Categoria: MARIA MADRE DI DIO

MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE 0

MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE

Mediatrice davanti al Mediatore«Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato sé stesso in riscatto per tutti».La Vergine ha cooperato in modo molto singolare all’opera di redenzione di suo Figlio durante tutta la sua vita. In primo luogo il libero consenso con cui rispose all’annuncio dell’angelo era necessario perché si compisse l’Incarnazione. San Tommaso d’Aquino afferma che era come se Dio Padre avesse atteso l’assenso dell’umanità per voce di Maria. La sua maternità divina la unì intimamente al mistero della redenzione fino alla sua consumazione sulla croce, dove Ella fu intimamente associata, in modo particolare e unico, al dolore e alla morte di suo Figlio. Ai piedi della croce, nella persona di san Giovanni, accolse tutti come figli suoi. Per questo «la funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia». E’ la Mediatrice davanti al Mediatore , che è Figlio suo; «è mediazione in Cristo», che «non impedisce minimamente l’unione immediata dei credenti con Cristo, anzi la facilita».Santa Maria ha esercitato la mediazione materna già in terra, santificando Giovanni Battista nel seno di Elisabetta. E anche a Cana Gesù realizzò il suo primo miracolo su richiesta della Vergine; una grazia materna che risolse un piccolo problema domestico alle nozze cui era presente come invitata. San Giovanni attesta i frutti spirituali di questo intervento: «E i suoi discepoli credettero in lui». La Vergine avrà continuato a intercedere presso suo Figlio – come tutte le madri – in molte circostanze che i Vangeli non ci hanno riportato. «Difatti anche dopo la sua assunzione in cielo non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice». Intercedendo presso suo Figlio, con preghiere che non possono mai restare inascoltate, la Madonna ci ottiene e ci dispensa tutte le grazie. Che cosa potrebbe negare Gesù a colei che lo ha generato e lo ha portato in grembo per nove mesi, e gli è stata sempre vicino, da Nazareth fino alla sua morte in croce? Il Magistero ci ha indicato il cammino sicuro per ottenere tutto quello che ci serve. «Per divina disposizione», insegna il papa Leone XIII, «nulla ci può essere comunicato dell’immenso tesoro della Grazia di Cristo […] se non per mezzo di Maria. Di modo che, come nessuno può accostarsi al Padre Supremo, se non per mezzo del Figlio, così ordinariamente nessuno può accostarsi a Cristo, se non per mezzo della sua Madre». Non abbiamo difficoltà di rivolgerci in ogni circostanza a Colei che è stata chiamata «Onnipotenza supplice». Ella ci ascolta sempre; anche adesso.Non tralasciamo di presentare al suo sguardo benevolo le necessità, magari piccole, che in questo momento ci turbano: contrasti familiari, difficoltà economiche, un esame, qualche contrarietà,un posto di lavoro che ci è necessario. E anche le necessità di ordine spirituale e che ci devono preoccupare di più: la lontananza da Dio di un parente o di un amico, oppure la loro corrispondenza alla vocazione, la grazia per superare una situazione difficile o per progredire in una virtù, o per imparare a pregare meglio.«Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi». In cielo, molto vicino a suo Figlio, Ella porta la nostra orazione davanti a Lui, la corregge, se dovesse presentare qualcosa di men che retto, e la perfeziona. Tutte le grazie ci vengono attraverso MariaTutte le grazie, grandi o piccole, ci giungono attraverso Maria. «Nessuno è salvato se non attraverso di te, o tutta santa. Nessuno è liberato dai mali se non attraverso di te, o irreprensibilissima. Nessuno riceve un dono se non attraverso di te […]. Chi provvede al genere umano insieme al tuo Figlio così come fai tu? Chi assiste così soccorrevolmente le nostre afflizioni?Chi tanto celermente prevenendo ci sottrae alle tentazioni che si insinuano in noi? Chi combatte tanto per le suppliche dei peccatori? Chi facendo da garante parla tanto intensamente in difesa degli incorreggibili? […] Perciò chi è afflitto, presso te si rifugia; chi subisce ingiustizia, a te ricorre; chi è oppresso dai mali, invoca il tuo aiuto. […] Con la sola santissima pronunzia del tuo nome tu respingi gli assalti del maligno contro i tuoi servi e li salvi. Coloro che ti invocano, o tutta intemerata, tu li previeni e li liberi da ogni necessità, dalle tentazioni di ogni genere».Noi cristiani, infatti, ci rivolgiamo alla Madre del cielo per ottenere grazie di ogni tipo, tanto materiali quanto spirituali. Possiamo chiedere alla Madonna la conversione di persone che si sono allontanate da suo Figlio e, per noi, uno stato di conversione continua dell’anima, un atteggiamento che ci faccia sentire ogni giorno in cammino, che ci impegni a lottare per diventare migliori, per allontanare gli ostacoli che impediscono l’azione dello Spirito Santo nell’anima. Il suo aiuto ci è costantemente necessario nell’apostolato; è Lei che cambia veramente i cuori. Per questo, fin dai tempi più antichi, Maria è chiamata «Salute dei malati, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Regina degli Apostoli, dei Martiri». La sua mano, come quella di tutte le madri, dispensa ogni tipo di grazia, e, «in un certo senso, anche quelle dei sacramenti; poiché essa ce le ha meritate in unione a nostro Signore sul Calvario. Di più, essa ci dispone, con la sua preghiera, ad accostarci ai sacramenti, e a ben riceverli; anzi, talvolta essa manda il sacerdote, senza del quale non potremmo valerci di questo soccorso sacramentale».Mettiamo nelle sue mani tutte le nostre preoccupazioni e facciamo il proposito di ricorrere a Lei molte volte al giorno, per le nostre necessità grandi e piccole. Un clamore continuo, giorno e notte, sale alla Madre del cielo«Il popolo fedele ricorre con fiducia alla Vergine Maria, nei rischi e nelle ansie della vita, e incessantemente la invoca madre di misericordia e dispensatrice di grazia». In Lei ci rifugiamo anche noi tutti i giorni. Molte volte nell’Ave Maria, le chiediamo : «Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte». Questo «adesso» è ripetuto in tutto il mondo da migliaia di persone di ogni età e razza, che implorano «la grazia del momento presente». E’ la grazia più personale, che varia per ciascuno e per ogni situazione. Anche se qualche volta, senza volere, siamo un po’ distratti, la Madonna, che non lo è mai e conosce le nostre necessità, prega per noi e ci ottiene i beni di cui abbiamo bisogno. In ogni istante, giorno e notte, sale alla Madre nostra del cielo un clamore grande: «Prega per noi peccatori, adesso». Come può non ascoltarci, come può non accogliere le nostre suppliche ? Dal cielo conosce perfettamente le nostre necessità materiali e spirituali, e come una madre piena di tenerezza prega per i suoi figli.Ogni volta che ricorriamo a Lei ci avviciniamo di più a suo Figlio. «Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con Lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso. E che altro significa il continuo ricorso a Maria, se non un cercare fra le sue braccia, in Lei e per Lei e con Lei, Cristo Salvatore nostro? ».E’ davvero imponente la quantità di motivi e di ragioni che abbiamo per ricorrere con fiducia a Maria; nella sicurezza che saremo sempre ascoltati, le ricorderemo come non si sia «mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini […]. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere».Nel mese di Ottobre, ormai prossimo, ricorreremo a Lei recitando con più attenzione il santo Rosario, come raccomanda la Chiesa. In questa preghiera, la preferita dalla Vergine, non trascureremo di formulare ambiziose intenzioni, con la sicurezza che saremo ascoltati.

