che la Madonna mi avrebbe aiutata presto. Avendo il libro nelle mani per molte ore al giorno, cominciai a leggere la prima parte, la lunga meditazione di Padre Giulio. Più leggevo e più mi sentivo in pace, la fiducia verso la Madonna aumentava, dormivo serenamente. Scoprii così le grandezze e le tenerezze della Madre di Dio e mi innamorai di questa Santa Vergine. Feci le tre novene di seguito alla Madonna di Pompei e andavo ogni giorno a Messa. Dall’ospedale mi comunicarono che negli esami non era più risultato nulla e adesso sono pure guarita nell’anima. Non ho parole per ringraziare la Madonna di Pompei, Regina delle vittorie e potente Mediatrice.Silvia (Rovigo) – Avevo bisogno di ritrovare me stessa, non potevo più proseguire a ritmi esasperati, non potevo pensare solo al dio lavoro. Durante la Messa chiesi a Gesù di non abbandonarmi. Andai a Medjugorje per sette giorni con il gruppo della parrocchia, vivendo un’esperienza straordinaria. La Madonna mi ha illuminata facendomi capire chiaramente quali sono le cose più importanti della vita, con al primo posto Dio. Ho capito che stavo per perdermi, anche per la vita morale disordinata. La Madonna è stata la mia salvezza e per ringraziarla inviterò molte persone ad andare al più presto a Medjugorje. Ho scoperto che la mia vita è nelle mani della Madonna. Sono commossa.Alessandra (Scandicci – FI) – Vi scrivo per manifestare la mia immensa gratitudine alla Mamma celeste. Non ho parole di meraviglia per raccontare il miracolo avvenuto a casa mia. A mio marito era stato diagnosticato un tumore allo stomaco, era difficile pensare ad una guarigione, c’erano poche speranze. Ho cominciato a digiunare a pane e acque tre giorni la settimana (lunedì, mercoledì, venerdì), ho pregato molte corone del Rosario, ho invocato di continuo la Madonna, dicendole con Fede che Lei può tutto ed ero fiduciosa che sarebbe intervenuta. Infatti, durante il ricovero i medici con grande sorpresa hanno costatato che mio marito era completamento guarito. Non riuscirò mai a ricambiare quanto ci ha elargito la Madonna, ho deciso di fare molto apostolato con la vostra Associazione, mettendomi a disposizione per fare conoscere la Regina e la Madre dell’umanità.Salvatore (Napoli) – Leggendo la vostra rivista ho incontrato Gesù e la Madonna, mi sono convertito sul serio. Ho cominciato a pregare invece di bestemmiare. Sì, ero un povero animale che bestemmiava di continuo, senza ragionare sugli effetti negativi che scaturivano dalle mie parolacce. Un giorno mia moglie invitò delle amiche per pregare, io ero infuriato di questo, così me ne andai in un’altra stanza. Col passare dei minuti, cresceva in me un’agitazione strana, sbuffavo, mi veniva da impazzire… poi, non ricordo più nulla. Mia moglie mi ha raccontato che cominciai a ululare e a fare cose molto strane. Ero posseduto. Mi convinsero ad andare da un esorcista e durante le benedizioni una forza superiore alla mia mi dominava e agiva in me. Mi dissero che l’unica medicina era il Santo Rosario e la Santa Messa ogni giorno. Divenni devotissimo della Madonna e dopo molti esorcismi sono stato liberato. La causa erano le bestemmie, mentre la possessione del diavolo mi ha convinto a rivolgermi alla Madonna e a pregarla, recitando anche 10 corone del Santo Rosario ogni giorno.Domenica (Cuvio – VA) – Ringrazio la Madonna Santissima per la guarigione completa della mia bambina, affetta da una grave malattia. La mia gioia è troppo grande al solo pensare alla Madonna, a quanto mi ha donato, una Grazia impagabile.Ottavia (Vittorio Veneto – TV) – Sono stata fidanzata per due anni con un uomo, alquanto introverso e misterioso. Lui insisteva per sposarci, io ero sempre indecisa, c’era qualcosa che mi tratteneva. Recito ogni giorno il Santo Rosario ed è per me una fonte di illuminazione. Veramente la Madonna durante la recita mi fa capire certe cose personali. Un giorno il mio fidanzato mi rivelò alcune cose sue, rimasi sorpresa e pregai per diversi giorni. Compresi che era meglio chiudere la storia. Al solo pensare che avrei potuto sposarlo e poi scoprire certe cose, mi fa star male. Sono stata salvata dalla Madonna. Bellissima Madre, ti amo più di prima e con tutta me stessa.Carla (Udine) – Da tempo pregavo la Madonna per intervenire su una contesa familiare. Sono successe situazioni spiacevoli, offese reciproche e silenzi strani. Ho insistito nella preghiera alla Madonna, ogni giorno mi fermavo molte volte davanti una sua immagine e aprivo il mio cuore a questa potente Madre. Le incomprensioni in famiglia si sono calmate e adesso c’è pace, un nuovo clima affettuoso e sincero. Grazie alla Madonna.Giovanni (Meugliano – TO) – Voglio ringraziare la Vergine Santissima per tutte le Grazie che ha donato alla mia famiglia. Il nostro amore verso Lei è grande e Le dedicheremo maggiori preghiere. Aiutaci sempre, Maria.Antonio (Nocera Umbra – PG) – Da alcuni anni sentivo dentro me il desiderio di consacrarmi in un Ordine religioso. Ho fatto alcune esperienze, ma sorgevano varie difficoltà, un po’ per me e anche per loro. Mi ero scoraggiato e pensavo di cercare un lavoro, anche se avvertivo sempre la vocazione religiosa. Ho fatto un pellegrinaggio in un Santuario mariano, ho digiunato, ho pregato fino alle lacrime per avere una risposta dalla Madonna. Dopo una settimana ho fatto esperienza in un altro convento e penso di avere trovato il clima di preghiera e di vita religiosa che cercavo. Mi sono sentito condotto qui dalla Madonna, sono pieno di gioia per la vita evangelica e di preghiera che si conduce. Devo la mia vocazione

