Roma, 31 gennaio 2026 – Nel novembre del 2023, quattro donne tedesche – la teologa morale Katharina Westerhorstmann, la teologa Marianne Schlosser, la filosofa Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz e la giornalista Dorothea Schmidt – hanno scelto di far sentire la loro voce su un tema che da tempo anima il dibattito dentro e fuori la Chiesa cattolica: il ruolo delle donne al suo interno. La loro lettera, indirizzata alla Conferenza episcopale tedesca e pubblicata sui principali quotidiani nazionali il 6 novembre, è diventata un simbolo di una riflessione più ampia che in Germania, e non solo, sta mettendo in discussione le basi delle istituzioni ecclesiastiche. Una richiesta chiara, maturata con il tempo: “Vogliamo essere ascoltate,” hanno scritto.
La lettera aperta e la richiesta di dialogo
Il testo, nato tra Colonia e Münster, ha raccolto in poche settimane oltre 3.000 firme da teologi, intellettuali e fedeli comuni. Al centro della loro proposta c’è una richiesta precisa: aprire un confronto serio e trasparente sulla presenza femminile nella Chiesa, una questione che riguarda sia gli aspetti dottrinali sia quelli pratici, dall’accesso alle cariche decisionali fino al diaconato femminile. “Non vogliamo solo visibilità mediatica,” ha spiegato Gerl-Falkovitz in un’intervista a Die Zeit, “ma una vera partecipazione alle decisioni.”
Le quattro firmatarie appartengono a generazioni diverse e non condividono tutte le stesse idee teologiche, ma si sono ritrovate – come hanno scritto – “nella consapevolezza che la voce delle donne viene spesso ignorata o rimandata a tempi migliori.” Una urgenza resa ancora più concreta dagli ultimi eventi: dal Cammino sinodale tedesco alle reazioni vaticane sulle possibili aperture in tema di ministero ordinato.
Le reazioni della gerarchia ecclesiastica
La risposta dei vertici cattolici tedeschi non si è fatta aspettare. Il vescovo di Limburg, Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha riconosciuto l’importanza del documento: “Queste riflessioni sono uno stimolo utile,” ha detto il 10 novembre durante una conferenza a Fulda. “Dobbiamo ascoltare tutte le voci dei fedeli.” Tuttavia, quando si parla di riforme vere e proprie, l’atteggiamento ufficiale resta prudente. Fonti vicine al dicastero per la Dottrina della fede confermano che temi come il sacerdozio femminile non sono ancora sul tavolo.
Nel frattempo, nelle parrocchie tedesche il dibattito si è acceso. A Sankt Martin, a Monaco, la lettera è stata letta durante la messa domenicale. “Ci sentiamo rappresentate,” ha detto la catechista Claudia Bruckner, “ma vorremmo che queste parole non restassero solo sulla carta.”
Il contesto europeo e il confronto internazionale
Non è una questione solo tedesca. In molti Paesi europei – dalla Svizzera alla Francia – iniziative simili sono aumentate negli ultimi due anni, segno che cresce la richiesta di un ruolo più ampio per le donne nella Chiesa. Lo scorso ottobre, durante il Sinodo sulla sinodalità a Roma, alcune delegate hanno portato richieste simili in aula, ricevendo l’appoggio pubblico della presidente dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, suor Jolanta Kafka.
Ma il rischio di spaccature è concreto. L’Osservatore Romano del 12 novembre 2023 metteva in guardia: “La pressione per cambiamenti radicali può dividere i fedeli.” Non tutti però sono contrari: “Serve pazienza,” ha commentato Marianne Schlosser subito dopo. “Le trasformazioni profonde richiedono dialogo.”
Prospettive future e nodi irrisolti
Sono passati oltre due anni da quella lettera, ma poco sembra essersi mosso a livello ufficiale. Le quattro autrici però non si sono fermate. Incontri pubblici, dibattiti accademici e nuove prese di posizione hanno continuato ad alimentare il confronto in Germania. “Abbiamo messo in moto qualcosa che va oltre noi,” ha raccontato Dorothea Schmidt ai microfoni di ZDF. Nel frattempo le firme superano le 4.500.
Resta però aperto il tema delle riforme concrete. Il prossimo appuntamento sarà in primavera 2026: la Conferenza episcopale discuterà nuove proposte per rafforzare il ruolo delle donne nella pastorale. Nessuno sa come andrà a finire ma una cosa è chiara: la questione femminile nella Chiesa cattolica tedesca continuerà a far discutere ancora a lungo.
Tra speranze e prudenza, la voce delle donne si fa spazio – non senza fatica – nel lento cantiere delle riforme ecclesiastiche. Una partita tutt’altro che chiusa.