MARIA, REGINA DELLA FAMIGLIA 0

MARIA, REGINA DELLA FAMIGLIA

Il Papa Giovanni Paolo II ha avuto una ispirazione meravigliosa dallo Spirito Santo nell’inserire nelle Litanie Lauretane l’invocazione “Regina della famiglia” che ha collocato dopo “Regina del Santo Rosario” e prima di “Regina della pace”. Così ora le invocazioni delle Litanie sono 50, come 50 sono le Ave Maria della corona del Rosario.1.Il Rosario è la preghiera della famiglia e per la famiglia. La famiglia che prega unita rimane unita.Pio XII afferma: “Se trovate nella famiglia figli irriverenti e ribelli, se trovate litigi e rancori… sappiate che è perché non si prega. Dio è estraneo, si fa a meno di Lui” e si calpestano i suoi comandamenti. Ivi, purtroppo, non si prega, non si recita il S. Rosario.S. Maria Goretti, la dodicenne martire della purezza (nel 1902), nella terribile lotta contro di lei dell’assassino Alessandro Serenelli, ella prende la corona che portava sempre in tasca, conforme all’insegnamento della sua mamma, la stringe nelle sue mani mentre lotta per difendere la sua castità. Quella corona del Rosario alla fine risultò tutta lacerata e spezzettata, ma lei ha riportato vittoria ed è morta martire.Il suo uccisore Serenelli, dopo aver fatto i suoi anni di carcere, è accolto nella famiglia religiosa dei Frati Cappuccini, insieme ai quali recita ogni giorno il Santo Rosario e tante altre preghiere. Vive molto religiosamente e fa una morte santa.Un modello di famiglia cristiana dei nostri tempi: la famiglia di Sergio Bernardini e Domenica Bedonni di Verica di Pavullo (Modena). Costoro hanno desiderato ed avuto 10 figli di cui 2 felicemente sposati, 6 suore missionarie e 2 frati cappuccini di cui uno, P. Germano, Vescovo di Smirne (Turchia). L’altro è P. Sebastiano, Predicatore e dinamico fondatore dell’Oratorio dei giovani a Sassuolo e attualmente costruttore e direttore della Casa di riposo a Pavullo. In quella famiglia sempre si è recitato il Rosario dagli adulti, dai giovani e dai piccolissimi.Sergio e Domenica sono vissuti e sono morti santamente e hanno educato i 10 figli a un grande amore a Gesù e a una tenerissima devozione alla Madonna. Il Vescovo di Modena, su invito del Papa, sta raccogliendo tante testimonianze sulla loro santità per iniziare il processo della Beatificazione. La prima figlia è deceduta in concetto di santità e si sta facendo il processo per la sua Beatificazione. 2. La Madonna vuole aiutare ogni famiglia a realizzare i tre grandi beni che la renderanno felice, come afferma S. Agostino: il bene della fedeltà, il bene dei figli, il bene del sacramento.a) Il bene della fedeltà: Cari sposi, amatevi tanto nel Signore, e sarete fedeli l’uno all’altro e vivrete felici. Imitate le famiglie di cui sto parlandovi.Un grande scrittore e poeta, dirigente d’azienda e profondamente cristiano, scrive: “Io devo ringraziare ogni giorno la Provvidenza per avermi fatto incontrare e cogliere un fiore oggi rarissimo, direi quasi introvabile. La mia penna non riuscirà mai a descrivere la bellezza, la bontà, la semplicità, la gentilezza, la ricchezza d’animo di colei che sarebbe diventata mia moglie, la madre dei miei 6 figli. Un’aurora che t’incanta col suo sorriso, un fiore che ti conquista col suo profumo, un alito di vento che ti accarezza, un panorama stupendo che ti riposa, un sogno dolcissimo che si avvera. Con lei posso ben dire che la vita è una cosa meravigliosa. La mia luna di miele ha avuto un inizio, ma non avrà mai una fine. Da quando il suo sole illuminò la mia stanza, per me è sempre primavera. Io spero e credo che noi rimarremo uniti per l’eternità. Le nostre strade sono una sola strada, i nostri cuori sono un solo cuore, le nostre vite sono una sola vita. Col matrimonio io lasciavo una famiglia numerosa per farmene un’altra ugualmente stupenda” (Clorindo Grandi, “Dove termina l’orizzonte?”, Edit. Ponte nuovo, BO.). Mai il divorzio che nuoce moltissimo ai figliuoli. Mai la turpe infedeltà e le orribili sconcezze. Mai lasciare il proprio coniuge e andare a convivere con un’altra persona.Gesù afferma: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie. Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separerà. … Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra commette adulterio” (Matteo 19,3). “E chiunque sposa una ripudiata commette adulterio” (Matteo 5, 28).Quanti danni ai figli! Negli Stati Uniti d’America, il 90% della delinquenza giovanile è costituito da giovani di famiglie divise” (P. Daniel Ange).b) Il bene dei figli. Accoglieteli volentieri come un dono del Signore e come una benedizione della Madonna. Educateli religiosamente con l’esempio e con la parola. Recitate insieme ogni giorno il Santo Rosario e le altre preghiere. Sempre, ogni domenica, alla S. Messa.Ecco la prima esperienza e il primo insegnamento disastroso del famoso psicologo e pediatra americano Benjamin Spock, in un suo libro, apparso nel 1946, e che fece epoca: “Il bambino come si educa e come si alleva”. Ivi si legge: Il bambino impara a vivere semplicemente col vivere: lasciatelo libero, faccia le sue esperienze; scoprirà da sé il perché delle cose; liberatelo dalla paura, dall’imposizione di tante regole; se oggi è lui a scoprire ciò che è giusto, domani sarà lui che vorrà battersi spontaneamente per la giustizia”.Ma dopo vent’anni, riconosce il pieno fallimento delle suddette esperienze e scrive: “I bambini hanno, sì, bisogno di sentirsi amati ma, più, di sentirsi guidati dall’autorità dei loro genitori: hanno bisogno più di disciplina che di permissività. Darle loro tutte vinte o tutte facili è controproducente; la correzione e la punizione possono essere di grande aiuto nello sviluppo del bambino” (“Avvenire”, 20-IX-2000, pag. 1).Mai, mai il delitto orribile dell’aborto che è una vera uccisione del proprio figlio, il quale sùbito, appena avvenuta la fecondazione, è un vero essere umano tutto programmato. Tutti gli scienziati di fama internazionale affermano che “gli embrioni” sono veri esseri umani, sono nostri fratellini. Il sopprimerli con l’aborto è un uccidere le persone le più innocenti.Madre Teresa afferma: “Il più terribile distruttore della pace è l’aborto… Poiché se una madre può uccidere il proprio figlio, che cosa mi impedisce di uccidere voi e voi di uccidere me?”Attenzione. Eleggere al Parlamento persone o gruppi politici che vogliono fare o mantenere delle leggi abortiste o altre leggi perverse è un peccato estremamente grave.Esiste il grande dovere di eleggere come Senatori e Deputati coloro che sicuramente non vogliono leggi abortiste o altre leggi contro i Comandamenti di Dio e sono decisi ad abrogare quelle leggi assassine già esistenti. Rifletti: in 20 anni sono stai uccisi con l’aborto 1 miliardo di bimbi (Giovanni Paolo II).c) Il bene del Sacramento. Lo Spirito Santo afferma nel Concilio Vaticano II che soltanto il matrimonio religioso, amministrato dal Sacerdote in nome di Cristo Dio, santifica gli sposi e il loro amore, il quale viene assunto sull’amore divino, e perfeziona questo amore, e rafforza la loro unità indissolubile e li aiuta a raggiungere la santità nella vita coniugale, nell’accettazione e nell’educazione della prole (Cfr. Gaudium et spes , 48, e Lumen gentium, 11). Questi benefici non li hanno coloro che vivono in “convivenza” ossia come sposi senza essere sposati religiosamente, anzi costoro vivono nel peccato grave di adulterio, dando uno scandalo enorme agli altri e vivono nel pericolo di dannazione eterna. Preghiamo la Regina della famiglia perché costoro si convertano e vivano in Grazia cioè nel Cuore della Madonna e nel Cuore di Gesù.Nella Bibbia ci sono innumerevoli benedizioni per i figli che amano, rispettano e aiutano i loro genitori. EsempioIl Venerabile Silvio Dissegna, morto di cancro nel 1979, a 12 anni, invoca molto spesso la Madonna. Ha sempre il Rosario tra le mani e lo sgrana pian piano. Ogni giorno fa la Comunione. Nelle notti insonni invoca Gesù e la Madonna. Offre la sua vita per la Chiesa, per il mondo, per il Papa. I suoi genitori l’odono ripetere: “Ogni mio dolore sia un grido di amore per te, o Gesù”.Negli ultimi tempi di vita diventa cieco. Al Parroco ripete: “Ecco un’altra tappa della mia salita al Calvario. Sono giunto in cima con Gesù… Ma dopo c’è la Risurrezione”.Al letto di Silvio hanno pianto tanti preti, molte suore, un grande numero di giovani e di signorine perché vedevano in lui l’innamorato del buon Gesù, il grande devoto della Madonna Regina della famiglia e perché intravvedevano nei suoi occhi tutto il Paradiso. E ognuno si allontanava da lui con propositi di vita migliore e perfino di vita santa (Cf. “Silvio”, Tip. Bigliardi, Chieri). EsortazioneDavanti alla Madonna Regina della famiglia, meditiamo le parole che il grande Tertulliano (160-240) scriveva alla sua sposa: “Dove troveremo parole sufficienti a descrivere la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, che la benedizione consacra? Come è dolce il giogo che unisce due fedeli nella stessa speranza! Entrambi servono lo stesso Signore; nessun disaccordo c’è tra loro. Insieme pregano, insieme digiunano, istruendosi, incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda. Sono uguali nella Chiesa di Dio, uguali al banchetto di Dio. Cantano insieme i salmi e gl’inni: faranno a gara nel lodare meglio il loro comune Signore. Cristo si rallegra e manda a quella famiglia la sua pace (Ad uxorem 2, 8). Proposito• In ogni ambiente della tua casa ci sia l’immagine di Gesù Crocifisso e di Maria Vergine, e si preghino Gesù e Maria!In Croazia-Erzegovina, nella Parrocchia del celebre P. Iozo, a Siroki Brigeg, tutti i fidanzati quando si sposano portano in chiesa il Crocifisso e pronunciano la formula del matrimonio tenendo la mano destra sul capo di Gesù in Croce. Appendono poi questo Crocifisso in un luogo della casa ben visibile perché lo possano contemplare come loro ideale. E davanti ad esso ogni giorno pregano, piangono…, lo baciano, terminando gioiosamente la loro giornata. “Così – afferma P. Iozo – nella mia Parrocchia di 14.000 abitanti non esiste neppure una famiglia separata” (Cf. “Ecco tua Madre” di P. Iozo). A Medjugorie, in molte famiglie, si recitano insieme tre e perfino quattro corone di Rosario. Nella tua famiglia si reciti insieme almeno una corona del Rosario.La Regina della Famiglia sempre vi proteggerà.