Grazie ricevute 1^ parte 0

Grazie ricevute 1^ parte


Delle testimonianze di Grazie ricevute dalla Madonna che ci vengono segnalate da tantissimi lettori, estraiamo la parte più interessante per rendere partecipi tutti i nostri lettori. Per fare gioire chi non ha più speranza. Per dare a tutti il messaggio che pregando con fiducia ed amore sempre si ottengono le Grazie dalla Madonna. Basta mettere al centro della vita Gesù Eucaristia e la Madonna: l’Adorazione Eucaristica ogni giorno, la recita del Santo Rosario ogni giorno. Certamente, è molto importante la partecipazione alla Santa Messa. Possibilmente ogni giorno. Decidiamoci di vivere da veri cristiani, vivendo il Vangelo in ogni circostanza della vita.(Roberta – Brescia) La mia famiglia era stata sempre unita, a casa si respirava un’aria di amore e gioiosa condivisione, si parlava molto tra noi e i consigli reciproci che ci scambiavamo, ci univano ancora di più. La nostra era una vera famiglia cristiana, direi ideale. Ma un giorno mia figlia conobbe un uomo, un imprenditore, venne a trovarci e a parlare della sua vita. Incantò subito mia figlia e gli altri familiari, solo io ero un poco sorpresa. Non mi spiegavo il perché della mia ostilità, perché da quello che diceva doveva essere una gran brava persona. Aveva conosciuto mia figlia in un bar, era stato abile ad agganciarla e a chiedere un incontro. Mai mia figlia avrebbe incontrato un estraneo senza avvisarci, ma avvenne. Era stata soggiogata. Invitò mia figlia a passare un fine settimana in uno chalet di montagna e, nonostante la nostra opposizione, programmò di andare. Ma mi chiedevo chi fosse quest’uomo, che intenzioni aveva, perché tanta premura. Io aumentai le Corone del Rosario e andai in un Santuario della Madonna a chiederle la Grazia di farci capire la verità su quel giovane. Dopo qualche giorno, mi telefona un mio parente di un’altra città ma in visita dalla madre nella nostra città, e mi dice di avere visto in centro mia figlia con un uomo. Mi chiese se mia figlia conoscesse quell’uomo, in quanto è sposato con due bambini e in città è conosciuto come un dongiovanni. Lo lasciai parlare, ero affranta ma allo stesso tempo ringraziavo la Madonna per avermi fatto la Grazia di avere immediatamente scoperto la falsità di quell’uomo, che voleva agganciare per qualche tempo mia figlia, per poi abbandonarla.(Alberta – Cosenza) Ringrazio la Madonna per il lavoro che ha trovato mio marito, dopo avere atteso diversi anni. Mi sono commossa quando è stato detto al telefono a mio marito che avrebbe cominciato a lavorare il 2 febbraio, lunedì, Festa della Purificazione della Madonna. Avevo tanto pregato la nostra Mamma di provvedere alle necessità della mia famiglia, e Lei è stata di parola.(Carmela – Messina) Non ho parole per ringraziare la Vergine Maria per averci salvato nel pauroso incedente successoci. Lo scontro frontale è stato violento, ma anche grazie alle cinture di sicurezza nessuno ha sbattuto contro il vetro. E pensare che solitamente non allacciamo le cinture, ma quella mattina la mia bambina che era seduta dietro, voleva sapere il motivo del mancato allacciamento delle cinture. Così le allacciammo e siamo rimasti salvi nell’incidente. È stata una Grazia della Madonna, perché ogni mattina recito l’Atto di consacrazione alla Madonna dell’Associazione Gesù e Maria, e ripeto: “…di preservare da pericoli e difficoltà” la mia famiglia. Non potete immaginare quanto amo la Madonna.[Antonio – Angri (SA)] Da quando ero giovane, ho fumato anche più di un pacchetto di sigarette al giorno. Un vizio così radicato che niente e nessuno ha mai potuto convincermi di togliere. Neanche l’infarto che mi ha colpito due anni fa. Allora non pregavo e non frequentavo la Messa. Dopo un pellegrinaggio al Santuario di Pompei, cominciai a recitare il Rosario e a leggere libri spirituali. Ho capito che senza la Regina del Rosario non si diventa migliori. Un giorno, mentre recitavo il Rosario, sentii una voce dentro che mi invitava a smettere di fumare, io pensai che se la Madonna mi comandava di smettere, dovevo farlo. Così decisi di offrire la rinuncia del fumo a Lei e immediatamente non ebbi desiderio di fumare. Fu facile dimenticare di fumare. Da quel giorno non ho più fumato. Dopo qualche mese il dottore guardando le lastre mi disse che ero arrivato al limite, se avessi fumato ancora, qualche malattia incurabile mi avrebbe visitato. Non ho lacrime per ringraziare la Madonna del Rosario di Pompei.  [Alessandra – Bibbiena (AR)] In famiglia abbiamo avuto in passato varie disgrazie, non sto qui a scrivere tutto, sarebbe penoso per me anche scriverlo. Da alcuni mesi ero in trepidazione per una diagnosi datami in ospedale, e mi aveva messo una grande agitazione. Ero molto abbattuta, poi mi consigliarono di chiedere la Grazia alla Madonna e ho iniziato a recitare il Rosario, ho partecipato agli incontri di preghiera del Gruppo Gesù e Maria, ed aspettavo. Sono ritornata in ospedale per altre visite, con stupore del medico non c’era più traccia di quanto mi aveva precedentemente diagnosticato. Come prova lui ha la lastra di prima che conferma la malattia e la lastra nuova che invece indica uno stato fisico ottimo. Ringrazio la Madonna di continuo per questa Grazia.