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Il Papa svela la sua bussola spirituale per il 2027: pregare per tornare al cuore del mondo

Roma, 31 gennaio 2026 – In un inverno che si preannuncia denso di sfide per la Santa Sede, questa mattina padre Giovanni De Sanctis, nuovo direttore della Rete Mondiale di Preghiera per il 2027, ha presentato e commentato le intenzioni affidate all’opera pontificia da Leone XIV, pontefice dal 2024. L’appuntamento si è svolto nella sede dell’organizzazione in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, alla presenza di giornalisti e rappresentanti delle principali diocesi italiane.

Leone XIV punta su pace, dialogo e ambiente

Padre De Sanctis ha illustrato alle 10.30 le intenzioni di preghiera per il prossimo anno, che ruotano attorno a temi cruciali: pace, dialogo tra religioni, povertà e ambiente. Leone XIV ha chiesto ai fedeli “un rinnovato impegno nel costruire legami di fraternità con le persone di ogni cultura e fede”. Un invito che – come ha sottolineato il direttore – “tocca il cuore dell’attualità globale”.

Tra le priorità del Pontefice c’è anche la cura della “casa comune”, richiamando l’enciclica Laudate Creatorem pubblicata nel 2025. Al centro anche la vicinanza alle famiglie in difficoltà economica. Il testo completo delle intenzioni, tradotto in otto lingue, sarà diffuso nelle parrocchie da marzo. “Ci troviamo davanti a sfide che chiedono fede ma anche coraggio civile e concreto”, ha detto De Sanctis poco prima di mostrare una copia del documento ufficiale.

La Rete Mondiale di Preghiera: radici antiche e numeri impressionanti

La Rete Mondiale di Preghiera, nata come Apostolato della Preghiera in Francia nel 1844, oggi conta più di trenta milioni di aderenti in tutto il mondo. La sede centrale resta a Roma, ma l’organizzazione è diffusa con centinaia di gruppi locali. Ogni mese arrivano intenzioni specifiche: dalla solidarietà internazionale al sostegno ai migranti fino alla giustizia sociale.

Le intenzioni affidate ogni anno dal Papa sono – dicono i più esperti – “una bussola spirituale per milioni”. Quest’anno però la scelta di Leone XIV segna una novità netta. “Il Papa punta forte sul dialogo con l’Islam e sull’educazione ecologica – ha commentato suor Antonietta Franchini presente all’incontro – non sono temi astratti ma questioni vive nelle nostre comunità quotidianamente”.

Le prime reazioni dalle diocesi italiane

A poche ore dalla presentazione sono già arrivate le prime reazioni dai territori. Il cardinale di Milano, Angelo Salvi, ha evidenziato l’urgenza della lotta alla povertà: “Nella nostra città le famiglie in difficoltà crescono ogni mese”, ha detto ai margini di un incontro al Centro Caritas Ambrosiana. A Napoli invece monsignor Luigi Parisi ha apprezzato l’attenzione alla pace: “Le tensioni internazionali non ci lasciano indifferenti”.

Nel Vaticano c’è chi sottolinea come le intenzioni 2027 riflettano un approccio più pratico da parte di Leone XIV: attenzione al sociale e meno enfasi sui temi dottrinali. “Il Papa preferisce parlare chiaro – ha spiegato un funzionario della Segreteria di Stato – anche se questo può sorprendere chi si aspetta messaggi più tradizionali”.

Un messaggio che vuole andare oltre

Molti osservatori notano come queste intenzioni del Pontefice siano pensate per parlare a una società globale e frammentata. A pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Fraternità Umana (4 febbraio), il testo lanciato da Leone XIV richiama esplicitamente l’impegno contro odio e violenza religiosa. Non è solo teoria: nel 2025 sono stati organizzati oltre duecento incontri interreligiosi grazie alle precedenti intenzioni pontificie.

Padre De Sanctis ha chiuso ricordando che “la preghiera cambia le persone e la storia”, invitando tutti a non sottovalutare il valore dei piccoli gesti quotidiani. Nei prossimi mesi partiranno iniziative nelle scuole, nelle parrocchie e tra i giovani delle associazioni. La speranza – condivisa anche dai giornalisti presenti – è che l’impronta lasciata da Leone XIV si traduca in progetti concreti.

Solo allora – come spesso succede dietro le mura vaticane – si potrà capire se queste intenzioni hanno davvero segnato una svolta per la Chiesa del terzo millennio.

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