MARIA VITA DELL’ANIMA 0

MARIA VITA DELL’ANIMA

P. SEVERINO M. RAGAZZINI Onnipotenza supplice. È ormai tradizionale nella Chiesa Cattolica il rivolgersi alla Madonna come ad una mamma onnipotente nelle sue suppliche: «omnipotentia supplez».Per misurare, infatti, il valore della sua preghiera in cielo, devo considerare il posto privilegiato che occupa al cospetto dell’Altissimo, posto che è in strettissimo rapporto a quello occupato in terra a fianco del Redentore nell’opera della Restaurazione Universale.L’Altissimo ha voluto servirsi di Lei – in maniera a volte miracolosa – per le sue opere più divine, facendo di Lei lo strumento della Divinità. Quale forza quindi acquisteranno i suoi desideri presso il Trono dell’Onnipotente? e sarà esagerato dire che quanto Ella desidera, Iddio lo vuole?Se Mosè, in forza della sua preghiera, poté fermare la collera di Dio sul popolo d’Israele, in maniera tale che l’Altissimo, non potendogli resistere, lo pregò di interrompere le suppliche e di lasciarlo libero nella sua collera per la punizione del popolo ribelle; che cosa devo pensare delle suppliche e della intercessione di Maria la quale è più potente, presso la Maestà di Dio, delle preghiere di tutti gli Angeli e di tutti i Santi del Cielo e della terra?La preghiera della Madonna è quindi la preghiera della Regina, di Colei che prega dall’alto della sua dignità, la più eccelsa fra le sue creature, avvalendosi di tutti i titoli che possono far violenza sull’Onnipotente, primo fra tutti quello di chiamarsi, con tutti i diritti ed esclusivamente, Madre di Colui del quale solo Iddio si chiama Padre.In forza della sua Maternità Divina, volgendosi a Cristo potrebbe anche, in certo qual modo, imporsi, come a volte si può imporre una mamma. Ma non le è certo necessario. Una mamma ha mille risorse sulle quali far leva e tutte hanno la stessa efficacia.È quanto mai consolante per l’anima sapere che la Madonna davanti all’Altissimo potrebbe assumere un atteggiamento come questo: tu sai ch’io sono Maria e conosci quanto ho fatto nella pienezza dei tempi per tuo Figlio. Sono io che ti prego per i figli che ho generati nel nostro Figlio. Questi figli erano miseri ai tuoi occhi, ma ora a te e a me sono divenuti cari e preziosi. Te li raccomando dunque, perché formano tutto il mio cuore. Essi sono più tuoi che miei, poiché tu li possiedi per natura e per grazia. Ricedili dunque, come ricevesti me e se ti sono debitori di qualche cosa, metti tutto nel mio conto. È forse necessario che io ti ricordi che tu mi devi il tuo Cristo? Dà dunque al mio cuore la consolazione di salvare tutti i figli che abbiamo in Lui.Il suo atteggiamento supplice, inoltre, è reso più insistere e più impegnativo, perché dettato dalla responsabilità che Essa sente verso tutta la cristianità. È veramente tutta l’umanità che prega in Maria, la quale, agli occhi di Dio, rappresenta la cristianità in preghiera, essendo Essa quanto di migliore la nostra stirpe può presentare a Dio.Finalmente efficacissima è la sua intercessione perché coincide perfettamente coi disegni di Dio. Nessuno, meglio di Lei, sa congiungere ed unificare le sue richieste e le nostre con quelle del Salvatore, attuando perfettamente quanto Cristo ha desiderato. Prega in nome di Cristo, in quelle forma che Cristo ha scelto per la sua preghiera. Soprattutto con la sua preghiera intende e vuole che Cristo viva in tutte le anime e perennemente per la gloria del Padre.Del resto, per convincersi della assoluta efficacia della sua intercessione, dovrebbe essere sufficiente riflettere che la sua voce è nota e graditissima a Dio: la pura melodia di quel linguaggio ha sostenuto, confortato ed allietato Cristo dal Presepe al Calvario. Ora, nella Gloria, ne ripete perennemente la parte che riguarda i figli, pregando per le loro necessità materiali: «guarda, non hanno più vino»; per la loro santificazione: «riempi di ogni grazia i famelici e, memore della tua misericordia, accogli Israele tuo Figlio»; per la remissione dei loro peccati: «Padre, perdona loro, perché non sanno ciò che fanno».Dopo tutte considerazioni, sarà forse esagerato porre sulle labbra dell’Altissimo, chinato verso la Madonna, le parole: «mi sono impegnato con giuramento a concederti quanto mi chiederai; «chiedimi quanto desideri ed io ti soddisferò fino a condividere con te il mio regno?». Intercessione universaleLe suppliche della Madonna non solo sono onnipotenti nella loro efficacia, ma sono pure universali nella loro estensione: nessuna necessità le sfugge, a tutte e singole le necessità è rivolto il suo materno interessamento.Forse è un po’ difficile per noi comprendere come sia possibile tale universale conoscenza ed interessamento. Per questo, non sarà forse inutile richiamare alla mente alcune indispensabili nozioni sullo stato di beatitudine del quale la Madonna gode in Cielo.Cristo, anche durante la sua vita mortale, tutto vedeva nella Essenza Divina, in essa e per essa, non solo poteva vedere e pensare a tutti contemporaneamente, ma anche ciascuno in particolare, continuamente e distintamente.Qualche cosa di simile, ma non proprio del tutto, in Maria durante la sua vita terrena. La sua intelligenza non godeva propriamente della visione nella Essenza Divina, ma piuttosto si volgeva verso di noi alla luce delle intenzioni che Iddio le accordava.Per quanto vasta e profonda quindi la sua mente, non ci seguiva forse che globalmente, forse in maniera piuttosto indiretta, anche se così accorata e materna. Il suo amore verso ciascuno di noi superava immensamente il suo pensiero.Ma ora il tempo e lo spazio non frappongono più alcun ostacolo e limite alla visione della Vergine. Ora si attua in un altro piano: nella luce della gloria.In quello stato, la sua prima attività è quella di vedere Iddio ed amarlo. Ma Ella è così essenzialmente madre che non può fare a meno di vedere in Dio tutti i suoi figli e di amarli in Lui. li vede come li vede Iddio stesso. Li porta continuamente nel suo cuore, come li porta Iddio stesso: veramente nulla c’è di più importante per Lei e nulla di più vantaggioso per noi di questo sguardo e di questa tenerezza, con la quale continuamente ci circonda.Veramente, nella gloria, questa non è condizione esclusiva della Madonna: è pure partecipata – in certa misura – dai beati.Ma anche qui Maria è in una posizione privilegiata.La vita intima di Dio, con tutti i suoi segreti, si vede chiaramente ne Verbo gli eletti contemplano Iddio faccia a faccia. Per questa ragione, l’anima umana di Gesù, unita personalmente al Verbo, gode, come nessun’altro, di questa intimità e visione.Vicinissima a Cristo, immensamente sopra tutti i beati comprensori, Maria, Madre del Verbo, gode ineffabilmente di tale funzione divina insieme a Cristo: la gloria di Dio la illumina al sommo grado, poiché la sua luce è l’Agnello che ella ha nutrito.Partecipando in queste proporzioni all’eterno presente in cui si spiega il pensiero del suo Dio, la Madonna vi legge la sorte di ciascuno dei suoi figli, la cui moltitudine non è più innumerevole al suo spirito, potendo seguirli distintamente uno ad uno in particolare e continuamente.Anche la mia vita ha i suoi segreti che, almeno in parte, sfuggono anche a me stesso e mi rendono impenetrabile agli altri. Lo sguardo di Maria non si arresta: in Dio mi penetra più di quanto io possa penetrare me stesso.Il segreto dei segreti poi, ossia la mia predestinazione, che mi assilla come una incognita spaventosa, è l’inviolabile arcano di Dio che porterò con me nella tomba. Solo la Madonna può spingere il suo occhio materno sotto quel velo impenetrabile: essa vede chiaramente e distintamente come, coloro che Iddio ha preconosciuti, sono anche stati predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio di Dio e suo, e quelli che Iddio ha predestinati sono anche stati chiamati, i chiamati poi sono stati giustificati si avviano alla glorificazione.Nulla può distrarre Maria da questa contemplazione. Momento per momento, Ella vede affluire a Dio tutti i fratelli del Verbo Incarnato – «primogenitus in multis fratribus» – il Corpo Mistico che Cristo porta seco e che la Madre divina è incaricata di generare alla vita eterna.A questa presenza spirituale di Madre, nella Essenza Divina, nulla può sfuggire. Che cosa infatti una madre non vorrebbe sapere dei figli che ha messo al mondo o che ancora concepisce e rigenera nel suo seno?È così che la Madonna – anche se sono i santi che intercedano, perché direttamente invocati dai fedeli – è informata di tutto ciò che si prepara o si compie in tutti i membri di Gesù Cristo. È così che maternamente può fare attenzione a tutto. È così che tutto può prevedere e – con la sua intercessione – a tutto provvedere, avvalorando anche – con la sua intercessione universale – quella di tutti i santi.

Maria, sempre “ Vittoriosa” contro il diavolo 0

Maria, sempre “ Vittoriosa” contro il diavolo

In Polonia la Madonna viene chiamata “la Vittoriosa”.Maria è potentissima presso Gesù a nostro favore, specialmente può tutto nella lotta contro satana e nello sconfiggere l’intero inferno. Oggi, nel mondo ci sono 800 mila satanici. E in Italia – scrive il giornale cattolico – ci sono più di 80 mila adepti in sette sataniche con 9 milioni di vittime di reati legati al satanismo (Avvenire, 9-V-2003). Purtroppo in questi nostri tempi il diavolo ha ottenuto la più grande vittoria. Qual è? Quello di essere riuscito a fare ignorare e perfino negare la sua stessa esistenza da parte di non pochi cristiani e perfino da parte di qualche teologo ribelle a Cristo Dio e alla Madonna e alla Chiesa. 1. L’esistenza dei demoni è certissima.La Sacra Scritturaracconta la spaventosa origine di satana e dei diavoli: “Scoppiò una guerra nel cielo; Michele e i suoi Angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo o satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli….Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello….Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore” (Apocalisse 12, 7-12).2. La Bibbia nel Nuovo Testamento ha espressioniterribili su satana.Lo chiama “principe di questo mondo”(Gv. 12, 31; 14, 30; 16,11); “il dragone grande, il serpente antico” (Apoc. 12, 9); il “maligno” (Mt. 6,13); “colui che seducetutta la terra abitata” (Apoc. 12,9); “il dio di questo mondo”che “ha accecato la mente” incredula (2 Cor. 4,4); “il leoneruggente in cerca di chi divorare” (1 Pietro 5, 8); “bugiardoe padre della menzogna” (Gv. 8,44); “omicida fin da principio”(Gv. 8, 43). Inoltre dice che coloro che non seguono Gesù enon ascoltano la sua parola è perché “hanno per padre il diavolo” (Gv.S, 43).3. Gesù parla frequentemente del diavolo. Egli è venuto nel mondo “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv. 3, 8). Gesù nel deserto è tentato dal diavolo, e nonsolo per tre volte (come molti pensano), ma per molte volte“con ogni specie di tentazione” (Luca 4, 1-12).Gesù ha scacciato molti demoni da tanti indemoniati e da uno di costoro ne ha scacciato una legione (Cf. Luca 8, 30).4. Gli Apostoli, parlano chiaramente del diavolo. Per esempio S. Pietro ammonisce: “Fratelli, siate sobri e vigilate perché il demonio come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1 Pietro 5,8-9). S. Giovanni: “Chi commette peccato viene dal diavolo” (1 Gv. 3, 8).5.I Santisono stati tormentati dai demoni e parlanodi loro con grande sicurezza e sincerità.S. Francesco d’Assisi un giorno confidò a un suo intimo compagno: “Se capissero i frati quante e che gravi tribolazioni e afflizioni mi danno i demoni, non ci sarebbe alcuno di loro che non si muoverebbe a compassione e a pietà di me” (FF. 1798).S. Caterina da Siena viene dichiarata dal suo confessore “martirizzata dai demoni” (Cf. vita di lei scritta dal B. Raimondo da Capua).La B Maria di Gesù Crocifisso, detta la Piccola Araba perchè di origine palestinese, quando era molto avanti nella santità, ebbe due periodi di vera e propria possessione diabolica, documentata dagli Atti del processo (Cf  Padre Estrata: vita della beata).S. Pio da Pietrelcina certamente è uno dei Santi più tentati e tormentati dal diavolo. Egli fin dai 5 anni si da completamente a Gesù e a Maria, e subito (come lui scrive nei suoi appunti) gli appare Gesù col cuore in risalto sul petto e gli pone la mano sul capo per dimostrare di gradire tanto il suo proposito di amarlo, di donarsi tutto a Lui di consacrarsi al Suo amore. Ama molto anche la Madonna.Da allora ogni giorno si ritira in qualche angolo della chiesa o della casa o dei campi per pregare, recitare Rosari e fare penitenza battendo il suo corpo con una catena di ferro.E subito il diavolo si scatena contro di lui, e lo tormenta di giorno e di notte con orribili tentazioni, con immagini provocanti di sconce figure di ragazze in forme oscenissime e bestiali. La moglie del dott. Sanguinetti, collaboratore del P. Pio, scrive a un sacerdote: “Il diavolo ha gettato a terra P. Pio e l’ha coperto di pugni e di lividure, gli ha spaccato un sopracciglio; lui gronda sangue” (15 luglio 1954). Lo stesso P. Pio ha scritto: “Se i frati sapessero quali tormenti mi infligge il demonio, non ci sarebbe neppure uno che non piangerebbe”. Il diavolo lo percuote spesso perché lui ceda alle tentazioni. Scrive al suo direttore spirituale: “Le tentazioni sono assassine e di giorno in giorno vanno sempre più moltiplicandosi … Tremo da capo a piedi temendo di poter offendere Dio” (Cfr. Epist. I di P. Pio).Queste tentazioni impure furono intense per 20 anni.Poi diventarono meno furibonde, e si accompagnarono a forti tentazioni contro le verità di fede. Fu pure immerso in una grande oscurità spirituale, detta “notte oscura”, che in tanti santi si prolungò per un numero limitato di mesi o di anni, mentre in P. Pio si è prolungata, con grande sua sofferenza, per tutta la vita.P. Pio ripeteva: “Oggi i diavoli si sono scatenati e sono tanto numerosi che se si potessero vedere e fossero piccoli come la capocchia di uno spillo, non riusciremmo a vedere il sole”. EsempioS. Brigida racconta di un uomo che viveva ai suoi tempi il quale da ben 40 anni non si accostava ai Sacramenti; però era devoto della Madonna. Si ammalò gravemente. S. Brigida gli inviò un Confessore; ma il moribondo lo respinse sdegnosamente. Così per due volte. Glielo inviò una terza volta con l’incarico di dirgli, da parte di Dio e della Vergine Santa, che egli era invasato da ben 7 demoni i quali l’avrebbero ben presto portato all’inferno. Spaventato si confessò, ricevette gli ultimi Sacramenti e spirò nel bacio del Signore. Dopo la sua morte, Dio fece conoscere a S.Brigida (celebre per le rivelazioni che ebbe dal Signore) che quell’infelice era scampato all’inferno unicamente per la sua devozione alla Vergine, la quale è sempre vittoriosa contro il diavolo. EsortazioneAmiamo tanto Gesù sull’esempio di P. Pio e di tutti i Santi, ricordando ciò che dice S. Agostino: “II diavolo è come un cane legato alla catena, morde chi gli si avvicina”.Ma se ameremo tanto Gesù, se avremo sempre Gesù nella mente e nel cuore, staremo spiritualmente lontanissimi dal demonio. PropositoQuando avvertiamo una tentazione, subito recitiamo devotamente l’Ave Maria. La Madonna, la nemica del diavolo, lo mette in fuga. Lei è il martello che lo schiaccia; è la santificazione della nostra anima, è la gioia degli angeli.                                     Grande devozione alla Madonna. S. Francesco d’Assisi ripeteva: “Alla recita dell’Ave Maria, tremano tutti i demoni!”. Che sarà se le Ave Maria sono 50 come in una corona? o 150, come in tre corone?Esclameremo con S. Giovanni Bosco: “O Maria, Vergine potente, Tu grande e illustre difesa della Chiesa; Tu aiuto, aiuto mirabile dei Cristiani; Tu, terribile come un esercito schierato a battaglia; Tu, che da sola hai distrutto tutti gli errori del mondo; Tu, nelle angustie e nelle lotte, nelle necessità difendici dal nemico e nell’ora della morte accoglici nei gaudi eterni. Amen”.