[Tiziana – Fossola (MS)] In passato ho commesso tanti peccati, numerose volte non mi sono comportata da buona cristiana. Alle mie figlie non ho dato un’educazione religiosa giusta, perché ero io a non avere la preparazione giusta sulla Fede Cattolica. Vedevo le mie figlie superficiali su tutto, attaccarsi a cose banali e a cercare sempre divertimenti sbagliati con le loro amicizie. È vero che non avevo dato nulla di spirituale, tranne l’accompagnamento per la preparazione della Prima Comunione, ma stavo scoppiando dentro vedendo come le mie 2 figlie superato i 15 anni stavano perdendosi. Per carità, nulla di grave, pensavo che il loro futuro sarebbe stato disastroso, come avviene per tante donne. Ho cercato di trovare aiuto rivolgendomi ad una mia conoscente impegnata in parrocchia, e mi ha fatto parlare al telefono con un Sacerdote. I suoi consigli mi hanno aperto gli occhi e la mente, il suo invito alla preghiera mi ha ridato speranza. Ho pregato moltissimo il Rosario, ogni giorno sono andata a fare l’Adorazione Eucaristica e le mie figlie si sono convertite sul serio, tanto che ogni sera recitiamo tutti insieme il Rosario. Le mie 2 figlie sono rinate, sono ragazze splendide, impegnate con la caritas aiutano i poveri e suonano in Chiesa e negli incontri di preghiera. La Madonna ha ascoltato il mio dolore, ha contato tutte le mie lacrime di mamma.[Luciano – Priverno (LT)] Da alcuni anni ero disturbato da un mio collega, non potevo evitarlo dato che stavamo nella stessa stanza. Avevo manifestato il mio disagio al direttore, dicevo che non riuscivo a lavorare bene, inoltre, dentro di me rivolgevo offese contro quell’uomo. Non attaccava me, mi rendeva irritato la sua mentalità, il suo grande orgoglio. Partecipavo a Messa, senza avere quella Fede necessaria per chiedere una Grazia. Andò così per anni. Un amico mi confidò che il figlio aveva trovato lavoro avendo chiesto la Grazia alla Madonna. Mi si illuminò la mente e pensai che anche io dovevo chiedere la Grazia per fare allontanare il mio collega dall’ufficio dove stavo anche io. Andai in pellegrinaggio al Santuario della Madonna, rimasi mezza giornata in Chiesa a chiedere questa benedetta Grazia. Non volevo vendetta, chiedevo di lavorare in un luogo tranquillo. Mi illudevo che la Grazia sarebbe arrivata dopo alcuni giorni, invece niente. Io pregavo e leggevo libri sulla Madonna, soprattutto il vostro libro Santo Rosario meditato. Passarono diversi mesi,non mi ero stancato di pregare, continuavo a recitare il Santo Rosario. A forza di pregare mi stavo affezionando al collega, tanto che non lo giudicavo più, lo sopportavo tranquillamente. Una mattina il direttore mi comunicò il mio trasferimento in una sede vicino casa. Andai via un po’ dispiaciuto per il collega che avevo giudicato male per anni, ma pieno di gioia per l’ascolto prestato dalla Madonna alle mie suppliche. Mi commuove pensare che la Madonna mi ha ascoltato. Grazie.[Antonella – Salve (LE)] Ringrazio la Redazione per avermi fatto pervenire i libri che cercavo da un po’ di tempo. Ringrazio soprattutto la Madonna per la conversione di mio marito, che io ritenevo un grande miracolo da verificarsi. Si è verificato e sono molto emozionata. Mi impegno a fare conoscere la Madonna e la recita del Rosario.[Roberta – Triora (IM)] Ringrazio la Madonna per avere ascoltato le mie insistenti suppliche, concedendomi la Grazia di vincere il concorso e di cominciare finalmente a lavorare.(Domenico – Frosinone) Da quando frequentavo l’università puntavo alla carriera e a guadagnare molti soldi, come è normale per ogni essere umano. Diventato professionista affermato ho sempre tenuto d’occhio l’utile in termini di soldi in ogni mio impegno di lavoro. Non consideravo affatto l’amicizia. Durante un viaggio la macchina sbandò e ci fu un tamponamento pauroso. Rimasi incastrato tra le lamiere, ma i secondi -per me lunghissimi- del tamponamento mi hanno scosso la vita. Pensando a quei momenti della carambola tra le macchine, del tempo rimasto bloccato dentro la macchina, ho capito che ho ricevuto un miracolo. Non per miei meriti, sono state certamente le preghiere di mia madre, sempre presente alla Messa e sempre a recitare il Rosario, donna piena di carità verso i poveri. Sono andato in pellegrinaggio a Gallinaro, ho pregato e ho pianto a dirotto per lungo tempo. Il più grande miracolo è la conversione del mio cuore. Sono pentito per tutto il tempo dedicato alla ricerca del successo professionale e della ricchezza: cose che svaniscono in un momento. Basta perdere il controllo della macchina … o della propria vita.(Lisa – Bologna) Voglio ringraziare la Madonna di San Luca qui da noi, perché la mia famiglia si è ricomposta, dopo l’allontanamento di mio marito con una collega e della separazione di mia figlia dal marito. Ho tanto pregato, ho avuto tanta Fede e la Madonna mi ha donato due Grazie nel giro di un mese.

SOLO MARIA È LA CORREDENTRICE 0

SOLO MARIA È LA CORREDENTRICE

Padre Georges Cottìer, O.P. Teologo della Casa Pontificia Nel bel capitolo conclusivo della Costituzione Conci­liare Lumen gentìum sulla Chiesa, dedicato alla Vergine Maria, leggiamo: “Così anche la beata Vergine avanzò nel­la peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua u­nione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (cfr Gv 19,25), soffrendo profondamen­te col suo Unigenito e associandosi con animo materno a! suo sacrifìcio, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente dallo stesso Gesù morente in croce fù data quale madre al discepolo con que­ste parole: Donna. ecco tuo figlio (cfr Gv 19,26-27>” (n. 58).Queste linee di grande intensità sono l’eco di una !unga tradizione autenticata dal Magistero. La Madre del Figlio di Dio fatto uomo è consacrata. sotto la croce. Madre del suo Corpo Mistico. Quindi sarà proc!amata Madre della Chiesa da Paolo VI. Questo titolo illumina il senso dell’«intima  unione» di Maria con la Chiesa. dove occupa. «in modo emi­nente e singolare» il «primo posto» (cfr n. 63). È nella sua persona che la Chiesa ha già raggiunto quella perfezione che la rende senza macchia e senza ruga (cfr Ef 5.27). Della Chiesa è il modello. Si deve ritenere sia che Maria non è fuori dalla Chiesa, dal momento che è il suo membro emi­nente e esemplare, sia che esercita su!la Chiesa una funzio­ne materna. Il mistero del1a Chiesa e il mistero di Maria s’includono e s’illuminano reciprocamente.Come spiegarlo? I l Concilio, dopo aver ricordato le pa­role dell’Apostolo (1 Tm 2,5-6): «Poiché non vi è che un so­Io Dio, uno solo è anche il mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che per tutti ha dato se stesso in riscat­to», aggiunge che «la funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia> (n. 60).La vita di grazia. partecipazione alla vita divina, esiste in principio e in pienezza in Cristo. Capo del Corpo Misti­co. per essere comunicata al SlIO Corpo, che è la Chiesa. Con questa comunicazione il Cristo attira la Chiesa ~ ogni suo membro ad assìmilarsi a Lui, a conformarsi a Lui e a partecipare al dono di se stesso al Padre. tramite il quale ha salvato l’umanità. Unico mediatore: il dono di se stesso è totalmente. infinitamente sufficiente per fa salvezza del mondo. Che ne renda partecipe la sua Chiesa. questo è un segno del suo amore e della profondità dell’unione a!!a qua­le l’introduce. Come ogni vita, . la vita della grazia è feconda. essa porta il suo frutto in abbondanza, Una legge si verifica qui sia per la Chiesa che per Maria. in proporzione ai suoi singolari privilegi.Il testo del Concilio, che abbiamo citato, lo rileva con forza: Sotto la croce, Maria soffre profondamente col suo Unigenito; si associa con animo materno al suo sacrificio; amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata: che significano queste affermazioni se non che Maria ha una parte attiva nel mistero della Passione e nell’opera della Redenzione?Il Concilio stesso lo precisa: la Madre del divino Re­dentore fu «generosamente associata alla sua opera a un ti­tolo assolutamente unico: ( … ) soffrendo col Figlio suo mo­rente in croce, ella cooperò in modo tutto speciale all’opera de! Salvatore. con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ar­dente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo Ella è diventata per noi madre nell’ordine della grazia» (n. 61).«Dopo la sua assunzione in cielo non ha interrotto que­sta funzione salvifica, ma con la sua molteplice interces­sione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna».Per questo Maria «è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice. soccorritrice, mediatrice» (n. 62).A! titolo di mediatrice. possiamo aggiungere quello di co-redentrice? Alla luce di quanto precede, la risposta è af­fermativa. Infatti, il Concilio stesso per evitare qualsiasi falsa interpretazione, aggiunge che l’impiego di questi titoli è legittimo se però va inteso «in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico me­diatore» (ibid).Si rileverà che questo titolo di co-redenrice non figura nel testo conciliare. Sì può pensare che questa assenza vo­luta obbediva ad una motivazione ecumenica. L’uso del termine necessitava di ulteriori sviluppi (ciò logicamente rileviamolo, vale anche per il termine Mediatrice, ma lì c’è l’autorità di una tradizione liturgica).È vero che, se il termine di co-redenzione doveva evo­care una giustapposizione e un’addizione all’opera redentri­ce del Salvatore. doveva essere respinto con vigore. E in quanto predestinata, suscitata, contenuta dal sacrificio re­dentore di Cristo, in modo subordinato, partecipato. in tota­le dipendenza da Lui. che s’intende la co-redenzione di Ma­ria sotto alla Croce, così come è pienamente compenetrata dall’intercessione de! Figlio nella Gloria, la sua mediazione d’intercessione al cielo.Il Concilio ha enunciato il principio che. traducendo una intuizione della fede, regola tutta la riflessione teologi­ca in questo campo: «Ogni salutare influsso del1a beata Vergine verso gli uomini non nasce da una necessità ogget­tiva, ma da una disposizione puramente gratuita di Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo; pertanto si fonda sulla mediazione di questi, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia, e non impedisce minimamente l’unione immediata dei credenti con Cristo, anzi la facilita» (n. 60).Alla luce di questo principio, comprendiamo in che senso Maria, a titolo unico, è co-redentrice. e come in mo­do proporzionale la Chiesa è co-redentrice. Comprendiamo ancora in che senso la vocazione di tutti i battezzati alla santità li porta a partecipare al mistero della salvezza. 0­gnuna di queste partecipazioni è come un’epifania della fe­condità della Croce di Gesù.