MARIA SANTISSIMA PIENA DI GRAZIA 0

MARIA SANTISSIMA PIENA DI GRAZIA

Maria chiamata al progetto di Dio Piena di Grazia è un testo di riflessione sulla persona di  Maria, Vergine e Madre, diretta a guidare i cristiani, con lo scopo di approfondire le analogie tra la vocazione alla divina Maternità di Maria nel piano della salvezza e la nostra vocazione di figli adottivi di Dio per mezzo di Gesù, morto e risorto.DUE OBIETTIVI AL CENTRO DELLE MEDITAZIONI                              1) Maria è il prototipo della creatura totalmente e radicalmente di Dio, per Dio, in Dio, in quanto preservata dal peccato originale, concepita immacolata e tale rimane prima, durante, dopo il parto. Ella è “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, termine fisso d’eterno consiglio”, come afferma Dante Alighieri nel terzo Canto delle Divina Commedia.Tutto ciò è analizzato seguendo le tappe della vita privata di  Gesù. In questo modo è facile individuare la “Piena di Grazia”, durante il cammino del farsi obbedientissima ai voleri di Dio,sacrificando tutta se stessa;2) anche il cristiano, per mezzo del Battesimo, è rigenerato, dal sangue di Cristo, nuova creatura: “Ciò che Cristo è per natura, il cristiano lo è per grazia” (S:Tommaso d’ Aquino). “Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per una sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di  Gesù Cristo….Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo di Dio che si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Lui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1^Pt.2,5-9).Sull’esempio di Maria anche il cristiano è chiamato a comunicare Cristo agli uomini d’oggi con la testimonianza della sua vita e del suo amore per Dio e per il prossimo sulle strade del quotidiano.UN ANGELO A NAZARETH                                                              ….per rivelare a Maria una cosa grande: “Esulta, o piena di grazia; il Signore è con te” (Lc.1,28).Maria, sconcertata, imbastisce un dialogo investigativo per saperne di più. Anche l’angelo, a sua volta, manifesta sorpresa. Lo smarrimento di Maria, infine, si muta nella consapevolezza di essere stata pensata, concepita, voluta, creata da Dio per Dio. Infatti l’angelo la esorta ad aver fiducia e a non temere, “perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc.1,30).Il Creatore predilige le creature. Dio ha bisogno d’incontrare gli uomini dopo la colpa originale. Egli non accetta la sua solitudine divina. Egli non li può lasciare nel peccato, nel rifiuto del suo amore, unico progetto di salvezza. Anche noi, come Maria, siamo interpellati e avvicinati da Dio in Gesù per mezzo dello Spirito Santo. Dio ci vuole incontrare, conoscere, amare e servire. Egli ci insegue, ci chiama per nome, ci richiama, ci attende; cammina con noi, gioisce e soffre con noi, spera ed ama con noi, perché l’amore, ogni amore viene da Lui che è amore per essenza (cfr:Gv.4,8).Per vivere la nostra esperienza umana, Egli si è fatto uomo in  Gesù per essere ancora oggi uomo del nostro tempo, eccetto nel peccare della nostra epoca. Viaggia con noi, osserva, inerme, la signoria del nostro benessere. Egli urla, grida con la voce dei suoi profeti dovunque un uomo cerchi di riscoprire se stesso, il senso del pensare, dell’agire, del vivere nella prospettiva di un fine ultimo.L’incontro di Maria con l’angelo evidenzia alla coscienza il ruolo e il significato vocazionale della sua esistenza. E’ ciò che Dio, in Gesù, vuol farci capire, ossia che Egli è il senso e la ragione ultima del nostro esistere.LA PRIMA GRANDE EVIDENZA: MARIA NELLA MENTE DI DIO       Dopo l’evidente stupore, Maria sceglie il silenzio e l’ascolto. Ella si convince di dover sentire prima il messaggio dell’Angelo, poi riflettere. Dio non si manifesta direttamente, ma attraverso i suoi ambasciatori: angeli, arcangeli, angeli custodi, oppure attraverso la natura, la Creazione, i Patriarchi, i Profeti, la Legge, infine mediante il Figlio suo, l’Unigenito  Gesù Cristo. Ma Egli resta un Dio presente e nello stesso tempo nascosto, un Dio fatto uomo ma velato dall’uomo, in ogni uomo. Anche in te, in me, in noi.La grandezza inaccessibile di Dio c’impedisce di vederlo come egli è:  “Finché abitiamo nel corpo siamo in esilio, lontani dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione” (2^ Cor. 5,6-7). Maria è condotta dall’angelo a scoprire Dio-persona.L’intelligenza divina, palpitante d’immenso e smisurato amore per l’uomo, comunica alla fanciulla di Nazareth ciò che per lei ha stabilito e deciso. Dio, in questo modo, permette alla Vergine Maria di entrare in contatto con il suo futuro, con ciò che ella dovrà divenire secondo la sua volontà.Maria intuisce che la sua vita futura è nella mente di Dio e che soltanto in Lui ha significato. Inoltre percepisce la gioia di essere totalmente creatura di Dio e, in quest’ottica, intravede anche l’unica via per essere se stessa. “Senza di me non potete far nulla….Rimanete nel mio amore” (Gv.15,5.9).Dio ci pensa, ci crea dal nulla per amore, ci fa passare dal non essere all’essere, sempre per amore, perché “Egli è amore” (Gv.4,8).La nostra radice è l’amore di Dio, il quale diventa la chiamata di Dio, la vocazione vera di ogni essere vivente e razionale, di ogni uomo, donna, bambino, fanciullo, giovane, adulto, anziano. Ciò che Dio ha stabilito per ciascuno di noi, proviene dal suo amore e porta sicuramente al possesso del suo amore, se diciamo con Maria:”Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc.1,38).LA SECONDA GRANDE EVIDENZA: MARIA NEL PROGETTO DI DIOLo stupore di Maria,davanti all’angelo, è tradotto con queste espressioni: “Maria si turbò, andava pensando tra sè che cosa stesse per significare quel saluto” (Lc.1,29).A questo punto, il dialogo con Dio muta la psicologia, ne cambia lo stile, soprattutto modifica le relazioni e gli obiettivi esistenziali. L’angelo squaderna alla fanciulla di Nazareth le pagine in cui si contengono le cronache della sua prossima missione e dei futuri avvenimenti che la riguarderanno, i disegni dell’Altissimo, che prevedono, innanzitutto, la sua maternità divina e il suo totale coinvolgimento nell’Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, il Figlio di Dio, “Dio vero da Dio vero, generato non creato, della sostanza del Padre”.Maria, Madre di Cristo e Madre del genere umano, Madre di tutti gli uomini perché a Gesù: “Il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo Padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe nei secoli, e il suo regno non avrà mai fine” (Lc.1,32-33). Maria compie un gesto di portata universale quando, con il suo consenso, accetta di entrare, anzi di farsi donna e madre secondo la volontà di Dio.Il costo è grande: trascendere e dimenticare se stessi. Infatti Ella si dispone alla rinuncia totale delle sue vedute, delle aspirazioni e delle speranze di un cuore giovanile per lasciarsi rigenerare dalla pienezza della grazia divina in modo conforme ai desideri di Dio.Maria diventa la volontà di Dio, ossia “la piena di grazia”. In modo simile alla creta in mano al vasaio, Maria si lascia trasformare dalla “potenza dell’Altissimo” (cfr.Lc.1,35).In modo analogo ciascuno di noi è trasformato, rigenerato col Battesimo in Figlio di Dio per mezzo di Gesù. Abbandonati, o cristiano, come Maria, alla pienezza di grazia che Dio ha stabilito per te.LA TERZA GRANDE EVIDENZA: SPOSA DELLO SPIRITO SANTO     Maria è la creatura preservata dalla colpa originale, unica persona umana da sempre “giardino dell’eden”, la sola a cui Dio, scendendo nel cuore umano, rivolge la parola con successo, perché tutta pura, tutta bella, tutta santa, tutta vera, sincera, umile, obbediente, aperta al dialogo, serva della sua volontà, disposta ad essere ciò che a Dio piace, a volere ciò che Dio vuole, ad amare l’amore di cui è espressione e testimonianza perfetta.Donna, opera dell’amore di Dio Uno e trino, “termine fisso d’eterno consiglio”, Maria, per la prima volta, si vede con gli occhi di Dio, si coglie come Dio l’ha concepita, comprende di essere tutta di Dio, unicamente di Dio, per cui non può negare a se stessa ciò che è. “Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà; perciò il Santo che nascerà sarà chiamato Figlio di Dio….perché nulla è impossibile a Dio” (Lc.1,35-37).Questa terza grande evidenza invade la coscienza di Maria che, dopo le illuminazioni divine scoperte dentro di sè, non esita ad assecondare liberamente la richiesta di Dio. Così il Figlio di Dio diventa uomo per opera dello Spirito Santo nel  seno purissimo di Maria Vergine. Al fonte battesimale, nel quale siamo stati rigenerati per mezzo della morte e resurrezione di Cristo col Battesimo, lo Spirito santo, che procede dal padre e dal Figlio ha preso dimora in noi facendoci partecipi del progetto di Dio in Gesù, che ci riempie del suo amore, affinché ciascuno di noi sappia diffondere “il buon odore di Cristo” attraverso le opere della carità, della condivisione, della comunione con il prossimo, spezzando le barriere e le staccionate erette dalla cultura dell’egoismo e del superuomo. L’anima del cristiano è lo Spirito Santo che è stato riversato nei nostri cuori (cfr. Rm.5,5).MARIA ENTRA A FAR PARTE DEL “NULLA È IMPOSSIBILE A DIO”     Contempliamo Maria, capolavoro della grazia divina, sposa dello Spirito Santo, piena di grazia, perché Ella ha accettato di svuotare se stessa, tutta se stessa, per essere riempita solo di Dio e del suo amore, per cui l’angelo trova spontaneo chiamarla “piena di grazia, il Signore è con te” (cfr.Lc.1,28); anzi il suo essere esulta, gioisce e canta: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, perché grandi cose ha fatto in me Colui che è potente, e santo è il suo nome” (Lc.1,46-49).