“La sana mariologia è la porta che apre al mistero di Cristo e della Chiesa” 0

“La sana mariologia è la porta che apre al mistero di Cristo e della Chiesa”

Intervista al Segretario della Pontificia Accademia Mariana Internazionale“La sana mariologia è la porta che apre al mistero di Cristo e della Chiesa”, afferma fr. Stefano Cecchin O.F.M., che dal 1996 è Segretario della Pontificia Accademia Mariana Internazionale.A nome del Santo Padre, la Pontificia Accademia Mariana Internazionale organizza ogni 4 anni i Congressi Mariologico Mariani Internazionali, il cui scopo è quello di “favorire lo sviluppo degli studi scientifici sulla Beata Vergine Maria anche in campo ecumenico e nell’ambito del dialogo interreligioso”; e “promuovere una autentica pietà mariana in seno alla comunità cristiana”.L’Accademia ha quindi anche il compito di raccogliere e coordinare tutte le notizie sulla mariologia, e per questo mettersi in contatto con tutti i cultori di mariologia del mondo: cattolici, protestanti, ortodossi, e ultimamente anche dei musulmani.Per meglio comprendere qual è il ruolo di Maria nella storia e nella vita della Chiesa cattolica, è stato intervistato il frate minore Stefano Cecchin. Chi fu veramente Maria?Fr. Cecchin: Maria era una donna ebrea che viveva in un lembo di terra in quella parte del continente asiatico che si affaccia sul mare mediterraneo. Il suo paese non era propriamente nella Terra Santa d’Israele. Nazaret si trova nella Galilea delle genti, regione che, non essendo abitata da soli circoncisi, non godeva della stessa purezza canonica della regione in cui sorgeva Gerusalemme. Di Maria sappiamo solo quello che ci raccontano i Vangeli e quello che ci proviene dalla tradizione sia letteraria che archeologica. Dal punto di vista storico cosa sappiamo di Maria dai Vangeli, dalle testimonianze dirette?Fr. Cecchin: I Vangeli dicono che Maria, era “una vergine”, promessa sposa di un giovane falegname Giuseppe. Dopo aver ascoltato l’annuncio dell’angelo, coscientemente e liberamente accolse il Figlio che Dio le stava donando. Al che Giuseppe, uomo giusto, pensò di lasciarla libera nell’adempiere la volontà di Dio. Ma anche per lui c’era un progetto: doveva dare a quel figlio il nome e una famiglia. Alla nascita del bambino dovettero fuggire come profughi e perseguitati in Egitto. Il compito di Maria fu quello di concepire, partorire, allevare, educare il Figlio di Dio divenuto in lei e grazie a lei “uomo”. La Vergine lo ha educarlo anzitutto all’amore e all’umiltà. Il bimbo gioiva, esultava, si preoccupava, pregava, ecc. già nel grembo di Maria. Non si può dimenticare – come faranno i Padri e gli autori medievali – che l’uomo Gesù è tutto da Maria.L’archeologia di Terra Santa ci offre preziose testimonianze su Maria che dimostrano l’antichità del culto: dal graffito “Ave Maria” nella casa di Nazareth al sepolcro della Vergine a Gerusalemme del I secolo. Talora queste testimonianze sono in conformità con i racconti su Maria dei Vangeli apocrifi. Ma se vogliamo avere maggiori notizie delle origini dobbiamo far riferimento alle fonti giudeo-cristiane, ai cosiddetti “fratelli di Gesù”, coloro che avevano occupato i santuari di Nazaret e Gerusalemme sino all’avvento di Costantino. Essi furono i custodi dei luoghi di Maria perché si reputavano loro discendenti. Tutto questo è studiato dalla Facoltà di scienze bibliche e archeologiche di Gerusalemme. Qual è il significato della sua Verginità?Fr. Cecchin: La Verginità di Maria ingloba due verità di fede: il Concepimento verginale di Cristo e la perpetua verginità di Maria. Il fatto che Maria sia Vergine è garanzia che Cristo è Dio, perché egli “per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria” (credo niceno-costantinopolitano). Il concepimento di Gesù avviene senza il concorso di un uomo, ma per l’intervento di Dio che nel grembo di Maria realizza l’unione ipostatica della natura divina con quella umana. Fu così allora che Maria, come dice sant’Antonio di Padova, ha condiviso il Figlio con Dio Padre: il Padre ha dato la divinità, la Madre l’umanità, per cui Gesù è Figlio di Dio e di Maria. Con l’unione della natura divina con quella umana, tutta l’umanità è stata adottata da Dio e ogni uomo è divenuto “figlio di Dio” per adozione.Tutto questo è avvenuto nel grembo della “Vergine fatta Chiesa” e grazie al suo consenso. La Vergine allora diventa feconda per la sua fede e diventa “madre di Dio”. Questo implica la realizzazione delle promesse messianiche alle quali era legata la “benedizione” e la “beatitudine”. Così Elisabetta dirà a Maria: Benedetta tu fra le donne (Lc 1,42) e: beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore (Lc 1,45). La Vergine è beata perché ricolma della massima benedizione che Dio poteva farle: il suo stesso Figlio. Maria, allora, è ricolma di Colui che neppure i cieli possono contenere, lo stesso Autore della vita. E’ ovvio allora pensare che questa esperienza non è stata un momento passeggero. L’utero di Maria non è stato solo usato per far passare Dio e basta!L’unione della Vergine con Dio è stata una esperienza unica e duratura, che ha legato la madre con il Figlio in un amore indissolubile. In Gesù Maria ha trovato il suo tutto, sia dal punto di vista spirituale come anche in quello materiale. Maria è la donna soddisfatta e pienamente realizzata con il massimo delle maternità: ha concepito e partorito Dio! Come si può allora pensare che la Vergine abbia avuto altri desideri quando era stata pienamente soddisfatta da Cristo? Il ritenere che, dopo l’esperienza di questa maternità Maria abbia avuto altri figli, è una mancanza di fede verso Gesù, che non sarebbe stato capace di dare alla madre quello che lui stesso ha promesso per quanti ascoltano e mettono in pratica la sua parola: cento volte tanto e la vita eterna (Mt 19,29).Maria per la sua fede ha ottenuto Gesù, la somma beatitudine. Per questo motivo, alla Chiesa di sempre, in sintonia con la tradizione biblica, è sembrato un obbrobrio il pensare che Maria abbia desiderato altri figli al di fuori del suo figlio Gesù: è questo il senso della perpetua verginità. Perché, nonostante i tanti scettici, Maria gode di una così vasta e ardente venerazione?Fr. Cecchin: Questo tipo di scettici generalmente sono dei semplici disinformati. La sana “mariologia” è la porta che apre al mistero di Cristo e della Chiesa. E’ quanto afferma il Concilio Vaticano II nel capitolo VIII della Lumen gentium. Purtroppo la crisi post-conciliare, una crisi che ha investito una certa parte dei teologi e del clero, ha messo in crisi la figura di Maria. La carenza di una sana mariologia da parte di certi pastori ha portato tra i fedeli l’aumento di un certo “devozionismo” e della ricerca di fatti miracolosi. Il Concilio aveva raccomandato di evitare “la ristrettezza mentale” e “l’esagerato devozionismo” cose che hanno disatteso il monito conciliare.In ogni caso, la Chiesa non vuole e non può rinunciare a Maria. Molti non si rendono conto che la Vergine non è una semplice “devozione” ma fa parte del “dogma” della Chiesa cattolica. In effetti, Gesù dalla croce, nelle sue ultime volontà, affida alla Chiesa sua Madre, non tanto perché la custodisca nella sua casa ma perché la conservi nelle sue verità di fede, nella sua coscienza aperta alla ricerca di Dio. Maria è la chiave del mistero cristiano. Per questo motivo i Romani Pontefici sono sempre stati attenti a sollecitare i pastori e i fedeli a riconoscere il posto fondamentale di Maria nella storia della salvezza e nella vita della Chiesa e del cristiano.E dobbiamo riconoscere che il popolo cristiano, nel suo “senso di fede”, ha saputo sempre nutrire e conservare un speciale amore verso Colei che ha reso Gesù nostro fratello; e, generalmente, chi ama tende ad esagerare, a ricoprire l’amata anche del superfluo, come avviene spesso nelle manifestazioni della pietà popolare: e forse è questo che può scandalizzare certi “aristocratici del pensiero”.Nonostante ciò la Chiesa “edotta dallo Spirito Santo” (Marialis cultus, n. 57) continua ad insegnare che Maria è un “dato essenziale della fede e della vita della Chiesa” (Congr. per l’educazione cattolica, La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale, n. 2), un dato che ha suscitato un continuo interesse nella riflessione cristiana sin dai primi secoli, con un costante e progressivo sviluppo e arricchimento della dottrina e della fede. L’impegno permanente della Chiesa è stato ed è quello di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, e in questa sua decisiva missione appare il posto e il ruolo centrale che spetta alla Vergine, la quale rappresenta il simbolo culturale più potente e popolare degli ultimi duemila anni, che segna la vita di molti popoli e che “è fondamentale per il ‘pensare’ cristiano” (Giovanni Paolo II, Lettera ai sacerdoti per il giovedì santo 1995, in L’Osservatore Romano [8 aprile 1995] 4). In che modo San Francesco si riferiva a Maria e in che modo si è sviluppata una spiritualità mariana francescana?Fr. Cecchin: La vocazione di San Francesco è essenzialmente mariana. Come Maria e per i suoi meriti, racconta san Bonaventura di Bagnoregio, Francesco concepisce e partorisce lo spirito della verità evangelica. Questo avviene a S. Maria degli Angeli, luogo “nel quale san Francesco, guidato dalla divina rivelazione, diede inizio all’Ordine dei frati minori” (Fonti Francescane n. 1050). Scrivendo le sue ultime volontà a Chiara, il santo dice: “Io, frate Francesco piccolo, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre, e perseverare in essa fino alla fine”. Si tratta della doppia sequela: seguire Gesù e Maria. Questa strada, aperta dal santo, fu fedelmente seguita dei francescani sino ad oggi. Gesù e Maria diventano gli ispiratori della teologia, della spiritualità e dell’antropologia francescana. La riflessione sul maschile e femminile, sulla pari dignità che unisce l’uomo Gesù con la “madre, sorella e sposa” Maria, porterà i francescani a diventare i difensori dell’Immacolata Concezione e dell’assunzione di Maria. Queste due verità scaturiscono dalla contemplazione di quel Dio che esce dal grembo del Padre (Gv 1,18) per venire ad abitare nel grembo della madre, e che motiveranno Francesco a farsi povero ad imitazione di Dio che scelse di rinunciare alla sua ricchezza per farsi povero nell’incarnazione.

ROSARIO MISTICO ALLE ANIME PIE 0

ROSARIO MISTICO ALLE ANIME PIE

.SAN LUIGI MARIA di MONTFORTROSA TERZA

[12] Questo prodigioso stabilirsi del santo Rosario, che ricorda un poco il modo con cui Dio promulgò la Legge sul Sinai, mostra con chiarezza l’eccellenza di questa sublime pratica. San Domenico, ispirato dallo Spirito Santo, istruito dalla Vergine e dalla sua personale esperienza, fin che visse predicò il Rosario con l’esempio e con la parola, nelle città e nelle campagne, ai grandi e ai piccoli, ai sapienti e agli ignoranti, ai cattolici ed agli eretici. Il santo Rosario, ch’egli recitava ogni giorno, era la sua preparazione alla predica e il suo appuntamento dopo la predicazione. [13] Un giorno – ricorreva la festa di san Giovanni Evangelista – il santo stava in una cappella dietro l’altare maggiore della cattedrale di Notre-Dame a Parigi e recitava il santo Rosario per prepararsi a predicare. La Vergine gli apparve e disse: «Domenico, la predica che hai preparato è buona, ma molto migliore è questa che ti presento». San Domenico riceve dalle mani di lei il libro in cui è scritto il discorso, lo legge lo gusta, lo fà suo e ringrazia la Vergine santa. All’ora della predica sale il pulpito e, dopo avere detto in lode di san Giovanni Evangelista soltanto ch’egli aveva meritato di essere il custode della Regina del cielo, dichiara all’illustre uditorio dei grandi e dei dottori abituati a discorsi singolari e forbiti, che avrebbe continuato non con le dotte parole della sapienza umana, ma con la semplicità e la forza dello Spirito Santo. E li intrattenne sul Rosario spiegando loro, parola per parola come avrebbe fatto parlando ai fanciulli, il Saluto angelico, servendosi dei pensieri e degli argomenti molto semplici letti sul foglio che gli era stato consegnato dalla Madonna. [14] Il fatto è stato tolto, almeno in parte dal libro del beato Alano della Rupe: De Digitate Psalterii, e così riferito dal Cartagena: Il beato Alano afferma che san Domenico gli disse un giorno in una rivelazione: «Figlio mio, tu predichi e sta bene; ma perché tu non abbia a ricercare la lode umana più che la salvezza delle anime, ascolta quanto mi accadde a Parigi. Dovevo predicare nella grande chiesa dedicata alla beata Vergine Maria e volevo parlare in modo ingegnoso, non per orgoglio ma per riguardo alla qualità elettissima degli uditori. Mentre pregavo, come ero solito per un’ora circa prima del discorso, recitando il Rosario, fui rapito in estasi: vidi la divina Madre, mia amica porgermi un libretto e dirmi: “Domenico, per quanto sia ben fatto il discorso che conti di tenere, io te ne porto uno molto migliore”. Tutto lieto aprendo il libro me lo leggo per intero e, come ella aveva detto, vi trovò ciò che bisognava predicare. La ringraziai di cuore. Venuta l’ora di predicare, avevo davanti l’intera Università di Parigi ed un gran numero di signori, informati o testimoni essi pure, delle meraviglie operate dal Signore per mio mezzo. Salgo all’ambone. Era la festività di san Giovanni Evangelista, ma dell’apostolo io mi limito a dire che meritò di essere prescelto come custode della Regina del cielo. Poi passai a dire così all’uditorio: “Signori e Maestri illustri, voi siete abituati ad ascoltare discorsi eleganti ed elevati, però oggi non voglio rivolgervi le dotte parole della sapienza umana, ma rivelarvi lo Spirito di Dio e la sua forza”». E allora nota Cartagena insieme al beato Alano, san Domenico spiegò, con paragoni e similitudini familiari, la salutazione angelica. [15] Lo stesso beato Alano della Rupe, come riferisce ancora il Cartagena, racconta di parecchie altre apparizioni di Nostro Signore e della Vergine santa a san Domenico per stimolarlo ed infervorarlo sempre più a predicare il santo Rosario perché il peccato si è distrutto e i peccatori e gli eretici si convertano.Ad un certo punto il Cartagena scrive: «Il beato Alano racconta che la Madonna gli rivelò come suo Figlio Gesù Cristo era apparso a san Domenico, e gli aveva detto: «Domenico, io mi compiaccio nel constatare che non ti appoggi sulla tua personale sapienza, che lavori con umiltà alla salvezza delle anime e non cerchi di piacere agli uomini vani. Molti predicatori, invece, usano fin dal principio tuonare contro i peccati più gravi, ignorando che prima di somministrare un rimedio disgustoso bisogna disporre il malato a riceverlo e a profittarne. Per questo devono innanzitutto esortare gli uditori ad amare la preghiera e specialmente il salterio angelico. Se tutti incominceranno a pregare così, senza dubbio la divina clemenza sarà propizia a quanti persevereranno. Predica dunque ilo santo Rosario». [16] Ed altrove dice: «Tutti i predicatori all’inizio del discorso, fanno recitare ai fedeli la salutazione angelica per ottenere il favore divino. Questa usanza proviene da una rivelazione fatta dalla Vergine a san Domenico: «Figlio mio – gli disse – non meravigliarti se non riesci nella tua predicazione: tu lavori su un terreno non ancora irrigato dalla pioggia. Sappi che quando Dio volle rinnovare il mondo mandò prima la pioggia cioè la salutazione angelica: in tal modo il mondo fu riformato. Nelle tue prediche esorta dunque a recitare i Rosario e raccoglierai grandi frutti per le anime».Così fece sempre san Domenico e ciò spiega il pieno successo della sua predicazione. [17] Mi son permesso di riferire parola per parola questi passi (tradotti dal latino) di buoni autori per comodità dei predicatori e delle persone istruite che potrebbero mettere in dubbio la meravigliosa efficacia del santo Rosario.Finché, sull’esempio di san Domenico, i predicatori propagarono la devozione al Rosario, la pietà ed il fervore fiorirono negli ordini religiosi fedeli a questa pratica e nel mondo cristiano. Ma da quando si cominciò a trascurare questo dono venuto dal cielo, si constatò dovunque peccato e disordine.