Maria Regina dell’universo 0

Maria Regina dell’universo

1. Il Concilio Vaticano II ci presenta la Madonna come tutto cuore e tutta dolcezza verso i suoi figli sparsi nel mondo intero: “Maria, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria con il suo corpo e la sua anima, e dal Signore esaltata come Regina dell’universo perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte” (LG 59).La Vergine “si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni fino a che non siano condotti alla patria beata” (LG 62).Il Concilio Vaticano II ha pure ricordato a noi il popolo eletto guidato da Mosè, attraverso il deserto, nella “Terra promessa”: “di giorno una nube li difendeva dai raggi del sole, di notte una scia luminosa indicava loro la strada”. Ebbene, Maria è stata paragonata a quella nube che ci difende… e a quella luce che ci illumina nel cammino verso la terra promessa, verso il Paradiso.2. I più celebri Santi e i più grandi teologi hanno parole sublimi verso la Regina dell’universo. Il grande S. Lorenzo da Brindisi, Dottore della Chiesa, Superiore generale dei Frati Cappuccini, era devotissimo della Madonna che ha fortemente difeso, contro le inesattezze dei fratelli Protestanti, mediante la predicazione e con gli scritti raccolti in un grosso volume (il “Mariale”). Egli ha raggiunto un primato di tenera devozione mariana, celebrando la S. Messa, privatamente, nel giorno dell’Assunta, nello spazio di ben 14 ore. E definisce la Vergine quale “Capolavoro di natura, di grazia e di gloria”.Sull’esempio di P. Pio tutte le creature dell’universo si sentono legate da altissimo affetto a Gesù e a Maria. P. Pio così pregava: “Mi sento legato al Figlio per mezzo della Madre, senza neanche vedere le catene che tanto stretto mi tengono; mille fiamme mi consumano; sento di morire continuamente e pur sempre vivo… Le catene che gli occhi miei non vedono, le sento che mi tengono stretto a Gesù e alla sua diletta Madre, ed in questi istanti sento che il sangue mi affluisce al cuore e da questo alla testa… Vorrei volare per invitare per invitare le creature tutte ad amare Gesù, ad amare Maria” (Epistolario I, 357).Il P. Semeria parla di Maria come di colei di cui tutta l’Italia è innamorata. Scrive: “Qualunque delle sue cento città io visiti, qualunque pagina di storia io mediti, qualunque manifestazione io interroghi, mi accade sempre di incontrare Maria.Fratelli e sorelle, la Vergine Santa, la Regina del mondo, che ha aperto il cuore dei sommi artisti, che ha aperto il cuore dei grandi navigatori e dei celebri dominatori degli Oceani, apra il nostro cuore, apra il cuore di tutti gli increduli e di tutti i peccatori, e li inondi di dolce letizia e di ineffabile gioia”.Il P. Roschini esclama: “Preghiamola devotamente ogni giorno e recitiamo il S. Rosario. Così Maria, questa chiave d’oro, aprirà il nostro cuore e il cuore di tutti i poveri peccatori e lo renderà trono vivente di lei stessa, augusta Regina dell’universo”.3. Gesù ha consegnato alla sua Madre Santissima l’avvenire di tutto il mondo.A Parigi, entrando nella Cappella in Rue du Bac 140, a destra dell’altare maggiore si scorge una suggestiva statua della Beata Vergine: stringe tra le sue mani un piccolo globo che rappresenta la terra sormontata da una croce. Fu vista così da S. Caterina Labouré nella famosa apparizione del 27 novembre 1830 (approvata dalla Chiesa). Quell’apparizione ha segnato quasi l’inizio delle grandi apparizioni: La Salette, Lourdes, Fatima, e le altre che tuttora continuano.Gesù vuoi salvare il mondo per mezzo della Madonna.S. Pier Damiani nel giorno della Natività di Maria SS. esclama: “Esultiamo… Oggi è nata la Regina del mondo, la finestra del Cielo, la porta del Paradiso, il Tabernacolo di Dio, la stella del mare, la scala celeste per la quale il supremo Re, umiliatosi, discese in terra e l’uomo, che giaceva umiliato, ascese esaltato alle cose supreme.Oggi, al mondo, è apparsa una stella, per mezzo della quale il sole di giustizia illumina il mondo stesso…, oggi è nata quella splendida Vergine dalla quale nacque il Cristo, il più bello tra i figli degli uomini” (Sermone 46).E nel giorno dell’Assunzione, nel suo discorso ha questo altissimo esordio: “Sublime è questo giorno e sfolgorante più del sole più splendido, in cui la regale Vergine è portata al trono di Dio Padre e, posta nella sede della stessa Trinità, attira gli Angeli a contemplarla” (Sermone 49).Il Servo di Dio Pio XII, devotissimo alla Madonna, afferma: “Maria è diventata veramente la Signora di tutta la creazione nel momento in cui divenne Madre del Creatore”. E invita tutti i buoni cristiani a pregare molto perché la Vergine Santa ottenga la conversione di tante persone che non hanno nessuna istruzione su Cristo Dio e di moltissimi che vivono in peccato mortale. Ecco una delle tante preghiere che ci suggerisce: “Regnate in noi, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità, dirigendoci e assistendoci affinché mai ci allontaniamo da questa forte aspirazione alla santità. Regnate sopra l’intero genere umano soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono vostro Figlio. Regnate sulla Chiesa che a voi ricorre come a sicuro rifugio; soprattutto su quella parte della Chiesa che è perseguitata e oppressa.Regnatesulle intelligenze affinché cerchino soltanto la verità; sulle volontà affinché seguano soltanto il bene; sui cuori affinché amino soltanto ciò che voi amate. Regnate negli individui e sulle famiglie; sulle società e sulle nazioni; sulle assemblee dei potenti; sui consigli dei savi, come sulle semplici aspirazioni degli umili. Regnate sulle vie, sulle piazze, nelle città, nei villaggi, nelle valli, sui monti, nella terra e nel mare. Il vostro regno è regno di misericordia: ogni supplica trovi ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute” (1 Nov. 1954). EsempioII servo di Dio P. Damiano Giannottidevotissimodella Madonna e che avrebbe voluto portare alla VergineMaria tutto l’universo, va missionario nell’estesissimoBrasile. Il 31 maggio 1997, all’età di quasi 99 anni, dopoesser stato per 66 anni tra i poveri del Sertào, la depressaregione del nord-est del Brasile, è morto a Recife. Ha predicato a grandi folle fino alla vigilia della sua santa morte.Nato il 5 novembre 1898 a Bozzano (Lucca), è entratotra i Cappuccini nel 1914. Nel 1931 è partito per il Brasile,percorrendo a piedi, più volte, gli Stati di Alagoas, Pernambuco, Paraiba, Rio Grande do Norte, Cearà e Sergipe.Ha predicato moltissime Missioni popolari. Per una settimana predicava e confessava in un paese, poi, percorrendo la strada molto spesso a piedi, passava in un altropaese senza riposarsi. In ognuna delle Missioni era compresa la processione di penitenza alle tre del mattino conuna Meditazione sulle più importanti verità della fede.Parlava spesso sui novissimi (morte, giudizio, inferno,paradiso). Confessava ore e ore, prima e dopo le prediche,di giorno e di notte. Amava talmente il suo popolo che ungiorno disse: “Voglio morire in Brasile. Non tornerò piùal mio paese natale. Se i miei superiori e il governo lo permetteranno, voglio essere sepolto a Recife”.Quando è morto, duecentocinquantamila fedeli sono giunti da ogni parte del Brasile per rendere omaggio alla sua salma, nei cinque giorni in cui è stataesposta nella Cattedrale di Recife: poveri, gente umile,uomini e donne, anziani, giovani e bambini, sfilando davanti alla salma per dare il loro ultimo addio, piangevanocome se avessero perso il proprio papa. Il rito funebre,durato oltre 4 ore, si è svolto allo stadio.Una dimostrazione indescrivibile di affetto e di devozione per questo semplice e coraggioso frate,sepolto a Pina, un quartiere di Recife, in una chiesetta accanto al Convento dei frati Missionari. Il presidente del Brasile, Fernando Enrique Cardoso, indisse tregiorni di lutto nazionale, mentre l’Arcivescovo annunciòl’imminente apertura del processo di beatificazione che è nel suo pieno svolgimento. EsortazioneSull’esempio del Servo di Dio P. Damiano, amiamotenerissimamente la Madonna, Regina di tutta la terra;diffondiamo la devozione alla Vergine Maria, Regina dell’universo. Ella ci aiuterà a costruire in tutto il mondo laciviltà dell’amore a Gesù. PropositoPreghiamo molto e con grande fervore la Madonna Regina dell’universo per questo nostro mondo diventato diabolico. Mai nei secoli passati mai tanti orribili esanguinosi terrorismi, e uccisioni di fanciulli fatti a pezziper estrarre organi da trapiantare, e tanta vergognosa pedofilia, e tanto odio contro la Chiesa Cattolica, mai tantefamiglie rovinate da infedeltà e da ignobili delitti, maiuna ignoranza tanto vasta e totale delle verità di fede comeoggi. Mai c’è stata questa percentuale altissima di persone che vivono nel peccato mortale camminando spensieratamente verso la dannazione eterna.Preghiamo, preghiamo, preghiamo la Madre dell’universo perché questo mondo diabolico diventi divino.Così si avvererà pienamente quanto afferma il Concilio Vaticano II: “La Madre di Gesù brillerà dinanzi al pellegrinante popolo di Dio, quale segno di futura speranzae consolazione fin quando verrà il giorno del Signore”(LG, 68).