REGINA DI TUTTI I SANTI 0

REGINA DI TUTTI I SANTI

 1. La Regina degli Angeli e dei Santi ci ripete: Siate Santi! La santità fiorirà in noi in proporzione della devozione alla Madonna; e, viceversa, tutte le defezioni, i raffreddamenti nel fervore, la tiepidezza spirituale sono sintomi di scarsa devozione a Maria.C’è la santità ordinaria, che consiste nel vivere in grazia santificante. La Sacra Scrittura chiama “santi” quei cristiani che vivono senza peccati gravi, ma nella grazia di Dio.C’è la santità straordinaria, che sta nell’evitare anche il peccato veniale e nell’attendere all’acquisto di tutte le virtù cristiane, specialmente nel vivere intensamente la fede, la speranza e la carità ossia l’amore a Dio e al prossimo.2. Tutti sono chiamati da Gesù alla santità straordinaria, sia le persone consacrate come i fedeli laici. Anche i laici sono obbligati a tendere alla santità.S. Pietro afferma: “Diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta, poiché stà scritto: Voi sarete santi perché io sono santo” (1 Pietro 1,14-15).Il Concilio Vaticano II dice anche ai laici: “L’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo” (Lumen g., 4), ossia dall’amare Gesù con tutto il cuore, nutrendo un ardente desiderio della santità, una volontà tenace e un impegno perseverante.Giovanni Paolo II grida: “La santità è una vocazione che riguarda tutti, nessuno escluso” (Esort. Apost. Cristi fideles laici).Lo Spirito Santo ripete a tutti: “Siate santi perche Io, Il Signore vostro Dio, sono santo” (Lev. 19, 2). “Cammina alla mia presenza e sii perfetto” (Gen. 17,1). Quello che Dio vuole (da voi) è che siate santi” (2 Tess. 4, 3). “Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione” (1 Tess. 4,3 e 7). “Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere” (Fil. 2,15).Un obbligo particolare l’hanno le anime consacrate. Ecco le parole forti di Paolo VI ai Sacerdoti, alle Suore e ai Frati dei cinque Continenti: “Costoro sono di fronte a un terribile dilemma: o essere santi, totalmente, senza compromessi, per raggiungere la loro piena dimensione, o ridursi a scherzi, a caricature, a essere malsicuri e abortivi” (il 24 novembre 1969).Purtroppo non pochi Sacerdoti, Suore e Frati sono annoiati, imborghesiti, imbastarditi. Occorre entusiasmo, grande impegno, molta generosità. Chi non vive come santo, vive come insensato.Il B. Idelfonso Schuster, già Card. Arciv. di Milano, pochi giorni prima di morire, così parlò ai seminaristi: “Voi desiderate da me un ricordo. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità ancora crede, ancora si inginocchia e prega”.Pirandello ripeteva: “O si è santi o si è pazzi”.3. E’ per mezzo della Madonna, la Regina di tutti i Santi, che noi ci santifichiamo.S. Massimiliano Kolbe afferma: “Se qualcuno fosse già con un piede nell’inferno, potrà anche divenire grande santo: basta che immediatamente cominci a correggersi, a confidare nell’Immacolata e ad amarla con tutto il suo cuore”.Giovanni Paolo II ha dichiarato: “II Rosario può veramente essere una via semplice e accessibile a tutti verso la santità che è la vocazione di ogni battezzato… Per molti Santi e Beati è stato il Rosario ad offrire un mezzo privilegiato per il loro quotidiano colloquio con il Signore. Il Rosario li ha condotti a una intimità sempre più profonda con Cristo e con la Vergine Santa” (1 Nov. 2003).Di fronte alla dolcissima Mamma Celeste, dobbiamo, con gioia, vivere le nostra infanzia spirituale ossia comportarci come bimbi deboli, bisognosi di tutto. E Maria Santissima ci farà santi. Questo è il più grande segreto della santità. Questa è la strada più diritta, più facile, più breve, più sicura, più perfetta per immergerci nel cuore di Gesù ossia per diventare santi. Questo è “l’ascensore divino”, come lo chiama S. Teresa di Gesù Bambino, che ci solleva in alto, al più alto grado di grazia qui sulla terra e al più alto grado di gloria nel Cielo. Dobbiamo abbandonarci affettuosamente tra le braccia materne di Maria, dobbiamo metterci nelle sue mani verginali, come un violino nelle mani del violinista, perché la nostra vita sia un completo abbandono nel Cuore del suo Figlio Gesù, perché la nostra anima sia un amorevole canto di lode affettuosissimo a Gesù”.EsempioIl ragazzino S. Domenico Savio, molto devoto della Madonna, tanto fedele alla recita giornaliera del Rosario, certamente ha chiesto ripetutamente alla Madonna che l aiutasse a diventare santo. E quando S. Giovanni Bosco dice ai suoi ragazzi: “Vi voglio fare un regalo. Scrivete in un foglio che cosa desiderate che io vi regali”, lui scrisse: “Caro don Bosco, fammi questo regalo: aiutami a diventare santo”. S. Giovanni Bosco rispose: “Per diventare santo si richiede semplicemente questo: amare tanto tanto Gesù, e compiere tutti i propri doveri con grande amore a Gesù e con amore alla Madonna ed essere contenti”.Gli piacque tanto questa risposta: amare Gesù e Maria ed essere contenti e gioiosi. Si impegnò molto a realizzare questo stupendo programma e a 15 anni era già un meraviglioso santo.EsortazioneSiamo devoti alla Madonna. Questa devozione è la dolcezza delle dolcezze, la regina delle virtù, la perfezione dell’amore. E’ il mezzo più facile e più gioioso per diventare santi. E la santità allontana ogni tristezza come afferma Leon Bloy: “Non c’è che una tristezza: quella di non essere santi”. La santità ricolma di una felicità inimmaginabile anche la più grande sofferenza, come dice Igino Giordani: “Non c’è che una gioia: quella di santificarsi”.PropositoInvochiamo la Madonna molto frequentemente, durante la giornata, e nelle notti insonni mediante quelle preghierine che chiamiamo giaculatorie. Sono frecce di ardente amore che partono dal nostro cuore per raggiungere il cuore di Gesù e della nostra Madre Celeste. Qualche esempio? Ecco: “Ave Maria!”; “Rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi!”; “Mammina mia, mi affido a Te!”; “Dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia!” e tante altre. Ripetiamole, anche soltanto con la mente e col cuore, in casa, per le strade, nell’auto, in bicicletta, durante il lavoro…Le giaculatorie sono un mezzo potentissimo per crescere nell’amore a Gesù e nella devozione alla Madonna.Quindi sono un mezzo sicurissimo e molto facile per diventare santi. Come afferma il Beato Don Alberione: “Chi ama la Madonna si salva; chi l’ama molto si fa santo”. E come conferma S. Luigi di Montfort: “Uniti alla Madonna si fa più progresso in un solo mese che non in molti anni senza di lei”.  