Maria negli ultimi tempi della Chiesa 0

Maria negli ultimi tempi della Chiesa


Trattato della vera devozione a Maria
PARTE PRIMA – CAPITOLO TERZO[49] Per mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo, ancora per mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi scomparve, perché gli uomini, ancora poco istruiti e illuminati sulla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a lei. Così sarebbe certamente accaduto -se ella fosse stata conosciuta- a causa dell’incanto meraviglioso che Dio le aveva conferito anche nell’aspetto esteriore. Ciò è così vero che san Dionigi l’areopagita osserva che quando la vide, l’avrebbe presa per una dea a motivo delle segrete attrattive e dell’incomparabile bellezza che aveva, se la fede, nella quale era ben fermo, non gli avesse insegnato il contrario.Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di lei. Non esistono più, infatti, i motivi che determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa mentre elle viveva quaggiù e a manifestarla ben poco dopo la predicazione del Vangelo.[50] In questi ultimi tempi, Dio vuole dunque rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle sue mani.1) Perché ella quaggiù volle rimanere nascosta e si pose al di sotto della polvere con umiltà profonda, avendo ottenuto da Dio e dai suoi Apostoli ed Evangelisti di passare inosservata.2) Perché ella è il capolavoro delle sue mani, sia quaggiù nell’ordine della grazia che in cielo nell’ordine della gloria, e Dio vuole riceverne gloria e lode in terra dai viventi.3) Perché è l’aurora che precede e annuncia il sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi dev’essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo.4) Perché, essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada che egli seguirà nella sua seconda venuta, anche se in modo diverso.5) Perché è il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita. Ora non si può trovare Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità.6) Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in Grazia.In misericordia per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e i traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica.In forza, contro i nemici di Dio, gl’idolatri, gli scismatici, i maomettani, gli ebrei e gli empi induriti che si ribelleranno in modo terribile per sedurre e far cadere, con promesse e minacce, tutti quelli che saranno loro contrari.E infine deve risplendere in grazia, per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo che combatteranno per i suoi interessi.7) Da ultimo, dev’essere «terribile come schiere a vessilli spiegati» di fronte al diavolo e ai suoi seguaci, soprattutto in questi ultimi tempi, perché il diavolo, ben «sapendo che gli resta poco tempo», e più poco che mai, per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi. Susciterà infatti, quanto prima, crudeli persecuzioni e tenderà terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri. 2 – Maria e l’ultima lotta[51] Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo, che andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell’Anticristo, deve riferirsi la prima e celebre profezia e maledizione pronunciata da Dio nel paradiso terrestre contro il serpente. È bene spiegarla qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a confusione del diavolo.«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.[52] Dio ha fatto e preparato una sola ma irriconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino alla fine: l’inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo, tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre -quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente- il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell’antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell’empio orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già perché l’ira, l’odio e il potere di Dio non siano infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono limitate, ma:l ) perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente più d’essere vinto e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l’umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza;2) perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti.[53] Ciò che Lucifero ha perduto con l’orgoglio, Maria l’ha conquistato con l’umiltà. Ciò che Eva ha dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l’ha salvato con l’obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con se tutti i suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e servi, che consacrò alla sua Maestà.[ 54 ] Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l’una tra Maria e il demonio, l’altra tra la stirpe della Vergine santa e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odî segreti tra i veri figli e servi della Vergine santa e i figli e schiavi del demonio. Non si amano tra loro, non c’è intesa tra loro!I figli di BelialGli schiavi di Satana, gli amici del mondo – che è la stessa cosa! – hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono alla santissima Vergine, come un giorno Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati.Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria su quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, dove si annida il suo orgoglio. Ne svelerà sempre la malizia serpentina, ne sventerà le trame infernali, ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate.Ma il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina, che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo coraggioso, e cosi fortemente sostenuti dall’aiuto di Dio, che con l’umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo. 3 – Maria e gli ultimi apostoli[55] Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. Ciò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo, i predestinati si inoltreranno nella pratica interiore e perfetta che manifesterò loro in seguito.
Allora vedranno chiaramente – nella misura che la fede permette – questa bella stella del mare, e guidati da lei giungeranno in porto, malgrado le tempeste e i pirati.Conosceranno le grandezze di questa sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d’amore.
Sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l’ameranno teneramente come figli di predilezione.Conosceranno le misericordie di cui essa è ricolma e il bisogno che essi hanno di esser aiutati da lei, a lei ricorreranno in ogni cosa come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo.Sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si offriranno a lei anima e corpo, senza nessuna riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo.[56] Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria?Saranno fuoco ardente, ministri del Signore, che metteranno dappertutto il fuoco del divino amore.Saranno frecce acute nella mano potente di Maria per trafiggere i suoi nemici come frecce in mano a un eroe.Saranno i figli di Levi, molto purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio.Porteranno nel cuore l’oro dell’amore, l’incenso della preghiera nello Spirito e la mirra della mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon profumo di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi mondani.[57] Saranno nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo. Senza attaccarsi a nulla né stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada a due tagli della parola di Dio trafiggeranno, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell’Altissimo.[58] Saranno veri apostoli degli ultimi tempi. Ad essi il Signore degli eserciti darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici.Dormiranno senza oro e argento, e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici. Tuttavia avranno le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li chiamerà lo Spirito Santo.Lasceranno nei luoghi dove hanno predicato, soltanto l’oro della carità, che è il compimento della legge.[59] Infine, sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo secondo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo i canoni del mondo; senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a nessuno; senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia.Avranno in bocca la spada a due tagli della parola di Dio e porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta.Ecco i grandi uomini che verranno e che Maria formerà su ordine dell’Altissimo, per estendere il suo dominio sopra quello degli empi, idolatri e maomettani. Ma quando e come avverrà tutto questo?… Dio solo lo sa. Compito nostro è di tacere, pregare, sospirare e attendere: «Ho sperato: ho sperato nel Signore».

MARIA E LA MESSA 0

MARIA E LA MESSA

Domenico Bertetto I. – MARIA PRESENTE AL CALVARIO E ALLA MESSA• 1. L’associazione di Maria all’opera del Figlio, si estende anche al sacrificio cruento del Calvario, di cui la S. Messa è il memoriale e l’attuazione perenne. La B. Vergine infatti «serbò fedelmente la sua unione col figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (Gv 19,25), soffrendo profondamente col suo unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all’immolazione della Vittima divina da lei generata» (Concilio Vaticano II, LG 58).• 2. I fini salvifici dell’immolazione della Croce sono perennemente attuati (nell’immolazione eucaristica della S. Messa. E Maria, come già sul Calvario partecipa ora dalla sede gloriosa, in unione con Gesù Sacerdote e vittima all’attuazione dei fini salvifici della S. Messa; l’adorazione e il ringraziamento, la propiziazione per tutti i peccati, e l’impetrazione di tutte le grazie necessarie per la salvezza di tutti i redenti.• 3. Il Concilio Vaticano II insegna ancora che Maria «assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le grazie della salute eterna» (LG 62) Maria è quindi spiritualmente presente ad ogni S. Messa, e dal cielo si unisce all’adorazione, al ringraziamento, alla propiziazione ed all’impetrazione di Gesù Sacerdote, dei sacerdoti celebranti e di tutti i fedeli, che partecipano alla S. Messa, dando anche lei il suo apporto per l’efficacia salvifica del sacrificio eucaristico.• 4. Con ragione quindi il sacerdote la invoca, nella preparazione alla S.Messa, affinché come ha assistito al suo dolcissimo Figlio pendente in Croce, così assista al suo ministro e a tutti i sacerdoti che celebrano, perché possano offrire alla Divina Maestà la Vittima degna e gradita.Con ragione parimenti Maria SS.ma viene ricordata in ogni celebrazione eucaristica, quale madre del Sacerdote e della Vittima divina.II. – LA PAROLA DEL PAPAII 5 giugno 1983, il Papa nel discorso dell’Angelus ha detto: «Ave, veruni Corpus natum del Maria Virgine!». Ave, vero Corpo nato da Maria Vergine!Nella festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il nostro «grazie» è salito riconoscente al Padre, che ci ha donato il Verbo divino, Pane vivo disceso dal cielo e si eleva con gioia alla Vergine, che ha offerto al Signore la Carne innocente e il Sangue prezioso che riceviamo all’Altare. Ave, verum Corpus: Corpo vero,veramente concepito per opera di Spirito Santo, portato in grembo con ineffabile amore (Pref. di Avvento, II), nato per noi da Maria Vergine: Natum de Maria Virgine.Quel Corpo e quel Sangue divino, che dopo la Consacrazione è presente sull’Altare, e viene offerto al Padre, e diventa comunione d’amore per tutti, rinsaldandoci nell’unità dello Spirito per fondare la Chiesa, conserva la sua originaria matrice da Maria. Li ha preparati lei quella Carne e quel Sangue, prima di offrirli al Verbo come dono di tutta la famiglia umana, perché Egli se ne rivestisse diventando nostro Redentore, sommo Sacerdote e Vittima.Alla radice dell’Eucaristia c’è dunque la vita verginale e materna di Maria, la sua traboccante esperienza di Dio, il suo cammino di fede e di amore, che fece, per opera dello Spirito Santo, della sua carne un tempio, del suo cuore un altare: poiché concepì non secondo natura, ma mediante la fede, con atto libero e cosciente: un atto di obbedienza. E se il Corpo che noi mangiamo e il Sangue che beviamo è il dono inestimabile del Signore risorto a noi viatori, esso porta ancora in sé, come Pane fragrante, il sapore e il profumo della Vergine Madre» (Maria, V, 197-198).III. – FIONDE PER LA MADONNAUna banda di giovanissimi delinquenti preoccupava la popolazione di una zona periferica di Bologna, e dava filo da torcere alla Questura. Con le fionde che maneggiavano, erano capaci di far saltare un lampione a venti metri. Quelli che potevano, giravano al largo per non aver noie e non correre rischi. La polizia teneva d’occhio il loro capo, un ragazzo audace e sprezzante che esercitava su tutti un’autorità indiscussa.Più di tutti era preoccupato un povero prete, direttore dell’oratorio salesiano, che in quella turba di ragazzi, più trascurati che cattivi, vedeva riflettersi le bande dei prati di Valdocco, ammansite dalla bontà di Don Bosco. Il sogno dei lupi trasformati in agnelli gli tornava dinanzi agli occhi, ogni volta che s’imbatteva nei giovani frombolieri da strapazzo.Attaccò la banda, come per un’ispirazione della Madonna, dal punto di vista più esplosivo, dal capo. Ci volle una pazienza eroica per farselo amico, ma alla fine ci riuscì. Sotto la scorza selvaggia di una mascalzone di periferia, il ragazzo nascondeva un’anima franca e generosa.Quella domenica pomeriggio don Vincenzo, il prete dell’oratorio, vide avanzare la banda dei tiratori: corse alla porta con un cordialissimo: «Avanti, ragazzi, siete a casa vostra», spalancò le porte. Mentre entravano, don Vincenzo squadrava quei ragazzi dai ciuffi ribelli e dai vestiti lacerati. Da molte tasche spuntavano le fionde famose. A qualcuno di quei monelli forse frullò per il capo che di vetri, nella casa del prete, ce n’era sufficiente per una bella frittata. Ma il capo non tollerava disordini.Quando tutti furono entrati, il comandante si presentò al Direttore e, a nome di tutti, parlò chiaro e deciso, come sempre:- Signor Direttore. Lei ci conosce bene… Ma noi siamo qui perché ci accetti all’oratorio.Da oggi vogliamo diventare dei ragazzi in gamba! Ne vuole la prova? Ci lasci entrare cinque minuti in cappella.Il prete non se lo fece dire due volte: e mentre i ragazzi si infilavano nella cappella per la porticina stretta, li raccomandava in cuor suo alla Madonna: nel sogno di Giovanni Bosco era stata lei a intervenire… E anche oggi quei piccoli lupi avevano bisogno del suo tocco materno.Dopo qualche minuto entrò anch’egli in chiesa, per vedere che cosa stava capitando.Gli venne incontro il capobanda, con un sorriso negli occhi scintillanti.«Signor Direttore, – disse con un filo di scherzo negli occhi – non vede nulla di nuovo all’altare della Madonna?»Il direttore guardò… Sulla mensa dell’altare, davanti alla sua statua, erano ammonticchiate una cinquantina di fionde… Il trofeo più espressivo offerto alla Madonna da mani di ragazzi.(Dalla rivista «Maria Ausiliatrice», Aprile 1983, pp. 7-8).