POTENZA DI MARIA 0

POTENZA DI MARIA

di P. Giacomo Pesce. Vi sono nel mondo due spettacoli che colpiscono :a) Lo spettacolo della natura di fronte all’intelligenza umana che la studia.b) Lo spettacolo della Chiesa di fronte alla coscienza che la comprende, al cuore che l’ama, all’intelligenza che la contempla.Nello spettacolo della natura, dall’atomo al sole, dal fiore alle stelle. Dio si rivela quale Egli è, e strappa al genio umano diffidente l’ammissione della sua esistenza.Nello spettacolo della Chiesa, dal dogma alla morale, dalla morale al culto, dai particolari all’insieme,dal tutto alle parti, è sempre Dio che si rivela. Dio che ci ama. Dio che ci chiama.Fratelli, è questo il pensiero profondo che si presenta alla mente nella odierna solennità.Chi è mai questa bellissima creatura, il cui simulacro si erge inghirlandato di fiori ed illuminato di ceri?Chi è mai questo tipo ideale e reale, che raduna in sé tutte le perfezioni e rappresenta il modello di tuttele virtù?Chi è mai questa vergine, il cui nome ritorna sempre sulle nostre bocche con un accento più dolce e più affettuoso, che non quello della stessa nostra madre terrena? È MARIA!E perché, dopo Gesù Cristo, è sempre questo nome che s’invoca, che si festeggia, che si ricorda:in tutti gli avvenimenti della sua vita;in tutte le prerogative, onde Dio l’ha adornata; in tutti i titoli che l’amore umano le attribuisce? Perché Maria è la creatura più potente che esista in cielo ed in terra.Fratelli! In questo giorno cosi dolce e solenne, ogni discussione teologica o scientifica sarebbe fuori posto: sarebbe una stonatura nella musica divina delle vostre preghiere e dei vostri affetti.Ciò che voi attendete da me è un inno, che nelle sue strofe alate, traduca la vostra fede e la vostra pietà verso la Madonna.Ebbene questo inno lo canterò: sarà un inno sulla potenza ineffabile di Maria. Preghiera.Vergine santa! In questo giorno solenne in cui la Chiesa celebra il vostro…; in questo momento, in cui vedete attorno al vostro altare tanta folla di pellegrini, venuti da ogni parte; in questo giorno ed in questo vostro santuario, dove tutto parla di voi, della vostra grandezza, della vostra potenza, date forza alla mia mente, efficacia alle mie parole, chiarezza alle mie espressioni, affinché meno indegnamente possa cantare l’inno della vostra potenza e conciliare verso di voi venerazione, devozione, amore. I. – FONDAMENTO DELLA POTENZA DI MARIA1. Potenza e sovranità.La potenza costituisce il vero essere dei sovrani.Anzi, tutte le altre prerogative a nulla varrebbero, senon fossero sostenute da adeguata potenza.Un sovrano che nulla può, è un fantoccio che a nulla vale, una vana comparsa.Un sovrano potente è il timore dei nemici, lo stupore degli stranieri, l’amore dei cittadini, la difesa della nazione, la felicità dei sudditi. 2. Dio solo è potente.Ma Dio solo è potente. Dio solo è grande. In lui risiede la pienezza d’ogni potenza, la sorgente d’ogni grandezza.Anzi ciò che rende adorabile la stessa divinità e le concilia amore e timore, è la potenza da cui si deve temere ogni castigo, come si deve sperare ogni premio. Però è in potere di Dio il comunicare alle creature, per via della grazia, un raggio di quella onnipotenza che risiede in lui in virtù della sua stessa natura. La storia è li a testimoniare la comunicazione del potere di Dio alle creature. 3. Maria è la potenza. Ora vi è una creatura che Dio ha innalzato al disopra di tutte le altre; una creatura che Egli ha arric-chito della sua onnipotenza in modo tale che noi possiamo affermare senz’altro che la legge di questa esistenza eccezionale fu il privilegio. Qual è questa creatura? È MARIA!Maria! E non è Ella la sovrana e l’imperatrice dell’universo? Ed è questa sola la potenza che a lei compete? Chi è Maria? 4. Maternità divina e potenza.Maria è Madre di Dio!Madre di Dio! Privilegio incomunicabile, titolo supremamente augusto, appellativo che racchiude in sé una potenza che rasenta i confini della divinità. Decanti pure la storia la potenza di Assuero, di Nabucodonosor, di Carlo Magno, di Luigi XIV, di Napoleone e di quanti grandi abbia mai avuto il mondo.Magnifichi pure i loro domini, i loro stati, i loro imperi, i loro regni, le loro ricchezze, le loro imprese, le loro battaglie, le loro vittorie.Che dirà poi alla fine? che concluderà? Dirà che costoro furono grandi e potenti in qualche parte della Terra e per un poco di tempo.E poi? E poi « cognoverunt quia morerentur ». Fratelli! Ma che potenza è mai questa? Essa non riusci certo ad estendersi su tutta la terra, né a sublimarsi in cielo, né a raggiungere i più cupi abissi del-l’inferno.Maria si, solo Maria è quella potentissima imperatrice, la cui potenza si stende su tutta la terra, domina in cielo e raggiunge i più cupi abissi dell’inferno.Poiché a lei « data est omnis potestas in caelo et in terra: caeli domina et regina». Ho detto che Maria è Madre di Dio. Dunque come tale ha concorso alla formazione del capolavoro dell’Etemo Padre; senza di lei non vi sarebbe Gesù Cristo; dunque Maria è la più grande potenza dopo Dio.Ho detto che senza Maria non vi sarebbe Gesù Cristo. Infatti chi è Gesù Cristo?È Colui, nel quale alla natura divina si uni la natura umana, nell’unica persona del Verbo. Ebbene togliete l’azione dell’Eterno Padre, e Gesù Cristo sarà un semplice uomo. Togliete l’azione di Maria, e Gesù Cristo sarà unicamente Dio. O meglio, senza l’azione dell’Eterno Padre e senza l’azione di Maria non vi sarebbe Gesù Cristo, l’Uomo-Dio.Divinità, comunicata al Nazzareno dall’Eterno Padre, che lo genera da tutta l’eternità; umanità comunicata al Nazzareno da Maria, che lo genera nel tempo: ecco Gesù Cristo, l’Uomo-Dio, nella sua duplice natura e nella sua unica persona.Perciò la Maternità divina è la ragione prima e fondamentale della potenza di Maria. 5. Due onnipotenze a favore dell’umanità.S. Bernardo dice che nel mondo della grazia visono due onnipotenze a favore degli uomini: la primaè l’onnipotenza di Dio, la seconda è l’onnipotenza diMaria; la prima è onnipotenza per natura, la secondaè onnipotenza per grazia; la prima è onnipotenza checomanda, la seconda è onnipotenza che prega.E quale meraviglia che il padre obbedisca alla figlia,che il figlio obbedisca alla madre, che lo sposo obbedisca alla sposa?Ecco lì la figlia dinanzi al padre, la madre dinanzial figlio, la sposa dinanzi allo sposo. La figlia, lamadre, la sposa non comandano, ma pregano, ma leloro preghiere non hanno forse tutta la efficacia diun comando?Potrà un padre negare qualche cosa alla figlia cherende felici i suoi giorni? Potrà un figlio negare qualchecosa alla madre che gli parla del suo affetto, del suosangue, dei suoi baci, delle sue sofferenze? Potrà unosposo negare qualche cosa alla sua sposa, che formal’unico pensiero della sua mente, l’unico palpito delsuo cuore, l’unico sogno della sua vita?Ebbene Maria è figlia, è sposa, è madre.Dio, assiso sul suo trono, dà i suoi comandi ineluttabili; Maria, genuflessa sui gradini di questo trono,eleva le sue suppliche efficacissime. I comandi di Diosempre si eseguiscono; le preghiere di Maria sempresi esaudiscono.Vi ripeto: Maria è figlia dell’Eterno Padre, è Madre di Gesù Cristo, è sposa dello Spirito Santo:Dunque Maria è la più grande potenza dopo Dio: l’«omnipotentia supplex». 

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Pensieri su Maria Santissima

Maria è il baluardo vivente che i nemici di Dio non hanno mai scalato e che i loro dardi non possono neppure intaccare. (S. Agostino)Maria Santissima continua in cielo il suo ufficio materno a riguardo dei Membri di Cristo cooperando alla nascita e allo sviluppo della Vita Divi­na nelle anime dei redenti. (Paolo VI) Come nella generazione naturale vi è un padre e una madre, così nella generazione soprannaturale e spirituale vi è un Padre che è Dio e una madre che è Maria. (S. Luigi di Montfort)Non sarò tranquillo finché non avrò un vero affetto filiale verso la Ver­gine Maria. (S. Giovanni Berchmans)Nelle vicende dolorose dei tempi non restano altri conforti che quelli del cielo e tra questi l’intercessione potente di quella che fu in ogni tem­po l’Ausiliatrice dei Cristiani. (S. Pio X)Se vogliamo aiutare gli altri, non possiamo avere successo senza l’aiuto della Madre di Cristo e Madre nostra, Maria Santissima. (S. Wyszynski)L’educazione del giovinetto per mezzo di Maria ha un’influenza costante su tutta la sua vita. Maria sarà per lui una leva per uscir fuori dal male: il nome di Maria produrrà sempre nel cuore di lui un palpito d’amore. (San Pier Giuliano Eymard)Maria ama la gioventù e quindi ama e benefica quanti della gioventù si prendono cura. (Don Bosco)Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Se­guendo Lei, non devierai; invocandola, non ti disperderai; pensando a Lei, non peccherai; tenendoti stretto a Lei, non cadrai. (S. Bernardo)Con Maria il nostro cuore diventa umile davanti a Dio, affabile con gli uomini, compassionevole verso i poveri, mite con i nemici. (Don Edoardo Poppe)