MARIA IMMACOLATA 0

MARIA IMMACOLATA

di Padre Giulio Maria Scozzaro dal nostro libro Maria Madre di Dio

1) MARIA SANTISSIMA NON HA COMMESSO NEANCHE UNA IMPERFEZIONE Non conveniva a Dio avere una Madre Immacolata? Certo, perché anche un uomo, potendo scegliere una madre, sceglie la migliore e le dona ciò che ha di meglio. Dio, che è la Sapienza, non solo preparò come Sua Madre la migliore delle madri di tutti i tempi, ma, mostrandosi Dio soprattutto in questo, La preservò dal peccato originale, facendoLa nascere pura, incontaminata, eccelsa. Non solo, dato che Dio poteva, La ricolmò al momento della Concezione di Grazia, tanto che nell’Annunciazione, si poté chiamare Piena di Grazia, Tutta Santa, Maestosa davanti a Dio.Maria è stata preservata dal peccato originale in previsione dei meriti, che avrebbe acquistato Gesù. Maria è pre-redenta, cioè, redenta ancora prima della nascita della Redenzione universale operata da Gesù. Il Beato Duns Scoto afferma che “la Beata Vergine Maria alla Concezione del Figlio, Si trovò nella somma pienezza di Grazia, per cui, nessun’altra creatura -anche Angelica- poteva o potrebbe uguagliarLa in santità”. Se Maria non fosse nata Immacolata, Gesù avrebbe dimorato per nove mesi in un Corpo vinto dal diavolo, a causa del peccato originale. Ma di peggio, che Gesù doveva prendere Corpo dal Corpo di Maria, quindi anche il Suo Corpo sarebbe stato macchiato dalla bava del diavolo. Bene dice Sant’Alfonso, che “il Figlio di Dio avrebbe avuto orrore di prendere carne da una Sant’Agnese o Santa Teresa, perché queste Sante Vergini, prima del Battesimo furono macchiate dalla colpa. Ma non ebbe orrore di farSi Uomo nel Seno Immacolato di Maria”.Conveniva alla Madre di Dio essere preservata da ogni macchia di peccato, e questo privilegio divino, per elezione di Cristo, fece di Maria la degna Sposa dello Spirito Santo.Adamo ed Eva erano stati elevati ad un ordine soprannaturale, cioè, sopra il naturale, perciò Dio aveva detto Loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate su ogni essere vivente”(Gn 1,28). Però i due disobbedirono e persero la Grazia santificante per Sé e tutti i discendenti da Loro: tutta l’umanità. Questo peccato è originale e viene trasmesso ai discendenti per via di generazione, ma una sola Creatura fu preservata da questo peccato originale: l’Immacolata Concezione. Questo è un privilegio che neanche Abramo, Mosè, Davide, i Patriarchi, i Profeti, gli Apostoli e tutti i Santi hanno ricevuto. Sotto il diluvio del peccato originale, Dio salvò solo Maria, perchè Ella è la vera Arca della Divinità. L’Ufficio della Natività di Maria recita: “O Madre tenerissima, Trono di Dio e Chiesa delle nostre anime, prega Gesù perchè io possa trovar misericordia nel giorno del Giudizio”. Già dopo il peccato di Adamo ed Eva, nel Protovangelo (Genesi 3,15) Dio parla di Maria, mentre annuncia il Redentore. “In questo oracolo -come scrive P. Stefano Maria Manelli- sono contenute tutte le Grandezze di Maria: Madre Divina, Madre-Vergine, Immacolata ed immune da ogni colpa attuale, associata al Redentore nell’opera redentiva, Madre e Mediatrice degli uomini, Assunta in Cielo in Anima e Corpo, Regina vittoriosa, unita al Figlio Re dell’Universo”.          Scrive Cornelio A Lapide, che “come fu opera dell’Onnipotenza che Dio divenisse Uomo per opera d’una Vergine; così fu opera dell’infinita santità di Dio il preservarLa dal peccato originale, il santificarne l’Anima e il Corpo, renderLa degnamente idonea a concepire nel Suo Seno, l’Immacolato e Santo Verbo di Dio”.2) MARIA È IL PARADISO DI DIO Tutti siamo stati creati per la vita eterna, ma per ottenerla occorre conoscere i mezzi, ebbene, il mezzo più sicuro è la devozione all’Immacolata. San Bernardo dice, che giustamente “Maria è stata figurata all’Arca di Noè, perché in quella scamparono dal diluvio universale quanti vi si rifugiarono, così tutti quelli che si rifugiano sotto il manto di Maria, scampano dal naufragio della colpa e della dannazione eterna per salvarsi nel porto della beata eternità”.Il Papa Giovanni Paolo II ha affermato, che “sin dai primordi della Chiesa il culto mariano è destinato a promuovere l’adesione fedele a Cristo. Venerare la Madre di Dio significa affermare la divinità di Cristo. Infatti i Padri del Concilio di Efeso, proclamando Maria Theotokos, «Madre di Dio», intesero confermare la fede in Cristo, vero Dio”.La somma Dignità di Maria nessuna mente umana può intuirla, neanche quei Santi, che di Maria sono stati figli innamorati e scrittori illuminati, come: Sant’Efrem, San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Bernardo, Sant’Anselmo, Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura, San Tommaso d’Aquino, Beato Duns Scoto, San Bernardino da Siena, San Lorenzo da Brindisi, Sant’Alfonso Maria dè Liguori, San Luigi Maria Grignon da Monfort, San Massimiliano Maria Kolbe. Per comprendere l’Immacolata avrebbero dovuto essere l’Immacolata, perché Maria Santissima è un mistero d’amore. La Chiesa tutta nella Solennità dell’Immacolata ripete: “Padre Santo, Tu hai preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perchè Piena di Grazia, diventasse degna Madre del Tuo Figlio. Tu sopra ogni creatura La predestinavi per il Tuo popolo Avvocata di Grazia e Modello di Santità”.Essendo Immacolata, Piena di Grazia fin dal primo istante, tale da superare tutta la santità dei più grandi Santi al termine della Loro vita, Maria godette l’uso della ragione non appena l’Anima entrò nel Corpo; ebbe la scienza infusa, per cui aveva una conoscenza piena di Dio e Lo amava perfettamente; fu immune da ogni peccato attuale, cioè, non poteva commettere alcun peccato benchè minimo e neanche un’imperfezione, e questo per tutta la vita; praticò tutte le virtù in grado eroico, e non qualche virtù come i Santi, ma tutte le virtù e in modo straordinario; ebbe la pienezza di Grazia, di scienza, di potenza, di gloria.Maria è la Creatura più grande, è la Predetta dei Profeti, e meglio, la Sospirata dai Patriarchi, Colei che comanda miliardi di Angeli e di Arcangeli, e lo stesso Dio non aspetta altro che accontentarLa. Per questo Dante scriveva: “Donna, Sé tanto grande e tanto vali, che, chi vuol Grazie e a Te non ricorre, sua disianza vuol volare senz’ali”. Chi vuole una Grazia e non prega Maria, il suo desiderio non vola verso l’alto, ma rimane nel suo cuore. Giustamente, San Massimiliano aveva un ideale: “L’Immacolata, ecco il nostro ideale. Avvicinarci a Lei, renderci simili a Lei, lasciare che Ella domini il nostro cuore e tutto il nostro essere, che Ella viva ed operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, per appartenere interamente, senza restrizioni, a Lei: ecco il nostro ideale! Irradiare l’Immacolata poi nel nostro ambiente, attirare a Lei le nostre anime, affinché dinanzi a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini ed Ella regni nel cuore di tutti e dovunque, senza distinzione di razza, di nazionalità, di lingue, come pure nel cuore di tutti gli uomini che vivranno in ogni tempo, sino alla fine del mondo: Tale è il nostro ideale! Inoltre, che la vita dell’Immacolata si radichi in noi sempre più profondamente, di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcun limite: ecco il nostro ideale! E che la Sua Vita si sviluppi similmente in ciascuna anima che è e sarà in ogni tempo: Ecco il nostro ideale!” “Gloria a Te, o Immacolata -grida Giorgio di Nicomedia-, a Te, o bellissima bellezza di tutte le creature”.In Paradiso, San Michele Arcangelo, il Comandante delle schiere Angeliche, è sempre pronto ad obbedire a Maria, ed aspetta che Maria Lo degni di un comando, anche piccolo. E San Michele si gloria più di essere il primo servitore di Maria, che di essere il Capo dell’Esercito Angelico. 3) ALTISSIMA E POTENTISSIMA MARIAMaria è l’Onnipotenza per Grazia. Ha il Primato nell’ordine della natura, della Grazia e della Gloria.Il Primato della natura, in quanto è la Regina del creato, per questo il sole e le stelle Le fanno da corona, la luna Le fa da sgabello; la terra, il Cielo, gli Angeli sono Suoi sudditi.Il Primato della Grazia, perché dal primo istante di vita fu ricolma di Grazia. Considera poi la Maternità Divina; considera che ogni respiro di Maria era un atto d’amore quasi infinito verso Dio, che allietava la SS. Trinità e faceva tremare tutto l’Inferno; considera tutti i meriti acquistati nella Vita…Il Primato della Gloria, perché tra Grazia e Gloria c’è rapporto che lega: quanta più Grazia si ha sulla terra, tanta più Gloria si avrà in Cielo. E Maria quanta Grazia portava in sè? Addirittura, per nove mesi ha portato nel Suo Grembo, la Grazia stessa: Dio. Maria è Regina dei Patriarchi, dei Profeti, degli Apostoli, dei Martiri, dei Santi, di tutti. A ragione, il mondo intero si inchina e La esalta. Da duemila anni i più grandi uomini della terra L’hanno esaltata e, sicuramente, sono stati i più grandi, proprio perché hanno esaltato Maria. Re, Principi, Poeti, Filosofi, Scienziati, Teologi, Artisti hanno cantato, osannato Maria, come meglio hanno potuto. A ragione, San Roberto Bellarmino ti dice: “Vivi con Maria e sarai salvo. Chi infatti potrà strapparti dal Suo Grembo?”.4) IL DEMONIO ELOGIA MARIA È veramente accaduto nel 1853. Durante un esorcismo furono fatte dal Sacerdote domande sull’Immacolata Concezione di Maria, e il diavolo fu costretto ad ammettere ciò che la Chiesa Cattolica insegna e i Santi hanno predicato. Non è stato facile per l’esorcista ottenere questa inaudita confessione del diavolo, ma quando gli viene imposto da Dio di dire la verità, deve immediatamente obbedire. Dopo cinque anni questa confessione, la Madonna dirà a Lourdes: IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”. Questo esorcismo è una testimonianza da prendere sul serio, perché il diavolo mai direbbe queste parole se non costretto, in quanto aumentano la devozione nei fedeli verso la Madre di Dio. “O Maria! Capolavoro delle mani di Dio! Tu sei ciò che Dio ha fatto di più grandioso. Creatura incomparabile, Tu sei l’ammirazione di tutti gli abitanti del Cielo: tutti Ti onorano, tutti Ti obbediscono e Ti riconoscono come Madre del Creatore. Tu sei innalzata al di sopra degli Angeli e di tutta la Corte celeste; Tu siedi accanto a Dio.“O Maria, Tu hai portato nel Tuo purissimo seno COLUI che Ti ha creata! Tu sei Vergine e Tu sei Madre! Non c’è niente che possa essere paragonato a Te! Dopo Dio, Tu sei ciò che di più grande possa esistere. Tu sola dai più Gloria a Dio di tutti gli Angeli ed i Santi messi insieme!…“In Te non c’è stato mai alcun peccato. Tutti quelli che dicono che non sei Vergine e Madre siano maledetti! Tu sei stata Concepita senza peccato originale, Tu sei IMMACOLATA!…“Dopo il Cuore del Tuo divin Figlio Gesù, non c’è alcuno che possa essere paragonato al tuo Cuore Immacolata! O Cuore buono! O Cuore tenero! Tu non abbandoni neanche i più ingrati e i più colpevoli tra gli uomini! Il Tuo Cuore è pieno di dolcezza verso i peccatori che meritano solo castighi, e ottieni pure per loro Grazia e Misericordia da Dio!“Oh! Se gli abitanti della terra Ti conoscessero! Se sapessero apprezzare la Tua tenerezza, la Tua potenza, la Tua bontà neppure uno si dannerebbe! Tutti quelli che ricorrono a Te e che Ti pregano ogni giorno Tu li salverai e li benedirai in eterno!”.

Madonna delle Grazie 0

Madonna delle Grazie

In molte chiese e in numerosi Santuari la Vergine Santa è venerata e invocata con questo titolo molto bello: Madonna delle Grazie.Anche i primi cristiani la invocarono in tale maniera. Infatti, nelle catacombe e nei reperti archeologici dei primi secoli, si vede la Vergine in atteggiamento di “orante”, ossia di meravigliosa persona che prega per ottenere e dispensare grazie.1. La Madonna ci ama tanto che è sommamente preoccupata per ottenerci Grazie ossia favori spirituali e anche corporali. Perciò la si invoca anche così: “Aiuto dei cristiani! Ausiliatrice!”, perché viene in nostro soccorso.Il Concilio Vaticano II ci ricorda Maria che “si prende cura dei fratelli del suo Figlio ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata” (Lumen g. 62).Il Vaticano II ha pure ricordato a noi il popolo eletto guidato, lungo il deserto, da Mosè e che, di giorno, il Signore lo difendeva con una nube dai raggi infuocati del sole e di notte Iddio creava una scia luminosa per indicargli la strada. Ebbene Maria è stata paragonata a quella nube che ci difende e a quella luce che ci illumina.2La Madonna ci aiuta specialmente nelle tentazioni, ci ottiene una forza irresistibile contro satana che continuamente ci insidia, ci assale. L’Apocalisse descrive, come in una visione profetica, il grande assalto di satana. “Il drago rosso (o satana) si getta contro la Donna per divorarle il Bimbo che Ella porta in grembo. Ma alla Donna spuntano ali di aquila e spicca il volo e sale altissima, stringendosi il Bimbo. Il mostro, il quale vede sfuggirgli la preda, le vomita contro un fiume di acqua nera. Ma la Donna, portata dalle sue ali potenti, era già salita così in alto che il fiume di acqua nera non la raggiunse. Il Bimbo era salvo tra le braccia della Madre. Se io starò tra le tue braccia, o Madre, sarò sempre salvo…” (cf. Franzi, “Ho una Madre”, Ed. Esperienza).3.Maria ha portato a noi la sorgente di tutte le grazie: Gesù. Per volontà del Padre e con il concorso dello Spirito Santo ha dato a Gesù la vita umana, e mani per benedire i fanciulli e gli ammalati, e piedi per andare alla ricerca delle pecorelle smarrite, e occhi per piangere su Gerusalemme, che è figura delle anime devastate dal peccato, e un corpo che per noi ha sudato sangue nell’orto del Getsemani ed è stato lacerato nella flagellazione, e poi orribilmente crocifisso e morto sulla Croce.Lei per nove mesi ha portato Gesù nel suo seno, diventando Ostensorio vivo del Salvatore, e per 33 anni l’ha tenerissimamente portato nel suo cuore di mamma.Fu vicinissima a Gesù nei momenti più importanti della sua vita per condividere l’amore e i dolori di Gesù per noi: eccola a Betlem, nella fuga in Egitto, nello smarrimento di Gesù a Gerusalemme, a Nazareth, a Cana ove ottiene il primo miracolo di Gesù, alla istituzione della Eucarestia, sul Calvario, ai piedi della Croce…Ha cooperato vivamente con Gesù e per mezzo di Gesù alla Redenzione, all’opera della nostra salvezza. Imploriamo da Maria la grazia delle grazie, vale a dire che porti a noi Gesù.Molte persone chiedono, alla Madonna delle Grazie, soltanto favori terreni. Chiediamole sì, anche benefici terreni se questi non ostacolano il nostro progresso spirituale e la nostra salvezza eterna. Ma soprattutto chiediamole le grandi grazie che ci fanno crescere nell’amore a Gesù. Lei ci ha portato Gesù, e noi non andremo a Gesù se non portati da lei. E’ dalle braccia materne di Maria che Gesù pas-serà alle nostre braccia, entrerà nel nostro cuore.Non si va al Padre se non attraverso il Figlio Gesù, e non si va al Figlio se non attraverso la Madre Maria. Maria è il ponte tra la terra e il cielo, lei è il collo del Corpo Mistico. In certo senso Maria è il Cuore del Corpo Mistico che è la Chiesa, lei che è la Madre della Chiesa. Il Cuore è il centro vitale: se il cuore si ferma, tutto si ferma; se il cuore si muove, tutto si muove.“Maria è la fontana e il fiume celeste donde passano e giungono fino all’abisso della miseria umana le acque di tutti i doni (di Dio) e di tutte le grazie” (Papa Benedetto XV).4. Tutti i Santi hanno avuto una devozione altissima alla Madonna delle Grazie e l’hanno vivamente raccomandata a noi. Ecco alcuni esempi.S. Alfonso scrive: “Maria è tutta occhi, sempre pronta a soccorrerci. Non fa altro che “scendere e salire”: scendere dal cielo per portare grazie agli uomini e salire al cielo per portare le nostre suppliche a Dio” (da “Le glorie di Maria”, c. 7).S. Bernardo: “Maria è la stella sul cammino degli uomini, seguendo lei non ti smarrirai, pregando lei non ti disperi, non cedi, non temi, non ti stanchi.Se si leva il vento delle tentazioni e s’innalza lo scoglio delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se sei sballottato dalle onde dell’orgoglio, dell’ambizione, della maldicenza, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria!Se la collera, l’avarizia, i desideri impuri scuotono la navicella della tua anima, guarda la stella, invoca Maria! Se, turbato dall’enormità dei tuoi peccati, vergognoso per le sozzure della tua coscienza, spaventato dal timore del giudizio, cominci a lasciarti andare alla tristezza, a scivolare nella disperazione, guarda la stella, invoca Maria!Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra; non si allontani mai dal tuo cuore” (Omelie II).Il Curato d’Ars ripete: “Non capiremo mai abbastanza la grandezza di Maria e il potere che Gesù le ha dato; non conosceremo mai bene il desiderio che ella ha di renderci felici… E’ lei che presenta al suo divin Figlio tutte le nostre preghiere, le nostre lacrime, i nostri bisogni. E’ lei che ci attira le grazie necessarie per la nostra salvezza… E’ un prodigio d’amore!”.Aggiunge: “Quando le nostre mani hanno toccato un profumo, comunicano il profumo ad ogni altra cosa che toccano: facciamo passare le nostre preghiere dalle mani di Maria e ne usciranno profumate”.Prosegue: “Io vedo la SS. Vergine come una mamma che ha molti bambini e uno la trae di qua, l’altro la invoca di là, ed ella accorre per tutti e pensa pure a coloro che non la chiamano, e non ha requie un momento. Solo alla fine del mondo la Madonna riposerà!”.S. Girolamo ci dona una definizione molto dolce e profonda della Madonna delle Grazie: la denomina “Collo” del Corpo Mistico. Come nel nostro corpo tutti i comandi che scendono dal capo per andare alle singole parti corporee passano per il collo, così tutte le grazie che provengono da Cristo, Capo del Corpo Mistico, passano per il Collo ossia attraverso Maria, la quale le fa giungere alle singole parti del suddetto Corpo Mistico, cioè a ciascuno di noi. Pienezza di grazia è in Gesù e in Maria: in Cristo come nel Capo che la produce, in Maria come nel collo che la trasmette.S. Efrem esclama: “Santissima Madre di Dio, piena di grazia!… dispensatrice di tutte le migliori cose!… protettrice dell’universo, chiave che a noi apri il Paradiso!”.S. Germano di Costantinopoli dice: “Nessuno è riempito del pensiero di Dio se non per mezzo tuo, o Santissima Maria; nessuno sfugge ai pericoli se non per mezzo tuo, o Vergine Madre; nessuno ottiene mai alcun dono dalla divina Misericordia se non per mezzo tuo!”.S. Bonaventura, dottore della Chiesa, afferma: “Non è possibile trovare Cristo se non con Maria e per Maria. Chi cerca il Cristo fuori di Maria, lo cerca invano… Come l’oceano accoglie in sé tutte le acque della terra, così Maria raccoglie tutte le grazie per distribuirle ai suoi devoti”.S. Bernardino da Siena, alla scuola di S. Bonaventura specifica: “Ogni grazia segue questo cammino: da Dio va a Gesù, da Cristo alla Vergine e per mezzo della Vergine viene a noi… in modo che nessuna creatura riceve da Dio qualsiasi grazia se non per il tramite di questa Vergine Madre”.Benedetto XV esprime il pensiero di tutti i Papi con queste parole: “Maria è la fontana e il fiume celeste donde passano e giungono fino all’abisso della miseria umana tutti i doni e tutte le grazie”. EsempioPensiamo al Santuario mariano più frequentato: quello di Guadalupe, nel Messico, dal quale la Madonna fa sgorgare fiumi di grazie. Ogni anno si riempie di circa 20 milioni di pellegrini (il quadruplo di quelli che visitano Lourdes). La Vergine, nel 1531, appare a un indio analfabeta, lavoratore della terra di nome Juan Diego. Egli racconta il fatto al Vescovo, ma questi non gli crede. Allora la Madonna dà due segni: guarisce improvvisamente dalla lebbra lo zio del veggente; poi fa che rimanga scolpita la sua stessa immagine nell’interno del mantello del veggente. Quando Juan Diego, per comando della Madonna, ritorna dal Vescovo, si getta in ginocchio davanti al Prelato e apre il mantello che appare tutto adorno di profumate rose tra le quali rifulge una bellissima immagine della Vergine, in forma di una ragazza messicana di straordinaria bellezza,tale e quale era apparsa a Juan Diego.Il Vescovo, sorpreso e commosso, subito si inginocchia; prega la Madonna. Poi colloca il mantello, in cui è scolpita quella devota Immagine, nella sua Cappella e da ordine di costruire la “Chiesa Santuario”.Quell’immagine si conserva intatta ancor oggi, con grande stupore degli scienziati i quali affermano che è assolutamente impossibile spiegare la conservazione, da quasi 500 anni, di quel mantello costituito da un tessuto vegetale. E molto meno si può spiegare l’esistenza della pittura e di quei tipi di colori sopra un tessuto simile. Inoltre sembra non si tratti di pittura perché non c’è nessuna traccia di pennello. Perciò tutto fa pensare a miracoli che continuano nel tempo.Subito dopo l’apparizione della Madonna, il popolo messicano si è convertito in massa al Cattolicesimo. E per la sua straordinaria devozione alla Madonna, e nonostante la feroce persecuzione dei massoni e degli altri anticlericali durata 40 anni, quel popolo è rimasto forte nella fede e nell’amore a Gesù.I suddetti anticlericali fecero esplodere una bomba accanto all’immagine della Madonna, ma quella potente esplosione frantumò ciò che si trovava accanto alla sacra Immagine e piegò perfino i ferri che erano lì attorno, ma non portò nessun danno al quadro di Maria Vergine e non ruppe neppure il vetro che custodisce l’immagine della Madonna delle Grazie. Fu un vero miracoloUn miracolo ancora più meraviglioso e che permane ancor oggi, sta nel fatto accertato da grandi scienziati che con scrupolosi esami condotti per 20 anni, ingrandendo per 500 volte gli occhi della Vergine, hanno scoperto che nelle pupille della Madonna continua ad esserci chiarissima l’immagine del Vescovo, del veggente e di altre 7 persone: si tratta della stessa scena che avvenne nel momento dell’Apparizione della Madonna nel mantello del Veggente.Questi sono autentici miracoli che continuano a ripeterci che Gesù, autore di questi prodigi, a Lui richiesti da sua Madre, è veramente Dio, è l’unico vero Dio, insieme al Padre e allo Spirito Santo, e ci ripetono che la Madonna è veramente la dispensatrice di tutte le grazie. EsortazioneImitiamo la tenera devozione alla Vergine dei Monaci del Getsemani (Stati Uniti): recitata compieta, tutte le luci vengono spente. In pieno buio i monaci intonano la Salve Regina. Durante il canto la grande vetrata dietro l’altar maggiore comincia a poco a poco ad illuminarsi. Con il canto procede anche la luce e finalmente sulle braccia di lei appare anche la dolce figura del Bambino Gesù. Terminato il canto, gli occhi dei 200 monaci fissano stupefatti la bellezza della Madonna delle Grazie. PropositoSiamo devotissimi della Madonna, invochiamola sovente durante la giornata, al pensiero che è lei che ha portato Gesù a noi, che è lei che porterà ciascuno di noi a Gesù, fonte di tutte le Grazie.